Le linee Guida per le imprese europee a protezione dalla concorrenza straniera sleale
La Commissione Europea ha pubblicato le Linee Guida ai sensi del Regolamento europeo relativo alle Sovvenzioni Estere (FSR) per aumentare la prevedibilità e garantire la trasparenza per le imprese. Chiariscono diversi aspetti del FSR: (i) la valutazione delle distorsioni, (ii) la valutazione delle distorsioni specificamente nelle procedure di appalto pubblico, (iii) il test di bilanciamento (le Linee Guida spiegano il processo utilizzato dalla Commissione per valutare gli effetti negativi di una sovvenzione estera distorsiva rispetto a eventuali effetti positivi) e (iv) l'utilizzo del meccanismo di richiesta di rimborso per le concentrazioni e le procedure di appalto pubblico (la Commissione può richiedere la notifica preventiva delle concentrazioni non soggette a notifica, nonché dei contributi finanziari esteri nelle procedure di appalto pubblico, quando sono soddisfatte determinate condizioni).
La Commissione è tenuta a pubblicare le Linee Guida entro il 13 gennaio 2026. Il Regolamento sulle sovvenzioni estere (FSR) impone inoltre alla Commissione di presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio contenente una revisione delle proprie pratiche di attuazione e applicazione del Regolamento, entro il 14 luglio 2026.
La Vicepresidente esecutiva per una Transizione Pulita, Giusta e Competitiva, Teresa Ribera, ha dichiarato: "Con la pubblicazione delle Linee Guida sul Regolamento sulle Sovvenzioni Estere, offriamo alle organizzazioni un modo chiaro e pratico per trasformare le buone intenzioni in azioni concrete. Le Linee Guida definiscono aspettative condivise per un processo decisionale responsabile, affinché gli investimenti possano procedere in modo affidabile."
Stéphane Séjourné, Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la Strategia Industriale, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è garantire che le aziende europee competano in condizioni di parità. Con queste nuove Linee Guida, chiariamo come affrontare gli effetti distorsivi dei sussidi esteri negli appalti pubblici. Allineando le procedure di appalto dell'UE ai principi di merito e correttezza, proteggiamo il mercato unico e garantiamo che gli investimenti pubblici continuino a sostenere la leadership industriale e la competitività in tutta Europa".
Il commissario Kubilius in Svezia per parlare di difesa europea
Il Commissario per la Difesa e lo Spazio Andrius Kubilius parteciperà al principale forum svedese sulla politica di sicurezza e difesa, la Conferenza Nazionale Annuale Folk och Försvar 2026, domenica e lunedì 11 e 12 gennaio.
Il Commissario Kubilius terrà un discorso programmatico su "La determinazione dell'Europa in un'epoca di incertezza" nel panel della Conferenza "Europa sotto pressione", esponendo le sue ultime opinioni sulla prontezza della difesa europea. Sottolineerà che, sebbene l'Europa stia aumentando la produzione e la spesa per la difesa, le capacità materiali da sole non sono sufficienti. Secondo il Commissario, la capacità dell'Europa di dissuadere e difendere dipende da una maggiore prontezza istituzionale della difesa, da un'architettura di difesa europea coerente e dai progressi verso una vera "Unione Europea della Difesa".
Durante la visita, il Commissario Kubilius incontrerà anche i leader svedesi, tra cui il Primo Ministro Ulf Kristersson, il Ministro della Difesa Pål Jonson e il Ministro della Protezione Civile Carl-Oskar Bohlin, nonché il Capo di Stato Maggiore della Difesa svedese, Generale Michael Claesson.
La conferenza nazionale annuale Folk och Försvar riunisce alti dirigenti politici, funzionari militari ed esperti per discutere le sfide alla sicurezza della Svezia e dell'Europa in un contesto geopolitico in continua evoluzione.
I giovani incontrano le Istituzioni europee
Il Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner, ha ospitato a Vienna, in Austria, un incontro con i giovani incentrato sul futuro dell'UE, sulla migrazione e sulla sicurezza interna. L'incontro ha riunito oltre 100 studenti dell'AHS Heustadelgasse per discutere di migrazione, sicurezza interna e lotta alla criminalità, come delineato nella strategia europea per la sicurezza interna, ProtectEU. L'incontro ha anche evidenziato il programma Erasmus+ e le opportunità per i giovani, come i pass di viaggio DiscoverEU, assegnati a oltre 40.000 giovani in occasione del 40° anniversario di Schengen.
I dialoghi con il mondo giovanile rientrano nell'impegno della Commissione europea a integrare la voce dei giovani nell'elaborazione delle politiche dell'UE, come stabilito negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen per il periodo 2024-2029. Questi dialoghi sono importanti per garantire che la voce dei giovani venga ascoltata e contribuisca a plasmare il lavoro della Commissione.
L'UE e la Giordania segnano una pietra miliare fondamentale nelle loro relazioni di lunga data con il primo vertice bilaterale in assoluto. L'UE era rappresentata dalla Presidente von der Leyen e dal Presidente Costa, e la Giordania da Sua Maestà il Re Abdullah II.
I leader hanno fatto il punto sull'attuazione del Partenariato Strategico e Comprensivo tra l'UE e la Giordania (PSC) firmato un anno fa e hanno definito le priorità per il futuro, tra cui una conferenza di alto livello UE-Giordania sugli investimenti prevista per aprile 2026. Il vertice ha ribadito l'impegno dell'UE nei confronti della Giordania come partner strategico chiave per la stabilità, la prosperità e la cooperazione in Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione, ha dichiarato: "Il partenariato UE-Giordania è più forte che mai. Il primo vertice UE-Giordania di oggi segna l'anniversario del nostro partenariato strategico e globale e i traguardi concreti che abbiamo raggiunto insieme da allora. Da una cooperazione politica più approfondita e un dialogo rafforzato sulla sicurezza a riforme, investimenti e opportunità per cittadini e imprese. Stiamo trasformando gli impegni in azioni concrete per la stabilità, la resilienza e la prosperità condivisa".
Nel corso del suo primo anno, il Partenariato ha prodotto risultati concreti nei suoi cinque pilastri: I) relazioni politiche e cooperazione regionale, II) sicurezza e difesa, III) resilienza economica, commercio e investimenti, IV) capitale umano, inclusi istruzione e competenze, e V) migrazione, protezione e sostegno ai rifugiati. I leader hanno rafforzato i legami politici collaborando per sostenere la stabilità regionale. La cooperazione in materia di sicurezza e difesa è progredita grazie al nuovo sostegno dell'UE nell'ambito del Fondo europeo per la pace e ai progressi nella gestione integrata delle frontiere.
Sul fronte economico, l'UE ha sostenuto il programma di riforme e la resilienza economica della Giordania.
Nel settembre 2025, l'UE ha adottato e implementato un programma di assistenza macrofinanziaria del valore di 500 milioni di euro. Un ulteriore programma di assistenza macrofinanziaria sarà adottato nel 2026, per altri 500 milioni di euro. Questo programma includerà erogazioni di sostegno al bilancio e una mobilitazione accelerata degli investimenti, anche per la transizione verde, l'acqua, l'energia e la connettività digitale.
L'UE e la Giordania hanno inoltre approfondito la cooperazione dal basso, tra le persone, attraverso i programmi per l' istruzione, le competenze, la ricerca e la mobilità giovanile, come ad esempio il programma per la ricerca e l'innovazione nell'area del Mediterraneo (PRIMA). Inoltre, l'UE ha mantenuto il suo sostegno agli sforzi eccezionali della Giordania nell'accogliere i rifugiati, garantendo l'accesso ai servizi, ai mezzi di sussistenza e alla protezione. La cooperazione con la Giordania sarà intensificata nel quadro del Patto per il Mediterraneo e del suo primo Piano d'Azione (previsto per marzo 2026).
Nel 2026, il Partenariato entrerà in una fase di attuazione più intensa, con tappe fondamentali che ne consolideranno ulteriormente la cooperazione e l'impatto. Tra queste, la Conferenza di alto livello UE-Giordania sugli investimenti (aprile 2026) e l'avvio del primo Dialogo UE-Giordania sulla sicurezza e la difesa, nonché un ulteriore dialogo sui diritti umani. La firma del primo Sostegno al Bilancio Multisettoriale è prevista per l'inizio del 2026 e darà il via a riforme chiave per migliorare la competitività, l'occupazione e il contesto imprenditoriale in Giordania.
L'UE e la Giordania rafforzeranno il commercio e gli investimenti transfrontalieri firmando, in occasione della Conferenza di Investimento UE-Giordania della primavera del 2026, diversi progetti infrastrutturali e di connettività di punta. Tra questi, il sistema di trasporto nazionale per la desalinizzazione dell'acqua tra Aqaba e Amman.
Sono pubblici i rusultati della consultazione sul Digital Market Act
La Commissione europea ha pubblicato i risultati della consultazione pubblica per monitorare l'impatto del Digital Markets Act (DMA). Sono stati inviati oltre 450 contributi da parte di un'ampia gamma di parti interessate, tra cui piccole e medie imprese (PMI), gatekeeper, organizzazioni della società civile, accademici e singoli cittadini. I contributi mostrano generalmente un ampio sostegno degli intervistati agli obiettivi del DMA e indicano che il regolamento ha già apportato benefici. Alcuni contributi chiedono di rafforzare l'interoperabilità, l'accesso ai dati e la portabilità dei dati, nonché il supporto alle PMI. Alcuni chiedono anche di ampliare l'ambito di applicazione del DMA, in particolare in relazione all'intelligenza artificiale e ai servizi cloud. I gatekeeper, d'altro canto, hanno espresso critiche, ad esempio per quanto riguarda l'impatto sull'esperienza utente, nonché preoccupazioni sulla proporzionalità.
La valutazione di questi contributi confluirà nella relazione di revisione della Commissione che sarà presentata entro il 3 maggio 2026 al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. La revisione periodica del DMA ogni tre anni è un obbligo di legge, imposto dal regolamento stesso, per garantire che il DMA raggiunga i suoi obiettivi e mantenga la sua efficacia nel panorama in continua evoluzione dei mercati digitali.
La sintesi ed i contributi nel dettaglio sono consultabili al seguente link:
https://digital-markets-act.ec.europa.eu/consultation-first-review-digital-markets-act_en
I ministri dell'agricoltura dell'UE si sono incontrati in una riunione straordinaria, su invito della Commissione europea e del Ministro Maria Panayiotou per la presidenza cipriota del Consiglio. La Commissione era rappresentata a questa riunione dai Commissari Hansen, Šefčovič e Várhelyi. Questo quanto hanno dichiarato:
Riconoscendo che l'agricoltura è fondamentale per la sovranità europea e che il settore agroalimentare dell'UE è fondamentale per la competitività europea, grazie a milioni di posti di lavoro e valore aggiunto, i partecipanti hanno fatto il punto sulle sfide che gli agricoltori e il settore agroalimentare devono affrontare e hanno scambiato opinioni sulle loro aspettative per il 2026. Le discussioni si sono concentrate sulle preoccupazioni derivanti dall'accresciuta volatilità e incertezza dei mercati globali, nonché sulla necessità di preservare una solida posizione competitiva degli agricoltori europei.
L'UE è consapevole della propria responsabilità e riconosce pienamente il senso di urgenza percepito nel settore. Per questo motivo, le azioni sono state orientate ad alleviare le pressioni e a creare nuove opportunità. I risultati della riunione sono strutturati come segue:
1. Garantire il sostegno della PAC: bilancio e quadro finanziario pluriennale post-2027
2. Fertilizzanti: migliorare la disponibilità e l'accessibilità economica, rafforzare la produzione interna e ridurre le dipendenze
3. Competitività globale: opportunità, parità di condizioni e reciprocità
4. Ulteriore semplificazione a vantaggio degli agricoltori
La sicurezza alimentare è una componente fondamentale della sicurezza e della sovranità complessive dell'UE. È pertanto necessario garantire il futuro dell'agricoltura e di un settore agroalimentare competitivo in Europa. L'UE è pronta ad agire laddove necessario, a breve e a lungo termine. Continuerà a difendere con rigore i propri interessi nel settore dell'agricoltura e della sicurezza alimentare e a trasformare in realtà la Visione per l'agricoltura e l'alimentazione.
