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02/03/2026

La Giornata della Commissione 02/03/2026

Un accordo robusto con la Svizzera

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin hanno firmato un pacchetto di accordi volti ad approfondire ed ampliare le relazioni tra UE e Svizzera. Il pacchetto stabilisce un quadro normativo moderno per l'UE e la Svizzera, consentendo un accesso agevole a un mercato di 460 milioni di consumatori in settori chiave, con conseguenti vantaggi economici per entrambe le parti.

Grazie all'allineamento degli standard e delle norme in settori strettamente integrati, l'accordo intende dare certezza del diritto, semplificare il commercio di beni come dispositivi medici e prodotti alimentari ed agevolare l'approvvigionamento transfrontaliero per le imprese su entrambi i lati del confine. Inoltre, garantirà norme più coerenti per le persone che vivono, lavorano o studiano oltre il confine tra UE e Svizzera. La Svizzera contribuirà allo sviluppo della legislazione nei settori coperti dal pacchetto e avrà l'opportunità di influenzare tali norme durante la loro elaborazione.

La firma consente il completamento della ratifica del pacchetto. Consentirà a entrambe le parti di far progredire i rispettivi processi di ratifica.

L'iniziativa in favore degli oceani

Su iniziativa dell'Europa è stata creata un'Alleanza Internazionale per rafforzare e ampliare il monitoraggio e l'osservazione degli oceani. L'Alleanza sosterrà in particolare OceanEye, l'iniziativa europea di osservazione degli oceani, con l'obiettivo di potenziare gli sforzi e la collaborazione nell'osservazione degli oceani a livello globale.

La Presidente von der Leyen ha annunciato un contributo di 50 milioni di euro nell'ambito del programma Horizon Europe all'Alleanza Internazionale per il periodo 2026-2027. L'iniziativa europea di osservazione degli oceani è stata annunciata per la prima volta dalla Presidente von der Leyen, insieme al Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani del 2025.

Intervenendo alla cerimonia di apertura delle Giornate Europee degli Oceani, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Oggi abbiamo presentato OceanEye, un'importante iniziativa volta a rafforzare la leadership dell'UE nell'osservazione degli oceani e a sfruttare appieno il potenziale dei nostri oceani. Faremo progredire la conoscenza scientifica, stimoleremo la competitività dell'economia blu, miglioreremo la sicurezza marittima e, soprattutto, proteggeremo la salute degli oceani. Insieme ai partner internazionali, rafforzeremo un sistema globale di osservazione degli oceani sostenibile e resiliente".

L'importanza di accedere al credito per le giovani imprese e per gli investitori

Il finanziamento privato, inclusi i fondi di private equity o di venture capital, svolge un ruolo importante nel sostenere le aziende giovani e innovative, che spesso hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari tradizionali.  Garantire la disponibilità di opportunità di uscita, ad esempio attraverso la vendita di partecipazioni in private equity o tramite offerte pubbliche iniziali (IPO), è fondamentale per la disponibilità di capitale. Tuttavia gli investitori di private equity nell'UE continuano a incontrare difficoltà quando cercano di uscire dai loro investimenti. Ad esempio, sovente non sono in grado di aspettare il lancio di un'IPO per realizzare plusvalenze, oppure in assenza di una valutazione credibile degli asset privati incontrano ostacoli nella transazione. Tali difficoltà riducono l'attività di mercato, limitando la disponibilità di capitale di crescita e potenzialmente spingendo le giovani imprese promettenti a trasferirsi al di fuori dell'UE in cerca di finanziamenti.

La Commissione sta raccogliendo i pareri delle parti interessate sui possibili ostacoli all'uscita dagli investimenti in private equity nell'UE, sui meriti e sulle possibili caratteristiche progettuali di una piattaforma per la negoziazione secondaria di azioni di società private e sul potenziale di un utilizzo esteso di tale piattaforma per la raccolta di nuovo capitale azionario. La consultazione è aperta fino al 27 aprile e si rivolge a un'ampia gamma di parti interessate, tra cui aziende in cerca di capitale iniziale e investitori in private equity. Il feedback contribuirà a determinare la decisione della Commissione in merito all'opportunità di ulteriori azioni in questo ambito.

 

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La Giornata UE
28/02/2026

La dichiarazione congiunta von der Leyen e Costa sull'Iran

Gli sviluppi in Iran sono estremamente preoccupanti. Restiamo in stretto contatto con i nostri partner nella regione.

Riaffermiamo il nostro fermo impegno a salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale.

Garantire la sicurezza nucleare e prevenire qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare le tensioni o indebolire il regime globale di non proliferazione è di fondamentale importanza.

L'Unione Europea ha adottato ampie sanzioni in risposta alle azioni del regime omicida iraniano e delle Guardie Rivoluzionarie e ha costantemente promosso sforzi diplomatici volti ad affrontare i programmi nucleari e balistici attraverso una soluzione negoziata.

In stretto coordinamento con gli Stati membri dell'UE, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire che i cittadini dell'UE nella regione possano contare sul nostro pieno sostegno.

Invitiamo tutte le parti a esercitare la massima moderazione, a proteggere i civili e a rispettare pienamente il diritto internazionale.

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Focus
26/02/2026

La nuova agenda europea contro il terrorismo

L'Europa adotta una nuova agenda per la prevenzione e il contrasto al terrorismo, definendo la strada da seguire per rafforzare la risposta collettiva dell'Europa all'evoluzione delle minacce terroristiche ed estremiste violente.

Nell'ultimo decennio, l'UE ha rafforzato la sua risposta al terrorismo e all'estremismo violento. Tuttavia, la natura in continua evoluzione di queste minacce richiede una risposta adeguata e più incisiva. Iniziativa faro della strategia europea per la sicurezza interna, ProtectEU, l'agenda propone una serie completa di iniziative intersettoriali per rafforzare la preparazione e la risposta, proteggendo meglio i cittadini e le imprese dell'UE dai pericoli.

Il crescente uso improprio delle tecnologie digitali e delle nuove tecnologie, dai social media all'intelligenza artificiale, fino alle armi stampate in 3D e ai droni, sta rimodellando l'attività terroristica. Allo stesso tempo, la radicalizzazione dei minori è in aumento, con i giovani sempre più presi di mira online. Gli sviluppi geopolitici e il coinvolgimento di attori statali e non statali peggiorano ulteriormente il panorama delle minacce.

La Commissione propone di aumentare la lungimiranza e la resilienza dell'UE, di migliorare la sicurezza delle persone online e offline e di intensificare la cooperazione con i partner internazionali. L'agenda propone misure per raggiungere questi obiettivi attraverso sei pilastri fondamentali:

1. Anticipare le minacce
La sicurezza si basa su un'efficace capacità di anticipazione. L'agenda propone misure per migliorare la consapevolezza situazionale e l'individuazione precoce delle minacce emergenti, tra cui:

- aumentare le risorse e le capacità di analisi dell'intelligence a livello UE, denominate Capacità Unica di Analisi dell'Intelligence (SIAC);
- rafforzare le capacità di supporto analitico di Europol, comprese le capacità di intelligence open source (OSINT);
- rafforzare la ricerca in materia di sicurezza sulle tecnologie emergenti (tra cui intelligenza artificiale, cripto-asset, droni e armi stampate in 3D), con bandi dedicati nell'ambito di Orizzonte Europa e del Fondo Sicurezza Interna dell'UE.

2. Prevenire la radicalizzazione
Prevenire la radicalizzazione rimane la strategia a lungo termine più efficace. L'agenda propone misure per rafforzare la prevenzione precoce e interventi mirati per i soggetti più a rischio. Ciò include:

- la messa a disposizione di un Kit  sulla Prevenzione sviluppato dal Knowledge Hub per la Prevenzione della Radicalizzazione, che fornisce strumenti pratici per contrastare la radicalizzazione dei minori;
- il lancio di un Programma di coinvolgimento e empowerment della comunità, con una dotazione di 5 milioni di euro, a sostegno di progetti incentrati sulla prevenzione precoce della radicalizzazione, con particolare attenzione all'empowerment dei giovani, alla resilienza digitale e alla coesione sociale.

3. Proteggere le persone nell'ambiente digitale

L'ecosistema online è terreno fertile per le attività terroristiche ed estremiste, inclusi la propaganda, ril eclutamento, l'incitamento alla violenza, la raccolta fondi e la trasmissione di attacchi. Per questo la nuova Agenda:

- prevede la revisione del Regolamento sui contenuti terroristici online, sulla base della valutazione che verrà svolta nel 2026, anche allineandolo al Digital Services Act;
- vuole rafforzare la cooperazione su base volontaria con i fornitori di servizi online attraverso il Forum Internet dell'UE, per facilitare la rapida rimozione di contenuti terroristici e ridurre lo spazio per la radicalizzazione e il reclutamento online;
- aggiornerà il Protocollo di crisi dell'UE trasformandolo in un Quadro europeo di risposta alle crisi online per migliorare la cooperazione tra le autorità di contrasto e i fornitori di servizi online nella fase iniziale, prima che una crisi emerga completamente.

4. Proteggere le persone nell'ambiente fisico
L'agenda si propone di aumentare la sicurezza delle persone, degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche dagli attacchi terroristici. A tal fine è necessario migliorare l'individuazione e il monitoraggio degli individui che rappresentano una minaccia terroristica per l'UE, pertanto la Commissione:

- ncoraggerà la condivisione di informazioni sulle segnalazioni di terrorismo in seno al Sistema d'Informazione Schengen;
- esplorerà le opzioni sullo scambio di informazioni sugli spostamenti sospetti, inclusi i voli privati, il trasporto marittimo e terrestre (attualmente sono limitate al trasporto aereo commerciale).
Inoltre, per rafforzare la sicurezza degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche, la Commissione: ha stanziato 30 milioni di euro in progetti volti a migliorare la sicurezza degli spazi pubblici e itnende rafforzare sia finanziariamente che operativamente il Programma specifico per soddisfare la crescente domanda da parte degli Stati membri di supporto nella conduzione di valutazioni della vulnerabilità degli spazi pubblici e delle infrastrutture critiche.

5. Rispondere a minacce e attacchi
Una risposta rapida ed efficace alle minacce e agli attacchi terroristici richiede una forte cooperazione tra le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie, anche intensificando la lotta al finanziamento del terrorismo e al potenziale uso improprio dei fondi UE per promuovere l'estremismo e il terrorismo. L'Agenda mira a:

- migliorare ila tracciabilità del finanziamento del terrorismo, anche attraverso criptovalute e pagamenti online, con un futuro sistema di recupero dei dati finanziari dell'UE;
- rivedere i mandati di Europol ed Eurojust, rafforzando anche il supporto operativo e giudiziario agli Stati membri nella lotta al terrorismo;
- attuare la tabella di marcia per consentire l'accesso  ai dati da parte delle forze dell'ordine, al fine di garantire indagini e azioni penali più rapide e coordinate.

6. Cooperazione con partner internazionali
Una più forte cooperazione globale con paesi partner affidabili è essenziale per intensificare la lotta al terrorismo. Le azioni chiave includono:

- rafforzare la cooperazione esterna di Europol ed Eurojust in materia di antiterrorismo con i paesi terzi;
- rafforzare la cooperazione di Europol con partner affidabili per ottenere dati su individui che rappresentano una minaccia terroristica;
- rafforzare la cooperazione con i paesi dell'allargamento e della regione del Mediterraneo, dando attuazione al Piano d'azione congiunto per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e dell'estremismo violento con i Balcani occidentali e l'incremento delle attività del Knowledge Hub in questi paesi.

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Focus
25/02/2026

La Giornata della Commissione 25/02/2026

La Commissione chiama a raccolta la finanza europea contro l'impatto ad est della guerra in Ucraina

La Commissione lancia una nuova iniziativa volta a facilitare l'accesso al sostegno creditizio per gli Stati membri dell'UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina. Questa iniziativa, denominata "EastInvest Facility", è al centro della strategia per le regioni orientali dell'UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina, adottata la scorsa settimana dalla Commissione per aiutare queste regioni ad affrontare le sfide che si trovano ad affrontare in seguito alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.

