Regole semplificate anche per la normativa europea sull'intelligenza artificiale
E' stato raggiunto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE sulla semplificazione delle norme sull'intelligenza artificiale (IA). La Commissione aveva proposto il Digital Omnibus sull'IA solo cinque mesi fa, nell'ambito dell'agenda per la semplificazione dell'UE volta a rafforzare la competitività europea. Sarà dunque più agevole l'attuazione dell'AI Act per le imprese europee, pur mantenendone i benefici per la società europea, la sicurezza e i diritti fondamentali.
L'accordo odierno stabilisce una chiara tempistica di attuazione per le norme che disciplinano i sistemi di IA ad alto rischio. Le norme per i sistemi utilizzati in determinati settori ad alto rischio, quali la biometria, le infrastrutture critiche, l'istruzione, l'occupazione, la migrazione, l'asilo e il controllo delle frontiere, entreranno in vigore a partire dal 2 dicembre 2027. Le riguardanti i sistemi integrati in prodotti come ascensori o giocattoli entreranno in vigore a partire dal 2 agosto 2028. Questa tempistica serve a garantire che gli standard tecnici e gli altri strumenti di supporto siano disponibili prima dell'entrata in vigore delle norme.
L'accordo rafforza inoltre la tutela dei cittadini. in quanto vieta i sistemi di intelligenza artificiale che generano contenuti sessualmente espliciti e intimi non consensuali o materiale pedopornografico, come le app di "nudificazione" basate sull'IA.
Per le imprese, l'accordo introduce regole più semplici e una governance più chiara. le regole più elastiche previste per le piccole e medie imprese vengono ora estese anche alle piccole e medie imprese. È stata inoltre chiarita l'interazione tra l'AI Act e le normative UE in materia di sicurezza dei prodotti, in particolare il Regolamento Macchine, evitando duplicazioni tra le normative settoriali e quelle sull'IA. Gli innovatori potranno avere accesso accesso ad una sandbox a livello UE, per testare le proprie soluzioni di IA in condizioni reali. I poteri di controllo dell'Ufficio IA della Commissione saranno rafforzati per supportare la supervisione di alcuni sistemi di IA, compresi quelli basati su modelli generici e quelli integrati in piattaforme online e motori di ricerca di grandi dimensioni.
La cooperazione con la Giordania
Oggi ad Amman, la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha siglato una serie di accordi economici per un valore di 135 milioni di euro con la Giordania, alla presenza del Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale, Zeina Toukan. Si tratta della prima visita ufficiale della Commissaria Šuica nel Paese. IE' previsto l'incontro con il Principe Ereditario Al Hussein bin Abdullah II e con il Primo Ministro giordano, Jafar Hassan, il Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri, Ayman Safadi, il Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Interna, Zeina Toukan, il Ministro dell'Istruzione, Azmi Mahafzah e il Ministro degli Investimenti, Tareq Abu Ghazaleh.
Durante questi incontri, la Commissaria Šuica discuterà della cooperazione UE-Giordania e affronterà il conflitto in corso nel Medio Oriente, comprese le tensioni regionali con l'Iran. La Commissaria continuerà a sottolineare il ruolo stabilizzante della Giordania ed esplorerà nuove vie di cooperazione, anche attraverso il Patto per il Mediterraneo. Durante la visita la Commissaria inaugurerà anche la scuola secondaria Eskan Abu Nseir, a dimostrazione del sostegno tangibile dell'UE al settore dell'istruzione in Giordania e dei suoi investimenti nei giovani e nel capitale umano. Visiterà inoltre un centro di registrazione dell'UNHCR per i rifugiati siriani, riaffermando il costante impegno dell'UE a sostegno delle popolazioni vulnerabili in tutta la regione.
La rendicontazione degli aspetti ambientali verrà semplificata
La Commissione ha aperto una consultazione sulla proposta di revisione degli standard europei in materia di rendicontazione della sostenibilità (ESRS) e sulla possibile adozione di uno standard volontario di rendicontazione della sostenibilità per le piccole imprese. Gli ESRS riguardano gli aspetti ambientali, sociali e di governance, tra cui i cambiamenti climatici, la biodiversità ed i diritti umani. Servono a fornire informazioni agli investitori sui rischi legati alla sostenibilità a cui sono esposte le imprese e il loro impatto sulle persone e sull'ambiente.
Facendo seguito al pacchetto di semplificazione c.d. Omnibus I ed alla razionalizzazione dell'ambito di applicazione della Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), la bozza pubblicata oggi mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell'UE, pur volendo mantenere un'elevata qualità delle informazioni sulla sostenibilità. La bozza di revisione degli ESRS è più breve e chiara, introduce nuovi criteri di flessibilità e semplifica le procedure Si prevede che potrebbe ridurre i costi di rendicontazione per impresa di oltre il 30%, i dati fa fornire in via obbligatoria di oltre il 60% e il numero totale di dati di oltre il 70%.
La Commissione propone adeguamenti mirati per ridurre ulteriormente gli oneri senza indebolire gli obiettivi della CSRD, ovvero migliorare la qualità, la coerenza e la comparabilità del reporting di sostenibilità in tutta l'UE e aumentare la trasparenza sugli impatti e sui rischi di sostenibilità delle imprese. La proposta di uno standard su base volontaria riguarda le imprese non soggette all'obbligo di rendicontazione previsto dalla CSRD e stabilisce un "limite per la catena del valore", esentando le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD dal richiedere ai partner della catena del valore con un numero di dipendenti pari o inferiore a 1.000 di più informazioni rispetto a quanto previsto dallo standard volontario.
Le parti interessate possono fornire il proprio feedback tramite il portale "Have Your Say" fino al 3 giugno 2026; la Commissione adotterà quindi i due atti delegati il prima possibile e li sottoporrà al Parlamento europeo e al Consiglio per l'esame secondo la procedura di non obiezione (due mesi, prorogabili di ulteriori due).
La Turchia ed il patto per il Mediterraneo
Oggi la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, si trova ad Ankara per un confronto sulla cooperazione tra UE e Turchia e sulle questioni di interesse comune per l'intera regione del Mediterraneo. La Turchia è un partner chiave per l'Unione europea, dal punto di vista geografico, strategico, politico ed economico. La Commissaria Šuica incontrerà il Ministro degli Affari Esteri Hakan Fidan, il Ministro della Famiglia e dei Servizi Sociali Mahinur Özdemir Göktaş e il Ministro dell'Interno Mustafa Çiftçi.
La Commissaria affronterà temi chiave di interesse comune come la migrazione e la sicurezza, e le potenziali forme di cooperazione triangolare nell'ambito del Patto per il Mediterraneo in settori quali energia, connettività e investimenti. Attraverso la cooperazione triangolare, il Patto ha anche il potenziale per estendere il suo raggio d'azione oltre il Mediterraneo meridionale, sfruttando le sinergie con altre iniziative dell'UE. Si potrà inoltre valutare la partecipazione di altri partner della regione, come la Turchia o i Paesi del Golfo.
In termini più generali sulla situazione nella regione, il Commissario intende discutere del sostegno in corso, della ripresa e della ricostruzione di Gaza, nonché della transizione pacifica e realmente inclusiva e della ripresa socio-economica della Siria.
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Il costo complessivo del NextGenerationEu
La Commissione europea ha erogato oggi 5,85 miliardi di euro a Germania e Slovacchia nell’ambito del NextGenerationEU, portando il totale dei fondi erogati in tutta l’UE a oltre 400 miliardi di euro. Questa cifra sottolinea l'impatto di questo strumento nel promuovere riforme e investimenti per accelerare l'indipendenza energetica dell'Europa, le transizioni verde e digitale, nonché la resilienza e la competitività a lungo termine dell'Unione. Mentre NextGenerationEU entra nella sua fase finale, il suo impatto è sempre più tangibile: rafforza la capacità dell'UE di affrontare la crisi energetica gettando al tempo stesso le basi per un futuro sostenibile, innovativo e inclusivo.
Con la conclusione della NextGenerationEU prevista per la fine del 2026, gli Stati membri devono completare tutte le tappe rimanenti entro agosto 2026 e presentare le richieste di pagamento finale entro settembre 2026.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Raggiungere i 400 miliardi di euro in stanziamenti per NextGenerationEU è più di una pietra miliare: è la prova della determinazione dell'Europa nel trasformare la crisi in opportunità. Stiamo costruendo un'Unione più verde, più competitiva e più giusta per tutti. Mentre entriamo nella fase finale di questo storico programma, il nostro obiettivo rimane chiaro: fornire risultati che garantiscano la resilienza dell'Europa, la leadership nella transizione verde globale e la prosperità per le generazioni a venire."
Nasce l'Alleanza dei droni tra Europa ed Ucraina
La Commissione europea ha lanciato un invito a manifestare interesse per far parte come membri fondatori della costituenda Alleanza dei droni UE-Ucraina. Questa alleanza intende rafforzare la sicurezza e la difesa dell’UE e dell’Ucraina promuovendo un innovativo ecosistema per la produzione di droni per la difesa.
L’alleanza era stata annunciata nel discorso sullo Stato dell’Unione europea del 2025 della presidente Ursula von der Leyen, iper contrastare la crescente minaccia della guerra con i droni. Sosterrà lo sviluppo di tecnologie avanzate per droni e anti-droni. In quanto ecosistema guidato dall’industria, contribuirà agli sforzi europei volti a costruire una capacità completa di droni e anti-droni, basandosi sulla Tabella di marcia sulla Preparazione alla difesa 2030 e sul piano d’azione della Commissione sulla sicurezza dei droni e contro i droni.
I membri fondatori saranno selezionati tra candidati con esperienza nell’ecosistema dei droni per la difesa dell’UE e dell’Ucraina. Formeranno il primo consiglio di amministrazione dell'Alleanza dei droni UE-Ucraina e svolgeranno un ruolo chiave nel definire le attività e le priorità dell'Alleanza. Il lancio dell’Alleanza è previsto nei prossimi mesi, con candidature aperte fino al 25 maggio 2026.
Stanare le frodi sull'IVA
Il Consiglio dell’UE ha deciso di rafforzare la cooperazione e la condivisione dei dati tra le autorità fiscali nazionali, la Procura europea (EPPO), l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la rete Eurofisc di esperti antifrode degli Stati membri. In questo modo si va a contrastare le frodi sull'Iva, attualmente stimate a 128 miliardi. La misura è possibile grazie all’accordo sull’IVA nell’era digitale (VIDA). Il nuovo accordo infatti semplificherà il processo di accesso a informazioni cruciali, consentendo alla Procura europea e all’OLAF di indagare e perseguire le frodi transfrontaliere in modo più efficace. La rete Eurofisc avrà il compito di condividere i risultati dell’analisi dei rischi con la Procura europea e l’OLAF. Inoltre, a condizioni rigorose e in linea con le norme sulla protezione dei dati, avranno accesso diretto alle informazioni sull’imposta sul valore aggiunto.
La Procura europea e l’OLAF avranno dunque più margini d'azione per portare avanti le indagini. L’UE può così garantire condizioni di parità per le imprese che rispettano le regole e che coloro che sono coinvolti in attività illecite siano ritenuti responsabili.
Mentre il Parlamento europeo prepara il suo parere sulla proposta, il Comitato economico e sociale europeo ha già pubblicato il suo parere.
Finanziamento per la rigenerazione urbana
La Commissione europea ha lanciato un bando nell’ambito del New European Bauhaus (NEB) Facility, volto a promuovere soluzioni innovative per i quartieri urbani. Il bando contribuirà inoltre ad affrontare l'annosa crisi degli alloggi.
Con un budget complessivo di circa 101 milioni di euro per il 2026 a valere sul programma da Horizon Europe, il programma faro dell’UE per la ricerca e l’innovazione, lo strumento NEB finanzierà progetti selezionati in tre aree: collegare la transizione verde, l’inclusione sociale e la democrazia locale; approcci circolari e rigenerativi per l’ambiente urbano; finanziamenti innovativi e nuovi modelli di business per la trasformazione dei quartieri.
I candidati possono presentare le loro proposte fino al 1° dicembre 2026 e trovare tutti i bandi aperti e futuri online sul sito web del New European Bauhaus.
Dal 2025 al 2027, lo strumento NEB rappresenta lo strumento finanziario del Nuovo Bauhaus europeo. Con un budget totale di circa 360 milioni di euro per la ricerca e l’innovazione messi a disposizione da Horizon Europe e un livello almeno simile di investimenti da altri programmi dell’UE, oltre ai finanziamenti nazionali e privati, questo strumento finanziario pionieristico intende rivitalizzare e trasformare i quartieri. Promuove soluzioni innovative e l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili. Lo strumento finanziario sostiene l’innovazione verso un settore dell’edilizia sostenibile, circolare e rigenerativo. E consente il cambiamento attraverso la ricerca e l’innovazione per favorire la coesione sociale e il benessere.
L'Eu lancia la scommessa
Domani, 6 maggio, il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme Raffaele Fitto ospiterà un evento di alto livello al Parlamento europeo per il lancio ufficiale del processo preparatorio della "Strategia sul diritto di restare". Si tratta di un quadro politico progettato per garantire che tutti gli europei possano rimanere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa, anziché essere costretti a trasferirsi a causa del declino economico o della mancanza di opportunità e di servizi essenziali.
L’evento di lancio riunirà le istituzioni dell’UE, i leader nazionali e regionali, i politici e le organizzazioni della società civile per definire la strategia. Oltre al vicepresidente esecutivo Fitto, tra i principali relatori figurano: Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; il ministro delle Finanze Makis Keravnos, in rappresentanza della presidenza cipriota del Consiglio dell'UE; Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni; ed Enrico Letta, ex primo ministro italiano e autore del rapporto "Molto più di un mercato", che ha evidenziato come i crescenti divari regionali rischiano di spingere le persone, in particolare i giovani lavoratori, ad abbandonare le loro città natale in cerca di prospettive migliori. Le discussioni si concentreranno su come garantire che il diritto di restare, evidenziato nelle priorità politiche dell'UE per il periodo 2024-2029 e nella lettera di missione del vicepresidente esecutivo Fitto, possa rafforzare ulteriormente la coesione, la competitività e l'equità territoriale nell'intera UE.
