Sullo stato del sostegno economico ed umanitario all'Ucraiana
La Commissione europea ha adottato la prima relazione annuale dello Strumento per l'Ucraina, confermando che lo Strumento sta dando i suoi frutti a ritmo sostenuto. Solo nel 2024, la Commissione ha mobilitato 19,6 miliardi di euro in tutti e tre i pilastri dello Strumento: sostegno all'Ucraina attraverso il Piano Ucraina, il Quadro di Investimento per l'Ucraina e l'assistenza all'adesione all'Unione e relative misure di sostegno.
Il sostegno dell'UE ha, tra l'altro, aiutato l'Ucraina a pagare stipendi e pensioni, a sostenere scuole e ospedali e a preservare la stabilità macrofinanziaria in condizioni di guerra. La relazione annuale conclude che il sostegno fornito attraverso lo Strumento per l'Ucraina non solo mantiene in funzione l'economia ucraina, ma sostiene anche riforme chiave che avvicinano il paese all'adesione all'UE, rafforzando l'impegno dell'Europa a sostenere l'Ucraina il più a lungo possibile.
La relazione mostra che l'Ucraina ha realizzato il suo ambizioso programma di riforme previsto dal Piano Ucraina, rendendo lo Strumento il motore finanziario delle riforme strutturali e accelerando il percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'UE. Nel 2024, circa un quarto delle misure completate dall'Ucraina ha contribuito direttamente all'allineamento al diritto dell'UE in settori quali la trasparenza del mercato energetico, il controllo dell'inquinamento industriale, le valutazioni ambientali e lo sviluppo regionale.
Il Fondo sta anche rimodellando l'economia ucraina. Attraverso l'Ukraine Investment Framework, il Fondo ha sostenuto ingenti investimenti esteri in Ucraina. Le piccole e medie imprese hanno ricevuto un sostegno mirato tramite 290 milioni di euro in accordi di garanzia dell'UE e 20 milioni di euro in finanziamenti misti. Anche le comunità locali ne beneficiano direttamente. Almeno il 20% del sostegno a fondo perduto è destinato ai comuni, rafforzando la ripresa a livello locale.
Il Fondo si concentra anche sulla tutela dell'ambiente. Almeno il 20% degli investimenti del Fondo aiuterà l'Ucraina a ridurre la sua impronta di carbonio. L'Ucraina ha adottato la sua prima Legge Quadro sul Clima, impegnandosi a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, mentre importanti ammodernamenti delle infrastrutture energetiche e di trasporto sono già in linea con il Green Deal dell'UE.
Una relazione mette in evidenza le sinergie con i parlamenti nazionali
L'ultima relazione annuale della Commissione europea sulle relazioni con i parlamenti nazionali mostra un numero più ampio di organi legislativi impegnati in un dialogo politico attivo.
I parlamenti nazionali collaborano sempre più per influenzare gli affari dell'UE, fornendo un contributo lungimirante al programma legislativo della Commissione con largo anticipo rispetto alle proposte ufficiali. Questa spinta a rafforzare il loro ruolo nel processo decisionale dell'UE è evidente nei loro sforzi collettivi, come le riunioni in gruppi informali e la cofirma di pareri. In particolare, il loro contributo congiunto all'agenda strategica per il ciclo istituzionale 2024-2029, fornito attraverso la Conferenza delle commissioni parlamentari per gli affari dell'Unione (COSAC), dimostra ulteriormente questo approccio collaborativo.
I principi di sussidiarietà e proporzionalità garantiscono che l'UE agisca solo quando è più efficace dei governi nazionali e che le sue azioni siano proporzionate ai suoi obiettivi. I risultati della relazione offrono una preziosa panoramica annuale di come questi fondamentali sistemi di pesi e contrappesi democratici vengano messi in pratica.
Il 10 settembre, la Presidente von der Leyen pronuncerà al Parlamento europeo il primo discorso sullo stato dell'Unione dell'attuale mandato. In vista di questo importante momento, la Commissione presenta oggi una pubblicazione che fa il punto sul suo lavoro dal suo insediamento, avvenuto il 1° dicembre 2024. Questo documento evidenzia quanto la Commissione ha già realizzato in termini di impegni assunti con gli Orientamenti Politici e come ha mantenuto la rotta nell'attuale contesto globale, molto più volatile e competitivo.
Per rafforzare la competitività dell'Europa, la Commissione ha adottato misure importanti per semplificare le norme e ridurre la burocrazia, a sostegno della leadership europea nell'intelligenza artificiale, nell'innovazione rivoluzionaria e nelle tecnologie pulite. Abbiamo investito nella prosperità delle nostre regioni e nel futuro del nostro settore agricolo. La Commissione ha sostenuto con fermezza l'Ucraina. Per rafforzare la sicurezza e la prontezza dell'Europa, abbiamo avviato iniziative senza precedenti a sostegno dell'industria europea della difesa. Per rafforzare la sicurezza economica dell'UE e ridurre le eccessive dipendenze, la Commissione si è adoperata per ampliare la rete di partenariati dell'UE dal Regno Unito all'India e dal Sud-est asiatico al Sud America.
In un mondo sempre più incerto, l'UE si sta posizionando come un attore globale affidabile con cui i partner internazionali desiderano fare affari. La Commissione ha gettato basi importanti con un nuovo bilancio a lungo termine più semplice, ambizioso e flessibile per supportare al meglio le priorità attuali e future dell'Europa.
La pubblicazione è accompagnata da una cronologia che illustra in dettaglio l'attività della Commissione negli ultimi dieci mesi. La Presidente von der Leyen pronuncerà il suo discorso sullo stato dell'Unione davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, mercoledì 10 settembre.
Il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sta portando avanti il suo programma TechEU per mobilitare 250 miliardi di euro di investimenti entro il 2027 per startup, scaleup e aziende innovative in tutta Europa, istituendo un sistema di accesso rapido per la ricerca di finanziamenti.
Il Gruppo BEI sostiene TechEU con una piattaforma che garantirà alle aziende risposte tempestive alle proposte di finanziamento.
La nuova piattaforma TechEU include un portale TechEU con un "Investment Readiness Checker" integrato, uno strumento web di facile utilizzo che consente alle startup e alle scaleup europee che operano nei settori delle tecnologie pulite, delle scienze della vita e delle tecnologie digitali di scoprire come il Gruppo BEI può supportare le loro ambizioni. La piattaforma funge da sportello unico per semplificare l'accesso a una gamma di prodotti azionari, strumenti di tipo azionario, debito, garanzie e servizi di consulenza pensati specificamente per gli imprenditori. Il TechEU Investment Readiness Checker farà il suo debutto commerciale il 27 agosto in occasione di una conferenza internazionale sull'innovazione in Danimarca. L'evento si chiama TechBBQ. Questo è solo un primo passo: la piattaforma verrà ulteriormente sviluppata, con l'aumento dei partecipanti all'ecosistema e delle opzioni di finanziamento disponibili.
"Una delle nostre massime priorità è garantire che gli innovatori europei ricevano i finanziamenti di cui hanno bisogno per avviare, espandere e prosperare in Europa, stimolando la crescita dell'economia europea", ha dichiarato Merete Clausen, Vicedirettrice Generale del FEI. "Per questo motivo stiamo lanciando la piattaforma TechEU, che semplificherà l'accesso a una varietà di strumenti di finanziamento".
Il programma TechEU è la più grande iniziativa di finanziamento per l'innovazione in Europa e mira a sostenere annualmente altri 1.000 innovatori e campioni tecnologici europei, riducendo sostanzialmente i vincoli di finanziamento per le imprese in fase di espansione. Per mobilitare almeno 250 miliardi di euro di investimenti, TechEU beneficia di 70 miliardi di euro in equity, quasi-equity, prestiti e garanzie del Gruppo BEI nel periodo 2025-2027.
La piattaforma funge anche da risorsa completa per le aziende, semplificando l'accesso a tutti gli strumenti di sostegno finanziario della BEI e del FEI durante l'intero ciclo di crescita dell'innovazione, compresi i servizi di consulenza forniti prima delle offerte pubbliche iniziali (IPO). Il programma TechEU si concentra su tecnologie pulite, tecnologie sanitarie, digitalizzazione e intelligenza artificiale, difesa, tecnologie spaziali e materie prime critiche. La prima ondata di finanziamenti si concentra sulle tecnologie pulite, con l'obiettivo di mobilitare 18 miliardi di euro di investimenti e rafforzare la leadership europea in questo settore.
Maggiori informazioni sulla piattaforma TechEU e sul TechEU Investment Readiness Checker saranno disponibili presso uno stand della BEI al TechBBQ o presso uno stand virtuale tramite l'app mobile TechBBQ.
L'ombra della delusione si allunga sull'Europa all'indomani all'indomani del Joint Statement UE - USA sull'assetto nel suo complesso, dazi inclusi, delle relazioni commerciali tra le due sponde dell'Atlantico. E con la delusione si fa strada un pensiero di dubbio: a che vale stare insieme se alla prova dei fatti pochi decidono per tutti una resa incondizionata?
L'Unione Europea, che non è mai stata avvezza alla durezza del braccio di ferro, è stata regina del c.d. soft power, che le ha permesso sino ad oggi di avere presa sui suoi interlocutori commerciali in virtù unicamente del prestigio e dell'attrattiva del suo speciale mercato unico.
La diplomazia esercitata con arte attraverso gli accordi commerciali ha avuto le sue zone d'ombra negli equilibri istituzionali europei, giacchè il Parlamento Europeo, conscio che in commissione Affari Esteri (AFET) poteva fare ben poco, ha sempre più affinato il suo ruolo attraverso la commissione per il commercio internazionale (INTA), con un approccio concreto ma al contempo pregno di valenze ben oltre il piano commerciale. Epico lo scontro nel 2015 sul TTIP, ma anche la netta presa di posizione, nello stesso periodo, nei confronti della Turchia, cui fu negato l'allargamento della unione doganale a motivo dei suoi misfatti in materia di diritti umani.
