I cittadini europei si mobilitano contro ogni forma di finanziamento alla Russia
Si tratta di un segnale significativo dell’urgenza che si avverte nell’opinione pubblica in Europa e che spinge un gruppo di cittadini più attivi a mobilitarsi, facendo ricorso allo strumento dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), istituita con il Trattato di Lisbona e nelle caratteristiche assimilabile ad una modalità di cittadinanza attiva e diretta.
La Commissione europea, infatti, ha registrato un’Iniziativa con il titolo "Stop ai finanziamenti alla guerra della Russia: eliminare gradualmente le importazioni russe dannose e inutili nell'UE".
L'iniziativa invita la Commissione "a proporre misure ferme e immediate per porre fine alla dipendenza residua dell'UE dalle importazioni di Russia e Bielorussia". A tal fine, gli organizzatori indicano che "l'obiettivo è interrompere il flusso di fondi UE verso lo Stato russo, eliminare le vulnerabilità strutturali nelle catene di approvvigionamento critiche e rafforzare una politica commerciale coerente e basata sui valori".
La drammatica situazione umanitaria in Ucraina e Moldavia
La Commissione europea ha annunciato uno stanziamento urgente di 153 milioni di euro in aiuti di emergenza all'Ucraina ed alla Moldavia, per far fronte alle necessità di milioni di ucraini, inclusi quelli rifugiati in Moldavia, esposti a temperature gelide e senza elettricità a causa dei continui bombardamenti russi alle infrastrutture energetiche.
Lo stanziamento riguarda 145 milioni di euro in aiuti umanitari per l'Ucraina e 8 milioni di euro per programmi umanitari in Moldavia a sostegno dell'accoglienza dei rifugiati ucraini fuggiti dalla guerra.
"Mentre l'invasione russa su vasta scala entra nel suo quinto anno, milioni di ucraini si trovano ad affrontare temperature sotto lo zero, senza elettricità, senza riscaldamento; tagliati fuori dai mezzi di sussistenza di base", afferma Hadja Lahbib, Commissaria per la Gestione delle Crisi, la Preparazione e l'Uguaglianza. "Con 153 milioni di euro in nuovi aiuti umanitari e 947 generatori aggiuntivi dispiegati questo mese, vogliamo che le persone abbiano riparo, calore e speranza quando ne hanno più bisogno. La nostra solidarietà con l'Ucraina non è uno slogan, ma un'azione umanitaria affidabile e continua, guidata rigorosamente dalle esigenze sul campo".
Dall'invasione russa nel febbraio 2022, la Commissione europea ha stanziato oltre 1,4 miliardi di euro per programmi di aiuti umanitari in Ucraina e Moldavia. Oltre agli aiuti umanitari, almeno 3 miliardi di euro sono stati forniti all'Ucraina per la sicurezza energetica. In totale, il sostegno dell'UE all'Ucraina dall'inizio dell'invasione ammonta a 193,3 miliardi di euro.
Poiché questa iniziativa soddisfa i requisiti formali stabiliti dalla legislazione europea, la Commissione l’ha giudicata ammissibile ai sensi del regolamento sull'Iniziativa dei Cittadini Europei, senza analizzarne il merito in questa fase. Ora la proposta dovrà raccogliere almeno un milione di firme di cittadini dell’UE, per passare alla fase successiva di merito.
Anche la Banca Europea per gli Investimenti mobilita le sue risorse in aiuto all’Ucraina
Commissione europea e Banca europea per gli investimenti, hanno deciso l’erogazione di un prestito di 50 milioni di euro alla società energetica statale ucraina Naftogaz. Il finanziamento sosterrà il sistema energetico del Paese, che sta attraversando le condizioni invernali più rigide dall'inizio della guerra. Di fronte ai continui attacchi russi contro le infrastrutture energetiche ucraine e al forte calo delle temperature, questo finanziamento dovrà contribuire a garantire il riscaldamento e la fornitura di energia per le famiglie, i servizi essenziali e le imprese in tutto il Paese.