In partenza 40.000 giovani europei che gireranno l'Europa
Oltre 40.000 diciottenni, risultati vincitori dei premi DiscoverEU dalla Commissione Europea, potranno viaggiare gratuitamente in treno attraverso l'Europa, .Oltre al pass di viaggio, i partecipanti beneficeranno di una carta sconto che offre migliaia di riduzioni su attività culturali, alloggi, trasporti locali, cibo e altri servizi. DiscoverEU contribuisce inoltre alla Bussola Culturale per l'Europa attraverso una maggiore promozione degli Itinerari Culturali DiscoverEU, una raccolta di destinazioni europee accuratamente selezionate per gli appassionati di cinema, moda, gastronomia, belle arti e altro ancora. Parte del programma includerà sessioni informative pre-partenza e incontri DiscoverEU. Uno di questi incontri sarà organizzato a Lione (Francia) a luglio, nel contesto della Settimana Europea della Gioventù 2026, incentrato su solidarietà ed equità. Oltre 200 giovani viaggiatori provenienti da tutta Europa si riuniranno lì.
DiscoverEU è un elemento fondamentale del programma Erasmus+ e promuove la mobilità giovanile, i viaggi ecosostenibili, gli scambi culturali e l'unità europea. Questa edizione celebra anche 40 anni di viaggi in Europa senza frontiere, grazie all'accordo di Schengen.
Glenn Micallef, Commissario per l'Equità intergenerazionale, i Giovani, la Cultura e lo Sport, ha dichiarato: "DiscoverEU offre a migliaia di giovani europei l'opportunità di esplorare il nostro continente, incontrare nuove persone e sperimentare in prima persona il valore della libera circolazione. Questa speciale edizione per il 40° anniversario di Schengen ci ricorda che la mobilità è un diritto che teniamo caro, un pilastro della nostra identità europea condivisa".
Questa tornata era aperta alle persone nate tra il 1° gennaio 2007 e il 31 dicembre 2007, provenienti sia dagli Stati membri dell'UE che dai paesi associati a Erasmus+ (Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Macedonia del Nord, Serbia e Turchia) e ha ricevuto 246.782 candidature. Dal 2018, oltre 1,9 milioni di giovani hanno presentato domanda per 431.931 titoli di viaggio. Come nelle edizioni precedenti, disposizioni speciali garantiranno l'accesso ai viaggiatori provenienti da isole, regioni ultraperiferiche o aree remote.
Il primo tour istituzionale nell'ambito del patto per il Mediterraneo
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, insieme al Presidente del Consiglio Europeo, António Costa, saranno in Giordania, Siria e Libano questa settimana. La loro visita fa seguito all'adozione del Patto per il Mediterraneo a novembre, che promuove la cooperazione, la prosperità e la stabilità duratura nella regione. Giovedì 7 gennaio, ad Amman, incontreranno Sua Maestà il Re Abdullah II per il primo vertice UE-Giordania, riaffermando l'impegno dell'UE nei confronti della Giordania come partner strategico chiave in Medio Oriente e nel Mediterraneo. I tre leader faranno il punto sull'attuazione del Partenariato Strategico e Globale, firmato un anno fa, e definiranno le priorità per il futuro.
Venerdì 8 gennaio, la von der Leyen e António Costa si recheranno a Damasco per incontrare il Presidente al-Sharaa e approfondire i legami politici e l'impegno economico con il Paese. L'UE rimane fermamente impegnata per la ripresa, la ricostruzione e la pace civile in Siria. Più tardi, nel corso della giornata, i due leader si recheranno a Beirut per incontrare il presidente Aoun e rafforzare ulteriormente il partenariato UE-Libano, concentrandosi su prosperità, sicurezza e stabilità.
Riportiamo il testo integrale della dichiarazione rilasciata dai partner europei che partecipano alla "coalizione dei volenterosi", che si è riunita ieri 6 gennaio.
"I membri della Coalizione dei Volenterosi, Ucraina e Stati Uniti, si sono riuniti oggi a Parigi.
Abbiamo tutti sottolineato il nostro impegno per una pace giusta e duratura in Ucraina, in linea con i principi della Carta delle Nazioni Unite, e abbiamo accolto con favore i progressi compiuti, anche nelle discussioni tra americani, ucraini, partner europei e altri.
In particolare, la Coalizione ha chiarito che la capacità dell'Ucraina di difendersi è di fondamentale importanza per garantire il futuro della sicurezza collettiva ucraina ed euro-atlantica. Abbiamo confermato che garantire la sovranità e la sicurezza duratura dell'Ucraina sarà parte integrante di un accordo di pace e che qualsiasi soluzione dovrà essere supportata da solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina.
Siamo pronti a impegnarci in un sistema di garanzie politicamente e giuridicamente vincolanti che saranno attivate una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, in aggiunta agli accordi bilaterali di sicurezza e in conformità con i nostri rispettivi ordinamenti giuridici e costituzionali.
Questo include le seguenti componenti:
1. Partecipazione a un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco proposto dagli Stati Uniti. Sarà istituito un sistema di monitoraggio del cessate il fuoco continuo e affidabile, che includerà i contributi dei membri della Coalizione dei Volentieri. La Coalizione dei Volentieri sarà inoltre rappresentata nella Commissione Speciale che verrà istituita per affrontare eventuali violazioni, attribuire le responsabilità e determinare i rimedi.
2. Sostegno alle Forze Armate ucraine: la Coalizione ha concordato di continuare a fornire assistenza militare e armamenti essenziali a lungo termine alle Forze Armate ucraine per garantirne la capacità sostenibile, poiché rimarranno la prima linea di difesa e deterrenza. Ciò includerà, a titolo esemplificativo ma non esaustivo: pacchetti di difesa a lungo termine; sostegno al finanziamento dell'acquisto di armi; continua cooperazione con l'Ucraina sul suo bilancio nazionale per il finanziamento delle forze armate; accesso a depositi di difesa in grado di fornire rapidamente supporto aggiuntivo in caso di un futuro attacco armato; fornitura di supporto pratico e tecnico all'Ucraina nella costruzione di fortificazioni difensive.
3. Una Forza Multinazionale per l'Ucraina, composta da contributi di nazioni disponibili nell'ambito della Coalizione, per sostenere la ricostruzione delle forze armate ucraine e la deterrenza. È stata condotta una pianificazione militare coordinata per preparare misure di rassicurazione aerea, marittima e terrestre e per la rigenerazione delle forze armate ucraine. Abbiamo confermato che tali misure di rassicurazione dovranno essere rigorosamente attuate su richiesta dell'Ucraina, una volta ottenuta una cessazione credibile delle ostilità. Questi elementi saranno guidati dall'Europa, con il coinvolgimento anche di membri non europei della Coalizione, e con il supporto proposto degli Stati Uniti.
4. Impegni vincolanti a sostenere l'Ucraina in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia, al fine di ripristinare la pace. Abbiamo concordato di finalizzare impegni vincolanti che definiscano il nostro approccio a sostegno dell'Ucraina e a ripristino della pace e della sicurezza in caso di un futuro attacco armato da parte della Russia. Tali impegni possono includere l'impiego di capacità militari, supporto logistico e di intelligence, iniziative diplomatiche e l'adozione di ulteriori sanzioni.
5. Impegno ad approfondire la cooperazione di difesa a lungo termine con l'Ucraina. Abbiamo concordato che continueremo a sviluppare e approfondire la cooperazione reciprocamente vantaggiosa in materia di difesa con l'Ucraina, tra l'altro: formazione, produzione congiunta di prodotti industriali per la difesa, anche mediante l'uso di strumenti europei pertinenti, e cooperazione in materia di intelligence.
Abbiamo inoltre deciso di istituire una cellula di coordinamento USA/Ucraina/Coalizione presso il Quartier generale operativo della Coalizione a Parigi.
Finlandia e Slovacchia al centro della cultura europea nel 2026
Il 2026 porta con sé due nuove capitali europee della cultura: Oulu, in Finlandia, e Trenčín, in Slovacchia. Con il sostegno della Commissione Europea, durante tutto l'anno, queste due città ospiteranno eventi culturali, mostre e spettacoli, mettendo in risalto la ricchezza delle nostre culture europee comuni.
L'inaugurazione di Oulu come capitale europea della cultura avrà luogo dal 16 al 18 gennaio 2026. Il programma culturale della città, intitolato "Cambiamento climatico culturale", affronta le attuali sfide globali, tra cui la resilienza ai cambiamenti climatici e il contributo della consapevolezza culturale. La città ha l'ambizione di incoraggiare il pubblico a ripensare il modo in cui la cultura viene creata, vissuta e condivisa in quest'area.
Trenčín ospiterà il suo evento di apertura dal 13 al 15 febbraio 2026. Con il suo programma incentrato sul tema "Risvegliare la curiosità", la città mira a ispirare la costruzione di ponti tra le persone, tra passato e futuro, e tra immaginazione e realtà. Da 40 anni, il premio Capitali europee della cultura offre alle città l'opportunità di celebrare la diversità, coinvolgere le comunità e promuovere lo sviluppo locale e regionale.
Il Commissario per l'Equità intergenerazionale, i Giovani, la Cultura e lo Sport, Glenn Micallef, ha dichiarato: "Congratulazioni a Oulu e Trenčín, Capitali europee della cultura 2026. Non vediamo l'ora di sperimentare i loro programmi orientati alla trasformazione, che invocano un cambiamento climatico culturale e fanno appello alla nostra curiosità. Entrambe le Capitali europee della cultura 2026 abbracciano pienamente il valore di questa iniziativa faro e il suo impatto duraturo sulla cultura, sulle città e sui cittadini di tutta Europa, arricchendo la vita culturale, connettendo le persone attraverso la creatività e ispirando un cambiamento duraturo attraverso l'arte e la cultura".
La Commissione ha assegnato alle due Capitali europee della cultura 2026 il Premio Melina Mercouri da 1,5 milioni di euro, finanziato nell'ambito del programma Europa creativa, in riconoscimento della qualità dei loro preparativi per l'anno.
Per una maggiore uniformità dei criteri di imposizione fiscale nell'economia digitale globale
La Commissione europea accoglie con favore l'accordo dell'OCSE su un pacchetto completo per il funzionamento coordinato delle norme globali sull'imposizione minima per un'economia digitalizzata e globale.
Il 5 gennaio, i paesi dell'OCSE hanno concordato la semplificazione del Secondo Pilastro e il sistema "side-by-side" nell'ambito delle norme globali anti-erosione della base imponibile (GloBE). Si tratta di un passo positivo che stabilizza il sistema globale dell'imposizione minima, semplifica le norme, garantisce equità e mantiene la competitività delle imprese. Salvaguarda l'imposizione minima effettiva delle imprese multinazionali e migliora la certezza del diritto e la prevedibilità per le imprese europee, rafforzando al contempo la stabilità del sistema fiscale internazionale. Il risultato evidenzia inoltre il valore di una solida cooperazione multilaterale e contribuisce a salvaguardare condizioni di parità nella tassazione globale.
Sulla base dei progressi già compiuti nell'ambito del Secondo Pilastro nell'Unione europea, la Commissione supervisionerà l'attuazione efficace e coerente del Secondo Pilastro all'interno dell'UE. Parallelamente, la Commissione proseguirà i suoi lavori per semplificare e snellire ulteriormente le norme fiscali per le imprese soggette al secondo pilastro, al fine di ridurre gli oneri amministrativi preservando nel contempo l'integrità del quadro.
La reazione dell'Europa al divieto da parte di Israele nei confronti delle ONG a Gaza
L'Alto Rappresentante/Vicepresidente Kaja Kallas e i Commissari Hadja Lahbib e Dubravka Šuica, a nome della Commissione Europea, hanno rilasciato la seguente dichiarazione, chiedendo a Israele di consentire alle ONG internazionali di operare e fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi in Palestina:
"Con l'arrivo dell'inverno, i palestinesi sono esposti a forti piogge e temperature in calo, senza un riparo sicuro. I bambini non vanno a scuola. Le strutture mediche sono a malapena funzionanti, con personale e attrezzature minimi.
