I trent'anni delle borse di studio Marie Curie
Si è aperto il bando 2026 per le borse di ricerca post-dottorato Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un budget di 399,05 milioni di euro. Le borse di studio sono assegnate ai ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, e consente loro di svolgere attività di ricerca all'estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I ricercatori hanno l'opportunità di lavorare con team scientifici di alto livello, contribuendo alla competitività dell'UE attraverso la ricerca all'avanguardia. Le candidature sono aperte da oggi e si chiuderanno il 9 settembre 2026.
Dalla sua creazione nel 1996, oltre 150.000 ricercatori hanno partecipato alle Azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui 23 premi Nobel, a testimonianza del suo contributo di lunga data all'eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.
Il bando rientra in un pacchetto di oltre 1,25 miliardi di euro stanziati per la MSCA nel 2026 nell'ambito del programma Horizon Europe 2021-2027, volto a promuovere l'eccellenza nella ricerca, come evidenziato dall'iniziativa "Choose Europe". Grazie a questi finanziamenti, la MSCA continuerà a sostenere la ricerca attraverso programmi di dottorato e post-dottorato, borse di ricerca e progetti collaborativi di ricerca e innovazione.
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "Il futuro dell'Europa si fonda sulla conoscenza, la scoperta e il talento. Da 30 anni, le azioni Marie Skłodowska-Curie consentono ai ricercatori di spingere i confini della scienza e di trasformare le idee in progresso per la società. Oggi rinnoviamo questo impegno. Ai ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: portate la vostra ambizione, portate il vostro talento: l'Europa è il luogo ideale per innovare e prosperare".
L'anniversario sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto "30 anni di curiosità che cambiano il mondo", mettendo in luce i risultati raggiunti e l'impatto sulle carriere dei ricercatori Storie, traguardi e momenti salienti sono già presenti su una pagina web dedicata all'anniversario, insieme ai contributi della comunità MSCA, tra cui un'intervista alla Prof.ssa Dr. Hélène Langevin-Joliot, nipote di Marie Skłodowska-Curie, e altre attività.
I progressi nell'adozione dell'Intelligenza Artificiale sul continente europeo
A un anno dal suo lancio, il Piano d'azione europeo "AI Continen"t compie progressi nei cinque pilastri che lo compongono: sviluppo delle infrastrutture, accesso ai dati, attrazione dei talenti, adozione e affidabilità dei modelli di IA.
L'UE ha potenziato la propria infrastruttura di calcolo: dispone di 19 fabbriche di Intelligenza Artificiale dislocate presso i supercomputer, 13 antenne "AI Factory" come punti di accesso a livello regionale e l'imminente creazione delle c.d. "AI Gigafactory". In questo modo si vuole offrire ad un maggior numero di ricercatori e startup la capacità necessaria per sviluppare modelli di IA.
Sul fronte dei dati, la Commissione ha lanciato la Strategia per l'Unione dei dati, volta a sbloccare le procedure di accesso e condivisione dei dati in ttutta Europa. Anche il pilastro dei talenti è altrettanto importante. Un'iniziativa chiave in tal senso è stata lanciata a febbraio con l'apertura di un ufficio per il transito legale tra l'Europa e l'India di personale qualificato nel settore ICT. Proseguono i lavori per l'AI Skills Academy, un'accademia specializzata nello sviluppo di programmi di formazione in intelligenza artificiale generativa e tecnologie di calcolo avanzate.
Nell'ambito del pilastro che riguarda l'adozione si segnala la Strategia "Apply AI", che promuove l'integrazione dell'IA nell'industria e nel settore pubblico, con 1 miliardo di euro di finanziamenti già stanziati. Queste iniziative sono accompagnate da progetti mirati, come la rete europea di centri di screening avanzato basati sull'IA e una grande sfida sull'IA di frontiera.
Dal 14 ottobre al 17 novembre 2026 si svolgerà l mese europeo dell'innovazione in materia di IA, che metterà in luce i progressi compiuti dall'Europa.
Il Patto per il Mediterraneo muove i primi passi
Nell'ambito dellla nuova politica verso i partner del Mediterraneo meridionale, la Commissione europea ha lanciato un programma di cooperazione digitale con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Si tratta del primo risultato inel settore del digitale conseguito dal Patto per il Mediterraneo, lanciato alla fine del 2025.
Il programma,è cofinanziato dal governo tedesco, e migliora l'accesso ai servizi digitali per i cittadini, le pubbliche amministrazioni e ile mprese, attraverso l'armonizzazione delle regole, il rafforzamento della sicurezza informatica e il miglioramento delle competenze digitali.
Verrà allineata la regolamentazione delle telecomunicazioni digitali agli standard europei. In secondo luogo, il programma rafforzerà la sicurezza informatica, potenziando la capacità di prevenire, rispondere e gestire le minacce informatiche. Infine, il programma svilupperà competenze digitali regionali in linea con gli standard DigComp dell'UE e creerà nuove piattaforme e reti a supporto dell'apprendimento continuo e dello scambio di competenze.
La Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha dichiarato: "Accolgo con grande favore questo programma storico nell'ambito del Patto per il Mediterraneo. Sarà un motore fondamentale per la crescita inclusiva, allineando le normative digitali, rafforzando la sicurezza informatica e fornendo ai cittadini le competenze necessarie in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente".
Il lancio ufficiale si è svolto ieri a Marrakech, in Marocco, in occasione della conferenza GITEX Africa, alla presenza di Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
A metà dello scorso mese di marzo, in Kazakhstan, un referendum popolare, largamente partecipato (hanno votato più di 8 milioni di elettori pari al 73,12 % degli aventi diritto) ha approvato, con l’87,15% dei Si, la nuova Costituzione della più estesa e prosperosa tra le repubbliche centroasiatiche. Un cambiamento fortemente voluto dall’attuale Presidente, Kassym-Jomart Tokayev, che ha rivendicato il lavoro svolto per realizzare una Costituzione “che rispecchia le vere aspirazioni del popolo kazako a vivere in un Paese giusto ed equo, fondato sui principi di legge e ordine, sul rispetto e la tutela incondizionati dei diritti umani e delle libertà fondamentali, su una società modernizzata e su un forte impegno a promuovere l'istruzione, la scienza, la tecnologia, la cultura, l’ecologia, il volontariato e il patriottismo”. La modifica, che ha avuto l’imprimatur popolare qualche settimana orsono, è la seconda variante alla Costituzione negli ultimi quattro anni. Si inserisce nel solco di cambiamenti nella struttura istituzionale volti a dare un assetto più moderno al Paese, a renderlo competitivo in un mondo in continuo cambiamento e a liberare le energie economiche ed organizzative che sono ancora sopite. La riforma, infatti, riflette anni di graduale modernizzazione politica per rispondere alle nuove sfide come i diritti digitali e la protezione dei dati. La consultazione ha visto, tra l’altro, l’impegno di osservatori provenienti da 34 Paesi i quali hanno giudicato il processo elettorale, articolato su 10.000 seggi, in Kazakhstan ed all’estero, trasparente e conforme agli standard internazionali. Accanto agli osservatori internazionali, si è segnalata una considerevole partecipazione di rappresentanti della società civile e di liberi cittadini che hanno monitorato la corretta esecuzione delle procedure; se ne sono contati fino a 10 per ogni seggio. Non sono poche infatti, le aspettative della leadership e del popolo kazako per questi significativi cambiamenti. Questa nuova Costituzione è la naturale prosecuzione di un cambiamento avviatosi nel 2019, con una iniziale procedura che intendeva modificare solo meno del 40% dell’articolato precedente ma, nel corso dei lavori, è emerso che per dare una struttura coerente ed efficiente alla nuova legge, necessitavano modifiche a circa l’80% del testo iniziale. Un lavoro che ha impegnato una Commissione costituzionale con una rappresentanza senza precedenti di 129 cittadini, che ha esaminato ogni dettaglio, ha valutato circa 12.000 proposte di vari esperti e organizzazioni della società civile e ha supervisionato sei mesi di dibattiti pubblici. Il tutto per arrivare ad un modello che lo stesso Presidente Tokayev ha definito: “Presidente forte, Parlamento influente e Governo responsabile".
La Costituzione precedente è stata in vigore per circa 30 anni. Per allontanarsi dal passato sovietico una prima Costituzione fu adottata nel 1993 e poi modificata nel 1995. Ora il Paese ha deciso di effettuare un deciso salto verso la modernità e la democrazia per poter meglio affrontare le sfide del momento e del futuro.
Una delle principali modifiche introdotte dalla nuova Costituzione è l’abolizione del parlamento bicamerale a favore di un parlamento unicamerale, che si chiamerà Kurultai. Viene abolita una quota presidenziale onde rafforzare l’indipendenza del potere legislativo. Il passaggio a un parlamento monocamerale consentirà un processo legislativo più rapido e trasparente. Le elezioni per i 145 seggi del parlamento riorganizzato si terranno quest'estate, ha dichiarato Tokayev ai giornalisti dopo aver votato ad Astana.
Vi è, inoltre, la reintroduzione della vicepresidenza, anche allo scopo di agevolare la pianificazione della successione. Un nuovo Consiglio popolare consultivo (il Khalyk Kenesi) amplierà la partecipazione e il dialogo pubblico.
Le riforme istituzionali previste dal nuovo quadro costituzionale rafforzano anche lo sviluppo della governance e garantiscono un regolare ricambio dei vertici. Nel contempo si definiscono limiti di mandato per i principali funzionari statali.
Questa riforma, poi, rende il kazako la principale e unica lingua di Stato, declassando la lingua russa. Un ulteriore gesto finalizzato a rafforzare il sentimento di identità e costruzione nazionale di un Paese articolato su centinaia di etnie la cui convivenza, però, è sempre stata un esempio di rispetto e tolleranza.
La riforma costituzionale rappresenta uno dei principali momenti della presidenza Tokayev in cui ha riversato tutta la sua esperienza ed il suo background diplomatico e politico. Ha svolto, in precedenza due mandati come ministro degli Esteri (1994-1999 e 2002-2007). Nel corso della sua presidenza, poi, Tokayev ha promosso la politica estera multidirezionale del Kazakhstan e ne ha rafforzato l’indipendenza. Ha ricoperto posizioni di alto livello e ha guidato gli sforzi per assicurare al Kazakhstan la guida di varie organizzazioni regionali e intergovernative, gestendo complesse relazioni tra interessi contrastanti all’interno e all’esterno della regione.