La Commissaria per l'Allargamento, Marta Kos, ha dichiarato: "Le notizie che giungono dall'Ucraina ogni mattina sono terrificanti. Quello che la Russia sta facendo è terrorismo di Stato. Questo va oltre la guerra. Le persone muoiono di freddo. Molti stanno fuggendo da Kiev e da altre città. L'UE ha collaborato strettamente con l'Ucraina per stabilizzare il sistema energetico, ma la portata degli attacchi russi è tale che l'Ucraina ha urgente bisogno di maggiori finanziamenti. Questi prestiti di emergenza da 50 milioni di euro sono una delle tante misure aggiuntive. Stiamo valutando tutte le possibili opzioni per aiutare gli ucraini".
Con questo nuovo prestito il sostegno totale fornito dall'UE per gli acquisti di gas di emergenza per l'inverno in corso ammonta a 977 milioni di euro. Allo stesso tempo, Naftogaz si impegna a reinvestire un importo equivalente a questo finanziamento in progetti di energia rinnovabile e decarbonizzazione.
Inquinamento zero: magari, ma quando?
La Commissione europea ha pubblicato la revisione intermedia del Piano d'azione "Inquinamento Zero" dell'UE, tracciando un bilancio della sua attuazione. La relazione conclude che, sebbene gran parte della legislazione prevista dal Piano d'azione "Inquinamento Zero" sia già in vigore, gli Stati membri devono agire con rapidità e decisione affinché l'UE raggiunga i suoi obiettivi di riduzione dell'inquinamento entro il 2030. Sempre oggi, la Commissione ha pubblicato uno studio sui costi sociali dell'inquinamento da PFAS (sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, le cosiddette "sostanze chimiche eterne").
La relazione sul Piano d'azione "Inquinamento Zero" dimostra che la prevenzione dell'inquinamento non è solo una priorità ambientale, ma anche una politica fondamentale per la salute pubblica. Inoltre, la riduzione dell’inquinamento si traduce anche in un beneficio economico e sociale per imprese, città e regioni.
La relazione evidenzia come, dal 2021, la legislazione europea per ridurre l'inquinamento, tra cui la Direttiva quadro sulle acque, la Direttiva sulle emissioni industriali e la Direttiva sulla qualità dell'aria ambiente, abbia inasprito i parametri di attuazione. Le principali iniziative a livello europeo per raggiungere l’ambizioso traguardo sono: la Strategia per la Resilienza Idrica, il Patto Europeo per gli Oceani, la Visione per l'Agricoltura e l'Alimentazione, il Piano d'Azione per l'Industria Chimica e la Strategia per la Bioeconomia, Tuttavia, la relazione sottolinea che la sola legislazione non è sufficiente. Gli Stati membri devono garantire un'efficace applicazione e attuazione della legislazione UE in materia di inquinamento e continuare a investire in innovazione, digitalizzazione e competenze.
Un aspetto importante della relazione riguarda i costi legati all’inquinamento da PFAS, che, se i livelli attuali in Europa dovessero mantenersi fino al 2050 senza interventi normativi, raggiungerebbero circa 440 miliardi di euro. La relazione sottolinea inoltre come ridurre i residui di PFAS alla fonte entro il 2040 consentirebbe di risparmiare 110 miliardi di euro, mentre il solo trattamento delle acque inquinate costerebbe oltre 1.000 miliardi di euro. I risultati dello studio contribuiranno alle discussioni dell'UE sulle tematiche relative ai PFAS. L'UE ha già adottato misure significative per controllare i rischi derivanti dall'esposizione ai PFAS. Le sostanze PFAS più dannose sono già vietate. Di recente, ai sensi della Direttiva riveduta sull'acqua potabile, tutti gli Stati membri devono monitorare i livelli di PFAS nell'acqua potabile per garantire il rispetto dei nuovi valori limite dell'UE. Il Piano d'azione per l'industria chimica si concentra sulla transizione verso soluzioni sostenibili e innovative. L'Agenzia europea per le sostanze chimiche sta attualmente valutando una proposta separata di restrizione universale dei PFAS.