Chiediamo a Israele di consentire alle ONG internazionali di operare e fornire aiuti salvavita ai civili bisognosi in Palestina.
Senza queste ONG internazionali, gli aiuti umanitari non possono essere forniti nella misura necessaria a prevenire ulteriori perdite di vite umane a Gaza.
Per fornire aiuti in modo rapido, sicuro e nella misura richiesta, le ONG internazionali devono essere in grado di operare in modo duraturo e prevedibile. Senza di loro, l'assistenza salvavita non può raggiungere le persone bisognose.
La fornitura di aiuti umanitari e la fornitura di servizi ai civili dipendono dall'accesso. Ai sensi del diritto internazionale umanitario, tutte le parti in conflitto deve consentire e facilitare il passaggio rapido e senza ostacoli di aiuti umanitari basati su principi”.
I cittadini europei chiedono più trasparenza nella politica
La Commissione europea ha registrato un'Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), intitolata "Etica, Trasparenza e Integrità per i Partiti Politici Europei".L'iniziativa invita la Commissione a "concepire un modello europeo di governance etica basato sulla trasparenza, l'integrità e la responsabilità condivisa". A tal fine, gli organizzatori chiedono alla Commissione di "proporre un atto legislativo che modifichi e renda più rigoroso" il regolamento UE "sui partiti politici europei e sulle fondazioni politiche europee e introduca requisiti più rigorosi" in materia di conflitti di interesse, trasparenza, processo decisionale, condotta non etica e finanziamento.
Poiché questa iniziativa soddisfa i requisiti formali stabiliti dalla legislazione pertinente, la Commissione la ritiene giuridicamente ammissibile ai sensi del regolamento sull'Iniziativa dei Cittadini Europei. La Commissione non ha analizzato il merito delle proposte in questa fase. La registrazione non influenza la decisione finale della Commissione nel merito, né eventuali azioni che potrebbe intraprendere. La Commissione prenderà una decisione sull'iniziativa solo se raccoglierà almeno un milione di firme da parte dei cittadini dell'UE.
La flotta occulta di navi che trasportano il greggio russo
Gli Stati membri hanno adottato una decisione riguardante 41 nuove navi come facenti parte della flotta ombra russa. A queste navi, di conseguenza, sarà vietato l'accesso ai porti e la ricezione di servizi marittimi nell'UE. Con queste nuove iscrizioni, l'UE ha ora inserito un totale di 597 navi.
Prendendo di mira la flotta ombra russa l'UE intende limitare ulteriormente le entrate che la Russia genera dalle esportazioni di petrolio via mare e per ostacolare la sua capacità di finanziare ll'invasione dell'Ucraina. Inoltre, l'UE aumenta di fatto i costi per la Russia, interrompendone le operazioni marittime e interrompendo i suoi rapporti con gli operatori europei. Le iscrizioni affrontano anche i gravi rischi per la sicurezza marittima e l'ambiente posti dalle navi della flotta ombra, spesso obsolete e sottoassicurate. Con questa decisione, l'UE dimostra il suo impegno ad adottare nuove misure per aumentare la pressione sulla Russia, in particolare durante il processo di negoziazione di un accordo di pace in corso. Inoltre, la designazione odierna è una continuazione delle sanzioni adottate in precedenza a seguito dell'aggressione militare della Russia contro l'Ucraina.
Maggiore protezione dall'amianto
La Commissione Europea ha adottato nuove misure per proteggere meglio i lavoratori dall'amianto, una sostanza pericolosa e cancerogena.
Queste misure includono:
- delle Linee guida per aiutare gli Stati membri a rispettare le norme UE sui limiti di esposizione dei lavoratori all'amianto, incluse la formazione e le misure di controllo;
- Una raccomandazione della Commissione che elenca un numero maggiore di malattie da considerare professionali, tra cui diversi tipi di cancro, per proteggere la salute dei lavoratori e promuovere il diritto a ricevere un indennizzo per l'esposizione correlata al lavoro.
Queste nuove misure si aggiungono alla Direttiva sull'amianto del 2023, che stabilisce limiti di esposizione professionale più bassi e altre misure per ridurre i rischi per i lavoratori. Entro il 21 dicembre 2025, gli Stati membri devono recepire la Direttiva nel diritto nazionale. Queste azioni concretizzano l'approccio globale dell'UE per un futuro senza amianto in Europa, a sostegno della salute delle persone e dell'ambiente.
Tassonomia semplificata per istituzioni finanziarie e non
La Commissione europea ha pubblicato delle linee guida per aiutare i soggetti destinatari degli obblighi in materia di informativa previsti dalla tassonomia UE per le attività economiche sostenibili ad adeguarsi alle nuove norme semplificate che entreranno in vigore a partire da gennaio 2026. Il quadro semplificato adottato a luglio 2025 riduce significativamente gli oneri di rendicontazione per le imprese dell'UE. Ad esempio, le aziende non sono più tenute a valutare le attività non rilevanti ai sensi della tassonomia UE, gli indicatori chiave di prestazione per gli istituti finanziari sono semplificati e il numero di punti dati nei modelli di rendicontazione è ridotto dell'89% per le imprese finanziarie e del 66% per le imprese non finanziarie.
Le linee guida, che si presentano sotto forma di una bozza di risposte alle domande frequenti (FAQ), forniscono indicazioni tempestive e pratiche sull'attuazione e l'interpretazione giuridica delle norme semplificate in materia di informativa prima della loro entrata in vigore. Aiuteranno le parti interessate a preparare la loro prima rendicontazione annuale sulla tassonomia secondo le norme semplificate, la cui pubblicazione è prevista per il 2026 e relativa all'esercizio finanziario 2025.
Stanziati fondi per proteggere il personale umanitario
L'Unione Europea intensifica la protezione del personale umanitario che opera in zone ad alto rischio, stanziando ulteriori 4,35 milioni di euro per l'iniziativa "Protect Aid Workers".
La decisione arriva in un momento in cui il lavoro del personale umanitario sta diventando sempre più pericoloso. Questo nuovo finanziamento sosterrà il personale umanitario che subisce incidenti critici durante lo svolgimento del proprio dovere, garantendone la sicurezza e il recupero. L'attenzione sarà rivolta principalmente agli operatori umanitari locali, poiché sono maggiormente esposti alla violenza armata e alle minacce alla loro vita.
L'annuncio è stato dato ieri, mentre la Commissaria per la Preparazione, la Gestione delle Crisi e l'Uguaglianza, Hadja Lahbib, ospitava un evento collaterale alla cerimonia del Premio Sakharov per incontrare i candidati al premio, la Mezzaluna Rossa Palestinese e l'UNRWA, ma anche gli operatori umanitari provenienti da Afghanistan, Ucraina e Sudan che hanno beneficiato del programma Protect Aid Workers. Dal lancio del programma Protect Aid Workers, l'UE ha sostenuto oltre 450 operatori umanitari e le loro famiglie.
Consultazione pubblica sulla politica energetica e climatica della UE
La Commissione europea ha lanciatouna consultazione pubblica rivolta a stakeholder e cittadini, in vista della prossima revisione del Regolamento UE sulla governance dell'Unione dell'energia e le politiche per il clima. Si tratta del quadro strategico per il raggiungimento degli obiettivi di politica energetica e climatica dell'UE nel percorso verso la neutralità climatica. Adottato nel 2018, il Regolamento stabilisce gli obiettivi energetici e climatici per il 2030 e gli impegni per il rispetto degli Accordi di Parigi, supportando gli Stati membri nella loro pianificazione strategica attraverso i Piani Nazionali per l'Energia e il Clima (PNEC).
La revisione, prevista già negli orientamenti politici della Commissione per il periodo 2024-2029, mira ad allineare meglio l'attuale governance energetica e climatica con gli obiettivi strategici di accessibilità economica, competitività, decarbonizzazione, sicurezza energetica e autonomia strategica, guardando oltre il 2030. Intende semplificare ulteriormente gli obblighi di pianificazione e rendicontazione e ridurrà gli oneri amministrativi, supportata ove opportuno da un'ulteriore digitalizzazione. La revisione fa seguito alla relazione di revisione dello scorso anno sul funzionamento del Regolamento. Cittadini, professionisti ed esperti sono incoraggiati a partecipare fino al 12 marzo 2026. al seguente link: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/16034-Update-of-the-governance-of-the-Energy-Union-and-climate-action_en
I contributi contribuiranno ai preparativi della Commissione per la proposta legislativa, prevista per l'ultimo trimestre del 2026.
Al via i nuovi finanziamenti per progetti di collaborazione nel settore della difesa
La Commissione europea investirà 1 miliardo di euro nella ricerca e sviluppo congiunti nel settore della difesa nell'ambito del programma di lavoro del Fondo europeo per la difesa (FED) per il 2026, rafforzando l'approccio collettivo dell'Europa all'innovazione e al rafforzamento delle capacità in materia di difesa. Dal suo avvio nel 2021, il FED ha sostenuto 224 progetti con circa 4 miliardi di euro, rafforzando la cooperazione tra gli Stati membri e promuovendo tecnologie di difesa condivise.
Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: "L'Europa deve rafforzare la collaborazione in materia di difesa, con il Fondo europeo per la difesa che funge da fondamento fondamentale per questo sforzo. Per la sesta volta, stiamo investendo risorse significative per incentivare e sostenere la ricerca e lo sviluppo sulle principali capacità di difesa. Con 1 miliardo di euro nel Fondo europeo per la difesa 2026, stiamo ponendo la collaborazione al centro dell'innovazione europea nel settore della difesa. Stiamo trasformando le priorità condivise in capacità condivise".
Il programma 2026 finanzierà 31 temi di ricerca e sviluppo collaborativi in aree prioritarie chiave concordate dagli Stati membri, che spaziano dalle capacità di difesa fondamentali alle tecnologie future e all'innovazione nel settore della difesa. Mantiene inoltre un forte sostegno alle piccole e medie imprese e alle società a media capitalizzazione.
In linea con la strategia industriale europea per la difesa, il programma introduce nuove misure per accelerare e semplificare i cicli di innovazione, in particolare per le tecnologie dirompenti.
In orvbita due nuovi satelliti europei
L'Europa ha lanciato con successo due nuovi satelliti, rafforzando così il suo sistema di navigazione satellitare Galileo. Il lancio è avvenuto dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, a bordo di un razzo Ariane 6. I nuovi satelliti aggiungono capacità alla costellazione Galileo e ne rafforzano l'affidabilità a lungo termine. Galileo è il sistema di navigazione satellitare più preciso al mondo ed è utilizzato da circa 4,5 miliardi di persone in tutto il mondo. Questo sistema satellitare europeo fornisce servizi di posizionamento e misurazione del tempo precisi, con una precisione di circa un metro e fino a 20 centimetri grazie al suo servizio ad alta precisione. Questi servizi supportano usi quotidiani come la risposta alle emergenze, la navigazione per auto, navi, treni e droni e la misurazione del tempo per le telecomunicazioni e le transazioni finanziarie.
I due satelliti saranno sottoposti a diversi mesi di test e calibrazione in orbita prima di entrare in servizio. Galileo è finanziato dall'Unione Europea e gestito dalla Commissione Europea. I servizi del sistema sono gestiti dall'Agenzia dell'UE per il Programma Spaziale, con il supporto tecnico dell'Agenzia Spaziale Europea e dei partner industriali europei.
Promuovere l'agroalimentare europeo
La Commissione europea ha annunciato un pacchetto record di 205 milioni di euro per cofinanziare attività volte a promuovere prodotti agroalimentari europei sostenibili e di alta qualità nel 2026, sia a livello nazionale che internazionale. Il nuovo programma di promozione mira a rafforzare la competitività globale del settore agroalimentare europeo esplorando nuovi mercati e consolidando quelli esistenti.