EastInvest Facility sarà una piattaforma di finanziamento dedicata alle regioni orientali dell'UE, che riunirà il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca nordica per gli investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa e le banche di promozione nazionali dei nove Stati membri interessati: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Faciliterà l'accesso dei promotori di progetti privati ​​e pubblici nelle regioni orientali dell'UE a prestiti e consulenza per rilanciare le loro economie, sviluppare gli scambi commerciali e migliorare la sicurezza. Le quattro istituzioni finanziarie partecipanti stimano che lo strumento fornirà almeno 28 miliardi di euro di investimenti privati ​​e pubblici in tali regioni.

Il Fondo sarà lanciato in occasione di un evento di alto livello ospitato dal Vicepresidente Esecutivo Rafaelle Fitto a Bruxelles, dove la BEI e le altre istituzioni finanziarie internazionali e le banche di promozione nazionali firmeranno la dichiarazione d'intenti del Fondo. L'evento, che sarà aperto dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, riunirà la Presidente della BEI, Nadia Calviño, nonché rappresentanti di alto livello dei nove Paesi interessati, che discuteranno le sfide e le opportunità inerenti alla garanzia della prosperità per le regioni di confine orientali dell'Europa. Tra i partecipanti figurano i Primi Ministri di Estonia, Kristen Michal, Lituania, Inga Ruginienė, Lettonia, Evika Siliņa, e Romania, Ilie Bolojan, nonché la Presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Nadia Calviño.

Il conto della guerra

La Commissione Europea ha adottato una proposta affinché l'Unione Europea diventi membro fondatore della Commissione Internazionale per i Risarcimenti, un organismo incaricato di garantire il risarcimento delle vittime della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. La proposta dovrà essere adottata dagli Stati membri in sede di Consiglio e approvata dal Parlamento Europeo. L'Unione Europea diventerà quindi membro fondatore della Commissione Internazionale per i Risarcimenti.

La Commissione Internazionale per i Risarcimenti opererà sotto l'egida del Consiglio d'Europa. Sarà responsabile dell'esame, della valutazione e della decisione delle richieste di risarcimento per i danni, le perdite e le lesioni causati dalla Russia in Ucraina e alla sua popolazione. Sarà inoltre responsabile della determinazione dell'importo del risarcimento dovuto in ciascun caso.

Kaja Kallas, Alto Rappresentante/Vicepresidente per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, ha dichiarato: "Se si inizia una guerra, si paga il conto. E mentre l'invasione su vasta scala dell'Ucraina entra nel suo quinto anno, il prezzo dell'aggressione russa non fa che aumentare. Saranno necessari centinaia di miliardi per ricostruire le case e le infrastrutture ucraine e bonificare il Paese dagli esplosivi sparsi. Ogni cittadino ucraino può già presentare richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni grazie alla Commissione per i Risarcimenti. E quando la guerra sarà finita, la Russia dovrà pagare per i danni che ha causato".

Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Una pace senza responsabilità non è pace, e la responsabilità richiede riparazione. La Commissione Internazionale per i Risarcimenti documenterà il vero costo dell'aggressione russa e garantirà che venga determinato un giusto risarcimento. L'Unione Europea continuerà a sostenere l'Ucraina e a garantire giustizia per il suo popolo".

Nel dicembre 2025, l'Unione Europea ha firmato la Convenzione che istituisce la Commissione per i Risarcimenti, insieme a 35 Paesi, e ha impegnato fino a 1 milione di euro per sostenerne l'istituzione nell'ambito del Consiglio d'Europa.

La Commissione per i Risarcimenti si basa sull'importante lavoro svolto dal Registro dei Danni, istituito nel maggio 2023 per registrare le richieste di risarcimento ammissibili. Attraverso il Registro, l'Ucraina e il suo popolo possono già presentare richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni, in particolare per morte e lesioni gravi, violenza sessuale, perdita dell'alloggio o della residenza ed espulsione di minori.

Comunicare senza costi anche coni paesi dei Balcani occidentali

Saranno avviati i negoziati con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia per integrarli nel regime "Roam Like at Home" dell'UE. nel momento in cui che tutti i paesi saranno pienamente allineati alle norme UE sul roaming, chi viaggia tra l'UE e i Balcani occidentali potrà effettuare chiamate, inviare messaggi di testo e utilizzare i dati mobili senza costi aggiuntivi di roaming.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Oggi compiamo un passo significativo nel percorso dei partner dei Balcani occidentali verso l'adesione alla famiglia del roaming dell'UE. È una buona notizia sia per i cittadini che per le imprese".

Marta Kos, Commissaria per l'Allargamento, ha dichiarato: "Le tariffe di roaming rappresentano un problema per le persone nei Balcani occidentali. Riguardano i lavoratori che attraversano le frontiere o le famiglie che vogliono semplicemente rimanere in contatto. Fatture impreviste o tariffe più elevate quando si viaggia sono un problema che non conosciamo più all'interno dell'UE. Oggi abbiamo proposto di estendere questa soluzione ai Balcani occidentali. Ciò significherebbe chiamate più semplici e dati mobili a prezzi nazionali".

 

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La Giornata UE
24/02/2026

Il nuovo Centro per la resilienza democratica

L'obiettivo del Centro, iniziativa faro dello Scudo Europeo per la Democrazia, è facilitare un approccio consolidato che coinvolga tutta la società per aumentare la consapevolezza e rafforzare la capacità di rispondere alle minacce cui devono far fronte oggi le democrazie.

Michael McGrath, commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, discuterà con i ministri dell'UE in che modo il Centro possa facilitare la condivisione di competenze ed esperienze e sostenere lo sviluppo di risposte efficaci alle minacce comuni, al fine di produrre risultati tangibili per i nostri cittadini. L'interesse di tutti gli Stati membri per l'istituzione del Centro dimostra che l'iniziativa risponde a una chiara necessità e sarà attuata in modo flessibile, con progetti pratici di sviluppo delle capacità che riflettano le priorità degli Stati membri. Il Centro contribuirà a evitare la frammentazione degli sforzi esistenti, collegando le reti e le strutture esistenti che già lavorano sulle opzioni di prevenzione, individuazione, analisi e risposta ai modelli di minacce nello spazio dell'informazione, aiutando ciascuna di esse a realizzare appieno il proprio potenziale ed evitando duplicazioni.

I settori prioritari per il primo anno comprendono:

  • Sviluppare strumenti a sostegno di elezioni resilienti, anche riunendo le pertinenti norme dell'UE già esistenti, le misure non vincolanti e gli strumenti per gli Stati membri che contribuiscono ad affrontare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) e le campagne di disinformazione rivolte ai processi elettorali negli Stati membri.
  • un piano dell'UE per contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e la disinformazione volto a sostenere la preparazione e a contribuire allo sviluppo di capacità in tutta l'Unione.
  • Avviare un'apposita piattaforma delle parti interessate che riunisca attori indipendenti come le organizzazioni della società civile, i gruppi di riflessione, i ricercatori, il mondo accademico, i verificatori di fatti e le organizzazioni dei media per sostenere la diffusione della ricerca e di altri risultati e incoraggiare lo scambio tra i diversi portatori di interessi, fornendo conoscenze e approfondimenti per collaborare con gli Stati membri nel Centro.
  • Promuovere lo sviluppo di capacità e l'apprendimento reciproco, compresa la condivisione di competenze e migliori pratiche, consentire agli Stati membri con esperienza avanzata di contrastare la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri e rafforzare la resilienza democratica per sostenere gli altri, innalzando il livello generale di preparazione in tutta l'UE.
  • Individuare adeguate modalità di cooperazione con i paesi candidati e potenziali candidati all'adesione all'UE nel quadro del Centro, al fine di garantire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa.
  • esplorare vari modelli per coinvolgere i cittadini negli sforzi per proteggere la democrazia, basandosi sulla preziosa esperienza sviluppata in molti Stati membri. La Commissione sosterrà questa riflessione organizzando quest'anno due panel di cittadini, sulla preparazione e sullo sviluppo della resilienza democratica.

La Commissione, con la partecipazione del Servizio europeo per l'azione esterna, sosterrà le attività del Centro attingendo agli strumenti e alle competenze esistenti e rafforzando il coordinamento tra gli strumenti e le reti pertinenti dell'UE. Attraverso la dimensione esterna dello scudo europeo per la democrazia, il servizio per l'azione esterna (SEAE), in coordinamento con la Commissione, intensificherà i suoi lavori per combattere la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI) al di là dei nostri confini. Il SEAE sta rafforzando le capacità delle delegazioni e delle rappresentanze dell'UE all'estero, facendo leva su partenariati per risposte collettive contro la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri.

Il Centro europeo per la resilienza democratica fungerà da polo strategico volontario per la cooperazione tra gli Stati membri. Con il sostegno delle istituzioni e degli organi competenti dell'UE, opererà nel pieno rispetto delle competenze nazionali e istituzionali, promuovendo nel contempo i diritti fondamentali e i valori democratici.La Commissione fornisce sostegno amministrativo e operativo al Centro attraverso un segretariato. Con il sostegno e in stretto coordinamento con il sistema di allarme rapido gestito dal Servizio europeo per l'azione esterna, il Centro collegherà le reti e le strutture esistenti.

Il 29 gennaio si è tenuta a Bruxelles una riunione tecnica ad alto livello con la piena partecipazione di tutti gli Stati membri dell'UE, nonché della Commissione europea, del SEAE, del Parlamento europeo e della presidenza del Consiglio. I partecipanti hanno discusso della missione e del quadro del Centro e hanno convenuto sulla necessità di un'azione coordinata e collaborativa a sostegno della resilienza democratica.

I partecipanti all'Eurobarometro speciale "Proteggere e promuovere la democrazia" hanno menzionato le seguenti tra le sfide più gravi per la democrazia nell'UE: la crescente sfiducia dell'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni e dei processi democratici (49%), la manipolazione delle informazioni, le ingerenze e la disinformazione da parte di attori stranieri, anche nel contesto delle elezioni (42%) e la mancanza di trasparenza per quanto riguarda la promozione dei contenuti politici online attraverso nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale (32%).

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Focus
17/02/2026

La Giornata della Commissione 17/02/2026

Anche Shein sotto la scure del Digitla Service Act

La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale contro Shein, ai sensi del Digital Services Act, per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico.

Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Nell'UE, i prodotti illegali sono vietati, che si trovino sugli scaffali di un negozio o su un mercato online. Il Digital Services Act garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e le sue responsabilità".

L'avvio del procedimento d'indagine consente alla Commissione di dare alla questione carattere di priorità, benché l'esito finale non sia determinabile a questo stadio delle indagini.

Come il DSA sta cambiando l'ambiente on line

Grazie al Digital Service Act in soli due anni le piattaforme online hanno dovuto annullare quasi 50 milioni di decisioni che riguardavano i contenuti o gli account degli utenti. In questo modo gli utenti nell'UE hanno più potere online, in quanto le piattaforme sono soggette a maggiore responsabilità e l'ambiente online è più trasparente. La normativa europea, la prima del suo genere al mondo, ha conferito agli utenti il ​​diritto di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti delle piattaforme che riguardano, sospendono, eliminano o sottopongono a "shadow ban" i loro contenuti o account. Dalla sua applicazione, il 30% delle 165 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti che gli utenti hanno impugnato tramite i meccanismi interni delle piattaforme sono state annullate.

In particolare, nella prima metà del 2025, il 99% delle decisioni di moderazione dei contenuti è stato preso dalle piattaforme per far rispettare i propri termini e condizioni, piuttosto che per rimuovere contenuti segnalati come illegali ai sensi del diritto dell'UE o nazionale. Nella prima metà del 2025, gli organismi di risoluzione extragiudiziale hanno esaminato oltre 1.800 controversie relative ai contenuti su Facebook, Instagram e TikTok nell'UE, ribaltando le decisioni delle piattaforme nel 52% dei casi chiusi, ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto al ricorso al tribunale.

Il DSA ha inoltre introdotto cambiamenti concreti nella sicurezza e nel benessere degli utenti. Grazie a questa normativa, la pubblicità mirata ai minori sulle piattaforme online è vietata nell'UE dal 2024. Il DSA obbliga inoltre i marketplace online a contrastare la diffusione di beni illegali, migliorare la tracciabilità dei commercianti e informare rapidamente i clienti che hanno acquistato prodotti illegali sul loro marketplace, offrendo loro opzioni di ricorso. Un ulteriore vantaggio di questa normativa è che i ricercatori e la società civile hanno un accesso senza precedenti alle informazioni sui processi e sulle pratiche di moderazione dei contenuti delle piattaforme nell'UE. Inoltre, possono ritenere le piattaforme responsabili delle proprie decisioni.