A seguito dell’esito referendario, il presidente Tokayev ha anche ricevuto i messaggi di congratulazioni di diversi leader regionali e mondiali. Diverse capitali e capi di Stato hanno inviato messaggi di congratulazioni ad Astana, leggendo l’esito del voto come un fattore di stabilità per il Kazakhstan e per l’intera regione. Le reazioni positive di partner regionali e di grandi attori vicini mostrano quanto il Kazakhstan sia percepito come un perno strategico dell’Asia Centrale. Trattandosi di un Paese di grandi dimensioni, ricco di risorse naturali, collocato tra Russia, Cina e attraversato da corridoi commerciali eurasiatici, ogni sua trasformazione costituzionale ha inevitabilmente una risonanza almeno regionale. Il Kazakhstan è il nono paese più grande al mondo per superficie. Ha ottenuto l’indipendenza dall’URSS il 16 dicembre 1991. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, nel 2025 il Kazakhstan ha superato la Cina in termini di crescita del PIL pro capite, affermandosi non solo come il paese economicamente più prospero dell’Asia centrale, ma anche come un’economia in costante crescita a livello globale. Il Kazakhstan ha inoltre mostrato una crescita costante nell’Indice di Sviluppo Umano (ISU), valutato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), con un aumento del 21,5% (da 0,689 a 0,837) tra il 1990 e il 2023, ed è stato riconosciuto per il suo approccio lungimirante in materia di istruzione, economia, tecnologia e finanza.
Il Paese entra ora in una nuova fase politica, con nuove elezioni previste nei prossimi mesi al fine di dare concretezza alla nuova legge fondamentale. Una nuova fase che converrà seguire con attenzione viste anche le tante (e in crescita) relazioni economiche e commerciali con il nostro Paese.
Francesco Lombardi
A spasso per l'Euorpa, se hai compiuto diciotto anni
Oggi la Commissione europea apre le candidature per una nuova edizione di DiscoverEU, offrendo a migliaia di giovani di 18 anni la possibilità di esplorare l'Europa in treno e gratuitamente. Il bando si apre oggi alle 12:00 CET e si chiude il 22 aprile 2026 alle 12:00 CET, in vista del lancio della Settimana europea della gioventù 2026.
Sono disponibili 40.000 biglietti. I vincitori potranno viaggiare in treno per un massimo di 30 giorni tra il 1° luglio 2026 e il 30 settembre 2027. Possono candidarsi i giovani nati tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008 compilando un quiz di cinque domande sull'UE e una domanda aggiuntiva sul Portale europeo della gioventù. La Commissione assegnerà i biglietti ai candidati in base alla loro posizione in graduatoria, fino al limite dei biglietti disponibili.
Il bando è aperto ai candidati provenienti dall'Unione europea e dai paesi associati al programma Erasmus+, tra cui Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia. I possessori dei biglietti possono pianificare i propri itinerari o lasciarsi ispirare da quelli suggeriti, come l'Itinerario Culturale DiscoverEU, che combina diverse destinazioni culturali con particolare attenzione ad architettura, musica, belle arti, teatro, moda e design.
DiscoverEU offre un supporto aggiuntivo ai partecipanti con disabilità, problemi di salute o provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. Questo può includere la possibilità di viaggiare con accompagnatori o l'accesso a finanziamenti extra tramite l'Azione di Inclusione DiscoverEU.
Sebbene DiscoverEU promuova i viaggi sostenibili in treno, sono previste disposizioni speciali per i giovani provenienti da isole, regioni ultraperiferiche, paesi e territori d'oltremare e zone remote.
Si rafforza la cooperazione strategica con il Marocco
L'Europa ed il Marocco s'impegnano a rafforzare le loro relazioni nel settore digitale e lanciano il Dialogo Digitale UE-Marocco. L'iniziativa riflette una visione condivisa in materia di soluzioni digitali, di dati e dell'intelligenza artificiale (IA). Permetterà la cooperazione in settori quali l'IA, il supporto alle start-up digitali, le infrastrutture digitali sicure e l'interoperabilità delle infrastrutture digitali pubbliche, ad esempio dei portafogli digitali.
Il Dialogo è stato lanciato da Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, e da Amal El Fallah Seghrouchni, Ministro delegato per la Transizione Digitale e la Riforma Amministrativa.
Il Dialogo Digitale UE-Marocco mira inoltre a dare attuazione agli impegni assunti con il Patto per il Mediterraneo, un'iniziativa strategica dell'UE volta a rafforzare la cooperazione e i partenariati con i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, anche nel settore digitale.
Vent'anni del dominio internet .eu
Ebbene si, Il dominio di primo livello .eu, celebra vent'anni di attività. L'indirizzo digitale europeo conta oltre 3,8 milioni di registrazioni attive. Il nome di dominio ha semplificato l'e-commerce, consentendo alle imprese europee di utilizzare un unico indirizzo web in tutto il mercato UE. Il dominio .eu è il quarto più utilizzato in Europa e il nono al mondo. Le registrazioni di domini .eu continuano a crescere di oltre il 2% ogni anno e i proprietari continuano a utilizzare i propri domini .eu, con l'80% delle registrazioni che vengono rinnovate.
Grazie al fatto che richiama gli standard ed i valori europei, .eu permette a imprese e organizzazioni, comprese le istituzioni europee, di utilizzare un unico nome di dominio a livello transfrontaliero. I sistemi alla base dei siti web .eu sono in continua evoluzione, con strumenti di apprendimento automatico in grado di prevenire abusi, effettuare controlli di qualità dei dati e garantire affidabilità e sicurezza. Il dominio è online ininterrottamente da 20 anni, senza un solo millisecondo di interruzione.
L'anniversario verrà celebrato il 26 e 27 maggio, in occasione della conferenza "Voci europee per il futuro di Internet: celebrare i 20 anni del .eu e l'inizio di un nuovo decennio di governance di Internet". La vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, terrà un discorso di apertura all'evento, che si focalizzarà su come i valori europei possano plasmare il futuro di Internet.
Un nuovo statuto per l'Agenzia Spaziale Europea
La nuova inziativa legislativa della Commissione europea intende rinmominare l'attuale Agenzia per il Programma spaziale europeo in Agenzia europea dei servizi spaziali (EUSPA) e dotarla di un atto istitutivo autonomo. Il provvedimento di modifica dell'attuale Regolamento riflette le crescenti responsabilità operative dell'organizzazione. In base alla nuova proposta, l'Agenzia adotterà un atto istitutivo autonomo che non dovrà essere modificato per ogni ciclo settennale di bilancio dell'UE.
In quanto braccio operativo delle attività spaziali dell'UE, l'EUSPA è responsabile della gestione dei sistemi di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS, nonché della sicurezza delle infrastrutture spaziali dell'Unione. Essa funge da collegamento chiave tra la tecnologia spaziale ed i settori pubblico e privato, garantendo che i dati satellitari vengano trasformati in servizi funzionali per i cittadini e le imprese europee.
Attraverso questo atto istitutivo specifico si rafforza il ruolo dell'Agenzia quale fornitore primario di servizi nel settore spaziale globale, nonché ad attribuirle ulteriori responsabilità in altri ambiti correlati allo spazio, a condizione che disponga delle necessarie capacità operative e risorse. La proposta mira a garantire che l'Unione europea mantenga la propria autonomia strategica e rimanga un attore competitivo in un contesto spaziale internazionale in rapida evoluzione.
Le guerre dividono, le malattie uniscono
La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 700 milioni di euro al Fondo globale per la lotta contro l'HIV, la tubercolosi e la malaria. Inoltre un investimento di 46,5 milioni di euro servirtà a rafforzare la sicurezza sanitaria in Africa ed in Europa, in particolare nella lotta alla resistenza antimicrobica (AMR), mentre 50 milioni di euro andranno in ricerca e sviluppo per contrastare l'AMR e le malattie tropicali non ancora attenzionate. Il Commissario per i partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha annunciato queste misure in occasione del Vertice One Health che si è tenuto ieri a Lione, in Francia.
I fondi stanziatirientrano nell'ambito della nuova Iniziativa globale per la resilienza sanitaria, annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione del 2025, il cui lancio è previsto entro l'estate. L'iniziativa offrirà l'opportunità di definire chiaramente le priorità dell'UE e individuare percorsi concreti per un'azione efficace ed efficiente in materia di salute globale.
L'impegno dell'Unione europea per la salute globale è sancito dalla Strategia globale per la salute dell'UE, adottata nel 2022, e dalla strategia Global Gateway, che identifica la salute come una priorità chiave di investimento.
L'impegno dell'UE in materia di salute globale si concentra sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul miglioramento della sicurezza sanitaria, sul sostegno alla produzione locale di prodotti sanitari e sulla promozione della copertura sanitaria universale, in particolare nei paesi partner dell'Africa subsahariana.
Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concluso oggi tra Stati Uniti e Iran.
Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo.
L'obiettivo ora deve essere quello di negoziare una rapida e duratura fine alla guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere raggiunto solo attraverso mezzi diplomatici.
Incoraggiamo vivamente rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale.
Questo sarà fondamentale per proteggere la popolazione civile iraniana e garantire la sicurezza nella regione. Può scongiurare una grave crisi energetica globale.
Sosteniamo questi sforzi diplomatici. A tal fine, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner.
Esortiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, anche in Libano.
I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il cantiere europeo dei futuri giornalisti
Sono aperte le candidature per la decima edizione di Youth4Regions, il programma europeo che supporta gli aspiranti giornalisti. Quanti avranno superato la selezione trascorreranno una settimana a Bruxelles dal 10 al 16 ottobre, e potranno usufruire di una formazione specialistica, di un'esperienza pratica in redazione e di un accesso esclusivo sia alle istituzioni europee che alle principali testate giornalistiche. Le candidature possono essere presentate fino al 7 luglio 2026 sul sito web del programma.
Il programma di quest'anno accoglie candidature in quattro formati: giornalismo scritto, giornalismo video, giornalismo audio e fotogiornalismo. Youth4Regions è aperto a studenti e giovani giornalisti provenienti dagli Stati membri dell'UE, dai paesi limitrofi e dai paesi candidati, offrendo un'opportunità unica per sviluppare competenze, costruire reti professionali e acquisire una conoscenza diretta del giornalismo europeo. Finora 300 giovani giornalisti hanno beneficiato di questo sostegno dal lancio del programma nel 2017.
