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16/09/2025

La Giornata della Commissione 16/09/2025

Trasporto merci su strada più sostenibile con il rafforzamento delle infrastrutture di ricarica.

L'Europa  accelera sulla riduzione delle emissioni dei trasporti derivanti dal trasporto merci su strada. Il Commissario per i Trasporti e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, presenta l'iniziativa "Clean Transport Corridor", che mira ad accelerare la diffusione di infrastrutture di ricarica per veicoli pesanti lungo i principali corridoi merci. L'iniziativa partirà dai corridoi Scandinavo-Mediterraneo e Mare del Nord-Baltico.

L'iniziativa "Clean Transport Corridor", approvata da nove Stati membri lungo i due corridoi di trasporto, sarà presentata in occasione della cerimonia di firma di una dichiarazione ministeriale sulle infrastrutture di ricarica per i camion a Bruxelles. La dichiarazione stabilisce impegni per rafforzare la cooperazione e affrontare le principali sfide, tra cui le lunghe procedure di pianificazione e autorizzazione, la limitata disponibilità di siti, la frammentazione dei finanziamenti, l'insufficiente capacità di rete e i ritardi nell'accesso alla rete elettrica. Rappresenta sia un impegno politico congiunto che una guida strategica per le politiche attuali e future sulle infrastrutture di ricarica per autocarri.

La Commissione continuerà a collaborare con gli Stati membri per definire nel dettaglio le misure in una tabella di marcia e per estendere l'iniziativa ad altri corridoi della rete transeuropea di trasporto (TEN-T), sostenendo ulteriormente la transizione dell'Europa verso un trasporto merci su strada pulito.

Una nuova relazione della Commissione mostra come persistono vulnerabilità nell'accesso al lavoro

Una migliore integrazione dei gruppi sottorappresentati – come donne, anziani, migranti e persone con disabilità – nel mercato del lavoro può contribuire ad attenuare la carenza di competenze e manodopera e a compensare i cambiamenti demografici che rischiano di ridurre la forza lavoro dell'UE fino a 18 milioni entro il 2050.

La relazione 2025 della Commissione sull'occupazione e gli sviluppi sociali in Europa (ESDE) evidenzia che un quinto della popolazione in età lavorativa – circa 51 milioni di persone – è attualmente al di fuori del mercato del lavoro dell'UE, con donne, persone di età compresa tra 55 e 64 anni, migranti e persone con disabilità che ne costituiscono la stragrande maggioranza. Facilitare l'accesso al mercato del lavoro contribuirebbe inoltre al raggiungimento dell'obiettivo di un tasso di occupazione del 78% fissato dall'UE per il 2030. Allo stesso tempo, migliorerebbe la coesione sociale e sosterrebbe l'obiettivo di riduzione della povertà dell'UE entro il 2030.

Nel 2024, l'UE ha creato 1,8 milioni di posti di lavoro in più rispetto all'anno precedente, portando il tasso di occupazione al 75,8%, mentre il tasso di disoccupazione è sceso a un nuovo minimo storico del 5,9%.

La Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, l'occupazione di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "Il rapporto ESDE 2025 mostra che il mercato del lavoro dell'UE rimane notevolmente solido, con un'occupazione in crescita, in gran parte grazie all'ingresso di un maggior numero di donne, anziani e migranti nel mondo del lavoro. Questo è incoraggiante, ma dobbiamo fare di più per garantire che tutti possano contribuire con le proprie competenze e talenti. Eliminando gli ostacoli, sfidando gli stereotipi e promuovendo la parità di genere, possiamo affrontare la carenza di manodopera, aumentare la nostra competitività e costruire una società più equa e inclusiva."

Inizia il cammino di semplificazione delle norme digitali adottare dall'UE

La Commissione europea ha lanciato una call for evidence  per acquisire ricerche e buone pratiche su come semplificare la legislazione nell'ambito del prossimo Digital Omnibus, in particolare in materia di dati, sicurezza informatica e intelligenza artificiale (IA).

L'invito è in linea con il programma di semplificazione della Commissione e con gli sforzi volti a creare un contesto imprenditoriale più favorevole, alleggerendo gli oneri amministrativi e i costi a carico delle imprese. L'iniziativa sostiene inoltre l'obiettivo della Commissione, espresso nella Bussola della Competitività, di ridurre gli oneri amministrativi di almeno il 25% per tutte le imprese e di almeno il 35% per le piccole e medie imprese.

La Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen, ha dichiarato: "Dobbiamo semplificare le attività commerciali in Europa senza compromettere i nostri elevati standard di equità e sicurezza online. Vogliamo un corpus normativo favorevole all'innovazione: sia nel modo in cui applichiamo le norme, sia nella semplificazione delle leggi laddove i nostri obiettivi possano essere raggiunti a costi inferiori. Puntiamo a meno burocrazia, meno sovrapposizioni e regole meno complesse per le aziende che operano nell'UE".

L' invito fa seguito a un ampio coinvolgimento delle parti interessate, attraverso consultazioni pubbliche sulla strategia per l'Unione dei dati, sulla revisione del Cybersecurity Act e sulla strategia "Apply AI". Rappresenta un primo passo verso la semplificazione del codice digitale dell'UE e rimarrà aperto fino al 14 ottobre 2025.

Anche la normativa europea in materia di sicurezza alimentare e  mangimi nel mirino della semplificazione

La Commissione europea ha lanciato una call for evidence per raccogliere contributi sui lavori in corso per semplificare, chiarire e modernizzare diversi aspetti della legislazione dell'UE in materia di sicurezza alimentare e dei mangimi. L'esercizio di semplificazione risponde alle richieste delle parti interessate e degli Stati membri di ridurre gli oneri amministrativi, migliorare la chiarezza giuridica e aumentare l'efficienza delle procedure normative, garantendo al contempo un elevato livello di sicurezza alimentare nell'UE e rafforzando la competitività.

Il prossimo "omnibus" sulla sicurezza alimentare presenterà misure per semplificare la legislazione in settori quali i prodotti fitosanitari, i biocidi, gli additivi per mangimi, i requisiti igienici e i controlli ufficiali alle frontiere dell'UE. Questo lavoro fa parte della missione conferita a ciascun Commissario per una generale semplificazione della legislazione europea. Fa anche parte del pacchetto di semplificazione trasversale annunciato nella Visione della Commissione per l'agricoltura e l'alimentazione. Questi si prefiggono l'obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi di almeno il 25% per tutte le aziende e di almeno il 35% per le piccole e medie imprese.

Tutti gli interessati sono invitati a partecipare all'invito a presentare contributi. In particolare, la Commissione accoglie con favore i contributi di agricoltori, aziende del settore alimentare e dei mangimi, autorità degli Stati membri, ONG, ricercatori e mondo accademico. L'invito a presentare contributi rimarrà aperto fino al 14 ottobre.

La Commissione prepara un Piano d'Azione contro il cyberbullismo

Il Commissario per l'Equità Intergenerazionale, i Giovani e la Cultura, Glenn Micallef, incontrerà domani a Bruxelles 14 giovani europei per uno scambio di opinioni in vista dell'adozione del Piano d'Azione della Commissione Europea contro il Cyberbullismo. Si discuterà del modo in cui le politiche e i programmi dell'UE possono proteggere meglio i giovani. Il Piano d'Azione sosterrà gli Stati Membri, con particolare attenzione ai minori e ai giovani, particolarmente colpiti da questo problema. I numeri rimangono preoccupanti: circa 1 adolescente su 6 è stato vittima di cyberbullismo e 1 su 8 ammette di esserne vittima.

Oltre a numerose misure a livello nazionale, l'UE ha già messo in atto meccanismi per promuovere la sicurezza e il benessere digitale dei giovani, anche attraverso la strategia "Better Internet for Kids" (BIK+) e le linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori. A luglio, la Commissione ha anche avviato una consultazione pubblica per contribuire allo sviluppo del Piano d'Azione, invitando i giovani, le autorità, gli educatori, la società civile, le piattaforme online e l'industria a condividere le loro esperienze e prospettive. Parallelamente, si stanno svolgendo consultazioni con i minori attraverso la Piattaforma UE per la partecipazione dei minori.

Entrambe le consultazioni rimarranno aperte fino al 29 settembre 2025 e saranno accessibili sul portale "Dì la tua" e sulla Piattaforma UE per la partecipazione dei minori. Link:

https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14791-Action-plan-against-cyberbullying_en

https://eu-for-children.europa.eu/cyberbullying_en

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La Giornata UE
15/09/2025

La Giornata della Commissione 15/09/2025

Entra in vigore l'Accordo in ambito WTO sui sussidi alla pesca

L'Unione Europea accoglie con favore l'entrata in vigore, a lungo attesa, dell'Accordo WTO sui sussidi alla pesca, una pietra miliare importante dopo due decenni di intensi negoziati multilaterali. Ciò rappresenta un significativo passo avanti nell'impegno globale per la protezione degli oceani, poiché mira a eliminare i sussidi dannosi alla pesca, contribuendo in ultima analisi a un oceano più resiliente e prospero per le generazioni future.

Attraverso disposizioni vincolanti e applicabili, si prevede che questo accordo storico ridurrà significativamente la pesca eccessiva, garantirà una pesca sostenibile e promuoverà migliori pratiche per le comunità costiere di tutto il mondo. Questa è anche una delle priorità chiave del Patto europeo per gli oceani, che delinea l'impegno dell'UE per la protezione degli oceani.

L'UE conferma il suo impegno a contrastare ulteriormente i sussidi dannosi alla pesca a livello globale, negoziando disposizioni aggiuntive a integrazione di questa prima fase dell'accordo.

A proposito di infrastrutture di ricerca europee

La Commissione ha lanciato la strategia europea sulle infrastrutture di ricerca e tecnologia per rafforzare la leadership dell'Europa nell'eccellenza scientifica e nell'innovazione tecnologica. Per rimanere all'avanguardia nella corsa mondiale per la scienza e l'innovazione, l'Europa deve rafforzare in modo decisivo le proprie infrastrutture di ricerca e tecnologia e renderle ancora più integrate e accessibili a una più ampia gamma di utenti.

La strategia garantisce che scienziati, ricercatori, innovatori e industria abbiano facile accesso alle strutture all'avanguardia, ai dati di alta qualità e ai servizi personalizzati dell'Europa. Mira inoltre a incoraggiare ricercatori e innovatori di livello mondiale a "scegliere l'Europa".

Dai migliori laboratori e linee di produzione pilota alle attrezzature all'avanguardia come acceleratori di particelle e camere bianche, le infrastrutture di ricerca europee costituiscono la spina dorsale dell'ecosistema europeo della ricerca e dell'innovazione. Supportano l'intero ciclo dell'innovazione, dalla ricerca di frontiera all'innovazione pronta per il mercato, rafforzando così la competitività industriale e la sovranità tecnologica dell'Europa.

I migliori insegnanti in Europa

La Commissione Europea ha annunciato i vincitori degli European Innovative Teaching Awards 2025. 117 insegnanti e scuole in oltre 30 paesi, all'interno e all'esterno dell'UE, sono stati premiati per i loro progetti finanziati da Erasmus+.

La Commissione premia gli educatori che adottano approcci didattici e di apprendimento innovativi, interattivi e inclusivi, aprendo così la strada a un futuro migliore per le generazioni future. vincitori sono insegnanti e scuole che si sono distinti nella promozione della cittadinanza attiva. Hanno illustrato come preparano studenti di tutte le età con le competenze necessarie per partecipare attivamente alla vita pubblica e promuovere valori dell'UE come libertà, solidarietà e inclusione. I vincitori, inoltre, avranno l'opportunità di condividere le migliori pratiche con un pubblico più ampio durante l'evento "European Innovative Teaching Award 2025", che si terrà dall'8 al 9 dicembre a Bruxelles e online. I progetti vincitori saranno presentati su diverse piattaforme: il sito web dell'European Innovative Teaching Award, i canali social di Erasmus+, il portale dello Spazio Europeo dell'Istruzione e la piattaforma European School Education.

La Vicepresidente Esecutiva per i Diritti Sociali e le Competenze, la Qualità del Lavoro e la Preparazione, Roxana Mînzatu, ha dichiarato: "I risultati ottenuti dai vincitori dei Premi Europei per l'Insegnamento Innovativo 2025 sono un esempio del duro lavoro e della dedizione degli insegnanti, e sono grata a ciascuno di loro. Sono un esempio stimolante per le generazioni future di insegnanti. Gli insegnanti sono la spina dorsale delle nostre società. Non solo forniscono ai bambini e ai giovani le conoscenze di cui hanno bisogno per la loro futura carriera, ma, cosa ancora più importante, li preparano alla vita adulta, dotandoli di competenze di base, tra cui la cittadinanza e la cultura civica. Sono convinta che il livello di preparazione, competitività e cultura democratica di una società sia strettamente legato all'istruzione. E alla nostra Unione delle Competenze. Non vedo l'ora di incontrare questi pionieri alla cerimonia di premiazione dell'8 e 9 dicembre a Bruxelles".

la futura Strategia europea per lo sport

La Commissione europea sta consultando i cittadini, inclusi tifosi, praticanti, allenatori, istruttori, volontari, atleti e organizzazioni sportive, in vista della presentazione di una comunicazione politica intitolata "Una visione strategica per lo sport in Europa: rafforzare il modello sportivo europeo".

La comunicazione metterà in luce il ruolo cruciale dello sport come bene pubblico in Europa, sottolineandone l'impatto sulla salute pubblica, l'istruzione, l'inclusione sociale, l'unità europea e la competitività economica. Poiché il modello sportivo europeo si trova ad affrontare diverse sfide, il contributo del pubblico sarà fondamentale per creare un quadro di riferimento per affrontarle e preservare, promuovere e rafforzare il modello. La rilevanza e l'importanza dello sport per l'Europa sono evidenti attraverso numerose iniziative di alto livello e di base. La "Settimana europea dello sport" ed il "Forum europeo dello sport" sono tra le iniziative di punta, mentre l'iniziativa "HealthyLifestyle4All" si concentra sulla promozione di stili di vita sani in tutte le fasce d'età e gli strati sociali. In particolare, integrano lo sport e gli stili di vita attivi con le politiche sanitarie, alimentari e altre politiche correlate.

Il Commissario per l'Equità intergenerazionale, i Giovani, la Cultura e lo Sport, Glenn Micallef, ha dichiarato: "Questa consultazione pubblica ci aiuterà nei nostri prossimi passi per proteggere e rafforzare l'integrità del modello sportivo europeo. Il modello sportivo europeo affonda le sue radici in club forti e radicati nella comunità, nonché in iniziative di base e comunità sportive locali. Lo sport ci unisce come nessun'altra cosa e questa consultazione offrirà ai cittadini europei un'ulteriore opportunità di condividere la propria opinione su come dovrebbe essere il futuro dello sport europeo".

Rivedere la politica europea di approvvigionamento energetico

La Commissione europea ha lanciato una call for evidence per la revisione della politica di sicurezza energetica dell'UE, un'iniziativa chiave per garantire il futuro del sistema energetico europeo. Sebbene il quadro attuale abbia garantito un approvvigionamento energetico affidabile e stabile, l'evoluzione del panorama geopolitico, tecnologico e climatico richiede un approccio più resiliente e adattabile. Questa revisione, menzionata nel Piano d'azione per l'energia accessibile, mirerà a rafforzare la capacità del sistema energetico dell'UE di anticipare e rispondere alle nuove sfide.

il nuovo quadro politico, La cui adozione è prevista per l'inizio del prossimo anno, trarrà spunto dalle recenti crisi e si concentrerà sul rafforzamento della capacità dell'UE di resistere alle minacce tradizionali ed emergenti. Una migliore disponibilità di energia in ogni momento e una migliore preparazione ai periodi di stress dell'approvvigionamento sono fondamentali per garantire ai cittadini dell'UE un accesso continuo a energia a prezzi accessibili.

Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa Dan Jørgensen ha dichiarato: "Il sistema energetico europeo è esposto a nuovi rischi, come gli attacchi informatici, l'impatto dei cambiamenti climatici e un contesto geopolitico turbolento. Affinché l'approvvigionamento energetico rimanga stabile e sicuro in tutto il nostro continente, abbiamo bisogno di un quadro UE più solido e lungimirante. Questa revisione è fondamentale per garantire la sicurezza energetica dell'UE non solo oggi, ma anche per il futuro".

