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30/07/2025

La Giornata della Commissione 30/07/2025

17 Stati UE, tra cui l'italia, dichiarano interesse a contrarre prestitti per finanziare la difesa

Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Finlandia hanno manifestato il loro interesse ad accedere ai prestiti nell'ambito dello strumento Azione per la sicurezza in Europa (SAFE). Si prevede che SAFE mobiliterà fino a 150 miliardi di euro di investimenti.

Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: "Il forte interesse per SAFE, con almeno 127 miliardi di euro di potenziali appalti per la difesa, dimostra l'unità e l'ambizione dell'UE in materia di sicurezza e difesa. Manteniamo il nostro impegno a sostenere i paesi dell'UE nei loro sforzi per migliorare la sicurezza europea. SAFE è un simbolo del nostro impegno collettivo a rafforzare la nostra preparazione in materia di difesa per un futuro più sicuro e unito".

La tempestiva manifestazione di interesse consentirà alla Commissione di valutare le richieste e prepararsi a raccogliere fondi sui mercati dei capitali. La scadenza per la presentazione formale delle richieste nell'ambito di SAFE rimane il 30 novembre 2025.

SAFE è uno strumento chiave dell'UE per rafforzare la resilienza e la sicurezza, sostenendo gli investimenti in settori quali la difesa, le infrastrutture a duplice uso, le capacità informatiche e le catene di approvvigionamento strategiche.

Dal 12 ottobre chi entra in Europa verrà identificato con le nuove tecnologie biometriche

La Commissione ha fissato il 12 ottobre 2025 come data di avvio per l'entrata in funzione progressiva del Sistema di Ingresso/Uscita (EES) dell'UE.

L'EES è un sistema tecnologico avanzato che registrerà digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi che si recano in 29 paesi europei, compresi quelli associati a Schengen, per soggiorni di breve durata. Acquisirà dati biometrici, come impronte digitali, immagine del volto e altre informazioni di viaggio, sostituendo gradualmente l'attuale sistema di timbri sui passaporti.

L'EES modernizzerà e migliorerà la gestione delle frontiere esterne dell'UE. Fornirà dati affidabili sugli attraversamenti delle frontiere, rileverà sistematicamente i soggiornanti fuori termine e i casi di frode documentale e di identità. L'EES contribuirà quindi a prevenire l'immigrazione irregolare e a tutelare la sicurezza dei cittadini europei. Inoltre, con il crescente utilizzo dei controlli di frontiera automatizzati, viaggiare diventerà più agevole e sicuro per tutti. Il nuovo sistema soddisfa i più elevati standard di protezione dei dati e della privacy, garantendo la protezione e la sicurezza dei dati personali dei viaggiatori.

A partire dal 12 ottobre, gli Stati membri inizieranno a introdurre gradualmente l'EES nell'arco di sei mesi. Le autorità di frontiera registreranno progressivamente i dati dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere. Al termine di questo periodo, l'EES sarà pienamente operativo presso tutti i valichi di frontiera.

In attesa della nuova PAC la Commissione anticipa l'erogazione dei contributi diretti  agli agricoltori

La Commissione sta adottando misure per consentire agli Stati membri dell'UE di versare anticipi più elevati sui fondi della Politica Agricola Comune (PAC) agli agricoltori, contribuendo così ad affrontare i problemi di liquidità che molti di loro attualmente si trovano ad affrontare. Se gli Stati membri si avvalgono di questa autorizzazione, gli agricoltori potranno ricevere in anticipo fino al 70% dei loro pagamenti diretti a partire dal 16 ottobre, rispetto all'attuale 50%. Analogamente, gli anticipi per gli interventi basati sulla superficie e sugli animali nell'ambito dello sviluppo rurale possono essere aumentati fino all'85%, anziché al consueto 75%.

Gli agricoltori dell'UE continuano ad affrontare problemi di liquidità sorti a causa di una combinazione eccezionale di eventi avversi, in particolare a causa di eventi meteorologici estremi che hanno avuto un impatto sulle rese negli ultimi anni, nonché dell'incertezza creata dalle tensioni commerciali. Per rispondere a queste sfide, e in linea con uno degli obiettivi fondamentali della PAC di fornire una rete di sicurezza economica per gli agricoltori dell'UE, un'ampia maggioranza di Stati membri ha richiesto questa autorizzazione.

La Commissione ha agito rapidamente per fornire questo sostegno tanto necessario agli agricoltori dell'UE, garantendo al contempo la certezza del diritto per gli Stati membri.

Rendicontazine volontaria sulla sostenibilità am,bientale per le PMI

La Commissione ha adottato una raccomandazione rivolta alle piccole e medie imprese (PMI) sulla rendicontazione volontaria in materia di sostenibilità ambientale. La raccomandazione propone uno standard volontario che renderà più facile per le PMI che non sono soggette alla Direttiva sulla rendicontazione sulla sostenibilità aziendale (CSRD)  di rispondere a richieste specifiche di informazioni sulla sostenibilità da parte dei grandi istituti finanziari e delle aziende.

Questo futuro standard volontario di rendicontazione fungerà anche da "limite massimo nella catena del valore", al fine di  proteggere le PMI e le altre aziende non soggette all'obbligo di rendicontazione ai sensi della CSRD da eccessive richieste di informazioni da parte dei loro partner nella catena del valore.

La raccomandazione odierna rappresenta quindi una soluzione intermedia per rispondere alle richieste del mercato in attesa dell'adozione formale dell'atto delegato su uno standard volontario.

Semplificazione anche nel settore della pesca ed acquacoltura

La Commissione europea ha proposto di semplificare la raccolta e la compilazione dei dati statistici sulla pesca e l'acquacoltura europee. La proposta sostituisce le norme esistenti con un sistema unico, semplificato e integrato che ridurrà l'onere di comunicazione a carico degli Stati membri. Consentirà il riutilizzo dei dati amministrativi già raccolti dalla Commissione europea per la compilazione di statistiche ufficiali europee sulla pesca e l'acquacoltura. In questo modo consentirà a Eurostat di produrre statistiche sugli stock di pescato e sulla flotta peschereccia dell'Unione senza richiedere ulteriori comunicazioni agli Stati membri, eliminando così le duplicazioni e risparmiando tempo e risorse.

La proposta introduce inoltre per la prima volta la raccolta di dati sul pescato ributtato, sulla pesca ricreativa, sulle specie sensibili, sugli sbarchi di flotte di paesi terzi nei porti dell'UE e sulla produzione di acquacoltura biologica. La nuova struttura dei dati consentirà inoltre di produrre e trasmettere dati più aggregati alle organizzazioni internazionali, per promuovere la cooperazione globale.

Valdis Dombrovskis, Commissario per l'Economia e la Produttività, l'Attuazione e la Semplificazione, ha dichiarato: "Con questa proposta, il processo di raccolta dei dati sulla pesca e l'acquacoltura in tutta l'UE sarà semplificato e le statistiche saranno rese più accessibili e utilizzabili da tutti. Riutilizzando in modo intelligente i dati esistenti, garantiamo che le politiche dell'UE siano più informate e più efficienti per sostenere una prosperità sostenibile".

Costas Kadis, Commissario per la Pesca e gli Oceani, ha dichiarato: "Questa proposta non solo migliorerà la qualità e la disponibilità dei dati sulla pesca e l'acquacoltura, ma ridurrà anche gli oneri amministrativi a carico degli Stati membri. Ci consentirà di prendere decisioni più consapevoli e di sostenere in modo più efficiente la sostenibilità a lungo termine della nostra pesca".

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La Giornata UE
25/07/2025

La BEI e Banca Ifis sostengono le farmaciste italiane

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Banca Ifis hanno firmato un accordo da 200 milioni di euro per sostenere lo sviluppo delle farmacie in Italia, con particolare attenzione all'imprenditoria femminile e alla coesione. La firma è stata annunciata oggi dalla Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti e dalla Vicepresidente di Banca Ifis Rosalba Benedetto.

"Questo accordo segna un ulteriore passo verso un'economia più inclusiva, dinamica e sostenibile. Sostenere le piccole e medie imprese rafforza il contesto imprenditoriale di un Paese e diventa ancora più un imperativo strategico quando l'accesso ai finanziamenti significa nuove opportunità per l'imprenditoria femminile, promuovendo crescita, innovazione e coesione sociale", ha dichiarato la Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti.

"Questo accordo conferma il nostro sostegno alle piccole e medie imprese italiane e il nostro impegno a sostegno della parità di genere e dell'imprenditoria femminile. Le farmacie che supportiamo con Banca Credifarma, specialista del settore, garantiscono l'accesso ai servizi di assistenza primaria sul territorio e rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali. Questo accordo rafforza il nostro percorso pluriennale con un'istituzione ai vertici dell'Unione Europea – la BEI – che da sempre pone le tematiche ambientali, sociali e di governance al centro delle sue iniziative, con l'obiettivo di accelerare la transizione sostenibile della nostra economia", ha dichiarato Rosalba Benedetto, Vicepresidente di Banca Ifis.

In concreto, l'accordo prevede che la BEI eroghi a Banca Ifis 100 milioni di euro attraverso la sottoscrizione di due contratti da 50 milioni di euro ciascuno, aprendo una linea di credito a tassi di interesse agevolati. Banca Ifis finanzierà l'importo erogato dalla BEI, portando il finanziamento complessivo offerto alle farmacie italiane a 200 milioni di euro. Il finanziamento sarà erogato da Banca Credifarma, istituto finanziario controllato da Banca Ifis e specializzato nel supporto alle esigenze delle farmacie.

Dei 200 milioni di euro totali, almeno il 30% (oltre 60 milioni di euro) sosterrà l'imprenditoria femminile nelle farmacie che soddisfano i seguenti criteri: i) almeno il 51% di proprietà femminile; ii) gestione femminile; iii) attuazione di politiche inclusive a favore dell'occupazione femminile, superiori alla media nazionale del settore. Particolare attenzione sarà rivolta alle farmacie situate nelle regioni beneficiarie del Fondo di coesione.

L'accordo firmato oggi è il sesto tra la BEI e Banca Ifis, con le due organizzazioni che hanno erogato oltre 800 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane dal 2019. Si tratta anche della prima linea di credito della BEI dedicata esclusivamente al settore farmaceutico italiano.

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Focus
15/07/2025

La politica di coesione cambia pelle

Nel contesto della revisione intermedia in corso della politica di coesione dell'UE, la presidenza del Consiglio ha raggiunto oggi un accordo provvisorio con i negoziatori del Parlamento europeo per affrontare al meglio le sfide strategiche attuali ed emergenti legate alla coesione economica, sociale e territoriale. Tra queste figurano, in particolare, la difesa e la sicurezza, la competitività e la decarbonizzazione, l'edilizia abitativa a prezzi accessibili, le misure relative all'acqua e le sfide che le regioni di confine orientali si trovano ad affrontare. 

Il cambiamento è riassunto nelle parole della Presidenza danese di turno al vertice del Consiglio: "L'UE deve fare molto di più per potenziare la propria difesa. L'accordo odierno, che si basa sul lavoro svolto e sull'accordo del Consiglio raggiunto durante la presidenza polacca, consentirà agli Stati membri di destinare i fondi di coesione dell'UE alla difesa, alla sicurezza e alla preparazione civile."

L'accordo provvisorio rprevede nuove norme che modificano i regolamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo di coesione, nonché del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del  Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Il testo contiene modifiche mirate al quadro normativo dei fondi della politica di coesione per allineare le priorità di investimento all'evoluzione del contesto economico, sociale e geopolitico, nonché agli obiettivi climatici e ambientali dell'UE. Il loro obiettivo principale è allineare gli investimenti della politica di coesione alle nuove priorità, in particolare difesa e sicurezza, competitività e decarbonizzazione, alloggi a prezzi accessibili, accesso all'acqua, gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza idrica, transizione energetica e sfide che le regioni di confine orientali si trovano ad affrontare. A tal fine, il testo introduce maggiore flessibilità e incentivi per facilitare il rapido impiego delle risorse e accelerare l'attuazione dei programmi.