Uno dei momenti salienti dell'anno sarà il lancio della campagna "Acquistare prodotti alimentari europei", volta ad aumentare i consumi e a celebrare l'eccellente qualità dei prodotti agroalimentari europei, rafforzando così il rapporto tra consumatori e produttori. I finanziamenti saranno ripartiti tra la promozione in paesi terzi come Cina e Nord America e il mercato interno dell'UE, con stanziamenti rispettivamente di 70,3 milioni di euro e 79,7 milioni di euro.
Christophe Hansen, Commissario per l'Agricoltura e l'Alimentazione, ha sottolineato che queste iniziative sono fondamentali per valorizzare i prodotti europei e massimizzare i benefici degli accordi commerciali.
La cultura in Europa
Il programma Creative Europe ha contribuito a salvaguardare la diversità culturale, rafforzare la competitività e consentire al settore culturale e creativo, nonché al settore audiovisivo, di cooperare oltre i confini nazionali. Questi sono i risultati messi in evidenza nella relazione adottata dalla Commissione sull'implementazione del programma negli ultimi dieci anni.Per quanto riguarda i film che hanno beneficiato di un finanziamento da parte del programma MEDIA, la loro accessibilità tramite TV, cinema e video on demand risulta significativamente più alta , rispettivamente di 9,5, 6,6 e 3,2 volte, rispetto a opere simili non sostenute da MEDIA. Allo stesso tempo, il programma Cultura ha sostenuto oltre 1.800 progetti che hanno coinvolto 6.700 organizzazioni e ha finanziato quasi 500.000 giornate di mobilità per artisti e professionisti della cultura, aiutando le loro opere a circolare oltre i confini nazionali e linguistici.
Lo Strumento di Garanzia per i Settori Culturali e Creativi, implementato insieme al Fondo Europeo per gli Investimenti, ha mobilitato quasi 2 miliardi di euro in prestiti e ridotto fino al 30% la carenza di accesso al finanziamento tramite debito. Il suo successo ha aperto la strada al lancio di uno strumento di equity per il settore audiovisivo: MediaInvest.
Nel 2021, Europa Creativa ha inoltre iniziato a finanziare progetti di alta qualità nel settore dell'informazione per promuovere l'indipendenza, il pluralismo e l'alfabetizzazione mediatica.
La relazione inoltre indica come er il futuro i finanziamenti siano più che mai fondamentali per continuare a sostenere le esigenze dei settori dei media e culturali e creativi, affinché possano liberare il loro pieno potenziale e continuare ad adattarsi alle importanti sfide di mercato, tecnologiche e di altro tipo che devono affrontare, ampliando al contempo l'accesso a una varietà di contenuti culturali oltre confine.
La relazione comprende la valutazione finale del programma 2014-2020 e la valutazione intermedia del programma attuale.
Maggiore trasparenza nei contenuti creati con l'IA
La Commissione ha pubblicato una prima bozza del Codice di condotta sulla riconoscibilità tramite specifica etichettatura dei contenuti generati dall'IA, la cui versione finale dovrà essere adottata entro giugno 2026.
L'articolo 50 della legge sull'IA prevede l'obbligo per i fornitori di contrassegnare i contenuti generati o manipolati dall'IA in un formato leggibile da una macchina, e per i professionisti che utilizzano sistemi di IA generativa di etichettare chiaramente i deepfake e le pubblicazioni testuali basate sull'IA su questioni di interesse pubblico. Per aiutare i fornitori e gli utilizzatori a soddisfare questi requisiti, la Commissione sta agevolando l'elaborazione di un Codice di condotta volontario redatto da esperti indipendenti, prima dell'entrata in vigore di queste norme.
La bozza del Codice di condotta si compone di due sezioni. La prima sezione riguarda le regole per consentire di rilevare i contenuti di IA, la cui applicazione interessa i fornitori di sistemi di IA generativa. La seconda sezione riguarda l'etichettatura dei deepfake e di determinati testi generati o manipolati dall'IA su questioni di interesse pubblico ed è applicabile agli utilizzatori di sistemi di IA generativa.
La Commissione raccoglierà i feedback sulla prima bozza del Codice di condotta entro il 23 gennaio. La seconda bozza sarà redatta entro metà marzo 2026, mentre la finalizzazione del Codice è prevista per giugno del prossimo anno.Le norme sulla trasparenza dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale entreranno in vigore il 2 agosto 2026.
Le dogane ai valichi di frontiera con i paesi del Balcani occidentali
Questa mattina, la Commissaria per l'Allargamento Marta Kos ha assistito alla firma di tre accordi bilaterali tra le amministrazioni doganali di Albania, Moldavia e Macedonia del Nord con quelle di Grecia, Bulgaria e Italia. I memorandum mirano a ridurre i tempi di attesa ai valichi di frontiera e a facilitare la circolazione delle merci; che fanno parte del Piano di Crescita dell'UE per la Moldavia e dell'iniziativa "Corsie Verdi UE-Balcani Occidentali", guidata dalla Comunità dei Trasporti e dall'Accordo Centroeuropeo di Libero Scambio (CEFTA),
Le disposizioni sullo scambio di dati doganali tra paesi UE ed extra-UE potranno essere attuate solo quando sarà stato definito il necessario quadro giuridico dell'UE e sarà entrata in vigore la riforma doganale dell'UE. Parallelamente, l'UE ha anche stanziato 54 milioni di euro per investire in 11 valichi di frontiera prioritari per garantire un transito più fluido delle merci. Si tratta di un passo concreto verso la graduale integrazione dei partner dei Balcani occidentali nel mercato unico dell’UE, come previsto dal piano di crescita dell’UE per i Balcani occidentali adottato nel 2023.
La nuetralità climatica resta un'ambizione basate su cifre astratte
Ieri la Commissioneha adottato la relazione sui progressi compiuti nel raggiungimento degli obiettivi di emissione per il 2030 , che riflette l'ambizione della Commissione a svolgere un ruolo guida nella transizione verso una società climaticamente neutra. Infatti, la Commissione ha definito una serie di tappe per raggiungere la neutralità climatica, in primo luogo riducendo le proprie emissioni di carbonio del 60% tra il 2005 e il 2030 (con una diminuzione del 38% tra il 2019 e il 2030) e compensando le emissioni rimanenti con rimozioni di carbonio certificate di alta qualità. La relazione sulla revisione dei progressi considera anche azioni complementari per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030.
La relazione mostra che la Commissione sarebbe sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo per il 2030, riuscendo a ridurre la sua impronta di carbonio complessiva del 31% entro il 2024, rispetto ai livelli del 2019. In particolare, la Commissione ha compiuto notevoli progressi per quanto riguarda le emissioni degli edifici, con una riduzione del 26% in tutte le sedi, rispetto all'obiettivo del 30% entro il 2030. Per quanto riguarda gli spostamenti casa-lavoro del personale, si è registrata una riduzione del 49% in tutte le sedi, rispetto all'obiettivo del 45% entro il 2030. Per quanto riguarda i viaggi di esperti esterni, si è registrata una riduzione del 59%, rispetto all'obiettivo del 50% entro il 2030. Per quanto riguarda le emissioni derivanti dagli spostamenti professionali del personale, la Commissione proseguirà i suoi sforzi per raggiungere l'obiettivo del 50% entro il 2030 al più tardi.
Sulla base dei risultati del 2024, la Commissione sembra sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi generali. Tuttavia, la stessa relazione ammette che l'obiettivo di riduzione delle emissioni per la Commissione rimane ambizioso e sono necessari ulteriori sforzi per raggiungere una riduzione delle emissioni di CO2e.
Il Gruppo Banca Europea per gli Investimenti (BEI) raddoppierà i finanziamenti per l'edilizia abitativa nell'ambito del pacchetto per l'edilizia abitativa della Commissione Europea. Il Gruppo BEI ha aumentato notevolmente i finanziamenti a sostegno di alloggi a prezzi accessibili e sostenibili, in linea con il piano della Commissione, concentrandosi principalmente su innovazione, ristrutturazioni e nuove costruzioni. L'anno prossimo, la dotazione aumenterà ulteriormente, estendendo il supporto finanziario e di consulenza della BEI a tutti gli Stati membri e facendo leva sui fondi dell'Unione Europea.
La Presidente del Gruppo BEI, Nadia Calviño, ha dichiarato: "Stiamo incrementando gli investimenti nell'edilizia abitativa a 6 miliardi di euro nel 2026, promuovendo l'innovazione, le ristrutturazioni e i nuovi progetti edilizi in tutta l'UE".
Il pacchetto per l'edilizia abitativa della Commissione include il primo Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili, nonché una strategia specifica per il settore dell'edilizia abitativa e la revisione delle norme sugli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di sostenere gli investimenti in alloggi a prezzi accessibili. Il Gruppo BEI collaborerà strettamente con la Commissione per contribuire a tradurre le ambizioni del piano in investimenti concreti sul campo.
Gli elementi chiave del contributo del Gruppo BEI al pacchetto abitativo della Commissione annunciato oggi includono:
- Iniziativa Housing TechEU da 400 milioni di euro: questo programma fornisce finanziamenti essenziali per l'innovazione nell'ambito della strategia della Commissione per l'edilizia abitativa, promuovendo nuove tecnologie di costruzione e opportunità abitative scalabili.
- Piattaforma di investimento paneuropea: il Gruppo BEI e la Commissione stanno collaborando con le banche di promozione nazionali per sviluppare una piattaforma che metta in contatto gli investitori con i progetti edilizi. La piattaforma, che si basa sull'attuale portale web del Gruppo BEI dedicato all'edilizia abitativa, sarà un punto di riferimento per investimenti, conoscenze e casi di studio in alloggi a prezzi accessibili e sostenibili.
- Cofinanziamento e valorizzazione degli investimenti finanziati dall'UE: il Gruppo BEI collaborerà direttamente con gli Stati membri, le città e i fornitori di alloggi, e indirettamente attraverso partnership con banche e istituti di promozione nazionali (NPBI) e banche commerciali, per contribuire a mobilitare finanziamenti per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili, un obiettivo chiave del piano dell'UE.
- Strumenti finanziari innovativi: attraverso la sua unità di consulenza, il Gruppo BEI ha sviluppato congiuntamente con la Commissione strumenti modello per combinare le sovvenzioni di coesione dell'UE con i finanziamenti del Gruppo BEI e altri finanziamenti pubblici e privati per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili. Il Gruppo BEI ha inoltre contribuito alle discussioni sulla revisione delle norme sugli aiuti di Stato per consentire un maggiore sostegno agli investimenti pubblici e privati in alloggi a prezzi accessibili in tutti gli Stati membri.
- Studio di fattibilità per gli alloggi per studenti: nell'ambito del nuovo pacchetto per l'edilizia abitativa, il servizio consultivo della BEI collaborerà con la Commissione per individuare opportunità di miglioramento degli alloggi per studenti in tutta Europa.
Ioannis Tsakiris, Vicepresidente della BEI e responsabile della politica abitativa della BEI, ha dichiarato: "Il piano per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili della Commissione segna una svolta per l'agenda europea in materia di edilizia abitativa. Lavorando in stretta collaborazione con la Commissione europea, il Gruppo BEI è pienamente mobilitato per supportare gli Stati membri con i finanziamenti, l'innovazione e le competenze tecniche necessarie per accelerare la realizzazione di alloggi a prezzi accessibili e sostenibili. Attraverso il nostro approccio a tre pilastri: innovazione, ristrutturazione e nuova costruzione, ci impegniamo ad aiutare città, regioni e fornitori di alloggi a tradurre questa ambizione europea in milioni di nuove abitazioni per i cittadini che ne hanno più bisogno".
Il Gruppo BEI ha lanciato un Piano d'azione per un'edilizia abitativa accessibile e sostenibile, concepito per sostenere pienamente gli obiettivi della Commissione. Il piano si articola su tre pilastri, che guidano l'attività di finanziamento e consulenza del Gruppo:
- Innovazione: sostenere nuove tecnologie, metodi di costruzione industrializzati e opzioni digitali per rendere la fornitura di alloggi più rapida, ecologica ed economica.
- Ristrutturazione: consentire l'ammodernamento su larga scala e l'ammodernamento energeticamente efficiente del parco immobiliare esistente in Europa.
