In Africa l'Europa c'è con maggiori fondi umanitari
L'Europa stanza 235 milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle persone più vulnerabili in Africa occidentale e centrale. I fondi sono destinati alle persone colpite dai conflitti in corso e dalle crisi alimentari, gli sfollati, le comunità ospitanti e le popolazioni difficili da raggiungere. Dei 235 milioni di euro, 75 milioni saranno destinati al Sahel centrale, oltre 16,6 milioni al Camerun, 22 milioni alla Repubblica Centrafricana, oltre 72 milioni al Ciad, 4,8 milioni alla Mauritania, 33 milioni alla Nigeria e oltre 6 milioni ai paesi costieri. Ulteriori 6,4 milioni di euro sosterranno progetti di portata regionale.
"L'Africa occidentale e centrale sta affrontando una tempesta di crisi umanitarie, alimentata da conflitti, povertà, fame, instabilità e shock climatici", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi. «L'anno scorso in Ciad ho visto con i miei occhi il costo umano: famiglie fuggite senza nulla se non i vestiti che indossavano, le loro case perdute, i loro mezzi di sussistenza distrutti. Per milioni di persone, gli aiuti umanitari non sono una scelta. Sono cibo in tavola, acqua potabile, medicine, un riparo e la possibilità per i loro figli di tornare a studiare. L'Unione Europea sarà sempre al fianco delle persone in crisi, come partner umanitario affidabile e di principio, per salvare vite umane, alleviare le sofferenze e portare speranza dove ce n'è più bisogno.»
La regione dell'Africa occidentale e centrale è afflitta da diverse crisi umanitarie, con un notevole bisogno di assistenza umanitaria. La causa principale di queste crisi è il conflitto, ulteriormente intensificato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e da una moltitudine di fattori locali legati alla governance, alla demografia e all'accesso alla terra e alle risorse. L'epicentro di queste crisi si trova nelle regioni del Sahel centrale e del Lago Ciad, con il conflitto del Sahel centrale che si estende ai paesi costieri, alimentando sfollamenti su larga scala sia interni che transfrontalieri. La crisi in corso in Sudan sta inoltre compromettendo gravemente la capacità di resilienza del Ciad orientale. Oltre a queste dinamiche interconnesse, persistono crisi separate nel nord-ovest della Nigeria, nel nord-ovest e nel sud-ovest del Camerun e nella Repubblica Centrafricana.
Aggiornate le norme per gli animali domestici quando viaggiano
La sicurezza e la salute degli animali passa anche attraverso norme chiare e applicate in maniera uniforme in Europa, specialmente quando un cittadino europeo decide di viaggiare con il proprio animale di compagnia. Secondo le norme attuali, cani, gatti e furetti possono viaggiare con i loro proprietari verso un altro Stato membro dell'UE, o entrare nell'UE da un Paese extra-UE, a condizione che soddisfino determinati requisiti. Ad esempio, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere stati sottoposti a un test sierologico per la rabbia. I proprietari devono inoltre assicurarsi che i loro animali siano in possesso di un passaporto europeo per animali valido quando viaggiano da un Paese dell'UE o dall'Irlanda del Nord verso un altro Paese dell'UE o l'Irlanda del Nord, e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere in possesso di un certificato sanitario animale UE valido. Le norme aggiornate chiariscono che è consentito un massimo di cinque animali da compagnia per veicolo, spiegano le condizioni da rispettare per il transito di animali domestici attraverso l'UE da un Paese extra-UE a un altro e delineano le procedure da seguire nel caso in cui un animale domestico venga rifiutato all'ingresso in un Paese extra-UE e venga rimandato nell'UE.