I partecipanti avranno anche la possibilità di concorrere per il prestigioso Premio Megalizzi-Niedzielski, che onora i giovani giornalisti più meritevoli. Il premio verrà assegnato il 14 ottobre 2026. I vincitori saranno inoltre nominati Corrispondenti per la Coesione 2027 e inviati in missione sul campo per due settimane, con il compito di realizzare reportage sui progetti di politica di coesione e sul loro impatto sulla vita delle persone negli Stati membri dell'UE.
Il turismo europeo cerca testimonial per il 2027
La Commissione europea lancia l'edizione 2027 del premio Capitali europee del turismo. Premia le destinazioni turistiche più innovative e sostenibili, che rappresentano esempi di eccellenza nel settore. In pèarticolare saranno premiate due categorie di destinazioni: la prima riguarda le città con oltre 100.000 abitanti e riconosce l'eccellenza in termini di sostenibilità, accessibilità, digitalizzazione, patrimonio culturale e creatività. La seconda categoria è aperta alle città con una popolazione compresa tra 25.000 e 100.000 abitanti all'avanguardia nel turismo sostenibile.
Essendo uno dei settori economici più importanti dell'UE, il turismo svolge un ruolo chiave nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro. Contribuisce allo sviluppo regionale, sostiene le piccole e medie imprese (PMI) e aiuta a preservare il patrimonio culturale. Allo stesso tempo, il settore turistico si trova ad affrontare sfide significative, tra cui l'instabilità geopolitica, i cambiamenti climatici, la carenza di manodopera qualificata e il sovraffollamento nelle principali destinazioni turistiche. L'iniziativa Capitali europee del turismo riconosce e celebra le destinazioni che implementano soluzioni innovative in ambiti quali la digitalizzazione, l'accessibilità, la sostenibilità, nonché il sostegno al patrimonio culturale, alla creatività e ai talenti locali.
Le candidature per le Capitali europee del turismo sono aperte fino al 12 giugno.
Presso La Comm@nderie a Élancourt, un ex sito templare nell'Île-de-France, i giovani imparano a orientarsi in un mondo digitale pieno di disinformazione, teorie del complotto e furto di dati. Grazie a un'iniziativa sostenuta dall'UE, acquisiscono le capacità di pensiero critico necessarie per riconoscere le false narrazioni e interagire online con sicurezza.
A prima vista, le mura in pietra de La Comm@nderie sembrano appartenere a un'altra epoca. Costruito sulle fondamenta di un'antica commenda dei leggendari Cavalieri Templari, il sito è intriso della storia – e del mito – di questo misterioso ordine cavalleresco. Nell'Île-de-France, un'antica fortezza si erge come sempre, ma la battaglia che la circonda è cambiata. Parole al posto delle spade, email al posto delle catene di Sant'Antonio, non una campagna per conquistare la Terra Santa, ma una per proteggere internet dalla disinformazione. Nell'ambito della campagna della Commissione europea "L'UE nella mia scuola", La Comm@nderie ha ospitato un'iniziativa volta a fornire ai giovani gli strumenti per orientarsi nel complesso panorama digitale odierno. L'iniziativa si è svolta il 5 e 6 febbraio e ha riunito oltre 130 studenti di scuole tecniche e professionali di Yvelines. In un'intervista a una radio locale, la responsabile Marlène Bouffiès ha chiaramente affermato che l'obiettivo dell'iniziativa era quello di fornire ai giovani le competenze digitali necessarie per riconoscere la disinformazione, contrastare le teorie del complotto e affinare le proprie capacità di pensiero critico in un'epoca in cui la verità è sempre più messa in discussione.
Il simbolismo di questo luogo non potrebbe essere più azzeccato. I Cavalieri Templari, fondati nel XII secolo, hanno a lungo ispirato fascino e, al contempo, fantasie. Dal Pendolo di Foucault di Umberto Eco al Codice Da Vinci di Dan Brown, fino alla popolare serie di videogiochi Assassin's Creed, la storia spesso distorta dei Templari ha dato origine a innumerevoli miti e teorie del complotto. Queste persistenti distorsioni, plasmate e rimodellate nel tempo, rendono questo sito non solo un luogo di interesse storico, ma anche un contesto ideale per esplorare come le narrazioni possano essere costruite, manipolate e credute.
In questo senso, La Comm@nderie diventa il luogo ideale per confrontarsi con un parallelo moderno: la diffusione di fake news e disinformazione. Proprio come l'eredità dei Templari fu influenzata da una narrazione selettiva, l'ambiente digitale odierno è saturo di contenuti fuorvianti progettati per influenzare, confondere o ingannare, rendendo particolarmente appropriato qui formare i giovani all'alfabetizzazione digitale e al pensiero critico.
Durante l'evento "L'UE nella mia scuola", i partecipanti sono stati invitati a esplorare in prima persona questo legame. Workshop e sessioni interattive li hanno guidati attraverso i meccanismi della disinformazione: come viene creata, perché si diffonde e come può essere identificata. L'obiettivo non era semplicemente quello di mettere in guardia contro le falsità, ma di dare ai partecipanti gli strumenti per mettere in discussione ciò che vedono, leggono e condividono online.
Uno dei messaggi centrali ha avuto una forte risonanza: le teorie del complotto prosperano sulle emozioni, non sulle prove. Spesso offrono spiegazioni semplicistiche per realtà complesse, risultando attraenti ma in definitiva fuorvianti. Cadere nella trappola della disinformazione può avere conseguenze reali, dai malintesi personali alla più ampia polarizzazione sociale.
Ecco perché iniziative come questa partnership "L'UE nella mia scuola" sono così importanti. Concentrandosi sull'alfabetizzazione digitale e mediatica, affrontano la radice del problema. Insegnare ai giovani come verificare le fonti, riconoscere i pregiudizi e mettere in discussione le narrazioni fornisce loro competenze che dureranno tutta la vita e che vanno ben oltre l'ambito scolastico.
L'Europa in prima linea nella guerra ai falsi miti del web
La storia del contesto in cui si inserisce conferisce una dimensione significativa al suo scopo, poiché La Comm@nderie du numérique mostra come le narrazioni si evolvono e con quanta facilità la verità può essere oscurata. La storia dei Cavalieri Templari ci ricorda che la disinformazione non è una novità, sono cambiate solo la sua portata e la sua velocità. L'iniziativa collega passato e presente, dimostrando che, sebbene gli strumenti della disinformazione si siano evoluti, le dinamiche di potere, credenze e narrazione rimangono le stesse, aiutando i giovani a riconoscere questi schemi e a diventare più resistenti alla manipolazione.
L'obiettivo più ampio è quello di promuovere cittadini informati e partecipi. In una democrazia, la capacità di pensare in modo critico e di valutare le informazioni è essenziale. Senza di essa, il discorso pubblico diventa vulnerabile alla distorsione e il processo decisionale risulta compromesso. Investendo nell'educazione dei giovani, l'Unione Europea adotta un approccio proattivo per salvaguardare i propri valori democratici.
Al di là del suo legame con i leggendari Cavalieri, La Comm@nderie occupa una posizione strategica nel panorama sociale e culturale della regione. Trasformata in un polo digitale nel 2024 grazie a un finanziamento europeo di 321.600 euro, La Comm@nderie offre oggi una vasta gamma di attività: un escape game sulla disinformazione, sessioni di programmazione, progetti creativi digitali e multimediali e sperimentazioni pratiche pensate per rendere la tecnologia accessibile a tutti. Queste esperienze di apprendimento si svolgono in un contesto più ampio, dedicato allo sviluppo delle competenze digitali e alla prevenzione dell'abbandono scolastico, anche per i giovani non francofoni.
1,4 miliardi di euro di interessi generati dagli asset della Banca Centrale Russa immobilizzati a seguito delle sanzioni europee: è questo l'ammontare del quarto trasferimento di questo tipo, dopo una terza tranche erogata nell'agosto 2025. L'importo deriva dai ricavi accumulati durante la seconda metà del 2025. Questi fondi provengono da attività della Banca russa immobilizzate in virtù delle sanzioni UE in risposta alla guerra di aggressione contro l'Ucraina. Sebbene le attività stesse rimangano immobilizzate, gli interessi sui saldi di cassa non appartengono alla Russia e vengono utilizzati a sostegno dell'Ucraina.
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Questi 1,4 miliardi di euro saranno destinati dove sono più necessari: a sostenere lo Stato ucraino, a preservare i servizi pubblici essenziali e a supportare le coraggiose Forze armate ucraine. Il nostro impegno per la vittoria e la libertà dell'Ucraina è incrollabile”.
Il 95% dei fondi sarà utilizzato per sostenere l'Ucraina attraverso il Meccanismo di cooperazione per i prestiti all'Ucraina (ULCM) e il 5% attraverso il Fondo europeo di pace (EPF). L'ULCM fornisce un sostegno a fondo perduto per aiutare l'Ucraina a rimborsare il prestito di assistenza macrofinanziaria dell'UE, nonché i prestiti dei finanziatori bilaterali del G7 nell'ambito del meccanismo. Il sostegno totale tramite prestiti nell'ambito del meccanismo ammonta a 45 miliardi di euro. L'EPF, d'altro canto, aiuta l'Ucraina a far fronte alle sue urgenti esigenze militari e di difesa.
Contesto
In risposta all'invasione russa dell'Ucraina, l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno adottato diversi pacchetti di misure restrittive (sanzioni) contro la Russia. Nell'ambito di tali sanzioni, le attività della Banca Centrale Russa detenute nell'UE sono state immobilizzate. Il divieto di transazioni relative alle attività e alle riserve della Banca Centrale Russa e delle sue entità affiliate ha comportato l'accumulo di liquidità nei bilanci dei depositari centrali di titoli derivanti da strumenti finanziari in scadenza, generando entrate straordinarie.
A seguito delle proposte della Commissione e dell'Alto Rappresentante, nel febbraio 2024 il Consiglio ha stabilito che i depositari centrali di titoli che detengono attività e riserve della Banca Centrale Russa per un valore superiore a 1 milione di euro, immobilizzate a seguito delle sanzioni UE, devono accantonare le disponibilità liquide straordinarie accumulate a causa delle sanzioni UE e non possono disporre delle conseguenti entrate nette generate dagli operatori UE.
A seguito delle proposte della Commissione e dell'Alto Rappresentante di marzo, il 21 maggio 2024 il Consiglio ha adottato una serie di atti legislativi che consentono l'utilizzo di tali utili netti a beneficio dell'Ucraina.
Nel dicembre 2025, il Consiglio ha deciso di vietare in modo più duraturo il trasferimento in Russia dei beni immobilizzati della Banca Centrale Russa, sulla base del regolamento 2025/2600, che utilizza l'articolo 122 del TFUE come fondamento giuridico.