Oggi l'Europa si scopre non più corteggiata, ma presa a sberle da chi l'accusa, a dispetto di ogni evidenza dei dati, di nuocere agli interessi deli Stati Uniti, di prendere senza dare, di imporre flussi unilaterali.
E l'Europa, pur di evitare il peggio, ha accettato la gogna. ha ceduto alla logica di vecchia memoria, secondo cui il commercio internazionale non può essere basato sulla libertà degli scambi, ma necessita di un sistema di dighe mobili che ne orienti l'evoluzione. Tutto questo si è reso inevitabile per la delegittimazione del WTO, che un tempo fungeva da semaforo contro la violazione del tracciato imposto dalle regole.
L'Europa s'indebolisce sul piano economico, proprio nel momento in cui divrebbe essere più forte che mai sul piano diplomatico e militare. E per la prima volta viene da chiedersi a che giova restare uniti a testa alta davanti a Putin, se poi nella trattativa con gli Stati Uniti consegniamo le armi senza neanche provare a combattere, a dispetto di un esercito che conta ben 450 milioni di soldati in servizio permanente.
Sapranno i leader europei che se perdono nei confronti delle imprese, e magari anche di quei cittadini che chiedono a gran voce zero immigrati piuttosto che zero emissioni, alla fine più di uno dirà che ha fatto bene la Gran Bretagna?
CLS
Dichiarazione dell'Alto Rappresentante Kaja Kallas
In questa giornata, l'UE rende omaggio a tutti coloro che soffrono, o hanno sofferto, di intolleranza, discriminazione, ostilità, odio, persecuzione o violenza a causa della loro religione o credo, reale o percepita, o della sua assenza.
Nell'ultimo anno, il mondo ha continuato a vedere milioni di persone di diverse affiliazioni religiose, comunità o minoranze cadere vittime della violenza causata da conflitti, terrorismo, repressione, intimidazione di massa e incitamento all'odio. Intolleranza, estremismo, autoritarismo e odio motivato dai conflitti continuano a mettere a repentaglio i diritti e le libertà di troppe persone, mettendo a rischio le loro famiglie, comunità, siti religiosi e luoghi di culto.
L'UE sostiene fermamente il diritto di tutti gli individui a godere della libertà di pensiero, coscienza, religione o credo, e di manifestare o cambiare la propria religione o credo senza rischio di discriminazione, persecuzione o violenza. Ogni individuo ha il diritto di praticare la propria religione o credo individualmente o in comunità con altri, in privato o in pubblico. I siti del patrimonio religioso e i luoghi di culto devono essere protetti in ogni momento, soprattutto quando gruppi di persone che si riuniscono in tali luoghi sono esposti a minacce.
Invitiamo tutti gli Stati ad agire per combattere l'intolleranza, la discriminazione, l'odio e la violenza basati sulla religione o sul credo. La comunità internazionale deve promuovere una cultura di tolleranza religiosa, rispetto per la diversità e comprensione reciproca, e favorire il dialogo interreligioso e interculturale come strumenti essenziali per una convivenza pacifica. L'UE continua a lavorare per raggiungere questo obiettivo, ad esempio attraverso l'assegnazione, lo scorso anno, di finanziamenti UE a due progetti multinazionali che dureranno fino al 2027 in Asia e Africa, con l'obiettivo di promuovere la libertà di religione o di credo e proteggere le persone da discriminazioni, intolleranza e violenza basate sulla religione o sul credo.
L'UE è pronta a contribuire a costruire un mondo in cui persone di tutte le religioni e credenze, ovunque si trovino, possano godere pienamente dei propri diritti umani e vivere fianco a fianco senza paura, in libertà e in pace.
L'Europa aggrappata alla sua debolezza si schiera con forza con chi sinora ha sempre voluto sostenere, in aderenza ai propri valori giuridici, e cerca di blindare con dichiarazioni ferme e unitarie l "attuale linea di contatto" come punto di partenza per i negoziati tra Russia e Ucraiana. Cerca di anticipare le mosse di Trump.
La dichiarazione rilasciata domenica 10 agosto prova a fare i conti con la resa dei conti: alleati e nemici, vittime e carnefici, colpe e ragioni, tutto si rimescola sotto lo sguardo sconcertato di una manciata di paesi europei, affiancati dal Regno Unito.
Infatti, l'incontro Trump-Putin in Alaska in programma a ferragosto, al di là di ogni narrazione o speculazione, segnerà inevitabilmente una svolta, e da quel momento gli eventi dovranno loro malgrado conformarsi alla direzione di marcia stabilita dalle due grandi potenze un tempo nemiche, ed oggi sodali e complici nell'affermazione di un nuovo assetto mondiale e nella spartizione dei guadagni.
L'Europa rischia di trovarsi sola al di qua della cortina di dazi che la separa dall'alleato di un tempo, e si stringe attorno al suo eroe che affonda nelle sabbie mobili del'era trumpiana. Sullo sfondo s'intravedono le grandi manovre per la ricostruzione dell'Ucraiana. Un tempo dividendo per gli azionisti di maggioranza, oggi rischia di essere un onere troppo grande a carico degli europei, senza alcuna certezza di riuscire a concludere il processo di adesione dell'Ucraiana all'UE.
Un autunno caldo è alle porte, non solo per le temperature roventi che dettano la nuova normalità del clima.
CLS
Gli interessi sui beni russi congelati in Europa danno respiro all'ucraiana
Venerdì scorso, l'Unione Europea ha requisito 1,6 miliardi di euro di cosiddetti profitti straordinari generati dagli interessi sui saldi di cassa derivanti da attività immobilizzate della Banca Centrale Russa. Si tratta del terzo trasferimento all'UE, dopo una prima tranche erogata a luglio 2024 e una seconda tranche erogata ad aprile 2025. Copre i ricavi accumulati durante il primo semestre del 2025.
Questi profitti straordinari provengono da attività congelate a seguito delle sanzioni dell'UE imposte in risposta all'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Sebbene le attività stesse rimangano bloccate, gli interessi sui saldi di cassa possono essere utilizzati per sostenere l'Ucraina. Il 90% delle prime due tranche è stato utilizzato per sostenere l'Ucraina tramite il Fondo Europeo per la Pace (EPF) e il 10% tramite il Fondo per l'Ucraina. A partire da questa terza tranche, il 95% dei proventi sarà invece utilizzato per sostenere l'Ucraina tramite il Meccanismo di Cooperazione ai Prestiti per l'Ucraina (ULCM) e il 5% tramite l'EPF.
L'ULCM fornisce un sostegno a fondo perduto per assistere l'Ucraina nel rimborso del prestito di assistenza macrofinanziaria dell'UE, nonché dei prestiti dei creditori bilaterali nell'ambito del meccanismo. Il sostegno complessivo ai prestiti nell'ambito del meccanismo ammonta a 45 miliardi di euro. Inoltre, l'EPF aiuta l'Ucraina a far fronte alle sue urgenti esigenze militari e di difesa.
Questa misura rientra nell'impegno costante dell'UE a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario.
Aperta una consultazione pubblica sulla sicurezza delle regioni europee al confine orientale
La Commissione europea ha lanciato una consultazione volta a fornire orientamenti per l'elaborazione del "Patto per le regioni frontaliere orientali". Il Patto, la cui adozione è prevista entro la fine del 2025, esplorerà misure volte a superare gli ostacoli allo sviluppo socioeconomico, rafforzando al contempo la preparazione e la sicurezza civile nelle regioni orientali.
La Commissione ha già proposto misure di sostegno mirate per queste regioni, tra cui una revisione intermedia della politica di coesione a sostegno della trasformazione economica, della resilienza e delle iniziative legate alla difesa, nonché un bilancio rafforzato nell'ambito del futuro Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034.
Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, ha dichiarato: "Le regioni di confine orientali non sono solo confini nazionali, ma confini europei. L'impegno dell'UE in queste regioni è fondamentale per salvaguardare i nostri valori europei condivisi. Abbiamo la responsabilità di garantire che le persone che vivono in queste aree si sentano sicure, protette e supportate. Il Patto per le regioni di confine orientali fungerà da tabella di marcia per affrontare le loro sfide specifiche, offrendo soluzioni su misura per promuovere lo sviluppo e una visione chiara per il sostegno a livello UE".
Il processo di consultazione è aperto fino al 4 settembre sul portale "Di' la tua". Si rivolge principalmente alle autorità nazionali e locali, alle imprese, alle organizzazioni della società civile, ai giovani e al mondo accademico.
"Accogliamo con favore l'impegno del Presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra di aggressione della Federazione Russa e raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l'Ucraina.
Siamo convinti che solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno all'Ucraina e pressione sulla Federazione Russa affinché ponga fine alla sua guerra illegale possa avere successo.
Siamo pronti a sostenere questo impegno diplomaticamente, nonché confermando il nostro sostanziale sostegno militare e finanziario all'Ucraina, anche attraverso l'operato della Coalizione dei Volenterosi, e confermando e imponendo misure restrittive nei confronti della Federazione Russa.
Condividiamo la convinzione che una soluzione diplomatica debba proteggere gli interessi vitali di sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa.
Concordiamo sul fatto che questi interessi vitali includano la necessità di garanzie di sicurezza solide e credibili che consentano all'Ucraina di difendere efficacemente la propria sovranità e integrità territoriale. L'Ucraina ha la libertà di scelta sul proprio destino. Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità. Il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l'Ucraina. Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L'attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati.
Ribadiamo che l'invasione illegale e immotivata dell'Ucraina da parte della Russia costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto Finale di Helsinki, del Memorandum di Budapest e dei successivi impegni assunti dalla Russia. Sottolineiamo il nostro incrollabile impegno a favore della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale dell'Ucraina.
Continuiamo a essere fermamente al fianco dell'Ucraina. Siamo uniti come europei e determinati a promuovere congiuntamente i nostri interessi. Continueremo a collaborare strettamente con il Presidente Trump e con gli Stati Uniti d'America, con il Presidente Zelenskyy e il popolo ucraino, per una pace in Ucraina che tuteli i nostri vitali interessi di sicurezza".