Cittadini, professionisti ed esperti sono invitati a contribuire con dati e approfondimenti fino al 13 ottobre 2025.

 

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La Giornata UE
12/09/2025

La Giornata della Commissione 12/09/2025

Aiuti all'Ucraiana in vista dell'inverno

La Commissione europea sta stanziando 40 milioni di euro aggiuntivi in ​​finanziamenti umanitari per aiutare gli ucraini a sopportare il quarto inverno di guerra. I partner umanitari dell'UE forniranno materiali per la costruzione di ripari, ripareranno case e centri di accoglienza per sfollati danneggiati e miglioreranno l'accesso all'acqua, ai servizi igienici e al riscaldamento. Il sostegno diretto alla preparazione all'inverno includerà assistenza in denaro, combustibili solidi, apparecchi di riscaldamento e isolamento, nonché punti di riscaldamento di emergenza. Particolare attenzione sarà rivolta ai gruppi vulnerabili, come gli anziani, le persone con disabilità e le famiglie sfollate che vivono in insediamenti collettivi.

La Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato: "L'inverno porta nuove difficoltà per milioni di ucraini che già soffrono le conseguenze della guerra russa. Dobbiamo essere uniti nella solidarietà, rafforzare la nostra risposta umanitaria collettiva e proteggere i più vulnerabili durante i mesi freddi a venire. Con questi 40 milioni di euro aggiuntivi, riaffermiamo il nostro impegno nei confronti del popolo ucraino, con solidarietà, umanità e determinazione."

La BEI finanzia l'efficienza energetica delle PMI

La Commissione europea e il Gruppo BEI hanno lanciato congiuntamente l'iniziativa "Efficienza energetica nelle piccole e medie imprese" (PMI). Sviluppata in collaborazione con la Solar Impulse Foundation, questa iniziativa segna un passo significativo verso la risposta alle sfide dell'efficienza energetica che le PMI europee si trovano ad affrontare.

L'iniziativa mira a mobilitare finanziamenti per un totale di oltre 65 miliardi di euro entro il 2027, a beneficio di oltre 350.000 aziende in tutta l'UE. Promuovere l'adozione di misure di efficienza energetica aiuterà le PMI a ridurre la propria impronta di carbonio, migliorandone al contempo la competitività, in linea con il Clean Industrial Deal e il Piano d'azione per un'energia accessibile dell'UE. E' un ulteriore passo a sostegno del rinnovato impegno per l'efficienza energetica assunto dalla Commissione in occasione della Conferenza globale sull'efficienza energetica dell'Agenzia internazionale per l'energia nel giugno 2025.

Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa Dan Jørgensen ha dichiarato: "Le PMI sono al centro dell'economia e dello stile di vita europei. Tuttavia, investono nell'efficienza energetica solo la metà rispetto alle grandi aziende. Questa iniziativa della BEI, sostenuta dalla Commissione, sarà fondamentale per colmare il divario di investimenti, semplificare l'accesso ai finanziamenti e accelerare l'implementazione di soluzioni per l'efficienza energetica. Con un maggior numero di PMI efficienti dal punto di vista energetico, stimoliamo la nostra economia, beneficiamo il clima e manteniamo un ritmo sano nelle comunità di tutta Europa.

Entra in vigore il Data Act

Oggi entra in vigore nell'Unione Europea il Data Act, che riconosce agli utenti il diritto al ​​controllo sui dati generati dai loro dispositivi connessi, come smartwatch e automobili, e aprendo al contempo alle piccole imprese l'opportunità di utilizzare questi dati per sviluppare servizi post-vendita innovativi. Il Data Act aumenta l'accesso a dati di alta qualità e, con esso, il potenziale per un'innovazione basata sui dati. Il Data Act stabilisce regole eque per una più ampia disponibilità di dati al fine di alimentare l'innovazione, la competitività e la crescita nell'economia digitale europea.

I consumatori e gli utenti aziendali di dispositivi connessi, come automobili, smart TV e macchinari industriali, potranno ora accedere, utilizzare e condividere i dati grezzi generati dai loro dispositivi.

La Commissione sta inoltre pubblicando linee guida per facilitare l'attuazione del Data Act e sta istituendo un helpdesk legale dedicato.

 

 

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La Giornata UE
11/09/2025

La Giornata della Commissione 11/09/2025

Il complesso meccanismo europeo di aiuto finanziario all'ucraiana

La Commissione europea ha erogato l'ottava tranche del prestito concesso all'Ucraina nell'ambito del meccanismo di Assistenza Macrofinanziaria (AMF), del valore di 1 miliardo di euro, rafforzando in questo modo  il ruolo dell'UE come principale donatore  dall'inizio della guerra di aggressione russa, con un sostegno complessivo di oltre 170 miliardi di euro.

In totale, l'AMF ammonta a 18,1 miliardi di euro e rappresenta il contributo dell'UE al prestito globale concesso dai paesi del G7 per l'accelerazione delle entrate straordinarie (ERA), del valore di circa 45 miliardi di euro. Con quest'ultimo pagamento, il sostegno della Commissione all'Ucraina dall'inizio del 2025 raggiunge i 10 miliardi di euro.

Come annunciato ieri dalla Presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione, la Commissione anticiperà 6 miliardi di euro  come contributo dell'UE all'iniziativa di prestiti ERA, in modo da consentire all'UE di aumentare la spesa militare questo autunno, aiutando l'Ucraina a soddisfare le sue urgenti esigenze militari.

I prestiti ERA dei partner del G7 e il prestito AMF dell'UE vengono rimborsati utilizzando i proventi derivanti da beni statali russi immobilizzati detenuti nell'UE. Il 25 agosto, il Meccanismo di coordinamento dei prestiti all'Ucraina ha erogato un importo iniziale di 1,5 miliardi di euro in entrate straordinarie, a sostegno dell'Ucraina nella liquidazione dei prestiti ERA.

Sognando la riunificazione di Cipro

La Commissione europea ha adottato il Programma di aiuti dell'UE 2025 per la comunità turco-cipriota, stanziando 33,7 milioni di euro per sostenere il suo sviluppo socio-economico e agevolare il processo di riunificazione di Cipro.

Il Programma di aiuti mira a promuovere gli scambi commerciali tra le due comunità attraverso la Linea Verde, agevolando l'allineamento dei prodotti turco-ciprioti agli standard UE, ad esempio nei settori lattiero-caseario e agricolo. Il sostegno sarà inoltre destinato alle piccole e medie imprese turco-cipriote, nonché agli imprenditori, per aiutarli a crescere e consolidare le loro attività. Un'altra priorità è il miglioramento delle competenze di lavoratori, insegnanti e bambini con bisogni speciali, nonché la prosecuzione delle borse di studio finanziate dall'UE per i turco-ciprioti negli Stati membri dell'UE.

Il Programma 2025 sosterrà anche progetti nei settori dell'efficienza energetica, dell'uso di energie rinnovabili e della tutela ambientale, inclusa la cooperazione bicomunitaria per la riabilitazione del letto principale del fiume Nicosia. Infine, per continuare a rafforzare la fiducia tra le comunità turco-cipriota e greco-cipriota, il Programma prevede il sostegno continuo al Comitato per le persone scomparse a Cipro, nonché il restauro del patrimonio culturale cipriota per promuovere la riconciliazione e il rispetto della diversità culturale e religiosa.

Tra il 2006 e oggi, l'UE ha stanziato circa 760 milioni di euro per il Programma di aiuti.

A rischio l'autonomia di Hong Kong e di Macao

La Commissione Europea e l'Alto Rappresentante hanno adottato le loro relazioni annuali al Parlamento Europeo e al Consiglio sugli sviluppi politici ed economici per il 2024 nelle Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao.

La relazione su Hong Kong dimostra che le autorità hanno continuato a concentrarsi sulla sicurezza nazionale dopo l'imposizione della Legge sulla Sicurezza Nazionale nel 2020. La relazione evidenzia inoltre la continua erosione dell'autonomia di Hong Kong e delle libertà e dei diritti fondamentali della sua popolazione. Il 19 marzo 2024, il Consiglio Legislativo di Hong Kong ha adottato l'"Ordinanza sulla Salvaguardia della Sicurezza Nazionale" ai sensi dell'articolo 23 della Legge Fondamentale di Hong Kong.

La relazione su Macao dimostra la continua attenzione del governo alla sicurezza nazionale e sottolinea che ciò rischia di compromettere l'autonomia e le libertà fondamentali di Macao. Macao ha adottato una nuova legislazione volta ad attuare la dottrina politica dei “patrioti al governo di Macao”, tra cui l’“Emendamento alla legge elettorale per l’Assemblea legislativa della Regione amministrativa speciale di Macao” e l’“Emendamento alla legge sui giuramenti all’assunzione dell’incarico”.

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La Giornata UE
10/09/2025

Discorso della Presidente Ursula von der Leyen sullo Stato dell'Unione 2025

L'Europa è impegnata in una lotta.

Una lotta per un continente integro che viva in pace,

per un'Europa libera e indipendente.

Una lotta per i nostri valori e le nostre democrazie,

per la libertà e la capacità di scrivere da soli il nostro destino.

Possiamo esserne certi: è una lotta per il nostro futuro.

Ho pensato a lungo se iniziare questo discorso sullo stato dell'Unione con parole così gravi.

Dopotutto noi europei non siamo abituati a esprimerci in questi termini, e la cosa non ci risulta facile.

La nostra Unione è essenzialmente un progetto di pace,

ma la verità è che il mondo odierno non fa sconti.

Non possiamo edulcorare le difficoltà che gli europei vivono quotidianamente.

Si sentono mancare il terreno sotto i piedi,

sentono che le cose si fanno più difficili proprio quando stanno lavorando più duramente.

Avvertono l'impatto della crisi globale

e dell'aumento del costo della vita.

Vedono la vita e il lavoro cambiare molto rapidamente

e guardano con preoccupazione al turbinio di eventi che vedono al telegiornale: dalle immagini sconvolgenti che arrivano da Gaza agli incessanti attacchi della Russia contro l'Ucraina.

Non basta aspettare che passi la tempesta.

Quest'estate abbiamo avuto la prova che non si può più vivere di nostalgia.

Si profila uno scontro per un nuovo ordine mondiale basato sul potere.

Quindi, sì, l'Europa deve combattere

e conquistarsi un posto in un mondo in cui molte grandi potenze hanno nei suoi confronti un atteggiamento ambiguo o apertamente ostile.

 

Un mondo di ambizioni e guerre imperialistiche,

in cui le dipendenze sono strumentalizzate senza alcuno scrupolo.

È per questo che deve nascere una nuova Europa.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

È ora che l'Europa si renda indipendente.

Credo che sia questa la missione della nostra Unione:

riuscire a tutelare la difesa e la sicurezza,

avere il controllo delle tecnologie e delle energie che alimenteranno le nostre economie,

decidere in che tipo di società e democrazia vogliamo vivere,

aprirci al mondo e scegliere partenariati con alleati, vecchi e nuovi.

L'obiettivo principale è avere la libertà e il potere di scrivere da soli il nostro destino

e sappiamo di poterlo fare.

Insieme abbiamo già mostrato quali risultati si possono raggiungere con ambizioni condivise, unità e senso di urgenza.

Ho perso il conto di quante volte mi è stato detto che l'Europa non poteva fare una determinata cosa.

L'ho sentito dire durante la pandemia, a proposito del piano di ripresa, della difesa, del sostegno all'Ucraina, della sicurezza energetica,

e così via.

Eppure ogni volta l'Europa è rimasta unita e ce l'ha fatta.

Ora dobbiamo fare lo stesso.

Perciò, onorevoli deputate, onorevoli deputati, il nocciolo della questione è semplice:

l'Europa è in grado di affrontare questa lotta?

È abbastanza unita e consapevole dell'urgenza?

Possiede la volontà e la capacità politica di raggiungere compromessi?

Oppure vogliamo solo litigare gli uni con gli altri

e farci paralizzare dalle nostre divisioni?

Sono domande a cui tutti dobbiamo rispondere: ogni Stato membro, ogni parlamentare, ogni membro della Commissione.

 

Nessuno escluso.

Per me la scelta è chiara.

L'appello che lancio oggi è quindi un appello all'unità.

Unità tra gli Stati membri,

unità tra le istituzioni dell'UE,

unità tra le forze democratiche europeiste di questo Parlamento.

L'intero collegio ed io siamo qui, pronti per far trasformare questo appello in realtà insieme a voi.

Pronti a rafforzare la maggioranza democratica europeista,

l'unica che può fare la differenza per gli europei.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

La libertà e l'indipendenza sono quello per cui stanno combattendo le persone in Ucraina.

Persone come Sasha e sua nonna.

Sasha aveva solo 11 anni all'epoca dell'attacco russo.

Lui e sua madre si erano rifugiati in un seminterrato a Mariupol.

Una mattina sono usciti per cercare qualcosa da mangiare

e in quel momento si è scatenato l'inferno:

una pioggia di bombe russe in un quartiere di civili.

È diventato tutto buio e Sasha ha sentito il viso bruciare:

aveva una scheggia appena sotto gli occhi.

Nel giro di pochi giorni i soldati russi hanno espugnato la città

e hanno portato Sasha e sua madre in quello che chiamano "campo di filtraggio".

In seguito Sasha è stato portato via,

Gli hanno detto che non aveva bisogno di sua madre,

che sarebbe andato in Russia e avrebbe avuto una mamma russa,

un passaporto russo,

un nome russo.

Lo hanno spedito nella regione occupata del Donetsk.

Lui però non si è arreso:

 

in una tappa durante il viaggio si è fatto prestare il telefono da uno sconosciuto

e ha chiamato la nonna, Liudmyla, che viveva nell'Ucraina libera.

"Baba, riportami a casa."

Lei non ha esitato nemmeno un secondo.

I suoi amici le hanno detto che era una follia,

ma Liudmyla ha mosso mari e monti per arrivare da lui.

Con l'aiuto del governo ucraino ha viaggiato attraverso la Polonia, la Lituania, la Lettonia e la Russia fino ai territori ucraini occupati.

Ha ritrovato Sasha

e rifacendo il lungo viaggio in direzione opposta lo ha riportato al sicuro.

Entrambi però hanno ancora il cuore spezzato.

Ogni giorno continuano a lottare per trovare la madre di Sasha, bloccata chissà dove a causa della brutale guerra russa.

Voglio ringraziare Sasha e Liudmyla per avermi consentito di condividere la loro storia.

Per me è un onore averli qui oggi.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

Vorrei rendere omaggio insieme a voi a Sasha, Liudmyla e all'instancabile lotta dell'Ucraina per la libertà.

 

Purtroppo la storia di Sasha non è affatto un caso isolato.

Ci sono decine di migliaia di bambini ucraini di cui non si sa nulla.

Sono stati catturati, minacciati e costretti a rinnegare la loro identità.

Dobbiamo fare tutto il possibile per aiutarli.

Per questo annuncio che, insieme all'Ucraina e ad altri partner, organizzerò un vertice della coalizione internazionale per il rimpatrio dei bambini ucraini.

Tutti i bambini rapiti devono tornare a casa.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

questa guerra deve finire con una pace giusta e duratura per l'Ucraina.

La libertà dell'Ucraina è la libertà dell'Europa.

Le immagini arrivate dall'Alaska non sono state facili da digerire,

ma pochi giorni dopo i leader europei sono andati a Washington per sostenere il presidente Zelensky e ottenere degli impegni concreti.

Da allora sono stati fatti dei concreti passi avanti.

Solo la settimana scorsa 26 paesi della coalizione dei volenterosi si sono detti pronti a far parte di una forza di rassicurazione in Ucraina o a dare un contributo finanziario, nel contesto di un cessate il fuoco.

Continueremo a sostenere tutti gli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra,

ma tutti abbiamo visto cosa intende la Russia per "diplomazia".

Putin rifiuta di incontrare il presidente Zelensky.

La settimana scorsa la Russia ha lanciato il più alto numero di droni e missili balistici mai registrato in un unico attacco.