Il Vicepresidente esecutivo Fitto ha dichiarato: "Il "diritto di restare" riguarda le persone, le comunità e i territori. Si tratta di restituire a tutti gli europei la libertà di restare, crescere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa. Andarsene dovrebbe sempre essere una scelta libera, mai una necessità dettata dalla mancanza di opportunità. Ecco perché stiamo lavorando per rendere ogni regione europea più competitiva, più connessa e più attraente investendo in servizi, connettività e istruzione. Perché quando i territori crescono e si sviluppano, le persone possono davvero scegliere. restare, avere successo e appartenere”.
Raccomandazioni per non restare al buio
La Commissione europea ha pubblicato una serie di raccomandazioni per proteggere le famiglie vulnerabili dalle interruzioni di fornitura energetica, gestire al meglio i loro contratti di fornitura e a svolgere un ruolo attivo nella transizione verso l'energia pulita attraverso l'autoproduzione e la condivisione di energia. Creare un sistema energetico più inclusivo, resiliente e sostenibile è ritenuto fondamentale dall'esecutivo comunitario per il percorso dell'Europa verso l'indipendenza energetica. Le raccomandazioni si concentrano sul dare maggiore potere ai consumatori europei, facilitando scelte informate in materia di approvvigionamento energetico, e sulla prevenzione delle interruzioni di fornitura da parte dei fornitori. Mirano inoltre a sostenere gli Stati membri nella promozione del rapido sviluppo di comunità energetiche e di forme di autoconsumo e condivisione di energia, che possono contribuire alla transizione verso un'energia più pulita e al contempo ridurre i prezzi.
Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha dichiarato: "Il conflitto in Medio Oriente – e il suo impatto sui prezzi dell'energia – sottolinea quanto rimangano instabili i mercati energetici globali e quanto urgente sia per l'Europa rafforzare la propria resilienza energetica. Questo deve essere il momento in cui acceleriamo la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, sicuro e incentrato sul consumatore. In un momento in cui l'aumento dei costi energetici rappresenta una reale preoccupazione per i cittadini dell'UE, questo pacchetto trasforma le ambizioni politiche in benefici concreti per le famiglie, le comunità e le piccole imprese in tutta Europa. Dobbiamo proteggere le famiglie vulnerabili dalle interruzioni di fornitura energetica e sostenere tutti i consumatori affinché possano gestire al meglio i propri contratti di fornitura energetica e svolgere un ruolo attivo nella transizione".
La Commissione collaborerà strettamente con gli Stati membri e le parti interessate per garantire un'efficace attuazione delle raccomandazioni, fornendo assistenza tecnica e monitorando i progressi.
600 milioni per infrastrutture energetiche
La Commissione europea ha aperto un nuovo bando nell'ambito della Connecting Europe Facility (CEF-E) del valore di 600 milioni di euro per progetti transfrontalieri di infrastrutture energetiche. Migliorare l'interconnettività è essenziale affinché l'UE possa effettuare la transizione verso un sistema energetico decarbonizzato e resiliente, basato su energia prodotta in Europa, pulita, a prezzi accessibili, e per accelerare l'elettrificazione. Questi obiettivi sono al centro del pacchetto Reti europee e di AccelerateEU, il piano della Commissione per affrontare la crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente.
Aperto fino al 30 settembre 2026, il bando è rivolto a Progetti di Interesse Comune (PCI) e Progetti di Mutuo Interesse (PMI) inclusi in un elenco specifico per queste tipologie di progetti . I PCI sono concepiti per completare l'Unione dell'energia e contribuire agli obiettivi di neutralità climatica, garantendo a tutti i cittadini europei l'accesso a un'energia accessibile, affidabile e rinnovabile. I PMI sono progetti chiave di infrastrutture energetiche promossi dall'Unione in collaborazione con paesi terzi.
Non solo CO2 nelle emissioni degli aerei
La Commissione europea ed Eurocontrol hanno messo a punto la terza versione della piattaforma informatica che fa funzionare ilSistema di tracciamento degli effetti non di CO₂ dell'aviazione (NEATS) per ilmonitoraggio, la rendicontazione e la verifica dell'impatto climatico complessivo del settore aeronautico. La versione nuova include tutte le funzionalità necessarie per il processo di monitoraggio, rendicontazione e verifica. Frutto di una collaborazione con tutte le parti interessate, questa piattaforma consente ora agli operatori aerei, ai verificatori accreditati e alle autorità competenti di completare l'intero flusso di lavoro direttamente all'interno di un unico sistema integrato.
NEATS è una piattaforma informatica pionieristica progettata per supportare l'implementazione del Sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE (EU ETS), consentendo di tracciare gli effetti globali non limitati alle sole emissioni di CO₂ del settore aeronautico in modo solido e armonizzato. Rappresenta un passo fondamentale verso un approccio più completo e trasparente per il raggiungimento dell'obiettivo di neutralità climatica del settore aeronautico entro il 2050.
Aspettando il Parlamento Europeo a proposito dell'accordo Mercosur
L'accordo commerciale provvisorio UE-Mercosur entrerà in vigore domani, 1° maggio. La Presidente von der Leyen parteciperà domani, insieme al Presidente del Consiglio europeo, António Costa, a una videoconferenza con i leader del Mercosur.
La Presidente von der Leyen ha dichiarato: “Molto lavoro è stato profuso per raggiungere questo accordo storico; ora è il momento di investire lo stesso impegno per garantire che i nostri cittadini e le nostre imprese ne traggano immediatamente beneficio. Fin dal primo giorno, le tariffe saranno ridotte e si apriranno nuove opportunità di mercato. Questa è un'ottima notizia per le imprese dell'UE di tutte le dimensioni, per i nostri consumatori e per i nostri agricoltori, che potranno beneficiare di nuove e preziose opportunità di esportazione, pur essendo pienamente tutelati nei settori sensibili. Domani parlerò con tutti e quattro i leader del Mercosur per celebrare questa giornata importante e ribadire la necessità del massimo impegno per realizzare il suo straordinario potenziale. Questa è una buona giornata per la competitività, la resilienza e il posizionamento strategico dell'Europa: l'agenda commerciale dell'UE si sta dimostrando ancora una volta vincente”.
Il Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica, Maroš Šefčovič, dal canto suo ha dichiarato: “Il 1° maggio è un giorno importante per l'Unione Europea in termini di commercio. Con l'applicazione provvisoria dell'accordo UE-Mercosur, è tempo di rimboccarci le maniche e assicurarci che questo accordo storico dia i suoi frutti. Gli accordi commerciali, nella loro essenza, riguardano l'acquisto e la vendita di beni e servizi, secondo regole concordate di comune accordo e per un vantaggio reciproco, e questo sarà il nostro obiettivo primario nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. La Commissione sta già conducendo un'intensa attività di sensibilizzazione strutturata presso le imprese dell'UE, comprese le PMI, per garantire che abbiano tutte le informazioni necessarie per iniziare a esplorare le grandi opportunità a loro disposizione. Questo accordo – e i molti altri che abbiamo recentemente concluso o su cui stiamo attualmente lavorando – faranno davvero la differenza per l'economia dell'UE e la sua competitività globale”.
L'accordo eliminerà gradualmente i dazi all'importazione su oltre il 91% delle merci dell'UE esportate nel Mercosur, un mercato di oltre 700 milioni di persone. A partire da domani, l'accordo eliminerà o ridurrà drasticamente i dazi doganali su importanti esportazioni dell'UE come automobili, prodotti farmaceutici, vino, liquori e olio d'oliva, creando una delle più grandi zone di libero scambio al mondo. Si prevede che l'accordo aumenterà del 50% le esportazioni agroalimentari dell'UE verso la regione, con le prime quote e riduzioni tariffarie che entreranno in vigore domani. Inoltre, 344 Indicazioni Geografiche Europee (IG), come il Parmigiano Reggiano e il Bordeaux, otterranno protezione legale nel Mercosur a partire da domani, impedendone l'imitazione in questo mercato di consumo in crescita. Allo stesso tempo, i settori agroalimentari dell'UE più sensibili beneficeranno di quote tariffarie attentamente calibrate, a un meccanismo di salvaguardia e a controlli rafforzati.
Il 1° maggio segna anche l'inizio dell'eliminazione delle barriere non tariffarie e tecniche al commercio, con l'entrata in vigore delle norme sulla valutazione della conformità, sull'etichettatura e sul rispetto degli standard internazionali. Si apriranno anche i mercati degli appalti pubblici, consentendo alle imprese dell'UE di partecipare alle gare d'appalto governative a livello federale e statale in condizioni di parità con i concorrenti locali. Gli esportatori di servizi – in settori come la finanza, l'informatica e i trasporti – beneficeranno immediatamente di norme di licenza più chiare, procedure non discriminatorie e maggiore libertà di movimento dei lavoratori. Entro il 2040, si stima che questi benefici aumenteranno le esportazioni annuali dell'UE verso la regione del Mercosur del 39%, raggiungendo i 50 miliardi di euro.
L'applicazione provvisoria fa seguito alla decisione del Consiglio di gennaio di autorizzare la Commissione ad applicare provvisoriamente l'accordo a partire dalla prima ratifica da parte di un paese del Mercosur. Il 27 febbraio, la Presidente von der Leyen ha annunciato che l'UE avrebbe proceduto con l'applicazione provvisoria.
Quanto si sta indebitando l'Europa
Ieri, la Commissione europea ha aumentato di 10 miliardi di euro la raccolta di fondi sui mercati finanziari attraverso il collocamento di titoli di Stato europei (eurobond) per il periodo gennaio-giugno 2026, portandola ad un totale di 100 miliardi di euro per il primo semestre del 2026, anziché i 90 miliardi di euro annunciati lo scorso dicembre. Tale aumento fa seguito allo sblocco della procedura per il nuovo prestito di 90 miliardi all'Ucraina per il periodo 2026-2027. La Commissione ha inoltre incrementato di 20 miliardi di euro il volume indicativo annuo di emissioni di EU Bond per il 2026, portandolo a un totale di 180 miliardi di euro.
I fondi raccolti saranno utilizzati per erogare prestiti agli Stati membri dell'UE nell'ambito del programma NextGenerationEU, nonché prestiti a sostegno dell'acquisizione di capacità legate alla difesa nell'ambito di SAFE, lo Strumento d'Azione per la sicurezza in Europa. Anche altri programmi politici, come il Fondo per l'Ucraina, il Fondo per la riforma e la crescita per i Balcani occidentali e i prestiti di assistenza macrofinanziaria ai paesi limitrofi, saranno finanziati con prestiti dell'UE.
In linea con le consolidate prassi di mercato e nell'ambito del suo approccio unificato al finanziamento, la Commissione pubblica periodicamente la decisione annuale in materia di prestiti e i piani di finanziamento semestrali. La decisione annuale in materia di prestiti e il piano di finanziamento sono fondamentali per garantire una sana gestione finanziaria, la responsabilità e la trasparenza nell'attuazione delle operazioni di gestione del debito dell'UE.
La decisione annuale in materia di prestiti definisce l'importo massimo dei prestiti che la Commissione può contrarre in un dato anno. Il piano di finanziamento semestrale definisce il calendario indicativo delle emissioni della Commissione e i volumi totali di emissioni previsti per i successivi sei mesi.
Finanziare il futuro in tutto il mondo
L'Unione Europea e le istituzioni finanziarie partner a livello globale hanno firmato il Fondo Global Green Bond Initiative (GGBI), un nuovo strumento di investimento pubblico-privato per mobilitare fino a 20 miliardi di euro di capitale privato per progetti infrastrutturali sostenibili nei paesi a basso e medio reddito.
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Con il Fondo Global Green Bond Initiative, l'Europa ribadisce la sua leadership nella finanza sostenibile. Mobiliteremo miliardi di euro di investimenti privati per raggiungere i nostri obiettivi climatici e ambientali. Insieme ai nostri partner stiamo ridefinendo il modo in cui il mondo finanzia il proprio futuro. Si tratta di qualcosa di più che semplice finanza; è una scelta strategica per allineare la resilienza economica alla giustizia climatica, per il nostro pianeta e per le generazioni a venire”.
Il Fondo GGBI è uno dei tre pilastri della Global Green Bond Initiative, fiore all'occhiello della strategia Global Gateway dell'Unione Europea. Il suo obiettivo è quello di sbloccare fino a 3 miliardi di euro in obbligazioni verdi nei paesi partner e contribuire a finanziare attività a sostegno degli obiettivi climatici e ambientali. Il fondo investirà esclusivamente in obbligazioni emesse sui mercati primari, dando priorità agli emittenti che si affacciano per la prima volta al mercato, come governi, enti locali e imprese. Almeno il 20% degli investimenti sarà destinato ai paesi meno sviluppati al mondo, con sostegno alle obbligazioni sia in valuta locale che in euro. Ciò contribuirà a rafforzare i mercati dei capitali locali e a promuovere l'uso internazionale dell'euro. In qualità di emittente leader a livello mondiale di obbligazioni verdi, l'UE promuoverà elevati standard ambientali e condividerà le migliori pratiche con i paesi partner.