L'Europa e il progetto della quinta libertà di movimento: quella dell'innovazione
La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare contributi per il prossimo Atto sullo Spazio Europeo della Ricerca (ERA), che affronterà le sfide ancora aperte nella creazione di un mercato unico per ricercatori, conoscenza e tecnologia, spesso definito la quinta libertà dell'UE.
Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "Dobbiamo costruire una vera e propria 'quinta libertà dell'UE' per guidare l'innovazione, consolidare la nostra posizione di leader scientifico mondiale e incoraggiare i ricercatori a scegliere l'Europa per la loro carriera. Vogliamo ascoltare le comunità di ricerca e innovazione, le imprese del settore privato e le PMI, e tutti gli altri soggetti interessati a scoprire come costruire al meglio un quadro di ricerca e innovazione competitivo, attraente ed equo".
L'ERA Act, la cui adozione è prevista per la seconda metà del 2026, si concentrerà sull'armonizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), sulla riduzione delle disparità e sull'allineamento delle politiche di R&S tra gli Stati membri. Migliorerà le condizioni per la circolazione della conoscenza, per la ricerca e i ricercatori, salvaguardando al contempo i valori fondamentali della ricerca europea, come la libertà scientifica e la parità di genere.
La fase iniziale del processo di consultazione è la richiesta di contributi, aperta fino al 10 settembre 2025 sul portale "Di' la tua". Seguirà una consultazione pubblica di 12 settimane sullo stesso portale.
Avviata la fase consultiva sulla Tabella di marcia per la digitalizzazione e l'IA nel settore energetico
La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla portata e il contenuto della Tabella di marcia strategica sulla digitalizzazione e l'intelligenza artificiale (IA) nel settore energetico.
La tabella di marcia strategica, già annunciata nel Piano d'azione per un'energia accessibile, accelererà l'adozione della digitalizzazione e dell'IA nel settore energetico, migliorando al contempo l'efficienza energetica e l'affidabilità del sistema. La sua adozione è prevista il prossimo anno e definirà le misure per il sistema energetico di domani, esaminando sia le sfide che le opportunità legate all'implementazione su larga scala di soluzioni di IA nel settore energetico.
La tabella di marcia strategica si baserà sul Piano d'azione dell'UE sulla digitalizzazione del sistema energetico adottato nel 2022 e sfrutterà le sinergie con iniziative future come la tabella di marcia per l'efficienza energetica, il Pacchetto Reti, il Pacchetto Energia per i Cittadini, il Piano d'azione per l'elettrificazione e la Strategia per il riscaldamento e il raffreddamento. Questa iniziativa integrerà anche gli sforzi in corso della Commissione nel campo dell'intelligenza artificiale, come la legge sull'intelligenza artificiale e il piano d'azione per l'intelligenza artificiale continentale.
Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, ha dichiarato: "Per accelerare la duplice transizione verde e digitale, abbiamo bisogno di un sistema energetico più intelligente e interattivo. Le tecnologie digitali, inclusa l'intelligenza artificiale, possono accelerare la nostra transizione verso un sistema energetico più pulito ed efficiente. Con la tabella di marcia strategica, realizzeremo questo obiettivo a vantaggio dei consumatori dell'UE".
Le parti interessate possono rispondere al questionario e fornire documentazione a supporto fino al 5 novembre al seguente link: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14742-Artificial-intelligence-and-digitalisation-for-energy-a-roadmap/public-consultation_en
La storia presenta sempre il conto, a volte nelle circostanze più inaspettate. Quello che si credeva fosse uno scontro geopolitico, pervaso dalle rivendicazioni territoriali da parte di due popoli con pari diritti e, quindi, irriducibili nelle rispettive posizioni, di colpo assume contorni più antichi e sconcertanti: l'universale pregiudizio nei confronti del popolo ebraico, che nasce e si definisce ad opera dell'Occidente cristiano.
Resuscitare le calunnie che per secoli hanno storpiato il racconto sugli ebrei è l'arma utilizzata oggi dal governo israeliano per accusare proprio l'Europa, culla della cristianità, di guardare ad Israele attraverso le lenti pesanti del suo antico pregiudizio.
In gioco c'è molto di più di quello che Amos Oz chiamava il cupo abisso tra ebraismo e cristianesimo, secondo lo scrittore israeliano brn più profondo e gravido di conseguenze delle divisioni contingenti che opponogono ebrei ed arabi. Ed oggi rischia di essere proprio così.
Israele chiede conto all'Occidente cristiano dei suoi errori nel passato, per accusarlo di mantenere anche nel presente un sottile strabismo nel giudicare gli eventi quando di mezzo c'è il popolo ebraico. Omettendo, però, di dire che l'aver negato ai giornalisti stranieri l'accesso alla Striscia di Gaza ha senz'altro peggiorato il racconto della verità. Tuttavia non è solo questo, c'è altro.
C'è un passato di colpe che si riteneva dovessero gravare soltanto sulla Germania; mentre ora Israele chiama in causa il pregiudizio cristiano come l'alveo concettuale da cui hanno tratto linfa le persecuzioni verso il popolo ebraico, che hanno condotto alle folli ideologie del secolo scorso.
Come risponderà l'Europa ad una logica che si salda con il passato, e può farlo perché, a differenza delle nazioni europee, lo stato ebraico non ha conosciuto un solo attimo di vera pace da quando è nato nel '48? Un solo attimo per rallegrarsi di essere al mondo; un solo decennio per dimenticare cosa significa essere in guerra.
Sembra un interrogativo effimero; ma rivela su un piano nuovo, inaspettato, ma potente, come l'Europa venga ancora una volta chiamata a fare i conti con il passato, dalle crociate in poi, sino alla drammatica età del colonialismo, che oggi presenta il conto sotto forma di masse di indigenti che fuggono da terre affamate.
Il mondo parla linguaggi diversi, perché ha più memoria di noi europei. E l'Europa, per ora, risponde solo parlando il linguaggio dell'economia. E quindi, di fatto, resta muta.
CLS
Aiuti a Gaza, l'Europa ( e l'Italia) si mobilita
L'Unione Europea ha versato un contributo di 22 milioni di euro all'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), a sostegno del pagamento delle visite mediche alla Rete Ospedaliera di Gerusalemme Est. Anche l'Italia ha contribuito a questo pagamento con un ulteriore milione di euro. Grazie a questo sostegno, gli Ospedali di Gerusalemme Est, che comprendono sei strutture ospedaliere - attualmente sotto pressione a causa del conflitto in corso e delle difficoltà economiche legate alla guerra a Gaza - potranno continuare a fornire servizi sanitari di alta qualità ai pazienti palestinesi, anche provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania.
Dal 2013, l'UE e i suoi Stati membri sostengono l'ANP con contributi regolari per il pagamento delle visite mediche agli ospedali di Gerusalemme Est, per un totale di oltre 213 milioni di euro. Questi ospedali sono parte integrante del sistema sanitario palestinese e forniscono servizi medici specialistici non disponibili negli ospedali pubblici. Il contributo è parte del Programma Pluriennale e Globale per la Ripresa e la Resilienza della Palestina, del valore di 1,6 miliardi di euro, ed è stato aumentato rispetto allo scorso anno alla luce dell'attuale situazione sul campo.
A seguito del pagamento di 150 milioni di euro a giugno, l'Autorità Palestinese ha già ricevuto 172 milioni di euro di assistenza finanziaria nel 2025. I pagamenti vengono erogati tramite il Sostegno Finanziario Diretto PEGASE, un meccanismo per la gestione trasparente e sicura degli aiuti economici. La Commissione intende istituire un Gruppo di Donatori per la Palestina, cui sarà proposto proprio PEGASE come sistema sicuro per erogare il sostegno all'Autorità Palestinese.
Più rapidi i controlli doganali nell'interscambio UE - Canada
Oggi entra ufficialmente in vigore l'Accordo di Mutuo Riconoscimento (MRA) UE-Canada, che, grazie al mutuo riconoscimento dei programmi di Operatori Economici Autorizzati (AEO), faciliterà ulteriormente gli scambi commerciali e rafforzerà la cooperazione doganale tra le due aree. L' accordo semplifica le procedure doganali e migliora la sicurezza della catena di approvvigionamento per le aziende di entrambe le sponde dell'Atlantico, in quanto riconosce il programma AEO dell'UE e l'iniziativa canadese Partners in Protection (PIP). Essere autorizzati nell'ambito di uno dei due programmi rafforza la reputazione di un operatore come partner sicuro e affidabile, e ne migliora la commerciabilità e la forza del marchio. Il riconoscimento si acquisisce in forza del rispetto di rigorosi requisiti di verifica e conformità, in grado di garantire ai partner e alle autorità di regolamentazione che l'azienda soddisfa elevati standard di sicurezza, affidabilità e attendibilità.
Inoltre, l'MRA aiuta le aziende a gestire una logistica globale complessa, mantenendo al contempo standard di sicurezza più elevati. Facilita inoltre gli scambi commerciali tra UE e Canada allineandosi al quadro SAFE dell'Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD) e rafforzando l'attuazione dell''Accordo Economico e Commerciale Globale (CETA) di libero scambio tra Europa e canada.
Un altro vantaggio per gli operatori commerciali è la riduzione delle ispezioni e i tempi di sdoganamento più rapidi. Gli AEO dell'UE e i membri PIP canadesi ricevono un trattamento prioritario alle frontiere, poiché il loro status è considerato favorevolmente nelle valutazioni del rischio doganale. Ciò può comportare una riduzione delle ispezioni e una più rapida elaborazione delle spedizioni, con un risparmio di tempo e costi durante i periodi di volatilità commerciale.
Inoltre, l'MRA include un meccanismo di continuità operativa per sdoganamenti più rapidi quando il commercio riprende dopo interruzioni, come allarmi di sicurezza o chiusure delle frontiere.
In futuro, le autorità doganali promuoveranno la conoscenza dell'MRA attraverso documenti di orientamento e la collaborazione con le parti interessate del settore. Gli operatori commerciali sono incoraggiati ad aggiornare la propria documentazione per riflettere lo status di AEO/PIP e sfruttare appieno i vantaggi dell'accordo.