- Nuova costruzione: finanziare la costruzione di abitazioni a prezzi accessibili e sostenibili in collaborazione con partner nazionali e locali.
Il Gruppo BEI collabora strettamente con la Commissione, i governi nazionali, le città, le istituzioni finanziarie internazionali, le banche di promozione nazionali e gli intermediari finanziari per rafforzare il settore immobiliare europeo, fornendo i finanziamenti e le competenze necessarie per costruire alloggi più innovativi, efficienti dal punto di vista energetico e accessibili. Il Gruppo BEI basa il suo approccio all'edilizia abitativa a prezzi accessibili su tre priorità fondamentali: il sostegno a tecniche di costruzione innovative e sostenibili, la ristrutturazione del patrimonio edilizio obsoleto europeo e la costruzione di nuovi alloggi a prezzi accessibili.
Per accelerare i progressi, il Gruppo BEI ha lanciato un Piano d'azione per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili e sostenibile, volto ad aumentare i finanziamenti in tutta Europa a oltre 4 miliardi di euro nel 2025 e a raggiungere 6 miliardi di euro di prestiti per l'edilizia abitativa nel 2026, con un supporto completo e soluzioni di mercato più rapide. Nell'ambito di questo Piano d'azione, il Consiglio di amministrazione della BEI ha autorizzato un'iniziativa HousingTechEU, la prima nel suo genere, da 400 milioni di euro, per sostenere le imprese a media e grande capitalizzazione del mercato immobiliare dell'UE al fine di accelerare l'innovazione industriale, tecnologica e nel settore delle costruzioni. Questo nuovo finanziamento contribuirà allo sviluppo di nuovi materiali da costruzione, macchinari e ingegneria per migliorare la qualità e ridurre i costi degli alloggi, stimolando al contempo l'innovazione e la competitività in Europa.
Per facilitare l'accesso al supporto da parte di enti locali, sviluppatori e comunità, il Gruppo ha collaborato con i partner per sviluppare il portale online "More homes. Better homes", che mette in contatto gli operatori del settore immobiliare con la consulenza, i finanziamenti e le risorse di cui hanno bisogno. Questo portale web è stato approvato dalla Commissione Europea come primo passo verso la Piattaforma Paneuropea di Investimento.
Il ritorno al passato nella legislazione ambientale
La Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure per semplificare la legislazione ambientale nei settori delle emissioni industriali, dell'economia circolare, delle valutazioni ambientali e dei dati geospaziali. Le modifiche contribuiranno a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, mantenendo al contempo gli ambiziosi obiettivi dell'UE in materia di tutela dell'ambiente e della salute umana. Accelereranno e semplificheranno le procedure di autorizzazione per tutti i progetti, in particolare nei settori strategici, come i progetti digitali strategici, i progetti sulle materie prime critiche e gli alloggi a prezzi accessibili, facilitando la transizione verso un'economia pulita e digitale nell'UE.
Secondo l'esecutivo comunitario, Semplificare la normativa e ridurre gli oneri amministrativi è infatti essenziale per raggiungere questi obiettivi ambientali e rafforzare la competitività dell'UE. La Commissione continuerà a lavorare per la semplificazione della legislazione vigente oltre l'attuale pacchetto di misure, basandosi sui suggerimenti ricevuti durante l'invito a presentare contributi.
Il gruppo politico dei Verdi, in seno al Parlamento europeo, lancia l'allarme con questa dichiarazione: "Le proposte presentate oggi rappresentano un passo indietro assoluto. Proprio il giorno in cui l'Agenzia europea dell'ambiente conferma che l'UE non raggiungerà i suoi obiettivi in materia di biodiversità, ambiente e clima per il 2030, la Commissione sta indebolendo importanti standard di protezione ambientale. La Commissione sta di fatto invertendo bruscamente la rotta. Questa è una deregolamentazione mascherata da riduzione della burocrazia, del tutto irresponsabile e in palese disprezzo delle raccomandazioni scientifiche. Queste proposte non sono efficienti; sono miopi. L'Europa ha bisogno di regole stabili e affidabili affinché le aziende possano investire, i cittadini siano tutelati e si possano finalmente compiere progressi nella salvaguardia dei nostri mezzi di sussistenza. È anche assurdo che la Commissione europea non abbia effettuato una valutazione d'impatto.
"La Mediatrice europea ha recentemente espresso una dura critica a questo approccio. In sostanza, significa che i presunti miliardi di risparmi sono completamente infondati. La Commissione ignora completamente i costi conseguenti per il nostro ambiente e per noi cittadini. Anche la trasparenza sulle sostanze pericolose è in calo: la banca dati SCIP, che registra tutte le sostanze chimiche particolarmente nocive presenti nei prodotti per consentirne la gestione in sicurezza durante il riciclaggio, verrà abolita. Per i cittadini, questo significa concretamente che non saranno più in grado di sapere se dispositivi elettronici o mobili contengono sostanze nocive e che durante il riciclaggio verranno rilasciate nell'ambiente più sostanze inquinanti."
Il Consiglio europeo per la ricerca a sostegno dei giovani ricercatori
Il Consiglio europeo della ricerca (ERC) ha selezionato 349 ricercatori nell'ambito dei Consolidator Grant, borse di studio destinate a quei ricercatori che pur non essendo più a inizio carriera non hanno ancora raggiunto l'apice e quindi necessitano di sostegno per proseguire nei loro progetti di ricerca. .Erogati dal programma Horizon Europe dell'UE, questi finanziamenti consentiranno ai ricercatori di perseguire idee innovative in diverse discipline. I finanziamenti, infatti, sosterranno la ricerca d'avanguardia presso università e centri di ricerca di 25 Stati membri dell'UE e paesi associati. Tra i progetti finanziati figurano la costruzione di motori proteici, l'utilizzo della rilevazione quantistica per rilevare la sepsi precoce e la progettazione di nanoparticelle che colpiscono le cellule tumorali.
Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le startup, la ricerca e l'innovazione, ha dichiarato: "Congratulazioni a tutti i ricercatori per aver vinto i finanziamenti dell'ERC. Il budget record di 728 milioni di euro dimostra che l'UE è seriamente intenzionata a rendere il continente attraente per ricercatori eccellenti".
L'ERC ha ricevuto 3.121 candidature per questo bando, con un aumento del 35% rispetto al precedente bando dell'anno scorso.
Le Autostrade dell'energia nella nuova inziativa dell'Europa
La Commissione ha proposto il Pacchetto Reti Europee, che modernizzerà e amplierà la rete elettrica europea per consentire all'energia di fluire in modo efficiente in tutti gli Stati membri, integrare energia pulita più economica e accelerare l'elettrificazione. Il Pacchetto Reti contribuirà a fornire energia sicura, accessibile e pulita a tutti gli europei, a rafforzare l'indipendenza energetica dell'UE e a sostenere la nostra competitività.
Nell'ambito del Pacchetto, la Commissione ha anche presentato le Autostrade dell'Energia, annunciate dalla Presidente Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell'Unione 2025. Questi progetti strategici chiave rispondono alle esigenze infrastrutturali più urgenti che richiedono ulteriore sostegno e impegno per la loro attuazione, in vista del completamento dell'Unione dell'Energia.
Parlamento europeo e gli Stati membri hanno raggiunto l'accordo sull'obiettivo giuridicamente vincolante di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra (GHG) entro il 2040 e sulla modifica della legge UE sul clima. L'accordo include anche la possibilità di utilizzare crediti internazionali di alta qualità per raggiungere la riduzione del 90% delle emissioni di gas serra entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990, con un contributo adeguato fino al 5%. L'obiettivo climatico concordato garantisce una traiettoria chiara e stabile verso un'economia europea decarbonizzata entro il 2050. Offre certezza agli investitori e alle imprese per promuovere la transizione pulita, la competitività industriale, la sicurezza energetica e l'indipendenza dell'UE.
A livello internazionale, l'UE sta dimostrando il suo fermo impegno per il raggiungimento dell'accordo di Parigi e la sua leadership come partner all'avanguardia e affidabile nell'azione globale per il clima. La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "Oggi l'UE dimostra il suo forte impegno per l'azione per il clima e l'accordo di Parigi. Un mese dopo la COP30, abbiamo trasformato le nostre parole in azioni, con un obiettivo giuridicamente vincolante di riduzione del 90% delle emissioni entro il 2040. Abbiamo una chiara direzione di marcia verso la neutralità climatica e un piano pragmatico e flessibile per rendere la transizione pulita più competitiva".
Questo accordo provvisorio definisce un percorso pragmatico e flessibile verso il 2040 che riflette le attuali realtà economiche e geopolitiche. Fornisce le condizioni abilitanti per raggiungere l'obiettivo concordato del 90%, inclusa la piena attuazione del Clean Industrial Deal. Definisce alcune flessibilità ed elementi chiave per l'obiettivo del 2040 e per il quadro climatico post-2030 che guideranno le prossime proposte legislative della Commissione:
- La legge prevede la possibilità di utilizzare crediti internazionali di alta qualità per fornire un "contributo adeguato" al raggiungimento dell'obiettivo del 2040, a partire dal 2036. Tale importo può arrivare fino al 5% delle emissioni nette di gas serra dell'UE del 1990, corrispondente a una riduzione nazionale delle emissioni nette di gas serra dell'85% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2040. E' previsto un periodo pilota per il periodo 2031-2035.
- La possibilità di utilizzare le capacità stabili di assorbimento a livello nazionale nell'ambito del Sistema UE di scambio delle quote di emission (EU ETS) per compensare le emissioni residue difficili da ridurre.
- Saranno previste maggiore flessibilità all'interno e tra i settori e gli strumenti per contribuire al raggiungimento degli obiettivi in modo semplice ed economicamente conveniente. Concretamente, ciò potrebbe dare a uno Stato membro la possibilità di compensare le carenze in un settore senza compromettere il progresso complessivo.
L'accordo provvisorio evidenzia inoltre gli elementi che dovranno essere inclusi nel quadro post-2030. Tra questi, una maggiore attenzione alla competitività dell'industria e dell'economia europee; una transizione equa, pragmatica, economicamente vantaggiosa e socialmente equilibrata per tutti; tecnologie innovative e pulite basate sulla neutralità tecnologica; e soluzioni basate sulle energie rinnovabili. I colegislatori hanno introdotto una valutazione biennale sull'attuazione degli obiettivi intermedi per tenere conto delle più recenti evidenze scientifiche, degli sviluppi tecnologici e della competitività globale dell'UE. Anche la disposizione relativa alla revisione è stata rafforzata, in modo che la Commissione, in una futura revisione, possa fare il punto sugli impatti sulla competitività delle industrie dell'UE, sull'evoluzione dei prezzi dell'energia, sullo stato degli assorbimenti netti a livello UE e sulla flessibilità degli Stati membri nell'utilizzo di crediti internazionali di alta qualità per raggiungere i propri obiettivi e sforzi post-2030.
L'accordo posticipa inoltre di un anno, dal 2027 al 2028, l'applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE per gli edifici, il trasporto su strada e le piccole industrie (ETS2). Il rinvio non pregiudica gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e verifica previsti dall'ETS2, che sono iniziati come previsto nel 2025.
Il Kazakhstan guarda all’UE come un partner affidabile per una crescente cooperazione che presenti aspetti di rilievo per ambo le parti. Un pensiero messo nero su bianco dal ministro degli Esteri Yermek Kosherbayev in un articolo di opinione per Euronews.
Il ministro kazako, infatti, sottolinea il valore che un approvvigionamento sicuro e continuo di energia e di minerali critici può avere per lo sviluppo tecnologico del vecchio continente e dare piena possibilità di realizzazione alla trasformazione digitale ed ambientale che rappresenta uno dei principali obiettivi dell’Unione Europea. Gli avvenimenti recenti hanno evidenziato il pericolo per l’Europa costituito dalla dipendenza per i propri approvvigionamenti (in particolare di prodotti energetici e di altri minerali critici) da pochi fornitori; inoltre, l’incertezza relativa alla percorribilità di taluni importanti corridoi logistici in ragione dell’accresciuta e generale instabilità di molte aree non garantisce la continuità delle forniture, aspetto di importanza capitale nel quadro della programmazione ed esecuzione delle attività industriali.