I giovani non europei trovano voce anche in Europa
La Commissione europea ha rinnovato il mandato dello EU Global Youth Sounding Board - YSB, al fine di rafforzare l'impegno a coinvolgere i giovani nella definizione dell'azione esterna dell'UE. Il Comitato giovanile svolgerà il suo mandato da aprile 2026 ad aprile 2028. Riunisce 25 giovani con ruoli di leadership di età compresa tra i 18 e i 30 anni, provenienti da 25 paesi dell'Africa subsahariana, dell'Asia, dell'America Latina e dei Caraibi e dell'Europa. Grazie a una forte rappresentanza femminile e a una diversità di contesti, inclusi quelli più fragili, l'YSB riflette le priorità e le realtà dei paesi partner dell'UE.
Lanciato per la prima volta nel 2021, l'YSB fornisce alla Commissione una consulenza strutturata da parte dei giovani di tutto il mondo. I membri contribuiscono con raccomandazioni concrete per orientare la progettazione, l'attuazione e il monitoraggio delle politiche e dei programmi dell'UE. In questo modo, le politiche della Commissione sulle questioni globali possono rispecchiare meglio le esigenze e le realtà dei giovani.
L'YSB fornisce consulenza su priorità chiave, tra cui il Global Gateway, la migrazione e la mobilità e le sfide globali come il clima e la digitalizzazione. Il Comitato consultivo giovanile (Youth Sounding Board) si collega inoltre ai Comitati consultivi giovanili locali istituiti dalle delegazioni dell'UE in oltre 50 paesi partner, garantendo che le prospettive locali confluiscano nel processo decisionale globale dell'UE.
In questa occasione, Jozef Síkela, Commissario per i partenariati internazionali, ha dichiarato: “I nostri investimenti nello sviluppo globale mirano a costruire un futuro migliore per i giovani di oggi. Devono avere una voce reale nel plasmare i nostri sforzi e il Comitato consultivo giovanile ci offre un modo diretto per ascoltare le loro idee e rifletterle nelle nostre priorità. Insieme, possiamo rafforzare i partenariati dell'Europa con il mondo e renderli ancora più efficaci”.
Il Comitato consultivo giovanile è un impegno chiave nell'ambito del Piano d'azione per la gioventù nell'azione esterna dell'UE, che mira a costruire un autentico partenariato tra l'UE e i giovani di tutto il mondo e a sostenere i progressi verso l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Il ruolo di città e regioni nelle politiche per l'innovazione
La Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni hanno firmato un nuovo piano d'azione congiunto per rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella definizione dell'agenda dell'UE in materia di ricerca e innovazione (R&I). Questa iniziativa mira a consolidare la dimensione regionale e locale delle politiche dell'UE in materia di ricerca e innovazione, a sostenere l'attuazione delle principali iniziative della Commissione a livello locale e regionale e a facilitare lo scambio di competenze e dati tra le due istituzioni. Il piano d'azione definisce quattro priorità concrete: costruire solidi ecosistemi di innovazione a livello locale e regionale, agevolare la transizione verde e digitale, sensibilizzare sulle opportunità di finanziamento di Horizon Europe e sostenere l'elaborazione di politiche basate su dati concreti.
Si basa sul successo del primo piano d'azione congiunto (2020-2025), che ha già consentito una più stretta collaborazione tra la Commissione e il Comitato delle regioni in materia di politiche di ricerca e innovazione, garantendo un approccio più integrato.
Le regioni rimangono al centro dell'agenda dell'UE in materia di ricerca e innovazione.
La Settimana europea della gioventù
Oggi inizia in tutta Europa la Settimana europea della gioventù 2026, che durerà fino al 1° maggio e riunirà giovani, organizzazioni e istituzioni per una settimana dedicata alla celebrazione del coinvolgimento giovanile, nell'ambito dell'impegno della Commissione europea a integrare la voce dei giovani nel processo decisionale dell'UE. Circa 1.000 giovani parteciperanno all'evento di apertura a Bruxelles, accolti da un videomessaggio di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo. Il Commissario per l'equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, era presente all'evento di apertura e ha partecipato a una conversazione con giovani cittadini e rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE.
L'edizione di quest'anno si concentrerà sulla solidarietà e l'equità, ponendo l'accento sull'inclusione sociale e sulle pari opportunità per i giovani. Gli eventi sono accessibili tramite una mappa interattiva sul Portale europeo della gioventù. Inoltre, gli eventi offrono una piattaforma di dialogo tra i giovani e i decisori politici dell'UE, integrando i dialoghi in corso sulle politiche giovanili con i Commissari. La Settimana europea della gioventù includerà anche un evento dedicato alla celebrazione dei 30 anni di volontariato nell'UE, dal Servizio Volontario Europeo all'attuale Corpo Europeo di Solidarietà.
Il Commissario Micallef ha dichiarato: “I giovani sono il cuore pulsante dell'Europa. La Settimana europea della gioventù è dedicata a loro: ai loro sogni, alle loro idee e alla loro creatività. Celebra i giovani offrendo loro ulteriori opportunità per far sentire la propria voce e partecipare alla costruzione del futuro dell'Europa. Per alcuni, questo potrebbe essere l'inizio del loro percorso verso una cittadinanza attiva. Nel 2026, la Settimana europea della gioventù sottolineerà ancora una volta l'importanza di ascoltare le voci dei giovani e garantirà che la solidarietà e l'equità rimangano al centro delle nostre politiche”.
In Africa l'Europa c'è con maggiori fondi umanitari
L'Europa stanza 235 milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle persone più vulnerabili in Africa occidentale e centrale. I fondi sono destinati alle persone colpite dai conflitti in corso e dalle crisi alimentari, gli sfollati, le comunità ospitanti e le popolazioni difficili da raggiungere. Dei 235 milioni di euro, 75 milioni saranno destinati al Sahel centrale, oltre 16,6 milioni al Camerun, 22 milioni alla Repubblica Centrafricana, oltre 72 milioni al Ciad, 4,8 milioni alla Mauritania, 33 milioni alla Nigeria e oltre 6 milioni ai paesi costieri. Ulteriori 6,4 milioni di euro sosterranno progetti di portata regionale.
"L'Africa occidentale e centrale sta affrontando una tempesta di crisi umanitarie, alimentata da conflitti, povertà, fame, instabilità e shock climatici", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi. «L'anno scorso in Ciad ho visto con i miei occhi il costo umano: famiglie fuggite senza nulla se non i vestiti che indossavano, le loro case perdute, i loro mezzi di sussistenza distrutti. Per milioni di persone, gli aiuti umanitari non sono una scelta. Sono cibo in tavola, acqua potabile, medicine, un riparo e la possibilità per i loro figli di tornare a studiare. L'Unione Europea sarà sempre al fianco delle persone in crisi, come partner umanitario affidabile e di principio, per salvare vite umane, alleviare le sofferenze e portare speranza dove ce n'è più bisogno.»
La regione dell'Africa occidentale e centrale è afflitta da diverse crisi umanitarie, con un notevole bisogno di assistenza umanitaria. La causa principale di queste crisi è il conflitto, ulteriormente intensificato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e da una moltitudine di fattori locali legati alla governance, alla demografia e all'accesso alla terra e alle risorse. L'epicentro di queste crisi si trova nelle regioni del Sahel centrale e del Lago Ciad, con il conflitto del Sahel centrale che si estende ai paesi costieri, alimentando sfollamenti su larga scala sia interni che transfrontalieri. La crisi in corso in Sudan sta inoltre compromettendo gravemente la capacità di resilienza del Ciad orientale. Oltre a queste dinamiche interconnesse, persistono crisi separate nel nord-ovest della Nigeria, nel nord-ovest e nel sud-ovest del Camerun e nella Repubblica Centrafricana.
Aggiornate le norme per gli animali domestici quando viaggiano
La sicurezza e la salute degli animali passa anche attraverso norme chiare e applicate in maniera uniforme in Europa, specialmente quando un cittadino europeo decide di viaggiare con il proprio animale di compagnia. Secondo le norme attuali, cani, gatti e furetti possono viaggiare con i loro proprietari verso un altro Stato membro dell'UE, o entrare nell'UE da un Paese extra-UE, a condizione che soddisfino determinati requisiti. Ad esempio, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere stati sottoposti a un test sierologico per la rabbia. I proprietari devono inoltre assicurarsi che i loro animali siano in possesso di un passaporto europeo per animali valido quando viaggiano da un Paese dell'UE o dall'Irlanda del Nord verso un altro Paese dell'UE o l'Irlanda del Nord, e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere in possesso di un certificato sanitario animale UE valido. Le norme aggiornate chiariscono che è consentito un massimo di cinque animali da compagnia per veicolo, spiegano le condizioni da rispettare per il transito di animali domestici attraverso l'UE da un Paese extra-UE a un altro e delineano le procedure da seguire nel caso in cui un animale domestico venga rifiutato all'ingresso in un Paese extra-UE e venga rimandato nell'UE.
Con l'odierno aggiornamento delle norme vengono rafforzati anche i requisiti in materia di identificazione degli animali domestici. In particolare, le nuove norme definiscono quali informazioni devono contenere i documenti di identificazione, come ad esempio il codice del Paese di origine dell'animale. Sebbene la maggior parte dei nuovi requisiti sia in vigore da oggi, alcune modifiche saranno introdotte gradualmente. Ad esempio, i nuovi certificati sanitari per gli animali dovranno essere utilizzati a partire dal 1° ottobre 2026, mentre i nuovi requisiti di identificazione e i passaporti aggiornati diventeranno obbligatori solo dal 1° gennaio 2028. Ulteriori informazioni dettagliate sui nuovi requisiti sono disponibili sul nostro sito web.
Premiati i comuni in Europa più inclusivi. Anche in Italia
In vista dell'inizio del Mese della Diversità dell'UE, previsto per domani, la Commissione europea ha annunciato i vincitori della quinta edizione del premio "Capitali europee dell'inclusione e della diversità". Azione chiave dell'Unione per l'uguaglianza, il premio celebra le città e le regioni dell'UE che si distinguono per l'impegno nel promuovere politiche inclusive e la diversità.
I vincitori di quest'anno sono città e comuni di Belgio, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Sono stati premiati per il loro lavoro volto a costruire società più eque, promuovendo la diversità e l'inclusione in termini di genere, origine razziale ed etnica, religione e credo, disabilità, età e identità LGBTIQ+.
Nella categoria "enti locali con oltre 50.000 abitanti":
Il premio Oro va a Józsefváros, VIII distretto di Budapest, Ungheria, per il suo impegno nella promozione dell'inclusione, attraverso iniziative che spaziano dall'occupazione municipale inclusiva, alle azioni a favore dell'uguaglianza LGBTIQ+, all'integrazione delle comunità rom e alle iniziative contro la violenza di genere.
Il premio Argento va alla città di Lovanio, Belgio, per il suo approccio deciso alla lotta contro l'esclusione, dimostrato da progetti come "Lovanio senza razzismo" e dal piano d'azione in dieci punti della città per combattere la discriminazione in settori quali alloggio, lavoro, istruzione e altro ancora.
Il premio Bronzo va alla città di Leiden, Paesi Bassi, per le sue ambiziose azioni nell'ambito della politica "Leiden Inclusive", che garantisce a tutti la libertà di essere se stessi, indipendentemente da origine, religione, genere, età, orientamento sessuale o disabilità.
Nella categoria "enti locali con meno di 50.000 abitanti":
Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per il suo forte impegno a favore della diversità culturale e per le sue iniziative rivolte a migranti, comunità LGBTIQ+, donne, persone con disabilità e anziani.
Il premio Argento va alla città di Orio, in Spagna, per la sua strategia di inclusione e diversità, "Bizitza Askeak Plazer" (Vivere liberi è un piacere), che sostiene migranti, donne, persone LGBTIQ+, anziani e persone con disabilità.
Il premio Bronzo va al villaggio di San Xoán de Río, in Spagna, per le sue iniziative volte a eliminare la discriminazione nei confronti di anziani, donne e membri della comunità LGBTIQ+.
Premio specifico per la creazione di mercati del lavoro inclusivi per tutti:
Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per la sua visione secondo cui l'accesso al lavoro è essenziale per l'inclusione sociale e per il suo impegno a favore di un mercato del lavoro locale che rifletta la diversità.
Il premio d'argento va alla città di Orio, in Spagna, per le sue iniziative rivolte a coloro che rischiano l'esclusione nel mercato del lavoro locale, con particolare attenzione alle donne migranti nel settore dell'assistenza.
Il premio di bronzo va alla Città Metropolitana di Milano, in Italia, per il suo impegno a favore di un ecosistema occupazionale equo, sostenibile e inclusivo, ad esempio attraverso il progetto "Claudia!", che aiuta organizzazioni e imprese ad adottare politiche di inclusione e parità di genere.
Il premio del pubblico, assegnato tramite votazione una settimana prima della cerimonia di premiazione, è andato a Marsicovetere, in Italia.
Il Bangladesh sigla un accordo di partenariato di nuova generazione
L'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, e il ministro degli esteri del Bangladesh, Khalilur Rahman, hanno siglato un Accordo di partenariato e cooperazione (APC), che segna un importante passo avanti nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e il Bangladesh, partner chiave nella regione indo-pacifica.
L'APC offre un quadro completo per una maggiore cooperazione in campo politico, economico, commerciale e strategico, fondata su impegni condivisi in favore della democrazia, dei diritti umani, della pace e della sicurezza, dell'azione per il clima e dello sviluppo sostenibile. Composto da 82 articoli, l'APC rafforza la collaborazione in settori quali il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, l'energia, i trasporti, l'agricoltura, la migrazione, la sicurezza, la finanza, gli affari marittimi e gli scambi tra i popoli.
L'UE e il Bangladesh sono in trattative dalla fine del 2024, ed hanno concluso i negoziati all'inizio di quest'anno. La conclusione apre la strada alla firma ed alla ratifica formale da parte di entrambe le parti in un prossimo futuro, dopo il completamento della procedura da parte delle rispettive autorità, per rendere questi nuovi impegni una realtà. Il Bangladesh è il primo Paese dell'Asia meridionale a concludere un moderno Accordo di cooperazione e partenariato (PCA) con l'Unione europea. Una volta entrato in vigore, il PCA sostituirà l'Accordo di cooperazione del 2001.