Entrano in vigore le norme europee sullo sviluppo di modelli di Intelligenza Artificiale
Si fa sul serio, nel tentativo di plasmare l'uso sistemico dell'intelligenza artificiale in maniera conforme ai valori e bisogni delle società europee.
Domani, infatti, entranno in vigore gli obblighi previsti dalla legge sull'intelligenza artificiale per i fornitori di modelli di intelligenza artificiale a scopo generale (GPAI). Le nuove regole garantiranno maggiore trasparenza, sicurezza e responsabilità per i sistemi di intelligenza artificiale sul mercato. Queste norme si traducono in informazioni più chiare sulle modalità di addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, una migliore applicazione delle tutele del diritto d'autore e uno sviluppo dell'intelligenza artificiale più responsabile.
In supporto alle aziende che forniscono i modelli la Commissione ha pubblicato delle linee guida su chi deve rispettare gli obblighi. I modelli GPAI sono definiti come quelli addestrati con oltre 10^23 FLOP e in grado di generare linguaggio. Inoltre, la Commissione ha pubblicato un modello per aiutare i fornitori a riassumere i dati utilizzati per addestrare i loro modelli.
La Commissione e gli Stati membri hanno inoltre confermato che il Codice di condotta GPAI, elaborato da esperti indipendenti, è uno strumento volontario adeguato ed in grado di dimostrare la conformità del fornitore alla legge sull'intelligenza artificiale. Di conseguenza i fornitori che aderiscono al Codice beneficeranno di una riduzione degli oneri e di una maggiore certezza del diritto.
Da domani, i fornitori dovranno rispettare gli obblighi di trasparenza e di diritto d'autore quando immettono modelli GPAI sul mercato dell'UE. I modelli già immessi sul mercato prima del 2 agosto 2025 dovranno garantire la conformità entro il 2 agosto 2027.
I fornitori dei modelli più avanzati o di maggiore impatto che presentano rischi sistemici, ovvero quelli che superano 10^25 FLOP, dovranno adempiere a obblighi aggiuntivi, come la notifica alla Commissione e la garanzia della sicurezza del modello.
Una consultazione pubblica sulla futura normativa europea sull'economia circolare
La Commissione ha avviato una consultazione pubblica in merito all'imminente Legge sull'Economia Circolare. Il feedback fornirà alla Commissione una migliore comprensione degli ostacoli e delle opportunità per promuovere l'economia circolare in Europa. La Legge sull'Economia Circolare accelererà questa transizione, aumentando la sicurezza economica, la resilienza, la competitività e la decarbonizzazione dell'UE.
La Legge, la cui adozione è prevista per il 2026, istituirà un mercato unico per le materie prime secondarie e aumenterà l'offerta di materiali riciclati di alta qualità, stimolando al contempo la domanda di questi materiali nell'UE. Tali obiettivi sono in linea con le raccomandazioni delle relazioni Letta e Draghi, dell'industria (Dichiarazione di Anversa), del Consiglio europeo (Dichiarazione di Budapest) e del Parlamento europeo. La Legge sull'Economia Circolare contribuirà al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella Bussola della Competitività e nel Clean Industrial Deal per rendere l'UE leader mondiale nell'economia circolare entro il 2030 e raddoppiare il tasso di circolarità dell'UE.
Il pubblico e gli esperti possono partecipare alle consultazioni online sul portale "Dì la tua" della Commissione fino al 6 novembre 2025.
17 Stati UE, tra cui l'italia, dichiarano interesse a contrarre prestitti per finanziare la difesa
Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Finlandia hanno manifestato il loro interesse ad accedere ai prestiti nell'ambito dello strumento Azione per la sicurezza in Europa (SAFE). Si prevede che SAFE mobiliterà fino a 150 miliardi di euro di investimenti.
Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: "Il forte interesse per SAFE, con almeno 127 miliardi di euro di potenziali appalti per la difesa, dimostra l'unità e l'ambizione dell'UE in materia di sicurezza e difesa. Manteniamo il nostro impegno a sostenere i paesi dell'UE nei loro sforzi per migliorare la sicurezza europea. SAFE è un simbolo del nostro impegno collettivo a rafforzare la nostra preparazione in materia di difesa per un futuro più sicuro e unito".
La tempestiva manifestazione di interesse consentirà alla Commissione di valutare le richieste e prepararsi a raccogliere fondi sui mercati dei capitali. La scadenza per la presentazione formale delle richieste nell'ambito di SAFE rimane il 30 novembre 2025.
SAFE è uno strumento chiave dell'UE per rafforzare la resilienza e la sicurezza, sostenendo gli investimenti in settori quali la difesa, le infrastrutture a duplice uso, le capacità informatiche e le catene di approvvigionamento strategiche.
Dal 12 ottobre chi entra in Europa verrà identificato con le nuove tecnologie biometriche
La Commissione ha fissato il 12 ottobre 2025 come data di avvio per l'entrata in funzione progressiva del Sistema di Ingresso/Uscita (EES) dell'UE.
L'EES è un sistema tecnologico avanzato che registrerà digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi che si recano in 29 paesi europei, compresi quelli associati a Schengen, per soggiorni di breve durata. Acquisirà dati biometrici, come impronte digitali, immagine del volto e altre informazioni di viaggio, sostituendo gradualmente l'attuale sistema di timbri sui passaporti.
L'EES modernizzerà e migliorerà la gestione delle frontiere esterne dell'UE. Fornirà dati affidabili sugli attraversamenti delle frontiere, rileverà sistematicamente i soggiornanti fuori termine e i casi di frode documentale e di identità. L'EES contribuirà quindi a prevenire l'immigrazione irregolare e a tutelare la sicurezza dei cittadini europei. Inoltre, con il crescente utilizzo dei controlli di frontiera automatizzati, viaggiare diventerà più agevole e sicuro per tutti. Il nuovo sistema soddisfa i più elevati standard di protezione dei dati e della privacy, garantendo la protezione e la sicurezza dei dati personali dei viaggiatori.
A partire dal 12 ottobre, gli Stati membri inizieranno a introdurre gradualmente l'EES nell'arco di sei mesi. Le autorità di frontiera registreranno progressivamente i dati dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere. Al termine di questo periodo, l'EES sarà pienamente operativo presso tutti i valichi di frontiera.
In attesa della nuova PAC la Commissione anticipa l'erogazione dei contributi diretti agli agricoltori
La Commissione sta adottando misure per consentire agli Stati membri dell'UE di versare anticipi più elevati sui fondi della Politica Agricola Comune (PAC) agli agricoltori, contribuendo così ad affrontare i problemi di liquidità che molti di loro attualmente si trovano ad affrontare. Se gli Stati membri si avvalgono di questa autorizzazione, gli agricoltori potranno ricevere in anticipo fino al 70% dei loro pagamenti diretti a partire dal 16 ottobre, rispetto all'attuale 50%. Analogamente, gli anticipi per gli interventi basati sulla superficie e sugli animali nell'ambito dello sviluppo rurale possono essere aumentati fino all'85%, anziché al consueto 75%.
Gli agricoltori dell'UE continuano ad affrontare problemi di liquidità sorti a causa di una combinazione eccezionale di eventi avversi, in particolare a causa di eventi meteorologici estremi che hanno avuto un impatto sulle rese negli ultimi anni, nonché dell'incertezza creata dalle tensioni commerciali. Per rispondere a queste sfide, e in linea con uno degli obiettivi fondamentali della PAC di fornire una rete di sicurezza economica per gli agricoltori dell'UE, un'ampia maggioranza di Stati membri ha richiesto questa autorizzazione.
La Commissione ha agito rapidamente per fornire questo sostegno tanto necessario agli agricoltori dell'UE, garantendo al contempo la certezza del diritto per gli Stati membri.
Rendicontazine volontaria sulla sostenibilità am,bientale per le PMI
La Commissione ha adottato una raccomandazione rivolta alle piccole e medie imprese (PMI) sulla rendicontazione volontaria in materia di sostenibilità ambientale. La raccomandazione propone uno standard volontario che renderà più facile per le PMI che non sono soggette alla Direttiva sulla rendicontazione sulla sostenibilità aziendale (CSRD) di rispondere a richieste specifiche di informazioni sulla sostenibilità da parte dei grandi istituti finanziari e delle aziende.
Questo futuro standard volontario di rendicontazione fungerà anche da "limite massimo nella catena del valore", al fine di proteggere le PMI e le altre aziende non soggette all'obbligo di rendicontazione ai sensi della CSRD da eccessive richieste di informazioni da parte dei loro partner nella catena del valore.
La raccomandazione odierna rappresenta quindi una soluzione intermedia per rispondere alle richieste del mercato in attesa dell'adozione formale dell'atto delegato su uno standard volontario.
Semplificazione anche nel settore della pesca ed acquacoltura
La Commissione europea ha proposto di semplificare la raccolta e la compilazione dei dati statistici sulla pesca e l'acquacoltura europee. La proposta sostituisce le norme esistenti con un sistema unico, semplificato e integrato che ridurrà l'onere di comunicazione a carico degli Stati membri. Consentirà il riutilizzo dei dati amministrativi già raccolti dalla Commissione europea per la compilazione di statistiche ufficiali europee sulla pesca e l'acquacoltura. In questo modo consentirà a Eurostat di produrre statistiche sugli stock di pescato e sulla flotta peschereccia dell'Unione senza richiedere ulteriori comunicazioni agli Stati membri, eliminando così le duplicazioni e risparmiando tempo e risorse.
La proposta introduce inoltre per la prima volta la raccolta di dati sul pescato ributtato, sulla pesca ricreativa, sulle specie sensibili, sugli sbarchi di flotte di paesi terzi nei porti dell'UE e sulla produzione di acquacoltura biologica. La nuova struttura dei dati consentirà inoltre di produrre e trasmettere dati più aggregati alle organizzazioni internazionali, per promuovere la cooperazione globale.