Ieri c'è stato un attacco missilistico in un villaggio del Donetsk, contro un gruppo di persone che erano in fila per ritirare la pensione.

Ci sono stati più di 20 morti.

E oggi stesso abbiamo assistito a una violazione sconsiderata e senza precedenti dello spazio aereo polacco ed europeo da parte di più di dieci droni russi.

L'Europa è pienamente solidale con la Polonia.

Il messaggio di Putin è chiaro,

e chiara deve essere la nostra risposta.

Dobbiamo fare ancora più pressione sulla Russia perché si sieda al tavolo dei negoziati.

Servono altre sanzioni.

Al momento siamo al lavoro sul 19º pacchetto, in coordinamento con i nostri partner.

In particolare ci stiamo concentrando su come accelerare l'eliminazione graduale dei combustibili fossili russi, sulla flotta ombra e sul ruolo dei paesi terzi.

Allo stesso tempo serve un maggiore sostegno all'Ucraina.

Nessuno ha contribuito quanto l'Europa,

che finora ha concesso quasi 170 miliardi di € di aiuti militari e finanziari.

Ne serviranno ancora,

ma non dovrebbero essere solo i contribuenti europei a subirne le conseguenze.

La Russia ha scatenato questa guerra ed è la Russia a dover pagare.

Per questo dobbiamo trovare urgentemente una nuova soluzione per finanziare lo sforzo bellico dell'Ucraina usando i beni russi bloccati.

Grazie alle disponibilità liquide associate a tali beni, potremo fornire all'Ucraina un prestito di risarcimento (Reparations Loan).

I beni veri e propri non verranno toccati.

L'assunzione dei rischi dovrà essere collettiva.

L'Ucraina rimborserà il prestito solo una volta che la Russia avrà pagato i risarcimenti.

I fondi aiuteranno l'Ucraina nell'immediato,

ma saranno cruciali anche per la sua sicurezza a medio e lungo termine.

Ad esempio finanzieranno il rafforzamento delle forze armate come prima linea di garanzie di sicurezza.

Proporremo un nuovo programma,

denominato Vantaggio militare qualitativo (Qualitative Military Edge),

che sosterrà gli investimenti nelle capacità delle forze armate ucraine.

I droni sono un esempio perfetto.

Prima della guerra l'Ucraina non ne aveva.

Oggi invece oltre due terzi delle perdite russe di attrezzature derivano dall'uso dei droni da parte dell'Ucraina.

Non si tratta solo di un vantaggio sul campo di battaglia,

ma anche di una dimostrazione del potere dell'ingegno umano nelle società aperte.

Tuttavia la Russia sta recuperando rapidamente, anche grazie ai droni Shahed di progettazione iraniana,

e sta sfruttando la propria produzione industriale di massa.

Nella sola notte di sabato ha inviato in Ucraina 800 droni.

Insomma, l'ingegno umano ha aiutato la difesa dell'Ucraina,

ma la forza bruta dell'industria avversaria rischia di vanificare gli sforzi.

Possiamo quindi utilizzare la nostra forza industriale per aiutare l'Ucraina a rispondere a questi attacchi con i droni.

Possiamo contribuire a trasformare l'ingegnosità ucraina in un vantaggio sul campo di battaglia e in un processo di industrializzazione condiviso.  

È per questo che l'Europa anticiperà 6 miliardi di € dai prestiti per l'accelerazione delle entrate straordinarie e concluderà un'Alleanza per i droni (Drone alliance) con l'Ucraina.

L'Ucraina ha le capacità necessarie.

Ora ha bisogno di applicarle su vasta scala.

Possiamo farlo insieme, affinché l'Ucraina mantenga il suo vantaggio e l'Europa rafforzi il proprio.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

l'economia di guerra di Putin continuerà anche se la guerra finisce.

L'Europa deve perciò essere pronta ad assumersi la responsabilità della propria sicurezza.

Naturalmente, la NATO resterà sempre fondamentale,

ma solo una posizione di difesa europea forte e credibile può garantire la nostra sicurezza.

In questi ultimi anni abbiamo compiuto progressi di portata storica nel costruire la nostra Unione europea della difesa.

All'inizio di quest'anno abbiamo avviato il piano "Prontezza 2030", che potrebbe mobilitare fino a 800 miliardi di € di investimenti nel settore della difesa.

Ne fa parte anche il programma SAFE, pronto a fornire 150 miliardi di € per acquisti congiunti.

Diciannove Stati membri hanno già presentato domanda.

Il programma è già al completo.

È una buona notizia.

Ci adoperiamo inoltre per offrire un incentivo a chi sostiene l'Ucraina o acquista materiale ucraino.

È un aiuto finanziario di emergenza per far fronte a una necessità urgente.

La settimana scorsa, quando ho visitato gli Stati membri in prima linea, ho potuto constatarlo con i miei occhi:

nessuno conosce la minaccia russa meglio di loro.

Non c'è alcun dubbio: il versante orientale dell'Europa protegge tutto il continente,

dal Mar Baltico al Mar Nero.

Per questo motivo dobbiamo investire per sostenerli con una Sorveglianza del versante orientale (Eastern Flank Watch)

e dotare l'Europa di mezzi strategici indipendenti. 

Dobbiamo investire nella sorveglianza spaziale in tempo reale in modo che nessun movimento di forze passi inosservato.

Dobbiamo rispondere all'appello dei nostri amici baltici e costruire questo muro di droni.

Non è un'ambizione astratta.

È il fondamento di una difesa credibile.

Una capacità europea sviluppata, utilizzata e mantenuta congiuntamente, in grado di reagire in tempo reale e che non dia adito ad alcun dubbio sulle nostre intenzioni.

L'Europa difenderà ogni centimetro quadrato del suo territorio.

In tutti i paesi che ho visitato ho sentito lo stesso messaggio: non abbiamo tempo da perdere.

In occasione del prossimo Consiglio europeo presenteremo una tabella di marcia chiara,

per avviare nuovi progetti comuni in materia di difesa,

fissare obiettivi precisi per il 2030

e creare un semestre europeo della difesa.

Il 2030 è dietro l'angolo.

L'Europa deve prepararsi già oggi.

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

la parola indipendenza implica la facoltà di poter scegliere il nostro destino.

Ed è per questo che l'Ucraina sta lottando.

Ed è questo ciò che meritano tutti gli europei.

Perché il concetto di Europa è radicato in un'idea ben precisa: l'idea di libertà e di rafforzamento reciproco.

La stessa idea che ha guidato la generazione all'indomani del 1989,

l'anno che ha segnato la riunificazione tra Est e Ovest.

Un'idea grandiosa, ora come allora.

Ed è per questo motivo che stiamo avvicinando i futuri Stati membri alla nostra Unione:

investendo, sostenendo riforme e promuovendo l'integrazione nel mercato unico.

Dobbiamo tenerci al passo con questo processo basato sul merito.

Perché solo un'Europa unita – e riunita – potrà essere indipendente.

 

Un'Unione più ampia e più forte costituisce una garanzia di sicurezza per tutti noi.

Perché il futuro dell'Ucraina, della Moldova e dei Balcani occidentali risiede nella nostra Unione.

È giunta l'ora di rendere la prossima riunificazione dell'Europa una realtà.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

quello che sta accadendo a Gaza ha scosso le coscienze di tutto il mondo.

Persone uccise mentre implorano di ricevere cibo.

Madri che si stringono ai corpi senza vita dei propri bambini.

Queste immagini sono semplicemente devastanti.

Desidero quindi partire da un messaggio molto chiaro:

la carestia provocata dall'uomo non può e non potrà mai essere usata come arma da guerra.

Per il bene dei bambini come per il bene dell'umanità, si deve porre fine a queste atrocità.

 

Atrocità sintomo di un cambio di rotta divenuto più sistematico negli ultimi mesi, che ha portato a una situazione semplicemente inaccettabile.

Abbiamo assistito al "soffocamento finanziario" dell'Autorità palestinese.

Ai piani per un progetto di insediamento nel cosiddetto blocco E1, che in sostanza separerebbe la Cisgiordania occupata da Gerusalemme Est.

Alle azioni e alle dichiarazioni dei ministri più estremisti del governo israeliano che incitano alla violenza.

Tutto ciò denota il chiaro tentativo di compromettere la soluzione fondata sulla coesistenza dei due Stati,

come anche di minare la visione di uno Stato palestinese sostenibile. E noi non dobbiamo permettere che ciò accada.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

mi affligge davvero pronunciare queste parole.

E so che l'incapacità dell'Europa di concordare una via comune è altrettanto dolorosa per molti cittadini.

Gli stessi cittadini che si chiedono a che punto si dovrà arrivare prima di ottenere una risposta univoca.

Lo comprendo.

Perché quello che sta accadendo a Gaza è inammissibile.

 

E perché l'Europa deve assumere un ruolo guida, come ha già fatto in passato.

Il nostro sostegno finanziario e gli aiuti umanitari superano di gran lunga quelli di qualsiasi altro partner.

Il nostro impegno a favore di un'Autorità palestinese sostenibile mantiene viva la fattibilità della soluzione dei due Stati.

E dobbiamo esortare gli altri partner a intervenire con urgenza, sia nella regione che al di fuori di essa.

 

Ma, naturalmente, l'Europa deve fare di più.

Molti Stati membri si sono mossi autonomamente.

Da parte nostra, abbiamo proposto di sospendere parzialmente i finanziamenti nell'ambito di Orizzonte Europa,

ma l'iniziativa è bloccata dall'assenza di una maggioranza.

Dobbiamo rimediare a questo problema.

Non possiamo permetterci di rimanere paralizzati.

Per questo motivo proporrò un pacchetto di misure che delineino la via da seguire.

 

In primo luogo, la Commissione farà da sola tutto ciò che è in suo potere.

Sospenderemo il nostro sostegno bilaterale a Israele.

Interromperemo tutti i pagamenti nei settori interessati, senza compromettere la collaborazione con la società civile israeliana o lo Yad Vashem.

In secondo luogo, presenteremo due nuove proposte al Consiglio.

Proporremo sanzioni da comminare ai ministri estremisti e ai coloni violenti.

Proporremo anche la sospensione parziale dell'accordo di associazione sulle questioni commerciali.

Raggiungere la maggioranza sarà difficile e ne sono cosciente.

E so che i provvedimenti proposti risulteranno eccessivi per alcuni,

insufficienti per altri.

Ma è giunto il momento di assumerci le nostre responsabilità e lo dobbiamo fare tutti: Parlamento, Consiglio e Commissione.

In terzo luogo, il mese prossimo istituiremo un gruppo di donatori per la Palestina (Palestine Donor Group), che prevede uno strumento dedicato alla ricostruzione di Gaza.

Si tratta di un'iniziativa su scala internazionale che vedrà la collaborazione con i partner regionali

e prenderà le mosse dal processo avviato dalla conferenza di New York organizzata da Francia e Arabia Saudita.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

sono un'amica di lunga data del popolo israeliano.

So quanto gli atroci attacchi del 7 ottobre perpetrati dai terroristi di Hamas abbiano scosso nel profondo la nazione di Israele.

A più di 700 giorni da quella terribile giornata, gli ostaggi continuano a essere nelle mani del gruppo terroristico.

Sono 700 giorni di dolore e sofferenza.

Non ci sarà mai posto per Hamas, né ora né mai.

Perché sono terroristi e perché puntano a distruggere Israele.

E stanno seminando il terrore anche tra la propria popolazione,

tenendone in ostaggio il futuro.

 

L'obiettivo dell'Europa è sempre stato lo stesso:

garantire una sicurezza concreta per Israele e un presente e un futuro sicuri per tutti i palestinesi.

Questo presuppone il rilascio degli ostaggi,

l'accesso degli aiuti umanitari senza restrizioni

e la proclamazione immediata di un cessate il fuoco.

Nel lungo periodo, tuttavia, l'unico piano di pace realistico è quello della soluzione dei due Stati.

Quello che vede i due popoli vivere fianco a fianco in pace e sicurezza.

Con un Israele in sicurezza, un'Autorità palestinese sostenibile e la rimozione dell'orribile piaga che è Hamas.

Sono questi gli ideali che l'Europa ha sempre sostenuto

ed è giunto il momento di unire le forze per tradurli in realtà.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

per essere indipendente l'Europa deve riuscire a competere nel periodo turbolento che stiamo attraversando.

Qui in Europa abbiamo tutto il necessario per prosperare: dal mercato unico all'economia sociale di mercato,

ma sentiamo il peso delle difficoltà economiche e geopolitiche cui siamo confrontati.

E abbiamo visto come le dipendenze possono essere usate contro di noi.

 

Per questo motivo investiremo massicciamente nelle tecnologie digitali e pulite.

A ciò aggiungeremo ulteriori investimenti nell'ambito del futuro Fondo per la competitività e nel quadro del programma di ricerca e innovazione Orizzonte Europa, la cui dotazione di bilancio sarà raddoppiata.

Stiamo inoltre eliminando le principali strozzature individuate dalla relazione Draghi, che vanno dall'energia ai capitali, dagli investimenti alla semplificazione.

Abbiamo tenuto dialoghi strategici con i rappresentanti di settori chiave, quali quelli delle automobili, dei prodotti chimici, dell'acciaio, dei prodotti farmaceutici, della difesa e dell'agricoltura,

e sono tutti concordi su un principio:

per proteggere i posti di lavoro dobbiamo agevolare l'attività imprenditoriale in Europa.

In più, i pacchetti omnibus che abbiamo presentato finora faranno davvero la differenza:

meno burocrazia, meno sovrapposizioni, meno norme complesse.

Grazie alle nostre proposte, le imprese europee otterranno una riduzione dei costi burocratici per otto miliardi di € all'anno.

L'euro digitale, ad esempio, agevolerà tanto le imprese quanto i consumatori.

Stiamo mettendo a punto altri pacchetti omnibus, come quelli per la mobilità militare e per il digitale.

Per le imprese innovative stiamo elaborando il cosiddetto 28° regime e stiamo accelerando i lavori sull'Unione europea del risparmio e degli investimenti.

Questo perché molte delle nostre start-up presentano un alto potenziale in tecnologie chiave quali quella quantistica, l'IA o le biotecnologie.

Man mano che queste imprese crescono, tuttavia, la limitata disponibilità di capitale di rischio le costringe a rivolgersi a investitori stranieri.

L'Europa perde così ricchezza e posti di lavoro,

il che ne mina la sovranità tecnologica.

Per questo motivo la Commissione collaborerà con gli investitori privati nell'ambito di un fondo Scaleup Europe, caratterizzato da una dotazione di diversi miliardi di euro.

Il fondo contribuirà a realizzare ingenti investimenti in imprese giovani e in rapida crescita che operano in settori tecnologici critici.

Perché vogliamo che sia il meglio dell'Europa a scegliere l'Europa.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

la nostra principale risorsa è il mercato unico, che però rimane incompiuto.

Secondo le stime dell'FMI, gli ostacoli interni al mercato unico equivalgono a tariffe del 45% sulle merci

e del 110% sui servizi.

Pensiamo a quante opportunità stiamo perdendo.

Inoltre, come evidenziato nella relazione Letta, il mercato unico rimane principalmente incompleto in tre settori: servizi finanziari, energia e telecomunicazioni.

Abbiamo bisogno di scadenze politiche puntuali.

Ecco perché presenteremo una tabella di marcia per il mercato unico da qui al 2028,

che riguarderà i capitali, i servizi, il settore energetico, le telecomunicazioni, il 28° regime e la "quinta libertà" per la circolazione della conoscenza e dell'innovazione.

Se una cosa è quantificabile, può essere realizzata.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

queste iniziative sosterranno anche gli investimenti nelle tecnologie che alimentano la nostra economia,

come quelle pulite e digitali.

Penso all'intelligenza artificiale.

Per assicurare la nostra indipendenza futura è essenziale istituire un'IA europea,

che contribuirà a potenziare le nostre industrie e le nostre società,

dall'assistenza sanitaria alla difesa.

A tal fine porremo le prime pietre angolari, come l'atto legislativo sullo sviluppo del cloud e dell'IA e lo spazio di sperimentazione per la quantistica (Quantum Sandbox).

