Il volto serio della diplomazia americana è andato in scena intorno ad un tavolo ovale sotto lo sguardo del mondo intero.
Uomini che decidono, con grande serietà, del destino di altri uomini.
L'Europa, dalla sua costituzione in comunità, ha coltivato il principio liberale che spetta ad ogni popolo stabilire il proprio futuro, come ha fatto lei stessa nel secondo dopoguerra con un radicale cambio di rotta rispetto a secoli di belligeranza implacabile. E finalmente la storia ha dato ragione di dell'intuizione visionaria di poter addomesticare l'odio cone le armi del dialogo e della condivisione.
Qunado i destini dei popoli sono in gioco, chi è chiamato a compiere le scelte decisive per il corso degli eventi assume, suo malgrado, i panni del deus ex machina, con la serietà dovuta alla gravità del momento. Ma i volti seri, a ben guardare, sono solo maschere, che celano la colpa di essere degli usurpatori nel decidere della vita e della morte.
Il ragionamento sarebbe in sè astratto, al limite filosofico, se non fosse che la nostra epoca reca con sé, per la prima volta, l'onere di confrontarsi con la c.d. guerra cognitiva, ossia uno spazio non fisico di confronto e scontro dove è facile abbracciare l'intero universo nella semplificazione ideologica; e quanto più l'uomo elabora il suo futuro attraverso l'uso dell'intelligenza artificiale, tanto più riesce ad accettare la nuova regola di governare il mondo "a freddo", senza il coinvolgimento di emozioni dirette.
L'Europa rischia anche lei di trovarsi ad un bivio, che insiste sulla sua stessa esistenza fattuale e concettuale, perché se il resto del mondo, sempre con la dovuta serietà, non esita a trasferire su di lei il peso delle sue decisioni nefaste, senza neanche chiederle il consenso (e duqnue trattasi di reato di violenza), allora sembrerà facile ed ovvio a molti ravvisarne l'inutilità. Magari chiedendosi stupiti come abbia potuto suscitare così tanti traditori nel mondo oltre i suoi confini.
Basterà uno scudo per proteggere la democrazia europea dalle minacce, se non in realtà veri attacchi, che la possibile fine della guerra in Ucraina nei termini voluti da Trump e Putin porterà come logica conseguenza sul piano cognitivo? E che ne sarà di Zelensky , che ha finto di credere, sino a crederci veramente, che i suoi vicini avrebbero saputo fare le cose per bene, sino alla fine? Mentre nei fatti neanche possono farlo entrare dalla porta principale.
Nessun bagno di umiltà, solo volti rigidi e seri, che se non fosse per l'ombra tragica del destino dell'Ucraina, sembrerebbero in fondo ridicoli.
CLS