La Giornata UE

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30/06/2026

La Giornata della Commissione 30/06/2026

Sbloccati i soldi per sostenere l'Ucraiana, al via i pagamenti

L'Europa versa all'Ucraiana 3,9 miliardi di euro, a titolo della prima tranche dei 6 miliardi di euro complessivi destinati all'acquisto di droni, una capacità fondamentale per consentire all'Ucraina di resistere.

La presidente Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "L'ingegnosità dell'Ucraina è alla base del suo successo nel resistere all'invasione su vasta scala della Russia. Un'ingegnosità che vogliamo sostenere. Oggi, eroghiamo una prima tranche di 3,9 miliardi di euro per la tecnologia avanzata dei droni, al fine di rafforzare la difesa dell'Ucraina. E ne seguiranno altre. Questi investimenti aiuteranno l'Ucraina a proteggere i suoi cittadini, a difendere la sua sovranità e a rafforzare la sicurezza dell'Europa. L'Europa è fermamente al fianco dell'Ucraina finché sarà necessario per raggiungere una pace giusta e duratura".

Lo stanziamento di 3,2 miliardi di euro da parte della Commissione all'Ucraina r rientra nell'ambito del programma di assistenza macrofinanziaria. 

I soldi per consentire l'adesione ormai prossima del Montenegro

La Commissione europea ha adottato il pacchetto finanziario con le disposizioni di bilancio applicabili al Montenegro al momento della sua adesione all'Unione europea. Il Montenegro compie progressi nel processo di adesione e questo pacchetto rappresenta un passo significativo nel percorso del Paese verso l'adesione all'Unione.Il pacchetto rientra nel Capitolo 33 – Disposizioni finanziarie e di bilancio – dei negoziati di adesione del Montenegro. Fornisce una chiara panoramica delle implicazioni finanziarie previste per l'adesione del Montenegro all'UE.

L'allargamento è un investimento credibile e strategico per la stabilità, l'unità e la prosperità dell'Europa. I progressi del Montenegro dimostrano che, con riforme costanti e un impegno politico, l'adesione può passare gradualmente dall'aspirazione alla realtà.

La Presidente von der Leyen ha dichiarato: "Il pacchetto di oggi rappresenta un altro passo concreto verso il futuro del Montenegro nella nostra Unione. Stiamo preparando il Montenegro, gli Stati membri e le nostre istituzioni. Perché l'allargamento ha successo quando è un progetto europeo condiviso, basato sul merito, sull'impegno e sulla fiducia".

La Danimarca completa il suo PNNR

La Commissione dà il via libera all'ultima richiesta di pagamento presentata dalla Danimarca pari a 359 milioni di euro di sovvenzioni nell'ambito del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility, RRF), fulcro di NextGenerationEU.

Con questa quinta e ultima richiesta di pagamento, la Danimarca diventa il primo Stato membro a raggiungere il 100% delle riforme e degli investimenti previsti dal suo piano RRF – corrispondenti a 1,63 miliardi di euro – prima della scadenza di fine agosto. La Commissione ha constatato che la Danimarca ha completato in modo soddisfacente le 4 tappe intermedie e i 12 obiettivi rimanenti. Questa richiesta finale completa l'attuazione delle riforme e degli investimenti previsti dal piano danese, nei settori della transizione verde dell'agricoltura, dell'efficienza energetica, del trasporto stradale sostenibile e dell'incremento della digitalizzazione.

L'ultimo pagamento porterà il totale dei fondi erogati alla Danimarca nell'ambito del RRF a 1,63 miliardi di euro, inclusi 441 milioni di euro di prefinanziamento. Questo significa che il 100% dei finanziamenti assegnati alla Danimarca nell'ambito del suo piano di ripresa e resilienza sarà erogato solo dopo che il Consiglio avrà dato il via libera alla richiesta di pagamento, a condizione che tutti i 79 traguardi e obiettivi siano stati raggiunti con successo.

In vista della chiusura del Fondo alla fine del 2026, gli Stati membri devono attuare tutti i traguardi e gli obiettivi rimanenti entro il 31 agosto 2026 e presentare le loro ultime richieste di pagamento entro la fine di settembre 2026.

Cipro e la sua riunificazione

E' stata ubblicata le due relazioni annuali sull'attuazione del Regolamento sulla Linea Verde e del Programma di aiuti per la comunità turco-cipriota, La relazione sulla Linea Verde del 2025 rivela un record storico di 7,79 milioni di attraversamenti autorizzati, evidenziando i crescenti legami tra le comunità greco-cipriota e turco-cipriota. Nel frattempo, gli attraversamenti irregolari continuano a diminuire, attestandosi a 2.433. Per agevolare ulteriormente la circolazione, l'UE ha finanziato i lavori di ampliamento del valico di Agios Dometios/Metehan, aumentando la capacità di uno dei punti di controllo più trafficati dell'isola.

La relazione sul Programma di aiuti del 2025 illustra gli sforzi compiuti per sostenere la riunificazione di Cipro, promuovendo lo sviluppo socio-economico della comunità turco-cipriota, rafforzando la fiducia reciproca e la società civile. Con uno stanziamento di 33,7 milioni di euro nel 2025, il programma ha continuato a migliorare gli standard di sicurezza alimentare e benessere degli animali, anche attraverso misure di emergenza rapide in risposta all'epidemia di afta epizootica del dicembre 2025. Inoltre, gli investimenti finanziati dall'UE in infrastrutture idriche e fognarie, efficienza energetica, qualità dell'aria e monitoraggio del rumore hanno continuato a migliorare il tenore di vita della comunità turco-cipriota e in tutta l'isola.

Il rapporto evidenzia inoltre che 142 turco-ciprioti hanno studiato presso università dell'UE, mentre 18 studenti di entrambe le comunità si sono iscritti agli United World Colleges. Infine, nell'ambito del nono programma di sovvenzioni "Società civile cipriota in azione", sono state assegnate 16 sovvenzioni per un valore di 2,22 milioni di euro a progetti incentrati sulla protezione ambientale, lo sviluppo sostenibile, la riconciliazione, la creazione di fiducia e il coinvolgimento della società civile nel processo di insediamento.

La necessaria intesa sull'introduzione delle etichette ecologiche

E' stata raggiunta unìintesa intesa comune dalla Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC), la rete che rappresenta le autorità nazionali per la tutela dei consumatori, per deefinire le modalità di attuazione della Direttiva sull'affidabilità e la trasparenza delle etichette e la prevenzione del greenwashing. L'intesa comune garantirà una transizione agevole, mantenendo i costi per le imprese il più bassi possibile. Ad esempio, chiarisce come le autorità nazionali debbano trattare i beni già prodotti alla data di applicazione della Direttiva. Le autorità nazionali hanno concordato di tenere conto delle reali difficoltà transitorie e dei vincoli pratici, come i volumi delle scorte, la durata di conservazione dei prodotti o la fattibilità tecnica. In tali casi, le autorità nazionali privilegeranno anche misure preventive prima di considerare sanzioni, come ad esempio fornire chiarimenti alle imprese interessate.

Gli Stati membri avevano tempo fino al 27 marzo 2026 per recepire la Direttiva nel diritto nazionale. La direttiva entrerà in vigore il 27 settembre 2026.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “Tutti hanno un ruolo da svolgere nella costruzione di un'economia più sostenibile. Le imprese sono attori chiave in questo processo. Tuttavia, nell'applicazione delle norme, dobbiamo accompagnarle e tenere conto delle realtà economiche. Questa intesa comune garantisce una transizione ordinata ed equa per tutti, imprese e consumatori”.

Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha affermato: “I consumatori hanno bisogno di informazioni chiare e affidabili per compiere scelte sostenibili. Allo stesso tempo, l'applicazione delle norme deve essere coerente e proporzionata in tutto il mercato unico. L'intesa comune offre entrambi gli aspetti: un quadro chiaro, equo e ambizioso che aiuta le imprese a rispettare le norme, supportando al contempo la transizione verso un consumo più sostenibile”.

La ricerca di frontiera viene tradotta in realtà

Il Consiglio europeo della ricerca (ERC) ha annunciato i 182 ricercatori selezionati nell'ambito del programma "Proof of Concept", per un totale di 27,3 milioni di euro. Queste sovvenzioni consentiranno agli scienziati di esplorare il potenziale commerciale o sociale delle loro ricerche, dalle nuove tecnologie all'avanguardia ai trattamenti medici innovativi.

Ciascun beneficiario riceverà 150.000 euro nell'ambito di Horizon Europe, il programma di ricerca pluriennale dell'UE. Il Proof of Concept è riservato esclusivamente ai ricercatori chehanno ricevuto una sovvenzione ERC per la ricerca di frontiera. Trattandosi di un finanziamento aggiuntivo, queste sovvenzioni aiuteranno i ricercatori a esplorare come i risultati ottenuti attraverso i loro progetti ERC possano essere trasformati in innovazioni concrete, colmando il divario tra la ricerca pionieristica e le applicazioni pratiche.

I progetti appena premiati coprono una vasta gamma di argomenti, dalle scienze fisiche e ingegneristiche (62% del totale), alle scienze della vita (28%) e alle scienze sociali e umanistiche (9%).

Tra i progetti selezionati per il finanziamento figurano lo sviluppo di dispositivi elettronici bioispirati stampati in 3D e realizzati con materiali morbidi; la creazione di uno strumento di facile utilizzo per mappare le aree del linguaggio nel cervello e migliorare la chirurgia dell'epilessia; e un vaccino innovativo contro il cancro al seno. Questi e molti altri progetti dimostreranno come la ricerca di frontiera possa essere tradotta in soluzioni concrete per le sfide globali.

I beneficiari svolgeranno il loro lavoro presso università e centri di ricerca in 21 Stati membri dell'UE e paesi associati, in particolare Germania (31 sovvenzioni), Paesi Bassi (27), Italia e Francia (18 ciascuna).

Il bando di quest'anno ha attratto 554 proposte, il 15% in più rispetto al primo bando dello scorso anno, con un terzo dei candidati che si è aggiudicato un finanziamento. Il programma di lavoro ERC 2026 prevede due bandi per il Proof of Concept Grant, con un budget totale di 60 milioni di euro. I risultati del secondo bando saranno annunciati entro la fine dell'anno.

Ekaterina Zaharieva, Commissaria europea per le startup, la ricerca e l'innovazione, ha dichiarato: "Molte delle innovazioni odierne nascono da un ricercatore che si pone una domanda fondamentale. Questi 182 progetti dimostrano che la scienza guidata dalla curiosità e l'impatto concreto nel mondo reale vanno di pari passo. Grazie ai finanziamenti Proof of Concept, i ricercatori dell'ERC possono testare come le loro scoperte potrebbero trasformarsi in nuovi trattamenti, tecnologie, servizi o soluzioni a beneficio delle persone in tutta Europa".

Il riciclo corretto e completo della plastica

La Commissione europea ha adottato le nuove norme sul riciclo delle bottiglie di plastica monouso per bevande, realizzate principalmente in polietilene tereftalato (bottiglie in PET). Le norme stabiliscono, per la prima volta, una metodologia per calcolare, verificare e comunicare il contenuto di materiale riciclato chimicamente. Rientrano nel pacchetto sulla plastica che la Commissione presenterà a dicembre 2026.

Le nuove norme garantiranno la trasparenza nel calcolo del contenuto di materiale riciclato nelle nuove bottiglie in PET monouso.  Le nuove norme si applicano a qualsiasi tecnologia di riciclo, comprese quelle chimiche e meccaniche. Aiuterà gli Stati membri a raggiungere lgli obiettivi di riciclato stabiliti dalla Direttiva sulla plastica monouso. Il riciclo meccanico è attualmente il metodo più diffuso per il riciclo della plastica. Viene tipicamente utilizzato per selezionare, pulire, triturare e rimodellare la plastica in nuovi prodotti. Tuttavia, alcuni flussi di rifiuti plastici non possono essere riciclati meccanicamente in modo efficace. Ad esempio, i rifiuti plastici con residui alimentari, additivi e materiali misti che riducono la riciclabilità. In questi casi, il riciclo chimico può integrare il riciclo meccanico. A differenza del riciclo meccanico, il riciclo chimico scompone la plastica in molecole più piccole, che possono essere riutilizzate come materie prime per la produzione di nuove plastiche o altri prodotti chimici. Questo contribuisce a reintrodurre una maggiore quantità di rifiuti plastici nell'economia circolare, anche per prodotti che devono soddisfare elevati standard qualitativi, come gli imballaggi a contatto con gli alimenti.

In una prima fase, l'UE considererà come materiale plastico riciclato quello proveniente dall'Unione e dai paesi SEE, a condizione che la conformità alle normative ambientali dell'UE sia pienamente verificabile. Dal 21 novembre 2027, verrà considerato anche il materiale plastico riciclato proveniente dai paesi OCSE, salvo esclusioni previste dal Regolamento sulle spedizioni di rifiuti. Inoltre, verrà considerato anche il materiale proveniente da paesi non OCSE, a condizione che siano previsti accordi che garantiscano standard equivalenti in materia di tutela della salute umana e dell'ambiente, ad esempio nell'ambito della Direttiva quadro sui rifiuti e del Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.

Stop al lavoro forzato

La Commissione europea ha lanciato un portale informativo, per preparare le imprese e gli Stati membri all'entrata in vigore del Regolamento UE sul lavoro forzato. Il nuovo portale unico sul lavoro forzato include linee guida sull'attuazione pratica del Regolamento, un supporto specifico per le piccole e medie imprese, le risorse per identificare e affrontare eventuali rischi nella catena di approvvigionamento e l'elenco provvisorio delle autorità nazionali preposte all'applicazione del Regolamento. Il Regolamento, che entrerà in vigore il 14 dicembre 2027, vieterà l'immissione sul mercato dell'UE e l'esportazione dall'UE di prodotti realizzati con il lavoro forzato. La Commissione continuerà ad aggiungere informazioni al portale e collaborerà strettamente con gli Stati membri, le imprese e le organizzazioni della società civile durante il periodo di preparazione di 18 mesi per sostenere un'attuazione efficace e coerente in tutta l'Unione.

 

 

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La Giornata UE
24/06/2026

La Giornata della Commissione 24/06/206

Votare alle elezioni comunali di uno Stato diverso dal proprio

L'Europa ha aggiornato la propria legislazione per semplificare le procedure di voto e di candidatura alle elezioni comunali per i cittadini UE mobili – ovvero i cittadini UE residenti in uno Stato membro diverso da quello di residenza. La direttiva rivista si inserisce in un più ampio sforzo volto a rafforzare la democrazia in tutta l'UE, anche attraverso il consolidamento delle istituzioni democratiche e di processi elettorali liberi ed equi.

La direttiva, proposta dalla Commissione europea nel novembre 2021, impone agli Stati membri di fornire informazioni tempestive e chiare sulle date delle elezioni, sulle procedure di voto e sui diritti di elettori e candidati. Gli Stati membri devono garantire che tali informazioni siano fornite in una lingua ampiamente compresa dagli elettori, ovvero almeno un'altra lingua ufficiale dell'UE che sia la lingua straniera più studiata nell'UE o ampiamente compresa nello Stato membro di residenza. La direttiva semplifica la procedura di registrazione sia per gli elettori che per i candidati e garantisce ai cittadini UE mobili l'accesso alle stesse modalità di voto dei cittadini nazionali.


Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: "Le elezioni locali sono al centro della partecipazione democratica alla vita della comunità. I ​​cittadini che hanno costruito la propria vita in un altro Stato membro devono poter esprimere la propria opinione, liberi da inutili ostacoli burocratici. Queste norme riviste garantiscono tale diritto, assicurando che i cittadini UE mobili possano esercitare senza intoppi i propri diritti elettorali".

Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha affermato: "Il diritto di voto e di partecipazione alle elezioni comunali è un pilastro della cittadinanza europea. Nell'UE ci sono 14 milioni di cittadini UE mobili (cittadini UE che vivono in un altro Stato membro). L'entrata in vigore odierna garantirà che tutti loro possano esercitare liberamente e senza ostacoli il proprio diritto di voto, elemento essenziale delle nostre democrazie".

Gli Stati membri avranno tempo fino al 26 giugno 2028 per recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali. La Commissione presenterà una relazione sull'effettiva applicazione della direttiva ogni sei anni.

La Macedonia del Nord si associa al programma europeo per la sanità

L'UE ha firmato un accordo che associa la Repubblica della Macedonia del Nord al programma EU4Health. Con l'entrata in vigore dell'accordo, le autorità sanitarie e l'intera comunità sanitaria della Repubblica della Macedonia del Nord potranno beneficiare appieno delle opportunità di finanziamento dell'UE nell'ambito del programma EU4Health per costruire sistemi sanitari più solidi, resilienti e accessibili, su un piano di parità con gli Stati membri dell'UE, Norvegia, Islanda, Ucraina, Moldavia, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina e Repubblica di Serbia.

Con effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2026, sia gli enti del settore sanitario pubblico che privato della Repubblica della Macedonia del Nord potranno accedere a opportunità di finanziamento tramite bandi aperti, sovvenzioni dirette e azioni congiunte. Queste opportunità di finanziamento contribuiranno a migliorare la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e l'assistenza in aree critiche come le malattie cardiovascolari e il cancro, a contribuire allo Spazio europeo dei dati sanitari, a sviluppare strategie per i farmaci critici e le scorte di medicinali, a rafforzare i servizi di salute mentale, in particolare per i giovani, e ad affrontare le minacce sanitarie transfrontaliere.

La Cina inquina ma la diplomazia argina

,La Commissione europea ha ospitato l'undicesimo Dialogo UE-Cina sulla Politica Ambientale.  L'incontro di alto livello ha offerto a entrambe le parti l'opportunità di riaffermare il proprio impegno a una stretta cooperazione in materia ambientale, in vista della COP17 sulla biodiversità in Armenia, della COP17 della UNCCD in Mongolia, della Conferenza delle Nazioni Unite sull'Acqua e della ripresa dei lavori per un  Trattato Globale sulla Plastica.

Durante il dialogo, entrambe le parti hanno riconosciuto la necessità di accelerare gli sforzi globali per l'attuazione del Quadro Globale sulla Biodiversità di Kunming-Montreal e la necessità di progredire su priorità chiave, come il Fondo Cali per la condivisione dei benefici derivanti dalle Informazioni Digitali sulle Sequenze. Hanno inoltre riconosciuto l'importanza del lavoro in corso sui crediti per la natura al fine di sbloccare i finanziamenti privati ​​per la biodiversità.

Entrambe le parti hanno anche discusso della necessità di un Trattato Globale sulla Plastica. Hanno ribadito il loro impegno congiunto ad approfondire gli scambi, sia a livello politico che tecnico, e a fornire contributi comuni e positivi allo sviluppo di uno strumento internazionale vincolante per porre fine al crescente inquinamento globale da plastica.

Il Commissario Roswall e il Ministro Huang hanno inoltre sottolineato l'importanza di trovare soluzioni all'inquinamento chimico e hanno discusso approcci per la prevenzione e il controllo, in particolare per quanto riguarda le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche (PFAS, note come "sostanze chimiche eterne"), che rappresentano una sfida globale.

Questo incontro di alto livello ha offerto l'opportunità di discutere di multilateralismo ambientale e dell'importanza per i due partner di coordinarsi in vista di importanti processi multilaterali. Un altro incontro è già in programma per il 2026, in occasione del 7° Dialogo di alto livello su ambiente e clima, che sarà copresieduto dalla Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, e dal Vice Primo Ministro cinese, Ding Xuexiang.


La Commissaria europea per l'ambiente, Jessika Roswall, ha dichiarato: "Nell'attuale contesto geopolitico, una diplomazia efficace è più importante che mai. L'UE e la Cina devono continuare a collaborare per finalizzare i negoziati su un trattato globale per porre fine all'inquinamento da plastica, per attuare i nostri impegni comuni in materia di biodiversità e per rafforzare il multilateralismo ambientale".

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La Giornata UE
22/06/2026

La Giornata della Commissione 22/06/2026

L'UE investe sui trasporti

La Commissione europea ha lanciato un bando per la presentazione di proposte del valore di 1,1 miliardi di euro per la costruzione e la modernizzazione della irete transeuropea di trasporto (TEN-T) dell'UE. Si tratta dell'ultimo bando nell'ambito dell'attuale bilancio a lungo termine europeo per il periodo 2021-2027. I finanziamenti sosterranno l'attuazione di importanti progetti in materia di trasporti. Promuoveranno il piano europeo per l'alta velocità ferroviaria e il piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo, rafforzando al contempo la connettività marittima, in linea con le strategie industriali, marittime e portuali dell'UE recentemente presentate. I finanziamenti rafforzeranno inoltre la prontezza operativa della difesa europea, affrontando i colli di bottiglia della mobilità militare e sostenendo la rapida attuazione del pacchetto UE sulla mobilità militare.

Il bando pone particolare enfasi sul trasporto ferroviario, sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo e sulla mobilità militare. Sostiene inoltre l'elettrificazione del trasporto su strada e delle operazioni a terra aeroportuali, la realizzazione di infrastrutture di ricarica nei porti marittimi e interni, nonché la digitalizzazione del trasporto su strada.

Anche l'Ucraina e la Moldavia spossono partecipare al bando nell'ambito della Connecting Europe Facility (CEF), a testimonianza del rafforzamento dei loro legami di trasporto con l'UE. Il CEF è lo strumento di punta dell'UE per il finanziamento e l'attuazione della politica TEN-T. I progetti selezionati nell'ambito del bando 2026 contribuiranno a realizzare infrastrutture di trasporto più intelligenti, efficienti e sostenibili; a migliorare l'interoperabilità; e a rafforzare la resilienza delle reti di trasporto in tutta l'UE.

Lo stato di salute delle piccole imprese e delle imprese femminili

a Commissione europea ha pubblicato oggi la Relazione annuale sulle piccole e medie imprese (PMI) europee per il biennio 2025/2026 e una nuova relazione sull'imprenditoria femminile in Europa. Entrambe le relazioni forniscono nuovi dati a supporto delle future politiche, iniziative e misure di finanziamento per le piccole e medie imprese.

La Relazione annuale mostra che le 34 milioni di PMI europee hanno registrato una solida crescita nel 2025, continuando al contempo a riprendersi dalle recenti crisi. Il numero di imprese è aumentato dell'1,8%, mentre il loro valore aggiunto reale è cresciuto del 2,5% e l'occupazione dell'1,0%. La relazione offre una panoramica delle opzioni che potrebbero incrementare la produttività delle piccole e medie imprese, come l'adozione di nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale (IA), settori in cui le PMI continuano a essere in ritardo rispetto alle imprese di maggiori dimensioni. Nel 2025, le tecnologie di IA erano utilizzate dal 55,0% delle grandi imprese, rispetto al 30,4% delle medie imprese e al 17,0% delle piccole imprese. Il rapporto esamina inoltre le ulteriori sfide affrontate dalle PMI nelle catene del valore durante i periodi di cambiamento tecnologico dirompente e le relative implicazioni per la produttività delle PMI, utilizzando il settore automobilistico come caso di studio.

Il rapporto "Donne imprenditrici in Europa: dati, ostacoli e raccomandazioni" analizza l'imprenditorialità femminile nell'UE e individua le sfide che le imprese a guida femminile devono affrontare nell'avvio e nella crescita delle proprie attività, nonché le difficoltà che le imprenditrici incontrano nell'accesso ai finanziamenti. Il rapporto rileva che solo il 33% dei titolari di imprese nell'UE sono donne. Inoltre, la loro presenza è concentrata in settori tradizionalmente femminili come i servizi alla persona (69%), la sanità e l'assistenza sociale (65%) e l'istruzione (57%), mentre la loro rappresentanza in altri settori rimane limitata. Il rapporto si conclude con cinque raccomandazioni mirate per rafforzare il contesto favorevole e liberare il potenziale inespresso delle imprenditrici e delle imprese a guida femminile.

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La Giornata UE
16/06/2026

La Giornata della Commissione 16/06/2026

La preservazione dei semi 

E' in fase di conclusione la revisione e semplificazione delle norme europee rsul materiale vegetale di riproduzione (PRM). La nuova normativa consente a produttori e imprese di beneficiare delle più recenti innovazioni, tecnologie e digitali in questo settore. Inoltre accorpa le diverse direttive in vigore in un unico regolamento, conferendo maggiore chiarezza e coerenza giuridica agli operatori e alle autorità pubbliche.

Il materiale vegetale di riproduzione è costituito da semi e altro materiale vegetale utilizzato per produrre nuove piante. Esso rappresenta la base dell'agricoltura, garantendo agli agricoltori e all'industria agricola la disponibilità di piante che soddisfino le loro esigenze. Disporre delle piante giuste può contribuire ad aumentare la resilienza delle piante e delle colture, contrastando la resistenza a determinati parassiti e migliorando la produttività. Le nuove norme forniranno garanzie sulla qualità di questi prodotti e rafforzeranno questo settore in Europa. Il regolamento che entrerà presto in vigore  mantiene il sistema di immissione sul mercato dei prodotti vegetali di riproduzione, sia per quanto riguarda la valutazione e la registrazione delle nuove varietà, sia per la certificazione che ne garantisce l'elevata qualità. Una volta pienamente adottata e attuata, la revisione sosterrà anche gli investimenti e l'innovazione nel settore e rafforzerà la conservazione delle risorse genetiche vegetali.

Chiare, fresche, dolci acque

Dall'Atlantico al Mediterraneo, la stragrande maggioranza delle acque di balneazione in Europa è risultata di qualità "eccellente"  secondo il rapporto annuale sulle acque di balneazione pubblicato oggi. L'indagine interessa l'85% dei siti di balneazione europei, mentre il 96% di tutti i siti monitorati soddisfa gli standard minimi di qualità e solo l'1,5% è stato classificato "scarso". Questi dati mostrano anche che la qualità complessiva delle acque di balneazione in tutta Europa è rimasta stabile rispetto all'anno precedente.

La percentuale più alta di acque di balneazione di qualità eccellente si riscontra in Austria, Bulgaria, Cipro e Grecia, con un totale pari o superiore al 95%. La qualità di balneazione delle acque costiere è generalmente migliore rispetto a quella di fiumi e laghi. Nel 2025, l'88% delle acque di balneazione costiere nell'UE è stato classificato come eccellente, rispetto al 78% delle acque di balneazione interne. La valutazione e la mappa interattiva, elaborate dall'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) in collaborazione con la Commissione europea, mostrano dove i bagnanti possono trovare i luoghi di balneazione più sicuri in Europa. La valutazione esamina l'idoneità delle acque per la balneazione, concentrandosi sul monitoraggio dei batteri che possono potenzialmente causare gravi malattie. L'eccellente qualità delle acque di balneazione europee è garantita dall'efficacia costante della legislazione dell'UE.

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La Giornata UE
10/06/2026

La Giornata della Commissione 10/06/2026

L'Europa nello spazio

L'Europa porta avanti i piani per una nuova missione in orbita. Insieme a Grecia, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia, l'UE ha firmato una dichiarazione congiunta a sostegno della missione pilota ISOS (In-Space Operations and Services), un passo avanti verso un'infrastruttura europea di servizi in orbita. 

Andrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo Spazio, ha dichiarato: "L'Europa mantiene il suo ruolo di leadership nell'azione spaziale compiendo il primo passo verso la creazione di una nuova capacità per le operazioni e i servizi in orbita, creando nuove opportunità di business per i talenti europei nell'economia spaziale".

ISOS è destinata a rivoluzionare la politica europea nello spazio per obiettivi operativi quali la cattura e il riposizionamento dei satelliti, l'ispezione e la riparazione dei satelliti, la logistica in orbita, la produzione in orbita e la rimozione di detriti. Aiuterà l'Europa a gestire, manutenere, riparare, amministrare ed estendere il ciclo di vita dei sistemi spaziali una volta in orbita, riducendo i costi di sostituzione e garantendo la protezione e l'utilizzo a lungo termine delle risorse spaziali europee. Germania, Francia, Lussemburgo, Portogallo e Spagna avevano già firmato la dichiarazione lo scorso anno. La dichiarazione è aperta a ulteriori adesioni. Anche la Commissione europea e l'Agenzia spaziale europea hanno firmato la stessa dichiarazione, suggellando una consolidata cooperazione nel settore spaziale.

L'Europa guarda all'Africa meridionale

L'UE celebra il decimo anniversario della firma dell'Accordo di partenariato economico (APE) con la Comunità di sviluppo dell'Africa meridionale (SADC). Dalla sua firma a Kasane esattamente dieci anni fa, questo accordo commerciale e di sviluppo ha collegato persone e imprese di Botswana, Lesotho, Mozambico, Namibia, Eswatini e Sudafrica con gli Stati membri dell'UE, apportando chiari vantaggi per tutte le parti. Gli scambi commerciali complessivi tra i 27 Stati membri dell'UE e i sei partner della SADC sono aumentati costantemente, con una crescita del 26% negli ultimi dieci anni, e le importazioni dell'UE dagli Stati della SADC sono cresciute del 38% nello stesso periodo. Inoltre, gli investimenti dell'UE nella SADC hanno raggiunto i 50,4 miliardi di euro nel 2024, con un incremento del 23% rispetto al 2016. Grazie a questi successi ottenuti attraverso l'APE, l'UE è oggi il principale partner economico dei sei Stati membri della SADC. In questo periodo di instabilità geoeconomica, questa partnership rappresenta un chiaro esempio di come legami economici profondi e diversificati siano la migliore assicurazione contro l'imprevedibilità dei mercati globali.