Stiamo investendo massicciamente nelle gigafabbriche di IA europee,

che sostengono le nostre start-up innovative nello sviluppo, nell'addestramento e nella diffusione dei loro modelli di IA di prossima generazione.

Alla nostra richiesta di unire le forze il settore privato ha risposto in modo entusiastico.

Proprio oggi incontrerò gli amministratori delegati di alcuni fra i maggiori campioni tecnologici europei (European tech champions),

che rilasceranno una dichiarazione sull'IA e le tecnologie europee,

segno del loro impegno a investire nella sovranità tecnologica dell'Europa.

 

Lo stesso approccio va adottato in relazione alle tecnologie pulite, dall'acciaio alle batterie.

Il settore europeo delle tecnologie pulite deve restare in Europa – e dobbiamo agire con urgenza.

 

Con il patto per l'industria pulita abbiano individuato i principali ostacoli che impastoiano questi settori.

Ora dobbiamo accelerare l'attuazione.

Perché gli investitori vogliono la certezza che, quando investono, potranno contare sulla domanda di prodotti puliti europei.

È per questo motivo che la nostra azione dev'essere incentrata sui mercati guida:

per innescare un circolo virtuoso

nel quale la domanda e l'offerta crescono e i prezzi diminuiscono.

Sul versante dell'offerta, vareremo un pacchetto di sostegno per le batterie (Battery Booster).

Il pacchetto metterà a disposizione 1,8 miliardi di € di equity per potenziare la produzione in Europa.

Le batterie sono essenziali per altre tecnologie pulite, in particolare i veicoli elettrici.

L'iniziativa rafforza quindi un caposaldo della nostra indipendenza.

Sul versante della domanda, dobbiamo stimolare con urgenza la domanda di leadership industriale europea nelle tecnologie pulite.

In quest'ottica introdurremo negli appalti pubblici un criterio relativo al "made in Europe".

Quando investiamo nel Global Gateway, ad esempio, offriamo ai partner forti incentivi per comprare europeo.

Ne sono certa: la tecnologia pulita di domani continuerà a essere prodotta in Europa.

Ma, perché questo accada, dobbiamo assicurarci che la nostra industria possa procurarsi i materiali qui in Europa.

E l'unica soluzione è creare un'economia davvero circolare.

Dobbiamo quindi avanzare più spediti con l'atto legislativo sull'economia circolare

e procedere nei settori che sono pronti.

Infine dobbiamo mantenere lo slancio.

La Commissione proporrà pertanto un atto su un acceleratore industriale per i settori e le tecnologie chiave strategici.

Riassumendo, sul fronte delle tecnologie digitali e pulite, dobbiamo essere più rapidi, più intelligenti, più europei.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

già oggi oltre il 70% della nostra energia elettrica proviene da fonti a basse emissioni di anidride carbonica.

Siamo leader mondiali per numero di brevetti di tecnologie pulite, davanti agli Stati Uniti e testa a testa con la Cina.

In termini di capitale di rischio stiamo recuperando terreno rispetto agli Stati Uniti e siamo in netto vantaggio sulla Cina.

Siamo decisamente sulla buona strada per centrare l'obiettivo di ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030.

Ecco che cosa è in grado di fare il Green Deal europeo.

Dobbiamo mantenere la rotta verso i nostri obiettivi climatici e ambientali.

 

La scienza non dà adito a dubbi.

Le argomentazioni economiche e di sicurezza sono altrettanto convincenti.

Questa trasformazione è a tutti gli effetti cruciale per renderci indipendenti.

Perché riduce le nostre dipendenze energetiche.

Perché la produzione circolare ridimensiona quelle strategiche.

E perché crea industrie all'avanguardia che possono esportare soluzioni.

E proprio di soluzioni è alla ricerca il Sud del mondo, dall'Africa all'India fino all'Asia centrale.

Si tratta di mercati in rapida evoluzione; chi li dominerà è ancora tutto da vedere.

Noi possiamo rispondere a questa domanda crescente di soluzioni,

ma non è scontato.

È per questo che, dieci anni dopo l'accordo di Parigi, la Commissione ha proposto traguardi per il 2040.

So che molti sono preoccupati per l'entità della sfida che ci attende.

Per questa ragione la transizione deve sostenere le persone e irrobustire l'industria.

Ciò significa anche catalizzare un aumento massiccio degli investimenti pubblici e privati.

Aprire mercati guida per i prodotti puliti e circolari, in grado di creare posti di lavoro e promuovere gli investimenti in Europa.

Garantire una transizione giusta per tutti, ad esempio sfruttando il Fondo sociale per il clima.

Assicurare condizioni di parità a livello mondiale, in particolare puntando sulla fissazione del prezzo del carbonio.

L'Europa deve tutelare le sue industrie.

Stanno facendo la cosa giusta, ovvero decarbonizzare:

dovrebbero essere premiate e incentivate.

In caso contrario rischiamo di trovarci a dipendere dalle importazioni, siano esse di acciaio per i produttori di auto o di fertilizzanti per gli agricoltori.

Saremmo alla mercé dei prezzi, dei volumi e della qualità che altri sono disposti e in grado di offrirci.

Prendiamo ad esempio l'acciaio e altri metalli.

La sovraccapacità globale erode i margini e non incentiva a pagare un extra per prodotti puliti.

Di conseguenza per l'industria siderurgica europea diventa più difficile investire nella decarbonizzazione.

Per questa ragione la Commissione proporrà un nuovo strumento commerciale a lungo termine che si sostituirà alle misure di salvaguardia sull'acciaio, ormai prossime alla scadenza.

L'Europa continuerà a essere aperta.

Siamo favorevoli alla concorrenza,

ma proteggeremo sempre la nostra industria da quella sleale.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

quando parliamo di competitività, parliamo di posti di lavoro.

Parliamo di persone e dei loro mezzi di sussistenza.

A conti fatti, se vogliamo un'economia competitiva, dobbiamo mettere i lavoratori nelle giuste condizioni.

Proporremo quindi un atto legislativo sui posti di lavoro di qualità,

per far sì che l'occupazione tenga il passo con l'economia di oggi.

Si tratta di un aspetto importante perché sappiamo che molte famiglie sono in difficoltà.

I costi lievitano,

le persone faticano ad arrivare a fine mese.

È una questione basilare di giustizia sociale.

Per questo motivo abbiamo urgente bisogno di un'ambiziosa strategia europea contro la povertà,

in cui definiremo il nostro piano per contribuire a eradicare la povertà entro il 2050.

Sarà accompagnata da una solida garanzia per l'infanzia, tesa a mettere al riparo bambini e bambine dalla povertà.

 

Presenteremo anche una serie di pacchetti sull'accessibilità economica e il costo della vita.

Permettetemi di fare quattro esempi:

il primo è l'energia.

Quando aumentano i costi dell'energia, non cambiano solo le cifre in bolletta,

ma ne risente ogni singolo aspetto della vita delle persone.

All'apice della crisi dell'energia degli ultimi anni, l'Europa è scesa in campo.

Grazie a questo sforzo collettivo, nel giro di poco tempo siamo riusciti a stabilizzare i prezzi e garantirci un approvvigionamento sicuro.

Ora ci stiamo avvicinando all'indipendenza energetica,

ma le bollette dell'energia sono ancora causa di apprensione per milioni di europei

e i costi per l'industria restano elevati a livello strutturale.

Sappiamo qual è stata la causa dell'aumento dei prezzi: la dipendenza dai combustibili fossili russi.

È giunto il momento di liberarcene.

Sappiamo anche che cosa fa scendere i prezzi: l'energia pulita prodotta localmente.

Dobbiamo produrre più energia da fonti rinnovabili interne, affidandoci al nucleare per il carico di base.

Ma dobbiamo anche investire con urgenza nelle infrastrutture e negli interconnettori e provvedere alla loro modernizzazione.

A tal fine proporremo un nuovo pacchetto sulle reti per rinforzare l'infrastruttura di rete e accelerare l'iter autorizzativo.

In aggiunta al pacchetto, oggi ho il piacere di annunciare una nuova iniziativa sulle autostrade energetiche.

Abbiamo individuato otto punti critici di congestione nelle nostre infrastrutture energetiche,

dallo stretto di Øresund al canale di Sicilia.

Ci adopereremo per sbloccarli uno a uno.

Riuniremo pubbliche amministrazioni e fornitori di servizi per affrontare tutte le questioni in sospeso.

Perché gli europei hanno bisogno di energia a prezzi accessibili nell'immediato.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

una casa non è solo quattro pareti e un tetto.

È sicurezza, calore, un ritrovo per amici e familiari.

È senso di appartenenza.

Eppure, per troppi europei oggi la casa è fonte di preoccupazione:

può essere sinonimo di debiti o incertezza.

Le cifre raccontano una realtà difficile.

I prezzi delle case sono saliti di oltre il 20% dal 2015,

 

mentre le licenze edilizie hanno registrato una flessione del 20% in cinque anni.

Non è una semplice crisi degli alloggi,

è una crisi sociale.

Indebolisce il tessuto sociale europeo

e la nostra coesione,

oltre a mettere a rischio la nostra competitività.

Il personale sanitario, gli insegnanti e i vigili del fuoco non possono permettersi di vivere nelle città in cui lavorano.

Gli universitari abbandonano gli studi perché non riescono a pagare l'affitto.

I giovani rimandano i progetti di mettere su famiglia.

Per tutti questi motivi, facendo tesoro dei vostri contributi, presenteremo già quest'anno il primo piano europeo per alloggi a prezzi accessibili.

L'obiettivo sono alloggi più economici, più sostenibili e di migliore qualità.

Sarà uno sforzo europeo, ma radicato nelle realtà locali.

Occorre ripensare completamente il modo in cui affrontiamo il problema.

Dobbiamo rivedere le norme sugli aiuti di Stato per consentire misure di sostegno agli alloggi.

Costruire nuovi alloggi, anche studenteschi, deve diventare molto più semplice.

Presenteremo anche una proposta di legge sugli affitti a breve termine per superare le criticità che ancora permangono.

Serve la collaborazione di tutti i membri della società, i legislatori e le parti interessate.

In questo spirito convocheremo il primo vertice dell'UE sugli alloggi per garantire che l'argomento resti in cima all'ordine del giorno.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

gli alloggi sono indissolubilmente legati alla dignità,

all'equità,

e al futuro dell'Europa.

Otto anni fa il pilastro europeo dei diritti sociali ha sancito il diritto sociale all'alloggio in Europa.

È tempo di concretizzare questa promessa.

 

Il terzo esempio su cui mi vorrei soffermare sono le auto,

pilastro della nostra economia e della nostra industria,

motivo di vanto per l'Europa.

Dal settore automobilistico dipendono milioni di posti di lavoro.

Qualche mese fa abbiamo concesso più flessibilità per raggiungere gli obiettivi settoriali per il 2025:

sta funzionando.

Per quanto riguarda la neutralità tecnologica, stiamo preparando il riesame del 2035.

Milioni di europei vogliono comprare auto europee a prezzi ragionevoli.

Di conseguenza, dobbiamo investire anche in veicoli piccoli e poco costosi,

per andare incontro tanto al mercato europeo quanto all'impennata della domanda mondiale.

Proporremo quindi all'industria di collaborare a un'iniziativa su auto di piccole dimensioni a prezzi contenuti.

Sono del parere che l'Europa dovrebbe avere la sua "e-car".

"E" come ecologica: pulita, efficiente, leggera.

"E" come economica: alla portata di tutti.

"E" come europea: costruita in Europa, facendo affidamento su catene di approvvigionamento europee.

Non possiamo lasciare il mercato in mano alla Cina e agli altri concorrenti.

Non ci sono dubbi: il futuro è elettrico

e l'Europa ne farà parte.

Il futuro delle auto e le auto del futuro devono essere made in Europe.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

l'ultimo esempio che vi porto riguarda il cibo.

In Europa abbiamo accesso ad alimenti di alta qualità a prezzi abbordabili, prodotti da agricoltori e pescatori eccellenti:

uomini e donne che sono anche i custodi delle nostre terre e dei nostri mari, della nostra biodiversità,

la colonna portante della nostra sicurezza alimentare.

Ma vi sono circostanze che remano loro contro, dai costi elevati delle materie prime fino agli oneri burocratici e alla concorrenza sleale.

Ci stiamo muovendo su tutti questi fronti.

Abbiamo semplificato la PAC: meno burocrazia, più fiducia.

Abbiamo riservato fondi per il sostegno al reddito nel prossimo quadro finanziario pluriennale.

E abbiamo fatto in modo che i finanziamenti possano essere integrati da dotazioni nazionali e regionali.

Ma i nostri agricoltori hanno bisogno anche di concorrenza leale e condizioni di parità.

È una conditio sine qua non.

È per questo che l'accordo commerciale con il Mercosur prevede solide misure di salvaguardia, sostenute da risorse finanziarie qualora si renda necessaria una compensazione.

Dobbiamo anche consolidare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare.

Da troppo tempo il loro duro lavoro non è ricompensato come dovrebbe.

Gli agricoltori hanno diritto a percepire un prezzo equo per i loro prodotti, con un margine di profitto adeguato a sostenere le loro famiglie.

Esamineremo l'attuazione della normativa in materia di pratiche commerciali sleali.

E interverremo dove serve.

Oggi posso anche annunciare che incrementeremo il bilancio destinato alla promozione per varare una nuova campagna "Buy European food" a sostegno dei prodotti alimentari europei.

Perché siamo fieri di poter affermare che il cibo europeo è il migliore al mondo.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

quando parliamo di competitività e indipendenza dobbiamo parlare dei nostri rapporti con gli Stati Uniti.

Ho sentito tanti commenti in merito all'accordo che abbiamo raggiunto in estate

e comprendo le reazioni iniziali.

Permettetemi quindi di essere il più chiara possibile.

Quelle con gli Stati Uniti sono le nostre relazioni commerciali più importanti.

Le merci che esportiamo ogni anno verso gli Stati Uniti superano il valore di 500 miliardi di €.

Da queste relazioni commerciali dipendono milioni di posti di lavoro.

In qualità di presidente della Commissione non metterò mai a repentaglio i posti di lavoro o i mezzi di sussistenza delle persone.

Per questo motivo abbiamo concluso un accordo che ci permette di mantenere l'accesso delle nostre industrie al mercato.

E abbiamo fatto in modo che l'accordo raggiunto dall'Europa fosse il migliore possibile.

Abbiamo conferito un relativo vantaggio alle nostre imprese,

perché alcuni dei nostri concorrenti diretti sono soggetti a dazi molto più elevati da parte degli Stati Uniti.

È vero, partono forse da un'aliquota base inferiore.

Ma se consideriamo le esenzioni che siamo riusciti a ottenere e le tariffe aggiuntive che sono state imposte ad altri, ci siamo assicurati l'accordo migliore. Senza ombra di dubbio.

E voglio essere assolutamente chiara su un punto:

che si tratti di regolamentazioni ambientali o digitali,

siamo noi a stabilire le nostre norme,

siamo noi a stabilire le nostre regole.

L'Europa deciderà sempre da sé.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

io non credo nei dazi.

I dazi non sono altro che tasse.

Ma l'accordo garantisce una stabilità cruciale nelle nostre relazioni con gli Stati Uniti in un periodo di grave insicurezza globale.

Immaginate quali ripercussioni avrebbe una vera e propria guerra commerciale con gli Stati Uniti.

Immaginate il caos che ne deriverebbe.

E poi confrontate questa immagine con quella della Cina della settimana scorsa.

La Cina al fianco dei leader della Russia e della Corea del Nord.

Putin che si compiace delle relazioni instaurate tra la Russia e la Cina, strette come mai prima d'ora.

Sebbene non sorprendano più di tanto, questi sviluppi

rispecchiano una realtà in continua evoluzione.

In questo contesto due sono gli obiettivi prioritari per gli sforzi di indipendenza dell'Europa e per la sua posizione nel mondo.

Il primo è la necessità di incrementare la diversificazione e i partenariati.

L'80% dei nostri scambi commerciali avviene con paesi diversi dagli Stati Uniti.

Dobbiamo quindi sfruttare nuove opportunità.