Elementi principali dell'accordo sono:

- l'introduzione di deroghe al Regolamento sulle Disposizioni Comuni (RDC) - il corpus unico di norme per i fondi UE erogati congiuntamente con gli Stati membri e le regioni - in materia di pubblicità delle operazioni nell'ambito degli obiettivi relativi alla difesa;
- l'abbassamento della soglia per ricevere bonus aggiuntivi a livello di programma, come un ulteriore prefinanziamento e una proroga di un anno dell'ultimo anno di ammissibilità, con particolare attenzione agli Stati membri che hanno un solo programma;
- l'attenzione particolare e un sostegno eccezionale alle regioni situate al confine orientale dell'Unione;
- l'introduzione di disposizioni aggiuntive in materia di flessibilità per gli Stati membri che soddisfano i requisiti di concentrazione tematica a livello di categoria di regioni;
- l'introduzione di un nuovo articolo in ciascun regolamento per confermare che gli impegni sospesi dalle misure adottate nel contesto del regolamento sulla condizionalità non possono essere soggetti a modifiche o trasferimenti di programma. Lo stesso vale per gli importi eccedenti l'importo di flessibilità e corrispondenti agli obiettivi specifici valutati negativamente dalla Commissione sulla base dell'applicazione delle condizioni abilitanti orizzontali previste dal Regolamento sulle disposizioni comuni (RDC).

Inoltre, nel caso del regolamento FESR e del Fondo di coesione, nonché del regolamento JTF, l'accordo introduce un'estensione del campo di applicazione per gli obiettivi specifici relativi alle infrastrutture energetiche e di difesa o alle infrastrutture a duplice uso.

Contesto

In attuazione del Piano ReArm Europe, il 1° aprile 2025 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Una politica di coesione modernizzata: revisione intermedia", unitamente a due proposte legislative che modificano: (i) i regolamenti sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo di coesione e sul Fondo per una transizione giusta (JTF), e (ii) il regolamento sul Fondo sociale europeo+.

Questo pacchetto coglie l'occasione della revisione intermedia in corso dei programmi di coesione, il cui obiettivo è riallocare la "riserva di flessibilità", corrispondente al 50% della dotazione di tutti i fondi per il 2026 e il 2027, per introdurre nuove priorità derivanti dalle attuali sfide geopolitiche ed economiche. Le proposte di adeguamento  dedicano particolare attenzione a: difesa e sicurezza, anche sotto il profilo della competitività,  regioni al confine orientali, alloggi a prezzi accessibili (compresi gli alloggi sociali), accesso all'acqua, gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza idrica, transizione energetica (decarbonizzazione) e sviluppo urbano. Prevedono, infine,  incentivi finanziari per i programmi che destinano la riserva di flessibilità a una qualsiasi di queste priorità (prefinanziamento più elevato e finanziamento UE fino al 100%). Qualora i programmi destinino almeno il 15% della loro dotazione a queste priorità, riceveranno un prefinanziamento aggiuntivo a titolo di bonus e una proroga dell'ammissibilità di un anno (fino al 31 dicembre 2030).

 

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Focus
15/07/2025

La Giornata della Commissione 15/07/2025

Nuove iniziative in supporto all'Ucraina

Il Consiglio ha adottato la proposta della Commissione di integrare l'Ucraina nell'area del Roam Like at Home a partire dal 1° gennaio 2026. Ciò consentirà agli ucraini di chiamare, inviare messaggi e utilizzare i propri dati mobili da numeri di telefono ucraini nei 27 paesi dell'UE senza costi aggiuntivi, estendendo gli stessi vantaggi agli utenti finali dell'UE che potrebbero trovarsi in Ucraina.

Inoltre, l'attuale accordo volontario tra gli operatori di telecomunicazioni dell'UE e dell'Ucraina è stato prorogato con successo fino al 31 dicembre 2025, con l'assunzione di ulteriori impegni da parte degli operatori e l'apertura della partecipazione. Ciò garantirà che europei e ucraini continuino a usufruire di comunicazioni a prezzi accessibili fino all'effettiva adesione dell'Ucraina all'area del roaming dell'UE.

In campo cntro la disinformazione

Un nuovo hub regionale dell'Osservatorio europeo dei media digitali (EDMO) darà supporto a Ucraina e Moldavia nella lotta alla disinformazione. L'hub,  denominato FACT, riunirà una comunità multidisciplinare per l'individuazione e l'analisi di campagne di manipolazione e disinformazione, in particolare quella russa. Nell'ambito della sua missione, FACT monitorerà anche il prossimo periodo elettorale in Moldavia, contribuendo a garantirne l'integrità.

Con il lancio di questo nuovo hub, il numero totale di hub della rete EDMO sale a 15, con una copertura di tutta l'UE e oltre. Oltre all'istituzione dell'hub FACT, altri sei hub EDMO già operanti, con contratti di finanziamento in scadenza nel 2025, continueranno a operare. Tutti gli hub sono stati selezionati a seguito di un bando europeo  e beneficiano di un finanziamento di circa 8,8 milioni di euro da parte del  Programma Digital Europe per un periodo compreso tra 30 e 36 mesi.

EDMO e i suoi hub regionali sono indipendenti da qualsiasi autorità pubblica nazionale o dell'UE e comprendono organizzazioni che aderiscono ai più elevati standard di integrità professionale, condotta etica e indipendenza.

Luci e ombre sui progressi dell'Europa in materia di innovazione

.La nuova edizione del Quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS) mette in evidenza come ​la performance dell'UE in materia di innovazione ha registrato costanti progressi a lungo termine, con un aumento di 12,6 punti percentuali dal 2018. Vi  sono stati cambiamenti significativi nelle perfomrance a livello nazionale: redici Stati membri hanno migliorato il loro punteggio rispetto allo scorso anno, con Malta (+7,6 punti) e Lussemburgo (+5 punti) che hanno registrato i maggiori progressi. Dal 2018, tutti i paesi dell'UE hanno migliorato le proprie performance in materia di innovazione, sebbene i progressi varino da 0,9 punti in Lussemburgo a 30 punti in Estonia.

Tuttavia, il Quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS) 2025 e il Quadro regionale di valutazione dell'innovazione (RIS) pubblicati di recente mostrano un leggero calo di 0,4 punti tra il 2024 e il 2025. Questo rallentamento evidenzia la necessità di un'azione accelerata di fronte all'incertezza e alla crescente concorrenza globale, come sottolineato nella Bussola della competitività, nell'iniziativa Choose Europe e nella strategia per le startup e le scaleup.

Il Quadro di valutazione europeo dell'innovazione (annuale) e il Quadro di valutazione regionale dell'innovazione (biennale) valutano le prestazioni in termini di innovazione nell'UE, nei paesi limitrofi e nei competitor globali.

L'EIS 2025 utilizza 32 indicatori che catturano diversi aspetti dell'innovazione, tra cui le condizioni quadro, gli investimenti, le attività di innovazione e l'impatto sull'economia, l'ambiente e la società.

La competitività passa anche per i brevetti

 

Secondo la Commissione, il quadro normativo sulla protezione dei dati dell'Organizzazione europea dei brevetti (UEB) offre le necessarie garanzie in materia di dati agli innovatori ed agli enti pubblici nel trasferimento deii dati finalizzato ad ottenere i brevetti. Questo rappresenta un ulteriore passo avanti per la competitività e l'innovazione europee.

Henna Virkunnen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "La conferma del quadro normativo sulla protezione dei dati dell'UEB rappresenta un notevole impulso per le aziende, in quanto semplifica la procedura di richiesta di brevetto eliminando ostacoli inutili e consentendo un trasferimento fluido dei dati. Riducendo gli oneri amministrativi e velocizzando le procedure, questo sviluppo consentirà agli innovatori e alle imprese di immettere le proprie idee sul mercato più rapidamente, stimolando la crescita, la competitività e la creazione di posti di lavoro in tutta Europa".

Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "La protezione dei dati può essere un motore di innovazione. Per questo motivo abbiamo scelto l'Organizzazione Europea dei Brevetti come nostro primo partner internazionale per la libera circolazione dei dati dall'UE. La decisione odierna dimostra il nostro impegno a tutelare le persone, costruendo al contempo un'Europa più veloce, semplice e competitiva".

Il funzionamento della decisione sarà soggetto a revisioni periodiche. Tali controlli saranno effettuati dalla Commissione insieme alle autorità europee per la protezione dei dati e, in questo caso, all'Organizzazione Europea dei Brevetti.

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La Giornata UE
14/07/2025

La Giornata della Commissione 14/07/2025

Non solo guerra, l'Europa in aiuto dell'ucraiana sul fronte sociale

L''Ucraina potrà accedere al Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), il principale strumento dell'UE per investire nelle persone. ONG, enti pubblici e aziende ucraine possono ora richiedere finanziamenti del FSE+ per progetti sociali, come il miglioramento della partecipazione al mercato del lavoro e la lotta alla povertà e ai senzatetto. L'accordo è stato firmato a Roma dalla Vicepresidente esecutiva per i Diritti Sociali e le Competenze, l'Occupazione di Qualità e la Preparazione, Roxana Mînzatu, e dalla Vice Prima Ministra ucraina, Yulia Svyrydenko durante la Conferenza sulla Ricostruzione dell' Ucraina, tenutasi il 10 e 11 luglio. La Commissione ha anche annunciato il suo impegno ad associare l'Ucraina al programma Erasmus+, ampliando le opportunità di istruzione e mobilità per studenti e insegnanti ucraini. Inoltre, Erasmus+ sosterrà la distribuzione di 2 milioni di nuovi libri di testo agli studenti ucraini nell'anno scolastico 2025-2026.

Infine, la Commissione ha siglato un memorandum d'intesa con il Ministero dell'Economia ucraino e le parti sociali ucraine, con l''obiettivo di rafforzare il dialogo sociale, modernizzare il diritto del lavoro, migliorare la protezione sociale e promuovere la parità di genere sul lavoro in Ucraina.

La Vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu ha dichiarato: "Questa è stata una settimana importante per il futuro dell'Ucraina, e i diritti sociali e l'istruzione sono al centro di tale futuro. Mi congratulo con l'Ucraina per aver adottato misure volte ad approfondire la cooperazione con l'UE in materia di inclusione sociale, occupazione e istruzione. Aderendo alla sezione "Occupazione e innovazione sociale" del Fondo sociale europeo, l'Ucraina può compiere progressi concreti nell'innovazione sociale e supportare meglio le persone vulnerabili. Il memorandum con le parti sociali rappresenta inoltre un passo positivo verso l'allineamento agli standard e ai valori dell'UE in materia di dialogo sociale e diritto del lavoro. Infine, attendo con interesse l'associazione dell'Ucraina al programma Erasmus+, che amplierà l'accesso di studenti e insegnanti ucraini alle opportunità di istruzione e mobilità offerte da Erasmus".

La Moldavia entra nell'orbita della sicurezza digitale europea

L'Europa approfondisce la cooperazione digitale con la Moldavia  con  misure volte a migliorare la sicurezza informatica, contrastare la disinformazione e includere la Moldavia nell'area di roaming dell'UE.

Il Consiglio uE ha dato l'autorizzazione a utilizzare la riserva di sicurezza informatica dell'UE per la Moldaviaa nell'ambito della legge sulla solidarietà informatica dell'UE. Questo primo accordo informatico  contribuisce ad affrontare le principali minacce di attacchi informatici. E' il risultato degli sforzi compiuti dalla Commissione per approfondire la cooperazione digitale e rafforzare la sicurezza sia della Moldavia che dell'UE, come delineato nella dichiarazione congiunta UE-Moldavia.

Inoltre, con l'adozione formale dell'accordo politico per l'adesione della Moldavia all'area "Roam Like at Home", i cittadini moldavi ed i viaggiatori dell'UE potranno chiamare, inviare messaggi e utilizzare i dati mobili senza incorrere in costi aggiuntivi. Infine, la Moldavia e l'UE hanno concordato gli strumenti giuridici per consentire la  rapida onvalida delle firme elettroniche di organizzazioni e cittadini dell'UE, facilitando così le relazioni commerciali tra aziende e cittadini europei e della Moldavia.

Per afforzare la resilienza della società contro le interferenze straniere e la disinformazione nella regione, è stato istituito, con il supporto della Commissione, un nuovo polo dell'Osservatorio europeo dei media digitali, FACT.

Nell'Europa delle diseguaglianze qualcosa si muove in materia di diritto alla casa

La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul Piano Europeo per l'Edilizia abitativa a prezzi accessibili, che affronta la crisi abitativa che colpisce milioni di europei. Il Piano dovrà sostenere gli Stati membri, le regioni e le città dell'UE nell'affrontare le sfide strutturali, sbloccare gli investimenti pubblici e privati e, in definitiva, migliorare l'accesso ad alloggi a prezzi accessibili. È previsto per il prossimo anno.

Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, ha dichiarato: "Affrontare la crisi abitativa che colpisce milioni di europei richiede un'azione inclusiva. La voce dei nostri cittadini è estremamente importante per definire un Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili che possa avere un impatto concreto sulla vita delle persone in tutta l'Unione europea. Se vogliamo garantire a tutti gli europei un'abitazione a prezzi accessibili, sostenibile e dignitosa, dobbiamo collaborare a tutti i livelli di governance e in tutti i settori".

La consultazione riguarda tutti gli aspetti rilevanti per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili nell'UE, come i finanziamenti, gli aiuti di Stato, semplificazione e gli affitti a breve termine. Le parti interessate sono invitate a esprimere il proprio parere entro il 17 ottobre 2025. Si inserisce nella serie di interventi programmati dalla Commissione per un'azione efficace in materia di edilizia abitativa, tra cui la recente istituzione di un Comitato consultivo per l'edilizia abitativa, formato da esperti indipendenti che assisteranno la Commissione nella preparazione del Piano, nonché la consultazione attualmente aperta sulla revisione delle norme in materia di aiuti di Stato.

Link per partecipare alla consultazione: https://housing.ec.europa.eu/news/have-your-say-how-make-housing-more-affordable-2025-07-11_en

Consultazione sul Regolamento per la pubblicità politica

La Commissione europea invita le parti interessate a fornire un feedback sulla bozza di Linee guida per l'attuazione del Regolamento sulla trasparenza e la profilazione della pubblicità politica.

La pubblicità politica è uno strumento chiave per orientare le campagne elettorali e politiche e per plasmare l'opinione pubblica sui processi legislativi e normativi. Con la transizione digitale in atto, le persone devono essere in grado di distinguere facilmente se stanno guardando contenuti politici a pagamento, offline e online. Il Regolamento sulla pubblicità politica, che entrerà in vigore il 10 ottobre di quest'anno, introduce un elevato livello di trasparenza per i servizi di pubblicità politica, richiedendo che qualsiasi annuncio pubblicitario sia chiaramente etichettato come tale e includa informazioni come chi lo ha pagato e quanto.

I fornitori di servizi di pubblicità politica, gli editori, gli attori politici e altre parti interessate, nonché le autorità nazionali, sono invitati a presentare il loro parere sulla bozza di Linee guida entro il 4 agosto 2025.

Il feedback ricevuto tramite il sondaggio UE contribuirà alla preparazione della versione definitiva delle Linee guida sull'attuazione efficace delle nuove norme in materia di pubblicità politica. Le linee guida supporteranno gli sponsor, i fornitori di servizi di pubblicità politica, gli editori di pubblicità politica e le autorità degli Stati membri nelle loro funzioni di vigilanza, ad esempio semplificando l'identificazione della pubblicità politica.

Per partecipare: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/commission-seeks-feedback-guidance-political-ads

Ancora in materia di aiuti di stato, tanti modi per modificarne la normativa

La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla proposta di revisione del Regolamento generale di esenzione per categoria ("RGEC"). Si tratta di alcune categorie di aiuti di stato che dovrebbero essere esentati dall'obbligo della notifica preventiva alla Commissione e successiva autorizzazione o meno. L'obiettivo dichiarato è ridurre la burocrazia per le imprese e per gli Stati membri e agevolare il sostegno necessario all'industria. Allo stesso tempo, le norme UE in materia di aiuti di Stato dovrebbero continuare a tutelare la parità di condizioni all'interno dell'UE.

La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La nostra revisione del RGEC ridurrà la burocrazia e promuoverà gli investimenti necessari, mantenendo al contempo parità di condizioni nel mercato unico. Desideriamo il vostro contributo per capire dove possiamo essere più utili. Incoraggiamo tutte le autorità pubbliche, le aziende e le altre parti interessate a partecipare a questa importantissima consultazione."

Le parti interessate possono rispondere al questionario disponibile fino al 6 ottobre: 

La Commissione europea ha lanciato oggi un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla portata e il contenuto della sua revisione del Regolamento generale di esenzione per categoria ("RGEC"). L'obiettivo della revisione è ridurre la burocrazia per le imprese e per gli Stati membri e agevolare il sostegno necessario all'industria. Allo stesso tempo, le norme UE in materia di aiuti di Stato dovrebbero continuare a tutelare la parità di condizioni all'interno dell'UE.

La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La nostra revisione del RGEC ridurrà la burocrazia e promuoverà gli investimenti necessari, mantenendo al contempo parità di condizioni nel mercato unico. Desideriamo il vostro contributo per capire dove possiamo essere più utili. Incoraggiamo tutte le autorità pubbliche, le aziende e le altre parti interessate a partecipare a questa importantissima consultazione."

Le parti interessate possono rispondere al questionario disponibile qui, fino al 6 ottobre.

La Commissione europea ha lanciato oggi un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla portata e il contenuto della sua revisione del Regolamento generale di esenzione per categoria ("RGEC"). L'obiettivo della revisione è ridurre la burocrazia per le imprese e per gli Stati membri e agevolare il sostegno necessario all'industria. Allo stesso tempo, le norme UE in materia di aiuti di Stato dovrebbero continuare a tutelare la parità di condizioni all'interno dell'UE.

La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "La nostra revisione del RGEC ridurrà la burocrazia e promuoverà gli investimenti necessari, mantenendo al contempo parità di condizioni nel mercato unico. Desideriamo il vostro contributo per capire dove possiamo essere più utili. Incoraggiamo tutte le autorità pubbliche, le aziende e le altre parti interessate a partecipare a questa importantissima consultazione."

Le parti interessate possono rispondere al questionario disponibile qui, fino al 6 ottobre: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14772-General-revision-of-the-General-Block-Exemption-Regulation_en

 

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La Giornata UE
10/07/2025

I diritti offuscati

Esiste  uno strumento di partecipazione democratica diretta, che ha il nome di "Iniziativa dei cittadini europei". Serve a consentire ai cittadini in Europa, attraverso una raccolta di firme su scala transnazionale, di suggerire interventi normativi in qualunque ambito d'interesse collettivo.  In questi giorni la Commissione ha ricevuto ed accolto la proposta di dichiarare il cibo un diritto umano per tutti ed adottare tutte le misure per garantire a tutti l'accesso ad un'alimentazione sana. Sino a qui nulla di speciale, l'onda del salutismo convinto che infervora la cultura europea occidentale si confonde e si sovrappone oggi con le immagini della popolazione civile di Gaza.

Il cibo è un diritto per tutti. Ma forse lo è ancora di più amche l'acqua. e sarà nelle prossime settimane il lancio da parte della Commissione europea di una strategia per la reslienza idrica. Come possiamo in effetti dimenticare che l'Europa meridionale si avvia, pare quasi inevitabile, verso la desertificazione?

Ma qui si parla di diritti, di beni essenziali, come quelli oggetto di un'altra importante iniziativa lanciata in questi giorni - la Strategia per lo stoccaggio - che adombra la possibilità che in caso di crisi, di qualunque genere, las popolazione europea possa patire l'imporvvisa scarsità o mancanza di scorte di cibo o di medicine. 

Insomma, gli scenari prospettati dal nuovo (di)ordine mondiale spingono le istituzioni europee a proiettarsi in tutte le direzioni per tappare le tante falle di oltre sessant'anni di agio. Non chiamamola pace, perchè non è certo la pace a rendere vulnerabili.

Ora le contraddizioni sorgono quando, con assoluta presunta innocenza, un apparato statale, deputato tra le altre cose anche alla gestione delle proprie risorse idriche sebbene in forma decentrata, stacca l'acuqa in piena estate per morosità di una parte di un condominio urbano. Appena coprendosi con la foglia di fico di un adeguato preavviso. Accade in Italia, in questi giorni di temperature roventi; e viene da pensare che evidentemente non si deve mai affamare la gente in tempo di guerra, ma la si può assetare in tempo di pace. 

E' il principio che disorienta: da un lato enormi flussi di denaro per favorire l'innovazione e la competitività delle imprese europee; dall'altro l'atavico bisogno del cibo e dell'acqua, che ai poveri, per un motivo o per l'altro, può essere legale negare, anche nei suoi livelli minimi essenziali.

Adesso, anche se la Commissione darà seguito all'iniziativa dei suoi cittadini, è certo che andare al fondo di tali contraddizioni non potrà. Non ha il mandato per fare questo. E' totalmente priva degli attrezzi etici per correggere disorsioni non giuridiche, ma etiche appunto, nel funzionamento della macchina burocratica. In questo specchio fedele dello stesso disonore che accade, come abbiamo detto, a livello nazionale. Lasciando così spazio ad un'amara domanda: se già oggi l'uomo non riesce a governare gli apparati burocratici, per invertirene la rotta in caso di evidenti distorsioni, cosa sarà in grado di fare domani dinanzi alla imperturbabile "volontà" di una macchina intelligente?

CLS

 

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Argomento
Editoriale
09/07/2025

L'Europa si attrezza in caso di scarsità dei farmaci

La Commissione europea lancia due iniziative nell'ambito della Strategia "Preparedness Union" adottata ad aprile: la prima riguarda lo stoccaggio e la seconda la rapida adozione di contromisure mediche in caso di crisi. Entrambe mirano a migliorare l'accesso ai beni essenziali per i cittadini, le società, le imprese e le economie europee, garantendo la continuità di beni essenziali e forniture mediche salvavita in ogni momento, in particolare durante crisi come gravi blackout energetici, calamità naturali, conflitti o pandemie.

La Strategia europea di stoccaggio è finalizzata a garantire la sicurezza di beni essenziali, come cibo, acqua, petrolio, carburante e medicinali, in caso di crisi. Si tratta del primo approccio globale dell'UE in materia di stoccaggio.

Le azioni chiave della strategia di stoccaggio includono:

Strategia di stoccaggio

- Istituzione di una Rete Europea di Stoccaggio insieme con gli Stati membri per condividere le migliori pratiche, coordinare le scorte e sviluppare raccomandazioni congiunte.
- Individuazione di carenze e duplicazioni nelle scorte attraverso la condivisione di informazioni e il rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri e con l'UE.
- Ampliamento delle scorte a livello UE per colmare le carenze di beni essenziali, con il supporto di iniziative come RescEU per attrezzature mediche, rifugi, generatori e altro ancora.
- Miglioramento dei trasporti e della logistica per una risposta rapida alle crisi.
- Promozione di partenariati civili-militari, pubblico-privati ​​e internazionali per massimizzare l'uso delle risorse in modo efficiente e tempestivo.

Strategia sulle Contromisure Mediche: rafforzare la preparazione alle crisi sanitarie

Con l'aumento delle epidemie e della resistenza antimicrobica, aggravato dai cambiamenti climatici, dal deterioramento della biodiversità e degli ecosistemi e dalle sfide geopolitiche, la Strategia dell'UE per le Contromisure Mediche mira ad accelerare lo sviluppo, la produzione, la distribuzione e l'accessibilità di strumenti medici salvavita.

Le azioni chiave della strategia includono:

- Promuovere vaccini antinfluenzali di nuova generazione, nuovi antibiotici per la resistenza antimicrobica, antivirali per le malattie trasmesse da vettori e migliorare l'accesso alle contromisure CBRN.
- Rafforzare l'intelligence e la sorveglianza sviluppando un elenco di contromisure mediche prioritarie, roadmap per la preparazione e sistemi sentinella per le acque reflue a livello UE e globale.
- Accelerare l'innovazione attraverso strumenti quali  l'Acceleratore delle Contromisure Mediche,gli Hubs di ricerca e sviluppo e l'espansione del programma HERA Invest.
- Garantire una produzione modulabile grazie alla EUFAB, che sono partenariati istituiti nel 2022 e finanziati dalla UE per rendere sempre disponibili capacità manufatturire e di produzione dei vaccini anche in situazioni di emergenza sanitarie, e alla nuova partnership RAMP UP.
- Migliorare l'accesso e la distribuzione dei farmaci attraverso appalti congiunti e il supporto per laboratori pronti all'uso. Rafforzare la cooperazione globale e la collaborazione intersettoriale, compresa la preparazione civile-militare, gli sforzi pubblico-privati, la preparazione dei cittadini e gli investimenti nella forza lavoro.