Accordo di libero scambio con alcuni paesi africani

L'Europa ha concluso i negoziati per un accordo di partenariato economico (APE) rafforzate con quattro Stati dell'Africa orientale e meridionale (Comore, Madagascar, Mauritius e Seychelles). Il Commissario Maros Šefčovič, ha partecipato in videoconferenza alla cerimonia di chiusura che si è svolta oggi a Mauritius. L'APE rappresenta il primo accordo di questo tipo firmato tra l'UE e i partner dell'Africa subsahariana e costituisce un importante punto di riferimento per le future relazioni economiche UE-Africa. E' aperto all'adesione di altri paesi dell'Africa orientale e meridionale.

L'APE stabilisce un solido quadro di riferimento per avvicinare l'UE e gli Stati dell'Africa orientale e meridionale, basato su regole chiare e prevedibili. Promuove la diversificazione economica per entrambe le parti, e sostiene al contempo una più profonda integrazione economica regionale e continentale e lo sviluppo sostenibile negli Stati dell'Africa orientale e meridionale. Potranno crearsi nuove opportunità per i consumatori e le imprese di entrambi i continenti. L'UE, infatti,  è il principale partner commerciale dei quattro Stati dell'Africa orientale e meridionale (ESA4), rappresentando il 24% del suo commercio totale di beni e il 33% del suo commercio totale di servizi. Nel 2024, il volume totale degli scambi di beni e servizi tra l'UE e gli Stati membri dell'ESA4 ha raggiunto i 9,7 miliardi di euro, di cui 5,2 miliardi di euro di importazioni UE e 4,5 miliardi di euro di esportazioni UE.

Il Commissario  Šefčovič ha dichiarato: “Il nostro Accordo di Partenariato Economico con Comore, Madagascar, Mauritius e Seychelles è il primo accordo di libero scambio moderno e completo dell'UE con partner dell'Africa subsahariana e l'accordo odierno per rafforzarlo e modernizzarlo rappresenta una pietra miliare storica nelle relazioni UE-Africa. Con quasi 10 miliardi di euro di scambi commerciali e 20 miliardi di euro di investimenti diretti esteri solo nel 2024, questo accordo sta già producendo risultati tangibili: crea posti di lavoro, attrae imprese e aiuta i nostri partner ESA4 a diversificare in settori a maggior valore aggiunto. La conclusione è solo l'inizio. L'attuazione è ciò che trasforma l'ambizione in opportunità concrete. Pertanto, non vediamo l'ora di lanciare presto il nostro primo Forum economico UE-ESA congiunto per mettere in contatto le nostre comunità imprenditoriali e sbloccare il pieno potenziale di questo partenariato.”

Un Codice di condotta per lo sviluppo di modelli generativi di IA

La Commissione europea ha pubblicato il Codice di condotta riguardante l'etichettatura dei contenuti generati dall'IA. Il Codice è volontario e si rivolge a quanti, produttori e utilizzatori di sistemi di intelligenza artificiale (IA) generativa, si trovano a dover rispettare gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge sull'IA (AI Act), che entreranno in vigore a partire dal 2 agosto 2026.

A partire da tale data, l'AI Act impone che i testi generati o manipolati dall'IA  su argomenti di interesse pubblico siano chiaramente etichettati. Gli utenti dovranno essere informati quando interagiscono con un sistema interattivo di IA, come un chatbot. Questi requisiti di trasparenza aiutano le persone a riconoscere quando un contenuto è stato generato o modificato dall'IA, riducendo il rischio di deepfake e manipolazione.

Il Codice è stato redatto da un pool di sei esperti indipendenti, con il contributo di oltre 180 stakeholders.. Vi figurano fornitori e utilizzatori di sistemi e modelli di IA interattivi e generativi, associazioni dei consumatori,  piccole e medie imprese, il mondo accademico, il settore pubblico e le organizzazioni della società civile.

La BEI al servizio della competitività europea

La Commissione europea e il Gruppo della Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno firmato un accordo che prevede un ulteriore finanziamento di 22 miliardi di euro nell'ambito del programma InvestEU. L'aumento riflette anche l'adozione del regolamento "Omnibus II" nel dicembre 2025 per il rafforzamento del il programma, che ha già mobilitato 400 miliardi di euro di capitali pubblici e privati ​​in settori prioritari chiave.

La BEI prevede che l'impatto finanziario totale dei progetti sostenuti attraverso qyesto aumento del finanziamento  si aggiri intorno ai 70 miliardi di euro entro la fine dell'attuale Quadro finanziario pluriennale (QFP), oltre dunque l'obiettivo minimo di 55 miliardi di euro prefisso con il pacchetto Omnibus II. L'ampliamento del programma InvestEU avrà ricadute positive su oltre 130.000 piccole e medie imprese (PMI), offrendo loro maggiore accesso ai finanziamenti. Inoltre, in linea con l'impegno della Commissione a ridurre gli oneri amministrativi, tutte le PMI sostenute nell'ambito di InvestEU beneficeranno di procedure semplificate, garantendo così un accesso più rapido e agevole ai finanziamenti, nonché una riduzione degli obblighi di rendicontazione. La modifica pone inoltre le basi per il futuro strumento InvestEU nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale e del futuro Fondo europeo per la competitività.

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La Giornata UE
01/06/2026

La Giornata della Commissione 01/06/2026

Entra in vigore la direttiva europea contro la corruzione

Ieri è entrata in vigore in tutta l'UE una normativa anticorruzione più armonizzata, in virtù della nuova Direttiva sulla lotta alla corruzione. La Direttiva introduce norme per prevenire, individuare e sanzionare meglio la corruzione in tutta l'UE.Le nuove norme stabiliscono un quadro più coerente a livello europeo, attraverso l'armonizzazione della definizione dei reati di corruzione negli Stati membri, tra cui corruzione, appropriazione indebita, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni pubbliche, ostruzione alla giustizia e arricchimento illecito. La Direttiva stabilisce inoltre norme minime sulle sanzioni penali sia per le persone fisiche che per le imprese.

Per garantire che sia fatta giustizia, le nuove norme introducono termini minimi di prescrizione per assicurare un tempo sufficiente a indagare e perseguire efficacemente i reati di corruzione. Gli Stati membri devono inoltre garantire che le forze dell'ordine e i pubblici ministeri dispongano di strumenti investigativi adeguati e rafforzare le misure preventive, anche attraverso specifiche strategie nazionali anticorruzione.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: "La corruzione mina le nostre democrazie e la sicurezza delle nostre società. Queste nuove norme sono una parte fondamentale del nostro impegno a difendere lo Stato di diritto. Insieme alla nostra prossima strategia anticorruzione dell'UE, inviano un messaggio chiaro: questa Commissione agirà con decisione contro coloro che tradiscono la fiducia pubblica".

Michael McGrath, Commissario per la democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori, ha dichiarato: "La corruzione non è un reato senza vittime. Drena le risorse pubbliche, distorce la concorrenza leale ed erode la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche. Con queste nuove norme, rafforziamo la nostra capacità di prevenire la corruzione, perseguire i responsabili in modo più efficace e garantire un approccio più coerente in tutta l'UE. Si tratta di proteggere l'integrità delle nostre democrazie e garantire che il potere pubblico sia sempre esercitato nell'interesse pubblico".

La lotta alla corruzione è una priorità fondamentale della Commissione, come sottolineato negli orientamenti politici per il periodo 2024-2029, e un elemento centrale degli sforzi più ampi dell'UE per proteggere la democrazia e sostenere lo Stato di diritto. La direttiva si inserisce in un'agenda anticorruzione più ampia, insieme alla strategia anticorruzione dell'UE, per la quale è aperta una consultazione pubblica e una richiesta di contributi fino al 6 luglio.

Un gruppo di esperti per l'applicazione della normativa europea sull'IA

La Commissione europea ha nominato un gruppo di esperti scientifici e un forum consultivo a supporto dell'applicazione dell' Artificial Intelligence (Ai Act). I ​​due organismi forniranno consulenza all'Ufficio IA della Commissione e alle autorità nazionali sull'applicazione delle norme, con mandati biennali per i membri. Il gruppo di esperti scientifici riunisce 60 esperti indipendenti di fama mondiale con esperienza in IA all'avanguardia, ingegneria, audit tecnico, industria e impatto sociale. Si concentrerà su modelli e sistemi di IA di uso generale (GPAI), rischi sistemici, classificazione dei modelli, metodologie di valutazione e sorveglianza transfrontaliera del mercato.

Il forum consultivo fornirà competenze tecniche indipendenti e consulenza su un'ampia gamma di questioni relative alla legge sull'IA, comprese le sfide di standardizzazione e implementazione. I suoi membri provengono dal mondo accademico, dalla società civile e dall'industria, comprese le piccole e medie imprese e le startup. La loro selezione mira anche a riflettere un equilibrio di genere e geografico, nonché una competenza ben calibrata, che includa specialisti in alfabetizzazione sull'IA, GPAI e diversi settori contemplati dalla legge sull'IA. Anche le principali agenzie dell'Unione europea avranno un ruolo permanente nel forum, tra cui l'Agenzia dell'UE per i diritti fondamentali e l'Agenzia dell'UE per la cibersicurezza, ENISA, nonché gli organismi di normazione.

Mai più test sugli animali delle sostance chimiche

La Commissione europea ha presentato una tabella di marcia per l'eliminazione graduale nelle valutazioni di sicurezza chimica condotte attraverso la sperimentazione animale, definendo azioni concrete per accelerare lo sviluppo, la validazione e l'adozione di metodi innovativi che non prevedono l'utilizzo di animali nella legislazione dell'UE. La tabella di marcia risponde in particolare all'iniziativa dei cittadini europei "Salva i cosmetici cruelty-free - Impegnati per un'Europa senza sperimentazione animale" e mira a garantire un elevato livello di protezione per la salute umana e animale e per l'ambiente, sostenendo al contempo la leadership europea nell'innovazione in materia di sostanze chimiche sicure e sostenibili.

L'iniziativa è un risultato chiave del Piano d'azione sulle sostanze chimiche adottato nel luglio 2025 e supporta l'attuazione del quadro REACH, la legislazione dell'UE in materia di sostanze chimiche. Strutturata attorno a tre pilastri e 22 azioni, la tabella di marcia copre 15 settori legislativi, tra cui prodotti chimici industriali, pesticidi, biocidi, prodotti farmaceutici e additivi per alimenti e mangimi. Le azioni includono la promozione della ricerca e dell'innovazione, lo sfruttamento dell'intelligenza artificiale e dei big data e il rafforzamento della cooperazione con gli Stati membri, le agenzie dell'UE, le parti interessate e i partner internazionali per facilitare la transizione verso approcci che non prevedono l'utilizzo di animali.

le PMI europee in difficoltà nel trovare lavoratori extra UE

Una nuova indagine Eurobarometro mostra che quasi la metà delle piccole e medie imprese (PMI) europee (46%) incontra difficoltà nel reperire lavoratori con le competenze adeguate. Secondo l'indagine, il reclutamento di cittadini extra-UE rimane limitato. Una PMI su sette ha tentato di assumere lavoratori al di fuori dell'UE negli ultimi due anni. Tra quelle che hanno assunto cittadini extra-UE (il 14% del campione), il 54% ha descritto il processo di reclutamento come difficile. La complessità delle procedure amministrative e di immigrazione è l'ostacolo più frequentemente citato (31%), seguito dalla difficoltà di trovare candidati idonei (25%) e dal superamento delle barriere linguistiche (24%).

La maggior parte delle aziende (dall'85% al ​​90%) gestisce in proprio il reclutamento di lavoratori extra-UE, secondo l'indagine. Tra le PMI vi è una scarsa consapevolezza degli incentivi pubblici per il reclutamento internazionale. L'utilizzo di agenzie di reclutamento private è significativamente più elevato per il reclutamento internazionale. Le aziende consultate suggeriscono che le assunzioni al di fuori dell'UE potrebbero essere migliorate attraverso il sostegno finanziario (31%), l'informazione e l'orientamento (25%), l'assistenza nella ricerca di candidati (23%), l'aiuto nell'integrazione sul posto di lavoro (20%) e il supporto per l'immigrazione e il trasferimento (18%).

Chi ha vinto il premio europeo per la letteratura

Il Premio dell'Unione Europea per la Letteratura (EUPL) ha annunciato il vincitore per l'edizione 2026: si tratta di Dora Kaprálová, Repubblica Ceca, con il suo libro "Mariborská hypnóza" (L'ipnosi di Maribor); assegnate inoltre due menzioni speciali a Hélène Frédérick, Francia, con "Lézardes" (Fiumi Bianchi), e a Vladimir Vujović, Montenegro, con "Slobodni udarci" (Calci di punizione). Il premio si propone di dare visibilità agli scrittori europei e di promuovere la circolazione della letteratura europea oltre i confini nazionali.

Il Premio prevede 10.000 euro e un contributo finanziario per due traduzioni, mentre le due menzioni speciali riceveranno 5.000 euro e un contributo finanziario per una traduzione ciascuna. Il Premio e le menzioni speciali sono stati selezionati da una giuria internazionale composta da sette esperti letterari provenienti da diversi ambiti del settore editoriale.

Il Premio celebra i nuovi talenti letterari più promettenti dei 41 paesi partecipanti al programma Europa Creativa. Per l'edizione 2026, gli autori emergenti di 14 paesi sono stati selezionati dai rispettivi paesi nel febbraio di quest'anno. Dal 2009, 216 autori hanno partecipato al Premio dell'Unione Europea per la Letteratura.

 

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La Giornata UE
20/05/2026

La Giornata della Commissione 20/05/2026

Sbloccato il prestito all'ucraiana e avviate le procedure per l'erogazione

Il Commissario Valdis Dombrovskis ha firmato il Memorandum d'intesa (MoU) con l'Ucraina, che costituisce la base giuridica per erogare l'Assistenza Macrofinanziaria (AMF) nell'ambito del Prestito di sostegno all'Ucraina. La firma fa seguito all'approvazione formale da parte degli Stati membri in seno al Comitato AMF, avvenuta il 18 maggio.

Il MoU definisce i parametri per l'assistenza macrofinanziaria, tra cui l'entità indicativa delle tranche e le condizioni da soddisfare per l'erogazione dei fondi. In particolare si richiede il costante rispetto da parte dell'Ucraina della democrazia, dello Stato di diritto, compresa la lotta alla corruzione, e dei diritti umani.

È importante sottolineare che il MoU definisce anche le condizioni politiche che l'Ucraina dovrà soddisfare prima che ciascuna tranche di AMF possa essere erogata. In linea con il regolamento sul Prestito di sostegno all'Ucraina, le condizioni politiche hanno una forte impronta fiscale e sono strutturate attorno a tre pilastri principali: mobilitazione delle entrate, efficienza della spesa pubblica e sistemi di gestione delle finanze pubbliche. Le condizioni per la prima erogazione includono azioni in tutti e tre i pilastri, tra cui misure per la tassazione dei redditi derivanti dalle piattaforme digitali, lo sviluppo di strategie settoriali per gli investimenti pubblici e l'aggiornamento del Codice doganale ucraino.