Mancava Gibilterra. Ora l'accordo c'è

La Commissione europea ha ha reso noto la proposta di accordo relativo a Gibilterra tra l'Unione europea e il Regno Unito. L'obiettivo principale dell'accordo UE-Regno Unito relativo a Gibilterra è garantire la prosperità futura dell'intera regione. Questo obiettivo sarà raggiunto eliminando tutte le barriere fisiche che impediscono la circolazione di persone e merci tra Spagna e Gibilterra, salvaguardando al contempo pienamente Schengen, il mercato unico dell'UE e la sua unione doganale. Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica, le Relazioni Interistituzionali e la Trasparenza, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è chiaro e strategico: garantire la prosperità a lungo termine per la regione, salvaguardando al contempo pienamente Schengen, il mercato unico dell'UE e la nostra unione doganale. Con 15.000 persone che attraversano quotidianamente Gibilterra e la Spagna, si tratta di garantire certezza del diritto, fiducia per le imprese e i cittadini, nonché un futuro di cooperazione che rafforzi le nostre relazioni reciproche".
L'accordo odierno porterà fiducia e certezza giuridica alla vita e al benessere dei cittadini dell'intera regione, promuovendo la prosperità condivisa e relazioni strette e costruttive tra le autorità di Gibilterra e quelle spagnole. L'accordo UE-Regno Unito relativo a Gibilterra è l'ultimo elemento che completerà il quadro giuridico delle relazioni tra l'UE e il Regno Unito dopo la Brexit. Gibilterra non rientra nell'ambito di applicazione dell'accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito, firmato nel 2020 e in vigore dal 2021. A seguito di un accordo politico sui principi chiave raggiunto nel giugno 2025 tra il Commissario Maroš Šefčovič e il Ministro degli Affari Esteri spagnolo, José Manuel Albares, con il Segretario agli Esteri del Regno Unito Lammy e il Primo Ministro di Gibilterra Picardo, i team negoziali hanno finalizzato il testo giuridico a dicembre.

Chi collabora e chi no contro i paradisi fiscali nel mondo

L'Europa ha aggiornato il suo elenco di giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. L'elenco riflette l'impegno dell'UE per la trasparenza fiscale e l'equa imposizione a livello globale. Si basa su un processo di screening attraverso criteri di buona governance fiscale accettati a livello internazionale. Sulla base dei progressi compiuti dalle giurisdizioni interessate, i ministri delle Finanze e dell'Economia dell'UE, riuniti per l'odierno Consiglio dell'UE, hanno deciso di rimuovere Figi, Samoa e Trinidad e Tobago dall'Allegato I (elenco delle giurisdizioni non cooperative), dopo aver risolto con successo carenze persistenti. Ciò testimonia i continui sforzi dei paesi partner e l'impatto che l'elenco dell'UE può avere nel sostenere l'adozione degli standard internazionali. Inoltre, l'aggiornamento registra anche sviluppi positivi in ​​alcune altre giurisdizioni dell'Allegato I, a dimostrazione degli sforzi in corso per affrontare le aree di preoccupazione in sospeso.

Il Consiglio ha inoltre deciso di aggiungere il Vietnam e le Isole Turks e Caicos all'Allegato I (elenco delle giurisdizioni non cooperative) a causa del mancato rispetto degli standard concordati a livello internazionale in materia di trasparenza fiscale e di equità impositiva. Il Consiglio ha deplorato tali sviluppi e ha invitato entrambe le giurisdizioni a collaborare con il Gruppo "Codice di condotta" dell'UE e altri consessi internazionali competenti per risolvere tali questioni. A seguito di queste modifiche, l'elenco delle giurisdizioni non cooperative comprende 10 territori: Samoa americane, Anguilla, Guam, Palau, Panama, Federazione Russa, Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Vanuatu e Vietnam.

Sono state inoltre apportate modifiche al documento sullo stato di avanzamento dei lavori (Allegato II), che riflette la cooperazione in corso dell'UE con i suoi partner internazionali ed elenca gli impegni in sospeso. Il suo scopo è riconoscere il lavoro costruttivo in corso nel campo della fiscalità e incoraggiare l'approccio positivo adottato dalle giurisdizioni cooperative nell'attuazione degli standard di buona governance fiscale. Antigua e Barbuda e le Seychelles vengono rimosse dall'Allegato II dopo aver adottato le misure necessarie per garantire la conformità allo standard internazionale sullo scambio di informazioni su richiesta. Alla luce delle misure già adottate, al Brunei Darussalam è stato concesso ulteriore tempo per rispettare l'impegno di modificare il suo regime fiscale preferenziale dannoso. Di conseguenza, l'Allegato II include attualmente 9 giurisdizioni: Belize, Isole Vergini Britanniche, Brunei Darussalam, Eswatini, Groenlandia, Giordania, Montenegro, Marocco e Turchia. L'UE monitorerà attentamente questi impegni e continuerà a collaborare attivamente con questi paesi partner.

L'elenco UE viene aggiornato due volte all'anno, per riflettere i cambiamenti nelle politiche fiscali e nei livelli di cooperazione delle giurisdizioni. Ciò garantisce che rimanga pertinente e accurato nel tempo.

Essere pronti in caso di una nuova pandemia

La Commissione europea lancia BE READY, un nuovo partenariato europeo per la preparazione alle pandemie. BE READY intende rafforzare la capacità dell'UE di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e pandemie. Grazie a un finanziamento UE di 120 milioni di euro, il partenariato lancerà annualmente bandi congiunti transnazionali che promuoveranno la collaborazione in tutta Europa e oltre, con l'obiettivo di aumentare le conoscenze e rafforzare la preparazione alle minacce sanitarie emergenti.

BE READY, che riunisce 81 organizzazioni di 27 paesi, è coordinato dall'ANRS-Malattie Infettive Emergenti-MIE francese. È il frutto di molti anni di investimenti europei nella ricerca sulla preparazione e la risposta alle pandemie attraverso il programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione (Horizon Europe), che ha investito a tal fine oltre 1,8 miliardi di euro dal 2020. Il primo bando congiunto transnazionale sarà lanciato insieme con 21 organizzazioni finanziatrici e si concentrerà sulla ricerca volta a comprendere meglio il potenziale pandemico dei patogeni emergenti e a sviluppare contromisure mediche innovative.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "La preparazione dell'Europa alla pandemia deve basarsi su solide basi scientifiche. Per questo motivo stiamo stanziando 120 milioni di euro dal bilancio di Horizon Europe per il partenariato BE READY. Attraverso BE READY, mettiamo al primo posto la salute dei nostri cittadini, rafforzando al contempo la leadership dell'Europa nell'innovazione".

Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha dichiarato: "BE READY è il prossimo coraggioso passo avanti dell'Europa, che trasforma la ricerca in vera resilienza. Pone la ricerca al centro della preparazione, in modo che le persone possano ottenere medicinali, vaccini e strumenti vitali più rapidamente quando si verifica una crisi. Stiamo lavorando oltre i confini e le istituzioni per costruire un'Europa più forte, pronta ad anticipare le minacce per la salute e a rispondere rapidamente quando sono in gioco vite umane".

 

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La Giornata UE
13/02/2026

Il presente è una lastra di ghiaccio

E' difficile immaginare il futuro dell'Europa, solo qualche anno fa con grande risonanza venne convocata un'apposita Conferenza, protrattasi diversi mesi, per dibattere su larga scala del grande tema che da sempre accompagna il processo di integrazione europea: dove vogliamo andare a parare?

Le nobili intenzioni sono state la prerogativa di quel tentativo, che pure sotto il primo mandato di Ursula von der Leyen, seppe reggere il confronto con un evento travolgente quale la pandemia Covid, ed anzi trarre proprio da quell'esperienza drammatica nuovo slancio per andare avanti.

In quale direzione?

Oggi l'Europa assomiglia ad una sfera di cristallo che rotola su una lastra di ghiaccio. Cerca di intravedere il proprio futuro, ma intanto si accorge che le impronte del suo faticoso e testardo procedere non hanno presa su un terreno troppo ostile. A questo punto comprende che deve rafforzarsi, e che da qualche parte si deve pur iniziare. 

Per restare nella metafora dei giochi olimpici, accade che qualcuno sia tentato da sciare fuori pista, esplorare nuove vie, magari da solo o in stretta compagnia. Non perchè gli altri non sappiano sciare, ma perchè lui scia meglio.

Il vertice informale di ieri ha avuto una genesi travagliata, in quanto sebbene previsto e voluto da Antonio Costa, ha subito in corso di preparazione bruschi cambi di agenda, dopo che la paventata invasione della Groenlandia, con tanto di minacciata raffica di dazi da parte di Trump, non si è più avverata. A quel punto, rimasto in paziente attesa in mezzo al convulso agitarsi delle cancellerie europee, una volta tornata la calma si è rifatto avanti il solito dilemma dei dilemmi dell'Europa in crisi: come tornare ad essere, se mai lo siamo stati, i primi della classe dopo essere stati spintonati in malo modo in seconda fila.

E dunque, ecco ricomparire le figure simbolo di un possibile nuovo corso, Mario Draghi ed Enrico Letta. Ma ogni discorso sfuma, e resta la sostanza di una sorta di resa dei conti tra stati membri, tra simpatie inaspettate, diffidenze reciproche e interessi incrociati. Il tutto prodromico forse al protagonismo sfrenato delle leadership nazionali a scapito del ruolo delle istituzioni europee.  Tra nuove alleanze, semplificazione di regole e norme, sogni trasversali di cooperazioni che non sono rafforzate, ma smagrite rispetto alle vere necessità, l'Europa si allontana delusa da sè stessa.

Era inevitabile, dicono in tanti, ma in questo modo si trasmette un segnale ben chiaro al resto del mondo: siamo pronti a qualunque compromesso, se ad alcuni non va giù, ci saranno altri pronti a farlo. Ancora una volta lo slamcio in avanti si compie, ma non facendo leva sui principi di appartenenza e bene comune.

Perché se è vero che tutti sembrano d'accordo sul completamento del mercato unico, sono le leve strategiche dello sviluppo e della competitività che si vorrebbe passassero di nuovo nelle mani dei governi. Il grande sconfitto in questo gioco pericoloso delle tre carte è il Parlamento europeo. Che tuttavia, prima che le carte vengano calate tutte sul tavolo, è facile immaginare che ci proverà in tutti i modi a rovescare financo il tavolo.

CLS

 

 

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Editoriale
12/02/2026

Chi protegge gli agricoltori europei

Via libera anche da parte del Parlamento europeo a nuove norme che obbligano le autorità nazionali a cooperare in materia di pratiche commerciali sleali, con l'obiettivo di garantire che gli agricoltori ricevano un'equa remunerazione per il proprio lavoro. I casi di pratiche commerciali sleali transfrontaliere che danneggiano gli agricoltori e i piccoli imprenditori agricoli saranno quindi prevenuti, indagati e puniti.

Per rafforzare la tutela degli agricoltori, la nuova legislazione consentirà agli Stati membri di intervenire automaticamente e porre fine alle pratiche commerciali sleali transfrontaliere di propria iniziativa, senza bisogno di un reclamo da parte di un produttore. Questo nuovo sistema replicherà il regime di protezione delle indicazioni geografiche nel mercato unico.

Per impedire agli operatori di eludere la legge trasferendosi al di fuori dell'UE, le nuove norme mirano anche a proteggere i produttori dalle pratiche commerciali sleali degli acquirenti (ad esempio, grandi distributori, catene di supermercati, grossisti e intermediari commerciali) extra-UE. Gli acquirenti registrati al di fuori dell'UE dovranno designare una persona di contatto responsabile per l'UE nel caso in cui venga aperta un'indagine nei loro confronti. Questa persona sarà il punto di contatto principale per le autorità di controllo e sarà tenuta a facilitare le indagini sulle pratiche commerciali sleali.