La Banca europea per gli investimenti (BEI), la Natixis Corporate & Investment Banking (Natixis CIB) e Sunprime Holdings S.r.l. hanno firmato a Milano un'operazione di project finance del valore di 507 milioni di euro a sostegno del Progetto Sofocle, un importante programma di investimenti che combina impianti fotovoltaici (FV) su tetto e a terra con sistemi di accumulo di energia a batteria (BESS) in tutta Italia.
Il Progetto Sofocle finanzierà la costruzione e la gestione di circa 200 impianti fotovoltaici per un totale di 290 MWp, insieme a 350 MW di capacità BESS. Abbinando la generazione solare distribuita a sistemi di accumulo a batteria su larga scala, il programma migliorerà la flessibilità della rete, sosterrà l'integrazione delle energie rinnovabili e rafforzerà la resilienza del sistema elettrico italiano, con la BEI che metterà a disposizione fino a 271 milioni di euro di finanziamenti.
Una volta operativo, il programma dovrebbe generare 416 GWh di energia elettrica rinnovabile all'anno, equivalenti al fabbisogno energetico di oltre 160.000 famiglie italiane. Si stima che, nel corso della sua vita utile, il Progetto Sophocles eviterà l'emissione di circa 2,86 milioni di tonnellate di CO₂ rispetto alla produzione di energia da combustibili fossili.
Sunprime Holdings S.r.l., produttore indipendente di energia italiano con una solida esperienza in progetti di energia solare distribuita e accumulo, agirà in qualità di promotore. Un precedente progetto finanziato dalla BEI e da Natixis CIB con Sunprime sta procedendo senza intoppi e nel rispetto del budget, confermando l'affidabilità del modello e la capacità esecutiva del promotore. Il Progetto Sophocles consolida questa partnership e supporta la continua espansione della strategia di generazione decentralizzata di Sunprime.
“L’Italia sta rapidamente ampliando la diffusione del solare decentralizzato e dei sistemi di accumulo, e il Progetto Sophocles è un esempio emblematico di come gli impianti fotovoltaici e le batterie possano lavorare insieme per creare un sistema elettrico più pulito, flessibile e sicuro. Con il supporto di InvestEU e in linea con gli obiettivi di REPowerEU, la BEI è in grado di mobilitare significativi finanziamenti a lungo termine per accelerare la transizione verde, attirando al contempo capitali privati”, ha dichiarato Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI.
“Sulla scia del successo del Progetto Solomon, concluso con Sunprime nel 2024, siamo orgogliosi di aver agito come unico sottoscrittore per il nostro Cliente in questa importante iniziativa greenfield. Questa operazione non solo sottolinea il nostro impegno a supportare i principali attori del settore delle energie rinnovabili, ma consolida anche la posizione di leadership di Natixis CIB nel mercato italiano. La positiva conclusione di questo ulteriore 'Green Loan' dimostra ulteriormente la costante dedizione di Natixis CIB a promuovere lo sviluppo sostenibile, contribuendo attivamente alla transizione ecologica e sostenendo i valori ambientali fondamentali”, ha dichiarato Guido Pescione, Senior Country Manager di Natixis CIB.
“Possiamo generare una parte significativa dell'energia elettrica di cui abbiamo bisogno con progetti solari, a un costo competitivo e in modo più sostenibile: in prossimità di aree industriali dove i consumi sono più elevati, sui tetti di impianti industriali o agricoli, soprattutto dopo la rimozione dell'amianto, su terreni agricoli abbandonati o nel rispetto delle attività agricole esistenti. Questo accordo conferma ulteriormente la qualità della nostra visione industriale e porterà Sunprime a mettere in funzione 750 MWp di progetti solari e 1.400 MWh di batterie entro il 2027. La fiducia dimostrata dalla Banca europea per gli investimenti e da Natixis CIB è una forte conferma della solidità del nostro modello di business e un passo avanti nel rafforzare la nostra leadership nella transizione energetica”, ha dichiarato Antonio Mazzitelli, CEO di Sunprime Holdings S.r.l.
Il portafoglio progetti sarà strutturato in 6-12 cluster con garanzie incrociate, supportati dalle necessarie infrastrutture di connessione alla rete. Si prevede che i ricavi deriveranno dal meccanismo italiano Fer-X Contract for Difference per la produzione di energia solare, dagli accordi di tolling e dalla partecipazione al mercato della capacità per gli impianti BESS, integrati dai ricavi del mercato elettrico all'ingrosso per il fotovoltaico.
La componente BESS fornirà servizi essenziali come la regolazione della frequenza, la gestione dei picchi di consumo e la gestione della congestione, riducendo la dipendenza dalle centrali a gas e contribuendo al miglioramento della qualità dell'aria. La maggior parte degli impianti sarà situata su tetti industriali e superfici commerciali esistenti, garantendo un uso efficiente del suolo e un impatto ambientale minimo.
Il programma apporterà anche significativi benefici socio-economici. Si prevede che le attività di costruzione genereranno circa 1400 anni-persona di occupazione temporanea, mentre la fase operativa creerà circa 120 posti di lavoro permanenti equivalenti a tempo pieno. Promuovendo la generazione distribuita di energia rinnovabile in diverse regioni, il programma sostiene le industrie locali, le filiere produttive e la resilienza dei costi energetici per le imprese. L'operazione ha ricevuto il sostegno della Garanzia InvestEU, con il Fondo InvestEU, sostenuto da una garanzia di bilancio UE di 26,2 miliardi di euro e progettato per mobilitare almeno 372 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati in tutta Europa entro il 2027, a sostegno di progetti infrastrutturali sostenibili.
l'Europa in aiuto delle popolazioni in guerra
La Commissione europea ha stanziato 450 milioni di euro in aiuti umanitari per Palestina, Libano, Siria e Giordania nel 2026. Con il ritiro dei principali donatori dalla regione l'Europa cerca di farsi presidio estremo della solidarietà e del diritto internazionale. In Siria, 210 milioni di euro di finanziamenti umanitari dell'UE sosterranno gli interventi di emergenza e di protezione in tutto il Paese. In Palestina, 124 milioni di euro saranno destinati all'assistenza alimentare, alla salute, alla protezione, all'alloggio e all'istruzione, forniti da partner che operano in condizioni estremamente difficili. In Libano, 100 milioni di euro garantiranno assistenza sanitaria di emergenza, aiuti di base alle famiglie indigenti, servizi di protezione, alloggio e istruzione per i bambini che non frequentano la scuola, con voli del ponte aereo umanitario dell'UE che hanno già consegnato materiale medico e di soccorso sul territorio. In Giordania, un totale di 15,5 milioni di euro sosterrà i servizi essenziali come la salute e la protezione e soddisferà i bisogni dei rifugiati, sia all'interno che all'esterno dei campi. Infine, in Egitto, 8 milioni di euro sosterranno l'assistenza multisettoriale ai più vulnerabili.
La Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato: “In un Medio Oriente dilaniato dalla guerra, l'Unione Europea si sta impegnando attivamente mentre altri si tirano indietro. Siamo ora il principale donatore che continua a fornire aiuti umanitari in alcune delle crisi più gravi al mondo, aiutando le persone che stanno attraversando i momenti più bui della loro vita. Dobbiamo stare al loro fianco. Il diritto internazionale umanitario esiste per proteggerli e l'Europa lo difenderà. Continueremo a fornire aiuti salvavita finché ce ne sarà bisogno”.
Non solo Medio oriente, anche le crisi dimenticate
La Commissione europea ha stanziato 36 milioni di euro in aiuti umanitari dell'UE, destinati a sei paesi dell'Africa meridionale e della regione dell'Oceano Indiano. Secondo i dati della Commissione, oltre 20 milioni di persone soffrono di grave carestia alimentare e il conflitto nel nord del Mozambico continua ad essere causa di un numero di sfollati tra i più alti al mondo. La Commissaria Lahbib si recherà oggi a Maputo per discutere della risposta umanitaria dell'UE alle alluvioni e di come prepararsi al meglio per future catastrofi, dato che i principali donatori hanno ridotto le proprie attività nella regione. Incontrerà il Presidente del Mozambico, Daniel Chapo.
"Quando una crisi smette di fare notizia, la sofferenza non si ferma. L'UE resta, questo significa essere un donatore di principio. Mentre altri partner si ritirano e il diritto umanitario è sottoposto a una pressione senza precedenti, gli aiuti dell'UE continuano a raggiungere le persone bisognose, ovunque si trovino", ha dichiarato la Commissaria.
Dei 36 milioni di euro, 20 milioni sono destinati al Mozambico, dove oltre 610.000 persone sono sfollate a causa del conflitto a Cabo Delgado e le inondazioni hanno aggravato la crisi a partire da dicembre. Questi fondi coprono l'assistenza alimentare, l'assistenza sanitaria, la protezione, l'acqua potabile e l'istruzione per i bambini che non possono frequentare la scuola a causa della violenza e del disastro. I restanti 16 milioni di euro sono destinati alla lotta contro la malnutrizione e alle emergenze sanitarie in Angola, Madagascar, Malawi, Zambia e Zimbabwe, con 6 milioni di euro specificamente vincolati alla preparazione alle catastrofi in tutta la regione. Questi fondi fanno parte del bilancio umanitario globale dell'UE per le "crisi dimenticate", raramente riportate dai media e trascurate dai donatori, il che comporta una mancanza di fondi e di attenzione per la loro risoluzione.
Il rimpatrio assistito dei cittadini europei dal Medio Oriente
Il quinto volo di evacuazione dal Medio Oriente, noleggiato e interamente finanziato dalla Commissione europea, è atterrato ieri a Bucarest, in Romania. Il volo ha permesso il rimpatrio in sicurezza di 134 cittadini europei, a seguito di una richiesta delle autorità rumene.Partito dall'Oman, il volo ha trasportato 96 cittadini rumeni e 38 cittadini di altri paesi europei, rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti. L'UE ha inoltre coperto fino al 75% delle spese di trasporto via terra sostenute dai passeggeri per raggiungere l'Oman.
Dall'inizio dell'escalation nella regione, alla fine di febbraio, il Centro di coordinamento per la risposta alle emergenze dell'UE ha supportato quasi 90 voli, riportando in Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia quasi 11.000 cittadini europei.