A seguito della firma odierna, il Memorandum d'intesa può ora essere firmato e ratificato dall'Ucraina. Una volta completati questi passaggi e con l'entrata in vigore del Memorandum d'intesa, la Commissione procederà rapidamente con le restanti fasi necessarie per consentire l'erogazione della prima tranche dell'Aiuto Finanziario Multilaterale di 3,2 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2026, a condizione che l'Ucraina adempia alle relative condizioni.

Valdis Dombrovskis, Commissario per l'Economia e la Produttività; Il Comitato per l'attuazione e la semplificazione ha dichiarato: "Con la firma odierna, siamo sulla buona strada e ci stiamo avvicinando alla prima erogazione del prestito di sostegno all'Ucraina. Questo sostegno rafforzerà la resilienza dell'economia ucraina, aumenterà le entrate interne e intensificherà la lotta alla corruzione. È vincolato a chiare condizioni di riforma e testimonia ancora una volta il fermo impegno dell'UE a sostenere l'Ucraina per tutto il tempo necessario".

Albania, Montenegro e Macedonia del Nord ricevono nuovo sostegno finanziario

La Commissione europea ha stanziato 49 milioni di euro per l'Albania, 44,2 milioni di euro per il Montenegro e 65,7 milioni di euro per la Macedonia del Nord nell'ambito dello Strumento per la riforma e la crescita. Si tratta della terza richiesta di pagamento , valutata positivamente da parte della Commissione per quanto riguarda le misure attuate nei settori della competitività delle imprese e dell'innovazione in Albania e Montenegro, e dell'istruzione e della digitalizzazione in Macedonia del Nord.

Il Piano di crescita per i Balcani occidentali, adottato nel 2023, si propone di integrare i paesi candidati all'adesione nel mercato unico dell'UE, a promuovere la cooperazione economica regionale, approfondire le riforme legate all'UE ed aumentare i finanziamenti preadesione.  Con lo stanziamento odierno, l'importo totale erogato nell'ambito dello Strumento per la riforma e la crescita, suddiviso per le rispettive voci, raggiunge i 212,8 milioni di euro per l'Albania, gli 89,3 milioni di euro per il Montenegro e i 142,1 milioni di euro per la Macedonia del Nord.

Aperta una consultazione sul mercato delle criptovalute

La Commissione europea ha avviato una consultazione sul funzionamento del quadro normativo dell'UE in materia di criptovalute, retto dal Regolamento sui mercati delle criptovalute (MiCA). Con l'espansione continua dei mercati delle criptovalute e del più ampio contesto normativo, la Commissione sta valutando se l'attuale quadro normativo sia ancora adeguato.

Entrato in vigore nel 2024, il MiCA ha istituito un quadro normativo armonizzato a livello UE per le criptovalute e i servizi correlati, che comprende criptovalute, token di riferimento ad attività e token di moneta elettronica (stablecoin), i loro emittenti e i fornitori di servizi relativi alle criptovalute.

Dall'emanazione del Regolamento MiCA, i mercati degli asset digitali hanno continuato ad evolversi, e anche il panorama normativo e politico globale ha subito cambiamenti significativi. La Commissione sta pertanto valutando se il quadro normativo dell'UE necessiti di un aggiornamento alla luce degli sviluppi del mercato e internazionali. La consultazione mira a raccogliere pareri sui principali elementi costitutivi del MiCA. La consultazione comprende un questionario pubblico per i singoli cittadini e un questionario mirato, che affronta questioni più tecniche e legali, destinato a soggetti interessati quali emittenti e fornitori di servizi di asset digitali, istituzioni finanziarie, fornitori di tecnologia, università, think tank, associazioni di categoria, organizzazioni di consumatori e di interesse pubblico, nonché autorità pubbliche dell'UE.

La consultazione è aperta fino al 31 agosto e i riscontri raccolti saranno utilizzati per orientare le future attività politiche della Commissione in materia di asset digitali.

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La Giornata UE
12/05/2026

La Giornata della Commissione 12/05/2026

Uso degli antibiotici negli animali importati in Europa

L'Europa ha aggiornato l'elenco dei paesi terzi autorizzati a esportare animali e prodotti di origine animale destinati all'uso alimentare nell'UE. I muovi paesi che sono stati inclusi nell'elenco sono risultati conformi alle restrizioni UE sull'uso di antibiotici negli animali destinati all'alimentazione.  Secondo le norme europee, non è consentito l'utilizzo di antibiotici negli animali da allevamento a fini di crescita o di aumento della resa, inoltre gli animali possono essere trattati con antibiotici usati per le infezioni nell'uomo. L'elenco dei paesi terzi che rispettano i requisiti UE e che pertanto possono esportare animali destinati alla produzione alimentare nell'UE sarà formalmente adottato nei prossimi giorni e le norme sulle importazioni entreranno in vigore a partire dal 3 settembre 2026.

La resistenza antimicrobica è una delle maggiori minacce per la salute pubblica del nostro tempo. Garantendo un uso prudente degli antibiotici negli animali, l'UE tutela la salute dei suoi cittadini.

L'adesione all'Europa si costruisce anche attraverso l'istruzione

 

La Commissione europea e l'Ucraina hanno ribadito il loro impegno per il 2023 a rafforzare la cooperazione nel settore dell'istruzione e delle competenze, quale pilastro fondamentale per la ripresa, la ricostruzione e il percorso di adesione dell'Ucraina all'UE. L'incontro si è svolto nell'ambito di un dialogo ad alto livello tra la Vicepresidente esecutiva per i diritti sociali e le competenze, il lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, e il Ministro ucraino dell'istruzione e della scienza, Oksen Lisovyi.

Dal 2022, l'Unione europea ha stanziato oltre 1,1 miliardi di euro a sostegno dell'istruzione in Ucraina, attraverso aiuti di emergenza, sostegno alle riforme e investimenti a lungo termine. Di questi, oltre 210 milioni di euro sono stati stanziati nell'ambito di Erasmus+, dando sostegno a oltre 52.000 ucraini che hanno partecipato ai programmi di mobilità per lo studio, finanziando oltre 370 progetti  e distribuendo 1,5 milioni di libri scolastici per i bambini ucraini. 

Dall'educazione e cura della prima infanzia all'istruzione superiore e alla formazione professionale, l'obiettivo di una maggiore cooperazione resta quello di garantire che l'Ucraiana possa integrarsi nello Spazio europeo dell'istruzione e delle competenze, La Commissione e l'Ucraina hanno inoltre concordato di intensificare la cooperazione nell'ambito di Erasmus+ e di proseguire i preparativi per la futura adesione dell'Ucraina al programma, compreso il sostegno alla creazione di un'Agenzia nazionale, avvicinando il programma il più possibile ai partecipanti attraverso il supporto e la fornitura di informazioni utili.

Per non restare senza medicine

Consiglio e Parlamento europe hanno raggiunto l'accordo politico sul Critical Medicines Act (CMA). Rappresenta un'importante pietra miliare nel rafforzamento della resilienza del settore sanitario europeo, prevenendo la carenza di medicinali e migliorando la sicurezza dell'approvvigionamento di medicinali essenziali in tutta l'UE.

Il CMA intende promuovere la diversificazione delle catene di approvvigionamento e sostenere la produzione farmaceutica all'interno dell'UE, consentendo agli Stati membri di cooperare più strettamente per migliorare l'accesso ai medicinali in Europa. Il CMA integra le iniziative esistenti per affrontare la carenza di medicinali e rafforzare l'approvvigionamento nell'UE, in particolare la riforma del settore farmaceutico adottata di recente. Gli elementi chiave dell'accordo sul Critical Medicines Act includono procedure di appalto pubblico che diversificano e incentivano la resilienza delle catene di approvvigionamento dei medicinali, la creazione di progetti strategici per potenziare, aumentare o modernizzare la capacità produttiva in Europa di medicinali essenziali o dei loro principi attivi, e appalti collaborativi per affrontare le disparità di disponibilità e accesso in tutta l'UE.

Affrontare la carenza e garantire l'accesso ai medicinali è una priorità per l'UE da molti anni. Nel marzo 2025, la Commissione europea aveva proposto il Critical Medicines Act per migliorare la disponibilità, la fornitura e la produzione di medicinali critici all'interno dell'UE. L'accordo politico è ora soggetto all'approvazione formale del Parlamento europeo e del Consiglio.

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La Giornata UE
07/05/2026

La Giornata della Commissione 07/05/2026

Regole semplificate anche per la normativa europea sull'intelligenza artificiale

E' stato raggiunto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE sulla semplificazione delle norme sull'intelligenza artificiale (IA). La Commissione aveva proposto il Digital Omnibus sull'IA solo cinque mesi fa, nell'ambito dell'agenda per la semplificazione dell'UE volta a rafforzare la competitività europea. Sarà dunque più agevole l'attuazione dell'AI Act per le imprese europee, pur mantenendone i benefici per la società europea, la sicurezza e i diritti fondamentali.

L'accordo odierno stabilisce una chiara tempistica di attuazione per le norme che disciplinano i sistemi di IA ad alto rischio. Le norme per i sistemi utilizzati in determinati settori ad alto rischio, quali la biometria, le infrastrutture critiche, l'istruzione, l'occupazione, la migrazione, l'asilo e il controllo delle frontiere, entreranno in vigore a partire dal 2 dicembre 2027. Le riguardanti i sistemi integrati in prodotti come ascensori o giocattoli entreranno in vigore a partire dal 2 agosto 2028. Questa tempistica serve a garantire che gli standard tecnici e gli altri strumenti di supporto siano disponibili prima dell'entrata in vigore delle norme.

L'accordo rafforza inoltre la tutela dei cittadini. in quanto vieta i sistemi di intelligenza artificiale che generano contenuti sessualmente espliciti e intimi non consensuali o materiale pedopornografico, come le app di "nudificazione" basate sull'IA.

Per le imprese, l'accordo introduce regole più semplici e una governance più chiara. le regole più elastiche previste per le piccole e medie imprese vengono ora estese anche alle piccole e medie imprese. È stata inoltre chiarita l'interazione tra l'AI Act e le normative UE in materia di sicurezza dei prodotti, in particolare il Regolamento Macchine, evitando duplicazioni tra le normative settoriali e quelle sull'IA. Gli innovatori potranno avere accesso  accesso ad una sandbox a livello UE, per testare le proprie soluzioni di IA in condizioni reali. I poteri di controllo dell'Ufficio IA della Commissione saranno rafforzati per supportare la supervisione di alcuni sistemi di IA, compresi quelli basati su modelli generici e quelli integrati in piattaforme online e motori di ricerca di grandi dimensioni.

La cooperazione con la Giordania

Oggi ad Amman, la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha siglato una serie di accordi economici per un valore di 135 milioni di euro con la Giordania, alla presenza del Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale, Zeina Toukan. Si tratta della prima visita ufficiale della Commissaria Šuica nel Paese. IE' previsto l'incontro con il Principe Ereditario Al Hussein bin Abdullah II e con il Primo Ministro giordano, Jafar Hassan, il Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri, Ayman Safadi, il Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Interna, Zeina Toukan, il Ministro dell'Istruzione, Azmi Mahafzah e il Ministro degli Investimenti, Tareq Abu Ghazaleh.

Durante questi incontri, la Commissaria Šuica discuterà della cooperazione UE-Giordania e affronterà il conflitto in corso nel Medio Oriente, comprese le tensioni regionali con l'Iran. La Commissaria continuerà a sottolineare il ruolo stabilizzante della Giordania ed esplorerà nuove vie di cooperazione, anche attraverso il Patto per il Mediterraneo. Durante la visita la Commissaria inaugurerà anche la scuola secondaria Eskan Abu Nseir, a dimostrazione del sostegno tangibile dell'UE al settore dell'istruzione in Giordania e dei suoi investimenti nei giovani e nel capitale umano. Visiterà inoltre un centro di registrazione dell'UNHCR per i rifugiati siriani, riaffermando il costante impegno dell'UE a sostegno delle popolazioni vulnerabili in tutta la regione.

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La Giornata UE
06/05/2026

La Giornata della Commissione 06/05/2026

La rendicontazione degli aspetti ambientali verrà semplificata

La Commissione ha aperto una consultazione sulla proposta di revisione degli standard europei in materia di rendicontazione della sostenibilità (ESRS) e sulla possibile adozione di uno standard volontario di rendicontazione della sostenibilità per le piccole imprese. Gli ESRS riguardano gli aspetti ambientali, sociali e di governance, tra cui i cambiamenti climatici, la biodiversità ed i diritti umani. Servono a fornire informazioni agli investitori sui rischi legati alla sostenibilità a cui sono esposte le imprese e il loro impatto sulle persone e sull'ambiente.

Facendo seguito al pacchetto di semplificazione c.d. Omnibus I ed alla razionalizzazione dell'ambito di applicazione della Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), la bozza pubblicata oggi mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell'UE, pur volendo mantenere un'elevata qualità delle informazioni sulla sostenibilità. La bozza di revisione degli ESRS è più breve e chiara, introduce nuovi criteri di flessibilità e semplifica le procedure Si prevede che potrebbe ridurre i costi di rendicontazione per impresa di oltre il 30%, i dati fa fornire in via obbligatoria di oltre il 60% e il numero totale di dati di oltre il 70%.

La Commissione propone adeguamenti mirati per ridurre ulteriormente gli oneri senza indebolire gli obiettivi della CSRD, ovvero migliorare la qualità, la coerenza e la comparabilità del reporting di sostenibilità in tutta l'UE e aumentare la trasparenza sugli impatti e sui rischi di sostenibilità delle imprese. La proposta di uno standard su base volontaria riguarda le imprese non soggette all'obbligo di rendicontazione previsto dalla CSRD e stabilisce un "limite per la catena del valore", esentando le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD dal richiedere ai partner della catena del valore con un numero di dipendenti pari o inferiore a 1.000 di più informazioni rispetto a quanto previsto dallo standard volontario.

Le parti interessate possono fornire il proprio feedback tramite il portale "Have Your Say" fino al 3 giugno 2026; la Commissione adotterà quindi i due atti delegati il ​​prima possibile e li sottoporrà al Parlamento europeo e al Consiglio per l'esame secondo la procedura di non obiezione (due mesi, prorogabili di ulteriori due).

La Turchia ed il patto per il Mediterraneo

Oggi la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, si trova ad Ankara per un confronto sulla cooperazione tra UE e Turchia e sulle questioni di interesse comune per l'intera regione del Mediterraneo. La Turchia è un partner chiave per l'Unione europea, dal punto di vista geografico, strategico, politico ed economico. La Commissaria Šuica incontrerà il Ministro degli Affari Esteri Hakan Fidan, il Ministro della Famiglia e dei Servizi Sociali Mahinur Özdemir Göktaş e il Ministro dell'Interno Mustafa Çiftçi.

La Commissaria affronterà temi chiave di interesse comune come la migrazione e la sicurezza, e le potenziali forme di cooperazione triangolare nell'ambito del Patto per il Mediterraneo in settori quali energia, connettività e investimenti. Attraverso la cooperazione triangolare, il Patto ha anche il potenziale per estendere il suo raggio d'azione oltre il Mediterraneo meridionale, sfruttando le sinergie con altre iniziative dell'UE. Si potrà inoltre valutare la partecipazione di altri partner della regione, come la Turchia o i Paesi del Golfo.