Il regolamento consente alle autorità nazionali di controllo di informarsi reciprocamente sulle pratiche commerciali sleali o sul rischio che si verifichino, attraverso il sistema di informazione del mercato interno, un sistema informatico dell'UE già esistente finalizzato allo scambio di informazioni tra le pubbliche amministrazioni di diversi Stati membri. Questo scambio ha lo scopo di avere un effetto deterrente e garantirà risposte rapide e coordinate per contrastare le pratiche commerciali sleali.

Le nuove norme devono ora essere adottate dal Consiglio dell’Ue. Si applicheranno 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'UE.

 

La direttiva sulle pratiche commerciali sleali (unfair trading practices - UTP), adottata nel 2019, mira a proteggere gli agricoltori da pratiche come i ritardi di pagamento o gli annullamenti con breve preavviso quando vendono i loro prodotti a grandi supermercati e aziende di trasformazione alimentare. Tuttavia, poiché circa il 20% dei prodotti agricoli e alimentari consumati nell'Ue proviene da un altro Stato membro, il nuovo regolamento sulla cooperazione transfrontaliera tra le autorità responsabili dell'applicazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali mira a migliorare la cooperazione tra queste autorità nei casi di pratiche commerciali sleali in cui fornitori e acquirenti si trovano in Stati membri diversi.

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Focus
11/02/2026

Contro il bullismo on line

La Commissione europea ha presentato un Piano d'azioneper combattere il cyberbullismo e proteggere la salute mentale di bambini e adolescenti online. Il Piano d'azione si articola attorno a:tre assi: la disponibilità  di un'app a livello UE in cui le vittime di bullismo online possano facilmente chiedere e ricevere aiuto ( con un semplice click), il coordinamento a livello europeo delle politiche nazionali per contrastare i comportamenti dannosi online e la prevenzione del cyberbullismo; infine la promozione di pratiche digitali  più sicure.

Un App a livello UE per segnalare il cyberbullismo:
Le vittime di cyberbullismo devono disporre di un canale immediato per segnalare le molestie e ottenere aiuto. Per questo motivo, un elemento essenziale del Piano d'azione è il lancio di un'app facile da usare e accessibile per segnalare i casi di cyberbullismo a un centro di assistenza nazionale. Ancora più importante, l'app consentirà a bambini e adolescenti di ricevere supporto e di archiviare e inviare prove in modo sicuro. La Commissione svilupperà un modello dell'app che gli Stati membri potranno poi utilizzare per adattarla e collegarla ai propri servizi competenti.

Un approccio coordinato a livello UE:
Ogni giovane in tutta Europa dovrebbe essere ugualmente protetto dal cyberbullismo. Gli Stati membri dovrebbero elaborare piani nazionali completi e utilizzare una comprensione comune del cyberbullismo per raccogliere e confrontare i dati. Questo è un passo importante verso un fronte più unito contro il cyberbullismo.

Sono in corso iniziative per proteggere e responsabilizzare i minori online. Per aumentarne l'efficacia nella lotta al cyberbullismo. In particolare la Commissione ha pianificato le seguenti misure:

- la revisione delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori per rafforzare le misure che le piattaforme online devono adottare per impedire che i minori siano esposti a contenuti dannosi e per segnalarli facilmente;
- Rafforzare il ruolo dei trusted flaggers nella lotta ai contenuti illegali, inclusi i contenuti illegali di cyberbullismo;
- Affrontare il cyberbullismo sulle piattaforme di condivisione video;
- Sostenere l'effettiva attuazione delle norme previste dall'Artificial Intelligence Act sulle pratiche di IA vietate, anche quando utilizzate per il cyberbullismo;
- Facilitare l'effettiva attuazione degli obblighi di trasparenza dell'AI Act, anche attraverso un codice di condotta sull'etichettatura dei contenuti generati dall'IA, che possono essere utilizzati impropriamente per il cyberbullismo.

Ugualmente importante è la prevenzione. Per questo il Piano d'azionbe prevede una nuova revisione delle linee guida destinate a docenti ed educatori sulla alfabetizzazione digitale, nell'ambito dell'obiettivo più ampio di rafforzare le competenze digitali e migliorare l'uso delle tecnologie digitali nell'ambito dell'Unione delle competenze. Parallelamente, la Commissione amplierà le risorse e la formazione sul cyberbullismo per le scuole attraverso i Centri per un Internet più sicuro e la piattaforma "Better Internet for Kids".

La Commissione darà attuazione al Piano in stretto coordinamento con gli Stati membri, l'industria, la società civile, gli organismi internazionali ed ai minori stessi. Inoltre, la Commissione sta lavorando a iniziative future, quali in particolare la sperimentazione di una soluzione UE per la verifica dell'età di chi accede ai social, il futuro Digital Fairness Act e un'indagine sull'impatto dei social media sulla salute mentale.

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Focus
10/02/2026

Il concetto di paese terzo sicuro

Ruota intorno a questo concetto il cambio di passo dell'Europa in materia di migrazione. Era il tassello fondamentale per dare attuazione ad una complessa architettura operativa, che vuole in primo luogo discostarsi dal passato: non più accoglienza come implicito teorema, ma rpotezione e distanza di sicurezza quando si manifesta con troppa invadenza la miseria umana degli spostamenti da una terra all'altra.

Lo hanno chiamato Patto per l'Asilo e la Migrazione, il nuovo scenario normativo adottato nel 2024 ed oggi rafforzato dall'accordo sul concetto di paese terzo sicuro, ma un patto rimanda di per sè ad un'intesa. Invece, quello che è accaduto due anni fa e continua ad accadere è soltanto la comune volontà della maggioranza di stati membri di scrollarsi la polvere dalle vesti, rapidamente e senza aloni.

Per fare questo mancava, appunto, il voto del Parlamento europeo sull'ingranaggio fondamentale che permette le operazioni di pulizia (e non di polizia), ossia una lista di paesi cui poter inviare i migranti alle frontiere dell'Europa in attesa di risposta alla loro richiesta di asilo.

Il primo elenco di Paesi di origine sicuri consentirà agli Stati membri di adottare un approccio più uniforme alle domande di asilo dei cittadini provenienti da quei Paesi e le cui domande, quindi, sono da presumersi infondate. Attraverso procedure accelerate basate su una valutazione individuale, gli Stati membri saranno in grado di trattare tali domande di asilo in modo più rapido ed efficiente. Un Paese di origine può essere considerato sicuro sulla base di una valutazione basata su una serie di fonti pertinenti, tra cui l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, l'UNHCR, il Servizio europeo per l'azione esterna e gli Stati membri.

Il concetto di Paese terzo sicuro consente agli Stati membri di considerare inammissibile una domanda di asilo quando i richiedenti potrebbero ricevere protezione effettiva in un Paese terzo considerato sicuro. Con le nuove norme, no vi deve essere necessariamente  collegamento tra il richiedente e il Paese terzo sicuro. Ai sensi del diritto dell'UE, i Paesi terzi possono essere considerati sicuri solo quando i loro sistemi nazionali sono in grado di garantire che non avvengano:  respingimenti, rischi di persecuzione, minaccia alla vita o trattamenti inumani e degradanti.

Il Patto sulla migrazione e l'asilo dovrebbe essere il fondamento della politica dell'UE in materia di asilo e migrazione, garantendo, rispetto al passato, sopratutto la protezione delle frontiere esterne e la responsabilità condivisa dei flussi migratori. L'elenco UE dei paesi di origine sicuri include i paesi candidati all'adesione all'UE, nonché Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia.

Gli Stati membri avranno ora maggiore flessibilità nell'applicare il concetto di paese terzo sicuro, potendo scegliere di applicare il concetto quando vi è un collegamento tra il richiedente asilo ed il paese terzo sicuro, oppure quando il richiedente ha soltanto transitato attraverso un paese sicuro prima di raggiungere l'UE o infine, tasto più delicato, in presenza di un accordo o di un'intesa con un paese terzo considerato sicuro.

 

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Focus
06/02/2026

La Giornata della Commissione 06/02/2026

Tik Tok ed i gravi pericoli per i minori

I social hanno rivoluzionato la vita di tanti, ma in pochi all'inizio hanno percepito che non ogni rivoluzione è necessariamente positiva, se i c.d. effetti collaterali possono oltremodo superare gli apsetti positivi. Tutto questo perchè lo strumento in seè, concepito per abbattere le distanze che nel mondo virtulae non hanno ragione di essere, è diventato nelle mani di pochi pionieri del web, un'arma di distrazione di massa, potrenzialmente tossica.

L'Europa per prima corre ai ripari grazie al fatto di essersi dotato di regole almeno in astratto incisive. E' così che una scure non di poco conto si abbatte oggi su Tik Tok, smascherando le sue troppe influenze negative, in particolare sui giovani. La Commissione Europea, infatti,  ha stabilito in via preliminare che TikTok viola il Digital Services Act per il suo design che crea dipendenza attraverso le funzionalità come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e il suo sistema di raccomandazione altamente personalizzato.

Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "La dipendenza dai social media può avere effetti negativi sullo sviluppo mentale di bambini e adolescenti. Il Digital Services Act rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa, applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri bambini e i nostri cittadini online".

L'indagine della Commissione indica in via preliminare che TikTok non ha valutato adeguatamente in che misura queste funzionalità che creano dipendenza provochino danni anche gravi al benessere fisico e mentale dei suoi utenti, compresi minori e adulti vulnerabili. TikTok a sua volta, sembra non aver implementato misure ragionevoli, proporzionate ed efficaci per mitigare i rischi derivanti dal suo design che crea dipendenza.

La tutela del giornalismo libero e professionale nella giungla del web

La Commissione Europea ha pubblicato nuove linee guida per garantire che il giornalismo professionale sia riconosciuto e tutelato sulle piattaforme digitali. Le linee guida sono rivolte alle Very Large Online Platforms (VLOP) – secondo la definizione del Digital Services Act – ed ai fornitori di servizi d'informazione per orientarle nell'attuazione corretta dello European Media Freedom Act. L'articolo 18, paragrafo 1, dello European Media Freedom Act protegge i contenuti informativi online da rimozioni arbitrarie ed ngiustificate. Le norme impongono alle VLOP di notificare in anticipo ai fornitori di servizi media l'intenzione di rimuovere contenuti giornalistici e di spiegare chiaramente le ragioni della loro decisione. I fornitori di servizi media hanno inoltre 24 ore di tempo per rispondere prima che la rimozione abbia effetto. Per beneficiare di queste garanzie, i fornitori di servizi d'informazione devono rilasciare una dichiarazione con cui confermano di soddisfare determinati requisiti, quali l'indipendenza editoriale e la assoggettabilità a vigilanza regolamentare, attraverso una specifica funzionalità predisposta dalle VLOP.

Le linee guida servono ad aiutare le VLOP a implementare questa  funzionalità  ed a guidari i fornitori di servizi media nella compilazione e gestione delle loro dichiarazioni. Descrivono inoltre le procedure che consentono ai VLOP di consultare le autorità di regolamentazione in caso di dubbi e di coinvolgere le organizzazioni della società civile, compresi i fact-checker, nella revisione delle dichiarazioni.

La Commissione ha elaborato queste linee guida attraverso un'ampia consultazione con i fornitori di servizi media, la società civile e le organizzazioni di fact-checker, le autorità di regolamentazione e i rappresentanti dei fornitori di VLOP, tra gli altri.

Con la maggior parte delle disposizioni in vigore dall'agosto 2025, lo European Media Freedom Act è un atto legislativo fondamentale per tutelare il pluralismo e l'indipendenza dei media nell'UE, garantendo che i media, pubblici e privati, possano operare più facilmente a livello transfrontaliero nel mercato interno dell'UE, senza indebite pressioni e tenendo conto della trasformazione digitale del settore mediatico.

I primi frutti del partenariato strategico  con l'India 

La Commissione europea e l'India hanno avviato oggi discussioni esplorative volte a valutare una possibile associazione dell'India a Horizon Europe, il programma di punta dell'UE da 93,5 milioni di euro, progettato per promuovere la ricerca e l'innovazione oltre i confini internazionali. Questa iniziativa fa seguito al recente 16° vertice UE-India tenutosi a Nuova Delhi, dove entrambe le parti hanno ribadito il loro impegno ad approfondire la cooperazione strategica in materia di commercio, sicurezza, scienza, innovazione e mobilità.