«Quando scoppia una crisi, l'Europa protegge i suoi cittadini. La guerra in Medio Oriente dimostra ancora una volta che, quando le crisi mettono a dura prova le capacità nazionali, l'Europa interviene. Abbiamo già contribuito al rimpatrio di oltre 11.000 europei. E continueremo a lavorare finché tutti coloro che hanno bisogno di aiuto non lo riceveranno», ha dichiarato il Commissario Lahbib.
Qualsiasi Paese in Europa e non solo può richiedere assistenza di emergenza attivando il Meccanismo di protezione civile dell'UE. L'UE rimane impegnata negli sforzi di rimpatrio per riportare in sicurezza i cittadini europei, e i voli nell'ambito del Meccanismo di protezione civile dell'UE continuano a ritmo sostenuto.
Il Parlamento europeo ha approvato la revisione del cosiddetto "Accordo quadro" che disciplina i rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione europea. Il nuovo testo si basa sull'accordo in vigore dal 2010 e riflette oltre un decennio di prassi istituzionale, nonché l'evoluzione del ruolo del Parlamento in questo periodo. L'accordo rivisto rafforza le prerogative democratiche del Parlamento garantendo un flusso di informazioni più completo, tempestivo e dettagliato da parte della Commissione. Rafforza il controllo parlamentare sui processi legislativi e internazionali e chiarisce le norme sulle procedure urgenti. Il testo rafforza inoltre la responsabilità politica della Commissione garantendo la presenza di commissari responsabili nei dibattiti in plenaria e in commissione e migliora il seguito dato al diritto di iniziativa del Parlamento, comprese le richieste di modifica o abrogazione della legislazione vigente.
L'accordo è stato approvato con 446 voti favorevoli, 100 contrari e 72 astensioni.
Nelle parole del relatore Sven Simon (PPE, DE) il senso di un braccio di ferro che cerca di assestarsi soprattutto quando si tratta di smantellare la legislazione comunitaria : “Questo accordo è un successo per il Parlamento europeo. Ora la chiave è che il Parlamento utilizzi appieno i diritti di cui dispone. Ciò significa usare il suo diritto di iniziativa di fatto, in particolare per chiedere la modifica o l'abrogazione della legislazione vigente. Significa anche chiedere alla Commissione di giustificare quando si basa su una base giuridica che esclude il Parlamento. L'accordo non risolve le lacune dei Trattati, ma è un importante passo avanti. Ora il Parlamento deve usare i suoi diritti con saggezza e coerenza”.
L'accordo quadro Parlamento-Commissione stabilisce le regole di cooperazione tra le due istituzioni in materia legislativa, di bilancio e politica. La prassi di tali accordi interistituzionali è prevista dal Trattato di Lisbona, per facilitare determinati aspetti della cooperazione, stabilendo una sorta di "regolamento procedurale comune". la cerimonia di firma con le presidenti Roberta Metsola e Ursula von der Leyen avrà luogo durante la sessione plenaria del 25-26 marzo, affinché l'accordo quadro rivisto entri in vigore.
Le donne in agricoltura
L'Europa lancia la Piattaforma Donne in Agricoltura, una nuova iniziativa volta a rafforzare il ruolo delle donne in agricoltura e a promuovere le pari opportunità nelle comunità rurali. La piattaforma intende contribuire ad aumentare la partecipazione femminile in agricoltura, a incoraggiare il tutoraggio e a condividere le migliori pratiche. Il lancio coincide con la proclamazione da parte delle Nazioni Unite del 2026 come Anno internazionale della donna agricoltrice.
Nonostante il loro contributo fondamentale, le donne rimangono sottorappresentate nell'agricoltura dell'UE, gestendo solo il 32% delle aziende agricole. Barriere persistenti, come la disuguaglianza nell'accesso alla terra, ai finanziamenti e alla formazione, continuano a limitarne il potenziale. L'attività principale della piattaforma sarà il tutoraggio. I tutor condividono conoscenze pratiche, creano reti di tutoraggio per sfidare gli stereotipi, ispirano le giovani donne e normalizzano la leadership femminile in agricoltura. Attraverso la presentazione di modelli di riferimento e la promozione del tutoraggio, la piattaforma mira a rafforzare la fiducia, migliorare l'accesso alle opportunità e garantire che il contributo delle donne sia pienamente riconosciuto.
Gli Stati membri dal canto loro potranno ora introdurre misure mirate, compresi incentivi finanziari, a sostegno delle donne agricoltrici. La Commissione sta inoltre migliorando la raccolta dei dati per tenere conto anche della dimensione di genere, al fine di elaborare politiche più efficaci. Solo nel 2024, 55.300 giovani donne hanno ricevuto sostegno per avviare le proprie attività agricole e beneficiare di un sostegno al reddito aggiuntivo
Come sminuire l'efficacia delle norme green
Nell'ambito del pacchetto mensile sui casi di mancata o scorretta appplicazione della legislazione comunitaria, Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904) e per inadempimento degli obblighi previsti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico (direttiva (UE) 2015/1535) La direttiva sulla plastica monouso mira a prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente e sulla salute umana, e a promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno. L'Italia non ha recepito, o non ha recepito correttamente, alcune disposizioni della direttiva sulla plastica monouso nel diritto nazionale. Le questioni principali riguardano: l'introduzione di una soglia minima in relazione alla definizione di "plastica", l'esenzione dei prodotti di plastica biodegradabile dall'applicazione di alcune disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti. Tale restrizione dell'ambito di applicazione rischia di compromettere l'approccio preventivo della direttiva e potenzialmente rischia di determinare un aumento dei rilasci di frammenti di plastica persistenti e di microplastiche nell'ambiente. Inoltre un ambito di applicazione della direttiva divergente tra i diversi Stati membri inciderebbe negativamente sul funzionamento del mercato interno. Adottando la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso prima della scadenza del termine di differimento di 3 mesi stabilito nella direttiva sulla trasparenza del mercato unico, l'Italia ha inoltre violato le norme procedurali stabilite da quest'ultima direttiva. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia nel maggio 2024. In seguito alla valutazione della risposta, la Commissione ha concluso che il recepimento della direttiva da parte dell'Italia continua a non essere corretto. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
Comprendere l'Europa come progetto che guarda al futuro è pressochè impossibile nei nuovi scenari globali che stiamo sperimentando.
L'uso della forza bellica, di dimenticata memoria, disorienta e induce ad assumere mentalità distorte dalla percezione che la rappresentazione dei fatti sia la realtà. E dunque, si è pro o contro la Russia, pro o contro Israele. Ed ora le istituzioni e la stessa opinione pubblica europea esitano a trovare un punto di equilibrio tra le logiche contrapposte della condanna del regime iraniano rispetto alla solidarietà verso lil pase nel suo insieme, vittima di un atto guerra in violazione del diritto internazionale.
Ma non è solo questo l'Europa.
Per fortuna, nel caos geopolitico mondiale che spinge lì'Europa a fare di più e in fretta su due piani - la competività economica e la difesa - qualcos'altro si muove, su cui conviene riflettere. Alcuni cittadini europei, avvalendosi dello strumento di iniziativa legislativa previsto dai Trattati, ha presentato la richiesta alle istituzioni europee di creare una piattaforma social europea, sotto controllo pubblico. Al di là dell'esito procedurale che avrà, l'iniziativa ci ricorda che è tempo di vincere un altro tipo di guerra, molto più pericolosa se proiettata sul domani: quella con le grandi piattaforme statunitensi e cinesi che si stanno divorando le società in tutto il mondo, inclusa quella europea.
Ecco, nelle parole degli stessi proponenti, lo scopo dell'iniziativa:
"Le democrazie europee e i loro cittadini sono sotto assedio da attacchi ibridi perpetrati sulle piattaforme dei social media online. Algoritmi non trasparenti intrappolano gli utenti in bolle informative. Miliardi di account falsi diffondono disinformazione, propaganda e odio. I dati privati vengono spesso condivisi con terze parti e sia i bambini che gli anziani sono presi di mira da gruppi o individui malintenzionati online. Per contrastare questi pericoli, è fondamentale un'alternativa europea di spazio sicuro.
Pertanto, proponiamo l'istituzione, tramite un atto legislativo dell'Unione, di una piattaforma pubblica di social media a livello europeo. Essa costituirebbe un'alternativa alle piattaforme attuali, fungendo da servizio per la società, finanziata dalla società stessa e soggetta alla sua supervisione. Soprattutto, potrebbe rimanere imparziale e indipendente dalle pressioni politiche, garantendo al contempo i diritti di tutti senza distinzione.
Questo passo creerebbe uno spazio online in cui tutti possano comunicare e condividere le proprie idee, mantenendo i benefici del dibattito pubblico dal vivo su cui si fondano le nostre democrazie. Il processo dovrebbe coinvolgere soggetti appropriati come aziende o università nella creazione e nel funzionamento della piattaforma e, in definitiva, rendere l'Europa strategicamente indipendente nel settore della comunicazione online".
E' un'iniziativa che, se avrà un seguito, andrà a rafforzare le misure che sempre in questi giorni, la Commissione europea ha adottato in attuazione del c.d. Scudo Democratico Europeo. Sono state, infatti, pubblicate una serie di guide destinate agli insegnanti, affinché già in ambito scolastico si ridefinisacano criteri e principi della nuova alfabetizzazione digitale (media literacy), sola arma contro la disinformazione e la manipolazione.
Il concetto di pubblico contrapposto a quello di privato è la vera novità della proposta. Al pari di qualunque spazio pubblico fisico, anche le piattaforme social devono prosperare sì nella libertà d'incontro e, naturalmente, anche di scontro, ma non al di fuori o in violazione di un superiore interesse pubblico, che ne delimiti i confini e ne consenta la sorveglianza non arbitraria o censoria, ma nel rispetto dei principi giuridici e dei valori della civiltà europea. Che non è quella americana, e neppure quella cinese.
L'auspicio è che quello che stenta a concretizzarsi sul piano politico, ossia una compiuta integrazione tra 27 stati, potrebbe raggiungersi dal basso attraverso la creazione di uno spazio civico unico a livello europeo.
Adesso la proposta dovrà raccogliere almeno un milione di firme per far sì che le istituzioni europee, a partire dalla Commissione europea, la prendano in considerazione sul piano normativo. Ma dobbiamo davverso augurarci che ciò accada. In tempi di guerra non si può accettare che a raccontarla siano gli stessi che l'hanno scatenata.
Link per appronfodire:
https://citizens-initiative.europa.eu/news/new-initiative-registered-european-public-social-network-2026-03-04_en
CLS
Sicurezza online dei bambini
A Bruxelles si è tenuta la prima riunione del Gruppo Speciale sulla sicurezza dei minori online. Il gruppo, che era stato annunciato dalla von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione a settembre 2025, fornirà raccomandazioni di esperti per proteggere e responsabilizzare meglio i minori online e analizzerà la necessità di potenziali limiti di età armonizzati per l'accesso ai social media.