Le parole del ministro kazako rivelano come l’obiettivo del Paese sia quello di diventare un hub logistico, commerciale e finanziario nell’Asia centrale, avvalendosi della sua posizione geografica nel cuore dell’Eurasia. Il Kazakhstan costituisce infatti, per dimensione e posizione geografica, disponibilità di riserve energetiche, tassi di crescita economica e riforme in senso liberale della società e dell’economia, uno degli attori chiave della regione centro-asiatica. Negli ultimi anni, le relazioni e le cooperazioni tra l’Unione nel suo insieme (ma anche tra il nostro Paese) ed il Kazakhstan sono cresciute e si sono approfondite estendendosi a vari campi: i due Attori hanno istituito un dialogo politico, istituzionale e commerciale che, pur oramai abbastanza consolidato, presenta ancora margini di implementazione. L’UE è la maggiore controparte commerciale del Kazakhstan e il livello degli investimenti europei nel Paese è in costante crescita. Come ricorda il ministro Kosherbayev al riguardo, nell’ultimo decennio, da quando cioè il Kazakhstan e l’Unione Europea hanno firmato l’Accordo di partenariato e cooperazione rafforzato (EPCA), pietra miliare per un impegno comune verso una partnership ampia e lungimirante, la cooperazione si è ampliata e con oltre 200 miliardi di euro investiti dal 2005, l’UE è oggi il principale partner commerciale e di investimento del Kazakhstan.
Da parte europea vi è la necessità di approvvigionarsi di materiali critici (terre rare in particolare) così indispensabili all’industria tecnologica, militare oltre che civile, che in tempi di riarmo assumono ulteriore valore, affrancandosi, per quanto possibile, dal quasi monopolio cinese, utilizzato da questi ultimi talvolta come leva negoziale; il Kazakhstan, il cui sottosuolo è ricco di tali prodotti, necessita di investimenti, infrastrutture e know-how per dare un buster alla propria economia. I materiali in questione sono essenziali per le tecnologie energetiche, in particolare quelle green, e la domanda mondiale, già oggi consistente, è destinata a quadruplicare da qui al 2040. Il Kazakhstan è il principale produttore mondiale di uranio e uno dei primi dieci esportatori di rame e zinco. Esso è tra i primi 20 Paesi con riserve provate di cromo, zinco, piombo, rame, oro, titanio, ferro, manganese, cadmio e bauxite. Oltre la metà dei materiali considerati critici dall’UE sono già prodotti in Kazakistan cui va aggiunta la recente scoperta, annunciata la scorsa primavera, di un grande giacimento di terre rare a Karagandy, che pare accreditato di quasi un milione di tonnellate di cerio, lantanio, neodimio, ittrio ed altri materiali appetibili. Come riporta l’ONU, poi: “Il Kazakhstan è un importante produttore di energia a livello mondiale. Si colloca tra i primi quindici Paesi al mondo per le sue riserve di petrolio, carbone e uranio, e tra i primi venti per l’estrazione di gas naturale….I principali partner di esportazione del Paese sono Italia (19%), Cina (10%), Paesi Bassi (10%)”.
Gia’ nel 2020 l’UE aveva avviato il proprio Piano d’azione per i materiali critici. In esso, l’obiettivo d’azione 9 prevedeva l’incremento della collaborazione con Paesi affini e ricchi di risorse per rafforzare la resilienza dell’industria verde dell’Unione Europea. E quindi l’incremento della collaborazione UE-Kazakhstan, auspicata dal ministro degli esteri di Astana, pare perfettamente inserirsi in tale quadro.
Al momento, nonostante la ricchezza del sottosuolo, il Paese necessita di investimenti ed infrastrutture. E’ interesse di Astana attivare investimenti e partnership per realizzare l’estrazione ed il trattamento in loco dei minerali in questione onde favorire l’economia domestica, pur con una spiccata attenzione ai processi di raffinazione che rischiano di aggravare precarie situazioni ambientali ereditate dalla dominazione sovietica. Inoltre, un aumento della produzione potrebbe comportare investimenti in logistica, con un ampliamento delle potenzialità del Corridoio di Mezzo, una rotta commerciale che, attraverso il Mar Caspio e la Turchia, evita di attraversare la Russia e risulta ora molto più agevole e sicura dopo l’accordo Armenia-Azerbaijan.
I mezzi e più in generale lo sviluppo che deriveranno da un uso sostenibile delle risorse minerarie kazake potranno contribuire a realizzare l’ambizioso programma di riforme lanciato dal Presidente Kassym-Jomart Tokayev ed incentrato sulla trasformazione digitale, la modernizzazione degli investimenti, la connettività globale e il rinnovamento istituzionale. Il programma vuole fare del Kazakhstan un paese leader nell’era dell’intelligenza artificiale. E’ prevista al riguardo la creazione di un nuovo Ministero dell’Intelligenza Artificiale e dello Sviluppo Digitale che sarà guidato da un esperto del settore. Il nuovo organismo guiderà la transizione del Kazakhstan verso quella che il Presidente ha descritto come una “nazione completamente digitale entro tre anni”. Questi cambiamenti, uniti al prossimo snellimento di una folta burocrazia ancora presente, consentiranno al Paese di essere ancor più attrattivo di quanto registrato fino ad ora. Cinque anni orsono, il rapporto Doing Business 2020 della Banca Mondiale poneva il Kazakistan al quarto posto per il rispetto degli accordi contrattuali e al ventiduesimo posto per facilità nell’avvio di un’impresa. Passi avanti ne sono già stati fatti ed altri di certo ne saranno realizzati. Ci sono quindi tutti i presupposti dunque affinché le parole del ministro degli esteri kazako diventino una positiva realtà in cui UE e Kazakhstan possano costruire un partenariato forte e resiliente per trasformare le sfide comuni in punti di forza condivisi.
Francesco Lombardi
UE e Canada rafforzano la cooperazione nel digitale
L'UE e il Canada hanno rafforzato la loro cooperazione e riaffermato gli interessi comuni per promuovere la competitività, l'innovazione e la resilienza economica durante il primo Consiglio di partenariato digitale tenutosi ieri a Montreal, in Canada. Il Consiglio si è svolto contemporaneamente alla riunione ministeriale del G7 "Industria, Digitale e Tecnologia", ospitata dal Canada. Grazie a strategie comuni sia l'UE che il Canada intendono rafforzare la loro competitività e sovranità digitale e hanno ribadito l'importanza di supportare le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, con normative intelligenti.
Co-presieduto dalla Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen, e dal Ministro canadese per l'Intelligenza Artificiale e l'Innovazione Digitale, Evan Solomon, il Consiglio ha accolto con favore la cooperazione nell'ambito del partenariato e ha definito un'agenda ambiziosa per i mesi a venire. L'UE e il Canada hanno concordato di esplorare opportunità di cooperazione con partner che condividono gli stessi principi su questioni di interesse comune.
L'Europa in sostegno del popolo bielorusso
La Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto da 30 milioni di euro per la popolazione bielorussa. Il pacchetto sostiene i media indipendenti, la società civile e le organizzazioni per i diritti umani, mantenendo viva la possibilità di una Bielorussia democratica attraverso la promozione dell'emancipazione civica, la tutela dei diritti umani e lo sviluppo del capitale umano bielorusso. Con questo pacchetto, l'assistenza dell'UE alla società civile bielorussa dopo le elezioni farsa del 2020 ammonta ora a 200 milioni di euro. La decisione è stata annunciata dall'Alto Rappresentante/Vicepresidente Kaja Kallas e dalla Commissaria Marta Kos con Sviatlana Tsikhanouskaya, leader delle forze democratiche bielorusse, in una conferenza ad alto livello al Parlamento europeo.
Sviluppato in stretta consultazione con le forze democratiche e la società civile bielorusse, il nuovo pacchetto assisterà le vittime della repressione, sosterrà i giornalisti che forniscono informazioni attendibili e promuoverà gli sforzi per garantire l'assunzione di responsabilità per i crimini del regime di Lukashenko. Sebbene il recente rilascio dei prigionieri politici rappresenti un passo positivo, tutti i detenuti politici devono essere rilasciati incondizionatamente e autorizzati a vivere senza intimidazioni. Questa assistenza continuativa consente alla società civile bielorussa di superare la repressione del regime e di mantenere viva la prospettiva di una futura Bielorussia democratica. Ciò è fondamentale per un'Europa stabile e sicura.
L'Alto Rappresentante/Vicepresidente Kallas ha dichiarato: "Un giorno il popolo bielorusso darà forma al proprio Paese. L'Unione Europea continuerà a sostenerlo e a mantenere viva questa speranza. L'attuale finanziamento di 30 milioni di euro rafforzerà il sostegno alle vittime della repressione, ai giornalisti indipendenti e alle iniziative volte a garantire l'accertamento delle responsabilità per i crimini commessi dal regime di Lukashenko. Il potere autoritario ha sempre dei limiti. E quando arriverà quel momento in Bielorussia, l'Unione Europea sosterrà la popolazione nel rivendicare i propri diritti". Il Commissario Kos ha dichiarato: "La nostra assistenza consente ai difensori dei diritti umani bielorussi di assistere le vittime della repressione e consente ai giornalisti e alla società civile di continuare il loro lavoro e di mantenere viva la visione di una Bielorussia democratica".
Sri Lanka, Indonesia e Thailandia ricevono aiuti dopo le inondazioni
In risposta alle devastanti inondazioni che hanno colpito Sri Lanka, Indonesia e Thailandia, l'UE ha stanziato 2,1 milioni di euro in aiuti di emergenza per le aree più colpite. Questi finanziamenti serviranno a fornire aiuti essenziali alle comunità più vulnerabili. Fino a 1,5 milioni di euro sosterranno gli interventi di soccorso in Sri Lanka, di cui 500.000 euro erogati tramite il Fondo di Emergenza per la Risposta alle Catastrofi della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Ulteriori 600.000 euro saranno destinati ai partner umanitari in Indonesia (300.000 euro) e Thailandia (300.000 euro).
"Le recenti inondazioni nel Sud-Est asiatico hanno causato profonde difficoltà, mietendo vittime e lasciando molte comunità in difficoltà ad affrontare perdite immense. Attraverso questo supporto, che fornisce soccorsi essenziali, rifugi sicuri e assistenza urgente, siamo al fianco delle famiglie più vulnerabili quando ne hanno più bisogno. Siamo qui per aiutare le persone a soddisfare i loro bisogni immediati e per dare loro la forza e il sostegno di cui hanno bisogno per iniziare a ricostruire le loro vite", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi.
L'UE sta inoltre fornendo assistenza in natura tramite il Meccanismo di Protezione Civile dell'Unione Europea. La Germania ha donato 4.600 articoli per l'alloggio, tra cui tende, materassini e altri articoli per la casa. Anche l'Italia sta inviando una squadra di ingegneri esperti. Inoltre, l'UE ha attivato il suo Servizio di Gestione delle Emergenze (EMS) Copernicus in modalità di mappatura rapida (EMSR851), con circa 30 mappe prodotte finora.
In totale, gli aiuti umanitari dell'UE per l'Asia-Pacifico hanno raggiunto gli 87 milioni di euro. All'inizio di quest'anno sono stati mobilitati fondi di emergenza anche per altri disastri nella regione, come cicloni tropicali e inondazioni.
Un partenariato con le Isole Cook in difesa del tonno più sano del mondo
L'Unione Europea e le Isole Cook hanno firmato un nuovo protocollo per rinnovare il loro accordo di partenariato per una pesca sostenibile per un periodo di sette anni (2025-2032). L'accordo garantisce alle navi dell'UE l'accesso alle acque delle Isole Cook, che ospitano alcuni degli stock di tonno più sani al mondo, per un totale di 40 giorni di pesca all'anno.Il protocollo rinnovato fornirà 3,22 milioni di euro di sostegno finanziario dell'UE in sette anni per rafforzare le capacità di gestione, controllo e sorveglianza della pesca sostenibile delle Isole Cook, nonché la sua economia blu.