Valdis Dombrovskis, Commissario per l'Economia e la Produttività, l'Attuazione e la Semplificazione, ha dichiarato: "Con questa proposta, il processo di raccolta dei dati sulla pesca e l'acquacoltura in tutta l'UE sarà semplificato e le statistiche saranno rese più accessibili e utilizzabili da tutti. Riutilizzando in modo intelligente i dati esistenti, garantiamo che le politiche dell'UE siano più informate e più efficienti per sostenere una prosperità sostenibile".
Costas Kadis, Commissario per la Pesca e gli Oceani, ha dichiarato: "Questa proposta non solo migliorerà la qualità e la disponibilità dei dati sulla pesca e l'acquacoltura, ma ridurrà anche gli oneri amministrativi a carico degli Stati membri. Ci consentirà di prendere decisioni più consapevoli e di sostenere in modo più efficiente la sostenibilità a lungo termine della nostra pesca".
La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Banca Ifis hanno firmato un accordo da 200 milioni di euro per sostenere lo sviluppo delle farmacie in Italia, con particolare attenzione all'imprenditoria femminile e alla coesione. La firma è stata annunciata oggi dalla Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti e dalla Vicepresidente di Banca Ifis Rosalba Benedetto.
"Questo accordo segna un ulteriore passo verso un'economia più inclusiva, dinamica e sostenibile. Sostenere le piccole e medie imprese rafforza il contesto imprenditoriale di un Paese e diventa ancora più un imperativo strategico quando l'accesso ai finanziamenti significa nuove opportunità per l'imprenditoria femminile, promuovendo crescita, innovazione e coesione sociale", ha dichiarato la Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti.
"Questo accordo conferma il nostro sostegno alle piccole e medie imprese italiane e il nostro impegno a sostegno della parità di genere e dell'imprenditoria femminile. Le farmacie che supportiamo con Banca Credifarma, specialista del settore, garantiscono l'accesso ai servizi di assistenza primaria sul territorio e rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali. Questo accordo rafforza il nostro percorso pluriennale con un'istituzione ai vertici dell'Unione Europea – la BEI – che da sempre pone le tematiche ambientali, sociali e di governance al centro delle sue iniziative, con l'obiettivo di accelerare la transizione sostenibile della nostra economia", ha dichiarato Rosalba Benedetto, Vicepresidente di Banca Ifis.
In concreto, l'accordo prevede che la BEI eroghi a Banca Ifis 100 milioni di euro attraverso la sottoscrizione di due contratti da 50 milioni di euro ciascuno, aprendo una linea di credito a tassi di interesse agevolati. Banca Ifis finanzierà l'importo erogato dalla BEI, portando il finanziamento complessivo offerto alle farmacie italiane a 200 milioni di euro. Il finanziamento sarà erogato da Banca Credifarma, istituto finanziario controllato da Banca Ifis e specializzato nel supporto alle esigenze delle farmacie.
Dei 200 milioni di euro totali, almeno il 30% (oltre 60 milioni di euro) sosterrà l'imprenditoria femminile nelle farmacie che soddisfano i seguenti criteri: i) almeno il 51% di proprietà femminile; ii) gestione femminile; iii) attuazione di politiche inclusive a favore dell'occupazione femminile, superiori alla media nazionale del settore. Particolare attenzione sarà rivolta alle farmacie situate nelle regioni beneficiarie del Fondo di coesione.
L'accordo firmato oggi è il sesto tra la BEI e Banca Ifis, con le due organizzazioni che hanno erogato oltre 800 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane dal 2019. Si tratta anche della prima linea di credito della BEI dedicata esclusivamente al settore farmaceutico italiano.
Nuove iniziative in supporto all'Ucraina
Il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione di integrare l'Ucraina nell'area del Roam Like at Home a partire dal 1° gennaio 2026. Ciò consentirà agli ucraini di chiamare, inviare messaggi e utilizzare i propri dati mobili da numeri di telefono ucraini nei 27 paesi dell'UE senza costi aggiuntivi, estendendo gli stessi vantaggi agli utenti finali dell'UE che potrebbero trovarsi in Ucraina.
Inoltre, l'attuale accordo volontario tra gli operatori di telecomunicazioni dell'UE e dell'Ucraina è stato prorogato con successo fino al 31 dicembre 2025, con l'assunzione di ulteriori impegni da parte degli operatori e l'apertura della partecipazione. Ciò garantirà che europei e ucraini continuino a usufruire di comunicazioni a prezzi accessibili fino all'effettiva adesione dell'Ucraina all'area del roaming dell'UE.
In campo cntro la disinformazione
Un nuovo hub regionale dell'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) darà supporto a Ucraina e Moldavia nella lotta alla disinformazione. L'hub, denominato FACT, riunirà una comunità multidisciplinare per l'individuazione e l'analisi di campagne di manipolazione e disinformazione, in particolare quella russa. Nell'ambito della sua missione, FACT monitorerà anche il prossimo periodo elettorale in Moldavia, contribuendo a garantirne l'integrità.
Con il lancio di questo nuovo hub, il numero totale di hub della rete EDMO sale a 15, con una copertura di tutta l'UE e oltre. Oltre all'istituzione dell'hub FACT, altri sei hub EDMO già operanti, con contratti di finanziamento in scadenza nel 2025, continueranno a operare. Tutti gli hub sono stati selezionati a seguito di un bando europeo e beneficiano di un finanziamento di circa 8,8 milioni di euro da parte del Programma Digital Europe per un periodo compreso tra 30 e 36 mesi.
EDMO e i suoi hub regionali sono indipendenti da qualsiasi autorità pubblica nazionale o dell'UE e comprendono organizzazioni che aderiscono ai più elevati standard di integrità professionale, condotta etica e indipendenza.
Luci e ombre sui progressi dell'Europa in materia di innovazione
.La nuova edizione del Quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS) mette in evidenza come la performance dell'UE in materia di innovazione ha registrato costanti progressi a lungo termine, con un aumento di 12,6 punti percentuali dal 2018. Vi sono stati cambiamenti significativi nelle perfomrance a livello nazionale: redici Stati membri hanno migliorato il loro punteggio rispetto allo scorso anno, con Malta (+7,6 punti) e Lussemburgo (+5 punti) che hanno registrato i maggiori progressi. Dal 2018, tutti i paesi dell'UE hanno migliorato le proprie performance in materia di innovazione, sebbene i progressi varino da 0,9 punti in Lussemburgo a 30 punti in Estonia.
Tuttavia, il Quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS) 2025 e il Quadro regionale di valutazione dell'innovazione (RIS) pubblicati di recente mostrano un leggero calo di 0,4 punti tra il 2024 e il 2025. Questo rallentamento evidenzia la necessità di un'azione accelerata di fronte all'incertezza e alla crescente concorrenza globale, come sottolineato nella Bussola della competitività, nell'iniziativa Choose Europe e nella strategia per le startup e le scaleup.
Il Quadro di valutazione europeo dell'innovazione (annuale) e il Quadro di valutazione regionale dell'innovazione (biennale) valutano le prestazioni in termini di innovazione nell'UE, nei paesi limitrofi e nei competitor globali.
L'EIS 2025 utilizza 32 indicatori che catturano diversi aspetti dell'innovazione, tra cui le condizioni quadro, gli investimenti, le attività di innovazione e l'impatto sull'economia, l'ambiente e la società.
La competitività passa anche per i brevetti
Secondo la Commissione, il quadro normativo sulla protezione dei dati dell'Organizzazione europea dei brevetti (UEB) offre le necessarie garanzie in materia di dati agli innovatori ed agli enti pubblici nel trasferimento deii dati finalizzato ad ottenere i brevetti. Questo rappresenta un ulteriore passo avanti per la competitività e l'innovazione europee.
Henna Virkunnen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "La conferma del quadro normativo sulla protezione dei dati dell'UEB rappresenta un notevole impulso per le aziende, in quanto semplifica la procedura di richiesta di brevetto eliminando ostacoli inutili e consentendo un trasferimento fluido dei dati. Riducendo gli oneri amministrativi e velocizzando le procedure, questo sviluppo consentirà agli innovatori e alle imprese di immettere le proprie idee sul mercato più rapidamente, stimolando la crescita, la competitività e la creazione di posti di lavoro in tutta Europa".
Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "La protezione dei dati può essere un motore di innovazione. Per questo motivo abbiamo scelto l'Organizzazione Europea dei Brevetti come nostro primo partner internazionale per la libera circolazione dei dati dall'UE. La decisione odierna dimostra il nostro impegno a tutelare le persone, costruendo al contempo un'Europa più veloce, semplice e competitiva".
Il funzionamento della decisione sarà soggetto a revisioni periodiche. Tali controlli saranno effettuati dalla Commissione insieme alle autorità europee per la protezione dei dati e, in questo caso, all'Organizzazione Europea dei Brevetti.
Nel contesto della revisione intermedia in corso della politica di coesione dell'UE, la presidenza del Consiglio ha raggiunto oggi un accordo provvisorio con i negoziatori del Parlamento europeo per affrontare al meglio le sfide strategiche attuali ed emergenti legate alla coesione economica, sociale e territoriale. Tra queste figurano, in particolare, la difesa e la sicurezza, la competitività e la decarbonizzazione, l'edilizia abitativa a prezzi accessibili, le misure relative all'acqua e le sfide che le regioni di confine orientali si trovano ad affrontare.
Il cambiamento è riassunto nelle parole della Presidenza danese di turno al vertice del Consiglio: "L'UE deve fare molto di più per potenziare la propria difesa. L'accordo odierno, che si basa sul lavoro svolto e sull'accordo del Consiglio raggiunto durante la presidenza polacca, consentirà agli Stati membri di destinare i fondi di coesione dell'UE alla difesa, alla sicurezza e alla preparazione civile."
L'accordo provvisorio rprevede nuove norme che modificano i regolamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo di coesione, nonché del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Il testo contiene modifiche mirate al quadro normativo dei fondi della politica di coesione per allineare le priorità di investimento all'evoluzione del contesto economico, sociale e geopolitico, nonché agli obiettivi climatici e ambientali dell'UE. Il loro obiettivo principale è allineare gli investimenti della politica di coesione alle nuove priorità, in particolare difesa e sicurezza, competitività e decarbonizzazione, alloggi a prezzi accessibili, accesso all'acqua, gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza idrica, transizione energetica e sfide che le regioni di confine orientali si trovano ad affrontare. A tal fine, il testo introduce maggiore flessibilità e incentivi per facilitare il rapido impiego delle risorse e accelerare l'attuazione dei programmi.