I legami bilaterali tra l'UE e il Bangladesh durano da oltre 50 anni, con la cooperazione allo sviluppo e il commercio come aspetti principali delle relazioni. L'UE è il principale partner commerciale del Bangladesh e gli scambi bilaterali superano ormai i 22 miliardi di euro. Dal 2001, il Bangladesh beneficia dell'accordo "Tutto tranne le armi" (EBA) dell'UE, che garantisce l'accesso senza dazi né quote per tutte le esportazioni, ad eccezione di armi e munizioni.
Riprende la cooperazione con la Siria
La Commissione europea ha proposto la piena ripresa dell'accordo di cooperazione UE-Siria, segnando un nuovo passo nelle relazioni tra le due parti. Ciò fa seguito all'annuncio, da parte della Presidente von der Leyen nel gennaio 2026, del nuovo quadro di cooperazione dell'UE con la Siria. Nell'ambito di tale quadro, l'UE sta intensificando il sostegno a una transizione pacifica e inclusiva guidata dalla Siria, affrontando i bisogni umanitari e contribuendo agli sforzi per la ripresa economica.
L'accordo di cooperazione UE-Siria era stato parzialmente sospeso nel 2011 in risposta alla repressione sistematica e alle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Assad. L'accordo di cooperazione ha rappresentato il quadro di riferimento per la cooperazione tra l'UE e la Siria dal 1978, sostenendo lo sviluppo economico e sociale della Siria e promuovendo relazioni commerciali eque e legali. Esso abolisce i dazi doganali sulle importazioni nell'UE della maggior parte dei prodotti industriali originari della Siria e impedisce l'imposizione di restrizioni quantitative da entrambe le parti.
Questo segnale di rinnovato slancio nelle relazioni politiche e di cooperazione tra UE e Siria fa seguito alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro la Siria nel maggio 2025 e alla visita della Presidente von der Leyen a Damasco nel gennaio 2026. Durante la sua visita, la Presidente von der Leyen ha annunciato i tre pilastri del rinnovato dialogo bilaterale con la Siria a sostegno della riconciliazione e della ripresa: un nuovo partenariato politico; un quadro per una maggiore cooperazione commerciale ed economica; e un pacchetto di sostegno finanziario di circa 620 milioni di euro per il biennio 2026-2027, che comprende aiuti umanitari, sostegno alla ripresa iniziale e sostegno bilaterale. Si tratta di un importante segnale politico in vista del prossimo dialogo politico di alto livello UE-Siria che si terrà l'11 maggio 2026.
La peculiarità di Cipro
La Commissione europea ha lanciato un nuovo bando da 2,25 milioni di euro nell'ambito del programma "La società civile cipriota in azione". Questa iniziativa, giunta alla sua decima edizione, mira a sostenere le organizzazioni della società civile (OSC) in tutta l'isola, con particolare attenzione al rafforzamento della comunità turco-cipriota.
Dal 2007, il programma ha stanziato 19,78 milioni di euro a oltre 160 organizzazioni, finanziando progetti che promuovono il dialogo, la partecipazione democratica e la riconciliazione. Quest'ultimo bando si propone di rafforzare ulteriormente il ruolo della società civile nel plasmare il futuro di Cipro, in linea con i valori dell'UE e a sostegno del processo di riunificazione dell'isola.
Fondo Europeo per la Difesa, concluso l'iter di valutazione del bando 2025
Stanziato un investimento di 1,07 miliardi di euro in 57 nuovi progetti nell'ambito del bando 2025 del Fondo Europeo per la Difesa (FES), secondo la Defence Readiness Roadmap 2030. Saranno finanziato in particolare i quattro progetti faro dell'UE in materia di difesa: l'iniziativa europea per la difesa dai droni, il sistema di sorveglianza del fianco orientale, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo.
Risultati del bando FES 2025
I 57 progetti selezionati nell'ambito del FES 2025 coprono un'ampia gamma di settori critici, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), la difesa cibernetica, i droni e i sistemi anti-drone. Questi investimenti sono concepiti per garantire che l'UE rimanga leader nelle tecnologie di difesa avanzate. Oltre 15 progetti riguardano i quattro progetti faro europei per garantire una capacità operativa in tempi rapidi.. Ad esempio, il progetto AETHER svilupperà sistemi di propulsione e gestione termica a supporto dell'iniziativa per la difesa dai droni. Tutti i progetti faro beneficeranno inoltre di progetti trasversali incentrati su sensori, trasformazione digitale o tecnologie cibernetiche.
L'UE sta inoltre intensificando la cooperazione con l'industria della difesa ucraina, con il supporto dell'Ufficio per l'innovazione della difesa dell'UE a Kiev. Questa partnership mira a integrare meglio l'Ucraina nella base industriale europea. Un'iniziativa chiave, il progetto STRATUS, svilupperà un sistema di difesa cibernetica basato sull'intelligenza artificiale per sciami di droni. Il progetto prevede la partecipazione di un subappaltatore ucraino, garantendo così che il progetto possa beneficiare di un'esperienza diretta sul campo di battaglia.
Per attrarre nuovi talenti, diversi progetti incentrati sulla produzione in serie di munizioni economiche per droni lanceranno bandi specifici per start-up e piccole e medie imprese (PMI). Queste piccole aziende potranno ricevere fino a 60.000 euro ciascuna per integrare nuove innovazioni, facilitando l'ingresso nel mercato di coloro che non hanno precedenti esperienze nel settore della difesa. Anche le aziende ucraine possono presentare domanda. I progetti selezionati coinvolgono 634 entità provenienti da 26 Stati membri dell'UE e dalla Norvegia, a testimonianza del forte impegno per la cooperazione europea in materia di difesa. Le PMI sono fondamentali in questa fase, rappresentando oltre il 38% dei partecipanti e ricevendo più del 21% dei finanziamenti totali.
Nell'ambito dei bandi, 675 milioni di euro saranno destinati a sostenere 32 iniziative di sviluppo delle competenze e 332 milioni di euro a 25 progetti di ricerca.
A proposito di debito comune europeo
La Commissione europea ha raccolto 9 miliardi di euro tramite l'emissione di obbligazioni UE (EU Bond) nell'ambito della sua quarta operazione di mercato per il 2026. La Commissione è autorizzata dai trattati UE a contrarre prestiti sui mercati finanziari internazionali per conto dell'Unione europea al fine di finanziare specifici programmi politici dell'UE.
L'operazione, suddivisa in due tranche, ha riguardato un'emissione di 3 miliardi di euro di obbligazioni UE a 3 anni, con scadenza il 12 luglio 2029, e una nuova emissione di obbligazioni UE a 20 anni, con scadenza il 12 ottobre 2046, per un totale di 6 miliardi di euro. Sulla base del successo delle precedenti emissioni a marzo, il cui prezzo è stato determinato in base alla curva dei rendimenti delle obbligazioni UE, è stata applicata una strategia di prezzo differenziata per le due scadenze: l'obbligazione a 3 anni è stata valutata in base alla curva degli swap, mentre la nuova obbligazione a 20 anni è stata valutata in base a un punto di riferimento della curva dei rendimenti delle obbligazioni UE. Questo approccio ha contribuito a mitigare i rischi di prezzo per gli investitori partecipanti alla nuova tranche a lunga scadenza e riflette la crescente liquidità della curva dei rendimenti dei titoli obbligazionari dell'UE, che può essere utilizzata come punto di riferimento affidabile per la determinazione dei prezzi delle emissioni sindacate, ove ritenuto opportuno.
L'operazione rientra nell'obiettivo di finanziamento di 90 miliardi di euro fissato dalla Commissione per il primo semestre del 2026, di cui 61,3 miliardi di euro sono stati emessi a partire da gennaio 2026. Questi fondi saranno utilizzati per sostenere le priorità politiche dell'Unione europea, tra cui il sostegno a un'Europa più forte, competitiva e resiliente, il sostegno all'Ucraina e investimenti cruciali nella difesa europea.
L'Uniione fa la forza quando in gioco ci sono le materie prime critiche
Si è aperto il primo bando per aggregare acquirenti e fornitori nell'ambito del Meccanismo per le materie prime. Attraverso questa piattaforma, gli acquirenti di materie prime critiche potranno mettersi insieme ed avviare i contatti con fornitori, istituzioni finanziarie e provider di servizi di stoccaggio.
Il Meccanismo per le materie prime rientra nella politica dell'UE per diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, sfruttando la creazione di una Piattaforma energetica europea. Poiché l'industria nell'UE rimane fortemente dipendente da un numero limitato di fornitori di paesi terzi, l'iniziativa mira a ridurre le vulnerabilità e rafforzare la sicurezza economica di fronte ai crescenti rischi geopolitici, dando visibilità a fonti alternative. Per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, consentirà di costruire partnership al di là delle reti esistenti.
Con un focus su settori strategici come le terre rare, la difesa e i materiali per batterie, questo strumento volontario e basato sul mercato integra le relazioni commerciali esistenti senza intervenire nelle negoziazioni. Le aziende interessate a partecipare a questo primo ciclo possono registrarsi entro la fine di aprile.
I trent'anni delle borse di studio Marie Curie
Si è aperto il bando 2026 per le borse di ricerca post-dottorato Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un budget di 399,05 milioni di euro. Le borse di studio sono assegnate ai ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, e consente loro di svolgere attività di ricerca all'estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I ricercatori hanno l'opportunità di lavorare con team scientifici di alto livello, contribuendo alla competitività dell'UE attraverso la ricerca all'avanguardia. Le candidature sono aperte da oggi e si chiuderanno il 9 settembre 2026.
Dalla sua creazione nel 1996, oltre 150.000 ricercatori hanno partecipato alle Azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui 23 premi Nobel, a testimonianza del suo contributo di lunga data all'eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.
Il bando rientra in un pacchetto di oltre 1,25 miliardi di euro stanziati per la MSCA nel 2026 nell'ambito del programma Horizon Europe 2021-2027, volto a promuovere l'eccellenza nella ricerca, come evidenziato dall'iniziativa "Choose Europe". Grazie a questi finanziamenti, la MSCA continuerà a sostenere la ricerca attraverso programmi di dottorato e post-dottorato, borse di ricerca e progetti collaborativi di ricerca e innovazione.
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "Il futuro dell'Europa si fonda sulla conoscenza, la scoperta e il talento. Da 30 anni, le azioni Marie Skłodowska-Curie consentono ai ricercatori di spingere i confini della scienza e di trasformare le idee in progresso per la società. Oggi rinnoviamo questo impegno. Ai ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: portate la vostra ambizione, portate il vostro talento: l'Europa è il luogo ideale per innovare e prosperare".
L'anniversario sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto "30 anni di curiosità che cambiano il mondo", mettendo in luce i risultati raggiunti e l'impatto sulle carriere dei ricercatori Storie, traguardi e momenti salienti sono già presenti su una pagina web dedicata all'anniversario, insieme ai contributi della comunità MSCA, tra cui un'intervista alla Prof.ssa Dr. Hélène Langevin-Joliot, nipote di Marie Skłodowska-Curie, e altre attività.
I progressi nell'adozione dell'Intelligenza Artificiale sul continente europeo
A un anno dal suo lancio, il Piano d'azione europeo "AI Continen"t compie progressi nei cinque pilastri che lo compongono: sviluppo delle infrastrutture, accesso ai dati, attrazione dei talenti, adozione e affidabilità dei modelli di IA.
L'UE ha potenziato la propria infrastruttura di calcolo: dispone di 19 fabbriche di Intelligenza Artificiale dislocate presso i supercomputer, 13 antenne "AI Factory" come punti di accesso a livello regionale e l'imminente creazione delle c.d. "AI Gigafactory". In questo modo si vuole offrire ad un maggior numero di ricercatori e startup la capacità necessaria per sviluppare modelli di IA.
Sul fronte dei dati, la Commissione ha lanciato la Strategia per l'Unione dei dati, volta a sbloccare le procedure di accesso e condivisione dei dati in ttutta Europa. Anche il pilastro dei talenti è altrettanto importante. Un'iniziativa chiave in tal senso è stata lanciata a febbraio con l'apertura di un ufficio per il transito legale tra l'Europa e l'India di personale qualificato nel settore ICT. Proseguono i lavori per l'AI Skills Academy, un'accademia specializzata nello sviluppo di programmi di formazione in intelligenza artificiale generativa e tecnologie di calcolo avanzate.
Nell'ambito del pilastro che riguarda l'adozione si segnala la Strategia "Apply AI", che promuove l'integrazione dell'IA nell'industria e nel settore pubblico, con 1 miliardo di euro di finanziamenti già stanziati. Queste iniziative sono accompagnate da progetti mirati, come la rete europea di centri di screening avanzato basati sull'IA e una grande sfida sull'IA di frontiera.
Dal 14 ottobre al 17 novembre 2026 si svolgerà l mese europeo dell'innovazione in materia di IA, che metterà in luce i progressi compiuti dall'Europa.
Il Patto per il Mediterraneo muove i primi passi
Nell'ambito dellla nuova politica verso i partner del Mediterraneo meridionale, la Commissione europea ha lanciato un programma di cooperazione digitale con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Si tratta del primo risultato inel settore del digitale conseguito dal Patto per il Mediterraneo, lanciato alla fine del 2025.
Il programma,è cofinanziato dal governo tedesco, e migliora l'accesso ai servizi digitali per i cittadini, le pubbliche amministrazioni e ile mprese, attraverso l'armonizzazione delle regole, il rafforzamento della sicurezza informatica e il miglioramento delle competenze digitali.