In termini più generali sulla situazione nella regione, il Commissario intende discutere del sostegno in corso, della ripresa e della ricostruzione di Gaza, nonché della transizione pacifica e realmente inclusiva e della ripresa socio-economica della Siria.
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La Giornata UE
05/05/2026

La Giornata della Commissione 05/05/2026

Il costo complessivo del NextGenerationEu

La Commissione europea ha erogato oggi 5,85 miliardi di euro a Germania e Slovacchia nell’ambito del NextGenerationEU, portando il totale dei fondi erogati in tutta l’UE a oltre 400 miliardi di euro. Questa cifra sottolinea l'impatto di questo strumento nel promuovere riforme e investimenti per accelerare l'indipendenza energetica dell'Europa, le transizioni verde e digitale, nonché la resilienza e la competitività a lungo termine dell'Unione. Mentre NextGenerationEU entra nella sua fase finale, il suo impatto è sempre più tangibile: rafforza la capacità dell'UE di affrontare la crisi energetica gettando al tempo stesso le basi per un futuro sostenibile, innovativo e inclusivo.

Con la conclusione della NextGenerationEU prevista per la fine del 2026, gli Stati membri devono completare tutte le tappe rimanenti entro agosto 2026 e presentare le richieste di pagamento finale entro settembre 2026.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Raggiungere i 400 miliardi di euro in stanziamenti per NextGenerationEU è più di una pietra miliare: è la prova della determinazione dell'Europa nel trasformare la crisi in opportunità. Stiamo costruendo un'Unione più verde, più competitiva e più giusta per tutti. Mentre entriamo nella fase finale di questo storico programma, il nostro obiettivo rimane chiaro: fornire risultati che garantiscano la resilienza dell'Europa, la leadership nella transizione verde globale e la prosperità per le generazioni a venire."

Nasce l'Alleanza dei droni tra Europa ed Ucraina

La Commissione europea ha lanciato un invito a manifestare interesse per far parte come  membri fondatori della costituenda Alleanza dei droni UE-Ucraina. Questa alleanza intende rafforzare la sicurezza e la difesa dell’UE e dell’Ucraina promuovendo un innovativo ecosistema per la produzione di droni per la difesa.

L’alleanza era stata annunciata nel discorso sullo Stato dell’Unione europea del 2025 della presidente Ursula von der Leyen, iper contrastare la crescente minaccia della guerra con i droni. Sosterrà lo sviluppo di tecnologie avanzate per droni e anti-droni. In quanto ecosistema guidato dall’industria, contribuirà agli sforzi europei volti a costruire una capacità completa di droni e anti-droni, basandosi sulla Tabella di marcia sulla Preparazione alla difesa 2030 e sul piano d’azione della Commissione sulla sicurezza dei droni e contro i droni.

I membri fondatori saranno selezionati tra candidati con esperienza nell’ecosistema dei droni per la difesa dell’UE e dell’Ucraina. Formeranno il primo consiglio di amministrazione dell'Alleanza dei droni UE-Ucraina e svolgeranno un ruolo chiave nel definire le attività e le priorità dell'Alleanza. Il lancio dell’Alleanza è previsto nei prossimi mesi, con candidature aperte fino al 25 maggio 2026.

Stanare le frodi sull'IVA

Il Consiglio dell’UE ha deciso di rafforzare la cooperazione e la condivisione dei dati tra le autorità fiscali nazionali, la Procura europea (EPPO), l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la rete Eurofisc di esperti antifrode degli Stati membri. In questo modo si va a contrastare le frodi sull'Iva, attualmente stimate a 128 miliardi. La misura è possibile grazie  all’accordo sull’IVA nell’era digitale (VIDA). Il nuovo accordo infatti  semplificherà il processo di accesso a informazioni cruciali, consentendo alla Procura europea e all’OLAF di indagare e perseguire le frodi transfrontaliere in modo più efficace. La rete Eurofisc avrà il compito di condividere i risultati dell’analisi dei rischi con la Procura europea e l’OLAF. Inoltre, a condizioni rigorose e in linea con le norme sulla protezione dei dati, avranno accesso diretto alle informazioni sull’imposta sul valore aggiunto.

La Procura europea e l’OLAF avranno dunque più margini d'azione per portare avanti le indagini. L’UE può così garantire condizioni di parità per le imprese che rispettano le regole e che coloro che sono coinvolti in attività illecite siano ritenuti responsabili.

Mentre il Parlamento europeo prepara il suo parere sulla proposta, il Comitato economico e sociale europeo ha già pubblicato il suo parere.

Finanziamento per la rigenerazione urbana

La Commissione europea ha lanciato un bando nell’ambito del New European Bauhaus (NEB) Facility, volto a promuovere soluzioni innovative per i quartieri urbani. Il bando  contribuirà inoltre ad affrontare l'annosa crisi degli alloggi.

Con un budget complessivo di circa 101 milioni di euro per il 2026 a valere sul programma da Horizon Europe, il programma faro dell’UE per la ricerca e l’innovazione, lo strumento NEB finanzierà progetti selezionati in tre aree: collegare la transizione verde, l’inclusione sociale e la democrazia locale; approcci circolari e rigenerativi per l’ambiente urbano; finanziamenti innovativi e nuovi modelli di business per la trasformazione dei quartieri.

I candidati  possono presentare le loro proposte fino al 1° dicembre 2026 e trovare tutti i bandi aperti e futuri online sul sito web del New European Bauhaus.

Dal 2025 al 2027, lo strumento NEB rappresenta lo strumento finanziario del Nuovo Bauhaus europeo. Con un budget totale di circa 360 milioni di euro per la ricerca e l’innovazione messi a disposizione da Horizon Europe e un livello almeno simile di investimenti da altri programmi dell’UE, oltre ai finanziamenti nazionali e privati, questo strumento finanziario pionieristico intende rivitalizzare e trasformare i quartieri. Promuove soluzioni innovative e l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili. Lo strumento finanziario sostiene l’innovazione verso un settore dell’edilizia sostenibile, circolare e rigenerativo. E consente il cambiamento attraverso la ricerca e l’innovazione per favorire la coesione sociale e il benessere.

L'Eu lancia la scommessa

Domani, 6 maggio, il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme Raffaele Fitto ospiterà un evento di alto livello al Parlamento europeo per il lancio ufficiale del processo preparatorio della "Strategia sul diritto di restare". Si tratta di un quadro politico progettato per garantire che tutti gli europei possano rimanere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa, anziché essere costretti a trasferirsi a causa del declino economico o della mancanza di opportunità e di servizi essenziali.

L’evento di lancio riunirà le istituzioni dell’UE, i leader nazionali e regionali, i politici e le organizzazioni della società civile per definire la strategia. Oltre al vicepresidente esecutivo Fitto, tra i principali relatori figurano: Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; il ministro delle Finanze Makis Keravnos, in rappresentanza della presidenza cipriota del Consiglio dell'UE; Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni; ed Enrico Letta, ex primo ministro italiano e autore del rapporto "Molto più di un mercato", che ha evidenziato come i crescenti divari regionali rischiano di spingere le persone, in particolare i giovani lavoratori, ad abbandonare le loro città natale in cerca di prospettive migliori. Le discussioni si concentreranno su come garantire che il diritto di restare, evidenziato nelle priorità politiche dell'UE per il periodo 2024-2029 e nella lettera di missione del vicepresidente esecutivo Fitto, possa rafforzare ulteriormente la coesione, la competitività e l'equità territoriale nell'intera UE.

Il Vicepresidente esecutivo Fitto ha dichiarato: "Il "diritto di restare" riguarda le persone, le comunità e i territori. Si tratta di restituire a tutti gli europei la libertà di restare, crescere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa. Andarsene dovrebbe sempre essere una scelta libera, mai una necessità dettata dalla mancanza di opportunità. Ecco perché stiamo lavorando per rendere ogni regione europea più competitiva, più connessa e più attraente investendo in servizi, connettività e istruzione. Perché quando i territori crescono e si sviluppano, le persone possono davvero scegliere. restare, avere successo e appartenere”.

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La Giornata UE
30/04/2026

La Giornata della Commissione 30/04/2026

Raccomandazioni per non restare al buio

La Commissione europea ha pubblicato una serie di raccomandazioni per proteggere le famiglie vulnerabili dalle interruzioni di fornitura energetica,  gestire al meglio i loro contratti di fornitura e a svolgere un ruolo attivo nella transizione verso l'energia pulita attraverso l'autoproduzione e la condivisione di energia. Creare un sistema energetico più inclusivo, resiliente e sostenibile è ritenuto fondamentale dall'esecutivo comunitario per il percorso dell'Europa verso l'indipendenza energetica. Le raccomandazioni si concentrano sul dare maggiore potere ai consumatori europei, facilitando scelte informate in materia di approvvigionamento energetico, e sulla prevenzione delle interruzioni di fornitura da parte dei fornitori. Mirano inoltre a sostenere gli Stati membri nella promozione del rapido sviluppo di comunità energetiche e di forme di autoconsumo e condivisione di energia, che possono contribuire alla transizione verso un'energia più pulita e al contempo ridurre i prezzi.
Il Commissario per l'Energia e l'Edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha dichiarato: "Il conflitto in Medio Oriente – e il suo impatto sui prezzi dell'energia – sottolinea quanto rimangano instabili i mercati energetici globali e quanto urgente sia per l'Europa rafforzare la propria resilienza energetica. Questo deve essere il momento in cui acceleriamo la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, sicuro e incentrato sul consumatore. In un momento in cui l'aumento dei costi energetici rappresenta una reale preoccupazione per i cittadini dell'UE, questo pacchetto trasforma le ambizioni politiche in benefici concreti per le famiglie, le comunità e le piccole imprese in tutta Europa. Dobbiamo proteggere le famiglie vulnerabili dalle interruzioni di fornitura energetica e sostenere tutti i consumatori affinché possano gestire al meglio i propri contratti di fornitura energetica e svolgere un ruolo attivo nella transizione".

La Commissione collaborerà strettamente con gli Stati membri e le parti interessate per garantire un'efficace attuazione delle raccomandazioni, fornendo assistenza tecnica e monitorando i progressi.

600 milioni per infrastrutture energetiche

La Commissione europea ha aperto un nuovo bando nell'ambito della  Connecting Europe Facility (CEF-E) del valore di 600 milioni di euro per progetti transfrontalieri di infrastrutture energetiche. Migliorare l'interconnettività è essenziale affinché l'UE possa effettuare la transizione verso un sistema energetico decarbonizzato e resiliente, basato su energia prodotta in Europa, pulita, a prezzi accessibili, e per accelerare l'elettrificazione. Questi obiettivi sono al centro del pacchetto Reti europee e di AccelerateEU, il piano della Commissione per affrontare la crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente.

Aperto fino al 30 settembre 2026, il bando è rivolto a Progetti di Interesse Comune (PCI) e Progetti di Mutuo Interesse (PMI) inclusi in un elenco specifico per queste tipologie di progetti . I PCI sono concepiti per completare l'Unione dell'energia e contribuire agli obiettivi di neutralità climatica, garantendo a tutti i cittadini europei l'accesso a un'energia accessibile, affidabile e rinnovabile. I PMI sono progetti chiave di infrastrutture energetiche promossi dall'Unione in collaborazione con paesi terzi.

Non solo CO2 nelle emissioni degli aerei

La Commissione europea ed Eurocontrol hanno messo a punto la terza versione della piattaforma informatica che fa funzionare ilSistema di tracciamento degli effetti non di CO₂ dell'aviazione (NEATS) per ilmonitoraggio, la rendicontazione e la verifica dell'impatto climatico complessivo del settore aeronautico. La versione nuova include tutte le funzionalità necessarie per il processo di monitoraggio, rendicontazione e verifica. Frutto di una collaborazione con tutte le parti interessate, questa piattaforma consente ora agli operatori aerei, ai verificatori accreditati e alle autorità competenti di completare l'intero flusso di lavoro direttamente all'interno di un unico sistema integrato.

NEATS è una piattaforma informatica pionieristica progettata per supportare l'implementazione del Sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE (EU ETS), consentendo di tracciare gli effetti globali  non limitati alle sole emissioni di CO₂ del settore aeronautico in modo solido e armonizzato. Rappresenta un passo fondamentale verso un approccio più completo e trasparente per il raggiungimento dell'obiettivo di neutralità climatica del settore aeronautico entro il 2050.

Aspettando il Parlamento Europeo a proposito dell'accordo Mercosur 

L'accordo commerciale provvisorio UE-Mercosur entrerà in vigore domani, 1° maggio. La Presidente von der Leyen parteciperà domani, insieme al Presidente del Consiglio europeo, António Costa, a una videoconferenza con i leader del Mercosur.

La Presidente von der Leyen ha dichiarato: “Molto lavoro è stato profuso per raggiungere questo accordo storico; ora è il momento di investire lo stesso impegno per garantire che i nostri cittadini e le nostre imprese ne traggano immediatamente beneficio. Fin dal primo giorno, le tariffe saranno ridotte e si apriranno nuove opportunità di mercato. Questa è un'ottima notizia per le imprese dell'UE di tutte le dimensioni, per i nostri consumatori e per i nostri agricoltori, che potranno beneficiare di nuove e preziose opportunità di esportazione, pur essendo pienamente tutelati nei settori sensibili. Domani parlerò con tutti e quattro i leader del Mercosur per celebrare questa giornata importante e ribadire la necessità del massimo impegno per realizzare il suo straordinario potenziale. Questa è una buona giornata per la competitività, la resilienza e il posizionamento strategico dell'Europa: l'agenda commerciale dell'UE si sta dimostrando ancora una volta vincente”.

Il Commissario per il Commercio e la Sicurezza Economica, Maroš Šefčovič, dal canto suo ha dichiarato: “Il 1° maggio è un giorno importante per l'Unione Europea in termini di commercio. Con l'applicazione provvisoria dell'accordo UE-Mercosur, è tempo di rimboccarci le maniche e assicurarci che questo accordo storico dia i suoi frutti. Gli accordi commerciali, nella loro essenza, riguardano l'acquisto e la vendita di beni e servizi, secondo regole concordate di comune accordo e per un vantaggio reciproco, e questo sarà il nostro obiettivo primario nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. La Commissione sta già conducendo un'intensa attività di sensibilizzazione strutturata presso le imprese dell'UE, comprese le PMI, per garantire che abbiano tutte le informazioni necessarie per iniziare a esplorare le grandi opportunità a loro disposizione. Questo accordo – e i molti altri che abbiamo recentemente concluso o su cui stiamo attualmente lavorando – faranno davvero la differenza per l'economia dell'UE e la sua competitività globale”.