In caso di favorevole esito delle trattative,, i ricercatori e le istituzioni indiane potranno ricevere finanziamenti direttamente da Horizon Europe ed essere capofila dei progetti, con l'India che fornirebbe un contributo finanziario al programma. L'associazione sosterrà una collaborazione strutturata e a lungo termine tra gli attori europei e indiani della ricerca e dell'innovazione, faciliterà progetti congiunti nell'ambito di Horizon Europe e rafforzerà la cooperazione su priorità scientifiche e tecnologiche condivise.

La cooperazione UE-India in materia di ricerca e innovazione è stata istituita con l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica, firmato nel 2001 e prorogato fino al 2030 durante il vertice UE-India del mese scorso, a sottolineare l'impegno per il progresso reciproco in ambito scientifico.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "La scienza funziona meglio quando i confini non ostacolano le idee. Esplorare l'associazione dell'India a Horizon Europe significa mettere in contatto talento, ambizione e fiducia e costruire soluzioni insieme su scala globale".

Attualmente, Horizon Europe ha stabilito accordi di associazione con 22 paesi extra-Ue. L'elenco include Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Egitto, Isole Faroe, Georgia, Islanda, Israele, Corea, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera, Turchia, Tunisia, Ucraina e Regno Unito, mentre i negoziati con il Giappone si sono conclusi con successo a dicembre.

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La Giornata UE
05/02/2026

La Giornata della Commissione 05/02/2026

Maggiore sicurezza per i cavi sottomarini

I cavi dati sottomarini, che trasportano il 99% del traffico internet intercontinentale, sono essenziali per la vita moderna e l'economia europea. L'Europa si trova a dover far fronte ad uno stato di crescenti rischi nei confronti di queste infrastrutture critiche, per questo la Commissione europea sta intensificando gli sforzi per migliorarne la sicurezza e la resilienza. In questo contestosi colloca l'adozione di un Toolbox per la sicurezza dei cavi, che comprende misure di mitigazione del rischio e un elenco di progetti di cavi di interesse europeo (CPEI). In linea con le nuove misure anche la modifica del  programma di lavoro del Meccanismo per collegare l'Europa (CEF), così da  stanziare 347 milioni di euro destinati a  progetti strategici di cavi sottomarini, che verranno assegnati tramite un bando da 20 milioni di euro, che si è aperto oggi.

Il Toolbox delinea sei misure strategiche e quattro misure tecniche e di supporto per migliorare la sicurezza delle infrastrutture di cavi sottomarini. Si basa sulla valutazione dei rischi dell'ottobre 2025, che ha identificato scenari di rischio, minacce, vulnerabilità e dipendenze. L'elenco delle 13 aree CPEI per il finanziamento pubblico specifica tre fasi quinquennali, fino al 2040, per finanziare progetti volti a rafforzare la resilienza dei cavi sottomarini. Il bando da 20 milioni di euro nell'ambito del CEF Digital finanzierà moduli adattabili per la riparazione dei cavi sottomarini. Questi moduli saranno installati presso porti o cantieri navali per ripristinare rapidamente i servizi dei cavi sottomarini. Si tratta della prima fase di un'iniziativa più ampia pianificata per tutti i principali bacini marittimi dell'Unione Europea, tra cui il Baltico, il Mediterraneo e l'Atlantico.

Le iniziative odiernefanno parte del Piano d'azione dell'UE sulla sicurezza dei cavi, volto ad aumentare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini europei, anche contrastando l'aumento dei danni intenzionali e dei sabotaggi. Nell'ambito dell'attuale Programma di lavoro pluriennale del CEF Digital (2024-2027), sono stati stanziati complessivamente 533 milioni di euro per progetti di cavi sottomarini, di cui 186 milioni di euro già assegnati a 25 progetti.

La BEI anticipa i tempi su ETS2

La Banca Europea per gli Investimenti ha concordato con la Commissione europea un meccanismo di anticipazione dei fondi destinanti all'attuazione del nuovo sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS2), mettendo a disposizione 3 miliardi di euro per accelerare gli investimenti nella decarbonizzazione dei settori coperti, in particolare l'edilizia e il trasporto su strada. Gli  Stati membri che hanno recepito l'ETS2 potranno accedere ai programmi di finanziamento e prefinanziamento prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema nel 2028 e della riscossione dei relativi proventi.

I finanziamenti anticipati stimoleranno principalmente gli investimenti in sistemi di riscaldamento e raffreddamento più puliti e ridurranno la domanda di energia nelle abitazioni e negli edifici dell'UE. Garantiranno che la transizione nei settori ETS2 sia socialmente equa ed economicamente efficiente, e sosterranno gli obiettivi climatici ed energetici dell'UE. Gli investimenti futuri andranno a diretto beneficio delle famiglie a basso e medio reddito, rendendo le soluzioni pulite più accessibili ai cittadini, in linea con gli obiettivi del Fondo Sociale per il Clima e dei Piani Sociali per il Clima nazionali.

Il Commissario per il Clima, le Emissioni Nette Zero e la Crescita Pulita, Wopke Hoekstra, ha dichiarato: "Con lo strumento di anticipazione ETS2 della BEI, 3 miliardi di euro vengono messi a disposizione degli Stati membri per sostenere le famiglie a basso e medio reddito nella transizione verso l'economia pulita. L'obiettivo è accelerare l'implementazione di soluzioni che riducano le bollette energetiche e dei trasporti, come le pompe di calore e i sistemi di veicoli elettrici. Questo fa parte di un pacchetto di misure volte a garantire un'introduzione graduale dell'ETS2 e una transizione socialmente equa. E si aggiungerà al Fondo Sociale per il Clima."

Lo strumento di anticipazione ETS2 sosterrà anche misure volte a incoraggiare il passaggio al trasporto pubblico in sharing, migliorare la multimodalità ed espandere i programmi di mobilità elettrica. Contribuirà inoltre ad accelerare l'adozione di veicoli a zero emissioni, biciclette elettriche e la realizzazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento. Il meccanismo di anticipo fa parte del pacchetto di misure proposte dalla Commissione per garantire un avvio graduale e graduale dell'ETS2.

Apple Maps e Apple ADS si salvano dalla scure del Digital Markets Act

Secondo la decisione assunta dalla Commissione Europea il servizio di pubblicità online Apple Ads e il servizio di intermediazione online Apple Maps di Apple non vanno considerati importanti gateway tra utenti aziendali e utenti finali.ai sensi del Digital Markets Act ("DMA"). Questi servizi, introdotti da Apple del 27 novembre 2025, non rientrano in quanto Apple Maps ha un tasso di utilizzo complessivo relativamente basso nell'UE e che Apple Ads ha una portata molto limitata nel settore della pubblicità online nell'UE.

La Commissione continuerà a monitorare gli sviluppi del mercato relativi a questi servizi, qualora dovessero verificarsi cambiamenti sostanziali. Questa decisione non incide sulla designazione di Apple come gatekeeper nel settembre 2023 e nell'aprile 2024 per altri servizi principali della piattaforma.

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La Giornata UE
04/02/2026

La Giornata della Commissione 04/02/2026

Sconfiggere il cancro forse un giorno si potrà

In occasione della Giornata mondiale contro il cancro il 4 febbraio, la Commissione europea ha presentato la nuova versione del Codice europeo contro il cancro. Il Codice raccoglie misure pratiche di prevenzione della malattia ed è il risultato di quattro anni di lavoro da parte di oltre 60 esperti europei. Le linee guida si basano su evidenze scientifiche e sono adattate alla popolazione e ai sistemi sanitari dell'UE.

Il cancro rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica nell'UE, con circa 2,7 milioni di nuovi casi di cancro e 1,3 milioni di decessi correlati al cancro nel 2024. Oltre al peso emotivo che il cancro comporta sulla vita quotidiana di milioni di persone e dei loro cari, il cancro ha anche notevoli conseguenze economiche, stimate in 100 miliardi di euro all'anno in Europa. La Giornata mondiale contro il cancro 2026 segna anche il quinto anniversario del Piano europeo per la lotta contro il cancro, che ha consentito di investire  oltre 2,7 miliardi di euro in attività di prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e assistenza in tutta Europa, nonché a migliorare la qualità della vita dei malati di cancro. La Commissione collabora attualmente con quasi 630 organizzazioni nell'ambito del Piano Oncologico. Molto si sta cercando di fare anche sul fronte della ricerca grazie ad un nuovo strumento del programma Horizon Europe, le c.d. Missioni istituite su base tematica; una di esse è dedicata alla lotta ai tumori perr  approfondire la nostra comprensione e a rafforzare la ricerca scientifica sui fattori scatenanti del cancro, siano essi processi biologici, fattori di rischio o determinanti della salute.

Oggi la Commissione ha inoltre pubblicato una dichiarazione congiunta a nome dei Commissari Várhelyi e Albuquerque sul "diritto all'oblio", riunendo le organizzazioni oncologiche, la comunità medica e il settore assicurativo per avviare un dialogo su un codice di condotta per l'equo accesso dei pazienti oncologici ai servizi finanziari.

La cooperazione con i Balcani cruciale per il controllo delle frontiere

Il Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, deve recarsi in Montenegro e Albania per dialogare con le autorità nazionali sui temi della gestione della migrazione, della sicurezza delle frontiere, della lotta alla criminalità organizzata e dello Stato di diritto. Si tratta della sua seconda visita nella regione dopo aver partecipato alla riunione ministeriale dei Balcani occidentali dell'ottobre scorso. La visita del Commissario intende sottolineare il forte impegno dell'Unione Europea nell'approfondire la cooperazione con i Balcani occidentali e nel sostenere entrambi i Paesi nel rafforzamento della sicurezza e nel loro percorso di integrazione europea.

In Montenegro, il Commissario Brunner incontrerà il Vice Primo Ministro per la Sicurezza, la Difesa, la Lotta alla Criminalità e la Politica Interna, Aleksa Bečić, il Vice Primo Ministro per gli Affari Esteri ed Europei, Filip Ivanović, il Ministro dell'Interno Danilo Šaranović e il Direttore della Polizia montenegrina. I colloqui si concentreranno sulle principali sfide in materia di sicurezza, sulla gestione della migrazione, sull'allineamento dei visti, sugli sforzi di lotta al traffico di esseri umani e sulla cooperazione operativa con le agenzie dell'UE. Il Commissario parteciperà inoltre a un'ispezione aerea, anche con l'ausilio di droni, dei confini del Montenegro con Albania e Kosovo, e incontrerà le guardie di frontiera montenegrine e gli agenti di Frontex.

In Albania, il Commissario Brunner incontrerà il Primo Ministro, Edi Rama, e il Ministro degli Interni, Albana Koçiu, per uno scambio di opinioni sulla cooperazione in materia di gestione della migrazione, sicurezza delle frontiere e lotta alla criminalità organizzata, nonché sui progressi dell'Albania nell'allineamento agli standard dell'UE. Sarà inoltre informato sul lavoro della Struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata (SPAK). Il Commissario concluderà la sua visita incontrando le guardie di frontiera di Frontex e osservando la cooperazione operativa sulla gestione delle frontiere nel porto di Durazzo. La visita rappresenta una parte importante del lavoro della Commissione nel contesto dell'Alleanza portuale dell'UE.

Il tema della difesa negli incontri con Albania e Slovenia

Il Commissario per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, si recherà a Lubiana, in Slovenia, il 5 e 6 febbraio per discutere della preparazione della difesa europea e del potenziamento dell'industria della difesa, nonché di come trasformare gli obiettivi di sicurezza in azioni industriali concrete. La visita sarà occasione per una serie di incontri, tra cui con i membri del Parlamento sloveno ed europeo e con il Primo Ministro Robert Golob. Più tardi, quella mattina, il Commissario Kubilius interverrà in una sessione parlamentare congiunta, dove dovrebbe sottolineare l'urgenza di passare da una spesa nazionale frammentata a un pilastro europeo della difesa unificato. Il Commissario incontrerà anche il Ministro della Difesa Borut Sajovic e il Ministro degli Affari Esteri Tanja Fajon. Infine il Commissario visiterà la caserma Edvard Peperko per vedere le strutture militari slovene locali e incontrerà studenti di studi sulla difesa e rappresentanti della società civile presso la Facoltà di Studi Sociali di Lubiana.