Verrà allineata la regolamentazione delle telecomunicazioni digitali agli standard europei. In secondo luogo, il programma rafforzerà la sicurezza informatica, potenziando la capacità di prevenire, rispondere e gestire le minacce informatiche. Infine, il programma svilupperà competenze digitali regionali in linea con gli standard DigComp dell'UE e creerà nuove piattaforme e reti a supporto dell'apprendimento continuo e dello scambio di competenze.
La Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha dichiarato: "Accolgo con grande favore questo programma storico nell'ambito del Patto per il Mediterraneo. Sarà un motore fondamentale per la crescita inclusiva, allineando le normative digitali, rafforzando la sicurezza informatica e fornendo ai cittadini le competenze necessarie in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente".
Il lancio ufficiale si è svolto ieri a Marrakech, in Marocco, in occasione della conferenza GITEX Africa, alla presenza di Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
A spasso per l'Euorpa, se hai compiuto diciotto anni
Oggi la Commissione europea apre le candidature per una nuova edizione di DiscoverEU, offrendo a migliaia di giovani di 18 anni la possibilità di esplorare l'Europa in treno e gratuitamente. Il bando si apre oggi alle 12:00 CET e si chiude il 22 aprile 2026 alle 12:00 CET, in vista del lancio della Settimana europea della gioventù 2026.
Sono disponibili 40.000 biglietti. I vincitori potranno viaggiare in treno per un massimo di 30 giorni tra il 1° luglio 2026 e il 30 settembre 2027. Possono candidarsi i giovani nati tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008 compilando un quiz di cinque domande sull'UE e una domanda aggiuntiva sul Portale europeo della gioventù. La Commissione assegnerà i biglietti ai candidati in base alla loro posizione in graduatoria, fino al limite dei biglietti disponibili.
Il bando è aperto ai candidati provenienti dall'Unione europea e dai paesi associati al programma Erasmus+, tra cui Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia. I possessori dei biglietti possono pianificare i propri itinerari o lasciarsi ispirare da quelli suggeriti, come l'Itinerario Culturale DiscoverEU, che combina diverse destinazioni culturali con particolare attenzione ad architettura, musica, belle arti, teatro, moda e design.
DiscoverEU offre un supporto aggiuntivo ai partecipanti con disabilità, problemi di salute o provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. Questo può includere la possibilità di viaggiare con accompagnatori o l'accesso a finanziamenti extra tramite l'Azione di Inclusione DiscoverEU.
Sebbene DiscoverEU promuova i viaggi sostenibili in treno, sono previste disposizioni speciali per i giovani provenienti da isole, regioni ultraperiferiche, paesi e territori d'oltremare e zone remote.
Si rafforza la cooperazione strategica con il Marocco
L'Europa ed il Marocco s'impegnano a rafforzare le loro relazioni nel settore digitale e lanciano il Dialogo Digitale UE-Marocco. L'iniziativa riflette una visione condivisa in materia di soluzioni digitali, di dati e dell'intelligenza artificiale (IA). Permetterà la cooperazione in settori quali l'IA, il supporto alle start-up digitali, le infrastrutture digitali sicure e l'interoperabilità delle infrastrutture digitali pubbliche, ad esempio dei portafogli digitali.
Il Dialogo è stato lanciato da Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, e da Amal El Fallah Seghrouchni, Ministro delegato per la Transizione Digitale e la Riforma Amministrativa.
Il Dialogo Digitale UE-Marocco mira inoltre a dare attuazione agli impegni assunti con il Patto per il Mediterraneo, un'iniziativa strategica dell'UE volta a rafforzare la cooperazione e i partenariati con i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, anche nel settore digitale.
Vent'anni del dominio internet .eu
Ebbene si, Il dominio di primo livello .eu, celebra vent'anni di attività. L'indirizzo digitale europeo conta oltre 3,8 milioni di registrazioni attive. Il nome di dominio ha semplificato l'e-commerce, consentendo alle imprese europee di utilizzare un unico indirizzo web in tutto il mercato UE. Il dominio .eu è il quarto più utilizzato in Europa e il nono al mondo. Le registrazioni di domini .eu continuano a crescere di oltre il 2% ogni anno e i proprietari continuano a utilizzare i propri domini .eu, con l'80% delle registrazioni che vengono rinnovate.
Grazie al fatto che richiama gli standard ed i valori europei, .eu permette a imprese e organizzazioni, comprese le istituzioni europee, di utilizzare un unico nome di dominio a livello transfrontaliero. I sistemi alla base dei siti web .eu sono in continua evoluzione, con strumenti di apprendimento automatico in grado di prevenire abusi, effettuare controlli di qualità dei dati e garantire affidabilità e sicurezza. Il dominio è online ininterrottamente da 20 anni, senza un solo millisecondo di interruzione.
L'anniversario verrà celebrato il 26 e 27 maggio, in occasione della conferenza "Voci europee per il futuro di Internet: celebrare i 20 anni del .eu e l'inizio di un nuovo decennio di governance di Internet". La vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, terrà un discorso di apertura all'evento, che si focalizzarà su come i valori europei possano plasmare il futuro di Internet.
Un nuovo statuto per l'Agenzia Spaziale Europea
La nuova inziativa legislativa della Commissione europea intende rinmominare l'attuale Agenzia per il Programma spaziale europeo in Agenzia europea dei servizi spaziali (EUSPA) e dotarla di un atto istitutivo autonomo. Il provvedimento di modifica dell'attuale Regolamento riflette le crescenti responsabilità operative dell'organizzazione. In base alla nuova proposta, l'Agenzia adotterà un atto istitutivo autonomo che non dovrà essere modificato per ogni ciclo settennale di bilancio dell'UE.
In quanto braccio operativo delle attività spaziali dell'UE, l'EUSPA è responsabile della gestione dei sistemi di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS, nonché della sicurezza delle infrastrutture spaziali dell'Unione. Essa funge da collegamento chiave tra la tecnologia spaziale ed i settori pubblico e privato, garantendo che i dati satellitari vengano trasformati in servizi funzionali per i cittadini e le imprese europee.
Attraverso questo atto istitutivo specifico si rafforza il ruolo dell'Agenzia quale fornitore primario di servizi nel settore spaziale globale, nonché ad attribuirle ulteriori responsabilità in altri ambiti correlati allo spazio, a condizione che disponga delle necessarie capacità operative e risorse. La proposta mira a garantire che l'Unione europea mantenga la propria autonomia strategica e rimanga un attore competitivo in un contesto spaziale internazionale in rapida evoluzione.
Le guerre dividono, le malattie uniscono
La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 700 milioni di euro al Fondo globale per la lotta contro l'HIV, la tubercolosi e la malaria. Inoltre un investimento di 46,5 milioni di euro servirtà a rafforzare la sicurezza sanitaria in Africa ed in Europa, in particolare nella lotta alla resistenza antimicrobica (AMR), mentre 50 milioni di euro andranno in ricerca e sviluppo per contrastare l'AMR e le malattie tropicali non ancora attenzionate. Il Commissario per i partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha annunciato queste misure in occasione del Vertice One Health che si è tenuto ieri a Lione, in Francia.
I fondi stanziatirientrano nell'ambito della nuova Iniziativa globale per la resilienza sanitaria, annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione del 2025, il cui lancio è previsto entro l'estate. L'iniziativa offrirà l'opportunità di definire chiaramente le priorità dell'UE e individuare percorsi concreti per un'azione efficace ed efficiente in materia di salute globale.
L'impegno dell'Unione europea per la salute globale è sancito dalla Strategia globale per la salute dell'UE, adottata nel 2022, e dalla strategia Global Gateway, che identifica la salute come una priorità chiave di investimento.
L'impegno dell'UE in materia di salute globale si concentra sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul miglioramento della sicurezza sanitaria, sul sostegno alla produzione locale di prodotti sanitari e sulla promozione della copertura sanitaria universale, in particolare nei paesi partner dell'Africa subsahariana.
Il cantiere europeo dei futuri giornalisti
Sono aperte le candidature per la decima edizione di Youth4Regions, il programma europeo che supporta gli aspiranti giornalisti. Quanti avranno superato la selezione trascorreranno una settimana a Bruxelles dal 10 al 16 ottobre, e potranno usufruire di una formazione specialistica, di un'esperienza pratica in redazione e di un accesso esclusivo sia alle istituzioni europee che alle principali testate giornalistiche. Le candidature possono essere presentate fino al 7 luglio 2026 sul sito web del programma.
Il programma di quest'anno accoglie candidature in quattro formati: giornalismo scritto, giornalismo video, giornalismo audio e fotogiornalismo. Youth4Regions è aperto a studenti e giovani giornalisti provenienti dagli Stati membri dell'UE, dai paesi limitrofi e dai paesi candidati, offrendo un'opportunità unica per sviluppare competenze, costruire reti professionali e acquisire una conoscenza diretta del giornalismo europeo. Finora 300 giovani giornalisti hanno beneficiato di questo sostegno dal lancio del programma nel 2017.
I partecipanti avranno anche la possibilità di concorrere per il prestigioso Premio Megalizzi-Niedzielski, che onora i giovani giornalisti più meritevoli. Il premio verrà assegnato il 14 ottobre 2026. I vincitori saranno inoltre nominati Corrispondenti per la Coesione 2027 e inviati in missione sul campo per due settimane, con il compito di realizzare reportage sui progetti di politica di coesione e sul loro impatto sulla vita delle persone negli Stati membri dell'UE.
Il turismo europeo cerca testimonial per il 2027
La Commissione europea lancia l'edizione 2027 del premio Capitali europee del turismo. Premia le destinazioni turistiche più innovative e sostenibili, che rappresentano esempi di eccellenza nel settore. In pèarticolare saranno premiate due categorie di destinazioni: la prima riguarda le città con oltre 100.000 abitanti e riconosce l'eccellenza in termini di sostenibilità, accessibilità, digitalizzazione, patrimonio culturale e creatività. La seconda categoria è aperta alle città con una popolazione compresa tra 25.000 e 100.000 abitanti all'avanguardia nel turismo sostenibile.
Essendo uno dei settori economici più importanti dell'UE, il turismo svolge un ruolo chiave nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro. Contribuisce allo sviluppo regionale, sostiene le piccole e medie imprese (PMI) e aiuta a preservare il patrimonio culturale. Allo stesso tempo, il settore turistico si trova ad affrontare sfide significative, tra cui l'instabilità geopolitica, i cambiamenti climatici, la carenza di manodopera qualificata e il sovraffollamento nelle principali destinazioni turistiche. L'iniziativa Capitali europee del turismo riconosce e celebra le destinazioni che implementano soluzioni innovative in ambiti quali la digitalizzazione, l'accessibilità, la sostenibilità, nonché il sostegno al patrimonio culturale, alla creatività e ai talenti locali.
Le candidature per le Capitali europee del turismo sono aperte fino al 12 giugno.
l'Europa in aiuto delle popolazioni in guerra
La Commissione europea ha stanziato 450 milioni di euro in aiuti umanitari per Palestina, Libano, Siria e Giordania nel 2026. Con il ritiro dei principali donatori dalla regione l'Europa cerca di farsi presidio estremo della solidarietà e del diritto internazionale. In Siria, 210 milioni di euro di finanziamenti umanitari dell'UE sosterranno gli interventi di emergenza e di protezione in tutto il Paese. In Palestina, 124 milioni di euro saranno destinati all'assistenza alimentare, alla salute, alla protezione, all'alloggio e all'istruzione, forniti da partner che operano in condizioni estremamente difficili. In Libano, 100 milioni di euro garantiranno assistenza sanitaria di emergenza, aiuti di base alle famiglie indigenti, servizi di protezione, alloggio e istruzione per i bambini che non frequentano la scuola, con voli del ponte aereo umanitario dell'UE che hanno già consegnato materiale medico e di soccorso sul territorio. In Giordania, un totale di 15,5 milioni di euro sosterrà i servizi essenziali come la salute e la protezione e soddisferà i bisogni dei rifugiati, sia all'interno che all'esterno dei campi. Infine, in Egitto, 8 milioni di euro sosterranno l'assistenza multisettoriale ai più vulnerabili.
La Commissaria per la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato: “In un Medio Oriente dilaniato dalla guerra, l'Unione Europea si sta impegnando attivamente mentre altri si tirano indietro. Siamo ora il principale donatore che continua a fornire aiuti umanitari in alcune delle crisi più gravi al mondo, aiutando le persone che stanno attraversando i momenti più bui della loro vita. Dobbiamo stare al loro fianco. Il diritto internazionale umanitario esiste per proteggerli e l'Europa lo difenderà. Continueremo a fornire aiuti salvavita finché ce ne sarà bisogno”.
Non solo Medio oriente, anche le crisi dimenticate
La Commissione europea ha stanziato 36 milioni di euro in aiuti umanitari dell'UE, destinati a sei paesi dell'Africa meridionale e della regione dell'Oceano Indiano. Secondo i dati della Commissione, oltre 20 milioni di persone soffrono di grave carestia alimentare e il conflitto nel nord del Mozambico continua ad essere causa di un numero di sfollati tra i più alti al mondo. La Commissaria Lahbib si recherà oggi a Maputo per discutere della risposta umanitaria dell'UE alle alluvioni e di come prepararsi al meglio per future catastrofi, dato che i principali donatori hanno ridotto le proprie attività nella regione. Incontrerà il Presidente del Mozambico, Daniel Chapo.
"Quando una crisi smette di fare notizia, la sofferenza non si ferma. L'UE resta, questo significa essere un donatore di principio. Mentre altri partner si ritirano e il diritto umanitario è sottoposto a una pressione senza precedenti, gli aiuti dell'UE continuano a raggiungere le persone bisognose, ovunque si trovino", ha dichiarato la Commissaria.