L'accordo eliminerà gradualmente i dazi all'importazione su oltre il 91% delle merci dell'UE esportate nel Mercosur, un mercato di oltre 700 milioni di persone. A partire da domani, l'accordo eliminerà o ridurrà drasticamente i dazi doganali su importanti esportazioni dell'UE come automobili, prodotti farmaceutici, vino, liquori e olio d'oliva, creando una delle più grandi zone di libero scambio al mondo. Si prevede che l'accordo aumenterà del 50% le esportazioni agroalimentari dell'UE verso la regione, con le prime quote e riduzioni tariffarie che entreranno in vigore domani. Inoltre, 344 Indicazioni Geografiche Europee (IG), come il Parmigiano Reggiano e il Bordeaux, otterranno protezione legale nel Mercosur a partire da domani, impedendone l'imitazione in questo mercato di consumo in crescita. Allo stesso tempo, i settori agroalimentari dell'UE più sensibili beneficeranno di quote tariffarie attentamente calibrate, a un meccanismo di salvaguardia e a controlli rafforzati.

Il 1° maggio segna anche l'inizio dell'eliminazione delle barriere non tariffarie e tecniche al commercio, con l'entrata in vigore delle norme sulla valutazione della conformità, sull'etichettatura e sul rispetto degli standard internazionali. Si apriranno anche i mercati degli appalti pubblici, consentendo alle imprese dell'UE di partecipare alle gare d'appalto governative a livello federale e statale in condizioni di parità con i concorrenti locali. Gli esportatori di servizi – in settori come la finanza, l'informatica e i trasporti – beneficeranno immediatamente di norme di licenza più chiare, procedure non discriminatorie e maggiore libertà di movimento dei lavoratori. Entro il 2040, si stima che questi benefici aumenteranno le esportazioni annuali dell'UE verso la regione del Mercosur del 39%, raggiungendo i 50 miliardi di euro.

L'applicazione provvisoria fa seguito alla decisione del Consiglio di gennaio di autorizzare la Commissione ad applicare provvisoriamente l'accordo a partire dalla prima ratifica da parte di un paese del Mercosur. Il 27 febbraio, la Presidente von der Leyen ha annunciato che l'UE avrebbe proceduto con l'applicazione provvisoria.

Quanto si sta indebitando l'Europa

Ieri, la Commissione europea ha aumentato di 10 miliardi di euro la raccolta di fondi sui mercati finanziari attraverso il collocamento di titoli di Stato europei (eurobond) per il periodo gennaio-giugno 2026, portandola ad un totale di 100 miliardi di euro per il primo semestre del 2026, anziché i 90 miliardi di euro annunciati lo scorso dicembre. Tale aumento fa seguito allo sblocco della procedura per il nuovo prestito di 90 miliardi all'Ucraina per il periodo 2026-2027. La Commissione ha inoltre incrementato di 20 miliardi di euro il volume indicativo annuo di emissioni di EU Bond per il 2026, portandolo a un totale di 180 miliardi di euro.

I fondi raccolti saranno utilizzati per erogare prestiti agli Stati membri dell'UE nell'ambito del programma NextGenerationEU, nonché prestiti a sostegno dell'acquisizione di capacità legate alla difesa nell'ambito di SAFE, lo Strumento d'Azione per la sicurezza in Europa. Anche altri programmi politici, come il Fondo per l'Ucraina, il Fondo per la riforma e la crescita per i Balcani occidentali e i prestiti di assistenza macrofinanziaria ai paesi limitrofi, saranno finanziati con prestiti dell'UE.


In linea con le consolidate prassi di mercato e nell'ambito del suo approccio unificato al finanziamento, la Commissione pubblica periodicamente la decisione annuale in materia di prestiti e i piani di finanziamento semestrali. La decisione annuale in materia di prestiti e il piano di finanziamento sono fondamentali per garantire una sana gestione finanziaria, la responsabilità e la trasparenza nell'attuazione delle operazioni di gestione del debito dell'UE.

La decisione annuale in materia di prestiti definisce l'importo massimo dei prestiti che la Commissione può contrarre in un dato anno. Il piano di finanziamento semestrale definisce il calendario indicativo delle emissioni della Commissione e i volumi totali di emissioni previsti per i successivi sei mesi.

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La Giornata UE
24/04/2026

La Giornata della Commissione 24/04/2026

Finanziare il futuro in tutto il mondo

L'Unione Europea e le istituzioni finanziarie partner a livello globale hanno firmato il Fondo Global Green Bond Initiative (GGBI), un nuovo strumento di investimento pubblico-privato per mobilitare fino a 20 miliardi di euro di capitale privato per progetti infrastrutturali sostenibili nei paesi a basso e medio reddito.

La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Con il Fondo Global Green Bond Initiative, l'Europa ribadisce la sua leadership nella finanza sostenibile. Mobiliteremo miliardi di euro di investimenti privati ​​per raggiungere i nostri obiettivi climatici e ambientali. Insieme ai nostri partner stiamo ridefinendo il modo in cui il mondo finanzia il proprio futuro. Si tratta di qualcosa di più che semplice finanza; è una scelta strategica per allineare la resilienza economica alla giustizia climatica, per il nostro pianeta e per le generazioni a venire”.

Il Fondo GGBI è uno dei tre pilastri della Global Green Bond Initiative, fiore all'occhiello della strategia Global Gateway dell'Unione Europea. Il suo obiettivo è quello di sbloccare fino a 3 miliardi di euro in obbligazioni verdi nei paesi partner e contribuire a finanziare attività a sostegno degli obiettivi climatici e ambientali. Il fondo investirà esclusivamente in obbligazioni emesse sui mercati primari, dando priorità agli emittenti che si affacciano per la prima volta al mercato, come governi, enti locali e imprese. Almeno il 20% degli investimenti sarà destinato ai paesi meno sviluppati al mondo, con sostegno alle obbligazioni sia in valuta locale che in euro. Ciò contribuirà a rafforzare i mercati dei capitali locali e a promuovere l'uso internazionale dell'euro. In qualità di emittente leader a livello mondiale di obbligazioni verdi, l'UE promuoverà elevati standard ambientali e condividerà le migliori pratiche con i paesi partner.

I giovani non europei trovano voce anche in Europa

La Commissione europea ha rinnovato il mandato dello EU Global Youth Sounding Board - YSB,  al fine di rafforzare l'impegno a coinvolgere i giovani nella definizione dell'azione esterna dell'UE. Il Comitato giovanile svolgerà il suo mandato da aprile 2026 ad aprile 2028. Riunisce 25 giovani con ruoli di leadership di età compresa tra i 18 e i 30 anni, provenienti da 25 paesi dell'Africa subsahariana, dell'Asia, dell'America Latina e dei Caraibi e dell'Europa. Grazie a una forte rappresentanza femminile e a una diversità di contesti, inclusi quelli più fragili, l'YSB riflette le priorità e le realtà dei paesi partner dell'UE.

Lanciato per la prima volta nel 2021, l'YSB fornisce alla Commissione una consulenza strutturata da parte dei giovani di tutto il mondo. I membri contribuiscono con raccomandazioni concrete per orientare la progettazione, l'attuazione e il monitoraggio delle politiche e dei programmi dell'UE. In questo modo, le politiche della Commissione sulle questioni globali possono rispecchiare meglio le esigenze e le realtà dei giovani.

L'YSB fornisce consulenza su priorità chiave, tra cui il Global Gateway, la migrazione e la mobilità e le sfide globali come il clima e la digitalizzazione. Il Comitato consultivo giovanile (Youth Sounding Board) si collega inoltre ai Comitati consultivi giovanili locali istituiti dalle delegazioni dell'UE in oltre 50 paesi partner, garantendo che le prospettive locali confluiscano nel processo decisionale globale dell'UE.

In questa occasione, Jozef Síkela, Commissario per i partenariati internazionali, ha dichiarato: “I nostri investimenti nello sviluppo globale mirano a costruire un futuro migliore per i giovani di oggi. Devono avere una voce reale nel plasmare i nostri sforzi e il Comitato consultivo giovanile ci offre un modo diretto per ascoltare le loro idee e rifletterle nelle nostre priorità. Insieme, possiamo rafforzare i partenariati dell'Europa con il mondo e renderli ancora più efficaci”.

Il Comitato consultivo giovanile è un impegno chiave nell'ambito del Piano d'azione per la gioventù nell'azione esterna dell'UE, che mira a costruire un autentico partenariato tra l'UE e i giovani di tutto il mondo e a sostenere i progressi verso l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il ruolo di città e regioni nelle politiche per l'innovazione

La Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni hanno firmato un nuovo piano d'azione congiunto per rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella definizione dell'agenda dell'UE in materia di ricerca e innovazione (R&I). Questa iniziativa mira a consolidare la dimensione regionale e locale delle politiche dell'UE in materia di ricerca e innovazione, a sostenere l'attuazione delle principali iniziative della Commissione a livello locale e regionale e a facilitare lo scambio di competenze e dati tra le due istituzioni. Il piano d'azione definisce quattro priorità concrete: costruire solidi ecosistemi di innovazione a livello locale e regionale, agevolare la transizione verde e digitale, sensibilizzare sulle opportunità di finanziamento di Horizon Europe e sostenere l'elaborazione di politiche basate su dati concreti.

Si basa sul successo del primo piano d'azione congiunto (2020-2025), che ha già consentito una più stretta collaborazione tra la Commissione e il Comitato delle regioni in materia di politiche di ricerca e innovazione, garantendo un approccio più integrato.
Le regioni rimangono al centro dell'agenda dell'UE in materia di ricerca e innovazione.

La Settimana europea della gioventù

Oggi inizia in tutta Europa la Settimana europea della gioventù 2026, che durerà fino al 1° maggio e riunirà giovani, organizzazioni e istituzioni per una settimana dedicata alla celebrazione del coinvolgimento giovanile, nell'ambito dell'impegno della Commissione europea a integrare la voce dei giovani nel processo decisionale dell'UE. Circa 1.000 giovani parteciperanno all'evento di apertura a Bruxelles, accolti da un videomessaggio di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo. Il Commissario per l'equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, era presente all'evento di apertura e ha partecipato a una conversazione con giovani cittadini e rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE.

L'edizione di quest'anno si concentrerà sulla solidarietà e l'equità, ponendo l'accento sull'inclusione sociale e sulle pari opportunità per i giovani. Gli eventi sono accessibili tramite una mappa interattiva sul Portale europeo della gioventù. Inoltre, gli eventi offrono una piattaforma di dialogo tra i giovani e i decisori politici dell'UE, integrando i dialoghi in corso sulle politiche giovanili con i Commissari. La Settimana europea della gioventù includerà anche un evento dedicato alla celebrazione dei 30 anni di volontariato nell'UE, dal Servizio Volontario Europeo all'attuale Corpo Europeo di Solidarietà.

Il Commissario Micallef ha dichiarato: “I giovani sono il cuore pulsante dell'Europa. La Settimana europea della gioventù è dedicata a loro: ai loro sogni, alle loro idee e alla loro creatività. Celebra i giovani offrendo loro ulteriori opportunità per far sentire la propria voce e partecipare alla costruzione del futuro dell'Europa. Per alcuni, questo potrebbe essere l'inizio del loro percorso verso una cittadinanza attiva. Nel 2026, la Settimana europea della gioventù sottolineerà ancora una volta l'importanza di ascoltare le voci dei giovani e garantirà che la solidarietà e l'equità rimangano al centro delle nostre politiche”.

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La Giornata UE
22/04/2026

La Giornata della Commissione 22/04/2026

In Africa l'Europa c'è con maggiori fondi umanitari

L'Europa stanza 235 milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle persone più vulnerabili in Africa occidentale e centrale. I fondi sono destinati alle persone colpite dai conflitti in corso e dalle crisi alimentari, gli sfollati, le comunità ospitanti e le popolazioni difficili da raggiungere. Dei 235 milioni di euro, 75 milioni saranno destinati al Sahel centrale, oltre 16,6 milioni al Camerun, 22 milioni alla Repubblica Centrafricana, oltre 72 milioni al Ciad, 4,8 milioni alla Mauritania, 33 milioni alla Nigeria e oltre 6 milioni ai paesi costieri. Ulteriori 6,4 milioni di euro sosterranno progetti di portata regionale.

"L'Africa occidentale e centrale sta affrontando una tempesta di crisi umanitarie, alimentata da conflitti, povertà, fame, instabilità e shock climatici", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi. «L'anno scorso in Ciad ho visto con i miei occhi il costo umano: famiglie fuggite senza nulla se non i vestiti che indossavano, le loro case perdute, i loro mezzi di sussistenza distrutti. Per milioni di persone, gli aiuti umanitari non sono una scelta. Sono cibo in tavola, acqua potabile, medicine, un riparo e la possibilità per i loro figli di tornare a studiare. L'Unione Europea sarà sempre al fianco delle persone in crisi, come partner umanitario affidabile e di principio, per salvare vite umane, alleviare le sofferenze e portare speranza dove ce n'è più bisogno.»

La regione dell'Africa occidentale e centrale è afflitta da diverse crisi umanitarie, con un notevole bisogno di assistenza umanitaria. La causa principale di queste crisi è il conflitto, ulteriormente intensificato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e da una moltitudine di fattori locali legati alla governance, alla demografia e all'accesso alla terra e alle risorse. L'epicentro di queste crisi si trova nelle regioni del Sahel centrale e del Lago Ciad, con il conflitto del Sahel centrale che si estende ai paesi costieri, alimentando sfollamenti su larga scala sia interni che transfrontalieri. La crisi in corso in Sudan sta inoltre compromettendo gravemente la capacità di resilienza del Ciad orientale. Oltre a queste dinamiche interconnesse, persistono crisi separate nel nord-ovest della Nigeria, nel nord-ovest e nel sud-ovest del Camerun e nella Repubblica Centrafricana.

Aggiornate le norme per gli animali domestici quando viaggiano

La  sicurezza e la salute degli animali passa anche attraverso norme chiare e applicate in maniera uniforme in Europa, specialmente quando un cittadino europeo decide di viaggiare con il proprio animale di compagnia.  Secondo le norme attuali, cani, gatti e furetti possono viaggiare con i loro proprietari verso un altro Stato membro dell'UE, o entrare nell'UE da un Paese extra-UE, a condizione che soddisfino determinati requisiti. Ad esempio, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere stati sottoposti a un test sierologico per la rabbia. I proprietari devono inoltre assicurarsi che i loro animali siano in possesso di un passaporto europeo per animali valido quando viaggiano da un Paese dell'UE o dall'Irlanda del Nord verso un altro Paese dell'UE o l'Irlanda del Nord, e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere in possesso di un certificato sanitario animale UE valido. Le norme aggiornate chiariscono che è consentito un massimo di cinque animali da compagnia per veicolo, spiegano le condizioni da rispettare per il transito di animali domestici attraverso l'UE da un Paese extra-UE a un altro e delineano le procedure da seguire nel caso in cui un animale domestico venga rifiutato all'ingresso in un Paese extra-UE e venga rimandato nell'UE.