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La Giornata UE
02/02/2026

L'ascesa sulla scena globale della Banca Europea per gli Investimenti

La Banca Europea per gli investimenti è sicuramente un attore di primo piano nel processo di adattamento dell’Unione Europea alle sfide del tempo presente. Da ordinaria istituzione finanziaria in grado di operare con efficacia sul mercato dei capitali per sostenere gli stati membri ed le imprese di grandi dimensioni che investono in progetti di particolare rilevanza, la BEI si può dire che sia diventata il braccio armato finanziario della Commissione europea nella sua veste geopolitica e alla ricerca dei mezzi economici per esserne all'altezza, visto che il bilancio europeo è rigido e la prospettiva di un debito comune stenta a decollare.

Quanto la Banca stia facendo lo si apprende bene dall’analisi dell’ultimo report che elenca attività e settori che hanno visto nel 2025 un vertiginoso incremento dell’operatività della Banca, con l’impiego di  tutta la sua potenza di fuoco per sostenere la competitività, la sicurezza e l'autonomia strategica dell'Europa. Con un finanziamento record su base annuale  di 100 miliardi di euro, i risultati nel 2025 indicano che gli investimenti nella transizione verde e digitale, nella sicurezza e difesa, le nuove priorità come l'edilizia abitativa, e per il rafforzamento di partenariati in tutto il mondo, hanno raggiunto i massimi storici.

"L'Europa è una superpotenza e dobbiamo dare il massimo e credere nelle nostre capacità", ha dichiarato la Presidente del Gruppo BEI, Nadia Calviño. "Il Gruppo BEI sta facendo la differenza. Investendo nella prosperità condivisa, nella sicurezza, nell'autonomia strategica e nei valori europei, l'Europa mantiene le promesse fatte ai cittadini e ai partner".

Transizione verde

Quasi il 60% dei finanziamenti totali del Gruppo BEI nel 2025 è stato destinato a progetti green.

Un importo record di 11,6 miliardi di euro è stato destinato a progetti di reti e stoccaggio, a sostegno della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. Saranno finanziate la costruzione o all'ammodernamento di 56.000 km di linee elettriche, con progetti riguardanti l'interconnessione del Golfo di Biscaglia tra Spagna e  Francia, il cavo sottomarino che collegherà due regioni dell'Italia centrale, fino alle reti locali e alle infrastrutture elettriche municipali in Germania.

Un quinto di tutta la nuova capacità solare installata, un progetto eolico onshore su tre, nonché la stragrande maggioranza di tutti i progetti eolici offshore nel 2025 sono stati finanziati con il supporto della BEI. Prodotti finanziari personalizzati hanno sostenuto le industrie manifatturiere dell'energia eolica e delle reti dell'UE, mentre si prevede che volumi di investimenti record nell'efficienza energetica ridurranno le bollette per le piccole e medie imprese e le famiglie. Lo scorso anno, i finanziamenti del Gruppo BEI hanno sostenuto circa un terzo degli investimenti totali per la transizione energetica nell'UE.

Oltre alle tecnologie pulite, il Gruppo BEI sostiene l'innovazione interna nei settori della salute e delle biotecnologie, dell'intelligenza artificiale e di altre tecnologie dirompenti, delle infrastrutture digitali e delle materie prime critiche. Con il lancio di TechEU lo scorso anno, il più grande programma di finanziamento per l'innovazione di sempre, il Gruppo BEI prevede di mobilitare almeno 250 miliardi di euro di investimenti entro il 2027, garantendo che idee, tecnologie e aziende innovative nate nell'UE possano rimanere, crescere e prosperare qui. Si stima che i finanziamenti erogati solo lo scorso anno mobiliteranno oltre 100 miliardi di euro di investimenti, dalle reti 6G basate sull'intelligenza artificiale alla produzione di semiconduttori.

Attraverso il Fondo europeo per gli investimenti (FEI), la  BEI ha erogato quasi 16 miliardi di euro in garanzie e finanziamenti azionari per piccole imprese e startup in tutta l'UE. Si stima che il FEI abbia contribuito a quasi un quarto di tutto il capitale di rischio raccolto dai fondi europei lo scorso anno. Nei prossimi mesi, amplierà il campo d’azione dell’Iiniziativa European Tech Champions, con la creazione di 12 mega fondi di capitale di rischio in Europa.

Sicurezza e difesa

In risposta al nuovo scenario geopolitico, il Gruppo BEI ha ampliato significativamente la portata delle sue attività nel settore della sicurezza e della difesa. Gli investimenti in sicurezza e difesa sono quadruplicati, raggiungendo oltre 4 miliardi di euro, pari a quasi il 5% dei finanziamenti UE del Gruppo BEI, con progetti di punta che vanno dai campi militari e centri di manutenzione alla ricerca e sviluppo in sistemi radar avanzati, dai sensori essenziali per la protezione dei fondali marini e delle risorse sottomarine europee alle infrastrutture di sicurezza informatica ed allo spazio. Inoltre, attraverso accordi di prestito con intermediari finanziari n Germania, Francia, Spagna, Grecia e Austria, il Gruppo BEI ha facilitato l'accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese nella catena di fornitura dei grandi appalti nel settore della difesa, mentre il FEI, in qualità di investitore di riferimento, ha promosso lo sviluppo di un ecosistema di capitale di rischio che investe in aziende della difesa con un approccio paneuropeo.

Sviluppo e coesione sociale

Nel 2025 Il Gruppo BEI si è concentrato su investimenti che sostengono il modello economico e i valori europei. Gli investimenti per la coesione hanno raggiunto un livello record, con oltre il 50% degli investimenti  destinati a progetti nelle regioni meno sviluppate d'Europa. Il Piano per un'edilizia abitativa accessibile e sostenibile, lanciato nel 2025 dalla BEI insieme con la Commissione europea, ha portato i finanziamenti per l'innovazione, la ristrutturazione e la nuova costruzione a oltre 5 miliardi di euro, con un aumento di quasi il 50% su base annua e con un ulteriore incremento previsto per il 2026. Dalle residenze studentesche in Grecia all'edilizia popolare in Belgio, dagli ospedali e dalle strutture sanitarie in Spagna alle scuole primarie in Francia, il finanziamento delle infrastrutture sociali, il cui impatto è avvertito quotidianamente dai cittadini dell'UE, è una priorità fondamentale per il Gruppo BEI.

Anche i finanziamenti per l'agricoltura e la bioeconomia hanno raggiunto la cifra record di quasi 8 miliardi di euro, rafforzando un settore vitale per l'economia e la sicurezza alimentare europea, sostenendo le comunità rurali e creando un futuro sostenibile per i giovani e i nuovi agricoltori, che incontrano difficoltà finanziarie.

Costruire ponti e partnership in tutto il mondo.

Il Gruppo BEI ha inoltre stanziato oltre 9 miliardi di euro per le sue operazioni a livello globale, volte a istituire  partnership internazionali strategiche. Ad esempio, nel 2025, i finanziamenti del Gruppo BEI per progetti in campo idrico  hanno raggiunto la cifra record di 5 miliardi di euro a livello globale. La BEI è il maggiore finanziatore pubblico al mondo nel settore idrico e leader mondiale negli investimenti in sanità, energia pulita e trasporti. Gli investimenti nel sostegno al settore privato e all'imprenditorialità offrono opportunità per i giovani e le donne nelle economie emergenti.

Anche I finanziamenti per l'Ucraina hanno raggiunto un nuovo record e ora superano i 4 miliardi di euro dall'inizio dell'invasione russa, per scuole, ospedali e strutture comunitarie al teleriscaldamento e alla fornitura di energia elettrica.

Insomma, un esempio concreto di un'Europa che funziona.

Piercarlo Valtorta

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Focus
29/01/2026

La Giornata della Commissione 29/01/2026

I cittadini europei si mobilitano contro ogni forma di finanziamento alla Russia

Si tratta di un segnale significativo dell’urgenza che si avverte nell’opinione pubblica in Europa e che spinge un gruppo di cittadini più attivi a mobilitarsi, facendo ricorso allo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), istituita con il Trattato di Lisbona e nelle caratteristiche assimilabile ad una modalità di cittadinanza attiva e diretta.

La Commissione europea, infatti,  ha registrato un’Iniziativa con il titolo "Stop ai finanziamenti alla guerra della Russia: eliminare gradualmente le importazioni russe dannose e inutili nell'UE".

L'iniziativa invita la Commissione "a proporre misure ferme e immediate per porre fine alla dipendenza residua dell'UE dalle importazioni di Russia e Bielorussia". A tal fine, gli organizzatori indicano che "l'obiettivo è interrompere il flusso di fondi UE verso lo Stato russo, eliminare le vulnerabilità strutturali nelle catene di approvvigionamento critiche e rafforzare una politica commerciale coerente e basata sui valori".

La drammatica situazione umanitaria in Ucraina e Moldavia

La Commissione europea ha annunciato uno stanziamento urgente di  153 milioni di euro in aiuti di emergenza all'Ucraina ed alla Moldavia, per far fronte alle necessità di milioni di ucraini, inclusi quelli rifugiati in Moldavia, esposti a  temperature gelide e senza elettricità a causa dei continui bombardamenti russi alle infrastrutture energetiche.

Lo stanziamento riguarda 145 milioni di euro in aiuti umanitari per l'Ucraina e 8 milioni di euro per programmi umanitari in Moldavia a sostegno dell'accoglienza dei rifugiati ucraini fuggiti dalla guerra.

"Mentre l'invasione russa su vasta scala entra nel suo quinto anno, milioni di ucraini si trovano ad affrontare temperature sotto lo zero, senza elettricità, senza riscaldamento; tagliati fuori dai mezzi di sussistenza di base", afferma Hadja Lahbib, Commissaria per la Gestione delle Crisi, la Preparazione e l'Uguaglianza. "Con 153 milioni di euro in nuovi aiuti umanitari e 947 generatori aggiuntivi dispiegati questo mese, vogliamo che le persone abbiano riparo, calore e speranza quando ne hanno più bisogno. La nostra solidarietà con l'Ucraina non è uno slogan, ma un'azione umanitaria affidabile e continua, guidata rigorosamente dalle esigenze sul campo".

Dall'invasione russa nel febbraio 2022, la Commissione europea ha stanziato oltre 1,4 miliardi di euro per programmi di aiuti umanitari in Ucraina e Moldavia. Oltre agli aiuti umanitari, almeno 3 miliardi di euro sono stati forniti all'Ucraina per la sicurezza energetica. In totale, il sostegno dell'UE all'Ucraina dall'inizio dell'invasione ammonta a 193,3 miliardi di euro.

 

Poiché questa iniziativa soddisfa i requisiti formali stabiliti dalla legislazione europea, la Commissione l’ha giudicata  ammissibile ai sensi del regolamento sull'Iniziativa dei Cittadini Europei, senza analizzarne il merito in questa fase. Ora la proposta dovrà raccogliere almeno un milione di firme di cittadini dell’UE, per passare alla fase successiva di merito.

Anche la Banca Europea per gli Investimenti mobilita le sue risorse in aiuto all’Ucraina

Commissione europea e Banca europea per gli investimenti, hanno deciso l’erogazione di un prestito di 50 milioni di euro alla società energetica statale ucraina Naftogaz. Il finanziamento sosterrà il sistema energetico del Paese, che sta attraversando le condizioni invernali più rigide dall'inizio della guerra. Di fronte ai continui attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine e al forte calo delle temperature, questo finanziamento dovrà contribuire a garantire il riscaldamento e la fornitura di energia per le famiglie, i servizi essenziali e le imprese in tutto il Paese.

La Commissaria per l'Allargamento, Marta Kos, ha dichiarato: "Le notizie che giungono dall'Ucraina ogni mattina sono terrificanti. Quello che la Russia sta facendo è terrorismo di Stato. Questo va oltre la guerra. Le persone muoiono di freddo. Molti stanno fuggendo da Kiev e da altre città. L'UE ha collaborato strettamente con l'Ucraina per stabilizzare il sistema energetico, ma la portata degli attacchi russi è tale che l'Ucraina ha urgente bisogno di maggiori finanziamenti. Questi prestiti di emergenza da 50 milioni di euro sono una delle tante misure aggiuntive. Stiamo valutando tutte le possibili opzioni per aiutare gli ucraini".