In un momento in cui il sistema commerciale globale si sta sgretolando, noi garantiamo norme globali stipulando accordi bilaterali,

come quelli con il Messico o il Mercosur.

Oppure negoziamo un accordo storico con l'India, che sarà ultimato entro la fine di quest'anno.

 

Intendiamo inoltre creare una coalizione di paesi che condividono gli stessi principi per riformare il sistema commerciale globale, come l'accordo globale e progressivo di partenariato transpacifico.

Perché il commercio ci consente di rafforzare le catene di approvvigionamento,

rendere i mercati più aperti,

ridurre le dipendenze.

In definitiva si tratta di rafforzare la nostra sicurezza economica.

Il mondo vuole scegliere l'Europa.

E noi dobbiamo sviluppare rapporti commerciali con il mondo.

 

Il secondo obiettivo prioritario per l'Europa è intensificare gli sforzi lì dove altri hanno abbandonato.

Prendiamo la ricerca, per esempio.

Alla scienza non interessano passaporti, generi, etnie o colori politici.

La scienza è uno dei beni mondiali più preziosi.

Per questo motivo la Commissione ha annunciato il pacchetto "Scegliere l'Europa" di 500 milioni di € per attrarre e trattenere i migliori scienziati e ricercatori.

L'Europa deve assumere un ruolo guida anche nel campo della salute mondiale.

Siamo sull'orlo, se non perfino all'inizio, di un'altra crisi sanitaria globale.

In quanto medico per formazione sono inorridita dal propagarsi della disinformazione, che minaccia il progresso globale in qualsiasi campo, dalla lotta contro il morbillo a quella contro la poliomielite.

È per questo che oggi sono fiera di annunciare che l'UE guiderà una nuova iniziativa globale per la resilienza sanitaria (Global Health Resilience Initiative).

Perché il mondo guarda all'Europa e l'Europa è pronta ad assumere il ruolo di guida.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

l'indipendenza dell'Europa risiede nella tutela delle nostre libertà.

La libertà di decidere, di esprimere la propria opinione, di spostarsi in un intero continente.

La libertà di votare, di amare, di pregare.

 

Di vivere in un'Unione dell'uguaglianza.

La nostra democrazia e lo Stato di diritto sono i garanti di tali libertà.

Per questo motivo ci siamo dedicati a potenziare i nostri strumenti e a rafforzare l'applicazione delle norme.

Abbiamo istituito un nuovo ciclo sullo Stato di diritto che permette di individuare tempestivamente i problemi e risolverli attraverso il dialogo.

Abbiamo bisogno di un ciclo annuale integrato sullo Stato di diritto: un ritmo comune, traguardi chiari e contributi da parte di tutte le istituzioni.

E la nostra priorità deve essere quella di colmare le lacune esistenti.

Abbiamo rafforzato il legame tra i fondi dell'Unione e il rispetto dello Stato di diritto.

E lo rafforzeremo ancora di più con il prossimo bilancio a lungo termine.

Il rispetto dello Stato di diritto è una condicio sine qua non per poter usufruire dei finanziamenti dell'UE. Ora e in futuro.

 

La nostra democrazia è sotto attacco.

La manipolazione delle informazioni e la disinformazione crescenti stanno dividendo le nostre società,

erodendo non solo la fiducia nella verità, ma anche nella democrazia stessa.

Per questo motivo abbiamo urgente bisogno dello scudo europeo per la democrazia.

Abbiamo bisogno di maggiori capacità per monitorare e individuare la manipolazione delle informazioni e la disinformazione.

Intendiamo istituire pertanto un nuovo centro europeo per la resilienza democratica (European Centre for Democratic Resilience),

che riunirà tutte le competenze e le capacità degli Stati membri e dei paesi vicini.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

in diverse comunità di tutta Europa i media tradizionali sono in crisi.

In molte zone rurali, l'epoca in cui si andava a comprare il giornale locale è un lontano ricordo.

Questa situazione ha trasformato molti luoghi in deserti dell'informazione, in cui la disinformazione trova terreno fertile.

Si tratta di un fenomeno estremamente pericoloso per la nostra democrazia.

Perché i cittadini informati, che possono fidarsi di ciò che leggono e ascoltano, sono essenziali per far sì che chi è al potere sia chiamato a rendere conto del proprio operato.

E quando i media indipendenti sono smantellati o neutralizzati, la nostra capacità di monitorare la corruzione e preservare la democrazia è gravemente indebolita.

Per questo motivo il primo passo della strategia di un autocrate è sempre quello di neutralizzare i media indipendenti.

Perché il silenzio favorisce il regresso democratico e la corruzione.

Dobbiamo quindi impegnarci di più per proteggere i media e la stampa indipendente.

Intendiamo pertanto avviare un nuovo programma per la resilienza dei media (Media Resilience Programme), che sosterrà il giornalismo indipendente e l'alfabetizzazione mediatica.

Ma dobbiamo anche affiancare investimenti per rispondere ad alcune delle cause profonde di questa tendenza.

Per questo motivo abbiamo proposto di aumentare in modo significativo i finanziamenti destinati ai media nel prossimo bilancio.

Inoltre è necessario anche stimolare il capitale azionario privato.

Utilizzeremo pertanto i nostri strumenti in tal senso per sostenere i media indipendenti e locali.

Una stampa libera è il fondamento di qualsiasi democrazia.

E noi sosterremo la stampa europea affinché rimanga libera.

             

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

lo stesso vale per i social media,

che presentano numerosi vantaggi nel collegare le persone fra loro.

Ma vorrei sollevare una questione specifica,

ossia le conseguenze che si verificano quando diamo ai nostri figli un accesso senza restrizioni ai social media.

Come madre di sette figli e nonna di quattro nipoti, mi immedesimo nell'ansia che nutrono i genitori. Genitori che fanno del loro meglio per proteggere i figli

e temono che il telefono li esponga a tutta una serie di pericoli, anche solo quando fanno scrolling.

Bullismo online,

contenuti per adulti,

incoraggiamento all'autolesionismo.

Algoritmi che sfruttano le vulnerabilità dei minori con l'esplicito intento di creare dipendenza.

Tante madri e tanti padri si sentono troppo spesso impotenti e inermi,

travolti dallo tsunami dei colossi della tecnologia che inonda le loro case, le loro famiglie.

Sono fermamente convinta che a crescere i nostri figli debbano essere i genitori e non gli algoritmi.

La loro voce deve essere ascoltata.

Ecco perché oggi sono qui a dirvi che vi ascolto.

Così come ai miei tempi tutti noi, come società, abbiamo insegnato ai nostri figli che non dovevano fumare, bere e guardare contenuti per adulti prima di una certa età,

ritengo che sia il momento di considerare la possibilità di fare altrettanto per i social media.

I nostri amici in Australia hanno aperto la strada alle prime restrizioni dei social media.

Seguo con attenzione l'attuazione di questa politica per vedere quali potrebbero essere i prossimi passi da adottare qui in Europa.

Chiederò a un gruppo di esperti di fornirmi, entro la fine di quest'anno, un parere sul miglior approccio dal punto di vista europeo.

Affronteremo la questione con cautela e ascolteremo le voci di tutti.

In tutto il nostro operato saremo guidati dalla necessità di dotare i genitori degli strumenti giusti e di costruire un'Europa più sicura per i nostri figli.

Perché quando si tratta della sicurezza online dei nostri figli, l'Europa pensa ai genitori, non al profitto.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

proteggere la democrazia è il nostro compito più importante.

Per riuscirci, però, dobbiamo anche dimostrare che la democrazia offre soluzioni alle legittime preoccupazioni delle persone.

Un caso esemplare è quello della migrazione.

Abbiamo quindi proposto di triplicare le risorse destinate alla gestione della migrazione e delle frontiere nel prossimo bilancio,

in modo da poter gestire efficacemente la migrazione e proteggere le nostre frontiere esterne.

 

È però evidente che questo non basta.

Le cittadine e i cittadini europei hanno dimostrato di essere pronti ad aiutare chi fugge dalla guerra e dalle persecuzioni,

ma si sentono frustrati quando hanno l'impressione che le nostre regole non siano rispettate.

Dobbiamo pertanto intensificare i nostri sforzi.

Occorre un sistema che sia umano, ma non ingenuo.

Dobbiamo affrontare seriamente la questione del ritorno dei richiedenti asilo respinti ai loro paesi d'origine.

 

Non è accettabile che solo il 20% delle persone che non hanno il permesso di restare lasci davvero l'Europa.

Dobbiamo pertanto trovare rapidamente un accordo sul sistema comune di rimpatrio.

Non possiamo perdere altro tempo.

 

Dobbiamo inoltre garantire che il patto sulla migrazione e l'asilo sia attuato nella sua interezza non appena entrerà in vigore.

È rigoroso, ma equo.

E funzionerà solo se ogni Stato membro farà la sua parte:

da nord a sud, da est a ovest.

 

Naturalmente continueremo ad adempiere ai nostri obblighi internazionali.

Ma l'Europa è la nostra casa, siamo noi a decidere chi entra e a quali condizioni, non gli scafisti e i trafficanti,

che guadagnano milioni e milioni con le loro false promesse ciniche e mortali.

Dobbiamo distruggere il loro modello di attività.

Nel complesso le cifre indicano un calo, ma sono ancora troppe le persone che tentano di attraversare le frontiere illegalmente o che muoiono lungo il percorso.

Dobbiamo collaborare con i social media per porre fine alla pianificazione e alla promozione online delle operazioni di traffico di migranti.

Dobbiamo rafforzare la collaborazione con le compagnie aeree, in particolare lungo le rotte più problematiche, come quelle verso la Bielorussia.

Solo seguendo il denaro possiamo rintracciare le reti criminali e prosciugare le loro fonti di finanziamento.

Ci serve un nuovo regime sanzionatorio che prenda di mira gli scafisti e i trafficanti.

Per congelare i loro patrimoni.

Per limitare le loro possibilità di spostamento.

Per privarli dei loro profitti.

Il traffico di esseri umani è un'attività criminale e crudele: nessuno scafista o trafficante deve restare impunito in Europa.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

il messaggio che voglio trasmettere è semplice.

Ciò che conta per le cittadine e i cittadini europei conta anche per l'Europa.

Dobbiamo sempre essere all'altezza delle loro aspettative.

Questa estate tutti noi abbiamo visto le immagini delle foreste e dei paesi dell'Europa avvolti dalle fiamme.

È bruciato più di un milione di ettari,

una superficie pari a circa un terzo del Belgio.

L'entità dei danni è enorme

e sappiamo che non si tratta di un caso isolato.

I cambiamenti climatici rendono le estati sempre più calde, difficili e pericolose.

Dobbiamo perciò impegnarci sempre più e sempre più risolutamente puntando alla resilienza e all'adattamento ai cambiamenti climatici e a soluzioni basate sulla natura.

Ma dobbiamo anche dotarci degli strumenti per rispondere.

Per questo proporremo di creare un nuovo hub europeo per la lotta agli incendi (European firefighting hub) con sede a Cipro, che potrà sostenere anche i paesi nostri vicini.

Sappiamo che il nostro meccanismo di protezione civile può fare la differenza.

Nel corso dell'estate 760 coraggiosi cittadini e cittadine europei sono stati inviati in tutta Europa.

Si sono letteralmente lanciati contro le fiamme.

Vorrei concludere il mio discorso rendendo omaggio a tutti loro: ai vigili del fuoco, ai piloti, alle squadre.

A tutte le persone che non si sono tirate indietro.

Vorrei raccontarvi la storia di un gruppo di venti guardie forestali greche,

specializzate nel domare gli incendi boschivi più minacciosi.

Quando sono scoppiati gli incendi nella regione delle Asturie, la Spagna ha chiesto aiuto all'Europa.

E la Grecia ha risposto all'appello.

Le fiamme erano talmente estese che si sarebbe potuto vedere il fumo dallo spazio.

Per cinque giorni le venti guardie forestali greche hanno combattuto al fianco dei loro colleghi spagnoli.

Le fiamme si avvicinavano sempre di più al paese di Genestoso, ma loro combattevano giorno e notte per arginare quell'inferno.

E alla fine, insieme, sono riusciti a domare l'incendio e a salvare il paese.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

è un onore poter accogliere qui con noi oggi uno di questi eroi:

il capo della squadra greca, il tenente Nikolaos Paisios.

Signor Tenente, caro Nikolaos,

il Suo coraggio è fonte di ispirazione per tutti noi.

Per la Sua forza, il Suo impegno, e la Sua straordinaria leadership:

ευχαριστώ – a Lei e alla Sua squadra di eroi europei.

 

Onorevoli deputate, onorevoli deputati,

questa è l'Europa che forma una sola comunità.

Questa è l'Europa che amo.

Questa è l'Europa che dobbiamo proteggere a qualunque costo.

E dobbiamo farlo insieme.

Desidero collaborare con questo Parlamento e con tutte le forze democratiche europeiste per rispondere alle attese delle cittadine e dei cittadini europei.

Lavorerò su pacchetti legislativi che rafforzino questa maggioranza europeista.

Sono lieta, cara Roberta, che abbiamo potuto rinnovare l'accordo quadro tra la Commissione e il Parlamento,

che consoliderà la nostra cooperazione

e ci consentirà di lavorare sulle riforme concrete di cui abbiamo bisogno.

Io sostengo il diritto d'iniziativa del Parlamento europeo.

E ritengo che sia necessario passare alla maggioranza qualificata in alcuni ambiti, ad esempio in politica estera.

È arrivato il momento di liberarci delle catene dell'unanimità.

Dobbiamo fare in modo che la nostra Unione agisca più rapidamente e sia in grado di rispondere alle attese delle cittadine e dei cittadini europei.

Perché solo così possiamo vincere insieme questa battaglia

e garantire l'indipendenza dell'Europa.

Non dimentichiamoci che abbiamo sempre dovuto lottare per le nostre libertà.

Dalla generazione che ha combattuto unita in tutto il nostro continente

alla stampa clandestina che ha tenuto viva la fiamma della libertà nell'Europa centrale e orientale durante la guerra fredda.

O ancora ai Fratelli della Foresta nei paesi baltici che si sono opposti all'oppressione sovietica in ogni circostanza.

Questa lotta, questa battaglia, è profondamente radicata nel nostro essere europei.

80 anni fa il nostro continente era un inferno in terra.

40 anni fa il nostro continente era diviso da un muro.

Ma, ad ogni occasione, le cittadine e i cittadini europei hanno deciso di lottare per un futuro migliore,

per un continente integro - per renderlo sempre più forte.

Ed è ciò per cui lotto ogni singolo giorno.

Viva l'Europa.

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Focus
09/09/2025

La Giornata della Commissione 09/09/2025

Sullo stato del sostegno economico ed umanitario all'Ucraiana

La Commissione europea ha adottato la prima relazione annuale dello Strumento per l'Ucraina, confermando che lo Strumento sta dando i suoi frutti a ritmo sostenuto. Solo nel 2024, la Commissione ha mobilitato 19,6 miliardi di euro in tutti e tre i pilastri dello Strumento: sostegno all'Ucraina attraverso il Piano Ucraina, il Quadro di Investimento per l'Ucraina e l'assistenza all'adesione all'Unione e relative misure di sostegno.

Il sostegno dell'UE ha, tra l'altro, aiutato l'Ucraina a pagare stipendi e pensioni, a sostenere scuole e ospedali e a preservare la stabilità macrofinanziaria in condizioni di guerra. La relazione annuale conclude che il sostegno fornito attraverso lo Strumento per l'Ucraina non solo mantiene in funzione l'economia ucraina, ma sostiene anche riforme chiave che avvicinano il paese all'adesione all'UE, rafforzando l'impegno dell'Europa a sostenere l'Ucraina il più a lungo possibile.

La relazione mostra che l'Ucraina ha realizzato il suo ambizioso programma di riforme previsto dal Piano Ucraina, rendendo lo Strumento il motore finanziario delle riforme strutturali e accelerando il percorso dell'Ucraina verso l'adesione all'UE. Nel 2024, circa un quarto delle misure completate dall'Ucraina ha contribuito direttamente all'allineamento al diritto dell'UE in settori quali la trasparenza del mercato energetico, il controllo dell'inquinamento industriale, le valutazioni ambientali e lo sviluppo regionale.