Elementi principali dell'accordo sono:
- l'introduzione di deroghe al Regolamento sulle Disposizioni Comuni (RDC) - il corpus unico di norme per i fondi UE erogati congiuntamente con gli Stati membri e le regioni - in materia di pubblicità delle operazioni nell'ambito degli obiettivi relativi alla difesa;
- l'abbassamento della soglia per ricevere bonus aggiuntivi a livello di programma, come un ulteriore prefinanziamento e una proroga di un anno dell'ultimo anno di ammissibilità, con particolare attenzione agli Stati membri che hanno un solo programma;
- l'attenzione particolare e un sostegno eccezionale alle regioni situate al confine orientale dell'Unione;
- l'introduzione di disposizioni aggiuntive in materia di flessibilità per gli Stati membri che soddisfano i requisiti di concentrazione tematica a livello di categoria di regioni;
- l'introduzione di un nuovo articolo in ciascun regolamento per confermare che gli impegni sospesi dalle misure adottate nel contesto del regolamento sulla condizionalità non possono essere soggetti a modifiche o trasferimenti di programma. Lo stesso vale per gli importi eccedenti l'importo di flessibilità e corrispondenti agli obiettivi specifici valutati negativamente dalla Commissione sulla base dell'applicazione delle condizioni abilitanti orizzontali previste dal Regolamento sulle disposizioni comuni (RDC).
Inoltre, nel caso del regolamento FESR e del Fondo di coesione, nonché del regolamento JTF, l'accordo introduce un'estensione del campo di applicazione per gli obiettivi specifici relativi alle infrastrutture energetiche e di difesa o alle infrastrutture a duplice uso.
Contesto
In attuazione del Piano ReArm Europe, il 1° aprile 2025 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Una politica di coesione modernizzata: revisione intermedia", unitamente a due proposte legislative che modificano: (i) i regolamenti sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo di coesione e sul Fondo per una transizione giusta (JTF), e (ii) il regolamento sul Fondo sociale europeo+.
Questo pacchetto coglie l'occasione della revisione intermedia in corso dei programmi di coesione, il cui obiettivo è riallocare la "riserva di flessibilità", corrispondente al 50% della dotazione di tutti i fondi per il 2026 e il 2027, per introdurre nuove priorità derivanti dalle attuali sfide geopolitiche ed economiche. Le proposte di adeguamento dedicano particolare attenzione a: difesa e sicurezza, anche sotto il profilo della competitività, regioni al confine orientali, alloggi a prezzi accessibili (compresi gli alloggi sociali), accesso all'acqua, gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza idrica, transizione energetica (decarbonizzazione) e sviluppo urbano. Prevedono, infine, incentivi finanziari per i programmi che destinano la riserva di flessibilità a una qualsiasi di queste priorità (prefinanziamento più elevato e finanziamento UE fino al 100%). Qualora i programmi destinino almeno il 15% della loro dotazione a queste priorità, riceveranno un prefinanziamento aggiuntivo a titolo di bonus e una proroga dell'ammissibilità di un anno (fino al 31 dicembre 2030).
Non solo guerra, l'Europa in aiuto dell'ucraiana sul fronte sociale
L''Ucraina potrà accedere al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), il principale strumento dell'UE per investire nelle persone. ONG, enti pubblici e aziende ucraine possono ora richiedere finanziamenti del FSE+ per progetti sociali, come il miglioramento della partecipazione al mercato del lavoro e la lotta alla povertà e ai senzatetto. L'accordo è stato firmato a Roma dalla Vicepresidente esecutiva per i Diritti Sociali e le Competenze, l'Occupazione di Qualità e la Preparazione, Roxana Mînzatu, e dalla Vice Prima Ministra ucraina, Yulia Svyrydenko durante la Conferenza sulla Ricostruzione dell' Ucraina, tenutasi il 10 e 11 luglio. La Commissione ha anche annunciato il suo impegno ad associare l'Ucraina al programma Erasmus+, ampliando le opportunità di istruzione e mobilità per studenti e insegnanti ucraini. Inoltre, Erasmus+ sosterrà la distribuzione di 2 milioni di nuovi libri di testo agli studenti ucraini nell'anno scolastico 2025-2026.
Infine, la Commissione ha siglato un memorandum d'intesa con il Ministero dell'Economia ucraino e le parti sociali ucraine, con l''obiettivo di rafforzare il dialogo sociale, modernizzare il diritto del lavoro, migliorare la protezione sociale e promuovere la parità di genere sul lavoro in Ucraina.
La Vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu ha dichiarato: "Questa è stata una settimana importante per il futuro dell'Ucraina, e i diritti sociali e l'istruzione sono al centro di tale futuro. Mi congratulo con l'Ucraina per aver adottato misure volte ad approfondire la cooperazione con l'UE in materia di inclusione sociale, occupazione e istruzione. Aderendo alla sezione "Occupazione e innovazione sociale" del Fondo sociale europeo, l'Ucraina può compiere progressi concreti nell'innovazione sociale e supportare meglio le persone vulnerabili. Il memorandum con le parti sociali rappresenta inoltre un passo positivo verso l'allineamento agli standard e ai valori dell'UE in materia di dialogo sociale e diritto del lavoro. Infine, attendo con interesse l'associazione dell'Ucraina al programma Erasmus+, che amplierà l'accesso di studenti e insegnanti ucraini alle opportunità di istruzione e mobilità offerte da Erasmus".
La Moldavia entra nell'orbita della sicurezza digitale europea
L'Europa approfondisce la cooperazione digitale con la Moldavia con misure volte a migliorare la sicurezza informatica, contrastare la disinformazione e includere la Moldavia nell'area di roaming dell'UE.
Il Consiglio uE ha dato l'autorizzazione a utilizzare la riserva di sicurezza informatica dell'UE per la Moldaviaa nell'ambito della legge sulla solidarietà informatica dell'UE. Questo primo accordo informatico contribuisce ad affrontare le principali minacce di attacchi informatici. E' il risultato degli sforzi compiuti dalla Commissione per approfondire la cooperazione digitale e rafforzare la sicurezza sia della Moldavia che dell'UE, come delineato nella dichiarazione congiunta UE-Moldavia.
Inoltre, con l'adozione formale dell'accordo politico per l'adesione della Moldavia all'area "Roam Like at Home", i cittadini moldavi ed i viaggiatori dell'UE potranno chiamare, inviare messaggi e utilizzare i dati mobili senza incorrere in costi aggiuntivi. Infine, la Moldavia e l'UE hanno concordato gli strumenti giuridici per consentire la rapida onvalida delle firme elettroniche di organizzazioni e cittadini dell'UE, facilitando così le relazioni commerciali tra aziende e cittadini europei e della Moldavia.
Per afforzare la resilienza della società contro le interferenze straniere e la disinformazione nella regione, è stato istituito, con il supporto della Commissione, un nuovo polo dell'Osservatorio europeo dei media digitali, FACT.
Nell'Europa delle diseguaglianze qualcosa si muove in materia di diritto alla casa
La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul Piano Europeo per l'Edilizia abitativa a prezzi accessibili, che affronta la crisi abitativa che colpisce milioni di europei. Il Piano dovrà sostenere gli Stati membri, le regioni e le città dell'UE nell'affrontare le sfide strutturali, sbloccare gli investimenti pubblici e privati e, in definitiva, migliorare l'accesso ad alloggi a prezzi accessibili. È previsto per il prossimo anno.
Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, ha dichiarato: "Affrontare la crisi abitativa che colpisce milioni di europei richiede un'azione inclusiva. La voce dei nostri cittadini è estremamente importante per definire un Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili che possa avere un impatto concreto sulla vita delle persone in tutta l'Unione europea. Se vogliamo garantire a tutti gli europei un'abitazione a prezzi accessibili, sostenibile e dignitosa, dobbiamo collaborare a tutti i livelli di governance e in tutti i settori".
La consultazione riguarda tutti gli aspetti rilevanti per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili nell'UE, come i finanziamenti, gli aiuti di Stato, semplificazione e gli affitti a breve termine. Le parti interessate sono invitate a esprimere il proprio parere entro il 17 ottobre 2025. Si inserisce nella serie di interventi programmati dalla Commissione per un'azione efficace in materia di edilizia abitativa, tra cui la recente istituzione di un Comitato consultivo per l'edilizia abitativa, formato da esperti indipendenti che assisteranno la Commissione nella preparazione del Piano, nonché la consultazione attualmente aperta sulla revisione delle norme in materia di aiuti di Stato.
Link per partecipare alla consultazione: https://housing.ec.europa.eu/news/have-your-say-how-make-housing-more-affordable-2025-07-11_en
Consultazione sul Regolamento per la pubblicità politica
La Commissione europea invita le parti interessate a fornire un feedback sulla bozza di Linee guida per l'attuazione del Regolamento sulla trasparenza e la profilazione della pubblicità politica.
La pubblicità politica è uno strumento chiave per orientare le campagne elettorali e politiche e per plasmare l'opinione pubblica sui processi legislativi e normativi. Con la transizione digitale in atto, le persone devono essere in grado di distinguere facilmente se stanno guardando contenuti politici a pagamento, offline e online. Il Regolamento sulla pubblicità politica, che entrerà in vigore il 10 ottobre di quest'anno, introduce un elevato livello di trasparenza per i servizi di pubblicità politica, richiedendo che qualsiasi annuncio pubblicitario sia chiaramente etichettato come tale e includa informazioni come chi lo ha pagato e quanto.
I fornitori di servizi di pubblicità politica, gli editori, gli attori politici e altre parti interessate, nonché le autorità nazionali, sono invitati a presentare il loro parere sulla bozza di Linee guida entro il 4 agosto 2025.