Con l'odierno aggiornamento delle norme vengono rafforzati anche i requisiti in materia di identificazione degli animali domestici. In particolare, le nuove norme definiscono quali informazioni devono contenere i documenti di identificazione, come ad esempio il codice del Paese di origine dell'animale. Sebbene la maggior parte dei nuovi requisiti sia in vigore da oggi, alcune modifiche saranno introdotte gradualmente. Ad esempio, i nuovi certificati sanitari per gli animali dovranno essere utilizzati a partire dal 1° ottobre 2026, mentre i nuovi requisiti di identificazione e i passaporti aggiornati diventeranno obbligatori solo dal 1° gennaio 2028. Ulteriori informazioni dettagliate sui nuovi requisiti sono disponibili sul nostro sito web.

Premiati i comuni in Europa più inclusivi. Anche in Italia 

In vista dell'inizio del Mese della Diversità dell'UE, previsto per domani, la Commissione europea ha annunciato i vincitori della quinta edizione del premio "Capitali europee dell'inclusione e della diversità". Azione chiave dell'Unione per l'uguaglianza, il premio celebra le città e le regioni dell'UE che si distinguono per l'impegno nel promuovere politiche inclusive e la diversità.

I vincitori di quest'anno sono città e comuni di Belgio, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Sono stati premiati per il loro lavoro volto a costruire società più eque, promuovendo la diversità e l'inclusione in termini di genere, origine razziale ed etnica, religione e credo, disabilità, età e identità LGBTIQ+.

Nella categoria "enti locali con oltre 50.000 abitanti":

Il premio Oro va a Józsefváros, VIII distretto di Budapest, Ungheria, per il suo impegno nella promozione dell'inclusione, attraverso iniziative che spaziano dall'occupazione municipale inclusiva, alle azioni a favore dell'uguaglianza LGBTIQ+, all'integrazione delle comunità rom e alle iniziative contro la violenza di genere.

Il premio Argento va alla città di Lovanio, Belgio, per il suo approccio deciso alla lotta contro l'esclusione, dimostrato da progetti come "Lovanio senza razzismo" e dal piano d'azione in dieci punti della città per combattere la discriminazione in settori quali alloggio, lavoro, istruzione e altro ancora.

Il premio Bronzo va alla città di Leiden, Paesi Bassi, per le sue ambiziose azioni nell'ambito della politica "Leiden Inclusive", che garantisce a tutti la libertà di essere se stessi, indipendentemente da origine, religione, genere, età, orientamento sessuale o disabilità.

Nella categoria "enti locali con meno di 50.000 abitanti":

Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per il suo forte impegno a favore della diversità culturale e per le sue iniziative rivolte a migranti, comunità LGBTIQ+, donne, persone con disabilità e anziani.

Il premio Argento va alla città di Orio, in Spagna, per la sua strategia di inclusione e diversità, "Bizitza Askeak Plazer" (Vivere liberi è un piacere), che sostiene migranti, donne, persone LGBTIQ+, anziani e persone con disabilità.

Il premio Bronzo va al villaggio di San Xoán de Río, in Spagna, per le sue iniziative volte a eliminare la discriminazione nei confronti di anziani, donne e membri della comunità LGBTIQ+.

Premio specifico per la creazione di mercati del lavoro inclusivi per tutti:

Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per la sua visione secondo cui l'accesso al lavoro è essenziale per l'inclusione sociale e per il suo impegno a favore di un mercato del lavoro locale che rifletta la diversità.

Il premio d'argento va alla città di Orio, in Spagna, per le sue iniziative rivolte a coloro che rischiano l'esclusione nel mercato del lavoro locale, con particolare attenzione alle donne migranti nel settore dell'assistenza.

Il premio di bronzo va alla Città Metropolitana di Milano, in Italia, per il suo impegno a favore di un ecosistema occupazionale equo, sostenibile e inclusivo, ad esempio attraverso il progetto "Claudia!", che aiuta organizzazioni e imprese ad adottare politiche di inclusione e parità di genere.

Il premio del pubblico, assegnato tramite votazione una settimana prima della cerimonia di premiazione, è andato a Marsicovetere, in Italia.

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La Giornata UE
20/04/2026

La Giornata della Commissione 20/04/2026

Il Bangladesh sigla un accordo di partenariato di nuova generazione

L'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, e il ministro degli esteri del Bangladesh, Khalilur Rahman, hanno siglato un Accordo di partenariato e cooperazione (APC), che segna un importante passo avanti nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e il Bangladesh, partner chiave nella regione indo-pacifica.

L'APC offre un quadro completo per una maggiore cooperazione in campo politico, economico, commerciale e strategico, fondata su impegni condivisi in favore della democrazia, dei diritti umani, della pace e della sicurezza, dell'azione per il clima e dello sviluppo sostenibile. Composto da 82 articoli, l'APC rafforza la collaborazione in settori quali il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, l'energia, i trasporti, l'agricoltura, la migrazione, la sicurezza, la finanza, gli affari marittimi e gli scambi tra i popoli.

L'UE e il Bangladesh sono in trattative dalla fine del 2024, ed hanno concluso i negoziati all'inizio di quest'anno. La conclusione apre la strada alla firma ed alla ratifica formale da parte di entrambe le parti in un prossimo futuro, dopo il completamento della procedura da parte delle rispettive autorità, per rendere questi nuovi impegni una realtà. Il Bangladesh è il primo Paese dell'Asia meridionale a concludere un moderno Accordo di cooperazione e partenariato (PCA) con l'Unione europea. Una volta entrato in vigore, il PCA sostituirà l'Accordo di cooperazione del 2001.

I legami bilaterali tra l'UE e il Bangladesh durano da oltre 50 anni, con la cooperazione allo sviluppo e il commercio come aspetti principali delle relazioni. L'UE è il principale partner commerciale del Bangladesh e gli scambi bilaterali superano ormai i 22 miliardi di euro. Dal 2001, il Bangladesh beneficia dell'accordo "Tutto tranne le armi" (EBA) dell'UE, che garantisce l'accesso senza dazi né quote per tutte le esportazioni, ad eccezione di armi e munizioni.

Riprende la cooperazione con la Siria

La Commissione europea ha proposto la piena ripresa dell'accordo di cooperazione UE-Siria, segnando un nuovo passo nelle relazioni tra le due parti. Ciò fa seguito all'annuncio, da parte della Presidente von der Leyen nel gennaio 2026, del nuovo quadro di cooperazione dell'UE con la Siria. Nell'ambito di tale quadro, l'UE sta intensificando il sostegno a una transizione pacifica e inclusiva guidata dalla Siria, affrontando i bisogni umanitari e contribuendo agli sforzi per la ripresa economica.

L'accordo di cooperazione UE-Siria era stato parzialmente sospeso nel 2011 in risposta alla repressione sistematica e alle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Assad. L'accordo di cooperazione ha rappresentato il quadro di riferimento per la cooperazione tra l'UE e la Siria dal 1978, sostenendo lo sviluppo economico e sociale della Siria e promuovendo relazioni commerciali eque e legali. Esso abolisce i dazi doganali sulle importazioni nell'UE della maggior parte dei prodotti industriali originari della Siria e impedisce l'imposizione di restrizioni quantitative da entrambe le parti.

Questo segnale di rinnovato slancio nelle relazioni politiche e di cooperazione tra UE e Siria fa seguito alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro la Siria nel maggio 2025 e alla visita della Presidente von der Leyen a Damasco nel gennaio 2026. Durante la sua visita, la Presidente von der Leyen ha annunciato i tre pilastri del rinnovato dialogo bilaterale con la Siria a sostegno della riconciliazione e della ripresa: un nuovo partenariato politico; un quadro per una maggiore cooperazione commerciale ed economica; e un pacchetto di sostegno finanziario di circa 620 milioni di euro per il biennio 2026-2027, che comprende aiuti umanitari, sostegno alla ripresa iniziale e sostegno bilaterale. Si tratta di un importante segnale politico in vista del prossimo dialogo politico di alto livello UE-Siria che si terrà l'11 maggio 2026.

La peculiarità di Cipro

La Commissione europea ha lanciato un nuovo bando da 2,25 milioni di euro nell'ambito del programma "La società civile cipriota in azione". Questa iniziativa, giunta alla sua decima edizione, mira a sostenere le organizzazioni della società civile (OSC) in tutta l'isola, con particolare attenzione al rafforzamento della comunità turco-cipriota.

Dal 2007, il programma ha stanziato 19,78 milioni di euro a oltre 160 organizzazioni, finanziando progetti che promuovono il dialogo, la partecipazione democratica e la riconciliazione. Quest'ultimo bando si propone di rafforzare ulteriormente il ruolo della società civile nel plasmare il futuro di Cipro, in linea con i valori dell'UE e a sostegno del processo di riunificazione dell'isola.

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La Giornata UE
15/04/2026

La Giornata della Commissione 15/04/2026

Fondo Europeo per la Difesa, concluso l'iter di valutazione del bando 2025

Stanziato un investimento di 1,07 miliardi di euro in 57 nuovi progetti nell'ambito del bando 2025 del Fondo Europeo per la Difesa (FES), secondo la Defence Readiness Roadmap 2030.  Saranno finanziato in particolare i quattro progetti faro dell'UE in materia di difesa: l'iniziativa europea per la difesa dai droni, il sistema di sorveglianza del fianco orientale, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo.

Risultati del bando FES 2025
I 57 progetti selezionati nell'ambito del FES 2025 coprono un'ampia gamma di settori critici, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), la difesa cibernetica, i droni e i sistemi anti-drone. Questi investimenti sono concepiti per garantire che l'UE rimanga leader nelle tecnologie di difesa avanzate. Oltre 15 progetti riguardano i quattro progetti faro europei per garantire una capacità operativa in tempi rapidi.. Ad esempio, il progetto AETHER svilupperà sistemi di propulsione e gestione termica a supporto dell'iniziativa per la difesa dai droni. Tutti i progetti faro beneficeranno inoltre di progetti trasversali incentrati su sensori, trasformazione digitale o tecnologie cibernetiche.

L'UE sta inoltre intensificando la cooperazione con l'industria della difesa ucraina, con il supporto dell'Ufficio per l'innovazione della difesa dell'UE a Kiev. Questa partnership mira a integrare meglio l'Ucraina nella base industriale europea. Un'iniziativa chiave, il progetto STRATUS, svilupperà un sistema di difesa cibernetica basato sull'intelligenza artificiale per sciami di droni. Il progetto prevede la partecipazione di un subappaltatore ucraino, garantendo così che il progetto possa beneficiare di un'esperienza diretta sul campo di battaglia.

Per attrarre nuovi talenti, diversi progetti incentrati sulla produzione in serie di munizioni economiche per droni lanceranno bandi specifici per start-up e piccole e medie imprese (PMI). Queste piccole aziende potranno ricevere fino a 60.000 euro ciascuna per integrare nuove innovazioni, facilitando l'ingresso nel mercato di coloro che non hanno precedenti esperienze nel settore della difesa. Anche le aziende ucraine possono presentare domanda. I progetti selezionati coinvolgono 634 entità provenienti da 26 Stati membri dell'UE e dalla Norvegia, a testimonianza del forte impegno per la cooperazione europea in materia di difesa. Le PMI sono fondamentali in questa fase, rappresentando oltre il 38% dei partecipanti e ricevendo più del 21% dei finanziamenti totali.

Nell'ambito dei bandi, 675 milioni di euro saranno destinati a sostenere 32 iniziative di sviluppo delle competenze e 332 milioni di euro a 25 progetti di ricerca.

A proposito di debito comune europeo

La Commissione europea ha raccolto 9 miliardi di euro tramite l'emissione di obbligazioni UE (EU Bond) nell'ambito della sua quarta operazione di mercato per il 2026. La Commissione è autorizzata dai trattati UE a contrarre prestiti sui mercati finanziari internazionali per conto dell'Unione europea al fine di finanziare specifici programmi politici dell'UE.

L'operazione, suddivisa in due tranche, ha riguardato un'emissione di 3 miliardi di euro di obbligazioni UE a 3 anni, con scadenza il 12 luglio 2029, e una nuova emissione di obbligazioni UE a 20 anni, con scadenza il 12 ottobre 2046, per un totale di 6 miliardi di euro. Sulla base del successo delle precedenti emissioni a  marzo, il cui prezzo è stato determinato in base alla curva dei rendimenti delle obbligazioni UE, è stata applicata una strategia di prezzo differenziata per le due scadenze: l'obbligazione a 3 anni è stata valutata in base alla curva degli swap, mentre la nuova obbligazione a 20 anni è stata valutata in base a un punto di riferimento della curva dei rendimenti delle obbligazioni UE. Questo approccio ha contribuito a mitigare i rischi di prezzo per gli investitori partecipanti alla nuova tranche a lunga scadenza e riflette la crescente liquidità della curva dei rendimenti dei titoli obbligazionari dell'UE, che può essere utilizzata come punto di riferimento affidabile per la determinazione dei prezzi delle emissioni sindacate, ove ritenuto opportuno.

L'operazione rientra nell'obiettivo di finanziamento di 90 miliardi di euro fissato dalla Commissione per il primo semestre del 2026, di cui 61,3 miliardi di euro sono stati emessi a partire da gennaio 2026. Questi fondi saranno utilizzati per sostenere le priorità politiche dell'Unione europea, tra cui il sostegno a un'Europa più forte, competitiva e resiliente, il sostegno all'Ucraina e investimenti cruciali nella difesa europea.

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La Giornata UE
13/04/2026

La Giornata della Commissione 13/04/2026

L'Uniione fa la forza quando in gioco ci sono le materie prime critiche

Si è aperto il primo bando per aggregare acquirenti e fornitori nell'ambito del Meccanismo per le materie prime. Attraverso questa piattaforma, gli acquirenti di materie prime critiche potranno mettersi insieme ed avviare i contatti con  fornitori, istituzioni finanziarie e provider di servizi di stoccaggio.

Il Meccanismo per le materie prime rientra nella politica dell'UE per diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, sfruttando la creazione di una Piattaforma energetica europea. Poiché l'industria nell'UE rimane fortemente dipendente da un numero limitato di fornitori di paesi terzi, l'iniziativa mira a ridurre le vulnerabilità e rafforzare la sicurezza economica di fronte ai crescenti rischi geopolitici, dando visibilità a fonti alternative. Per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, consentirà di costruire partnership al di là delle reti esistenti.

Con un focus su settori strategici come le terre rare, la difesa e i materiali per batterie, questo strumento volontario e basato sul mercato integra le relazioni commerciali esistenti senza intervenire nelle negoziazioni. Le aziende interessate a partecipare a questo primo ciclo possono registrarsi entro la fine di aprile.

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La Giornata UE
09/04/2026

La Giornata della Commissione 09/04/2026

I trent'anni delle borse di studio Marie Curie

Si è aperto il bando 2026 per le borse di ricerca post-dottorato Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un budget di 399,05 milioni di euro. Le borse di studio sono assegnate ai  ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, e consente  loro di svolgere attività di ricerca all'estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I ricercatori hanno l'opportunità di lavorare con team scientifici di alto livello, contribuendo alla competitività dell'UE attraverso la ricerca all'avanguardia. Le candidature sono aperte da oggi e si chiuderanno il 9 settembre 2026.