Il Fondo sta anche rimodellando l'economia ucraina. Attraverso l'Ukraine Investment Framework, il Fondo ha sostenuto ingenti investimenti esteri in Ucraina. Le piccole e medie imprese hanno ricevuto un sostegno mirato tramite 290 milioni di euro in accordi di garanzia dell'UE e 20 milioni di euro in finanziamenti misti. Anche le comunità locali ne beneficiano direttamente. Almeno il 20% del sostegno a fondo perduto è destinato ai comuni, rafforzando la ripresa a livello locale.

Il Fondo si concentra anche sulla tutela dell'ambiente. Almeno il 20% degli investimenti del Fondo aiuterà l'Ucraina a ridurre la sua impronta di carbonio. L'Ucraina ha adottato la sua prima Legge Quadro sul Clima, impegnandosi a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, mentre importanti ammodernamenti delle infrastrutture energetiche e di trasporto sono già in linea con il Green Deal dell'UE.

 

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La Giornata UE
08/09/2025

La Giornata della Commissione 08/09/2025

Una relazione mette in evidenza le sinergie con i parlamenti nazionali

L'ultima relazione annuale della Commissione europea sulle relazioni con i parlamenti nazionali mostra un numero più ampio di organi legislativi impegnati in un dialogo politico attivo.

I parlamenti nazionali collaborano sempre più per influenzare gli affari dell'UE, fornendo un contributo lungimirante al programma legislativo della Commissione con largo anticipo rispetto alle proposte ufficiali. Questa spinta a rafforzare il loro ruolo nel processo decisionale dell'UE è evidente nei loro sforzi collettivi, come le riunioni in gruppi informali e la cofirma di pareri. In particolare, il loro contributo congiunto all'agenda strategica per il ciclo istituzionale 2024-2029, fornito attraverso la Conferenza delle commissioni parlamentari per gli affari dell'Unione (COSAC), dimostra ulteriormente questo approccio collaborativo.

I principi di sussidiarietà e proporzionalità garantiscono che l'UE agisca solo quando è più efficace dei governi nazionali e che le sue azioni siano proporzionate ai suoi obiettivi. I risultati della relazione offrono una preziosa panoramica annuale di come questi fondamentali sistemi di pesi e contrappesi democratici vengano messi in pratica.

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La Giornata UE
05/09/2025

Cosa è stato fatto nei primi dieci mesi della nuova Commissione

Il 10 settembre, la Presidente von der Leyen pronuncerà al Parlamento europeo il primo discorso sullo stato dell'Unione dell'attuale mandato. In vista di questo importante momento, la Commissione presenta oggi una pubblicazione che fa il punto sul suo lavoro dal suo insediamento, avvenuto il 1° dicembre 2024. Questo documento evidenzia quanto la Commissione ha già realizzato in termini di impegni assunti con gli Orientamenti Politici e come ha mantenuto la rotta nell'attuale contesto globale, molto più volatile e competitivo.

Per rafforzare la competitività dell'Europa, la Commissione ha adottato misure importanti per semplificare le norme e ridurre la burocrazia, a sostegno della leadership europea nell'intelligenza artificiale, nell'innovazione rivoluzionaria e nelle tecnologie pulite. Abbiamo investito nella prosperità delle nostre regioni e nel futuro del nostro settore agricolo. La Commissione ha sostenuto con fermezza l'Ucraina. Per rafforzare la sicurezza e la prontezza dell'Europa, abbiamo avviato iniziative senza precedenti a sostegno dell'industria europea della difesa. Per rafforzare la sicurezza economica dell'UE e ridurre le eccessive dipendenze, la Commissione si è adoperata per ampliare la rete di partenariati dell'UE dal Regno Unito all'India e dal Sud-est asiatico al Sud America.

In un mondo sempre più incerto, l'UE si sta posizionando come un attore globale affidabile con cui i partner internazionali desiderano fare affari. La Commissione ha gettato basi importanti con un nuovo bilancio a lungo termine più semplice, ambizioso e flessibile per supportare al meglio le priorità attuali e future dell'Europa.

La pubblicazione è accompagnata da una cronologia che illustra in dettaglio l'attività della Commissione negli ultimi dieci mesi. La Presidente von der Leyen pronuncerà il suo discorso sullo stato dell'Unione davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, mercoledì 10 settembre.

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Focus
22/08/2025

La BEI investe nelle imprese innovative attraverso un nuovo strumento

Il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sta portando avanti il ​​suo programma TechEU per mobilitare 250 miliardi di euro di investimenti entro il 2027 per startup, scaleup e aziende innovative in tutta Europa, istituendo un sistema di accesso rapido per la ricerca di finanziamenti.

Il Gruppo BEI sostiene TechEU con una piattaforma che garantirà alle aziende risposte tempestive alle proposte di finanziamento.

La nuova piattaforma TechEU include un portale TechEU con un "Investment Readiness Checker" integrato, uno strumento web di facile utilizzo che consente alle startup e alle scaleup europee che operano nei settori delle tecnologie pulite, delle scienze della vita e delle tecnologie digitali di scoprire come il Gruppo BEI può supportare le loro ambizioni. La piattaforma funge da sportello unico per semplificare l'accesso a una gamma di prodotti azionari, strumenti di tipo azionario, debito, garanzie e servizi di consulenza pensati specificamente per gli imprenditori. Il TechEU Investment Readiness Checker farà il suo debutto commerciale il 27 agosto in occasione di una conferenza internazionale sull'innovazione in Danimarca. L'evento si chiama TechBBQ. Questo è solo un primo passo: la piattaforma verrà ulteriormente sviluppata, con l'aumento dei partecipanti all'ecosistema e delle opzioni di finanziamento disponibili.

"Una delle nostre massime priorità è garantire che gli innovatori europei ricevano i finanziamenti di cui hanno bisogno per avviare, espandere e prosperare in Europa, stimolando la crescita dell'economia europea", ha dichiarato Merete Clausen, Vicedirettrice Generale del FEI. "Per questo motivo stiamo lanciando la piattaforma TechEU, che semplificherà l'accesso a una varietà di strumenti di finanziamento".

Il programma TechEU è la più grande iniziativa di finanziamento per l'innovazione in Europa e mira a sostenere annualmente altri 1.000 innovatori e campioni tecnologici europei, riducendo sostanzialmente i vincoli di finanziamento per le imprese in fase di espansione. Per mobilitare almeno 250 miliardi di euro di investimenti, TechEU beneficia di 70 miliardi di euro in equity, quasi-equity, prestiti e garanzie del Gruppo BEI nel periodo 2025-2027.

La piattaforma funge anche da risorsa completa per le aziende, semplificando l'accesso a tutti gli strumenti di sostegno finanziario della BEI e del FEI durante l'intero ciclo di crescita dell'innovazione, compresi i servizi di consulenza forniti prima delle offerte pubbliche iniziali (IPO). Il programma TechEU si concentra su tecnologie pulite, tecnologie sanitarie, digitalizzazione e intelligenza artificiale, difesa, tecnologie spaziali e materie prime critiche. La prima ondata di finanziamenti si concentra sulle tecnologie pulite, con l'obiettivo di mobilitare 18 miliardi di euro di investimenti e rafforzare la leadership europea in questo settore.

Maggiori informazioni sulla piattaforma TechEU e sul TechEU Investment Readiness Checker saranno disponibili presso uno stand della BEI al TechBBQ o presso uno stand virtuale tramite l'app mobile TechBBQ.

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Focus
22/08/2025

Se l'unione non fa la forza

L'ombra della delusione si allunga sull'Europa all'indomani all'indomani del Joint Statement UE - USA sull'assetto nel suo complesso, dazi inclusi, delle relazioni commerciali tra le due sponde dell'Atlantico. E con la delusione si fa strada un pensiero di dubbio: a che vale stare insieme se alla prova dei fatti pochi decidono per tutti una resa incondizionata? 

L'Unione Europea, che non è mai stata avvezza alla durezza del braccio di ferro, è stata regina del c.d. soft power, che le ha permesso sino ad oggi di avere presa sui suoi interlocutori commerciali in virtù unicamente del prestigio e dell'attrattiva del suo speciale mercato unico.

La diplomazia esercitata con arte attraverso gli accordi commerciali ha avuto le sue zone d'ombra negli equilibri istituzionali europei, giacchè il Parlamento Europeo, conscio che in commissione Affari Esteri (AFET) poteva fare ben poco, ha sempre più affinato il suo ruolo attraverso la commissione per il commercio internazionale (INTA), con un approccio concreto ma al contempo pregno di valenze ben oltre il piano commerciale. Epico lo scontro nel 2015 sul TTIP, ma anche la netta presa di posizione, nello stesso periodo, nei confronti della Turchia, cui fu negato l'allargamento della  unione doganale a motivo dei suoi misfatti in materia di diritti umani.

Oggi l'Europa si scopre non più corteggiata, ma presa a sberle da chi l'accusa, a dispetto di ogni evidenza dei dati, di nuocere agli interessi deli Stati Uniti, di prendere senza dare, di imporre flussi unilaterali.

E l'Europa, pur di evitare il peggio, ha accettato la gogna. ha ceduto alla logica di vecchia memoria, secondo cui il commercio internazionale non può essere basato sulla libertà degli scambi, ma necessita di un sistema di dighe mobili che ne orienti l'evoluzione.  Tutto questo si è reso inevitabile per la delegittimazione del WTO, che un tempo fungeva da semaforo contro la violazione del tracciato imposto dalle regole.

L'Europa s'indebolisce sul piano economico, proprio nel momento in cui divrebbe essere più forte che mai sul piano diplomatico e militare. E per la prima volta viene da chiedersi a che giova restare uniti a testa alta davanti a Putin, se poi nella trattativa con gli Stati Uniti consegniamo le armi senza neanche provare a combattere, a dispetto di un esercito che conta ben 450 milioni di soldati in servizio permanente.

Sapranno i leader europei che se perdono nei confronti delle imprese, e magari anche di quei cittadini che chiedono a gran voce zero immigrati piuttosto che zero emissioni, alla fine più di uno dirà che ha fatto bene la Gran Bretagna?

CLS

 

 

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Editoriale
21/08/2025

Giornata Internazionale delle vittime di persecuzioni a causa della loro fede

Dichiarazione dell'Alto Rappresentante Kaja Kallas

In questa giornata, l'UE rende omaggio a tutti coloro che soffrono, o hanno sofferto, di intolleranza, discriminazione, ostilità, odio, persecuzione o violenza a causa della loro religione o credo, reale o percepita, o della sua assenza.

Nell'ultimo anno, il mondo ha continuato a vedere milioni di persone di diverse affiliazioni religiose, comunità o minoranze cadere vittime della violenza causata da conflitti, terrorismo, repressione, intimidazione di massa e incitamento all'odio. Intolleranza, estremismo, autoritarismo e odio motivato dai conflitti continuano a mettere a repentaglio i diritti e le libertà di troppe persone, mettendo a rischio le loro famiglie, comunità, siti religiosi e luoghi di culto.

L'UE sostiene fermamente il diritto di tutti gli individui a godere della libertà di pensiero, coscienza, religione o credo, e di manifestare o cambiare la propria religione o credo senza rischio di discriminazione, persecuzione o violenza. Ogni individuo ha il diritto di praticare la propria religione o credo individualmente o in comunità con altri, in privato o in pubblico. I siti del patrimonio religioso e i luoghi di culto devono essere protetti in ogni momento, soprattutto quando gruppi di persone che si riuniscono in tali luoghi sono esposti a minacce.

Invitiamo tutti gli Stati ad agire per combattere l'intolleranza, la discriminazione, l'odio e la violenza basati sulla religione o sul credo. La comunità internazionale deve promuovere una cultura di tolleranza religiosa, rispetto per la diversità e comprensione reciproca, e favorire il dialogo interreligioso e interculturale come strumenti essenziali per una convivenza pacifica. L'UE continua a lavorare per raggiungere questo obiettivo, ad esempio attraverso l'assegnazione, lo scorso anno, di finanziamenti UE a due progetti multinazionali che dureranno fino al 2027 in Asia e Africa, con l'obiettivo di promuovere la libertà di religione o di credo e proteggere le persone da discriminazioni, intolleranza e violenza basate sulla religione o sul credo.

L'UE è pronta a contribuire a costruire un mondo in cui persone di tutte le religioni e credenze, ovunque si trovino, possano godere pienamente dei propri diritti umani e vivere fianco a fianco senza paura, in libertà e in pace.

 

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Focus
12/08/2025

Il buono, il brutto e il cattivo

L'Europa aggrappata alla sua debolezza si schiera con forza con chi sinora ha sempre voluto sostenere, in aderenza ai propri valori giuridici, e cerca di blindare con dichiarazioni ferme e unitarie l "attuale linea di contatto" come punto di partenza per i negoziati tra Russia e Ucraiana. Cerca di anticipare le mosse di Trump.

La dichiarazione rilasciata domenica 10 agosto prova a fare i conti con la resa dei conti: alleati e nemici, vittime e carnefici, colpe e ragioni, tutto si rimescola sotto lo sguardo sconcertato di una manciata di paesi europei, affiancati dal Regno Unito.

Infatti, l'incontro Trump-Putin in Alaska in programma a ferragosto, al di là di ogni narrazione o speculazione, segnerà inevitabilmente una svolta, e da quel momento gli eventi dovranno loro malgrado conformarsi alla direzione di marcia stabilita dalle due grandi potenze un tempo nemiche, ed oggi sodali  e complici nell'affermazione di un nuovo assetto mondiale e nella spartizione dei guadagni.

L'Europa rischia di trovarsi sola al di qua della cortina di dazi che la separa dall'alleato di un tempo, e si stringe attorno al suo eroe che affonda nelle sabbie mobili del'era trumpiana. Sullo sfondo s'intravedono le grandi manovre per la ricostruzione dell'Ucraiana. Un tempo dividendo per gli azionisti di maggioranza, oggi rischia di essere un onere troppo grande a carico degli europei, senza alcuna certezza di riuscire a concludere il processo di adesione  dell'Ucraiana all'UE.

Un autunno caldo è alle porte, non solo per le temperature roventi che dettano la nuova normalità del clima. 

CLS

 

 

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Editoriale
11/08/2025

La Giornata della Commissione 11/08/2025

Gli interessi sui beni russi congelati in Europa danno respiro all'ucraiana

Venerdì scorso, l'Unione Europea ha requisito 1,6 miliardi di euro di cosiddetti profitti straordinari generati dagli interessi sui saldi di cassa derivanti da attività immobilizzate della Banca Centrale Russa. Si tratta del terzo trasferimento all'UE, dopo una prima tranche erogata a luglio 2024 e una seconda tranche erogata ad aprile 2025. Copre i ricavi accumulati durante il primo semestre del 2025.

Questi profitti straordinari provengono da attività congelate a seguito delle sanzioni dell'UE imposte in risposta all'aggressione della Russia contro l'Ucraina. Sebbene le attività stesse rimangano bloccate, gli interessi sui saldi di cassa possono essere utilizzati per sostenere l'Ucraina. Il 90% delle prime due tranche è stato utilizzato per sostenere l'Ucraina tramite il Fondo Europeo per la Pace (EPF) e il 10% tramite il Fondo per l'Ucraina. A partire da questa terza tranche, il 95% dei proventi sarà invece utilizzato per sostenere l'Ucraina tramite il Meccanismo di Cooperazione ai Prestiti per l'Ucraina (ULCM) e il 5% tramite l'EPF.

L'ULCM fornisce un sostegno a fondo perduto per assistere l'Ucraina nel rimborso del prestito di assistenza macrofinanziaria dell'UE, nonché dei prestiti dei creditori bilaterali nell'ambito del meccanismo. Il sostegno complessivo ai prestiti nell'ambito del meccanismo ammonta a 45 miliardi di euro. Inoltre, l'EPF aiuta l'Ucraina a far fronte alle sue urgenti esigenze militari e di difesa.

Questa misura rientra nell'impegno costante dell'UE a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario.