Dei 36 milioni di euro, 20 milioni sono destinati al Mozambico, dove oltre 610.000 persone sono sfollate a causa del conflitto a Cabo Delgado e le inondazioni hanno aggravato la crisi a partire da dicembre. Questi fondi coprono l'assistenza alimentare, l'assistenza sanitaria, la protezione, l'acqua potabile e l'istruzione per i bambini che non possono frequentare la scuola a causa della violenza e del disastro. I restanti 16 milioni di euro sono destinati alla lotta contro la malnutrizione e alle emergenze sanitarie in Angola, Madagascar, Malawi, Zambia e Zimbabwe, con 6 milioni di euro specificamente vincolati alla preparazione alle catastrofi in tutta la regione. Questi fondi fanno parte del bilancio umanitario globale dell'UE per le "crisi dimenticate", raramente riportate dai media e trascurate dai donatori, il che comporta una mancanza di fondi e di attenzione per la loro risoluzione.
Il rimpatrio assistito dei cittadini europei dal Medio Oriente
Il quinto volo di evacuazione dal Medio Oriente, noleggiato e interamente finanziato dalla Commissione europea, è atterrato ieri a Bucarest, in Romania. Il volo ha permesso il rimpatrio in sicurezza di 134 cittadini europei, a seguito di una richiesta delle autorità rumene.Partito dall'Oman, il volo ha trasportato 96 cittadini rumeni e 38 cittadini di altri paesi europei, rimasti bloccati negli Emirati Arabi Uniti. L'UE ha inoltre coperto fino al 75% delle spese di trasporto via terra sostenute dai passeggeri per raggiungere l'Oman.
Dall'inizio dell'escalation nella regione, alla fine di febbraio, il Centro di coordinamento per la risposta alle emergenze dell'UE ha supportato quasi 90 voli, riportando in Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia quasi 11.000 cittadini europei.
«Quando scoppia una crisi, l'Europa protegge i suoi cittadini. La guerra in Medio Oriente dimostra ancora una volta che, quando le crisi mettono a dura prova le capacità nazionali, l'Europa interviene. Abbiamo già contribuito al rimpatrio di oltre 11.000 europei. E continueremo a lavorare finché tutti coloro che hanno bisogno di aiuto non lo riceveranno», ha dichiarato il Commissario Lahbib.
Qualsiasi Paese in Europa e non solo può richiedere assistenza di emergenza attivando il Meccanismo di protezione civile dell'UE. L'UE rimane impegnata negli sforzi di rimpatrio per riportare in sicurezza i cittadini europei, e i voli nell'ambito del Meccanismo di protezione civile dell'UE continuano a ritmo sostenuto.
Le donne in agricoltura
L'Europa lancia la Piattaforma Donne in Agricoltura, una nuova iniziativa volta a rafforzare il ruolo delle donne in agricoltura e a promuovere le pari opportunità nelle comunità rurali. La piattaforma intende contribuire ad aumentare la partecipazione femminile in agricoltura, a incoraggiare il tutoraggio e a condividere le migliori pratiche. Il lancio coincide con la proclamazione da parte delle Nazioni Unite del 2026 come Anno internazionale della donna agricoltrice.
Nonostante il loro contributo fondamentale, le donne rimangono sottorappresentate nell'agricoltura dell'UE, gestendo solo il 32% delle aziende agricole. Barriere persistenti, come la disuguaglianza nell'accesso alla terra, ai finanziamenti e alla formazione, continuano a limitarne il potenziale. L'attività principale della piattaforma sarà il tutoraggio. I tutor condividono conoscenze pratiche, creano reti di tutoraggio per sfidare gli stereotipi, ispirano le giovani donne e normalizzano la leadership femminile in agricoltura. Attraverso la presentazione di modelli di riferimento e la promozione del tutoraggio, la piattaforma mira a rafforzare la fiducia, migliorare l'accesso alle opportunità e garantire che il contributo delle donne sia pienamente riconosciuto.
Gli Stati membri dal canto loro potranno ora introdurre misure mirate, compresi incentivi finanziari, a sostegno delle donne agricoltrici. La Commissione sta inoltre migliorando la raccolta dei dati per tenere conto anche della dimensione di genere, al fine di elaborare politiche più efficaci. Solo nel 2024, 55.300 giovani donne hanno ricevuto sostegno per avviare le proprie attività agricole e beneficiare di un sostegno al reddito aggiuntivo
Come sminuire l'efficacia delle norme green
Nell'ambito del pacchetto mensile sui casi di mancata o scorretta appplicazione della legislazione comunitaria, Oggi la Commissione ha deciso di inviare un parere motivato all'Italia per il non corretto e incompleto recepimento della direttiva sulla plastica monouso (direttiva (UE) 2019/904) e per inadempimento degli obblighi previsti dalla direttiva sulla trasparenza del mercato unico (direttiva (UE) 2015/1535) La direttiva sulla plastica monouso mira a prevenire e ridurre l'incidenza di determinati prodotti di plastica sull'ambiente e sulla salute umana, e a promuovere la transizione verso un'economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili, contribuendo in tal modo al corretto funzionamento del mercato interno. L'Italia non ha recepito, o non ha recepito correttamente, alcune disposizioni della direttiva sulla plastica monouso nel diritto nazionale. Le questioni principali riguardano: l'introduzione di una soglia minima in relazione alla definizione di "plastica", l'esenzione dei prodotti di plastica biodegradabile dall'applicazione di alcune disposizioni e la limitazione della responsabilità dei produttori di coprire i costi della raccolta dei rifiuti. Tale restrizione dell'ambito di applicazione rischia di compromettere l'approccio preventivo della direttiva e potenzialmente rischia di determinare un aumento dei rilasci di frammenti di plastica persistenti e di microplastiche nell'ambiente. Inoltre un ambito di applicazione della direttiva divergente tra i diversi Stati membri inciderebbe negativamente sul funzionamento del mercato interno. Adottando la legislazione di recepimento della direttiva sulla plastica monouso prima della scadenza del termine di differimento di 3 mesi stabilito nella direttiva sulla trasparenza del mercato unico, l'Italia ha inoltre violato le norme procedurali stabilite da quest'ultima direttiva. La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora all'Italia nel maggio 2024. In seguito alla valutazione della risposta, la Commissione ha concluso che il recepimento della direttiva da parte dell'Italia continua a non essere corretto. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato nei confronti dell'Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.
Sicurezza online dei bambini
A Bruxelles si è tenuta la prima riunione del Gruppo Speciale sulla sicurezza dei minori online. Il gruppo, che era stato annunciato dalla von der Leyen nel suo discorso sullo stato dell'Unione a settembre 2025, fornirà raccomandazioni di esperti per proteggere e responsabilizzare meglio i minori online e analizzerà la necessità di potenziali limiti di età armonizzati per l'accesso ai social media.
La Presidente della Commissione europea ha dichiarato: "Per decenni abbiamo reso il mondo reale più sicuro per i bambini e dobbiamo fare lo stesso nel mondo digitale. Le opportunità positive offerte dalla tecnologia non possono andare a discapito della loro sicurezza, salute o felicità. In Europa, le piattaforme tecnologiche hanno già la responsabilità di garantire la sicurezza degli utenti e continueremo a garantire che lo facciano. Ma dobbiamo anche fare di più per proteggere e responsabilizzare i nostri giovani online. Ecco perché ho convocato questo gruppo: per forgiare un approccio europeo forte e realistico per garantire la sicurezza dei nostri figli nell'era digitale".
Il rientro in sicurezza dalle zone di conflitto in Medio Oriente
Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze (ERCC) della Commissione europea ha supportato gli Stati membri dell'UE nell'organizzazione di sei voli di rimpatrio, riportando cittadini europei in sicurezza in Bulgaria, Italia, Austria e Slovacchia. Ulteriori voli di rimpatrio nell'ambito del Meccanismo sono previsti nei prossimi giorni, poiché un numero crescente di Stati membri dell'UE lo ha attivato.
In risposta ai recenti sviluppi nella regione, la Commissione sta adottando tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei cittadini dell'UE supportando gli Stati membri nel coordinamento dei voli di rimpatrio dal Medio Oriente. La priorità è assistere gli Stati membri e proteggere i cittadini dell'UE bloccati nella regione, riportandoli sani e salvi a casa, in Europa. Al 5 marzo, 10 Stati membri hanno attivato il Meccanismo: Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Romania, Slovacchia e Austria.
"Nessun europeo è mai solo in una crisi. La loro sicurezza viene sempre prima di tutto", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi. "Fin dal primo giorno, ci siamo mobilitati al massimo per riportare a casa le centinaia di migliaia di europei bloccati in Medio Oriente attraverso il nostro Meccanismo di Protezione Civile dell'UE. L'UE è al fianco dei suoi cittadini e non risparmierà alcuno sforzo per riportarli a casa sani e salvi".
L'ERCC coordina logisticamente i voli offerti dagli Stati membri. La Commissione è pienamente mobilitata per assisterli e rimane in contatto su questo tema con le delegazioni dell'UE e le autorità consolari degli Stati membri nella regione.
le linee guida per restare umani nell'era digitale
La Commissione Europea ha pubblicato quattro guide – due nuove e due aggiornate – rivolte agli nsegnanti per orientarli a) nell'uso etico dell'intelligenza artificiale (IA), b) promuovere l'alfabetizzazione digitale, c) selezionare contenuti digitali di qualità e d) insegnare informatica. Queste linee guida rientrano nel Piano d'azione per l'istruzione digitale, concepito per supportare gli insegnanti con strumenti e risorse pratiche.
L'aggiornamento della guida sull'uso etico dell'IA nell'insegnamento e nell'apprendimento affrontano considerazioni etiche e giuridiche fondamentali, al fine di rafforzare la fiducia degli insegnanti nell'uso dell'IA e promuoverne al contempo un uso responsabile da parte degli studenti.
Come annunciato nell'ambito dello Scudo Europeo per la Democrazia, la guida al contrasto della disinformazione e per promuovere l'alfabetizzazione digitale affronta ora anche l'impatto dell'IA generativa sulle pratiche di disinformazione, sulla dipendenza dai social media e sul ruolo degli influencer, al fine di rafforzare le competenze pedagogiche degli insegnanti e le capacità di pensiero critico dei giovani, promuovere l'uso responsabile delle tecnologie digitali e supportare scelte informate nello spazio digitale. Le scuole e gli istituti scolastici svolgono un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze civiche, per consentire alle persone di agire responsabilmente, promuovendo il pensiero critico, l'inclusività, la libertà di parola e l'impegno civico attivo. Coltivando queste competenze, gli enti educativi a tutti i livelli rafforzano la cittadinanza informata e attiva, costruendo così società democratiche più resilienti.
Le nuove linee guida sui contenuti dell'educazione digitale (DEC) introducono la prima definizione di educazione digitale in Europa e offrono criteri chiari per l'identificazione di materiali didattici digitali di qualità. Le linee guida per l'insegnamento dell'informatica forniscono strategie pratiche per erogare e valutare un'istruzione informatica inclusiva e di alta qualità in diversi contesti.
Roxana Mînzatu, Vicepresidente esecutiva per i Diritti sociali e le competenze, la Qualità del lavoro e la Preparazione, ha dichiarato: "Gli insegnanti sono fondamentali per garantire che ogni studente abbia l'opportunità di comprendere, interagire e plasmare il mondo digitale. Gli insegnanti sono ora, in un certo senso, come dei 'guardiani digitali' per i nostri giovani. Il nostro obiettivo è fornire agli educatori le competenze e la sicurezza di cui hanno bisogno non solo per adattarsi, ma anche per guidare un panorama educativo in continua evoluzione. Queste linee guida riflettono il nostro impegno nell'ambito dell'Unione delle competenze, fornendo agli insegnanti, nella loro vita professionale, le conoscenze e le competenze di cui hanno bisogno".
Nella seconda metà dell'anno, la Commissione adotterà un Pacchetto Istruzione, progettato per responsabilizzare gli studenti, supportare gli insegnanti e modernizzare le scuole. Includerà una Tabella di marcia per il 2030 sul futuro dell'istruzione e delle competenze digitali per rafforzare ulteriormente l'apprendimento digitale in tutta l'UE.
L'Europa allo specchio
Il Report 2025 sulle attività dell'unione Europea offre l'opportunità non solo di avere una sintesi dell'agire delle istituzioni europee in un anno segnato da tensioni e conflitti, ma anche intravedere attraverso la lente della comunicazione, come sta evolvendo il linguaggio comunitario. Fatto di parole d'ordine e assiomi da mettere ben in evidenza. Ad esempio quando di parla della guerra in Ucraina, dove l'imperativo si conferma la coerenza preservata di una posizione sempre più sotto attacco del fuoco c.d. amico. L'UE è rimasta ferma nel fornire sostegno politico, finanziario, umanitario e militare all'Ucraina e al suo popolo, imponendo al contempo sanzioni per limitare la capacità della Russia di finanziare la sua guerra.
Vi è poi il piano economico. La relazione evidenzia come l'UE abbia intensificato gli interventi per rafforzare la competitività della sua economia, attraverso il Mercato unico e la Bussola della competitività, una tabella di marcia strategica per stimolare la crescita economica garantendo al contempo una transizione equa e sostenibile dal punto di vista ambientale. Il 2025 ha anche segnato un importante passo avanti nella riduzione degli oneri inutili per le imprese e l'UE ha investito nelle tecnologie che plasmeranno il futuro, dall'intelligenza artificiale all'energia pulita. Sulla scena globale, l'UE si è confermata il principale fornitore mondiale di aiuti umanitari e ha continuato a investire nella riduzione delle dipendenze e nel rafforzamento dei partenariati globali. Parallelamente, ha intensificato gli sforzi per rafforzare la sicurezza, la difesa e la preparazione con il pacchetto Readiness 2030, il più significativo incremento degli investimenti nella difesa nella storia dell'UE.
Attraverso l'iniziativa Choose Europe, l'UE ha compiuto progressi nei suoi sforzi per posizionare l'Europa come il miglior posto al mondo per la scienza e la ricerca.