Contesto

La Strategia per lo stoccaggio di scorte nella UE e la Strategia sulle contromisure mediche sono due delle azioni chiave contenute nella Strategia dell'Unione per la preparazione alle emergenze, adottata nel marzo 2025. sulla base delle raccomandazioni fornite dal report Niinistö. In particolare la strategia di stoccaggio delle scorte a livello dell'UE integrerà tutti gli sforzi di settore esistenti in materia di stoccaggio, rafforzerà l'accesso alle risorse critiche in tutta l'UE e combinerà le riserve centralizzate a livello UE con i contributi degli Stati membri, con il supporto di partenariati pubblico-privati ​​per garantire efficienza, scalabilità ed economicità.

La relazione ha inoltre evidenziato l'urgente necessità di rafforzare la preparazione dell'UE alle minacce di ogni tipo. A tale proposito, la strategia sulle contromisure mediche mira a promuovere un'azione coordinata sia all'interno dell'UE che a livello globale per accelerare lo sviluppo, la produzione, la rapida distribuzione e l'accesso a strumenti medici salvavita, inclusi vaccini, terapie, dispositivi diagnostici e dispositivi di protezione individuale.

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Argomento
Focus
09/07/2025

La Giornata della Commissione 09/07/2025

Consultazione pubblica sulla proposta di istituire un regime giuridico specifico per le startup e scaleup

La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sul 28° regime, la cui istituzione aiuterà le aziende, comprese quelle innovative, le start-up e le scale-up, a superare i tanti ostacoli burocratici e normativi incontrati all'atto della costituzione e nella fase dell'operatività sul Mercato Unico. Si vuole in questo modo fornire alle aziende un  quadro di diritto societario unico in tutta l'UE e basato su soluzioni digitali predefinite. Oltre al diritto societario, i risultati della consultazione contribuiranno anche a determinare come affrontare gli aspetti relativi ad altri settori del diritto, come il lavoro e la fiscalità.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Vogliamo che l'Europa sia un luogo attraente per le start-up e le scale-up. Per aiutare le aziende a crescere, dobbiamo consentire loro di utilizzare un corpus normativo più semplice per la costituzione e l'operatività in tutta l'UE. Dobbiamo affrontare gli ostacoli che limitano o rallentano la loro crescita nel Mercato Unico e incentivarle a continuare a operare all'interno dell'UE".

Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Le aziende di tutta l'UE chiedono da tempo un 28° regime che affronti concretamente le complessità che incontrano quando operano a livello transfrontaliero. Trasformeremo questa richiesta in realtà e inviteremo le aziende e le altre parti interessate a condividere le loro esperienze e sfide specifiche, in modo da poter elaborare il quadro più efficace per supportarle e alimentare la crescita e l'innovazione in tutto il Mercato Unico".

Il 28° regime è stato annunciato nella Bussola della Competitività, nonché nelle Strategie per il Mercato Unico e per le Start-up e le Scale-up. La consultazione è aperta dall'8 luglio al 30 settembre 2025 al seguente linK.

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14674-28th-regime-a-single-harmonized-set-of-rules-for-innovative-companies-throughout-the-EU_en

Altra consultazione pubblica in vista dello European Innovation Act

La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare contributi ed una consultazione pubblica, rivolte agli stakeholder interessati a contribuire all'elaborazione del futuro European Innovation Act, un obiettivo chiave della strategia UE per le startup e le scaleup. Questa importante  iniziativa legislativa  faciliterà l'immissione sul mercato di idee innovative in tutti i settori. Affronterà le sfide legate alla commercializzazione dei risultati della ricerca, rafforzerà la collaborazione tra industria e mondo accademico e migliorerà l'accesso delle imprese innovative a mercati, finanziamenti, talenti e infrastrutture. Creerà inoltre un contesto normativo, politico e di investimento più favorevole all'innovazione in tutta l'UE, fornendo agli innovatori europei gli strumenti per crescere, espandersi e competere.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le startup, la ricerca e l'innovazione, ha dichiarato: "Dobbiamo creare le migliori condizioni quadro possibili per gli innovatori e offrire loro le opportunità di cui hanno bisogno per scegliere l'Europa per sviluppare i loro prodotti e soluzioni, prosperare nel mercato unico e diventare attori globali. Vogliamo ascoltare il parere di innovatori, imprese, investitori, responsabili politici, ricercatori, università e tutte le parti interessate per costruire un quadro di innovazione ambizioso ed efficace che produca risultati concreti".

Lo European Innovation Act è una delle iniziative faro della strategia UE per le startup e le scaleup, adottata nel maggio 2025. È anche una delle iniziative chiave che contribuiscono a colmare il divario di innovazione, individuato dalla Bussola della Competitività come uno degli imperativi di trasformazione per rafforzare la competitività.

L'invito a presentare contributi e la consultazione pubblica sono aperti fino al 30 ottobre 2025 sul portale "Have your say" della Commissione al seguente link: 

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say_en

La Piattaforma sulla finanza sostenibile cerca candidati

La Commissione europea ha pubblicato un invito a presentare candidature per diventare membro della Piattaforma sulla finanza sostenibile. La Piattaforma è un organo consultivo composto da esperti del settore pubblico e privato. Il suo ruolo è quello di assistere la Commissione su temi rilevanti relativi alla tassonomia dell'UE e al quadro normativo dell'UE sulla finanza sostenibile in generale.

Nell'ambito del pacchetto Omnibus del febbraio 2025, la Commissione ha annunciato una revisione dei criteri applicati nell'ambito degli Atti Delegati sulla Tassonomia Climatica e Ambientale, per classificare le attività economiche suscettibili di essere aggiunte alla tassonomia. La terza Piattaforma sulla Finanza Sostenibile avrà un'importante ruolo consultivo in questo processo di revisione per imigliorare l'applicazione e la coerenza di tali criteri. Inoltre, la Piattaforma sosterrà il lavoro in corso della Commissione sulla finanza per la transizione, contribuendo a garantire che le politiche dell'UE guidino e accelerino efficacemente la transizione verso un'economia più sostenibile.

La nuova Piattaforma sarà composta da un massimo di 35 membri, di cui fino a 28 saranno selezionati tramite l'invito a presentare candidature pubblicato oggi. La Commissione cercherà di raggiungere una selezione equilibrata, includendo sia individui nominati a titolo personale con comprovata esperienza, sia rappresentanti degli interessi delle parti interessate, della società civile, di organizzazioni, del mondo accademico e degli istituti di ricerca. La Commissione nominerà direttamente i sette membri permanenti, in rappresentanza di enti pubblici. Inoltre, la Commissione potrà concedere lo status di osservatori a individui, organizzazioni ed enti pubblici diversi dalle autorità degli Stati membri.

Il bando per la presentazione delle candidature per la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile rimarrà aperto fino al 7 settembre 2025 al seguente link: https://finance.ec.europa.eu/publications/call-applications-2025-selection-members-platform-sustainable-finance_en

Eppure l'Europa già s'indebita con regolarità

I Trattati UE autorizzano la Commissione europea a contrarre prestiti dai mercati internazionali dei capitali per conto dell'Unione europea per finanziare determinati programmi politici dell'UE. Per la settima volta nel 2025, ieri  la Commissione ha emesso nuovi titoli obbligazionari per un valore di 9 miliardi di euro. L'operazione a doppia tranche ha riguardato un nuovo titolo  da 5 miliardi di euro con scadenza il 13 dicembre 2032 e un'emissione di 4 miliardi di euro sul titolo obbligazionario UE con scadenza il 12 ottobre 2045. Il nuovo titolo a 7 anni aveva un prezzo del 99,455% con un rendimento di riofferta del 3,795%, mentre il titolo a 20 anni aveva un prezzo del 99,380%, con un rendimento di riofferta del 3,795%. Le offerte ricevute hanno superato i 69 miliardi di euro per il titolo a 7 anni e i 78 miliardi di euro per il titolo a 20 anni. Il ricavato dell'operazione sarà utilizzato per finanziare i programmi strategici dell'UE, in particolare nel contesto di NextGenerationEU e del sostegno all'Ucraina.

La Commissione fornisce orientamenti sulla concorrenza nei settori dell'industria automobilistica e della logistica portuale

La Commissione europea ha pubblicato una lettera di orientamento che chiarisce le regole antitrust nel caso della creazione di un Gruppo Negoziale delle Licenze nel settore automobilistico (l'Automotive Licensing Negotiation Group o "ALNG"),  che ha la funzione di negoziare le licenze per l'utilizzo delle tecnologie standardizzate coperte da brevetto ("SEP"). Con questa lettera di orientamento, la Commissione intende contribuire ad aumentare la competitività del settore automobilistico dell'UE, come stabilito nel contesto del Piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo presentato a marzo 2025.

La Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "Le aziende che perseguono gli obiettivi strategici dell'UE non dovrebbero essere frenate dall'incertezza sull'applicazione delle nostre norme in materia di concorrenza. L'innovazione e la competitività dipendono spesso dall'accesso a tecnologie standardizzate, in particolare per consentire ai prodotti di interoperare o comunicare tra loro. Con la pubblicazione di questa lettera di orientamento, forniamo chiarezza sull'applicazione del diritto della concorrenza agli accordi in base ai quali i produttori si raggruppano per negoziare congiuntamente licenze di tecnologie standardizzate nel campo dell'Internet delle cose o delle comunicazioni elettroniche, come il 4G. Questi accordi possono ridurre i costi di transazione e contribuire ad aumentare la competitività del settore automobilistico dell'UE."

Inoltre, la Commissione europea ha pubblicato orientamenti informali sulla compatibilità con le norme UE in materia di concorrenza degli per l'acquisto congiunto e la definizione di specifiche tecniche per le attrezzature elettriche utilizzate per la movimentazione dei container nei porti. Ciò accelererebbe il passaggio dalle attrezzature diesel a quelle elettriche nei porti dell'UE, contribuendo a ridurre le emissioni di CO2.

La Vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "Le norme UE in materia di concorrenza garantiscono un mercato unico funzionante e una concorrenza leale. Quando le aziende desiderano contribuire concretamente alla transizione verso un'economia a zero emissioni nette, i loro sforzi per decarbonizzare e stimolare la crescita non dovrebbero essere ostacolati dall'incertezza sull'applicazione delle nostre norme in materia di concorrenza. Con la pubblicazione di questa lettera di orientamento, forniamo chiarezza sull'applicazione del diritto della concorrenza agli accordi che facilitano il passaggio ad attrezzature ecosostenibili per la movimentazione dei container nei porti europei, contribuendo così alla transizione pulita di infrastrutture cruciali per il mercato unico e per il commercio dell'UE".

 

 

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La Giornata UE
07/07/2025

La Giornata della Commissione 07/07/2025

Punti di situazione sull'efficacia della politica ambientale europea

La Commissione ha pubblicato la quarta relazione sull'attuazione delle normative ambientali. L'iniziativa sostiene l'applicazione delle normative ambientali e sensibilizza sull'importanza delle norme ambientali dell'UE per garantire prosperità, competitività e sicurezza ambientale nell'Unione europea. La relazione individua tendenze comuni a livello UE, sulla base delle relazioni nazionali dei 27 Stati membri. L'analisi include un'ampia gamma di informazioni sull'efficacia con cui gli Stati membri proteggono la qualità dell'aria che i cittadini respirano, l'acqua che bevono e la natura di cui godono.

La relazione evidenzia l'urgente necessità di migliorare l'attuazione della normativa ambientale dell'UE. Inoltre, definisce azioni prioritarie concrete per il miglioramento in ogni Stato membro. I costi della mancata attuazione della normativa ambientale dell'UE a causa dell'inquinamento atmosferico e idrico, del degrado ambientale e della produzione di rifiuti sono stimati in 180 miliardi di euro all'anno per l'UE, che  equivale a circa l'1% del Prodotto Interno Lordo (PIL) dell'UE. L'attuazione delle normative ambientali può ridurre questi costi garantendo al contempo parità di condizioni per le imprese in tutto il mercato unico dell'UE.

La Commissione ha messo a disposizione degli Stati membri diversi fondi UE per coprire il loro fabbisogno di investimenti, per un importo di circa 122 miliardi di euro all'anno, ripartiti tra obiettivi e priorità ambientali. La maggior parte degli Stati membri deve continuare a utilizzare questi fondi per rafforzare la propria capacità di attuare efficacemente le politiche.

In piena attività il Fondo europeo per l'assistenza ai lavoratori coinvolti nei licenziamenti ad impatto globale

I lavoratori licenziati in Belgio dopo la chiusura del produttore di chip BelGaN beneficeranno del sostegno dell'UE attraverso il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG). La proposta da 930.000 euro, adottata oggi, sosterrebbe il rientro al lavoro di 417 persone. Il finanziamento aiuterà i lavoratori licenziati attraverso misure come consulenza, orientamento professionale, assistenza nella ricerca di lavoro e formazione professionale.