Aperta una consultazione pubblica sulla sicurezza delle regioni europee al confine orientale

La Commissione europea ha lanciato una consultazione volta a fornire orientamenti per l'elaborazione del "Patto per le regioni frontaliere orientali". Il Patto, la cui adozione è prevista entro la fine del 2025, esplorerà misure volte a superare gli ostacoli allo sviluppo socioeconomico, rafforzando al contempo la preparazione e la sicurezza civile nelle regioni orientali.

La Commissione ha già proposto misure di sostegno mirate per queste regioni, tra cui una revisione intermedia della politica di coesione a sostegno della trasformazione economica, della resilienza e delle iniziative legate alla difesa, nonché un bilancio rafforzato nell'ambito del futuro Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034.

Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, ha dichiarato: "Le regioni di confine orientali non sono solo confini nazionali, ma confini europei. L'impegno dell'UE in queste regioni è fondamentale per salvaguardare i nostri valori europei condivisi. Abbiamo la responsabilità di garantire che le persone che vivono in queste aree si sentano sicure, protette e supportate. Il Patto per le regioni di confine orientali fungerà da tabella di marcia per affrontare le loro sfide specifiche, offrendo soluzioni su misura per promuovere lo sviluppo e una visione chiara per il sostegno a livello UE".
Il  processo di consultazione è aperto fino al 4 settembre sul portale "Di' la tua". Si rivolge principalmente alle autorità nazionali e locali, alle imprese, alle organizzazioni della società civile, ai giovani e al mondo accademico.

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La Giornata UE
10/08/2025

La Dichiarazione dei leaders europei in vista dell'incontro Trump-Putin in Alaska

"Accogliamo con favore l'impegno del Presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra di aggressione della Federazione Russa e raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l'Ucraina.

Siamo convinti che solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno all'Ucraina e pressione sulla Federazione Russa affinché ponga fine alla sua guerra illegale possa avere successo.

Siamo pronti a sostenere questo impegno diplomaticamente, nonché confermando il nostro sostanziale sostegno militare e finanziario all'Ucraina, anche attraverso l'operato della Coalizione dei Volenterosi, e confermando e imponendo misure restrittive nei confronti della Federazione Russa.

Condividiamo la convinzione che una soluzione diplomatica debba proteggere gli interessi vitali di sicurezza dell'Ucraina e dell'Europa.

Concordiamo sul fatto che questi interessi vitali includano la necessità di garanzie di sicurezza solide e credibili che consentano all'Ucraina di difendere efficacemente la propria sovranità e integrità territoriale. L'Ucraina ha la libertà di scelta sul proprio destino. Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità. Il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l'Ucraina. Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L'attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati.

Ribadiamo che l'invasione illegale e immotivata dell'Ucraina da parte della Russia costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto Finale di Helsinki, del Memorandum di Budapest e dei successivi impegni assunti dalla Russia. Sottolineiamo il nostro incrollabile impegno a favore della sovranità, dell'indipendenza e dell'integrità territoriale dell'Ucraina.

Continuiamo a essere fermamente al fianco dell'Ucraina. Siamo uniti come europei e determinati a promuovere congiuntamente i nostri interessi. Continueremo a collaborare strettamente con il Presidente Trump e con gli Stati Uniti d'America, con il Presidente Zelenskyy e il popolo ucraino, per una pace in Ucraina che tuteli i nostri vitali interessi di sicurezza".

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Focus
07/08/2025

La Giornata della Commissione 07/08/2025

L'Europa e il progetto della quinta libertà di movimento: quella dell'innovazione

La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare contributi per il prossimo Atto sullo Spazio Europeo della Ricerca (ERA), che affronterà le sfide ancora aperte nella creazione di un mercato unico per ricercatori, conoscenza e tecnologia, spesso definito la quinta libertà dell'UE.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "Dobbiamo costruire una vera e propria 'quinta libertà dell'UE' per guidare l'innovazione, consolidare la nostra posizione di leader scientifico mondiale e incoraggiare i ricercatori a scegliere l'Europa per la loro carriera. Vogliamo ascoltare le comunità di ricerca e innovazione, le imprese del settore privato e le PMI, e tutti gli altri soggetti interessati a scoprire come costruire al meglio un quadro di ricerca e innovazione competitivo, attraente ed equo".

L'ERA Act, la cui adozione è prevista per la seconda metà del 2026, si concentrerà sull'armonizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo (R&S), sulla riduzione delle disparità e sull'allineamento delle politiche di R&S tra gli Stati membri. Migliorerà le condizioni per la circolazione della conoscenza, per la ricerca e i ricercatori, salvaguardando al contempo i valori fondamentali della ricerca europea, come la libertà scientifica e la parità di genere.

La fase iniziale del processo di consultazione è la richiesta di contributi, aperta fino al 10 settembre 2025 sul portale "Di' la tua". Seguirà una consultazione pubblica di 12 settimane sullo stesso portale.

Avviata la fase consultiva sulla Tabella di marcia per la digitalizzazione e l'IA nel settore energetico

La Commissione europea ha lanciato un invito a presentare contributi e una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla portata e il contenuto della Tabella di marcia strategica sulla digitalizzazione e l'intelligenza artificiale (IA) nel settore energetico.

La tabella di marcia strategica, già annunciata nel Piano d'azione per un'energia accessibile, accelererà l'adozione della digitalizzazione e dell'IA nel settore energetico, migliorando al contempo l'efficienza energetica e l'affidabilità del sistema. La sua adozione è prevista  il prossimo anno e definirà le misure per il sistema energetico di domani, esaminando sia le sfide che le opportunità legate all'implementazione su larga scala di soluzioni di IA nel settore energetico.

La tabella di marcia strategica si baserà sul Piano d'azione dell'UE sulla digitalizzazione del sistema energetico adottato nel 2022 e sfrutterà le sinergie con iniziative future come la tabella di marcia per l'efficienza energetica, il Pacchetto Reti, il Pacchetto Energia per i Cittadini, il Piano d'azione per l'elettrificazione e la Strategia per il riscaldamento e il raffreddamento. Questa iniziativa integrerà anche gli sforzi in corso della Commissione nel campo dell'intelligenza artificiale, come la legge sull'intelligenza artificiale e il piano d'azione per l'intelligenza artificiale continentale.

Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia Abitativa, Dan Jørgensen, ha dichiarato: "Per accelerare la duplice transizione verde e digitale, abbiamo bisogno di un sistema energetico più intelligente e interattivo. Le tecnologie digitali, inclusa l'intelligenza artificiale, possono accelerare la nostra transizione verso un sistema energetico più pulito ed efficiente. Con la tabella di marcia strategica, realizzeremo questo obiettivo a vantaggio dei consumatori dell'UE".

Le parti interessate possono rispondere al questionario e fornire documentazione a supporto fino al 5 novembre al seguente link: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/14742-Artificial-intelligence-and-digitalisation-for-energy-a-roadmap/public-consultation_en

 

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La Giornata UE
05/08/2025

L'Occidente cristiano e la guerra in Medio Oriente

La storia presenta sempre il conto, a volte nelle circostanze più inaspettate. Quello che si credeva fosse uno scontro geopolitico, pervaso dalle rivendicazioni territoriali da parte di due popoli con pari diritti e, quindi, irriducibili nelle rispettive posizioni, di colpo assume contorni più antichi e sconcertanti: l'universale pregiudizio nei confronti del popolo ebraico, che nasce e si definisce ad opera dell'Occidente cristiano.

Resuscitare le calunnie che per secoli hanno storpiato il racconto sugli ebrei è l'arma utilizzata oggi dal governo israeliano  per accusare proprio l'Europa, culla della cristianità, di guardare ad Israele attraverso le lenti pesanti del suo antico pregiudizio. 

In gioco c'è molto di più di quello che Amos Oz chiamava il cupo abisso tra ebraismo e cristianesimo, secondo lo scrittore israeliano brn più profondo e gravido di conseguenze delle divisioni contingenti che opponogono ebrei ed arabi. Ed oggi rischia di essere proprio così.

Israele chiede conto all'Occidente cristiano dei suoi errori nel passato, per accusarlo di mantenere anche nel presente un sottile strabismo nel giudicare gli eventi quando di mezzo c'è il popolo ebraico. Omettendo, però, di dire che l'aver negato ai giornalisti stranieri l'accesso alla Striscia di Gaza  ha senz'altro peggiorato il racconto della verità. Tuttavia non è solo questo, c'è altro.

C'è un passato di colpe che si riteneva dovessero gravare soltanto sulla Germania; mentre ora Israele chiama in causa il pregiudizio cristiano come l'alveo concettuale da cui hanno tratto linfa le persecuzioni verso il popolo ebraico, che hanno condotto alle folli ideologie del secolo scorso.

Come risponderà l'Europa ad una logica che si salda con il passato, e può farlo perché, a differenza delle nazioni europee, lo stato ebraico non ha conosciuto un solo attimo di vera pace da quando è nato nel '48? Un solo attimo per rallegrarsi di essere al mondo; un solo decennio per dimenticare cosa significa essere in guerra.

Sembra un interrogativo effimero; ma rivela su un piano nuovo, inaspettato, ma potente, come l'Europa venga ancora una volta chiamata a fare i conti con il passato, dalle crociate in poi, sino alla drammatica età del colonialismo, che oggi presenta il conto sotto forma di masse di indigenti che fuggono da terre affamate. 

Il mondo parla linguaggi diversi, perché ha più memoria di noi europei. E l'Europa, per ora, risponde solo parlando il linguaggio dell'economia. E quindi, di fatto, resta muta.

CLS

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Editoriale
01/08/2025

La Giornata della Commissione 01/08/2025

Aiuti a Gaza, l'Europa ( e l'Italia) si mobilita

L'Unione Europea ha versato un contributo di 22 milioni di euro all'Autorità Nazionale Palestinese (ANP), a sostegno del pagamento delle visite mediche alla Rete Ospedaliera di Gerusalemme Est. Anche l'Italia ha contribuito a questo pagamento con un ulteriore milione di euro. Grazie a questo sostegno, gli Ospedali di Gerusalemme Est, che comprendono sei strutture ospedaliere - attualmente sotto pressione a causa del conflitto in corso e delle difficoltà economiche legate alla guerra a Gaza - potranno continuare a fornire servizi sanitari di alta qualità ai pazienti palestinesi, anche provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania.

Dal 2013, l'UE e i suoi Stati membri sostengono l'ANP con contributi regolari per il pagamento delle visite mediche agli ospedali di Gerusalemme Est, per un totale di oltre 213 milioni di euro. Questi ospedali sono parte integrante del sistema sanitario palestinese e forniscono servizi medici specialistici non disponibili negli ospedali pubblici. Il contributo è parte del Programma Pluriennale e Globale per la Ripresa e la Resilienza della Palestina, del valore di 1,6 miliardi di euro, ed è stato aumentato rispetto allo scorso anno alla luce dell'attuale situazione sul campo.

A seguito del pagamento di 150 milioni di euro a giugno, l'Autorità Palestinese ha già ricevuto 172 milioni di euro di assistenza finanziaria nel 2025. I pagamenti vengono erogati tramite il Sostegno Finanziario Diretto PEGASE, un meccanismo  per la gestione trasparente e sicura degli aiuti economici. La Commissione intende istituire un Gruppo di Donatori per la Palestina, cui sarà proposto proprio PEGASE come sistema sicuro per erogare il sostegno all'Autorità Palestinese.

Più rapidi i controlli doganali nell'interscambio UE - Canada

Oggi entra ufficialmente in vigore l'Accordo di Mutuo Riconoscimento (MRA) UE-Canada, che, grazie al mutuo riconoscimento dei programmi di Operatori Economici Autorizzati (AEO), faciliterà ulteriormente gli scambi commerciali e rafforzerà la cooperazione doganale tra le due aree. L' accordo semplifica le procedure doganali e migliora la sicurezza della catena di approvvigionamento per le aziende di entrambe le sponde dell'Atlantico, in quanto riconosce il programma AEO dell'UE e l'iniziativa canadese Partners in Protection (PIP). Essere autorizzati nell'ambito di uno dei due programmi rafforza la reputazione di un operatore come partner sicuro e affidabile, e ne migliora la commerciabilità e la forza del marchio. Il riconoscimento si acquisisce in forza del rispetto di rigorosi requisiti di verifica e conformità, in grado di garantire  ai partner e alle autorità di regolamentazione che l'azienda soddisfa elevati standard di sicurezza, affidabilità e attendibilità.

Inoltre, l'MRA aiuta le aziende a gestire una logistica globale complessa, mantenendo al contempo standard di sicurezza più elevati. Facilita inoltre gli scambi commerciali tra UE e Canada allineandosi al quadro SAFE dell'Organizzazione Mondiale delle Dogane (OMD) e rafforzando l'attuazione dell''Accordo Economico e Commerciale Globale (CETA) di libero scambio tra Europa e canada.

Un altro vantaggio per gli operatori commerciali è la riduzione delle ispezioni e i tempi di sdoganamento più rapidi. Gli AEO dell'UE e i membri PIP canadesi ricevono un trattamento prioritario alle frontiere, poiché il loro status è considerato favorevolmente nelle valutazioni del rischio doganale. Ciò può comportare una riduzione delle ispezioni e una più rapida elaborazione delle spedizioni, con un risparmio di tempo e costi durante i periodi di volatilità commerciale.

Inoltre, l'MRA include un meccanismo di continuità operativa per sdoganamenti più rapidi quando il commercio riprende dopo interruzioni, come allarmi di sicurezza o chiusure delle frontiere.

In futuro, le autorità doganali promuoveranno la conoscenza dell'MRA attraverso documenti di orientamento e la collaborazione con le parti interessate del settore. Gli operatori commerciali sono incoraggiati ad aggiornare la propria documentazione per riflettere lo status di AEO/PIP e sfruttare appieno i vantaggi dell'accordo.

Entrano in vigore le norme europee sullo sviluppo di modelli di Intelligenza Artificiale

Si fa sul serio, nel tentativo di plasmare l'uso sistemico dell'intelligenza artificiale in maniera conforme ai valori e bisogni delle società europee. 

Domani, infatti, entranno in vigore gli obblighi previsti dalla legge sull'intelligenza artificiale per i fornitori di modelli di intelligenza artificiale a scopo generale (GPAI). Le nuove regole  garantiranno maggiore trasparenza, sicurezza e responsabilità per i sistemi di intelligenza artificiale sul mercato. Queste norme si traducono in informazioni più chiare sulle modalità di addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, una migliore applicazione delle tutele del diritto d'autore e uno sviluppo dell'intelligenza artificiale più responsabile.

In supporto alle aziende che forniscono i modelli la Commissione ha pubblicato delle  linee guida su chi deve rispettare gli obblighi. I modelli GPAI sono definiti come quelli addestrati con oltre 10^23 FLOP e in grado di generare linguaggio. Inoltre, la Commissione ha pubblicato un modello per aiutare i fornitori a riassumere i dati utilizzati per addestrare i loro modelli.

La Commissione e gli Stati membri hanno inoltre confermato che il Codice di condotta GPAI, elaborato da esperti indipendenti, è uno strumento volontario adeguato ed in grado di dimostrare la conformità del fornitore alla legge sull'intelligenza artificiale. Di conseguenza i fornitori che aderiscono al Codice beneficeranno di una riduzione degli oneri e di una maggiore certezza del diritto.

Da domani, i fornitori dovranno rispettare gli obblighi di trasparenza e di diritto d'autore quando immettono modelli GPAI sul mercato dell'UE. I modelli già immessi sul mercato prima del 2 agosto 2025 dovranno garantire la conformità entro il 2 agosto 2027.

I fornitori dei modelli più avanzati o di maggiore impatto che presentano rischi sistemici, ovvero quelli che superano 10^25 FLOP, dovranno adempiere a obblighi aggiuntivi, come la notifica alla Commissione e la garanzia della sicurezza del modello.

Una consultazione pubblica sulla futura normativa europea sull'economia circolare

La Commissione ha avviato una consultazione pubblica in merito all'imminente Legge sull'Economia Circolare. Il feedback fornirà alla Commissione una migliore comprensione degli ostacoli e delle opportunità per promuovere l'economia circolare in Europa. La Legge sull'Economia Circolare accelererà questa transizione, aumentando la sicurezza economica, la resilienza, la competitività e la decarbonizzazione dell'UE.

