La Giornata della Commissione 24/11/2025

24/11/2025

Gli aiuti umanitari al centro del Summit UE - Unione Africana

La Commissione europea ha stanziato 143 milioni di euro in aiuti umanitari in risposta alla continua pressione sulle operazioni di soccorso in diverse zone di crisi. Il dato rafforza gli impegni che si stanno decidendo in questi giorni nell'ambito del summit tra i leader dell'UE e dell'Unione Africana in Angola, Lo stanziamento include 2,5 milioni di euro per gli aiuti alla Repubblica Centrafricana, 8 milioni di euro alla Nigeria, 30 milioni di euro all'Etiopia, 30 milioni di euro inallaSomalia, 35 milioni di euro al Sud Sudan e 38 milioni di euro ai paesi del Sahel centrale. I finanziamenti di emergenza sosterranno l'assistenza alimentare, l'acqua e i servizi igienico-sanitari, l'accesso all'assistenza sanitaria e aiuteranno le comunità più vulnerabili a soddisfare i loro bisogni primari.

La Commissaria per l'Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato: "L'UE sta intervenendo in un momento in cui l'attenzione globale si sta spostando e i bisogni umanitari rimangono elevati. Questo finanziamento dimostra il nostro impegno nei luoghi in cui la pressione è in aumento e il supporto è essenziale. Continueremo a restare in prima linea al fianco dei partner che operano sotto la pressione più intensa".

Diverse regioni dell'Africa continuano a subire forti pressioni umanitarie a causa di conflitti, sfollamenti e riduzione dell'accesso ai servizi di base. Queste crisi umanitarie hanno costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie case per cercare sicurezza. L'UE rimane uno dei principali donatori mondiali in Africa, mantenendo un finanziamento umanitario costante per far fronte alle crisi in corso. L'assistenza umanitaria finanziata dall'UE viene erogata in collaborazione con agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali e ONG.

La legge sull'AI sarà più efficace grazie ad uno strumento per i whistleblower

La Commissione europea ha lanciato uno strumento per i whistleblower relativo alla legge sull'intelligenza artificiale (IA). Lo strumento fornirà un canale sicuro e riservato per segnalare sospette violazioni della legge sull'IA direttamente all'Ufficio UE per l'IA, il centro di competenza in materia di IA all'interno della Commissione. I whistleblower possono fornire informazioni pertinenti in qualsiasi lingua ufficiale dell'UE e in qualsiasi formato pertinente. Lo strumento offre un modo sicuro per segnalare potenziali violazioni della legge che potrebbero mettere a repentaglio i diritti fondamentali, la salute o la fiducia del pubblico. Il massimo livello di riservatezza e protezione dei dati è garantito da meccanismi di crittografia certificati. Questo sistema consente un follow-up sicuro, consentendo ai whistleblower di ricevere aggiornamenti sullo stato di avanzamento della loro segnalazione e di rispondere a ulteriori domande dall'Ufficio per l'IA, senza compromettere il loro anonimato.

La legge UE sull'IA mira a promuovere l'innovazione e l'adozione dell'IA nell'UE, affrontando al contempo i potenziali rischi per la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali delle persone e salvaguardando la democrazia e lo Stato di diritto. Segnalando informazioni sulle violazioni, i whistleblower possono aiutare l'Ufficio per l'intelligenza artificiale a individuarle tempestivamente, contribuendo così allo sviluppo sicuro e trasparente delle tecnologie di intelligenza artificiale.

La Commissione consulta sulla revisione della Direttiva sul settore audiovisivo

La Commissione europea sta raccogliendo informazioni e feedback sull'impatto e sulla necessità di aggiornare la Direttiva sui media audiovisivi (DMA), rivista l'ultima volta nel 2018, in un panorama mediatico in rapida evoluzione. A tal fine, la Commissione ha lanciato un invito a presentare contributi.

Il mondo dei media audiovisivi sta cambiando a causa di fenomeni quali la crescente importanza delle tecnologie digitali, come le TV connesse, per la distribuzione dei media; l'evoluzione delle preferenze degli spettatori per l'accesso ai media tramite piattaforme online; e la crescente importanza dei nuovi operatori dei media, come gli influencer. Pertanto, la valutazione esaminerà se le norme della DMA siano ancora efficaci per raggiungere i loro obiettivi e se debbano essere aggiornate per garantire un'adeguata visibilità e visibilità ai media europei, condizioni di parità tra gli operatori digitali tradizionali e i nuovi operatori, nonché un'adeguata tutela degli spettatori, in particolare dei più giovani, durante la visione di contenuti audiovisivi online. Esaminerà inoltre la possibilità di semplificare le norme sulla pubblicità.

La DMA, pilastro della politica audiovisiva e dei media dell'UE, mira a migliorare la diversità culturale e il pluralismo dei media nell'UE. Sostiene la circolazione transfrontaliera dei contenuti mediatici nazionali e la competitività delle aziende mediatiche europee. Allo stesso tempo, mira a proteggere gli spettatori, in particolare i minori, dai contenuti mediatici dannosi.

L'invito a presentare contributi è rivolto a tutte le parti interessate (tra cui autorità di regolamentazione dei media audiovisivi, mondo accademico, emittenti televisive, fornitori di video on demand, piattaforme di condivisione video, influencer e inserzionisti pubblicitari) per garantire che le diverse prospettive siano prese in considerazione e adeguatamente rispecchiate nella valutazione e nella revisione pianificata della Direttiva. Rimane aperto fino a domenica 21 dicembre.

Questo invito a presentare contributi contribuirà alla valutazione della Direttiva sui servizi di media audiovisivi prevista per il 2026. La revisione della Direttiva sui servizi di media audiovisivi rientra negli impegni assunti dalla Commissione nell'ambito dello Scudo europeo per la democrazia, recentemente presentato, che persegue un settore mediatico dell'UE più forte e prominente per la resilienza delle nostre democrazie.

 

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