Un social media europeo? Veramente?
La Commissione europea ha dichiarato ammissibile l'Iniziativa dei cittadini europei (ICE) dal titolo "European Public Social Network".
L'iniziativa invita la Commissione a istituire, tramite atto legislativo, "una piattaforma pubblica di social media a livello europeo". Tale piattaforma "costituirebbe un'alternativa alle piattaforme attuali e fungerebbe da servizio per la società, sarebbe finanziata dalla società e sarebbe sottoposta alla sua supervisione" e "potrebbe rimanere imparziale e indipendente dalle pressioni politiche, garantendo al contempo i diritti di tutti senza distinzioni".
Poiché questa iniziativa soddisfa i requisiti formali stabiliti dalla legislazione pertinente, la Commissione la ritiene giuridicamente ammissibile ai sensi del regolamento sull'Iniziativa dei Cittadini Europei. La Commissione non ha analizzato il merito delle proposte in questa fase. La registrazione non influenza la decisione finale della Commissione sul merito, né eventuali azioni che potrebbe intraprendere. La Commissione prenderà una decisione sull'iniziativa solo se raccoglierà almeno un milione di firme da parte dei cittadini dell'UE.
Ora gli organizzatori hanno sei mesi di tempo per iniziare la raccolta delle firme, che potrà prolungarsi per altri dodici mesi. Se un'ICE viene sostenuta dalle firme di almeno un milione di cittadini europei, in almeno sette Stati membri, la Commissione è tenuta a reagire e a decidere quali azioni intraprendere in risposta all'iniziativa, giustificando la propria decisione.
Un accordo robusto con la Svizzera
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin hanno firmato un pacchetto di accordi volti ad approfondire ed ampliare le relazioni tra UE e Svizzera. Il pacchetto stabilisce un quadro normativo moderno per l'UE e la Svizzera, consentendo un accesso agevole a un mercato di 460 milioni di consumatori in settori chiave, con conseguenti vantaggi economici per entrambe le parti.
Grazie all'allineamento degli standard e delle norme in settori strettamente integrati, l'accordo intende dare certezza del diritto, semplificare il commercio di beni come dispositivi medici e prodotti alimentari ed agevolare l'approvvigionamento transfrontaliero per le imprese su entrambi i lati del confine. Inoltre, garantirà norme più coerenti per le persone che vivono, lavorano o studiano oltre il confine tra UE e Svizzera. La Svizzera contribuirà allo sviluppo della legislazione nei settori coperti dal pacchetto e avrà l'opportunità di influenzare tali norme durante la loro elaborazione.
La firma consente il completamento della ratifica del pacchetto. Consentirà a entrambe le parti di far progredire i rispettivi processi di ratifica.
L'iniziativa in favore degli oceani
Su iniziativa dell'Europa è stata creata un'Alleanza Internazionale per rafforzare e ampliare il monitoraggio e l'osservazione degli oceani. L'Alleanza sosterrà in particolare OceanEye, l'iniziativa europea di osservazione degli oceani, con l'obiettivo di potenziare gli sforzi e la collaborazione nell'osservazione degli oceani a livello globale.
La Presidente von der Leyen ha annunciato un contributo di 50 milioni di euro nell'ambito del programma Horizon Europe all'Alleanza Internazionale per il periodo 2026-2027. L'iniziativa europea di osservazione degli oceani è stata annunciata per la prima volta dalla Presidente von der Leyen, insieme al Commissario per la Pesca e gli Oceani, Costas Kadis, durante la Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani del 2025.
Intervenendo alla cerimonia di apertura delle Giornate Europee degli Oceani, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Oggi abbiamo presentato OceanEye, un'importante iniziativa volta a rafforzare la leadership dell'UE nell'osservazione degli oceani e a sfruttare appieno il potenziale dei nostri oceani. Faremo progredire la conoscenza scientifica, stimoleremo la competitività dell'economia blu, miglioreremo la sicurezza marittima e, soprattutto, proteggeremo la salute degli oceani. Insieme ai partner internazionali, rafforzeremo un sistema globale di osservazione degli oceani sostenibile e resiliente".
L'importanza di accedere al credito per le giovani imprese e per gli investitori
Il finanziamento privato, inclusi i fondi di private equity o di venture capital, svolge un ruolo importante nel sostenere le aziende giovani e innovative, che spesso hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti bancari tradizionali. Garantire la disponibilità di opportunità di uscita, ad esempio attraverso la vendita di partecipazioni in private equity o tramite offerte pubbliche iniziali (IPO), è fondamentale per la disponibilità di capitale. Tuttavia gli investitori di private equity nell'UE continuano a incontrare difficoltà quando cercano di uscire dai loro investimenti. Ad esempio, sovente non sono in grado di aspettare il lancio di un'IPO per realizzare plusvalenze, oppure in assenza di una valutazione credibile degli asset privati incontrano ostacoli nella transazione. Tali difficoltà riducono l'attività di mercato, limitando la disponibilità di capitale di crescita e potenzialmente spingendo le giovani imprese promettenti a trasferirsi al di fuori dell'UE in cerca di finanziamenti.
La Commissione sta raccogliendo i pareri delle parti interessate sui possibili ostacoli all'uscita dagli investimenti in private equity nell'UE, sui meriti e sulle possibili caratteristiche progettuali di una piattaforma per la negoziazione secondaria di azioni di società private e sul potenziale di un utilizzo esteso di tale piattaforma per la raccolta di nuovo capitale azionario. La consultazione è aperta fino al 27 aprile e si rivolge a un'ampia gamma di parti interessate, tra cui aziende in cerca di capitale iniziale e investitori in private equity. Il feedback contribuirà a determinare la decisione della Commissione in merito all'opportunità di ulteriori azioni in questo ambito.
La Commissione chiama a raccolta la finanza europea contro l'impatto ad est della guerra in Ucraina
La Commissione lancia una nuova iniziativa volta a facilitare l'accesso al sostegno creditizio per gli Stati membri dell'UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina. Questa iniziativa, denominata "EastInvest Facility", è al centro della strategia per le regioni orientali dell'UE confinanti con Russia, Bielorussia e Ucraina, adottata la scorsa settimana dalla Commissione per aiutare queste regioni ad affrontare le sfide che si trovano ad affrontare in seguito alla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina.
EastInvest Facility sarà una piattaforma di finanziamento dedicata alle regioni orientali dell'UE, che riunirà il Gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca nordica per gli investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa e le banche di promozione nazionali dei nove Stati membri interessati: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria. Faciliterà l'accesso dei promotori di progetti privati e pubblici nelle regioni orientali dell'UE a prestiti e consulenza per rilanciare le loro economie, sviluppare gli scambi commerciali e migliorare la sicurezza. Le quattro istituzioni finanziarie partecipanti stimano che lo strumento fornirà almeno 28 miliardi di euro di investimenti privati e pubblici in tali regioni.
Il Fondo sarà lanciato in occasione di un evento di alto livello ospitato dal Vicepresidente Esecutivo Rafaelle Fitto a Bruxelles, dove la BEI e le altre istituzioni finanziarie internazionali e le banche di promozione nazionali firmeranno la dichiarazione d'intenti del Fondo. L'evento, che sarà aperto dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, riunirà la Presidente della BEI, Nadia Calviño, nonché rappresentanti di alto livello dei nove Paesi interessati, che discuteranno le sfide e le opportunità inerenti alla garanzia della prosperità per le regioni di confine orientali dell'Europa. Tra i partecipanti figurano i Primi Ministri di Estonia, Kristen Michal, Lituania, Inga Ruginienė, Lettonia, Evika Siliņa, e Romania, Ilie Bolojan, nonché la Presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Nadia Calviño.
Il conto della guerra
La Commissione Europea ha adottato una proposta affinché l'Unione Europea diventi membro fondatore della Commissione Internazionale per i Risarcimenti, un organismo incaricato di garantire il risarcimento delle vittime della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. La proposta dovrà essere adottata dagli Stati membri in sede di Consiglio e approvata dal Parlamento Europeo. L'Unione Europea diventerà quindi membro fondatore della Commissione Internazionale per i Risarcimenti.
La Commissione Internazionale per i Risarcimenti opererà sotto l'egida del Consiglio d'Europa. Sarà responsabile dell'esame, della valutazione e della decisione delle richieste di risarcimento per i danni, le perdite e le lesioni causati dalla Russia in Ucraina e alla sua popolazione. Sarà inoltre responsabile della determinazione dell'importo del risarcimento dovuto in ciascun caso.
Kaja Kallas, Alto Rappresentante/Vicepresidente per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, ha dichiarato: "Se si inizia una guerra, si paga il conto. E mentre l'invasione su vasta scala dell'Ucraina entra nel suo quinto anno, il prezzo dell'aggressione russa non fa che aumentare. Saranno necessari centinaia di miliardi per ricostruire le case e le infrastrutture ucraine e bonificare il Paese dagli esplosivi sparsi. Ogni cittadino ucraino può già presentare richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni grazie alla Commissione per i Risarcimenti. E quando la guerra sarà finita, la Russia dovrà pagare per i danni che ha causato".
Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, ha dichiarato: "Una pace senza responsabilità non è pace, e la responsabilità richiede riparazione. La Commissione Internazionale per i Risarcimenti documenterà il vero costo dell'aggressione russa e garantirà che venga determinato un giusto risarcimento. L'Unione Europea continuerà a sostenere l'Ucraina e a garantire giustizia per il suo popolo".
Nel dicembre 2025, l'Unione Europea ha firmato la Convenzione che istituisce la Commissione per i Risarcimenti, insieme a 35 Paesi, e ha impegnato fino a 1 milione di euro per sostenerne l'istituzione nell'ambito del Consiglio d'Europa.
La Commissione per i Risarcimenti si basa sull'importante lavoro svolto dal Registro dei Danni, istituito nel maggio 2023 per registrare le richieste di risarcimento ammissibili. Attraverso il Registro, l'Ucraina e il suo popolo possono già presentare richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni, in particolare per morte e lesioni gravi, violenza sessuale, perdita dell'alloggio o della residenza ed espulsione di minori.
Comunicare senza costi anche coni paesi dei Balcani occidentali
Saranno avviati i negoziati con Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia per integrarli nel regime "Roam Like at Home" dell'UE. nel momento in cui che tutti i paesi saranno pienamente allineati alle norme UE sul roaming, chi viaggia tra l'UE e i Balcani occidentali potrà effettuare chiamate, inviare messaggi di testo e utilizzare i dati mobili senza costi aggiuntivi di roaming.
Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Oggi compiamo un passo significativo nel percorso dei partner dei Balcani occidentali verso l'adesione alla famiglia del roaming dell'UE. È una buona notizia sia per i cittadini che per le imprese".
Marta Kos, Commissaria per l'Allargamento, ha dichiarato: "Le tariffe di roaming rappresentano un problema per le persone nei Balcani occidentali. Riguardano i lavoratori che attraversano le frontiere o le famiglie che vogliono semplicemente rimanere in contatto. Fatture impreviste o tariffe più elevate quando si viaggia sono un problema che non conosciamo più all'interno dell'UE. Oggi abbiamo proposto di estendere questa soluzione ai Balcani occidentali. Ciò significherebbe chiamate più semplici e dati mobili a prezzi nazionali".
Anche Shein sotto la scure del Digitla Service Act
La Commissione Europea ha avviato un procedimento formale contro Shein, ai sensi del Digital Services Act, per il suo design che crea dipendenza, la mancanza di trasparenza dei sistemi di raccomandazione e la vendita di prodotti illegali, tra cui materiale pedopornografico.
Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "Nell'UE, i prodotti illegali sono vietati, che si trovino sugli scaffali di un negozio o su un mercato online. Il Digital Services Act garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e le sue responsabilità".
L'avvio del procedimento d'indagine consente alla Commissione di dare alla questione carattere di priorità, benché l'esito finale non sia determinabile a questo stadio delle indagini.
Come il DSA sta cambiando l'ambiente on line
Grazie al Digital Service Act in soli due anni le piattaforme online hanno dovuto annullare quasi 50 milioni di decisioni che riguardavano i contenuti o gli account degli utenti. In questo modo gli utenti nell'UE hanno più potere online, in quanto le piattaforme sono soggette a maggiore responsabilità e l'ambiente online è più trasparente. La normativa europea, la prima del suo genere al mondo, ha conferito agli utenti il diritto di contestare le decisioni di moderazione dei contenuti delle piattaforme che riguardano, sospendono, eliminano o sottopongono a "shadow ban" i loro contenuti o account. Dalla sua applicazione, il 30% delle 165 milioni di decisioni di moderazione dei contenuti che gli utenti hanno impugnato tramite i meccanismi interni delle piattaforme sono state annullate.
In particolare, nella prima metà del 2025, il 99% delle decisioni di moderazione dei contenuti è stato preso dalle piattaforme per far rispettare i propri termini e condizioni, piuttosto che per rimuovere contenuti segnalati come illegali ai sensi del diritto dell'UE o nazionale. Nella prima metà del 2025, gli organismi di risoluzione extragiudiziale hanno esaminato oltre 1.800 controversie relative ai contenuti su Facebook, Instagram e TikTok nell'UE, ribaltando le decisioni delle piattaforme nel 52% dei casi chiusi, ripristinando contenuti e account in modo più rapido ed economico rispetto al ricorso al tribunale.
Il DSA ha inoltre introdotto cambiamenti concreti nella sicurezza e nel benessere degli utenti. Grazie a questa normativa, la pubblicità mirata ai minori sulle piattaforme online è vietata nell'UE dal 2024. Il DSA obbliga inoltre i marketplace online a contrastare la diffusione di beni illegali, migliorare la tracciabilità dei commercianti e informare rapidamente i clienti che hanno acquistato prodotti illegali sul loro marketplace, offrendo loro opzioni di ricorso. Un ulteriore vantaggio di questa normativa è che i ricercatori e la società civile hanno un accesso senza precedenti alle informazioni sui processi e sulle pratiche di moderazione dei contenuti delle piattaforme nell'UE. Inoltre, possono ritenere le piattaforme responsabili delle proprie decisioni.
