La Giornata della Commissione 06/05/2026

06/05/2026

La rendicontazione degli aspetti ambientali verrà semplificata

La Commissione ha aperto una consultazione sulla proposta di revisione degli standard europei in materia di rendicontazione della sostenibilità (ESRS) e sulla possibile adozione di uno standard volontario di rendicontazione della sostenibilità per le piccole imprese. Gli ESRS riguardano gli aspetti ambientali, sociali e di governance, tra cui i cambiamenti climatici, la biodiversità ed i diritti umani. Servono a fornire informazioni agli investitori sui rischi legati alla sostenibilità a cui sono esposte le imprese e il loro impatto sulle persone e sull'ambiente.

Facendo seguito al pacchetto di semplificazione c.d. Omnibus I ed alla razionalizzazione dell'ambito di applicazione della Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), la bozza pubblicata oggi mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell'UE, pur volendo mantenere un'elevata qualità delle informazioni sulla sostenibilità. La bozza di revisione degli ESRS è più breve e chiara, introduce nuovi criteri di flessibilità e semplifica le procedure Si prevede che potrebbe ridurre i costi di rendicontazione per impresa di oltre il 30%, i dati fa fornire in via obbligatoria di oltre il 60% e il numero totale di dati di oltre il 70%.

La Commissione propone adeguamenti mirati per ridurre ulteriormente gli oneri senza indebolire gli obiettivi della CSRD, ovvero migliorare la qualità, la coerenza e la comparabilità del reporting di sostenibilità in tutta l'UE e aumentare la trasparenza sugli impatti e sui rischi di sostenibilità delle imprese. La proposta di uno standard su base volontaria riguarda le imprese non soggette all'obbligo di rendicontazione previsto dalla CSRD e stabilisce un "limite per la catena del valore", esentando le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD dal richiedere ai partner della catena del valore con un numero di dipendenti pari o inferiore a 1.000 di più informazioni rispetto a quanto previsto dallo standard volontario.

Le parti interessate possono fornire il proprio feedback tramite il portale "Have Your Say" fino al 3 giugno 2026; la Commissione adotterà quindi i due atti delegati il ​​prima possibile e li sottoporrà al Parlamento europeo e al Consiglio per l'esame secondo la procedura di non obiezione (due mesi, prorogabili di ulteriori due).

La Turchia ed il patto per il Mediterraneo

Oggi la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, si trova ad Ankara per un confronto sulla cooperazione tra UE e Turchia e sulle questioni di interesse comune per l'intera regione del Mediterraneo. La Turchia è un partner chiave per l'Unione europea, dal punto di vista geografico, strategico, politico ed economico. La Commissaria Šuica incontrerà il Ministro degli Affari Esteri Hakan Fidan, il Ministro della Famiglia e dei Servizi Sociali Mahinur Özdemir Göktaş e il Ministro dell'Interno Mustafa Çiftçi.

La Commissaria affronterà temi chiave di interesse comune come la migrazione e la sicurezza, e le potenziali forme di cooperazione triangolare nell'ambito del Patto per il Mediterraneo in settori quali energia, connettività e investimenti. Attraverso la cooperazione triangolare, il Patto ha anche il potenziale per estendere il suo raggio d'azione oltre il Mediterraneo meridionale, sfruttando le sinergie con altre iniziative dell'UE. Si potrà inoltre valutare la partecipazione di altri partner della regione, come la Turchia o i Paesi del Golfo.

In termini più generali sulla situazione nella regione, il Commissario intende discutere del sostegno in corso, della ripresa e della ricostruzione di Gaza, nonché della transizione pacifica e realmente inclusiva e della ripresa socio-economica della Siria.
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