Il partenariato sottolinea l'impegno condiviso di entrambe le parti per una pesca sostenibile e lo sviluppo economico. In qualità di membri della Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC), l'UE e le Isole Cook mirano a bilanciare la tutela ambientale con opportunità di pesca sostenibili, garantendo la salute a lungo termine degli ecosistemi marini.
Il Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, ha dichiarato: "I nostri accordi di partenariato hanno ottenuto un riconoscimento mondiale come punto di riferimento per una buona governance della pesca. L'Unione Europea è lieta di proseguire il suo proficuo partenariato in materia di pesca con le Isole Cook nei prossimi sette anni. Con il rinnovo del protocollo sulla pesca, le navi dell'Unione Europea potranno continuare a pescare in uno degli stock di tonno tropicale più sani. Siamo particolarmente orgogliosi di contribuire, attraverso il nostro sostegno settoriale, allo sviluppo del settore della pesca e dell'economia blu delle Isole Cook".
Il nuovo protocollo si applicherà provvisoriamente dal 9 dicembre 2025, consentendo all'UE di svolgere attività di pesca nelle acque delle Isole Cook. Entrerà formalmente in vigore una volta ratificato da entrambe le parti, con l'approvazione del Parlamento europeo da parte dell'UE.
La riproduzione delle foreste ha bisogno di maggiori tutele
E' stato raggiunto l'accordo politico tra Consiglio e Parlamento europeo sulla proposta relativa al materiale riproduttivo delle foreste (FRM). L'accordo odierno conclude due anni di negoziati. I FRM sono i semi e le piantine utilizzati per creare nuove foreste. Le nuove norme garantiranno la qualità e la disponibilità dei materiali riproduttivi per le foreste, fondamentali per la conservazione e il ripristino degli ecosistemi forestali ed in grado di svolgere un ruolo importante nell'aiutare le foreste ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Contribuiranno a mantenere foreste sane in tutta Europa e a garantire che l'albero giusto venga piantato nel posto giusto. Il nuovo quadro normativo contribuirà a costruire un settore del FRM sostenibile, innovativo, che supporti la biodiversità e contribuirà ad affrontare le sfide future.
Una volta pienamente adottate e attuate, le norme concordate oggi miglioreranno le prestazioni e l'efficacia dei controlli ufficiali, garantiranno la tracciabilità lungo tutto il ciclo del FRM e sosterranno la digitalizzazione e processi di produzione innovativi, per trasformare il FRM in un settore moderno e lungimirante. Il regolamento rivisto deve essere formalmente adottato dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Le nuove norme entreranno in vigore 5 anni dopo l'entrata in vigore della nuova legislazione.
L'alleanza globale contro la resistenza agli antibiotici
La Commissione Europea e l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno firmato un accordo da 3,5 milioni di euro nell'ambito del programma EU4Health per rafforzare la risposta globale alla resistenza antimicrobica. Questa partnership supporterà l'OMS nel monitoraggio dello sviluppo di antimicrobici e contromisure mediche, nell'elaborazione di linee guida per nuove innovazioni antibatteriche e nell'implementazione degli elenchi di agenti patogeni prioritari dell'OMS per orientare la ricerca e gli sforzi di salute pubblica a livello globale, regionale e nazionale. L'accordo promuove inoltre un migliore accesso agli antibiotici, sia nuovi che esistenti.
Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha dichiarato: "La resistenza antimicrobica è una minaccia grave ma silenziosa, che miete oltre 35.000 vittime ogni anno nella sola UE. Questo accordo tra la Commissione e l'OMS sosterrà la ricerca ad alto impatto e le iniziative sanitarie globali per prevenire e controllare la resistenza antimicrobica. Insieme all'OMS rafforzeremo la nostra capacità di prevenire, preparare e proteggere la salute delle persone".
L'accordo promuove anche la ricerca sulla terapia batteriofagica (fago), un trattamento innovativo che utilizza i virus per colpire ed eliminare i batteri. La terapia fagica sta emergendo come uno strumento promettente per il suo potenziale di colpire specificamente i batteri resistenti ai farmaci e di integrare i trattamenti antibiotici. L'accordo si concentrerà sulla definizione delle migliori pratiche per la ricerca sulla terapia fagica e sulla garanzia della sua applicazione sicura ed efficace. Riconoscendo la resistenza antimicrobica come una grave e crescente minaccia per la salute, la Commissione l'ha resa una priorità dal 2022 e sta collaborando a stretto contatto con l'OMS per sviluppare nuove contromisure mediche e rafforzare la risposta globale.
Google nel mirino per pratiche illegali inerenti l'addestramento dei modelli di AI
La Commissione europea ha avviato un'indagine antitrust formale per valutare se Google abbia violato le norme UE sulla concorrenza utilizzando i contenuti degli editori web, nonché i contenuti caricati sulla piattaforma di condivisione video online YouTube, per scopi di intelligenza artificiale ("IA"). L'indagine esaminerà in particolare se Google stia distorcendo la concorrenza imponendo termini e condizioni inique a editori e creatori di contenuti, o concedendosi un accesso privilegiato a tali contenuti, svantaggiando così gli sviluppatori di modelli di IA concorrenti. Se dimostrate, le pratiche oggetto dell'indagine potrebbero violare le norme UE sulla concorrenza che vietano l'abuso di posizione dominante (articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea ("TFUE")) e l'articolo 54 dell'Accordo sullo Spazio economico europeo ("SEE").
La Commissione svolgerà ora la sua indagine in via prioritaria. L'avvio di un'indagine formale non ne pregiudica l'esito. Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, ha dichiarato: "Una società libera e democratica si basa su media diversificati, libero accesso alle informazioni e un panorama creativo dinamico. Questi valori sono fondamentali per definire chi siamo come europei. L'intelligenza artificiale sta apportando un'innovazione straordinaria e numerosi vantaggi per i cittadini e le imprese in tutta Europa, ma questo progresso non può avvenire a scapito dei principi fondamentali delle nostre società. Per questo motivo stiamo indagando per verificare se Google abbia imposto termini e condizioni iniqui a editori e creatori di contenuti, svantaggiando al contempo gli sviluppatori di modelli di intelligenza artificiale concorrenti, in violazione delle norme UE sulla concorrenza".
In difesa di chi acquista sulla piattaforma Shein
La Commissione Europea ha inviato una richiesta di informazioni a Shein ai sensi del Digital Services Act (DSA), a seguito di evidenze preliminari secondo cui sulla puattaforma vengono offerti beni illegali, in particolare bambole sessuali con sembianze di bambinii e armi. A seguito di diverse segnalazioni pubbliche, in particolare in Francia, la Commissione sospetta che il sistema di Shein possa rappresentare un rischio sistemico per i consumatori di tutta l'Unione Europea.
La Commissione chiede ora formalmente alla piattaforma di fornire informazioni dettagliate e documenti interni su come garantisce che i minori non siano esposti a contenuti inappropriati per l'età, in particolare attraverso misure di controllo dell'età, nonché su come impedisce la circolazione di prodotti illegali sulla sua piattaforma. La Commissione sta inoltre verificando l'efficacia di tali misure di mitigazione adottate da Shein.
Il DSA richiede alle piattaforme online di grandi dimensioni (Very Large Online Platforms, VLOP), come Shein, di valutare e mitigare adeguatamente i rischi sistemici, come i rischi per i minori o la diffusione di contenuti illegali, che possono derivare dai loro sistemi, nonché dalla progettazione o dal funzionamento dei loro servizi. La Commissione sta monitorando attivamente il rispetto da parte dei VLOP, tra cui Shein, degli obblighi previsti dal DSA in tutta l'Unione europea ed è pronta a intervenire. Questa è la terza richiesta di informazioni che la Commissione invia a Shein.
Attenti al benessere di cani e gatti
E' stato raggiunto l'accordo tra Parlamento europeo e Consiglio dell'UE sulla prima normativa europea in assoluto in materia di benessere di cani e gatti, che migliorerà significativamente il trattamento di questi animali quando vengono allevati, venduti o adottati nell'UE. Le nuove misure contribuiranno inoltre a contrastare il commercio illegale all'interno e all'interno dell'UE. Una volta adottata e attuata, questa normativa garantirà l'applicazione di standard di benessere uniformi in tutta l'UE per quanto riguarda l'allevamento, la custodia e la cura di cani e gatti in strutture professionali, promuoverà la proprietà e la custodia degli animali negli allevamenti, nelle strutture di vendita o nei rifugi, che d'ora in poi dovranno essere in possesso di competenze adeguate per prendersi cura di cani e gatti.
Il Commissario per la Salute e il Benessere degli Animali, Oliver Varheyli, ha dichiarato: "L'accordo odierno segna una svolta per il benessere di cani e gatti in tutta Europa. Per la prima volta, avremo standard chiari e applicabili su come questi animali vengono allevati, tenuti e venduti nell'UE. I cittadini europei desiderano una maggiore protezione dei loro animali e un'azione più incisiva contro l'allevamento irresponsabile e il commercio illegale nell'ambito della criminalità organizzata. Accolgo con favore questa pietra miliare e ringrazio il Consiglio e il Parlamento per il loro impegno nel costruire un sistema più umano, trasparente e affidabile per gli animali da compagnia in Europa".
Il nuovo regolamento dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio e dal Parlamento europeo.
Monitoraggio delle api e degli insetti impollinatori per preservarne l'esistenza
La Commissione europea ha istituito con atto delegato un programma UE di monitoraggio degli impollinatori per aiutare gli Stati membri a invertire il declino delle popolazioni di impollinatori entro il 2030, un obiettivo chiave del Regolamento sul Ripristino della Natura (NRR).
Gli impollinatori forniscono servizi ecosistemici essenziali da cui dipendono la nostra economia, la nostra salute e la nostra qualità della vita, tra cui l'impollinazione dell'80% delle nostre colture alimentari e delle piante da fiore selvatiche. Tuttavia, una specie su tre di api, farfalle e sirfidi è in declino e una su dieci è a rischio di estinzione. Ripristinare la natura degradata dell'Europa è quindi urgente per salvaguardare la biodiversità, la sicurezza alimentare e la resilienza della natura.
Un monitoraggio affidabile, efficiente e comparabile è fondamentale per un efficace ripristino della natura. Con il programma odierno, la Commissione sostiene gli Stati membri affinché possano monitorare le popolazioni di impollinatori in modo efficiente ed efficace, consentendo al contempo la flessibilità necessaria per adattarsi alle esigenze e alle realtà locali. Il programma fornisce un metodo standardizzato, solido e scientificamente fondato per monitorare la diversità e le popolazioni degli impollinatori.
Questo quadro comune garantisce che i dati annuali raccolti su tutti i territori nazionali siano comparabili e affidabili, fornendo un quadro chiaro dei progressi verso l'obiettivo del 2030. Riduce inoltre al minimo gli oneri amministrativi a livello nazionale, consentendo alle autorità nazionali di concentrarsi sulle azioni di attuazione e ripristino. Dopo l'entrata in vigore dell'atto delegato, prevista tra 20 giorni, gli Stati membri dovrebbero attuare il programma UE di monitoraggio degli impollinatori entro un anno. La Commissione continuerà a sostenere lo sviluppo di capacità per il monitoraggio degli impollinatori negli Stati membri, anche istituendo un helpdesk dedicato per le autorità nazionali.
La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha dato avvio a Space TechEU, il primo programma di finanziamento dedicato al settore spaziale europeo, nell'ambito dell'iniziativa TechEU. L'iniziativa è stata annunciata durante la riunione triennale del Consiglio dei Ministri dell'Agenzia Spaziale Europea a Brema.
Si prevede che il nuovo programma di prestito destinerà 500 milioni di euro a sostegno delle aziende dall'upstream al downstream, e mobiliterà circa 1,4 miliardi di euro di nuovi investimenti in collaborazione con le banche commerciali. Si concentrerà in particolare sul sostegno alle PMI e alle mid-cap del settore, che spesso incontrano maggiori difficoltà nell'ottenere finanziamenti bancari.
La BEI fornirà linee di credito e garanzie ai partner bancari dell'UE. In una partnership strategica con la BEI, l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) fornirà conoscenze del settore e competenze tecniche alle banche commerciali che aderiranno al programma.