Dal 2007, l'FEG è intervenuto in 183 casi, stanziando 709 milioni di euro per fornire assistenza a oltre 172.000 persone in 20 Stati membri.

Primo passo verso la revisione degli standard ambientali di macchine e furgoni nuovi

La Commissione europea invita cittadini e parti interessate a fornire feedback sugli standard di prestazione in materia di emissioni di CO2 per auto e furgoni nuovi e sulla Direttiva sull'etichettatura dei veicoli.

Con l'avvio di questa consultazione pubblica, la Commissione sta accelerando i preparativi per la revisione del Regolamento sugli standard di CO2, come annunciato nel Piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo. Tale revisione terrà conto degli sviluppi tecnologici pertinenti e della necessità di una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa verso una mobilità a zero emissioni. La revisione dell'etichettatura dei veicoli, a sua volta, informerà meglio i consumatori che acquistano nuovi veicoli e fanno scelte sostenibili, supportando ulteriormente i produttori nel raggiungimento degli obiettivi di emissione di CO2.

Il settore automobilistico è di fondamentale importanza per l'economia dell'UE e svolge un ruolo cruciale per la competitività industriale dell'UE, la decarbonizzazione e la transizione all'energia pulita. Gli inviti a presentare contributi e la consultazione pubblica congiunta lanciati oggi contribuiranno alla prossima valutazione e revisione da parte della Commissione degli standard di CO2 per auto e furgoni, nonché alla revisione delle norme sull'etichettatura dei veicoli.

Le parti interessate, tra cui l'industria, le piccole e medie imprese, le organizzazioni imprenditoriali e la società civile, sono invitate a esprimere le proprie opinioni entro il 29 settembre 2025. per partecipare:

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14750-Revision-of-the-EU-rules-on-car-labelling_en

Lanciata una consultazione sulla prima revisione del Digital Service Act DSA

Il 3 luglio 2025, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica sulla prima revisione del Digital Markets Act (DMA). Pur avendo finora riscontrato un impatto positivo, la Commissione desidera raccogliere il feedback di tutte le parti interessate, inclusi cittadini dell'UE, piccole e medie imprese, organizzazioni imprenditoriali e altre parti interessate, sull'impatto e l'efficacia del DMA e sulla sua preparazione ad affrontare le sfide emergenti, come l'introduzione di servizi basati sull'intelligenza artificiale. Sulla base dei contributi ricevuti, la Commissione preparerà una relazione di revisione che valuti l'impatto del DMA finora.

Le parti interessate hanno tempo fino al 24 settembre 2025 per presentare le proprie osservazioni al seguente indirizzo:

https://digital-markets-act.ec.europa.eu/consultation-first-review-digital-markets-act_en

La Commissione è tenuta a effettuare una revisione del DMA entro il 3 maggio 2026 e, successivamente, ogni tre anni. La relazione risultante sarà presentata al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.

 

 

 

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La Giornata UE
04/07/2025

La Moldavia rafforza i legami con l'UE

Al primo vertice UE-Moldavia tenutosi a Chișinău, la Presidente della Commissione europea Ursulavon der Leyen, il Presidente del Consiglio europeo António Costa e la Presidente della Repubblica di Moldavia Maia Sandu hanno concordato di approfondire la cooperazione nell'interesse dei cittadini dell'UE e moldavi. I leader hanno discusso di adesione all'UE e relative riforme, crescita economica e cooperazione in materia di sicurezza e difesa, inclusa la lotta alle minacce ibride.

Durante il vertice, la Presidente von der Leyen ha annunciato lo stanziamento di 270 milioni di euro di prefinanziamento a titolo del Piano di crescita dell'UE per la Moldavia, pari a 1,9 miliardi di euro, a sostegno delle riforme del Paese e dell'avvicinamento della sua economia al mercato unico dell'UE. Questo stanziamento si tradurrà in un nuovo ospedale regionale di Bălți, nel ripristino del teleriscaldamento a Chișinău e in una riduzione delle bollette di elettricità e gas per i cittadini moldavi. Nel complesso, il Piano di crescita sosterrà il miglioramento delle strade, la modernizzazione delle scuole, la creazione di nuovi ospedali, la crescita delle piccole imprese e la tutela del patrimonio culturale moldavo. Questo investimento sottolinea il forte impegno dell'UE per il successo della Moldavia. La Presidente von der Leyen ha inoltre annunciato che a partire dal 5 ottobre 2025 sarà possibile effettuare i bonifici bancari in euro grazie all'inclusione della Moldavia nell'Area Unica Europea dei Pagamenti (SEPA), concessa a marzo dagli Stati membri.

Infine, la Presidente von der Leyen ha proposto di integrare la Moldavia nell'area di roaming dell'UE a partire dal 1° gennaio 2026. L'iniziativa "Roam Like at Home" consentirà ai cittadini moldavi di effettuare chiamate, inviare SMS e utilizzare i dati mobili con numeri moldavi mentre viaggiano in uno qualsiasi dei 27 Stati membri dell'UE senza incorrere in costi di roaming.

I leader hanno concordato di intensificare gli sforzi per contrastare i continui attacchi ibridi e informatici da parte della Russia e dei suoi alleati, volti a destabilizzare il Paese in vista delle elezioni parlamentari di settembre.

L'UE ha ribadito il suo sostegno alla resilienza della Moldavia, anche attraverso la Missione di partenariato dell'UE in Moldavia e il supporto al Centro di comunicazione strategica della Moldavia, incaricato di individuare e smontare la disinformazione russa. I leader hanno sottolineato la necessità di una comunicazione chiara sui benefici dell'integrazione nell'UE e hanno sottolineato l'importanza di rafforzare la lotta alla corruzione e di salvaguardare l'integrità delle prossime elezioni.

Riportiamo di segugito il discorso tenuto dal Presidente del Consiglio UE Antonio Costa allla cerimonia di apertura del Summit:

È un vero piacere essere di nuovo a Chişinău. Grazie, Signora Presidente, per il suo caloroso benvenuto e per averci ospitato oggi, in occasione del nostro primo Vertice UE-Moldavia, che segna una vera e propria pietra miliare nell'approfondimento delle nostre relazioni.

Come i moldavi hanno deciso democraticamente, il futuro della Moldavia è nell'Unione Europea. Questo è il nostro obiettivo comune e l'Unione Europea è qui per sostenere la Moldavia in ogni fase del cammino.

Per quasi cinque anni, Lei, Signora Presidente, e il suo governo avete guidato la Moldavia e il suo popolo sulla strada europea con coraggio, visione e continue riforme.

La valutazione della Commissione è chiara: i progressi compiuti dalla Moldavia nel suo percorso verso l'Unione Europea sono notevoli. I leader dell'Unione Europea lo hanno riconosciuto all'unanimità nel Consiglio Europeo della scorsa settimana. Consentitemi di leggere questo paragrafo delle conclusioni:

"Il Consiglio europeo elogia la Repubblica di Moldova per il ritmo delle sue riforme legate all'adesione, accoglie con favore i significativi progressi compiuti e incoraggia la Repubblica di Moldova e la Commissione a intensificare i lavori nel processo di adesione. Il Consiglio europeo invita il Consiglio a intraprendere le prossime fasi del processo di adesione in linea con l'approccio basato sul merito, aprendo i cluster quando saranno soddisfatte le condizioni."

E, cosa molto importante, "Prende atto della valutazione della Commissione secondo cui il cluster sui fondamentali è pronto per essere aperto." Ora è il momento di accelerare i nostri lavori e compiere il passo successivo verso l'adesione.

Il processo di adesione non è un esercizio di spunta di caselle. Sforzi di riforma costanti producono risultati tangibili per il popolo moldavo. Offrono nuove opportunità per i vostri cittadini e i benefici della stretta cooperazione della Moldova con l'UE sono già visibili, sul campo e nella vita quotidiana delle persone. Dalla liberalizzazione dei visti al roaming. Dal sostegno energetico agli investimenti nelle infrastrutture.

Lo scorso inverno, l'UE ha contribuito con 60 milioni di euro in sovvenzioni per finanziare la compensazione per il riscaldamento e 30 milioni di euro per la compensazione per l'elettricità. L'UE ha finanziato 700 km di strade e 200 km di ferrovie, nonché la ristrutturazione di 22 ospedali e 120 scuole. Questi e altri benefici aumenteranno ulteriormente in futuro.

Durante il nostro incontro odierno, abbiamo concordato di lavorare per accelerare ulteriormente l'integrazione della Moldavia nel mercato unico dell'UE. Per stimolare la crescita economica. Per sostenere le imprese moldave. Per creare posti di lavoro e migliorare gli standard di vita. In una parola, per aumentare la vostra competitività.

Ininterrottamente, l'UE ha dimostrato di essere un partner affidabile e affidabile per il popolo moldavo. Un partner che vi è accanto nei momenti favorevoli e in quelli difficili. E continueremo a esserlo.

Rafforzare la sicurezza e la resilienza della Moldavia è stato un obiettivo chiave del nostro sostegno. Crediamo fermamente che la scelta di chi guiderà la Moldavia debba spettare al suo popolo, non a coloro che cercano di manipolarne, dividerne o minarne la volontà democratica.

Condividiamo un obiettivo comune: costruire un'Europa libera, sicura e in pace. Un'Europa basata sulla democrazia, sullo stato di diritto e su valori condivisi.

La Moldavia ha scelto la strada europea. E noi siamo qui per percorrerla al vostro fianco.

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Focus
04/07/2025

La Tassonomia semplificata è la nuova rivoluzione green dell'Europa

La Commissione europea ha adottato una serie di misure per semplificare l'applicazione della tassonomia dell'UE. In questo modo si vogliono ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell'UE, anche se alemno a parole si continua ad affermare che questo non incide sugli  obiettivi fondamentali in materia di clima e ambiente. Il regolamento sulla tassonomia è entrato in vigore nel 2020 e i suoi obblighi di rendicontazione si applicano dal 2022. Fornendo un punto di riferimento comune in materia di sostenibilità per le società finanziarie e non finanziarie, la tassonomia sostiene gli investimenti che contribuiscono a una transizione sostenibile dell'economia dell'UE, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

Queste le misure proposte:

- Le società finanziarie e non finanziarie sono esentate dalla valutazione dell'idoneità e dall'allineamento alla tassonomia per le attività economiche che non sono finanziariamente rilevanti per la loro attività. Per le società non finanziarie, le attività sono considerate non rilevanti se rappresentano meno del 10% del fatturato totale, delle spese in conto capitale (CapEx) o delle spese operative (OpEx) dell'azienda. La riduzione di questo onere amministrativo andrà a vantaggio delle aziende, consentendo loro di concentrarsi sulla rendicontazione e sul finanziamento delle loro attività principali e su come ciò contribuisca ai loro sforzi di transizione.

- Inoltre, le società non finanziarie sono esentate dalla valutazione dell'allineamento alla tassonomia per l'intera spesa operativa quando è considerata non rilevante per il loro modello di business.

- Per le società finanziarie, gli indicatori chiave di performance come il green asset ratio (GAR) per le banche sono semplificati e viene loro concessa la possibilità di non comunicare i KPI dettagliati della tassonomia per due anni.

- I modelli di rendicontazione della tassonomia sono semplificati riducendo il numero di voci riportate del 64% per le società non finanziarie e dell'89% per le società finanziarie. I

- I criteri per "non arrecare danno significativo" alla prevenzione e al controllo dell'inquinamento correlato all'uso e alla presenza di sostanze chimiche sono semplificati.

Le modifiche odierne vengono adottate sotto forma di un atto delegatoi.  La Commissione ha pubblicato la bozza di tale atto delegato nel febbraio 2025 nell'ambito del pacchetto "Omnibus I", consentendo alle parti interessate di fornire commenti sulle misure proposte. L'atto delegato sarà ora trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio per il loro esame. Le modifiche entreranno in vigore una volta terminato il periodo di esame di 4 mesi, prorogabile di altri 2 mesi. Le misure di semplificazione previste dal presente atto delegato si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2026 e riguarderanno l'esercizio finanziario 2025. Tuttavia, le imprese hanno la possibilità di applicare le misure a partire dall'esercizio finanziario 2026, qualora lo ritengano più opportuno.