La Presidente della Commissione europea ha dichiarato: "Per decenni abbiamo reso il mondo reale più sicuro per i bambini e dobbiamo fare lo stesso nel mondo digitale. Le opportunità positive offerte dalla tecnologia non possono andare a discapito della loro sicurezza, salute o felicità. In Europa, le piattaforme tecnologiche hanno già la responsabilità di garantire la sicurezza degli utenti e continueremo a garantire che lo facciano. Ma dobbiamo anche fare di più per proteggere e responsabilizzare i nostri giovani online. Ecco perché ho convocato questo gruppo: per forgiare un approccio europeo forte e realistico per garantire la sicurezza dei nostri figli nell'era digitale".
Il rientro in sicurezza dalle zone di conflitto in Medio Oriente
Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) della Commissione europea ha supportato gli Stati membri dell'UE nell'organizzazione di sei voli di rimpatrio, riportando cittadini europei in sicurezza in Bulgaria, Italia, Austria e Slovacchia. Ulteriori voli di rimpatrio nell'ambito del Meccanismo sono previsti nei prossimi giorni, poiché un numero crescente di Stati membri dell'UE lo ha attivato.
In risposta ai recenti sviluppi nella regione, la Commissione sta adottando tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei cittadini dell'UE supportando gli Stati membri nel coordinamento dei voli di rimpatrio dal Medio Oriente. La priorità è assistere gli Stati membri e proteggere i cittadini dell'UE bloccati nella regione, riportandoli sani e salvi a casa, in Europa. Al 5 marzo, 10 Stati membri hanno attivato il Meccanismo: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Romania, Slovacchia e Austria.
"Nessun europeo è mai solo in una crisi. La loro sicurezza viene sempre prima di tutto", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi. "Fin dal primo giorno, ci siamo mobilitati al massimo per riportare a casa le centinaia di migliaia di europei bloccati in Medio Oriente attraverso il nostro Meccanismo di Protezione Civile dell'UE. L'UE è al fianco dei suoi cittadini e non risparmierà alcuno sforzo per riportarli a casa sani e salvi".
L'ERCC coordina logisticamente i voli offerti dagli Stati membri. La Commissione è pienamente mobilitata per assisterli e rimane in contatto su questo tema con le delegazioni dell'UE e le autorità consolari degli Stati membri nella regione.
le linee guida per restare umani nell'era digitale
La Commissione Europea ha pubblicato quattro guide – due nuove e due aggiornate – rivolte agli nsegnanti per orientarli a) nell'uso etico dell'intelligenza artificiale (IA), b) promuovere l'alfabetizzazione digitale, c) selezionare contenuti digitali di qualità e d) insegnare informatica. Queste linee guida rientrano nel Piano d'azione per l'istruzione digitale, concepito per supportare gli insegnanti con strumenti e risorse pratiche.
L'aggiornamento della guida sull'uso etico dell'IA nell'insegnamento e nell'apprendimento affrontano considerazioni etiche e giuridiche fondamentali, al fine di rafforzare la fiducia degli insegnanti nell'uso dell'IA e promuoverne al contempo un uso responsabile da parte degli studenti.
Come annunciato nell'ambito dello Scudo Europeo per la Democrazia, la guida al contrasto della disinformazione e per promuovere l'alfabetizzazione digitale affronta ora anche l'impatto dell'IA generativa sulle pratiche di disinformazione, sulla dipendenza dai social media e sul ruolo degli influencer, al fine di rafforzare le competenze pedagogiche degli insegnanti e le capacità di pensiero critico dei giovani, promuovere l'uso responsabile delle tecnologie digitali e supportare scelte informate nello spazio digitale. Le scuole e gli istituti scolastici svolgono un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze civiche, per consentire alle persone di agire responsabilmente, promuovendo il pensiero critico, l'inclusività, la libertà di parola e l'impegno civico attivo. Coltivando queste competenze, gli enti educativi a tutti i livelli rafforzano la cittadinanza informata e attiva, costruendo così società democratiche più resilienti.
Le nuove linee guida sui contenuti dell'educazione digitale (DEC) introducono la prima definizione di educazione digitale in Europa e offrono criteri chiari per l'identificazione di materiali didattici digitali di qualità. Le linee guida per l'insegnamento dell'informatica forniscono strategie pratiche per erogare e valutare un'istruzione informatica inclusiva e di alta qualità in diversi contesti.
Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, la Qualità del lavoro e la Preparazione, ha dichiarato: "Gli insegnanti sono fondamentali per garantire che ogni studente abbia l'opportunità di comprendere, interagire e plasmare il mondo digitale. Gli insegnanti sono ora, in un certo senso, come dei 'guardiani digitali' per i nostri giovani. Il nostro obiettivo è fornire agli educatori le competenze e la sicurezza di cui hanno bisogno non solo per adattarsi, ma anche per guidare un panorama educativo in continua evoluzione. Queste linee guida riflettono il nostro impegno nell'ambito dell'Unione delle competenze, fornendo agli insegnanti, nella loro vita professionale, le conoscenze e le competenze di cui hanno bisogno".
Nella seconda metà dell'anno, la Commissione adotterà un Pacchetto Istruzione, progettato per responsabilizzare gli studenti, supportare gli insegnanti e modernizzare le scuole. Includerà una Tabella di marcia per il 2030 sul futuro dell'istruzione e delle competenze digitali per rafforzare ulteriormente l'apprendimento digitale in tutta l'UE.
L'Europa adotta per la prima volta una Strategia sull'equità intergenerazionale, volta a coinvolgere e dare maggiore peso alle opinioni ed alle preoccupazioni dei giovani. L'obiettivo generale è garantire che le decisioni prese oggi abbiano presente le effettive conseguenze nel futuro, garantendo un equilibrio tra benefici e oneri per tutte le generazioni. Praticamente quello che da sempre chiede invano Greta Tunberg, e tanti giovani rimproverano quando si distrugge l'ambiente dicendo che va tutto bene.
La strategia si ispira alla dichiarazione delle Nazioni Unite sulle generazioni future. Si basa sul concetto di "contratto tra le generazioni", costruito su una triplice base:
La Strategia adotta una prospettiva a lungo termine, esaminando in che modo le sfide complesse, come i cambiamenti demografici, i cambiamenti geopolitici, i cambiamenti del mercato del lavoro, i cambiamenti climatici, la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale, stiano incidendo sulle generazioni attuali e future.
Per conseguire tale obiettivo, la strategia definisce una serie di azioni, tra cui:
L'Europa allo specchio
Il Report 2025 sulle attività dell'unione Europea offre l'opportunità non solo di avere una sintesi dell'agire delle istituzioni europee in un anno segnato da tensioni e conflitti, ma anche intravedere attraverso la lente della comunicazione, come sta evolvendo il linguaggio comunitario. Fatto di parole d'ordine e assiomi da mettere ben in evidenza. Ad esempio quando di parla della guerra in Ucraina, dove l'imperativo si conferma la coerenza preservata di una posizione sempre più sotto attacco del fuoco c.d. amico. L'UE è rimasta ferma nel fornire sostegno politico, finanziario, umanitario e militare all'Ucraina e al suo popolo, imponendo al contempo sanzioni per limitare la capacità della Russia di finanziare la sua guerra.
Vi è poi il piano economico. La relazione evidenzia come l'UE abbia intensificato gli interventi per rafforzare la competitività della sua economia, attraverso il Mercato unico e la Bussola della competitività, una tabella di marcia strategica per stimolare la crescita economica garantendo al contempo una transizione equa e sostenibile dal punto di vista ambientale. Il 2025 ha anche segnato un importante passo avanti nella riduzione degli oneri inutili per le imprese e l'UE ha investito nelle tecnologie che plasmeranno il futuro, dall'intelligenza artificiale all'energia pulita. Sulla scena globale, l'UE si è confermata il principale fornitore mondiale di aiuti umanitari e ha continuato a investire nella riduzione delle dipendenze e nel rafforzamento dei partenariati globali. Parallelamente, ha intensificato gli sforzi per rafforzare la sicurezza, la difesa e la preparazione con il pacchetto Readiness 2030, il più significativo incremento degli investimenti nella difesa nella storia dell'UE.
Attraverso l'iniziativa Choose Europe, l'UE ha compiuto progressi nei suoi sforzi per posizionare l'Europa come il miglior posto al mondo per la scienza e la ricerca.
Un social media europeo? Veramente?
La Commissione europea ha dichiarato ammissibile l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) dal titolo "European Public Social Network".
L'iniziativa invita la Commissione a istituire, tramite atto legislativo, "una piattaforma pubblica di social media a livello europeo". Tale piattaforma "costituirebbe un'alternativa alle piattaforme attuali e fungerebbe da servizio per la società, sarebbe finanziata dalla società e sarebbe sottoposta alla sua supervisione" e "potrebbe rimanere imparziale e indipendente dalle pressioni politiche, garantendo al contempo i diritti di tutti senza distinzioni".
Poiché questa iniziativa soddisfa i requisiti formali stabiliti dalla legislazione pertinente, la Commissione la ritiene giuridicamente ammissibile ai sensi del regolamento sull'Iniziativa dei Cittadini Europei. La Commissione non ha analizzato il merito delle proposte in questa fase. La registrazione non influenza la decisione finale della Commissione sul merito, né eventuali azioni che potrebbe intraprendere. La Commissione prenderà una decisione sull'iniziativa solo se raccoglierà almeno un milione di firme da parte dei cittadini dell'UE.
Ora gli organizzatori hanno sei mesi di tempo per iniziare la raccolta delle firme, che potrà prolungarsi per altri dodici mesi. Se un'ICE viene sostenuta dalle firme di almeno un milione di cittadini europei, in almeno sette Stati membri, la Commissione è tenuta a reagire e a decidere quali azioni intraprendere in risposta all'iniziativa, giustificando la propria decisione.
La Commissione Europea ha presentato una proposta di legge dal titolo "Industrial Accelerator Act", fortemente atteso perchè in qualche modo introduce e regola il principio della preferenza europea nelle gare d'appalto. In effetti la nuova proposta legislativa persegue in un equilibrio tutto da verificare un duplice obiettivo; l'aumento della domanda di tecnologie e prodotti europei a basse emissioni di carbonio. La legge mira a stimolare la produzione manifatturiera, sostenere la crescita delle imprese e la creazione di posti di lavoro e accelerare la transizione dell'industria verso tecnologie più pulite.