La Legge, la cui adozione è prevista per il 2026, istituirà un mercato unico per le materie prime secondarie e aumenterà l'offerta di materiali riciclati di alta qualità, stimolando al contempo la domanda di questi materiali nell'UE. Tali obiettivi sono in linea con le raccomandazioni delle relazioni Letta e Draghi, dell'industria (Dichiarazione di Anversa), del Consiglio europeo (Dichiarazione di Budapest) e del Parlamento europeo. La Legge sull'Economia Circolare contribuirà al raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella Bussola della Competitività e nel Clean Industrial Deal per rendere l'UE leader mondiale nell'economia circolare entro il 2030 e raddoppiare il tasso di circolarità dell'UE.

Il pubblico e gli esperti possono partecipare alle consultazioni online sul portale "Dì la tua" della Commissione fino al 6 novembre 2025.

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La Giornata UE
30/07/2025

La Giornata della Commissione 30/07/2025

17 Stati UE, tra cui l'italia, dichiarano interesse a contrarre prestitti per finanziare la difesa

Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Finlandia hanno manifestato il loro interesse ad accedere ai prestiti nell'ambito dello strumento Azione per la sicurezza in Europa (SAFE). Si prevede che SAFE mobiliterà fino a 150 miliardi di euro di investimenti.

Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: "Il forte interesse per SAFE, con almeno 127 miliardi di euro di potenziali appalti per la difesa, dimostra l'unità e l'ambizione dell'UE in materia di sicurezza e difesa. Manteniamo il nostro impegno a sostenere i paesi dell'UE nei loro sforzi per migliorare la sicurezza europea. SAFE è un simbolo del nostro impegno collettivo a rafforzare la nostra preparazione in materia di difesa per un futuro più sicuro e unito".

La tempestiva manifestazione di interesse consentirà alla Commissione di valutare le richieste e prepararsi a raccogliere fondi sui mercati dei capitali. La scadenza per la presentazione formale delle richieste nell'ambito di SAFE rimane il 30 novembre 2025.

SAFE è uno strumento chiave dell'UE per rafforzare la resilienza e la sicurezza, sostenendo gli investimenti in settori quali la difesa, le infrastrutture a duplice uso, le capacità informatiche e le catene di approvvigionamento strategiche.

Dal 12 ottobre chi entra in Europa verrà identificato con le nuove tecnologie biometriche

La Commissione ha fissato il 12 ottobre 2025 come data di avvio per l'entrata in funzione progressiva del Sistema di Ingresso/Uscita (EES) dell'UE.

L'EES è un sistema tecnologico avanzato che registrerà digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini di paesi terzi che si recano in 29 paesi europei, compresi quelli associati a Schengen, per soggiorni di breve durata. Acquisirà dati biometrici, come impronte digitali, immagine del volto e altre informazioni di viaggio, sostituendo gradualmente l'attuale sistema di timbri sui passaporti.

L'EES modernizzerà e migliorerà la gestione delle frontiere esterne dell'UE. Fornirà dati affidabili sugli attraversamenti delle frontiere, rileverà sistematicamente i soggiornanti fuori termine e i casi di frode documentale e di identità. L'EES contribuirà quindi a prevenire l'immigrazione irregolare e a tutelare la sicurezza dei cittadini europei. Inoltre, con il crescente utilizzo dei controlli di frontiera automatizzati, viaggiare diventerà più agevole e sicuro per tutti. Il nuovo sistema soddisfa i più elevati standard di protezione dei dati e della privacy, garantendo la protezione e la sicurezza dei dati personali dei viaggiatori.

A partire dal 12 ottobre, gli Stati membri inizieranno a introdurre gradualmente l'EES nell'arco di sei mesi. Le autorità di frontiera registreranno progressivamente i dati dei cittadini di paesi terzi che attraversano le frontiere. Al termine di questo periodo, l'EES sarà pienamente operativo presso tutti i valichi di frontiera.

In attesa della nuova PAC la Commissione anticipa l'erogazione dei contributi diretti  agli agricoltori

La Commissione sta adottando misure per consentire agli Stati membri dell'UE di versare anticipi più elevati sui fondi della Politica Agricola Comune (PAC) agli agricoltori, contribuendo così ad affrontare i problemi di liquidità che molti di loro attualmente si trovano ad affrontare. Se gli Stati membri si avvalgono di questa autorizzazione, gli agricoltori potranno ricevere in anticipo fino al 70% dei loro pagamenti diretti a partire dal 16 ottobre, rispetto all'attuale 50%. Analogamente, gli anticipi per gli interventi basati sulla superficie e sugli animali nell'ambito dello sviluppo rurale possono essere aumentati fino all'85%, anziché al consueto 75%.

Gli agricoltori dell'UE continuano ad affrontare problemi di liquidità sorti a causa di una combinazione eccezionale di eventi avversi, in particolare a causa di eventi meteorologici estremi che hanno avuto un impatto sulle rese negli ultimi anni, nonché dell'incertezza creata dalle tensioni commerciali. Per rispondere a queste sfide, e in linea con uno degli obiettivi fondamentali della PAC di fornire una rete di sicurezza economica per gli agricoltori dell'UE, un'ampia maggioranza di Stati membri ha richiesto questa autorizzazione.

La Commissione ha agito rapidamente per fornire questo sostegno tanto necessario agli agricoltori dell'UE, garantendo al contempo la certezza del diritto per gli Stati membri.

Rendicontazine volontaria sulla sostenibilità am,bientale per le PMI

La Commissione ha adottato una raccomandazione rivolta alle piccole e medie imprese (PMI) sulla rendicontazione volontaria in materia di sostenibilità ambientale. La raccomandazione propone uno standard volontario che renderà più facile per le PMI che non sono soggette alla Direttiva sulla rendicontazione sulla sostenibilità aziendale (CSRD)  di rispondere a richieste specifiche di informazioni sulla sostenibilità da parte dei grandi istituti finanziari e delle aziende.

Questo futuro standard volontario di rendicontazione fungerà anche da "limite massimo nella catena del valore", al fine di  proteggere le PMI e le altre aziende non soggette all'obbligo di rendicontazione ai sensi della CSRD da eccessive richieste di informazioni da parte dei loro partner nella catena del valore.

La raccomandazione odierna rappresenta quindi una soluzione intermedia per rispondere alle richieste del mercato in attesa dell'adozione formale dell'atto delegato su uno standard volontario.

Semplificazione anche nel settore della pesca ed acquacoltura

La Commissione europea ha proposto di semplificare la raccolta e la compilazione dei dati statistici sulla pesca e l'acquacoltura europee. La proposta sostituisce le norme esistenti con un sistema unico, semplificato e integrato che ridurrà l'onere di comunicazione a carico degli Stati membri. Consentirà il riutilizzo dei dati amministrativi già raccolti dalla Commissione europea per la compilazione di statistiche ufficiali europee sulla pesca e l'acquacoltura. In questo modo consentirà a Eurostat di produrre statistiche sugli stock di pescato e sulla flotta peschereccia dell'Unione senza richiedere ulteriori comunicazioni agli Stati membri, eliminando così le duplicazioni e risparmiando tempo e risorse.

La proposta introduce inoltre per la prima volta la raccolta di dati sul pescato ributtato, sulla pesca ricreativa, sulle specie sensibili, sugli sbarchi di flotte di paesi terzi nei porti dell'UE e sulla produzione di acquacoltura biologica. La nuova struttura dei dati consentirà inoltre di produrre e trasmettere dati più aggregati alle organizzazioni internazionali, per promuovere la cooperazione globale.

Valdis Dombrovskis, Commissario per l'Economia e la Produttività, l'Attuazione e la Semplificazione, ha dichiarato: "Con questa proposta, il processo di raccolta dei dati sulla pesca e l'acquacoltura in tutta l'UE sarà semplificato e le statistiche saranno rese più accessibili e utilizzabili da tutti. Riutilizzando in modo intelligente i dati esistenti, garantiamo che le politiche dell'UE siano più informate e più efficienti per sostenere una prosperità sostenibile".

Costas Kadis, Commissario per la Pesca e gli Oceani, ha dichiarato: "Questa proposta non solo migliorerà la qualità e la disponibilità dei dati sulla pesca e l'acquacoltura, ma ridurrà anche gli oneri amministrativi a carico degli Stati membri. Ci consentirà di prendere decisioni più consapevoli e di sostenere in modo più efficiente la sostenibilità a lungo termine della nostra pesca".

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La Giornata UE
25/07/2025

La BEI e Banca Ifis sostengono le farmaciste italiane

La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e Banca Ifis hanno firmato un accordo da 200 milioni di euro per sostenere lo sviluppo delle farmacie in Italia, con particolare attenzione all'imprenditoria femminile e alla coesione. La firma è stata annunciata oggi dalla Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti e dalla Vicepresidente di Banca Ifis Rosalba Benedetto.

"Questo accordo segna un ulteriore passo verso un'economia più inclusiva, dinamica e sostenibile. Sostenere le piccole e medie imprese rafforza il contesto imprenditoriale di un Paese e diventa ancora più un imperativo strategico quando l'accesso ai finanziamenti significa nuove opportunità per l'imprenditoria femminile, promuovendo crescita, innovazione e coesione sociale", ha dichiarato la Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti.

"Questo accordo conferma il nostro sostegno alle piccole e medie imprese italiane e il nostro impegno a sostegno della parità di genere e dell'imprenditoria femminile. Le farmacie che supportiamo con Banca Credifarma, specialista del settore, garantiscono l'accesso ai servizi di assistenza primaria sul territorio e rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le comunità locali. Questo accordo rafforza il nostro percorso pluriennale con un'istituzione ai vertici dell'Unione Europea – la BEI – che da sempre pone le tematiche ambientali, sociali e di governance al centro delle sue iniziative, con l'obiettivo di accelerare la transizione sostenibile della nostra economia", ha dichiarato Rosalba Benedetto, Vicepresidente di Banca Ifis.

In concreto, l'accordo prevede che la BEI eroghi a Banca Ifis 100 milioni di euro attraverso la sottoscrizione di due contratti da 50 milioni di euro ciascuno, aprendo una linea di credito a tassi di interesse agevolati. Banca Ifis finanzierà l'importo erogato dalla BEI, portando il finanziamento complessivo offerto alle farmacie italiane a 200 milioni di euro. Il finanziamento sarà erogato da Banca Credifarma, istituto finanziario controllato da Banca Ifis e specializzato nel supporto alle esigenze delle farmacie.

Dei 200 milioni di euro totali, almeno il 30% (oltre 60 milioni di euro) sosterrà l'imprenditoria femminile nelle farmacie che soddisfano i seguenti criteri: i) almeno il 51% di proprietà femminile; ii) gestione femminile; iii) attuazione di politiche inclusive a favore dell'occupazione femminile, superiori alla media nazionale del settore. Particolare attenzione sarà rivolta alle farmacie situate nelle regioni beneficiarie del Fondo di coesione.

L'accordo firmato oggi è il sesto tra la BEI e Banca Ifis, con le due organizzazioni che hanno erogato oltre 800 milioni di euro alle piccole e medie imprese italiane dal 2019. Si tratta anche della prima linea di credito della BEI dedicata esclusivamente al settore farmaceutico italiano.

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Focus
15/07/2025

La politica di coesione cambia pelle

Nel contesto della revisione intermedia in corso della politica di coesione dell'UE, la presidenza del Consiglio ha raggiunto oggi un accordo provvisorio con i negoziatori del Parlamento europeo per affrontare al meglio le sfide strategiche attuali ed emergenti legate alla coesione economica, sociale e territoriale. Tra queste figurano, in particolare, la difesa e la sicurezza, la competitività e la decarbonizzazione, l'edilizia abitativa a prezzi accessibili, le misure relative all'acqua e le sfide che le regioni di confine orientali si trovano ad affrontare. 

Il cambiamento è riassunto nelle parole della Presidenza danese di turno al vertice del Consiglio: "L'UE deve fare molto di più per potenziare la propria difesa. L'accordo odierno, che si basa sul lavoro svolto e sull'accordo del Consiglio raggiunto durante la presidenza polacca, consentirà agli Stati membri di destinare i fondi di coesione dell'UE alla difesa, alla sicurezza e alla preparazione civile."

L'accordo provvisorio rprevede nuove norme che modificano i regolamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo di coesione, nonché del Fondo per una transizione giusta (JTF) e del  Fondo sociale europeo Plus (FSE+). Il testo contiene modifiche mirate al quadro normativo dei fondi della politica di coesione per allineare le priorità di investimento all'evoluzione del contesto economico, sociale e geopolitico, nonché agli obiettivi climatici e ambientali dell'UE. Il loro obiettivo principale è allineare gli investimenti della politica di coesione alle nuove priorità, in particolare difesa e sicurezza, competitività e decarbonizzazione, alloggi a prezzi accessibili, accesso all'acqua, gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza idrica, transizione energetica e sfide che le regioni di confine orientali si trovano ad affrontare. A tal fine, il testo introduce maggiore flessibilità e incentivi per facilitare il rapido impiego delle risorse e accelerare l'attuazione dei programmi.

Elementi principali dell'accordo sono:

- l'introduzione di deroghe al Regolamento sulle Disposizioni Comuni (RDC) - il corpus unico di norme per i fondi UE erogati congiuntamente con gli Stati membri e le regioni - in materia di pubblicità delle operazioni nell'ambito degli obiettivi relativi alla difesa;
- l'abbassamento della soglia per ricevere bonus aggiuntivi a livello di programma, come un ulteriore prefinanziamento e una proroga di un anno dell'ultimo anno di ammissibilità, con particolare attenzione agli Stati membri che hanno un solo programma;
- l'attenzione particolare e un sostegno eccezionale alle regioni situate al confine orientale dell'Unione;
- l'introduzione di disposizioni aggiuntive in materia di flessibilità per gli Stati membri che soddisfano i requisiti di concentrazione tematica a livello di categoria di regioni;
- l'introduzione di un nuovo articolo in ciascun regolamento per confermare che gli impegni sospesi dalle misure adottate nel contesto del regolamento sulla condizionalità non possono essere soggetti a modifiche o trasferimenti di programma. Lo stesso vale per gli importi eccedenti l'importo di flessibilità e corrispondenti agli obiettivi specifici valutati negativamente dalla Commissione sulla base dell'applicazione delle condizioni abilitanti orizzontali previste dal Regolamento sulle disposizioni comuni (RDC).

Inoltre, nel caso del regolamento FESR e del Fondo di coesione, nonché del regolamento JTF, l'accordo introduce un'estensione del campo di applicazione per gli obiettivi specifici relativi alle infrastrutture energetiche e di difesa o alle infrastrutture a duplice uso.

Contesto

In attuazione del Piano ReArm Europe, il 1° aprile 2025 la Commissione ha pubblicato la comunicazione "Una politica di coesione modernizzata: revisione intermedia", unitamente a due proposte legislative che modificano: (i) i regolamenti sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo di coesione e sul Fondo per una transizione giusta (JTF), e (ii) il regolamento sul Fondo sociale europeo+.

Questo pacchetto coglie l'occasione della revisione intermedia in corso dei programmi di coesione, il cui obiettivo è riallocare la "riserva di flessibilità", corrispondente al 50% della dotazione di tutti i fondi per il 2026 e il 2027, per introdurre nuove priorità derivanti dalle attuali sfide geopolitiche ed economiche. Le proposte di adeguamento  dedicano particolare attenzione a: difesa e sicurezza, anche sotto il profilo della competitività,  regioni al confine orientali, alloggi a prezzi accessibili (compresi gli alloggi sociali), accesso all'acqua, gestione sostenibile delle risorse idriche e resilienza idrica, transizione energetica (decarbonizzazione) e sviluppo urbano. Prevedono, infine,  incentivi finanziari per i programmi che destinano la riserva di flessibilità a una qualsiasi di queste priorità (prefinanziamento più elevato e finanziamento UE fino al 100%). Qualora i programmi destinino almeno il 15% della loro dotazione a queste priorità, riceveranno un prefinanziamento aggiuntivo a titolo di bonus e una proroga dell'ammissibilità di un anno (fino al 31 dicembre 2030).

 

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