Con l'odierno aggiornamento delle norme vengono rafforzati anche i requisiti in materia di identificazione degli animali domestici. In particolare, le nuove norme definiscono quali informazioni devono contenere i documenti di identificazione, come ad esempio il codice del Paese di origine dell'animale. Sebbene la maggior parte dei nuovi requisiti sia in vigore da oggi, alcune modifiche saranno introdotte gradualmente. Ad esempio, i nuovi certificati sanitari per gli animali dovranno essere utilizzati a partire dal 1° ottobre 2026, mentre i nuovi requisiti di identificazione e i passaporti aggiornati diventeranno obbligatori solo dal 1° gennaio 2028. Ulteriori informazioni dettagliate sui nuovi requisiti sono disponibili sul nostro sito web.
Premiati i comuni in Europa più inclusivi. Anche in Italia
In vista dell'inizio del Mese della Diversità dell'UE, previsto per domani, la Commissione europea ha annunciato i vincitori della quinta edizione del premio "Capitali europee dell'inclusione e della diversità". Azione chiave dell'Unione per l'uguaglianza, il premio celebra le città e le regioni dell'UE che si distinguono per l'impegno nel promuovere politiche inclusive e la diversità.
I vincitori di quest'anno sono città e comuni di Belgio, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Sono stati premiati per il loro lavoro volto a costruire società più eque, promuovendo la diversità e l'inclusione in termini di genere, origine razziale ed etnica, religione e credo, disabilità, età e identità LGBTIQ+.
Nella categoria "enti locali con oltre 50.000 abitanti":
Il premio Oro va a Józsefváros, VIII distretto di Budapest, Ungheria, per il suo impegno nella promozione dell'inclusione, attraverso iniziative che spaziano dall'occupazione municipale inclusiva, alle azioni a favore dell'uguaglianza LGBTIQ+, all'integrazione delle comunità rom e alle iniziative contro la violenza di genere.
Il premio Argento va alla città di Lovanio, Belgio, per il suo approccio deciso alla lotta contro l'esclusione, dimostrato da progetti come "Lovanio senza razzismo" e dal piano d'azione in dieci punti della città per combattere la discriminazione in settori quali alloggio, lavoro, istruzione e altro ancora.
Il premio Bronzo va alla città di Leiden, Paesi Bassi, per le sue ambiziose azioni nell'ambito della politica "Leiden Inclusive", che garantisce a tutti la libertà di essere se stessi, indipendentemente da origine, religione, genere, età, orientamento sessuale o disabilità.
Nella categoria "enti locali con meno di 50.000 abitanti":
Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per il suo forte impegno a favore della diversità culturale e per le sue iniziative rivolte a migranti, comunità LGBTIQ+, donne, persone con disabilità e anziani.
Il premio Argento va alla città di Orio, in Spagna, per la sua strategia di inclusione e diversità, "Bizitza Askeak Plazer" (Vivere liberi è un piacere), che sostiene migranti, donne, persone LGBTIQ+, anziani e persone con disabilità.
Il premio Bronzo va al villaggio di San Xoán de Río, in Spagna, per le sue iniziative volte a eliminare la discriminazione nei confronti di anziani, donne e membri della comunità LGBTIQ+.
Premio specifico per la creazione di mercati del lavoro inclusivi per tutti:
Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per la sua visione secondo cui l'accesso al lavoro è essenziale per l'inclusione sociale e per il suo impegno a favore di un mercato del lavoro locale che rifletta la diversità.
Il premio d'argento va alla città di Orio, in Spagna, per le sue iniziative rivolte a coloro che rischiano l'esclusione nel mercato del lavoro locale, con particolare attenzione alle donne migranti nel settore dell'assistenza.
Il premio di bronzo va alla Città Metropolitana di Milano, in Italia, per il suo impegno a favore di un ecosistema occupazionale equo, sostenibile e inclusivo, ad esempio attraverso il progetto "Claudia!", che aiuta organizzazioni e imprese ad adottare politiche di inclusione e parità di genere.
Il premio del pubblico, assegnato tramite votazione una settimana prima della cerimonia di premiazione, è andato a Marsicovetere, in Italia.