In linea con il rapporto Draghi, la legge IAA introduce requisiti mirati "Made in EU" e/o a basse emissioni di carbonio per gli appalti pubblici e regimi di sostegno pubblico in settori strategici come acciaio, cemento, alluminio, automobili e tecnologie a zero emissioni nette. Il quadro potrebbe essere esteso ad altri settori ad alta intensità energetica. Gli Stati membri istituiranno inoltre un'unica procedura di autorizzazione digitale per semplificare e accelerare i progetti manifatturieri.
La legge mira ad aumentare la quota del settore manifatturiero nel PIL dell'UE dal 14,3% nel 2024 al 20% entro il 2035, rafforzando la base industriale europea in un contesto di crescente concorrenza globale e dipendenza dall'approvvigionamento.
Pur mantenendo l'apertura dell'UE al commercio e agli investimenti, la proposta introduce un altro fondamentale criterio, quello della reciprocità: i paesi che offrono alle imprese dell'UE un accesso al mercato comparabile con quello garantito dall'Europa, compresi i paesi che aderiscono all'Accordo sugli appalti pubblici del WTO o che hanno un accordo di libero scambio o doganale con l'UE, possono beneficiare di parità di trattamento. Altrimenti no.
Nel caso di investimenti in settori strategici e di importo superiore a 100 milioni di euro, laddove un singolo paese terzo controlli oltre il 40% della capacità produttiva globale, l'Accelerator Act prevede che siano osservate una serie di condizioni a garanzia dei posti di lavoro, innovazione, trasferimento tecnologico e almeno il 50% di occupazione europea. Nel complesso, la legge mira a rafforzare la sicurezza economica e la resilienza della catena di approvvigionamento dell'UE.
L'Industrial Accelerator Act sfrutta poggia sui seguenti criteri d'azione:
- Sostenere i mercati guida per i prodotti "Made in EU" e a basse emissioni di carbonio
L'IAA introduce preferenze "Made in EU" e a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno pubblico per stimolare la domanda di prodotti industriali europei: cemento, alluminio per tecnologie a zero emissioni nette come batterie, solare, eolico, pompe di calore e nucleare. Per l'acciaio, la legge propone preferenze specifiche a basse emissioni di carbonio per creare domanda di mercato. Questa misura darà agli investitori fiducia e prevedibilità, stimolando l'innovazione e facendo dell'acciaio pulito una parte fondamentale del futuro industriale dell'UE. L'uso strategico dei fondi pubblici sosterrà gli investimenti nell'UE, rafforzando in tal modo l'accesso ai prodotti a basse emissioni di carbonio e salvaguardando la competitività.
- Garantire che gli investimenti esteri diretti apportino valore all'UE
L'UE rimane una delle principali destinazioni degli investimenti esteri diretti (IDE), ospitando quasi un quarto dello stock mondiale di IED nel 2024. Per garantire che gli IDE rafforzino le catene di approvvigionamento dell'UE, promuovano il trasferimento di tecnologia e sostengano la creazione di posti di lavoro di qualità, l'IAA introduce condizioni per investimenti superiori a 100 milioni di EUR in settori emergenti quali batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche.
- Semplificare il rilascio delle autorizzazioni
Nell'ambito del programma di semplificazione della Commissione, l'IAA razionalizza e digitalizza le procedure di autorizzazione per i progetti industriali. Ciò comprende l'introduzione di uno "sportello unico" digitale con termini chiari e il principio della tacita approvazione nelle fasi intermedie della procedura autorizzativa per i progetti di decarbonizzazione ad alta intensità energetica.
- Promuovere la produzione sostenibile
L'IAA introduce aree di accelerazione industriale progettate per consentire la simbiosi industriale e incoraggiare la creazione di cluster di progetti di produzione pulita. La creazione di tali cluster faciliterà gli investimenti essenziali nelle infrastrutture energetiche e promuoverà le autorizzazioni a livello di area. I progetti in questi settori si avvarranno della profilazione con gli investitori e del sostegno allo sviluppo delle competenze.
La Commissione europea ha adottato una proposta legislativa per incrementare la domanda delle tecnologie e dei prodotti realizzati in Europa a basse emissioni di carbonio. L'Industrial Accelerator Act (IAA) intende stimolare la produzione manifatturiera, favorire la crescita delle imprese e creaqre posti di lavoro in Europa, ma al contempo e sullo stesso piano strategico incentivare l'adozione da parte dell'industria europea delle tecnologie pulite e a prova di futuro.
In linea con le raccomandazioni della relazione Draghi, l'IAA introduce in maniera mirata il requisito del "Made in EU" e/o a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici e nei regimi di incentivi pubblici. Tali requisiti si applicano a settori considerati strategici quali l'acciaio, il cemento, l'alluminio, l'automotive e le tecnologie a zero emissioni nette, ed istituisce un quadro normativo la cui applicazione in futuro potrà essere estesa, ove opportuno, ad altri settori ad alta intensità energetica come quello chimico. Questo allo scopo di rafforzare le capacità produttive europee e stimolare la domanda di tecnologie e prodotti puliti realizzati in Europa. L'Atto prevede inoltre che gli Stati membri istituiscano una procedura di autorizzazione digitale unica per accelerare e semplificare ila produzione.
Il regolamento sull'accelerazione industriale risponde all'esigenza di aumentare la creazione di valore nell'UE in un contesto di crescente concorrenza globale sleale e di crescente dipendenza da fornitori extra-UE nei settori strategici. Nel 2024, il settore manifatturiero ha rappresentanto il 14,3% del PIL dell'UE e svolge pertanto un ruolo vitale nella resilienza economica, nel ciclo di vita dell'innovazione e nel tessuto sociale dell'Europa. L'Atto fissa l'obiettivo di aumentare la quota del settore manifatturiero sul PIL dell'UE al 20% entro il 2035.
Allo stesso tempo, l'UE rimane uno dei mercati più aperti al mondo ed è impegnata a mantenere tale apertura come fonte fondamentale di forza e resilienza economica. La proposta di regolamento si basa sul criterio di reciprocità negli appalti pubblici, garantendo parità di trattamento ai paesi che offrono alle imprese dell'UE l'accesso ai loro mercati, così come suggerisce la relazione Draghi. I prodotti provenienti da partner con i quali l'Unione ha concluso un accordo di libero scambio o un'unione doganale sono considerati come provenienti dall'Unione. Per altri regimi pubblici, in particolare programmi pubblici e aste, i partner possono rientrare nell'ambito di applicazione dell'accordo sugli appalti pubblici se hanno un accordo di libero scambio o un'unione doganale con l'UE.
L''Acceleratore Industriale stabilisce le condizioni applicabili agli investimenti in settori strategici di valore superiore a 100 milioni di euro, che si determinano quando un paese terzo detiene il controllo di oltre il 40% della capacità produttiva globale. In questi casi gli investimenti devono creare posti di lavoro di alta qualità, promuovere l'innovazione e la crescita e generare valore reale nell'UE attraverso il trasferimento di tecnologia e conoscenze, nonché il rispetto dei requisiti sul contenuto europeo. Devono inoltre garantire un livello minimo del 50% di occupazione europea, assicurando che le imprese e i cittadini, oltre agli investitori, traggano beneficio dall'accesso al mercato unico. In tal modo, l'Atto rafforza la sicurezza economica dell'UE e la resilienza delle catene di approvvigionamento.
L'Atto fa leva sui punti di forza del mercato unico attraverso:
- Sostenere i prodotti "Made in EU" e a basse emissioni di carbonio
L'Atto introduce la preferenza "Made in EU" per i prodotti a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici e nei sistemi di incentivi pubblici per stimolare la domanda di prodotti industriali europei: dal cemento all'alluminio, fino alle tecnologie a zero emissioni come batterie, energia solare, eolica, pompe di calore e nucleare. Per l'acciaio, l'Atto propone specifiche preferenze per i prodotti a basse emissioni di carbonio al fine di creare domanda di mercato. Questa misura infonderà fiducia e prevedibilità agli investitori, stimolando l'innovazione e rendendo l'acciaio pulito un elemento centrale del futuro industriale dell'UE. L'uso strategico dei fondi pubblici sosterrà gli investimenti nell'UE, rafforzando così l'accesso ai prodotti a basse emissioni di carbonio e salvaguardando la competitività.
- Garantire che gli investimenti esteri diretti apportino valore all'UE
L'UE rimane una delle principali destinazioni per gli investimenti esteri (foreign direct investments)), ospitando quasi un quarto dello stock globale di FDI nel 2024. Per garantire che gli FDI rafforzino le catene di approvvigionamento dell'UE, promuovano il trasferimento tecnologico e sostengano la creazione di posti di lavoro di qualità, l'Atto di accelerazione industriale introduce condizioni per gli investimenti superiori a 100 milioni di euro in settori emergenti come batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche.
- Semplificazione delle autorizzazioni
Nell'ambito dell'agenda per la semplificazione della Commissione, l'Atto snellisce e digitalizza le procedure di autorizzazione per i progetti industriali. La norma prevede l'introduzione di uno sportello unico digitale con termini chiari, nonché il principio dell'approvazione tacita nelle fasi intermedie del processo di concessione delle autorizzazioni per i progetti di decarbonizzazione ad alta intensità energetica.
- Promuovere la produzione sostenibile
L'Atto introduce le Zone di accelerazione industriale, concepite per favorire la simbiosi industriale e incoraggiare la creazione di cluster di progetti. La creazione di tali cluster agevolerà gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e promuoverà le autorizzazioni a livello di area. I progetti in questi settori potranno beneficiare di visibilità presso gli investitori e di supporto per lo sviluppo delle competenze.
La proposta di regolamento annunciata oggi rientra nell'ambito dal Clean Industrial Deal e dalla Comunicazione congiunta dello scorso anno sul rafforzamento della sicurezza economica dell'UE. Essa dà inoltre attuazione alla relazione Draghi, creando domanda nell'UE di prodotti e tecnologie chiave puliti e fabbricati nell'UE attraverso appalti pubblici e regimi di sostegno.
Un accordo robusto con la Svizzera
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin hanno firmato un pacchetto di accordi volti ad approfondire ed ampliare le relazioni tra UE e Svizzera. Il pacchetto stabilisce un quadro normativo moderno per l'UE e la Svizzera, consentendo un accesso agevole a un mercato di 460 milioni di consumatori in settori chiave, con conseguenti vantaggi economici per entrambe le parti.