Il feedback ricevuto tramite il sondaggio UE contribuirà alla preparazione della versione definitiva delle Linee guida sull'attuazione efficace delle nuove norme in materia di pubblicità politica. Le linee guida supporteranno gli sponsor, i fornitori di servizi di pubblicità politica, gli editori di pubblicità politica e le autorità degli Stati membri nelle loro funzioni di vigilanza, ad esempio semplificando l'identificazione della pubblicità politica.
Per partecipare: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/commission-seeks-feedback-guidance-political-ads
Ancora in materia di aiuti di stato, tanti modi per modificarne la normativa
La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla proposta di revisione del Regolamento generale di esenzione per categoria ("RGEC"). Si tratta di alcune categorie di aiuti di stato che dovrebbero essere esentati dall'obbligo della notifica preventiva alla Commissione e successiva autorizzazione o meno. L'obiettivo dichiarato è ridurre la burocrazia per le imprese e per gli Stati membri e agevolare il sostegno necessario all'industria. Allo stesso tempo, le norme UE in materia di aiuti di Stato dovrebbero continuare a tutelare la parità di condizioni all'interno dell'UE.
La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La nostra revisione del RGEC ridurrà la burocrazia e promuoverà gli investimenti necessari, mantenendo al contempo parità di condizioni nel mercato unico. Desideriamo il vostro contributo per capire dove possiamo essere più utili. Incoraggiamo tutte le autorità pubbliche, le aziende e le altre parti interessate a partecipare a questa importantissima consultazione."
Le parti interessate possono rispondere al questionario disponibile fino al 6 ottobre:
La Commissione europea ha lanciato oggi un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla portata e il contenuto della sua revisione del Regolamento generale di esenzione per categoria ("RGEC"). L'obiettivo della revisione è ridurre la burocrazia per le imprese e per gli Stati membri e agevolare il sostegno necessario all'industria. Allo stesso tempo, le norme UE in materia di aiuti di Stato dovrebbero continuare a tutelare la parità di condizioni all'interno dell'UE.
La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La nostra revisione del RGEC ridurrà la burocrazia e promuoverà gli investimenti necessari, mantenendo al contempo parità di condizioni nel mercato unico. Desideriamo il vostro contributo per capire dove possiamo essere più utili. Incoraggiamo tutte le autorità pubbliche, le aziende e le altre parti interessate a partecipare a questa importantissima consultazione."
Le parti interessate possono rispondere al questionario disponibile qui, fino al 6 ottobre.
La Commissione europea ha lanciato oggi un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla portata e il contenuto della sua revisione del Regolamento generale di esenzione per categoria ("RGEC"). L'obiettivo della revisione è ridurre la burocrazia per le imprese e per gli Stati membri e agevolare il sostegno necessario all'industria. Allo stesso tempo, le norme UE in materia di aiuti di Stato dovrebbero continuare a tutelare la parità di condizioni all'interno dell'UE.
La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La nostra revisione del RGEC ridurrà la burocrazia e promuoverà gli investimenti necessari, mantenendo al contempo parità di condizioni nel mercato unico. Desideriamo il vostro contributo per capire dove possiamo essere più utili. Incoraggiamo tutte le autorità pubbliche, le aziende e le altre parti interessate a partecipare a questa importantissima consultazione."
Le parti interessate possono rispondere al questionario disponibile qui, fino al 6 ottobre: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14772-General-revision-of-the-General-Block-Exemption-Regulation_en
Esiste uno strumento di partecipazione democratica diretta, che ha il nome di "Iniziativa dei cittadini europei". Serve a consentire ai cittadini in Europa, attraverso una raccolta di firme su scala transnazionale, di suggerire interventi normativi in qualunque ambito d'interesse collettivo. In questi giorni la Commissione ha ricevuto ed accolto la proposta di dichiarare il cibo un diritto umano per tutti ed adottare tutte le misure per garantire a tutti l'accesso ad un'alimentazione sana. Sino a qui nulla di speciale, l'onda del salutismo convinto che infervora la cultura europea occidentale si confonde e si sovrappone oggi con le immagini della popolazione civile di Gaza.
Il cibo è un diritto per tutti. Ma forse lo è ancora di più amche l'acqua. e sarà nelle prossime settimane il lancio da parte della Commissione europea di una strategia per la reslienza idrica. Come possiamo in effetti dimenticare che l'Europa meridionale si avvia, pare quasi inevitabile, verso la desertificazione?
Ma qui si parla di diritti, di beni essenziali, come quelli oggetto di un'altra importante iniziativa lanciata in questi giorni - la Strategia per lo stoccaggio - che adombra la possibilità che in caso di crisi, di qualunque genere, las popolazione europea possa patire l'imporvvisa scarsità o mancanza di scorte di cibo o di medicine.
Insomma, gli scenari prospettati dal nuovo (di)ordine mondiale spingono le istituzioni europee a proiettarsi in tutte le direzioni per tappare le tante falle di oltre sessant'anni di agio. Non chiamamola pace, perchè non è certo la pace a rendere vulnerabili.
Ora le contraddizioni sorgono quando, con assoluta presunta innocenza, un apparato statale, deputato tra le altre cose anche alla gestione delle proprie risorse idriche sebbene in forma decentrata, stacca l'acuqa in piena estate per morosità di una parte di un condominio urbano. Appena coprendosi con la foglia di fico di un adeguato preavviso. Accade in Italia, in questi giorni di temperature roventi; e viene da pensare che evidentemente non si deve mai affamare la gente in tempo di guerra, ma la si può assetare in tempo di pace.
E' il principio che disorienta: da un lato enormi flussi di denaro per favorire l'innovazione e la competitività delle imprese europee; dall'altro l'atavico bisogno del cibo e dell'acqua, che ai poveri, per un motivo o per l'altro, può essere legale negare, anche nei suoi livelli minimi essenziali.
Adesso, anche se la Commissione darà seguito all'iniziativa dei suoi cittadini, è certo che andare al fondo di tali contraddizioni non potrà. Non ha il mandato per fare questo. E' totalmente priva degli attrezzi etici per correggere disorsioni non giuridiche, ma etiche appunto, nel funzionamento della macchina burocratica. In questo specchio fedele dello stesso disonore che accade, come abbiamo detto, a livello nazionale. Lasciando così spazio ad un'amara domanda: se già oggi l'uomo non riesce a governare gli apparati burocratici, per invertirene la rotta in caso di evidenti distorsioni, cosa sarà in grado di fare domani dinanzi alla imperturbabile "volontà" di una macchina intelligente?
CLS
Consultazione pubblica sulla proposta di istituire un regime giuridico specifico per le startup e scaleup
La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul 28° regime, la cui istituzione aiuterà le aziende, comprese quelle innovative, le start-up e le scale-up, a superare i tanti ostacoli burocratici e normativi incontrati all'atto della costituzione e nella fase dell'operatività sul Mercato Unico. Si vuole in questo modo fornire alle aziende un quadro di diritto societario unico in tutta l'UE e basato su soluzioni digitali predefinite. Oltre al diritto societario, i risultati della consultazione contribuiranno anche a determinare come affrontare gli aspetti relativi ad altri settori del diritto, come il lavoro e la fiscalità.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Vogliamo che l'Europa sia un luogo attraente per le start-up e le scale-up. Per aiutare le aziende a crescere, dobbiamo consentire loro di utilizzare un corpus normativo più semplice per la costituzione e l'operatività in tutta l'UE. Dobbiamo affrontare gli ostacoli che limitano o rallentano la loro crescita nel Mercato Unico e incentivarle a continuare a operare all'interno dell'UE".
Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Le aziende di tutta l'UE chiedono da tempo un 28° regime che affronti concretamente le complessità che incontrano quando operano a livello transfrontaliero. Trasformeremo questa richiesta in realtà e inviteremo le aziende e le altre parti interessate a condividere le loro esperienze e sfide specifiche, in modo da poter elaborare il quadro più efficace per supportarle e alimentare la crescita e l'innovazione in tutto il Mercato Unico".
Il 28° regime è stato annunciato nella Bussola della Competitività, nonché nelle Strategie per il Mercato Unico e per le Start-up e le Scale-up. La consultazione è aperta dall'8 luglio al 30 settembre 2025 al seguente linK.
https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14674-28th-regime-a-single-harmonized-set-of-rules-for-innovative-companies-throughout-the-EU_en
Altra consultazione pubblica in vista dello European Innovation Act
La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare contributi ed una consultazione pubblica, rivolte agli stakeholder interessati a contribuire all'elaborazione del futuro European Innovation Act, un obiettivo chiave della strategia UE per le startup e le scaleup. Questa importante iniziativa legislativa faciliterà l'immissione sul mercato di idee innovative in tutti i settori. Affronterà le sfide legate alla commercializzazione dei risultati della ricerca, rafforzerà la collaborazione tra industria e mondo accademico e migliorerà l'accesso delle imprese innovative a mercati, finanziamenti, talenti e infrastrutture. Creerà inoltre un contesto normativo, politico e di investimento più favorevole all'innovazione in tutta l'UE, fornendo agli innovatori europei gli strumenti per crescere, espandersi e competere.
Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le startup, la ricerca e l'innovazione, ha dichiarato: "Dobbiamo creare le migliori condizioni quadro possibili per gli innovatori e offrire loro le opportunità di cui hanno bisogno per scegliere l'Europa per sviluppare i loro prodotti e soluzioni, prosperare nel mercato unico e diventare attori globali. Vogliamo ascoltare il parere di innovatori, imprese, investitori, responsabili politici, ricercatori, università e tutte le parti interessate per costruire un quadro di innovazione ambizioso ed efficace che produca risultati concreti".
Lo European Innovation Act è una delle iniziative faro della strategia UE per le startup e le scaleup, adottata nel maggio 2025. È anche una delle iniziative chiave che contribuiscono a colmare il divario di innovazione, individuato dalla Bussola della Competitività come uno degli imperativi di trasformazione per rafforzare la competitività.