Con questo nuovo prestito il sostegno totale fornito dall'UE per gli acquisti di gas di emergenza per l'inverno in corso ammonta  a 977 milioni di euro. Allo stesso tempo, Naftogaz si impegna a reinvestire un importo equivalente a questo finanziamento in progetti di energia rinnovabile e decarbonizzazione.

Inquinamento zero: magari, ma quando?

La  Commissione europea ha pubblicato la revisione intermedia del Piano d'azione "Inquinamento Zero" dell'UE, tracciando un bilancio della sua attuazione. La relazione conclude che, sebbene gran parte della legislazione prevista dal Piano d'azione "Inquinamento Zero" sia già in vigore, gli Stati membri devono agire con rapidità e decisione affinché l'UE raggiunga i suoi obiettivi di riduzione dell'inquinamento entro il 2030. Sempre oggi, la Commissione ha pubblicato uno studio sui costi sociali dell'inquinamento da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, le cosiddette "sostanze chimiche eterne").

La relazione sul Piano d'azione "Inquinamento Zero" dimostra che la prevenzione dell'inquinamento non è solo una priorità ambientale, ma anche una politica fondamentale per la salute pubblica. Inoltre, la riduzione dell’inquinamento si traduce anche in un beneficio  economico e sociale per imprese, città e regioni.

La relazione evidenzia come, dal 2021, la legislazione europea per ridurre l'inquinamento, tra cui la Direttiva quadro sulle acque, la Direttiva sulle emissioni industriali e la Direttiva sulla qualità dell'aria ambiente, abbia inasprito i parametri di attuazione. Le principali iniziative a livello europeo per raggiungere l’ambizioso traguardo sono: la Strategia per la Resilienza Idrica, il Patto Europeo per gli Oceani, la Visione per l'Agricoltura e l'Alimentazione, il Piano d'Azione per l'Industria Chimica e la Strategia per la Bioeconomia, Tuttavia, la relazione sottolinea che la sola legislazione non è sufficiente. Gli Stati membri devono garantire un'efficace applicazione e attuazione della legislazione UE in materia di inquinamento e continuare a investire in innovazione, digitalizzazione e competenze.

Un aspetto importante della relazione riguarda i costi legati all’inquinamento da PFAS, che, se i livelli attuali in Europa dovessero mantenersi fino al 2050 senza interventi normativi, raggiungerebbero circa 440 miliardi di euro. La relazione sottolinea inoltre come ridurre i residui di PFAS alla fonte entro il 2040 consentirebbe di risparmiare 110 miliardi di euro, mentre il solo trattamento delle acque inquinate costerebbe oltre 1.000 miliardi di euro. I risultati dello studio contribuiranno alle discussioni dell'UE sulle tematiche relative ai PFAS. L'UE ha già adottato misure significative per controllare i rischi derivanti dall'esposizione ai PFAS. Le sostanze PFAS più dannose sono già vietate. Di recente, ai sensi della Direttiva riveduta sull'acqua potabile, tutti gli Stati membri devono monitorare i livelli di PFAS nell'acqua potabile per garantire il rispetto dei nuovi valori limite dell'UE. Il Piano d'azione per l'industria chimica si concentra sulla transizione verso soluzioni sostenibili e innovative. L'Agenzia europea per le sostanze chimiche sta attualmente valutando una proposta separata di restrizione universale dei PFAS.

 

 

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La Giornata UE
28/01/2026

Kazakhstan, al via nuove riforme costituzionali per rendere ancora più attrattivo il Paese

Il Presidente del Kazakhstan, Kassym-Jomart Tokayev, intende proseguire nel suo progetto di riforma della repubblica attraverso importanti innovazioni costituzionali oltre che ambiziosi progetti economici, industriali e commerciali, peraltro già tracciati in suoi precedenti interventi pubblici.

Nel suo recente discorso al Congresso, infatti, ha delineato una serie di proposte che intende portare avanti per modernizzare la governance del Paese ed assicurare stabilità politica ed istituzionale, avvicinando ulteriormente la grande repubblica centroasiatica alle più avanzate democrazie del pianeta. Il Presidente ha poi sottolineato una serie di priorità che guideranno la sua politica nel breve e medio termine, per favorire lo sviluppo economico nel solco dei mutamenti tecnologici e digitali che stanno influenzando moltissimi aspetti del vivere moderno.

Il Presidente Tokayev deve aver ben chiaro che i grandi investitori internazionali sono alla ricerca di nazioni caratterizzate da stabilità istituzionale ed infrastrutture efficienti dove far confluire i loro capitali, vieppiù in un periodo come l’attuale, caratterizzato da terremoti geopolitici non registrati nei decenni passati. Pertanto, intende presentare alla comunità internazionale, nel volgere di pochi anni, un paese istituzionalmente saldo, ancorato a principi liberali e certezza del diritto, rispettoso delle regole democratiche, con efficienti infrastrutture normative, materiali ed organizzative.

Più nello specifico, il leader kazako ha presentato un pacchetto di riforme costituzionali e istituzionali volte a modernizzare il sistema statale, chiarire l’architettura di governance e rafforzare la stabilità politica a lungo termine. Al centro del discorso vi sono state le proposte per formalizzare le regole di successione presidenziale, istituire la carica di Vicepresidente e passare a un modello costituzionale fondamentalmente nuovo, da ratificare comunque con referendum.

Tra le innovazioni istituzionali di maggior rilievo, prossime venture, un nuovo Parlamento unicamerale, definito Congresso (Qurultay), che dovrà essere “snello e funzionale”, composto di 145 seggi complessivi, tre vicepresidenti e non più di otto commissioni parlamentari. Oggi, il Parlamento kazakho è strutturato su un’Assemblea di 98 deputati e un Senato di 40 (questi ultimi eletti dalle regioni, dai comuni di Almaty, Astana e Shymkent e nominati per un quarto dal Presidente). Il nuovo Congresso dovrebbe avere una durata di cinque anni. Tokayev ha spiegato che tale configurazione consentirebbe un funzionamento più efficace dell’organo legislativo e una maggiore attenzione sulle priorità di sviluppo del Paese. L’elezione dei deputati su base proporzionale mira, inoltre, a responsabilizzare i partiti, avvicinandoli alle effettive esigenze dei cittadini.

Il nuovo Congresso sarà affiancato da un Consiglio del Popolo finalizzato a dare rappresentatività ai gruppi etnici e alle principali comunità sociali del Paese. Tale Consiglio sarà composto da 126 membri: 42 rappresentanti delle associazioni etno-culturali, 42 rappresentanti delle amministrazioni locali e 42 rappresentanti organizzazioni pubbliche. Nel nuovo organismo non ci sarà più una quota di membri riservata al Presidente.

Queste preannunciate riforme fanno seguito a quelle del 2022 (tra cui l’istituzione della Corte costituzionale, la creazione di corti di cassazione e il riconoscimento dello status costituzionale al Commissario per i diritti umani - Ombudsman) che, ha tenuto a precisare il Presidente Tokayev, hanno rafforzato lo Stato di diritto, potenziato la tutela delle prerogative dei cittadini, chiarito le responsabilità delle istituzioni ed accresciuto il senso di partecipazione.

Di rilievo anche la prossima istituzione dell’Ufficio del Vicepresidente, nominato dal Presidente con il consenso del Parlamento. La nuova figura sarebbe il naturale sostituto in caso di impedimenti del Presidente, occupandosi comunque di materie e tematiche a lui delegate. Quest’ultima innovazione, unitamente alla definizione in Costituzione delle regole per la successione presidenziale, mirano a dare stabilità alla governance della Repubblica evitando, anche in situazioni di crisi, problematiche sul lineare passaggio di poteri e responsabilità. Modifiche che saranno inserite in una nuova Costituzione, la cui scrittura sarà affidata ad una specifica Commissione, per poi essere sottoposta al voto popolare.

Francesco Lombardi

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Focus
27/01/2026

L' UE apre un valico nella fortezza dei BRICS

L'Accordo di Libero Scambio (ALS) UE-India, uno dei più grandi accordi del suo genere a livello mondiale, riduce sostanzialmente le barriere tariffarie e non tariffarie, tagliando 4 miliardi di euro di dazi. Attualmente, 6.000 aziende europee operano in India, una cifra destinata ad aumentare grazie al nuovo accordo.  A margine del vertice per la sigla dell'Accordo si è svolto il primo Forum Economico UE-India, in cui si è discusso di come approfondire il coinvolgimento del settore privato e promuovere priorità economiche condivise.

Ancora più significativa è la firma del Partenariato UE-India per la Sicurezza e la Difesa, che consente una più stretta cooperazione su priorità condivise come la sicurezza marittima, la non proliferazione e il disarmo, lo spazio, la lotta alle minacce informatiche e ibride e l'antiterrorismo. Nell'ambito di questo partenariato, l'UE e l'India rafforzano la cooperazione industriale in materia di difesa e promuovono l'allineamento sulle iniziative di difesa. Sono stati anche avviati i negoziati per un Accordo sulla Sicurezza delle Informazioni (SSA) per consentire lo scambio di informazioni classificate, aprendo la strada alla partecipazione dell'India alle iniziative di sicurezza e difesa dell'UE.

L'UE e l'India rafforzano ulteriormente la collaborazione su tecnologie emergenti e critiche, innovazione e ricerca, anche attraverso la creazione di Hub di Innovazione UE-India e il lancio di un Partenariato UE-India per le Startup. Inoltre, i leader rinnovano l'Accordo UE-India per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica fino al 2030 e avviano colloqui esplorativi sull'associazione dell'India a Horizon Europe, il programma di punta dell'UE per la ricerca e l'innovazione.

Inoltre, un Quadro Globale di Cooperazione UE-India in materia di Mobilità, adottato come memorandum d'intesa parallelamente alla finalizzazione dell'ALS, offre un'eccellente opportunità di cooperazione per facilitare la mobilità del lavoro, sostenere lo sviluppo delle competenze e il rafforzamento delle capacità, e lavorare su quadri di competenze e qualifiche. Questo quadro di cooperazione faciliterà la mobilità di lavoratori qualificati, giovani professionisti e lavoratori stagionali in settori con carenze, promuovendo al contempo la ricerca e l'innovazione. Sarà inoltre supportato da un Ufficio Europeo Legale in India, il primo del suo genere. L'Ufficio aiuterà i lavoratori, gli studenti ed i ricercatori indiani a conoscere e cogliere le opportunità di lavoro in Europa, a partire dal settore ICT, con l'obiettivo di espanderlo ulteriormente in futuro. L'approvazione di un Dialogo di Alto Livello UE-India in materia di Istruzione e competenze sostiene ulteriormente questi obiettivi, rafforzando la cooperazione in materia di competenze e riconoscimento delle qualifiche, e facilitando la circolazione dei talenti.

Al Vertice, i leader hanno approvato l'Agenda Strategica Congiunta Globale UE-India "Verso il 2030", su prosperità e sostenibilità, tecnologia e innovazione, sicurezza e difesa, connettività, questioni globali e cooperazione interpersonale. 

Il Vertice consente all'UE e all'India di riaffermare l'intenzione di unire le forze per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e rafforzare la cooperazione su questioni ambientali, transizione pulita, resilienza energetica ed economia circolare, incluso il lancio di una Task Force sull'Idrogeno Verde, nel quadro del Partenariato UE-India per l'Energia Pulita e il Clima.

I leader intendono sviluppare la connettività tra le due aree, con la creazione di corridoi e hub di trasporto marittimo (Global Gateway Green Shipping Corridors and Hubs, GGGSCH); in tale contesto si svolgerà un workshop regionale in India nel 2026. L'UE e l'India hanno concordato di promuovere inoltre la cooperazione trilaterale con paesi terzi in Africa, America Latina e Caraibi, Asia e Pacifico su temi quali l'energia pulita, le infrastrutture sostenibili, la connettività digitale e la resilienza.

Il Summit sarà seguito il 6 e 7 febbraio dall'India-EU Forum, che riunirà importanti responsabili politici, leader del settore, esperti e think tank di tutti i 27 Stati membri dell'UE e dell'India, per creare fiducia e promuovere iniziative concrete per la cooperazione strategica.