Grazie all'allineamento degli standard e delle norme in settori strettamente integrati, l'accordo intende dare certezza del diritto, semplificare il commercio di beni come dispositivi medici e prodotti alimentari ed agevolare l'approvvigionamento transfrontaliero per le imprese su entrambi i lati del confine. Inoltre, garantirà norme più coerenti per le persone che vivono, lavorano o studiano oltre il confine tra UE e Svizzera. La Svizzera contribuirà allo sviluppo della legislazione nei settori coperti dal pacchetto e avrà l'opportunità di influenzare tali norme durante la loro elaborazione.
La firma consente il completamento della ratifica del pacchetto. Consentirà a entrambe le parti di far progredire i rispettivi processi di ratifica.
L'iniziativa in favore degli oceani
Su iniziativa dell'Europa è stata creata un'Alleanza Internazionale per rafforzare e ampliare il monitoraggio e l'osservazione degli oceani. L'Alleanza sosterrà in particolare OceanEye, l'iniziativa europea di osservazione degli oceani, con l'obiettivo di potenziare gli sforzi e la collaborazione nell'osservazione degli oceani a livello globale.
La Presidente von der Leyen ha annunciato un contributo di 50 milioni di euro nell'ambito del programma Horizon Europe all'Alleanza Internazionale per il periodo 2026-2027. L'iniziativa europea di osservazione degli oceani è stata annunciata per la prima volta dalla Presidente von der Leyen, insieme al Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani del 2025.
Intervenendo alla cerimonia di apertura delle Giornate Europee degli Oceani, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Oggi abbiamo presentato OceanEye, un'importante iniziativa volta a rafforzare la leadership dell'UE nell'osservazione degli oceani e a sfruttare appieno il potenziale dei nostri oceani. Faremo progredire la conoscenza scientifica, stimoleremo la competitività dell'economia blu, miglioreremo la sicurezza marittima e, soprattutto, proteggeremo la salute degli oceani. Insieme ai partner internazionali, rafforzeremo un sistema globale di osservazione degli oceani sostenibile e resiliente".
L'importanza di accedere al credito per le giovani imprese e per gli investitori
Il finanziamento privato, inclusi i fondi di private equity o di venture capital, svolge un ruolo importante nel sostenere le aziende giovani e innovative, che spesso hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari tradizionali. Garantire la disponibilità di opportunità di uscita, ad esempio attraverso la vendita di partecipazioni in private equity o tramite offerte pubbliche iniziali (IPO), è fondamentale per la disponibilità di capitale. Tuttavia gli investitori di private equity nell'UE continuano a incontrare difficoltà quando cercano di uscire dai loro investimenti. Ad esempio, sovente non sono in grado di aspettare il lancio di un'IPO per realizzare plusvalenze, oppure in assenza di una valutazione credibile degli asset privati incontrano ostacoli nella transazione. Tali difficoltà riducono l'attività di mercato, limitando la disponibilità di capitale di crescita e potenzialmente spingendo le giovani imprese promettenti a trasferirsi al di fuori dell'UE in cerca di finanziamenti.
La Commissione sta raccogliendo i pareri delle parti interessate sui possibili ostacoli all'uscita dagli investimenti in private equity nell'UE, sui meriti e sulle possibili caratteristiche progettuali di una piattaforma per la negoziazione secondaria di azioni di società private e sul potenziale di un utilizzo esteso di tale piattaforma per la raccolta di nuovo capitale azionario. La consultazione è aperta fino al 27 aprile e si rivolge a un'ampia gamma di parti interessate, tra cui aziende in cerca di capitale iniziale e investitori in private equity. Il feedback contribuirà a determinare la decisione della Commissione in merito all'opportunità di ulteriori azioni in questo ambito.
Gli sviluppi in Iran sono estremamente preoccupanti. Restiamo in stretto contatto con i nostri partner nella regione.
Riaffermiamo il nostro fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale.
Garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione è di fondamentale importanza.
L'Unione Europea ha adottato ampie sanzioni in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e delle Guardie Rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una soluzione negoziata.
In stretto coordinamento con gli Stati membri dell'UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell'UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno.
Invitiamo tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale.
L'Europa adotta una nuova agenda per la prevenzione e il contrasto al terrorismo, definendo la strada da seguire per rafforzare la risposta collettiva dell'Europa all'evoluzione delle minacce terroristiche ed estremiste violente.
Nell'ultimo decennio, l'UE ha rafforzato la sua risposta al terrorismo e all'estremismo violento. Tuttavia, la natura in continua evoluzione di queste minacce richiede una risposta adeguata e più incisiva. Iniziativa faro della strategia europea per la sicurezza interna, ProtectEU, l'agenda propone una serie completa di iniziative intersettoriali per rafforzare la preparazione e la risposta, proteggendo meglio i cittadini e le imprese dell'UE dai pericoli.
Il crescente uso improprio delle tecnologie digitali e delle nuove tecnologie, dai social media all'intelligenza artificiale, fino alle armi stampate in 3D e ai droni, sta rimodellando l'attività terroristica. Allo stesso tempo, la radicalizzazione dei minori è in aumento, con i giovani sempre più presi di mira online. Gli sviluppi geopolitici e il coinvolgimento di attori statali e non statali peggiorano ulteriormente il panorama delle minacce.
La Commissione propone di aumentare la lungimiranza e la resilienza dell'UE, di migliorare la sicurezza delle persone online e offline e di intensificare la cooperazione con i partner internazionali. L'agenda propone misure per raggiungere questi obiettivi attraverso sei pilastri fondamentali:
1. Anticipare le minacce
La sicurezza si basa su un'efficace capacità di anticipazione. L'agenda propone misure per migliorare la consapevolezza situazionale e l'individuazione precoce delle minacce emergenti, tra cui:
- aumentare le risorse e le capacità di analisi dell'intelligence a livello UE, denominate Capacità Unica di Analisi dell'Intelligence (SIAC);
- rafforzare le capacità di supporto analitico di Europol, comprese le capacità di intelligence open source (OSINT);
- rafforzare la ricerca in materia di sicurezza sulle tecnologie emergenti (tra cui intelligenza artificiale, cripto-asset, droni e armi stampate in 3D), con bandi dedicati nell'ambito di Orizzonte Europa e del Fondo Sicurezza Interna dell'UE.
2. Prevenire la radicalizzazione
Prevenire la radicalizzazione rimane la strategia a lungo termine più efficace. L'agenda propone misure per rafforzare la prevenzione precoce e interventi mirati per i soggetti più a rischio. Ciò include:
- la messa a disposizione di un Kit sulla Prevenzione sviluppato dal Knowledge Hub per la Prevenzione della Radicalizzazione, che fornisce strumenti pratici per contrastare la radicalizzazione dei minori;
- il lancio di un Programma di coinvolgimento e empowerment della comunità, con una dotazione di 5 milioni di euro, a sostegno di progetti incentrati sulla prevenzione precoce della radicalizzazione, con particolare attenzione all'empowerment dei giovani, alla resilienza digitale e alla coesione sociale.
3. Proteggere le persone nell'ambiente digitale
L'ecosistema online è terreno fertile per le attività terroristiche ed estremiste, inclusi la propaganda, ril eclutamento, l'incitamento alla violenza, la raccolta fondi e la trasmissione di attacchi. Per questo la nuova Agenda:
- prevede la revisione del Regolamento sui contenuti terroristici online, sulla base della valutazione che verrà svolta nel 2026, anche allineandolo al Digital Services Act;
- vuole rafforzare la cooperazione su base volontaria con i fornitori di servizi online attraverso il Forum Internet dell'UE, per facilitare la rapida rimozione di contenuti terroristici e ridurre lo spazio per la radicalizzazione e il reclutamento online;
- aggiornerà il Protocollo di crisi dell'UE trasformandolo in un Quadro europeo di risposta alle crisi online per migliorare la cooperazione tra le autorità di contrasto e i fornitori di servizi online nella fase iniziale, prima che una crisi emerga completamente.
4. Proteggere le persone nell'ambiente fisico
L'agenda si propone di aumentare la sicurezza delle persone, degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche dagli attacchi terroristici. A tal fine è necessario migliorare l'individuazione e il monitoraggio degli individui che rappresentano una minaccia terroristica per l'UE, pertanto la Commissione:
- ncoraggerà la condivisione di informazioni sulle segnalazioni di terrorismo in seno al Sistema d'Informazione Schengen;
- esplorerà le opzioni sullo scambio di informazioni sugli spostamenti sospetti, inclusi i voli privati, il trasporto marittimo e terrestre (attualmente sono limitate al trasporto aereo commerciale).
Inoltre, per rafforzare la sicurezza degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche, la Commissione: ha stanziato 30 milioni di euro in progetti volti a migliorare la sicurezza degli spazi pubblici e itnende rafforzare sia finanziariamente che operativamente il Programma specifico per soddisfare la crescente domanda da parte degli Stati membri di supporto nella conduzione di valutazioni della vulnerabilità degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche.
5. Rispondere a minacce e attacchi
Una risposta rapida ed efficace alle minacce e agli attacchi terroristici richiede una forte cooperazione tra le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie, anche intensificando la lotta al finanziamento del terrorismo e al potenziale uso improprio dei fondi UE per promuovere l'estremismo e il terrorismo. L'Agenda mira a:
- migliorare ila tracciabilità del finanziamento del terrorismo, anche attraverso criptovalute e pagamenti online, con un futuro sistema di recupero dei dati finanziari dell'UE;
- rivedere i mandati di Europol ed Eurojust, rafforzando anche il supporto operativo e giudiziario agli Stati membri nella lotta al terrorismo;
- attuare la tabella di marcia per consentire l'accesso ai dati da parte delle forze dell'ordine, al fine di garantire indagini e azioni penali più rapide e coordinate.
6. Cooperazione con partner internazionali
Una più forte cooperazione globale con paesi partner affidabili è essenziale per intensificare la lotta al terrorismo. Le azioni chiave includono:
- rafforzare la cooperazione esterna di Europol ed Eurojust in materia di antiterrorismo con i paesi terzi;
- rafforzare la cooperazione di Europol con partner affidabili per ottenere dati su individui che rappresentano una minaccia terroristica;
- rafforzare la cooperazione con i paesi dell'allargamento e della regione del Mediterraneo, dando attuazione al Piano d'azione congiunto per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e dell'estremismo violento con i Balcani occidentali e l'incremento delle attività del Knowledge Hub in questi paesi.