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Focus
04/07/2025

La Giornata della Commissione 04/07/2025

L'Europa incentiva la produzione delle batterie per i veicoli elettrici

 

La Commissione europea ha annunciato che finanzierà sei progetti pionieristici per la produzione delle celle per le batterie dei veicoli elettrici (EV) con un totale di 852 milioni di euro in sovvenzioni dal Fondo per l'innovazione; i fondi asaranno resi disponibili grazie ai  proventi del Sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS). Questo finanziamento fa seguito ad un primo bando anciato a dicembre 2024, volto ad accelerare la crescita e gli investimenti nel settore della produzione di batterie dell'UE. Con questi progetti, e in linea con il Piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo e il Clean Industrial Deal, l'UE intende avanzare verso gli obiettivi di decarbonizzazione, rafforzando al contempo la competitività industriale e creando posti di lavoro di alta qualità in tutta Europa.

I progetti sostengono l'innovazione nella produzione di celle per batterie per veicoli elettrici e l'implementazione di tecniche, processi e tecnologie di produzione innovativi e sostenibili. I progetti selezionati rappresentano investimenti strategici che sosterranno la transizione dell'Europa verso una base industriale pulita, competitiva e resiliente, riducendo al contempo la dipendenza dalle importazioni e promuovendo lo sviluppo di tecnologie pulite e la leadership industriale.La firma dei contratti di sovvenzione con l'Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l'ambiente (CINEA) è prevista  nel terzo trimestre del 2025.

Cosa pensano i cittadini europei della politica di coesione

La percezione dei cittadini dell'UE dell'impatto della politica regionale dell'UE rimane ampiamente positiva, rivela un sondaggio Eurobarometro appena pubblicato.

Secondo il sondaggio, il 40% degli intervistati è a conoscenza delle iniziative finanziate dall'UE e quasi quattro quinti (79%) di questi intervistati ritiene che apportino un contributo positivo alle condizioni di vita nei rispettivi paesi o regioni. Inoltre, il 57% degli intervistati ritiene che i progetti finanziati dall'UE nella propria area abbiano contribuito al loro senso di cittadinanza europea.

Due terzi degli intervistati conoscono almeno un fondo della politica di coesione, come il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione, il Fondo sociale europeo, Interreg o il Fondo per una transizione giusta. La consapevolezza è più elevata in Polonia (92%) e Slovacchia (91%).

In media, il 17% dei partecipanti afferma di aver beneficiato personalmente di un progetto sostenuto dal FESR o dal Fondo di coesione, con questa percentuale che sale al 50% in alcuni paesi. In termini di futuri investimenti dell'UE, gli intervistati danno priorità al miglioramento delle infrastrutture sanitarie e educative (49%), alla tutela ambientale, alle risorse idriche e all'azione per il clima (38%), alla creazione di posti di lavoro e all'accesso al mercato del lavoro (31%) e al miglioramento dell'edilizia abitativa e dell'efficienza energetica (27%). Una maggioranza significativa (64%) degli intervistati ritiene che la politica di coesione dovrebbe sostenere tutte le regioni dell'UE, con particolare attenzione alle aree con un elevato tasso di disoccupazione (63%), alle aree urbane svantaggiate (51%) e alle regioni rurali o montane remote (50%).

Adesso si potrà importare la soia geneticamente modificata per uso animale

La Commissione europea ha autorizzato una soia geneticamente modificata per l'uso in alimenti e mangimi, a seguito della valutazione scientifica dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ha concluso che è sicura quanto la sua controparte convenzionale. Questa procedura di valutazione dovrebbe gasantire un elevato livello di protezione della salute umana e animale e dell'ambiente. La decisione della Commissione consente l'importazione di questa soia geneticamente modificata solo per l'uso in alimenti e mangimi, ma non la coltivazione nell'UE.

L'autorizzazione è valida per 10 anni e qualsiasi prodotto derivato da questa soia geneticamente modificata sarà soggetto alle rigorose norme dell'UE in materia di etichettatura e tracciabilità. La Commissione aveva l'obbligo giuridico di pronunciarsi su questa autorizzazione, poiché gli Stati membri non avevano raggiunto una maggioranza qualificata né a favore né contro l'autorizzazione.

Istituito un premio europeo per la tutela del piccolo commercio al dettaglio

La Commissione Europea ha lanciato per la prima volta il Premio Capitale Europea del Piccolo Commercio al Dettaglio. L'iniziativa nasce da una petizione dei cittadini ed è stata proposta dal Parlamento per sottolineare il ruolo fondamentale dei piccoli commercianti nella rivitalizzazione dei centri cittadini.

Il riconoscimento ogni anno premierà tre città – una piccola, una media e una grande – che hanno promosso con successo ecosistemi vivaci di piccolo commercio al dettaglio. Le città saranno valutate in quattro aree chiave: (i) sostenibilità, (ii) imprenditorialità e coinvolgimento della comunità, (iii) digitalizzazione e (iv) vitalità urbana. Una giuria europea selezionerà i vincitori in base al programma di attività proposto per il 2026 come Capitali Europee del Piccolo Commercio al Dettaglio.

I vincitori saranno annunciati durante una cerimonia a Bruxelles nel gennaio 2026. Ogni città vincitrice beneficerà di un evento di lancio dedicato e di un anno intero di promozione europea, che includerà visibilità mediatica e supporto per la presentazione delle proprie iniziative. Le città finaliste e vincitrici parteciperanno anche a un programma di scambio per apprendere dalle esperienze altrui nel sostegno al piccolo commercio al dettaglio.

Le città dei paesi dell'UE e del programma del Mercato unico possono presentare domanda per questi premi fino al 9 ottobre 2025.

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Argomento
La Giornata UE
04/07/2025

L'Europa in avanti

In questi giorni l'Europa è un vulcano in piena attività, quasi che il gran caldo sia conseguenza e manifestazione del ribollire di iniziative politiche e legislative accomunate dal desiderio di proiettarsi verso il futururo, oltre la guerra. Quasi a ribadire l'assurdità del contendere armato, quando in gioco ci sono le Scienze della vita, le dirompenti Tecnologie quantistiche, i cambiamenti climatici e le misure necessarie per contrastarli.

Quasi che la vita abbia comunque la meglio sulle pulsioni distruttive e l'Europa, almeno nella sua parte migliore, non vuole allontanarsi da quell'obiettivo. Ecco, duqnue, che in rapida successione sono state presentate strategie e iniziative nei settori sopra menzionati, che adesso dovranno faticare a farsi strada per raggiungere il mare, perchè gli ostacoli sotto forma di spinte all'inerzia oppure all'interesse di parte sono ovunque disseminati.

Piace pensare ad un'Europa cauta, che sapendo di maneggiare il futuro sente l'esigenza di lasciarsi guidare e, di conseguenza, chiama al proprio fianco un comitato di esperti e premi nobel per stabilire come promuovere e rafforzare le tecnologie quantistiche. Avendo in mente da subito che la differenza potrebbe farla il loro uso in ambito militare. già previsto come decisivo. 

Tutto questo avviene nella crescente preoccupazione per gli assetti futuri del mondo, strapazzati da un uso della forza in spregio del diritto internazionale. 

E' rassicurante la prospettiva di un futuro basato sulla conoscenza, secondo uno slogan di oltre vent'anni fa. E' questa l'Europa che i cittadini dovrebbero imparare a senitre come spazio provilegiato di appartenenza nella confusione del globo; e viverla con più decisione.

CLS

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Argomento
Editoriale
03/07/2025

Quali ambizioni climatiche l'Europa vuole raggiungere entro il 2040

La Commissione europea ha proposto una modifica alla legge UE sul clima, fissando un obiettivo climatico UE per il 2040 di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra (GHG) rispetto ai livelli del 1990, come richiesto dagli orientamenti politici della Commissione per il periodo 2024-2029. Ciò offrirà certezza agli investitori e innovazione, rafforzerà la leadership industriale delle nostre imprese e aumenterà la sicurezza energetica dell'Europa. Proprio questa settimana, l'ultimo Eurobarometro ha mostrato un forte sostegno dei cittadini all'azione per il clima dell'UE, fornendo un solido mandato per mantenere la rotta dell'agenda di transizione pulita dell'UE. L'UE è sulla buona strada per raggiungere il nostro obiettivo del 55% entro il 2030. La proposta odierna si basa sull'obiettivo giuridicamente vincolante dell'UE di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e definisce un percorso più pragmatico e flessibile per raggiungerlo, nell'ottica di un'economia europea decarbonizzata entro il 2050.

In linea con la Bussola della Competitività dell'UE, il Clean Industrial Deal e il Piano d'azione per un'energia accessibile, l'obiettivo climatico proposto per il 2040 tiene pienamente conto dell'attuale panorama economico, geopolitico e di sicurezza e offre a investitori e imprese la prevedibilità e la stabilità di cui hanno bisogno nella transizione energetica pulita dell'UE. Mantenendo la rotta sulla decarbonizzazione, l'UE vorrebbe stimolare gli investimenti nell'innovazione, creare più posti di lavoro e crescita, aumenterà la resilienza agli impatti dei cambiamenti climatici e diventare più indipendente dal punto di vista energetico.

La Presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "I cittadini europei, sempre più sensibili all'impatto dei cambiamenti climatici, si aspettano che l'Europa agisca. L'industria e gli investitori si aspettano che stabiliamo una direzione di marcia prevedibile. Oggi dimostriamo di essere fermamente convinti del nostro impegno a decarbonizzare l'economia europea entro il 2050. L'obiettivo è chiaro, il percorso è pragmatico e realistico".

La proposta definisce un modo per raggiungere l'obiettivo del 2040 in modo diverso rispetto al passato. Due elementi centrali della proposta sono la flessibilità e l'importanza di accelerare e rafforzare le giuste condizioni abilitanti per sostenere questo obiettivo del 90%. Un elemento centrale è la flessibilità che la Commissione prenderà in considerazione nella progettazione dei futuri atti legislativi per raggiungere questo obiettivo climatico entro il 2040. Tra queste rientrano la possibilità di conteggiare i crediti in termini di contenimento delle emissioni  acquisiti nei confronti di paesi terzi a partire dal 2036, l'utilizzo di assorbimenti permanenti nazionali nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) e una maggiore flessibilità di compensazione tra settori per contribuire al raggiungimento degli obiettivi in ​​modo economicamente vantaggioso e socialmente equo. Concretamente, significa che uno Stato membro avrà la  possibilità di compensare le difficoltà incontrate in un settore specifico  con un risultato superiore alla media nella riduzione delle emissioni derivanti da rifiuti e trasporti.

La Commissione ha pubblicato oggi una comunicazione sull'attuazione delle prime proposte relative al Clean Industrial Deal, a pochi mesi dalla sua presentazione. La sua attuazione è fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo climatico del 2040. 

Uno dei risultati chiave è il quadro normativo per gli aiuti di Stato del Clean Industrial Deal, adottato la scorsa settimana, per sostenere ulteriormente gli investimenti nella transizione verso l'energia pulita. È stata inoltre concordata la semplificazione del meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM), esentando il 90% degli importatori, riducendo così la burocrazia e garantendone un'attuazione fluida. Questa semplificazione rappresenta il primo passo prima di una revisione più generale del CBAM a fine anno, accompagnata da proposte legislative volte a rafforzare il meccanismo. La comunicazione odierna illustra i risultati dell'analisi della Commissione su come trovare una soluzione al problema della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio dalle esportazioni.

A integrazione del quadro normativo sugli aiuti di Stato e della comunicazione odierna, la Commissione ha inoltre pubblicato la raccomandazione sugli incentivi fiscali per incoraggiare gli investimenti nelle tecnologie pulite e nella decarbonizzazione industriale, attraverso misure come l'ammortamento accelerato e i crediti d'imposta. Ha inoltre presentato una raccomandazione e documenti di orientamento per ottimizzare l'uso delle nuove norme UE sulle energie rinnovabili, volte a espandere le energie rinnovabili e ridurre i costi energetici.

Le misure per l'energia a prezzi accessibili volte ad aumentare la produzione di componenti di rete e a sostenere i contratti di acquisto di energia (PPA), il progetto pilota per la futura Banca per la decarbonizzazione industriale, il prossimo piano d'azione per l'industria chimica e i dialoghi settoriali con le parti interessate sono tra le azioni che contribuiranno alla realizzazione del Clean Industrial Deal. Attese per la fine di questo mese, le proposte per il prossimo Quadro finanziario pluriennale definiranno anche le modalità con cui il futuro bilancio dell'UE sosterrà la transizione verso un'economia pulita.