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Focus
27/01/2026

La Giornata della Commissione 27/01/2026

Trump abbaia e l'India incassa

L’enfasi nelle dichiarazioni dei protagonisti è la cifra , più che giustificata, dell’evento che oggi, in New Delhi, ha visto la firma dell’accordo più ampio mai negoziato sino ad oggi tra l’Unione Europea e l’India. La conclusione di un Accordo di Libero Scambio (ALS) UE-India e l'avvio di un Partenariato UE-India per la Sicurezza e la Difesa danno l’idea di un deciso salto di qualità nelle relazioni globali tra i due partner, ed a suggellarlo è stato l’invito, per la prima volta, della Presidente della Commissione europea von der Leyen e del Presidente del Consiglio UE Costa alla parata per celebrare i 77 anni della Repubblica indiana.

Oltre allo storico accordo commerciale e al partenariato per la sicurezza e la difesa, l'UE e l'India hanno avviato colloqui su un accordo che consenta lo scambio sicuro di informazioni sensibili. Il Vertice ha anche rafforzato la cooperazione in materia di innovazione, ricerca, competenze e mobilità. Entrambe le parti hanno concordato pariteticamente nuove iniziative a sostegno delle startup, della ricerca e dell'energia pulita, incluso l'idrogeno verde, e hanno approvato un'agenda strategica a lungo termine che guiderà la cooperazione UE-India fino al 2030.

A margine del Vertice, la Presidente von der Leyen e il Primo Ministro Modi hanno incontrato i leader aziendali in occasione del primo Forum imprenditoriale UE-India, per rafforzare i legami economici tra i popoli di Europa e India.

Le discussioni proseguiranno al Forum India-UE all'inizio di febbraio, riunendo responsabili politici, aziende ed esperti per tradurre questi piani in azioni concrete.

Con l'atteso aumento delle importazioni, si cerca di rafforzare anche i controlli

La Commissione europea ha istituito una task force per garantire che le importazioni rispettino gli standard dell'Unione. La task force si concentrerà in particolare sulla sicurezza di alimenti e mangimi, sui residui di pesticidi e sulle azioni di monitoraggio coordinate dell'UE su specifici prodotti importati. Riunisce le competenze della Commissione e degli Stati membri e contribuirà a un'ulteriore armonizzazione dei controlli sulle importazioni in tutta l'UE, elaborando raccomandazioni per azioni congiunte tra la Commissione e gli Stati membri e individuando dove siano necessarie ulteriori misure amministrative o normative per rafforzare i controlli.

Norme rigorose sulle importazioni in materia di igiene di alimenti e mangimi, sicurezza dei consumatori e stato sanitario di animali e piante mirano a garantire che tutte le importazioni soddisfino gli stessi elevati standard dei prodotti provenienti dall'UE stessa. I controlli sulle importazioni sono fondamentali per verificare la conformità di alimenti e mangimi ai requisiti pertinenti. Le norme UE si applicano a tutti i prodotti venduti nell'UE, siano essi di origine nazionale o importati.

Tra Europa e Brasile istituita l'area più grande di scambio dei dati

La Commissione europea e il Brasile hanno hanno concordato che i rispettivi livelli di protezione dei dati sono comparabili. sarà ora possibile per aziende, autorità pubbliche e ricercatori scambiarsi liberamente dati tra l'UE e il Brasile, dando impulso al commercio digitale tra le due giurisdizioni. Le decisioni consentiranno di risparmiare sui costi e garantiranno certezza del diritto e stabilità alle aziende europee che hanno già investito in Brasile e alle aziende brasiliane che si stanno espandendo nel mercato dell'UE. Creano la più grande area di circolazione dei dati libera e sicura al mondo, a beneficio di 670 milioni di consumatori tra l'UE e il Brasile.

La libera circdolazione dei dati è un ulteriore tassello nel contesto dell'Accordo di partenariato (EMPA) e dell'Accordo commerciale interinale (iTA) firmati il ​​17 gennaio tra l'UE e il Mercosur.

L'importanza degli accordi è sottolineata nelle dichiarazione di  Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia: "Oggi l'UE sta ulteriormente rafforzando i suoi legami con uno dei suoi partner più strategici e affini. La nostra decisione di reciproca adeguatezza è un passo fondamentale per una maggiore integrazione delle nostre economie. Creerà nuove opportunità per le nostre imprese e promuoverà l'innovazione, a vantaggio di milioni di consumatori in Europa e Sud America".

Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Il Brasile ha creato un solido quadro normativo in materia di privacy e protezione dei dati che tutela i diritti fondamentali. Insieme, abbiamo creato il più grande spazio al mondo per flussi di dati transfrontalieri sicuri, che copre oltre 670 milioni di persone. Questo accordo promuove il commercio digitale, supporta le imprese di tutte le dimensioni e stabilisce un punto di riferimento globale che dimostra come una solida tutela della privacy possa coesistere con l'innovazione e la crescita. Invia un messaggio chiaro: i diritti fondamentali non si fermano ai confini, dando ai consumatori la certezza che i loro dati siano rispettati e protetti".

Il sostegno economico UE a nuovi investimenti nei paesi dei Balcani occidentali

La Commissione europea ha annunciato un sostegno di 171 milioni di euro per promuovere lo sviluppo infrastrutturale e la crescita del settore privato nei paesi dei Balcani occidentali. Il nuovo pacchetto di sostegno include contributi agli investimenti grazie al supporto di diverse fonti di finanziamento: lo Strumento di assistenza preadesione (IPA III) per un progetto in Bosnia-Erzegovina, il Fondo per la cooperazione e lo sviluppo (WBIF) per un progetto in Montenegro ed il Fondo per le riforme e la crescita (RGF) per progetti in Albania, Montenegro e Macedonia del Nord.

Del pacchetto totale, 91,8 milioni di euro sono destinati a progetti infrastrutturali nei quattro partner. Si prevede che questo finanziamento mobiliterà 263 milioni di euro di investimenti totali in sette progetti in settori prioritari, tra cui digitale, energia pulita, capitale umano, trasporti e ambiente. Inoltre, 2,9 milioni di euro sono stanziati per quattro progetti di assistenza tecnica in Albania e Bosnia-Erzegovina, volti a sostenere futuri investimenti nei settori dell'energia, dell'acqua, dell'innovazione e della ricerca.

Il pacchetto include anche 76,3 milioni di euro di contributi a programmi a sostegno del settore privato.

 

 

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La Giornata UE
27/01/2026

Proteggere la comunità: i suoi volti, le sue voci

Oggi l’informazione, che sia sui temi nazionali o sulle questioni europee e globali, è chiamata a contribuire alla protezione delle persone, delle realtà sociali e dei beni che insistono su un determinato territorio da minacce invisibili, la cui definizione si sintetizza nell’acronimo FIMI (foreign information, manipulation, interference).

Il Global Risks Report 2026 del World Economic Forum le colloca al secondo posto in termini di gravità del rischio a livello globale e sottolinea come la disinformazione e le manipolazioni attraverso le nuove tecnologie dell’intelligenza artificiale possono approfondire le divisioni politiche, culturali o identitarie all'interno delle società, corrodendo il dibattito pubblico e indebolendo le risposte alle crisi.

Nel suo messaggio del 24 gennaio in occasione della giornata mondiale delle comunicazioni sociali, papa Leone XIV avverte che preservare la centralità dell’uomo – “volti e voci sono sacri” – implica una sfida antropologica che coinvolge la società intera a tutti i livelli in un’alleanza fondata su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione.

Il ruolo dell’informazione assume un’importanza fondamentale in quest’ottica. Da un lato diviene più che mai necessaria per creare una più precisa consapevolezza dei cittadini e delle realtà sociali che la compongono, in particolare quelli più esposti a situazioni di rischio per età, condizioni di debolezza o fragilità, e per situazioni sociali (adolescenti, anziani, minoranze). Dall’altro è chiamata ad un dovere di ricerca della verità dei fatti, che non sarebbe in sé un compito nuovo, ma si presenta oggi quanto mai difficile.

L’Europa in questa sfida sta cercando di dotarsi degli strumenti giusti di difesa. La consapevolezza dei propri valori di libertà  e democrazia, un tempo faro di civiltà nel mondo intero, risente l’insidia della solitudine in un contesto globale ostile, dove dietro questa enorme forza invisibile c’è solo una manciata di aziende.

La forza dell’Europa, spesso criticata perché considerata un vincolo troppo oneroso per le imprese, è proprio la sua capacità di regolamentare anche i settori più sfuggenti. E’ grazie a questa forza che importanti normative  come il Digital Service Act o l’Artificiale Intelligence Act hanno potuto porre dei limiti alla proliferazione di pratiche scorrette e pericolose nel mondo delle tecnologie digitali e delle grandi piattaforme on line.

Certo non basta. Occorre difendersi, e difendere l’indipendenza del giornalismo e di chi vuole continuare a svolgere questo lavoro con onestà e trasparenza. Un passo importante in questa direzione è stato fatto con l’adozione dello Scudo della Democrazia, sviluppato congiuntamente dalla Commissione Europea e dal Servizio Europeo per l'Azione Esterna, che mira a rafforzare l'integrità dello spazio informativo nei processi elettorali ed in altri ambiti della democrazia.

Nella sua dimensione esterna il contrasto alla disinformazione vede anche un’azione condotta dalle istituzioni europee in particolare contro la propaganda russa, come la recente decisione del Consiglio UE di imporre nuove misure restrittive su personalità russe accusate di diffondere disinformazione sulla guerra in Ucraina, come  i presentatori televisivi Dmitry Guberniev, Ekaterina Andreeva e Maria Sittel, o come il propagandista Pavel Zarubin.

Ma il vero terreno di gioco, come avverte anche Papa Leone XIV, è l’educazione, con l’introduzione nei sistemi educativi ad ogni livello dell’alfabetizzazione ai media, all’informazione e all’IA: senza trascurare gli anziani ed i membri emarginati della società.

In questo senso l’Europa deve saper raccordare la cultura umanistica che da sempre indirizza l’uomo verso lo sviluppo delle facoltà di riflessione, analisi e pensiero critico, con i cambiamenti nella percezione della realtà indotti dalla rivoluzione delle tecnologie digitali.

E qui, oltre alle varie “strategie” ( strumento ampiamente usato dalla UE negli ultimi anni) occorre che l’UE impari a porre in essere anche le “tattiche” che ne conseguono.

Piercarlo Valtorta

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Editoriale
26/01/2026

Lo strumento di debito comune SAFE per il settore della difesa

Un secondo gruppo di stati membri ha presentato alla Commissione europea i propri piani di difesa nazionale, per l'erogazione di prestiti nell'ambito dell'iniziativa Azione per la sicurezza in Europa (SAFE): si tratta di Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia. Lo strumento SAFE prevede una rigorosa valutazione dei piani di investimento per la difesa da parte della Commissione, che in caso di esito positivo  può erogare prestiti a basso costo e a lungo termine, consentendo ai paesi richiedenti di  aumentare in tempi rapidi la loro prontezza militare e di acquisire le moderne attrezzature di difesa necessarie. Il quadro rafforza inoltre l'integrazione dell'Ucraina nell'ecosistema di sicurezza dell'UE, garantendo che il sostegno europeo rimanga flessibile e sostenibile.

I livelli di finanziamento per ciascun paese sono stati fissati provvisoriamente a settembre, sulla base dei principi di solidarietà e trasparenza. Questo gruppo di otto Stati membri avrà diritto a circa 74 miliardi di euro dopo la firma degli accordi di prestito. Questi fondi forniranno un impulso fondamentale alle capacità strategiche laddove sono più necessarie.

Riportiamo la dichiarazione del Commissario europeo per la difesa Kubilius: "Con questa seconda tranche di investimenti SAFE, l'Europa sta finalmente sostenendo le sue ambizioni di sicurezza con il necessario peso finanziario. Non ci limitiamo più a elaborare strategie; stiamo costruendo una realtà di hard power. Con SAFE incentiviamo gli Stati membri ad acquisire congiuntamente, ricercando velocità, scalabilità ed efficienza. Questo è un chiaro segnale sia all'industria europea che ai nostri avversari: l'Europa prende sul serio la propria forza e sovranità, e le nostre forze armate hanno bisogno dei migliori e di personale tempestivo."

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