Mancava Gibilterra. Ora l'accordo c'è
La Commissione europea ha ha reso noto la proposta di accordo relativo a Gibilterra tra l'Unione europea e il Regno Unito. L'obiettivo principale dell'accordo UE-Regno Unito relativo a Gibilterra è garantire la prosperità futura dell'intera regione. Questo obiettivo sarà raggiunto eliminando tutte le barriere fisiche che impediscono la circolazione di persone e merci tra Spagna e Gibilterra, salvaguardando al contempo pienamente Schengen, il mercato unico dell'UE e la sua unione doganale. Maroš Šefčovič, Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica, le Relazioni Interistituzionali e la Trasparenza, ha dichiarato: "Il nostro obiettivo è chiaro e strategico: garantire la prosperità a lungo termine per la regione, salvaguardando al contempo pienamente Schengen, il mercato unico dell'UE e la nostra unione doganale. Con 15.000 persone che attraversano quotidianamente Gibilterra e la Spagna, si tratta di garantire certezza del diritto, fiducia per le imprese e i cittadini, nonché un futuro di cooperazione che rafforzi le nostre relazioni reciproche".
L'accordo odierno porterà fiducia e certezza giuridica alla vita e al benessere dei cittadini dell'intera regione, promuovendo la prosperità condivisa e relazioni strette e costruttive tra le autorità di Gibilterra e quelle spagnole. L'accordo UE-Regno Unito relativo a Gibilterra è l'ultimo elemento che completerà il quadro giuridico delle relazioni tra l'UE e il Regno Unito dopo la Brexit. Gibilterra non rientra nell'ambito di applicazione dell'accordo commerciale e di cooperazione UE-Regno Unito, firmato nel 2020 e in vigore dal 2021. A seguito di un accordo politico sui principi chiave raggiunto nel giugno 2025 tra il Commissario Maroš Šefčovič e il Ministro degli Affari Esteri spagnolo, José Manuel Albares, con il Segretario agli Esteri del Regno Unito Lammy e il Primo Ministro di Gibilterra Picardo, i team negoziali hanno finalizzato il testo giuridico a dicembre.
Chi collabora e chi no contro i paradisi fiscali nel mondo
L'Europa ha aggiornato il suo elenco di giurisdizioni non cooperative a fini fiscali. L'elenco riflette l'impegno dell'UE per la trasparenza fiscale e l'equa imposizione a livello globale. Si basa su un processo di screening attraverso criteri di buona governance fiscale accettati a livello internazionale. Sulla base dei progressi compiuti dalle giurisdizioni interessate, i ministri delle Finanze e dell'Economia dell'UE, riuniti per l'odierno Consiglio dell'UE, hanno deciso di rimuovere Figi, Samoa e Trinidad e Tobago dall'Allegato I (elenco delle giurisdizioni non cooperative), dopo aver risolto con successo carenze persistenti. Ciò testimonia i continui sforzi dei paesi partner e l'impatto che l'elenco dell'UE può avere nel sostenere l'adozione degli standard internazionali. Inoltre, l'aggiornamento registra anche sviluppi positivi in alcune altre giurisdizioni dell'Allegato I, a dimostrazione degli sforzi in corso per affrontare le aree di preoccupazione in sospeso.
Il Consiglio ha inoltre deciso di aggiungere il Vietnam e le Isole Turks e Caicos all'Allegato I (elenco delle giurisdizioni non cooperative) a causa del mancato rispetto degli standard concordati a livello internazionale in materia di trasparenza fiscale e di equità impositiva. Il Consiglio ha deplorato tali sviluppi e ha invitato entrambe le giurisdizioni a collaborare con il Gruppo "Codice di condotta" dell'UE e altri consessi internazionali competenti per risolvere tali questioni. A seguito di queste modifiche, l'elenco delle giurisdizioni non cooperative comprende 10 territori: Samoa americane, Anguilla, Guam, Palau, Panama, Federazione Russa, Turks e Caicos, Isole Vergini americane, Vanuatu e Vietnam.
Sono state inoltre apportate modifiche al documento sullo stato di avanzamento dei lavori (Allegato II), che riflette la cooperazione in corso dell'UE con i suoi partner internazionali ed elenca gli impegni in sospeso. Il suo scopo è riconoscere il lavoro costruttivo in corso nel campo della fiscalità e incoraggiare l'approccio positivo adottato dalle giurisdizioni cooperative nell'attuazione degli standard di buona governance fiscale. Antigua e Barbuda e le Seychelles vengono rimosse dall'Allegato II dopo aver adottato le misure necessarie per garantire la conformità allo standard internazionale sullo scambio di informazioni su richiesta. Alla luce delle misure già adottate, al Brunei Darussalam è stato concesso ulteriore tempo per rispettare l'impegno di modificare il suo regime fiscale preferenziale dannoso. Di conseguenza, l'Allegato II include attualmente 9 giurisdizioni: Belize, Isole Vergini Britanniche, Brunei Darussalam, Eswatini, Groenlandia, Giordania, Montenegro, Marocco e Turchia. L'UE monitorerà attentamente questi impegni e continuerà a collaborare attivamente con questi paesi partner.
L'elenco UE viene aggiornato due volte all'anno, per riflettere i cambiamenti nelle politiche fiscali e nei livelli di cooperazione delle giurisdizioni. Ciò garantisce che rimanga pertinente e accurato nel tempo.
Essere pronti in caso di una nuova pandemia
La Commissione europea lancia BE READY, un nuovo partenariato europeo per la preparazione alle pandemie. BE READY intende rafforzare la capacità dell'UE di anticipare, prevenire e rispondere rapidamente a epidemie e pandemie. Grazie a un finanziamento UE di 120 milioni di euro, il partenariato lancerà annualmente bandi congiunti transnazionali che promuoveranno la collaborazione in tutta Europa e oltre, con l'obiettivo di aumentare le conoscenze e rafforzare la preparazione alle minacce sanitarie emergenti.
BE READY, che riunisce 81 organizzazioni di 27 paesi, è coordinato dall'ANRS-Malattie Infettive Emergenti-MIE francese. È il frutto di molti anni di investimenti europei nella ricerca sulla preparazione e la risposta alle pandemie attraverso il programma quadro europeo per la ricerca e l'innovazione (Horizon Europe), che ha investito a tal fine oltre 1,8 miliardi di euro dal 2020. Il primo bando congiunto transnazionale sarà lanciato insieme con 21 organizzazioni finanziatrici e si concentrerà sulla ricerca volta a comprendere meglio il potenziale pandemico dei patogeni emergenti e a sviluppare contromisure mediche innovative.
Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "La preparazione dell'Europa alla pandemia deve basarsi su solide basi scientifiche. Per questo motivo stiamo stanziando 120 milioni di euro dal bilancio di Horizon Europe per il partenariato BE READY. Attraverso BE READY, mettiamo al primo posto la salute dei nostri cittadini, rafforzando al contempo la leadership dell'Europa nell'innovazione".
Hadja Lahbib, Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, ha dichiarato: "BE READY è il prossimo coraggioso passo avanti dell'Europa, che trasforma la ricerca in vera resilienza. Pone la ricerca al centro della preparazione, in modo che le persone possano ottenere medicinali, vaccini e strumenti vitali più rapidamente quando si verifica una crisi. Stiamo lavorando oltre i confini e le istituzioni per costruire un'Europa più forte, pronta ad anticipare le minacce per la salute e a rispondere rapidamente quando sono in gioco vite umane".
Tik Tok ed i gravi pericoli per i minori
I social hanno rivoluzionato la vita di tanti, ma in pochi all'inizio hanno percepito che non ogni rivoluzione è necessariamente positiva, se i c.d. effetti collaterali possono oltremodo superare gli apsetti positivi. Tutto questo perchè lo strumento in seè, concepito per abbattere le distanze che nel mondo virtulae non hanno ragione di essere, è diventato nelle mani di pochi pionieri del web, un'arma di distrazione di massa, potrenzialmente tossica.
L'Europa per prima corre ai ripari grazie al fatto di essersi dotato di regole almeno in astratto incisive. E' così che una scure non di poco conto si abbatte oggi su Tik Tok, smascherando le sue troppe influenze negative, in particolare sui giovani. La Commissione Europea, infatti, ha stabilito in via preliminare che TikTok viola il Digital Services Act per il suo design che crea dipendenza attraverso le funzionalità come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica, le notifiche push e il suo sistema di raccomandazione altamente personalizzato.
Henna Virkkunen, Vicepresidente Esecutiva per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, ha dichiarato: "La dipendenza dai social media può avere effetti negativi sullo sviluppo mentale di bambini e adolescenti. Il Digital Services Act rende le piattaforme responsabili degli effetti che possono avere sui loro utenti. In Europa, applichiamo la nostra legislazione per proteggere i nostri bambini e i nostri cittadini online".
L'indagine della Commissione indica in via preliminare che TikTok non ha valutato adeguatamente in che misura queste funzionalità che creano dipendenza provochino danni anche gravi al benessere fisico e mentale dei suoi utenti, compresi minori e adulti vulnerabili. TikTok a sua volta, sembra non aver implementato misure ragionevoli, proporzionate ed efficaci per mitigare i rischi derivanti dal suo design che crea dipendenza.
La tutela del giornalismo libero e professionale nella giungla del web
La Commissione Europea ha pubblicato nuove linee guida per garantire che il giornalismo professionale sia riconosciuto e tutelato sulle piattaforme digitali. Le linee guida sono rivolte alle Very Large Online Platforms (VLOP) – secondo la definizione del Digital Services Act – ed ai fornitori di servizi d'informazione per orientarle nell'attuazione corretta dello European Media Freedom Act. L'articolo 18, paragrafo 1, dello European Media Freedom Act protegge i contenuti informativi online da rimozioni arbitrarie ed ngiustificate. Le norme impongono alle VLOP di notificare in anticipo ai fornitori di servizi media l'intenzione di rimuovere contenuti giornalistici e di spiegare chiaramente le ragioni della loro decisione. I fornitori di servizi media hanno inoltre 24 ore di tempo per rispondere prima che la rimozione abbia effetto. Per beneficiare di queste garanzie, i fornitori di servizi d'informazione devono rilasciare una dichiarazione con cui confermano di soddisfare determinati requisiti, quali l'indipendenza editoriale e la assoggettabilità a vigilanza regolamentare, attraverso una specifica funzionalità predisposta dalle VLOP.
Le linee guida servono ad aiutare le VLOP a implementare questa funzionalità ed a guidari i fornitori di servizi media nella compilazione e gestione delle loro dichiarazioni. Descrivono inoltre le procedure che consentono ai VLOP di consultare le autorità di regolamentazione in caso di dubbi e di coinvolgere le organizzazioni della società civile, compresi i fact-checker, nella revisione delle dichiarazioni.
La Commissione ha elaborato queste linee guida attraverso un'ampia consultazione con i fornitori di servizi media, la società civile e le organizzazioni di fact-checker, le autorità di regolamentazione e i rappresentanti dei fornitori di VLOP, tra gli altri.
Con la maggior parte delle disposizioni in vigore dall'agosto 2025, lo European Media Freedom Act è un atto legislativo fondamentale per tutelare il pluralismo e l'indipendenza dei media nell'UE, garantendo che i media, pubblici e privati, possano operare più facilmente a livello transfrontaliero nel mercato interno dell'UE, senza indebite pressioni e tenendo conto della trasformazione digitale del settore mediatico.
I primi frutti del partenariato strategico con l'India
La Commissione europea e l'India hanno avviato oggi discussioni esplorative volte a valutare una possibile associazione dell'India a Horizon Europe, il programma di punta dell'UE da 93,5 milioni di euro, progettato per promuovere la ricerca e l'innovazione oltre i confini internazionali. Questa iniziativa fa seguito al recente 16° vertice UE-India tenutosi a Nuova Delhi, dove entrambe le parti hanno ribadito il loro impegno ad approfondire la cooperazione strategica in materia di commercio, sicurezza, scienza, innovazione e mobilità.
In caso di favorevole esito delle trattative,, i ricercatori e le istituzioni indiane potranno ricevere finanziamenti direttamente da Horizon Europe ed essere capofila dei progetti, con l'India che fornirebbe un contributo finanziario al programma. L'associazione sosterrà una collaborazione strutturata e a lungo termine tra gli attori europei e indiani della ricerca e dell'innovazione, faciliterà progetti congiunti nell'ambito di Horizon Europe e rafforzerà la cooperazione su priorità scientifiche e tecnologiche condivise.
La cooperazione UE-India in materia di ricerca e innovazione è stata istituita con l'Accordo di cooperazione scientifica e tecnologica, firmato nel 2001 e prorogato fino al 2030 durante il vertice UE-India del mese scorso, a sottolineare l'impegno per il progresso reciproco in ambito scientifico.
Ekaterina Zaharieva, Commissaria per le Startup, la Ricerca e l'Innovazione, ha dichiarato: "La scienza funziona meglio quando i confini non ostacolano le idee. Esplorare l'associazione dell'India a Horizon Europe significa mettere in contatto talento, ambizione e fiducia e costruire soluzioni insieme su scala globale".
Attualmente, Horizon Europe ha stabilito accordi di associazione con 22 paesi extra-Ue. L'elenco include Albania, Armenia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Egitto, Isole Faroe, Georgia, Islanda, Israele, Corea, Kosovo, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Svizzera, Turchia, Tunisia, Ucraina e Regno Unito, mentre i negoziati con il Giappone si sono conclusi con successo a dicembre.