La legge europea sul clima, entrata in vigore nel luglio 2021, sancisce l'impegno dell'UE a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e l'obiettivo intermedio di riduzione di almeno il 55% delle emissioni nette di gas serra entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione concordati, l'UE ha adottato un pacchetto legislativo per il 2030, noto come "Fit for 55", la cui attuazione da parte degli Stati membri – essenziale per il raggiungimento degli obiettivi del 2040 – è in corso. La valutazione dei Piani Nazionali per l'Energia e il Clima (PNEC) da parte della Commissione, presentata il 28 maggio, ha mostrato che l'UE si sta avvicinando collettivamente all'obiettivo climatico del 2030 di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra.

La legge sul clima prevede giuridicamente un obiettivo climatico intermedio per il 2040 per accelerare il raggiungimento della neutralità climatica, una proposta necessaria entro sei mesi dal primo Bilancio Globale dell'Accordo di Parigi, raggiunto nel dicembre 2023.

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Focus
02/07/2025

La Giornata della Commissione 02/07/2025

A proposito di economia circolare, quo vadis Europa?

La Commissione mette in campo  diverse iniziative per accelerare la transizione dell'UE verso un'economia circolare e preparare il terreno per la legge sull'economia circolare, prevista per il 2026. L'economia circolare rafforza la competitività e la crescita economica promuovendo il riutilizzo, il riciclaggio e la rigenerazione dei materiali.

Oggi si terrà un dialogo strategico sulla circolarità, con la partecipazione dei Vicepresidenti Esecutivi Teresa Ribera e Stéphane Séjourné e della Commissaria Jessika Roswall, accompagnato da un pacchetto di nuove azioni per promuovere l'economia circolare. Le iniziative adottate oggi includono norme sulle spedizioni di rifiuti e una valutazione della legislazione sui rifiuti elettronici. Inoltre, nei prossimi giorni saranno pubblicate nuove norme per migliorare l'efficienza del riciclaggio e il recupero dei materiali dalle batterie esauste. Il dialogo darà inoltre avvio a una consultazione pubblica con le parti interessate e a un invito a presentare contributi che saranno pubblicati a breve. Queste azioni riguardano diverse dimensioni dell'economia circolare e contribuiranno sia a promuovere la transizione sia a rafforzare l'attuazione della legislazione vigente.

Il prossimo Circular Economy Act sosterrà gli obiettivi dell’UE nell’ambito della Competitiveness Compass e del Clean Industrial Deal per raddoppiare la quota di materiale riciclato nell’economia dell’UE e diventare un leader mondiale nell’economia circolare entro il 2030.

Lanciato in orbita il satellite Sentinel-4

Copernicus Sentinel-4, ora in orbita con successo dopo il lancio da Cape Canaveral il 1° luglio 2025, rappresenta un importante passo avanti negli sforzi europei per monitorare la qualità dell'aria.

Si tratta della prima missione Copernicus in orbita geostazionaria dedicata al monitoraggio delle condizioni atmosferiche in Europa, potenziando significativamente le capacità di osservazione della Terra dell'UE. Sentinel-4 è dotato di uno spettrometro UVN (Ultravioletto Visibile Vicino all'Infrarosso) avanzato, appositamente progettato per misurare con precisione inquinanti atmosferici critici come ozono (O₃), biossido di azoto (NO₂), formaldeide (HCHO), biossido di zolfo (SO₂) e aerosol.

Una volta operativa, la missione fornirà dati orari vitali sulla composizione atmosferica. Queste informazioni consentiranno al Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS) di offrire informazioni in tempo reale a scienziati, responsabili politici e agenzie ambientali, supportando gli sforzi per mitigare l'inquinamento e migliorare la qualità dell'aria in tutta Europa. La missione contribuisce direttamente alle politiche ambientali dell'UE, tra cui la Direttiva sulla qualità dell'aria ambiente e il Piano d'azione per l'inquinamento zero.

Copernicus è la componente di osservazione della Terra del Programma Spaziale dell'UE.

I ricercatori europei potranno accedere ai dati delle grandi piattaforme

Con l'adozione di un atto delegato nell'ambito  del Digital Services Act (DSA), la Commissione europea intende consentire ai ricercatori l'accesso ai dati interni delle piattaforme online considerate di grandi dimensioni dimensioni (VLOP) ed aimotori di ricerca (VLOSE) nell'Unione europea. Queste norme consentiranno una ricerca indipendente sui rischi sistemici e sulle misure di mitigazione di VLOP e VLOSE.

In questo modo la  Commissione chiarisce come VLOP e VLOSE debbano condividere i dati con i ricercatori qualificati, specificando i requisiti legali e tecnici per l'accesso ai dati. Istituisce inoltre un nuovo portale online di accesso ai dati DSA che consente ai ricercatori di reperire informazioni e comunicare con VLOP, VLOSE, autorità nazionali e i Coordinatori dei Servizi Digitali (DSC). I ricercatori devono essere sottoposti a verifica da parte di un DSC per accedere ai dati interni. Il 27 giugno, il Consiglio dei Coordinatori dei Servizi Digitali ha approvato l'intenzione di un'ulteriore cooperazione tra tutti i DSC per implementare uniformemente le procedure di verifica e accesso ai dati.

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno ora tre mesi di tempo per esaminare l'atto delegato, che entrerà in vigore al termine di questo periodo, previa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. A quel punto, i primi ricercatori potranno presentare la loro domanda di accesso ai dati interni delle piattaforme.

Questo regolamento integra l'obbligo DSA vigente per i VLOP e i VLOSE di fornire ai ricercatori l'accesso ai dati pubblicamente disponibili sulle loro interfacce.

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La Giornata UE
02/07/2025

L'Europa accelera il passo nel settore della quantistica

La Commissione Europea ha presentato la Strategia Quantum Europe per rendere l'Europa leader mondiale nel settore quantistico entro il 2030. La Strategia promuoverà un ecosistema quantistico resiliente e sovrano che alimenterà la crescita delle startup e trasformerà la scienza rivoluzionaria in applicazioni pronte per il mercato, mantenendo al contempo la leadership scientifica dell'Europa. Le tecnologie quantistiche rappresentano una rivoluzione dalle implicazioni fondamentali per affrontare sfide complesse: dalle innovazioni farmaceutiche alla sicurezza delle infrastrutture critiche. Offriranno nuove opportunità per la competitività industriale e la sovranità tecnologica dell'UE, con un forte potenziale a duplice uso per la difesa e la sicurezza. Entro il 2040, si prevede che il settore creerà migliaia di posti di lavoro altamente qualificati in tutta l'UE e supererà un valore globale di 155 miliardi di euro.

La Strategia si concentra su cinque aree: ricerca e innovazione, infrastrutture quantistiche, rafforzamento dell'ecosistema, tecnologie spaziali e a duplice uso e competenze quantistiche.

Include le seguenti azioni:

1) Lancio dell'iniziativa di ricerca e innovazione Quantum Europe, un'iniziativa congiunta dell'UE e degli Stati membri per sostenere la ricerca di base e sviluppare applicazioni in settori pubblici e industriali chiave.

2) Creazione di un centro di progettazione quantistica e di sei linee pilota per chip quantistici, con un finanziamento pubblico fino a 50 milioni di euro, per trasformare prototipi scientifici in prodotti realizzabili.

3) Lancio di un centro pilota per l'Internet quantistica europea.

4) Espansione della rete di Cluster per le Competenza Quantistica in tutta l'UE e creazione dell'Accademia Europea delle Competenze Quantistiche nel 2026.

5) Sviluppo di una Roadmap per la Tecnologia Quantistica nello Spazio insieme con l'Agenzia Spaziale Europea e sostegno alla Roadmap Tecnologica nel campo degli Armamenti Europei.

Questa strategia mira ad aumentare la quota di finanziamenti privati ​​globali che le aziende europee del settore quantistico ricevono, attualmente intorno al 5%, per stimolare la crescita di startup e scaleup europee e promuovere l'adozione di soluzioni quantistiche europee da parte delle industrie europee.

Una volta lanciata la proposta, parte l'iter di implementazione. La Commissione lavorerà a stretto contatto con gli Stati membri e la comunità quantistica europea, inclusi il mondo accademico, le startup, gli attori industriali e gli stakeholder dell'innovazione, nonché i loro rappresentanti, per trasformare gli obiettivi della strategia in realtà. verrà costituito un comitato consultivo di alto livello che riunirà i principali scienziati ed esperti di tecnologia quantistica europei, tra cui premi Nobel europei per la quantistic e fornirà una guida strategica indipendente per l'attuazione della Strategia

E' prevista inoltre, la presentazione entro il 2026 della proposta di un atto legislativo, il Quantum Act, che rafforzerà ulteriormente l'ecosistema quantistico e gli sforzi di industrializzazione, incentivando gli Stati membri, le aziende, gli investitori e i ricercatori a investire in impianti di produzione (pilota), nell'ambito di iniziative nazionali o regionali su larga scala a livello dell'UE.

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Focus
02/07/2025

Una Strategia per la vita nella follia della guerra

La Commissione europea ha lanciato una nuova strategia per rendere l'Europa il luogo più attraente al mondo per le scienze della vita entro il 2030. Le scienze della vita – lo studio dei sistemi viventi, dalle cellule agli ecosistemi – sono fondamentali per la nostra salute, il nostro ambiente e la nostra economia. Promuovono l'innovazione in medicina, alimentazione e produzione sostenibile, aggiungendo quasi 1.500 miliardi di euro di valore all'economia dell'UE e sostenendo 29 milioni di posti di lavoro in tutta l'Unione.

Con un finanziamento di oltre 10 miliardi di euro all'anno dall'attuale bilancio dell'UE, la strategia definisce un approccio coordinato lungo l'intera catena del valore delle scienze della vita. Mira ad accelerare l'innovazione, facilitare l'accesso al mercato e rafforzare la fiducia del pubblico nelle nuove tecnologie, garantendo che apportino benefici alle persone e al pianeta.

Ottimizzare l'ecosistema della ricerca e dell'innovazione:

La Commissione elaborerà un piano di investimenti dell'UE per agevolare il finanziamento di sperimentazioni cliniche in più paesi e rafforzare le infrastrutture europee di ricerca clinica. Questa strategia promuoverà inoltre un approccio "One Health" alla ricerca e all'innovazione e mobiliterà fino a 100 milioni di euro nell'ambito dei programmi di lavoro di Horizon Europe 2026-2027, il programma di ricerca dell'UE,  per sviluppare e implementare soluzioni basate sul microbioma. Inoltre, 250 milioni di euro saranno mobilitati per tecnologie intersettoriali nel campo delle scienze della vita, sostenendo lo sviluppo di nuovi prodotti che promuovano l'innovazione industriale e la sostenibilità, tra cui nuove metodologie di approccio, nuove molecole, materiali avanzati e una biofabbricazione più efficiente.

Consentire un rapido accesso al mercato per le innovazioni nel settore delle scienze della vita:
Per accelerare l'accesso al mercato per le innovazioni nel settore delle scienze della vita, la Commissione proporrà un atto legislativo sulle biotecnologie che creerà un quadro normativo più favorevole all'innovazione in tutti i settori biotecnologici. La Commissione lancerà inoltre un'interfaccia di matchmaking per mettere in contatto startup, industria e investitori, sfruttando il portafoglio del Consiglio europeo per l'innovazione e la sua rete di investitori (Trusted Investors Network).

Rafforzare la fiducia, l'adozione e l'utilizzo dell'innovazione:
La Commissione mobiliterà 300 milioni di euro per stimolare gli appalti per l'innovazione nel settore delle scienze della vita in settori quali l'adattamento ai cambiamenti climatici, i vaccini di nuova generazione e le soluzioni oncologiche a prezzi accessibili. La Commissione istituirà inoltre un gruppo di coordinamento per le scienze della vita per allineare le politiche e i finanziamenti tra i settori e sostenere il coinvolgimento delle principali parti interessate, tra cui industria e cittadini.

La Presidente von der Leyen aveva annunciato la Strategia nei suoi orientamenti politici come uno dei componenti della Bussola della Competitività. L'Europa è da tempo leader nelle scienze della vita, forte di una solida base di conoscenze e di eccellenza scientifica, ma ora sta perdendo terreno rispetto ad altri attori globali nel trasformare la ricerca in soluzioni concrete. Le sfide includono ecosistemi di innovazione frammentati, dati e intelligenza artificiale sottoutilizzati e una lenta diffusione sul mercato.