"Attraverso questo nuovo programma di finanziamento spaziale dedicato, forniremo alle banche di tutta l'UE gli strumenti e la fiducia per aumentare i finanziamenti alle aziende spaziali in Europa lungo l'intera catena del valore spaziale", ha dichiarato il Vicepresidente della BEI Robert de Groot. "Stiamo sostenendo lo sviluppo di un'industria spaziale europea forte e competitiva a livello globale, che garantisca maggiore autonomia e contribuisca alla nostra prosperità e sicurezza".
L'iniziativa è un risultato concreto del partenariato di collaborazione tripartito concordato lo scorso anno tra il Gruppo BEI, l'ESA e la Commissione Europea. Questa partnership mira a migliorare l'accesso ai finanziamenti, incoraggiare l'innovazione e la condivisione delle conoscenze e accelerare lo sviluppo di tecnologie spaziali all'avanguardia, combinando le competenze delle tre parti.
Durante l'evento di lancio ufficiale, il Direttore Generale dell'ESA Josef Aschbacher, il Commissario Europeo Andrius Kubilius e i rappresentanti di tre grandi banche commerciali europee hanno sottolineato l'importanza di questa iniziativa per accelerare gli investimenti spaziali attraverso finanziamenti dedicati al settore.
BEI ed ESA stanno unendo le forze per migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese, in particolare PMI e mid-cap, operanti nel settore spaziale e dei settori abilitanti per lo spazio. Molte di queste aziende si trovano ad affrontare persistenti difficoltà di finanziamento, in parte perché le banche non hanno familiarità con il settore. L'iniziativa mira a colmare questa lacuna fornendo competenze tecniche, acquisendo conoscenze di mercato e promuovendo il programma tra le aziende meno abituate ai finanziamenti commerciali.
Il programma Space TechEU si aggiungerà ai programmi spaziali esistenti della Commissione Europea. Attraverso una stretta cooperazione, garantirà che le priorità strategiche dell'Europa siano accompagnate da finanziamenti adeguati.
La progettazione, la produzione e il lancio di satelliti e razzi saranno ammissibili al finanziamento nell'ambito del nuovo programma di finanziamento spaziale, così come gli investimenti spaziali, tra cui infrastrutture e tecnologie terrestri e applicazioni spaziali basate sui dati, telecomunicazioni, navigazione marittima, agricoltura, clima e gestione delle risorse. Potranno essere presi in considerazione anche altri investimenti nel settore spaziale.
Dichiarazione di ursula von der Leyen a conclusione della riunione dei leaders UE sull'Ucraiana
Un impegno europeo efficiente e coordinato, nonché una forte presenza europea a Ginevra, ci hanno permesso di compiere notevoli progressi nei negoziati per una pace giusta e duratura in Ucraina. Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare, ora esiste una solida base per andare avanti. Nel frattempo, dobbiamo rimanere uniti e continuare a porre gli interessi dell'Ucraina al centro dei nostri sforzi. Ne va della sicurezza di tutto il nostro continente, ora e in futuro. L'incontro odierno a Luanda ha ribadito che siamo uniti nel sostenere l'Ucraina.
Questi sono i nostri principi europei fondamentali per il futuro: il territorio e la sovranità dell'Ucraina devono essere rispettati. Solo l'Ucraina, in quanto Paese sovrano, può prendere decisioni in merito alle proprie forze armate; la scelta del loro destino è nelle sue mani.
Vorrei anche sottolineare la centralità dell'Europa nel futuro del Paese. Domani approfondiremo ulteriormente il nostro impegno con i nostri partner della Coalizione dei Volenterosi.
Infine, oggi ho sollevato nuovamente la difficile questione dei bambini ucraini rapiti e scomparsi. Ognuno di loro deve tornare a casa. Sono stato felice di vedere che questo argomento ha trovato riscontro tra i leader.
Il volto serio della diplomazia americana è andato in scena intorno ad un tavolo ovale sotto lo sguardo del mondo intero.
Uomini che decidono, con grande serietà, del destino di altri uomini.
L'Europa, dalla sua costituzione in comunità, ha coltivato il principio liberale che spetta ad ogni popolo stabilire il proprio futuro, come ha fatto lei stessa nel secondo dopoguerra con un radicale cambio di rotta rispetto a secoli di belligeranza implacabile. E finalmente la storia ha dato ragione di dell'intuizione visionaria di poter addomesticare l'odio cone le armi del dialogo e della condivisione.
Qunado i destini dei popoli sono in gioco, chi è chiamato a compiere le scelte decisive per il corso degli eventi assume, suo malgrado, i panni del deus ex machina, con la serietà dovuta alla gravità del momento. Ma i volti seri, a ben guardare, sono solo maschere, che celano la colpa di essere degli usurpatori nel decidere della vita e della morte.
Il ragionamento sarebbe in sè astratto, al limite filosofico, se non fosse che la nostra epoca reca con sé, per la prima volta, l'onere di confrontarsi con la c.d. guerra cognitiva, ossia uno spazio non fisico di confronto e scontro dove è facile abbracciare l'intero universo nella semplificazione ideologica; e quanto più l'uomo elabora il suo futuro attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale, tanto più riesce ad accettare la nuova regola di governare il mondo "a freddo", senza il coinvolgimento di emozioni dirette.
L'Europa rischia anche lei di trovarsi ad un bivio, che insiste sulla sua stessa esistenza fattuale e concettuale, perché se il resto del mondo, sempre con la dovuta serietà, non esita a trasferire su di lei il peso delle sue decisioni tragiche, senza neanche chiederle il consenso, allora sembrerà facile ed ovvio a molti ravvisarne l'inutilità. Magari chiedendosi stupiti come abbia potuto suscitare così tanti traditori nel mondo oltre i suoi confini.
Basterà uno scudo per proteggere la democrazia europea dalle minacce, se non in realtà veri attacchi, che la possibile fine della guerra in Ucraina nei termini voluti da Trump e Putin porterà come logica conseguenza sul piano cognitivo? E che ne sarà di Zelensky , che ha finto di credere, sino a crederci veramente, che i suoi vicini avrebbero saputo fare le cose per bene, sino alla fine? Mentre nei fatti neanche possono farlo entrare dalla porta principale.
Nessuna emozione, ma volti rigidi e seri, che se non fosse per l'ombra tragica del destino dell'Ucraina, sarebbero maschere solo ridicole.
CLS
Gli aiuti umanitari al centro del Summit UE - Unione Africana
La Commissione europea ha stanziato 143 milioni di euro in aiuti umanitari in risposta alla continua pressione sulle operazioni di soccorso in diverse zone di crisi. Il dato rafforza gli impegni che si stanno decidendo in questi giorni nell'ambito del summit tra i leader dell'UE e dell'Unione Africana in Angola, Lo stanziamento include 2,5 milioni di euro per gli aiuti alla Repubblica Centrafricana, 8 milioni di euro alla Nigeria, 30 milioni di euro all'Etiopia, 30 milioni di euro inallaSomalia, 35 milioni di euro al Sud Sudan e 38 milioni di euro ai paesi del Sahel centrale. I finanziamenti di emergenza sosterranno l'assistenza alimentare, l'acqua e i servizi igienico-sanitari, l'accesso all'assistenza sanitaria e aiuteranno le comunità più vulnerabili a soddisfare i loro bisogni primari.
La Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato: "L'UE sta intervenendo in un momento in cui l'attenzione globale si sta spostando e i bisogni umanitari rimangono elevati. Questo finanziamento dimostra il nostro impegno nei luoghi in cui la pressione è in aumento e il supporto è essenziale. Continueremo a restare in prima linea al fianco dei partner che operano sotto la pressione più intensa".
Diverse regioni dell'Africa continuano a subire forti pressioni umanitarie a causa di conflitti, sfollamenti e riduzione dell'accesso ai servizi di base. Queste crisi umanitarie hanno costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case per cercare sicurezza. L'UE rimane uno dei principali donatori mondiali in Africa, mantenendo un finanziamento umanitario costante per far fronte alle crisi in corso. L'assistenza umanitaria finanziata dall'UE viene erogata in collaborazione con agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e ONG.
La legge sull'AI sarà più efficace grazie ad uno strumento per i whistleblower
La Commissione europea ha lanciato uno strumento per i whistleblower relativo alla legge sull'intelligenza artificiale (IA). Lo strumento fornirà un canale sicuro e riservato per segnalare sospette violazioni della legge sull'IA direttamente all'Ufficio UE per l'IA, il centro di competenza in materia di IA all'interno della Commissione. I whistleblower possono fornire informazioni pertinenti in qualsiasi lingua ufficiale dell'UE e in qualsiasi formato pertinente. Lo strumento offre un modo sicuro per segnalare potenziali violazioni della legge che potrebbero mettere a repentaglio i diritti fondamentali, la salute o la fiducia del pubblico. Il massimo livello di riservatezza e protezione dei dati è garantito da meccanismi di crittografia certificati. Questo sistema consente un follow-up sicuro, consentendo ai whistleblower di ricevere aggiornamenti sullo stato di avanzamento della loro segnalazione e di rispondere a ulteriori domande dall'Ufficio per l'IA, senza compromettere il loro anonimato.
La legge UE sull'IA mira a promuovere l'innovazione e l'adozione dell'IA nell'UE, affrontando al contempo i potenziali rischi per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali delle persone e salvaguardando la democrazia e lo Stato di diritto. Segnalando informazioni sulle violazioni, i whistleblower possono aiutare l'Ufficio per l'intelligenza artificiale a individuarle tempestivamente, contribuendo così allo sviluppo sicuro e trasparente delle tecnologie di intelligenza artificiale.
La Commissione consulta sulla revisione della Direttiva sul settore audiovisivo
La Commissione europea sta raccogliendo informazioni e feedback sull'impatto e sulla necessità di aggiornare la Direttiva sui media audiovisivi (DMA), rivista l'ultima volta nel 2018, in un panorama mediatico in rapida evoluzione. A tal fine, la Commissione ha lanciato un invito a presentare contributi.
Il mondo dei media audiovisivi sta cambiando a causa di fenomeni quali la crescente importanza delle tecnologie digitali, come le TV connesse, per la distribuzione dei media; l'evoluzione delle preferenze degli spettatori per l'accesso ai media tramite piattaforme online; e la crescente importanza dei nuovi operatori dei media, come gli influencer. Pertanto, la valutazione esaminerà se le norme della DMA siano ancora efficaci per raggiungere i loro obiettivi e se debbano essere aggiornate per garantire un'adeguata visibilità e visibilità ai media europei, condizioni di parità tra gli operatori digitali tradizionali e i nuovi operatori, nonché un'adeguata tutela degli spettatori, in particolare dei più giovani, durante la visione di contenuti audiovisivi online. Esaminerà inoltre la possibilità di semplificare le norme sulla pubblicità.
La DMA, pilastro della politica audiovisiva e dei media dell'UE, mira a migliorare la diversità culturale e il pluralismo dei media nell'UE. Sostiene la circolazione transfrontaliera dei contenuti mediatici nazionali e la competitività delle aziende mediatiche europee. Allo stesso tempo, mira a proteggere gli spettatori, in particolare i minori, dai contenuti mediatici dannosi.
L'invito a presentare contributi è rivolto a tutte le parti interessate (tra cui autorità di regolamentazione dei media audiovisivi, mondo accademico, emittenti televisive, fornitori di video on demand, piattaforme di condivisione video, influencer e inserzionisti pubblicitari) per garantire che le diverse prospettive siano prese in considerazione e adeguatamente rispecchiate nella valutazione e nella revisione pianificata della Direttiva. Rimane aperto fino a domenica 21 dicembre.
Questo invito a presentare contributi contribuirà alla valutazione della Direttiva sui servizi di media audiovisivi prevista per il 2026. La revisione della Direttiva sui servizi di media audiovisivi rientra negli impegni assunti dalla Commissione nell'ambito dello Scudo europeo per la democrazia, recentemente presentato, che persegue un settore mediatico dell'UE più forte e prominente per la resilienza delle nostre democrazie.