Dalla sua creazione nel 1996, oltre 150.000 ricercatori hanno partecipato alle Azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui 23 premi Nobel, a testimonianza del suo contributo di lunga data all'eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.

Il bando rientra in un pacchetto di oltre 1,25 miliardi di euro stanziati per la MSCA nel 2026 nell'ambito del programma Horizon Europe 2021-2027, volto a promuovere l'eccellenza nella ricerca, come evidenziato dall'iniziativa "Choose Europe". Grazie a questi finanziamenti, la MSCA continuerà a sostenere la ricerca attraverso programmi di dottorato e post-dottorato, borse di ricerca e progetti collaborativi di ricerca e innovazione.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "Il futuro dell'Europa si fonda sulla conoscenza, la scoperta e il talento. Da 30 anni, le azioni Marie Skłodowska-Curie consentono ai ricercatori di spingere i confini della scienza e di trasformare le idee in progresso per la società. Oggi rinnoviamo questo impegno. Ai ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: portate la vostra ambizione, portate il vostro talento: l'Europa è il luogo ideale per innovare e prosperare".

L'anniversario sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto "30 anni di curiosità che cambiano il mondo", mettendo in luce i risultati raggiunti e l'impatto sulle carriere dei ricercatori Storie, traguardi e momenti salienti sono già presenti su una pagina web dedicata all'anniversario, insieme ai contributi della comunità MSCA, tra cui un'intervista alla Prof.ssa Dr. Hélène Langevin-Joliot, nipote di Marie Skłodowska-Curie, e altre attività.

I progressi nell'adozione dell'Intelligenza Artificiale sul continente europeo

A un anno dal suo lancio, il Piano d'azione europeo "AI Continen"t compie progressi nei cinque  pilastri che lo compongono: sviluppo delle infrastrutture, accesso ai dati, attrazione dei talenti, adozione e affidabilità dei modelli di IA.

L'UE ha potenziato la propria infrastruttura di calcolo: dispone di 19 fabbriche di Intelligenza Artificiale dislocate presso i supercomputer, 13 antenne "AI Factory" come punti di accesso a livello regionale e  l'imminente creazione delle c.d. "AI Gigafactory".  In questo modo si vuole offrire ad un maggior numero di ricercatori e startup la capacità necessaria per sviluppare modelli di IA.

Sul fronte dei dati, la Commissione ha lanciato la Strategia per l'Unione dei dati, volta a sbloccare le procedure di accesso e condivisione dei dati in ttutta Europa. Anche il pilastro dei talenti è altrettanto importante. Un'iniziativa chiave in tal senso  è stata lanciata a febbraio con l'apertura di un ufficio per il transito legale tra l'Europa e l'India di personale qualificato nel settore ICT. Proseguono i lavori per l'AI Skills Academy, un'accademia specializzata nello sviluppo di programmi di formazione in intelligenza artificiale generativa e tecnologie di calcolo avanzate.

Nell'ambito del pilastro che riguarda l'adozione si segnala la Strategia "Apply AI", che promuove l'integrazione dell'IA nell'industria e nel settore pubblico, con 1 miliardo di euro di finanziamenti già stanziati. Queste iniziative sono accompagnate da progetti mirati, come la rete europea di centri di screening avanzato basati sull'IA e una grande sfida sull'IA di frontiera.

 Dal 14 ottobre al 17 novembre 2026 si svolgerà l mese europeo dell'innovazione in materia di IA, che metterà in luce i progressi compiuti dall'Europa.

Il Patto per il Mediterraneo muove i primi passi

Nell'ambito dellla nuova politica verso i partner del Mediterraneo meridionale, la Commissione europea ha lanciato un programma di cooperazione digitale con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Si tratta del primo risultato inel settore del digitale conseguito dal Patto per il Mediterraneo, lanciato alla fine del 2025.

Il programma,è cofinanziato dal governo tedesco, e migliora l'accesso ai servizi digitali per i cittadini, le pubbliche amministrazioni e ile mprese, attraverso l'armonizzazione delle regole, il rafforzamento della sicurezza informatica e il miglioramento delle competenze digitali. 

Verrà allineata la regolamentazione delle telecomunicazioni digitali agli standard europei.  In secondo luogo, il programma rafforzerà la sicurezza informatica, potenziando la capacità di prevenire, rispondere e gestire le minacce informatiche. Infine, il programma svilupperà competenze digitali regionali in linea con gli standard DigComp dell'UE e creerà nuove piattaforme e reti a supporto dell'apprendimento continuo e dello scambio di competenze.

La Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha dichiarato: "Accolgo con grande favore questo programma storico nell'ambito del Patto per il Mediterraneo. Sarà un motore fondamentale per la crescita inclusiva, allineando le normative digitali, rafforzando la sicurezza informatica e fornendo ai cittadini le competenze necessarie in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente".

Il lancio ufficiale si è svolto ieri a Marrakech, in Marocco, in occasione della conferenza GITEX Africa, alla presenza di Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.

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La Giornata UE
08/04/2026

La Giornata della Commissione 08/04/2026

A spasso per l'Euorpa, se hai compiuto diciotto anni

Oggi la Commissione europea apre le candidature per una nuova edizione di DiscoverEU, offrendo a migliaia di giovani di 18 anni la possibilità di esplorare l'Europa in treno e gratuitamente. Il bando si apre oggi alle 12:00 CET e si chiude il 22 aprile 2026 alle 12:00 CET, in vista del lancio della Settimana europea della gioventù 2026.

Sono disponibili 40.000 biglietti. I vincitori potranno viaggiare in treno per un massimo di 30 giorni tra il 1° luglio 2026 e il 30 settembre 2027. Possono candidarsi i giovani nati tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008 compilando un quiz di cinque domande sull'UE e una domanda aggiuntiva sul Portale europeo della gioventù. La Commissione assegnerà i biglietti ai candidati in base alla loro posizione in graduatoria, fino al limite dei biglietti disponibili.

Il bando è aperto ai candidati provenienti dall'Unione europea e dai paesi associati al programma Erasmus+, tra cui Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia. I possessori dei biglietti possono pianificare i propri itinerari o lasciarsi ispirare da quelli suggeriti, come l'Itinerario Culturale DiscoverEU, che combina diverse destinazioni culturali con particolare attenzione ad architettura, musica, belle arti, teatro, moda e design.

DiscoverEU offre un supporto aggiuntivo ai partecipanti con disabilità, problemi di salute o provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. Questo può includere la possibilità di viaggiare con accompagnatori o l'accesso a finanziamenti extra tramite l'Azione di Inclusione DiscoverEU.

Sebbene DiscoverEU promuova i viaggi sostenibili in treno, sono previste disposizioni speciali per i giovani provenienti da isole, regioni ultraperiferiche, paesi e territori d'oltremare e zone remote.

Si rafforza la cooperazione strategica con il Marocco

L'Europa ed il Marocco s'impegnano a rafforzare le loro relazioni nel settore digitale e lanciano il Dialogo Digitale UE-Marocco. L'iniziativa riflette una visione condivisa in materia di soluzioni digitali, di dati e dell'intelligenza artificiale (IA). Permetterà la cooperazione in settori quali l'IA, il supporto alle start-up digitali, le infrastrutture digitali sicure e l'interoperabilità delle infrastrutture digitali pubbliche, ad esempio dei portafogli digitali.

Il Dialogo è stato lanciato da Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, e da Amal El Fallah Seghrouchni, Ministro delegato per la Transizione Digitale e la Riforma Amministrativa.

Il Dialogo Digitale UE-Marocco mira inoltre a dare attuazione agli impegni assunti con il Patto per il Mediterraneo, un'iniziativa strategica dell'UE volta a rafforzare la cooperazione e i partenariati con i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, anche nel settore digitale.

Vent'anni del dominio internet .eu

Ebbene si, Il dominio di primo livello .eu, celebra vent'anni di attività. L'indirizzo digitale europeo conta oltre 3,8 milioni di registrazioni attive. Il nome di dominio ha semplificato l'e-commerce, consentendo alle imprese europee di utilizzare un unico indirizzo web in tutto il mercato UE. Il dominio .eu è il quarto più utilizzato in Europa e il nono al mondo. Le registrazioni di domini .eu continuano a crescere di oltre il 2% ogni anno e i proprietari continuano a utilizzare i propri domini .eu, con l'80% delle registrazioni che vengono rinnovate.

Grazie al fatto che richiama gli standard ed i valori europei, .eu permette a imprese e organizzazioni, comprese le istituzioni europee, di utilizzare un unico nome di dominio a livello transfrontaliero. I sistemi alla base dei siti web .eu sono in continua evoluzione, con strumenti di apprendimento automatico in grado di prevenire abusi, effettuare controlli di qualità dei dati e garantire affidabilità e sicurezza. Il dominio è online ininterrottamente da 20 anni, senza un solo millisecondo di interruzione.

L'anniversario verrà celebrato il 26 e 27 maggio, in occasione della conferenza "Voci europee per il futuro di Internet: celebrare i 20 anni del .eu e l'inizio di un nuovo decennio di governance di Internet". La vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, terrà un discorso di apertura all'evento, che si focalizzarà su come i valori europei possano plasmare il futuro di Internet.

Un nuovo statuto per l'Agenzia Spaziale Europea

La nuova inziativa legislativa della Commissione europea intende rinmominare l'attuale Agenzia per il Programma spaziale europeo in Agenzia europea dei servizi spaziali (EUSPA) e dotarla di un atto istitutivo autonomo. Il provvedimento di modifica dell'attuale Regolamento riflette le crescenti responsabilità operative dell'organizzazione. In base alla nuova proposta, l'Agenzia adotterà un atto istitutivo autonomo che non dovrà essere modificato per ogni ciclo settennale di bilancio dell'UE.

In quanto braccio operativo delle attività spaziali dell'UE, l'EUSPA è responsabile della gestione dei sistemi di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS, nonché della sicurezza delle infrastrutture spaziali dell'Unione. Essa funge da collegamento chiave tra la tecnologia spaziale ed i settori pubblico e privato, garantendo che i dati satellitari vengano trasformati in servizi funzionali per i cittadini e le imprese europee.

Attraverso questo atto istitutivo specifico si rafforza il ruolo dell'Agenzia quale fornitore primario di servizi nel settore spaziale globale, nonché ad attribuirle ulteriori responsabilità in altri ambiti correlati allo spazio, a condizione che disponga delle necessarie capacità operative e risorse. La proposta mira a garantire che l'Unione europea mantenga la propria autonomia strategica e rimanga un attore competitivo in un contesto spaziale internazionale in rapida evoluzione.

Le guerre dividono, le malattie uniscono

La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 700 milioni di euro al Fondo globale per la lotta contro l'HIV, la tubercolosi e la malaria. Inoltre un investimento di 46,5 milioni di euro servirtà a rafforzare la sicurezza sanitaria in Africa ed in Europa, in particolare nella lotta alla resistenza antimicrobica (AMR), mentre 50 milioni di euro andranno in ricerca e sviluppo per contrastare l'AMR e le malattie tropicali non ancora attenzionate. Il Commissario per i partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha annunciato queste misure in occasione del Vertice One Health che si è tenuto ieri a Lione, in Francia. 

I fondi stanziatirientrano nell'ambito della nuova Iniziativa globale per la resilienza sanitaria, annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione del 2025, il cui lancio è previsto entro l'estate. L'iniziativa offrirà l'opportunità di definire chiaramente le priorità dell'UE e individuare percorsi concreti per un'azione efficace ed efficiente in materia di salute globale.


L'impegno dell'Unione europea per la salute globale è sancito dalla Strategia globale per la salute dell'UE, adottata nel 2022, e dalla strategia Global Gateway, che identifica la salute come una priorità chiave di investimento.

L'impegno dell'UE in materia di salute globale si concentra sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul miglioramento della sicurezza sanitaria, sul sostegno alla produzione locale di prodotti sanitari e sulla promozione della copertura sanitaria universale, in particolare nei paesi partner dell'Africa subsahariana.

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La Giornata UE
07/04/2026

La Giornata della Commissione 07/04/2026

Il cantiere europeo dei futuri giornalisti

Sono aperte le candidature per la decima edizione di Youth4Regions, il programma europeo che supporta gli aspiranti giornalisti. Quanti avranno superato la selezione trascorreranno una settimana a Bruxelles dal 10 al 16 ottobre, e potranno usufruire di una formazione specialistica, di un'esperienza pratica in redazione e di un accesso esclusivo sia alle istituzioni europee che alle principali testate giornalistiche. Le candidature possono essere presentate fino al 7 luglio 2026 sul sito web del programma.

Il programma di quest'anno accoglie candidature in quattro formati: giornalismo scritto, giornalismo video, giornalismo audio e fotogiornalismo. Youth4Regions è aperto a studenti e giovani giornalisti provenienti dagli Stati membri dell'UE, dai paesi limitrofi e dai paesi candidati, offrendo un'opportunità unica per sviluppare competenze, costruire reti professionali e acquisire una conoscenza diretta del giornalismo europeo. Finora 300 giovani giornalisti hanno beneficiato di questo sostegno dal lancio del programma nel 2017.

I partecipanti avranno anche la possibilità di concorrere per il prestigioso Premio Megalizzi-Niedzielski, che onora i giovani giornalisti più meritevoli. Il premio verrà assegnato il 14 ottobre 2026. I vincitori saranno inoltre nominati Corrispondenti per la Coesione 2027 e inviati in missione sul campo per due settimane, con il compito di realizzare reportage sui progetti di politica di coesione e sul loro impatto sulla vita delle persone negli Stati membri dell'UE.

Il turismo europeo cerca testimonial per il 2027

La Commissione europea lancia l'edizione 2027 del premio Capitali europee del turismo. Premia le destinazioni turistiche più innovative e sostenibili, che rappresentano esempi di eccellenza nel settore. In pèarticolare saranno premiate due categorie di destinazioni: la prima riguarda le città con oltre 100.000 abitanti e riconosce l'eccellenza in termini di sostenibilità, accessibilità, digitalizzazione, patrimonio culturale e creatività. La seconda categoria è aperta alle città con una popolazione compresa tra 25.000 e 100.000 abitanti all'avanguardia nel turismo sostenibile.

Essendo uno dei settori economici più importanti dell'UE, il turismo svolge un ruolo chiave nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro. Contribuisce allo sviluppo regionale, sostiene le piccole e medie imprese (PMI) e aiuta a preservare il patrimonio culturale. Allo stesso tempo, il settore turistico si trova ad affrontare sfide significative, tra cui l'instabilità geopolitica, i cambiamenti climatici, la carenza di manodopera qualificata e il sovraffollamento nelle principali destinazioni turistiche. L'iniziativa Capitali europee del turismo riconosce e celebra le destinazioni che implementano soluzioni innovative in ambiti quali la digitalizzazione, l'accessibilità, la sostenibilità, nonché il sostegno al patrimonio culturale, alla creatività e ai talenti locali.

Le candidature per le Capitali europee del turismo sono aperte fino al 12 giugno.

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La Giornata UE