L'invito a presentare contributi e la consultazione pubblica sono aperti fino al 30 ottobre 2025 sul portale "Have your say" della Commissione al seguente link:
https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say_en
La Piattaforma sulla finanza sostenibile cerca candidati
La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare candidature per diventare membro della Piattaforma sulla finanza sostenibile. La Piattaforma è un organo consultivo composto da esperti del settore pubblico e privato. Il suo ruolo è quello di assistere la Commissione su temi rilevanti relativi alla tassonomia dell'UE e al quadro normativo dell'UE sulla finanza sostenibile in generale.
Nell'ambito del pacchetto Omnibus del febbraio 2025, la Commissione ha annunciato una revisione dei criteri applicati nell'ambito degli Atti Delegati sulla Tassonomia Climatica e Ambientale, per classificare le attività economiche suscettibili di essere aggiunte alla tassonomia. La terza Piattaforma sulla Finanza Sostenibile avrà un'importante ruolo consultivo in questo processo di revisione per imigliorare l'applicazione e la coerenza di tali criteri. Inoltre, la Piattaforma sosterrà il lavoro in corso della Commissione sulla finanza per la transizione, contribuendo a garantire che le politiche dell'UE guidino e accelerino efficacemente la transizione verso un'economia più sostenibile.
La nuova Piattaforma sarà composta da un massimo di 35 membri, di cui fino a 28 saranno selezionati tramite l'invito a presentare candidature pubblicato oggi. La Commissione cercherà di raggiungere una selezione equilibrata, includendo sia individui nominati a titolo personale con comprovata esperienza, sia rappresentanti degli interessi delle parti interessate, della società civile, di organizzazioni, del mondo accademico e degli istituti di ricerca. La Commissione nominerà direttamente i sette membri permanenti, in rappresentanza di enti pubblici. Inoltre, la Commissione potrà concedere lo status di osservatori a individui, organizzazioni ed enti pubblici diversi dalle autorità degli Stati membri.
Il bando per la presentazione delle candidature per la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile rimarrà aperto fino al 7 settembre 2025 al seguente link: https://finance.ec.europa.eu/publications/call-applications-2025-selection-members-platform-sustainable-finance_en
Eppure l'Europa già s'indebita con regolarità
I Trattati UE autorizzano la Commissione europea a contrarre prestiti dai mercati internazionali dei capitali per conto dell'Unione europea per finanziare determinati programmi politici dell'UE. Per la settima volta nel 2025, ieri la Commissione ha emesso nuovi titoli obbligazionari per un valore di 9 miliardi di euro. L'operazione a doppia tranche ha riguardato un nuovo titolo da 5 miliardi di euro con scadenza il 13 dicembre 2032 e un'emissione di 4 miliardi di euro sul titolo obbligazionario UE con scadenza il 12 ottobre 2045. Il nuovo titolo a 7 anni aveva un prezzo del 99,455% con un rendimento di riofferta del 3,795%, mentre il titolo a 20 anni aveva un prezzo del 99,380%, con un rendimento di riofferta del 3,795%. Le offerte ricevute hanno superato i 69 miliardi di euro per il titolo a 7 anni e i 78 miliardi di euro per il titolo a 20 anni. Il ricavato dell'operazione sarà utilizzato per finanziare i programmi strategici dell'UE, in particolare nel contesto di NextGenerationEU e del sostegno all'Ucraina.
La Commissione fornisce orientamenti sulla concorrenza nei settori dell'industria automobilistica e della logistica portuale
La Commissione europea ha pubblicato una lettera di orientamento che chiarisce le regole antitrust nel caso della creazione di un Gruppo Negoziale delle Licenze nel settore automobilistico (l'Automotive Licensing Negotiation Group o "ALNG"), che ha la funzione di negoziare le licenze per l'utilizzo delle tecnologie standardizzate coperte da brevetto ("SEP"). Con questa lettera di orientamento, la Commissione intende contribuire ad aumentare la competitività del settore automobilistico dell'UE, come stabilito nel contesto del Piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo presentato a marzo 2025.
La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "Le aziende che perseguono gli obiettivi strategici dell'UE non dovrebbero essere frenate dall'incertezza sull'applicazione delle nostre norme in materia di concorrenza. L'innovazione e la competitività dipendono spesso dall'accesso a tecnologie standardizzate, in particolare per consentire ai prodotti di interoperare o comunicare tra loro. Con la pubblicazione di questa lettera di orientamento, forniamo chiarezza sull'applicazione del diritto della concorrenza agli accordi in base ai quali i produttori si raggruppano per negoziare congiuntamente licenze di tecnologie standardizzate nel campo dell'Internet delle cose o delle comunicazioni elettroniche, come il 4G. Questi accordi possono ridurre i costi di transazione e contribuire ad aumentare la competitività del settore automobilistico dell'UE."
Inoltre, la Commissione europea ha pubblicato orientamenti informali sulla compatibilità con le norme UE in materia di concorrenza degli per l'acquisto congiunto e la definizione di specifiche tecniche per le attrezzature elettriche utilizzate per la movimentazione dei container nei porti. Ciò accelererebbe il passaggio dalle attrezzature diesel a quelle elettriche nei porti dell'UE, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.
La Vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "Le norme UE in materia di concorrenza garantiscono un mercato unico funzionante e una concorrenza leale. Quando le aziende desiderano contribuire concretamente alla transizione verso un'economia a zero emissioni nette, i loro sforzi per decarbonizzare e stimolare la crescita non dovrebbero essere ostacolati dall'incertezza sull'applicazione delle nostre norme in materia di concorrenza. Con la pubblicazione di questa lettera di orientamento, forniamo chiarezza sull'applicazione del diritto della concorrenza agli accordi che facilitano il passaggio ad attrezzature ecosostenibili per la movimentazione dei container nei porti europei, contribuendo così alla transizione pulita di infrastrutture cruciali per il mercato unico e per il commercio dell'UE".
La Commissione europea lancia due iniziative nell'ambito della Strategia "Preparedness Union" adottata ad aprile: la prima riguarda lo stoccaggio e la seconda la rapida adozione di contromisure mediche in caso di crisi. Entrambe mirano a migliorare l'accesso ai beni essenziali per i cittadini, le società, le imprese e le economie europee, garantendo la continuità di beni essenziali e forniture mediche salvavita in ogni momento, in particolare durante crisi come gravi blackout energetici, calamità naturali, conflitti o pandemie.
La Strategia europea di stoccaggio è finalizzata a garantire la sicurezza di beni essenziali, come cibo, acqua, petrolio, carburante e medicinali, in caso di crisi. Si tratta del primo approccio globale dell'UE in materia di stoccaggio.
Le azioni chiave della strategia di stoccaggio includono:
Strategia di stoccaggio
- Istituzione di una Rete Europea di Stoccaggio insieme con gli Stati membri per condividere le migliori pratiche, coordinare le scorte e sviluppare raccomandazioni congiunte.
- Individuazione di carenze e duplicazioni nelle scorte attraverso la condivisione di informazioni e il rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri e con l'UE.
- Ampliamento delle scorte a livello UE per colmare le carenze di beni essenziali, con il supporto di iniziative come RescEU per attrezzature mediche, rifugi, generatori e altro ancora.
- Miglioramento dei trasporti e della logistica per una risposta rapida alle crisi.
- Promozione di partenariati civili-militari, pubblico-privati e internazionali per massimizzare l'uso delle risorse in modo efficiente e tempestivo.
Strategia sulle Contromisure Mediche: rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie
Con l'aumento delle epidemie e della resistenza antimicrobica, aggravato dai cambiamenti climatici, dal deterioramento della biodiversità e degli ecosistemi e dalle sfide geopolitiche, la Strategia dell'UE per le Contromisure Mediche mira ad accelerare lo sviluppo, la produzione, la distribuzione e l'accessibilità di strumenti medici salvavita.
Le azioni chiave della strategia includono:
- Promuovere vaccini antinfluenzali di nuova generazione, nuovi antibiotici per la resistenza antimicrobica, antivirali per le malattie trasmesse da vettori e migliorare l'accesso alle contromisure CBRN.
- Rafforzare l'intelligence e la sorveglianza sviluppando un elenco di contromisure mediche prioritarie, roadmap per la preparazione e sistemi sentinella per le acque reflue a livello UE e globale.
- Accelerare l'innovazione attraverso strumenti quali l'Acceleratore delle Contromisure Mediche,gli Hubs di ricerca e sviluppo e l'espansione del programma HERA Invest.
- Garantire una produzione modulabile grazie alla EUFAB, che sono partenariati istituiti nel 2022 e finanziati dalla UE per rendere sempre disponibili capacità manufatturire e di produzione dei vaccini anche in situazioni di emergenza sanitarie, e alla nuova partnership RAMP UP.
- Migliorare l'accesso e la distribuzione dei farmaci attraverso appalti congiunti e il supporto per laboratori pronti all'uso. Rafforzare la cooperazione globale e la collaborazione intersettoriale, compresa la preparazione civile-militare, gli sforzi pubblico-privati, la preparazione dei cittadini e gli investimenti nella forza lavoro.
Contesto
La Strategia per lo stoccaggio di scorte nella UE e la Strategia sulle contromisure mediche sono due delle azioni chiave contenute nella Strategia dell'Unione per la preparazione alle emergenze, adottata nel marzo 2025. sulla base delle raccomandazioni fornite dal report Niinistö. In particolare la strategia di stoccaggio delle scorte a livello dell'UE integrerà tutti gli sforzi di settore esistenti in materia di stoccaggio, rafforzerà l'accesso alle risorse critiche in tutta l'UE e combinerà le riserve centralizzate a livello UE con i contributi degli Stati membri, con il supporto di partenariati pubblico-privati per garantire efficienza, scalabilità ed economicità.
La relazione ha inoltre evidenziato l'urgente necessità di rafforzare la preparazione dell'UE alle minacce di ogni tipo. A tale proposito, la strategia sulle contromisure mediche mira a promuovere un'azione coordinata sia all'interno dell'UE che a livello globale per accelerare lo sviluppo, la produzione, la rapida distribuzione e l'accesso a strumenti medici salvavita, inclusi vaccini, terapie, dispositivi diagnostici e dispositivi di protezione individuale.