La strategia si basa su una consultazione pubblica e su un'ampia base di dati, tra cui due studi del Centro Comune di Ricerca della Commissione: "I settori delle scienze della vita nell'UE: motori di crescita economica e innovazione", che evidenzia 29 milioni di occupati e 1,5 trilioni di euro di valore aggiunto, e "Tendenze nei brevetti nelle scienze della vita: focus su prodotti farmaceutici e tecnologie mediche", che mostra come l'UE si collochi al secondo posto a livello mondiale con il 17% dei brevetti depositati.

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Focus
27/06/2025

La Giornata della Commissione 27/06/2025

Nuove misure in favore dei disabili ​

Entra in vigore nell'UE l'Atto europeo sull'accessibilità (EAA). Prodotti e servizi essenziali come telefoni, computer, e-book, servizi bancari e comunicazioni elettroniche dovranno essere accessibili alle persone con disabilità. L'EAA rappresenta un passo avanti per ridurre le barriere che le persone con disabilità incontrano quotidianamente. Rende più facile per le persone con disabilità partecipare pienamente alla società, ad esempio nel mondo del lavoro, rendendo accessibili le apparecchiature informatiche e facilitando l'uso delle tecnologie assistive. Contribuirà inoltre a una maggiore mobilità, poiché il livello di accessibilità sarà simile in tutta l'UE.

L'Atto stabilisce requisiti di accessibilità comuni in tutta l'UE per prodotti e servizi selezionati, dalla dimensione adeguata dei caratteri alle funzioni di sintesi vocale nei terminali di pagamento self-service, negli e-reader e negli smartphone, e altro ancora. Ciò semplificherà le norme per gli operatori economici che finora si sono trovati a dover far fronte a requisiti di accessibilità divergenti e spesso contraddittori a livello transfrontaliero. La Commissione sta supportando gli Stati membri attraverso riunioni periodiche con i punti di contatto nazionali, anche per affrontare questioni specifiche per paese.

Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha dichiarato: "Circa 100 milioni di persone nell'UE convivono con una disabilità. L'accessibilità è un prerequisito per la partecipazione alla società. L'Atto europeo sull'accessibilità è una misura di equità e giustizia, ma anche di crescita e innovazione. Rappresenta un ulteriore passo avanti per consentire alle persone con disabilità in tutta l'UE di vivere la propria vita allo stesso modo di chi non ha disabilità. Mentre celebriamo questo traguardo, mettiamolo in pratica e facciamolo rispettare, assicurandoci che queste nuove norme apportino un cambiamento reale e duraturo per tutti".

Niente pedaggi autostradali ai veicoli pesanti a zero emissioni

Per stimolare e sostenere la competitività del trasporto stradale sostenibile, la Commissione europea propone di esentare i veicoli pesanti a zero emissioni dai pedaggi stradali e dai diritti d'uso. Come previsto nel suo Piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo, la Commissione propone di prorogare l'attuale periodo di esenzione dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2031, offrendo un incentivo significativo alle aziende a investire in veicoli pesanti a zero emissioni.

Il costo iniziale di questi veicoli è attualmente superiore a quello dei loro omologhi convenzionali, il che li rende meno attraenti per gli acquirenti. Questo rimane uno dei principali ostacoli alla loro diffusione su larga scala. Con l'abolizione dei pedaggi e dei diritti d'uso, l'UE intende rendere i camion e gli autobus a zero emissioni un'opzione più praticabile per le aziende.

"Dobbiamo creare le condizioni giuste per sostenere le aziende europee e premiare chi si muove per primo nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio", ha dichiarato il Commissario per i Trasporti e il Turismo Sostenibili, Apostolos Tzitzikostas. "Estendendo il periodo di esenzione, offriamo un forte incentivo alle imprese affinché investano in veicoli a zero emissioni e riducano le emissioni del trasporto su strada. È importante per le nostre aziende, ma anche per i nostri obiettivi climatici."

Il periodo di esenzione proposto sarà sincronizzato con gli standard prestazionali dell'UE in materia di emissioni di CO2 per i nuovi veicoli pesanti, che mirano a una riduzione del 43% delle emissioni entro il 2030.

Trovato l'accordo politico sulla revisione della direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversia

Parlamento europeo e Consiglio hanno raggiunto l'accordo sulla proposta della Commissione di revisione della Direttiva sulla risoluzione alternativa delle controversie (ADR). La nuova normativa semplifica e modernizza la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra imprese e consumatori nell'Unione europea, adattandola ai mercati digitali e rafforzando ulteriormente la tutela dei consumatori dell'UE. In precedenza, la Direttiva era limitata alle controversie contrattuali tra consumatori e commercianti dell'UE. Ora il suo ambito di applicazione è esteso alle controversie relative a obblighi precontrattuali, contenuti e servizi digitali, nonché contratti non monetari. Ora include anche i commercianti extra-UE che intendono avvalersi di procedure ADR. Il nuovo obbligo per i commercianti di rispondere alle richieste di ADR entro 20 giorni incentiverà le imprese a coinvolgere i consumatori nelle procedure di risoluzione extragiudiziale. I nuovi punti di contatto ADR istituiti negli Stati membri forniranno ulteriore assistenza ai consumatori nel processo di risoluzione delle controversie transfrontaliere.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: "L'accordo raggiunto ieri rafforzerà i diritti dei consumatori nell'era digitale, promuovendo al contempo la fiducia nel mercato. La risoluzione extragiudiziale delle controversie è uno strumento potente ed economicamente vantaggioso, ora migliorato a vantaggio di tutti".

Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha dichiarato: "L'accordo di ieri rappresenta un passo positivo per i consumatori. La risoluzione extragiudiziale delle controversie offre loro un modo rapido, equo e conveniente per far valere i propri diritti senza essere scoraggiati da lunghe e costose procedure giudiziarie. La direttiva riveduta adegua il sistema all'attuale economia digitale, rendendo la giustizia più accessibile a tutti".

Il prossimo passo è l'adozione formale della direttiva da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. La direttiva entrerà in vigore 32 mesi dopo la sua entrata in vigore.

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La Giornata UE
26/06/2025

La BEI finanzia la difesa italiana

La BEI stanzia 107,5 milioni di euro per sostenere sicurezza e difesa in Italia. Il finanziamento riguarderà l'acquisto di elicotteri per l'esercito. Si tratta del terzo accordo di finanziamento siglato tra l'istutizione bancaria europea ed i Ministeri italiani per ll'Economia e le Finanze e per la Difesa.

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha firmato un nuovo accordo strategico con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero della Difesa, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente le capacità di sicurezza e difesa dell'Italia.

L'operazione rientra nel più ampio impegno della BEI per la sicurezza e la difesa europea. Ha recentemente ampliato i criteri di ammissibilità al sostegno di progetti militari, in linea con le priorità dell'UE. Il prestito sarà erogato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, che a sua volta destinerà le risorse della BEI al Ministero della Difesa. Le condizioni favorevoli offerte dalla BEI sui mercati internazionali consentono al governo italiano di realizzare notevoli risparmi sugli interessi nell'arco dei 20 anni.

Si tratta del terzo accordo di questo tipo tra la BEI, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero della Difesa. Nel 2022, la BEI ha erogato 240 milioni di euro per finanziare l'acquisto di 16 elicotteri leggeri per l'Arma dei Carabinieri e l'ammodernamento del sistema nazionale di controllo del traffico aereo, mentre nel 2020 ha erogato 220 milioni di euro per la costruzione di tre navi idro-oceanografiche.

"Questo accordo dimostra il crescente impegno della BEI a sostegno della sicurezza e della difesa europea ed è il risultato di un dialogo proficuo e costante con il Governo italiano per promuovere investimenti strategici che rafforzino la competitività e la sicurezza dell'Italia", ha dichiarato la Vicepresidente della BEI, Gelsomina Vigliotti. "Continueremo a lavorare fianco a fianco con i nostri partner per salvaguardare l'autonomia strategica dell'Unione Europea".

Contesto

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) è l'istituzione finanziaria a lungo termine dell'Unione Europea, di proprietà degli Stati Membri. Costruita attorno a otto priorità chiave, finanzia investimenti che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi politici dell'UE, sostenendo l'azione per il clima e l'ambiente, la digitalizzazione e l'innovazione tecnologica, la sicurezza e la difesa, la coesione, l'agricoltura e la bioeconomia, le infrastrutture sociali, l'Unione dei mercati dei capitali e un'Europa più forte in un mondo più pacifico e prospero. Il Gruppo BEI, che comprende anche il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), ha sottoscritto oltre 900 progetti per un valore di quasi 89 miliardi di euro nel 2024, rafforzando la competitività e la sicurezza dell'Europa. Il Gruppo BEI ha sottoscritto 99 operazioni per un totale di 10,98 miliardi di euro in Italia nel 2024, contribuendo a sbloccare quasi 37 miliardi di euro di investimenti nell'economia reale. Tutti i progetti finanziati dal Gruppo BEI sono in linea con l'accordo di Parigi sul clima, come promesso nella nostra Roadmap per la Climate Bank. Quasi il 60% dei finanziamenti annuali del Gruppo BEI sostiene progetti che contribuiscono direttamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, all'adattamento e a un ambiente più sano. Promuovendo l'integrazione dei mercati e mobilitando gli investimenti, i fondi messi a disposizione dal Gruppo hanno sbloccato oltre 100 miliardi di euro in nuovi investimenti per la sicurezza energetica dell'Europa nel 2024 e hanno mobilitato ulteriori 110 miliardi di euro per startup e scale-up. Circa la metà dei finanziamenti della BEI all'interno dell'Unione europea è destinata alle regioni della coesione, dove il reddito pro capite è inferiore alla media UE.

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Argomento
Focus
26/06/2025

La Banca Europea per gli Investimenti finanzia l'industria della difesa italiana

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha firmato un nuovo accordo strategico con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero della Difesa, con l'obiettivo di rafforzare ulteriormente le capacità di sicurezza e difesa dell'Italia.

L'operazione rientra nel più ampio impegno della BEI per la sicurezza e la difesa europea. Ha recentemente ampliato i criteri di ammissibilità al sostegno di progetti militari, in linea con le priorità dell'UE.

Il prestito sarà erogato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, che a sua volta convoglierà le risorse della BEI al Ministero della Difesa. Le condizioni favorevoli offerte dalla BEI sui mercati internazionali consentono al governo italiano di ottenere un notevole risparmio sugli interessi nell'arco dei 20 anni.

Si tratta del terzo accordo di questo tipo tra la BEI, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e il Ministero della Difesa. Nel 2022, la BEI ha erogato 240 milioni di euro per finanziare l'acquisto di 16 elicotteri leggeri per l'Arma dei Carabinieri e l'ammodernamento del sistema nazionale di controllo del traffico aereo, mentre nel 2020 ha erogato 220 milioni di euro per la costruzione di tre navi idro-oceanografiche.

Contesto

Il Gruppo BEI ha firmato 99 operazioni per un totale di 10,98 miliardi di euro in Italia nel 2024, contribuendo a sbloccare quasi 37 miliardi di euro di investimenti nell'economia reale. Tutti i progetti finanziati dal Gruppo BEI sono in linea con l'Accordo di Parigi sul clima, come promesso nella nostra Roadmap della Climate Bank. Quasi il 60% dei finanziamenti annuali del Gruppo BEI sostiene progetti che contribuiscono direttamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, all'adattamento e a un ambiente più sano. Promuovendo l'integrazione dei mercati e mobilitando gli investimenti, i fondi messi a disposizione dal Gruppo hanno sbloccato oltre 100 miliardi di euro di nuovi investimenti per la sicurezza energetica dell'Europa nel 2024 e hanno mobilitato ulteriori 110 miliardi di euro per startup e scale-up. Circa la metà dei finanziamenti della BEI all'interno dell'Unione europea è destinata alle regioni della coesione, dove il reddito pro capite è inferiore alla media UE.

"Questo accordo dimostra il crescente impegno della BEI a sostegno della sicurezza e della difesa europea ed è il risultato di un dialogo proficuo e continuo con il Governo italiano per promuovere investimenti strategici che rafforzino la competitività e la sicurezza dell'Italia", ha dichiarato la Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti. "Continueremo a lavorare fianco a fianco con i nostri partner per salvaguardare l'autonomia strategica dell'Unione Europea".

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