Quoque tu America

22/01/2025

Nel 2007 l'allora cacnellere della Germania Angela Merkel, che di fatto reggeva le sorti non solo del suo paese ma dell'Europa intera, fece un omaggio al Congresso degli Stati Uniti, di cui evidentemente si è persa memoria. Donò un documento di grande valore: la Mappa di Waldseemüller, dove compare per la prima volta il nome America, sebbene riferito al Sudamerica in onore del navigatore Amerigo Vespucci.

Fu un atto simbolico, per rendere viva la riconoscenza del popolo tedesco per quanto gli Stati Uniti avevano fatto durante la seconda guerra mondiale. Ed anche un modo per celebrare un legame che va oltre la storia dello scorso secolo, è la coscienza di un'identità che a partire dal nome si sviluppa attraverso le sponde dell'Atalantico con sempre maggiore intensità dal momento della scoperta del continente amaericano sino ad oggi.

No, sino a ieri. 

Oggi l'Europa, proprio a causa delle miutate relazioni transatlantiche, è costretta a sposare un pragmatismo che sa smarrimento, dopo aver portato nel mondo intero i propri valori ed uno spirito di cooperazione basato sulla lealtà delle regole giuridiche. Ora ognuno vuole fare come gli pare, ed all'Europa tocca compiere le acrobazie per afferrare al volo il vaso che rischia di cadere per terra.

Un povero vaso di coccio in mezzo a botti di ferro. 

Febbraio sarà un mese importante. Sono attese importanti iniziative da parte sia della Commissione europea, che dovrebbe adottare la bussola della competitività per edificare su nuove basi, pragmatiche appunto, l'architettura industriale del vecchio continente, assetata di innovazione ma gravata da troppe lentezze, come ha denunciato Mario Draghi nel suo rapporto. E poi, il 3 febbraio la riunione informale dei leaders europei sulla difesa, organizzata al riparo delle solide mura di un antico castello nei pressi di Bruxelles, elaborerà le linee guida politiche per il futuro libro bianco sulla difesa.

Forse proprio allora nelle menti dei capi di governo, alle prese con condizioni sempre più esclusive per far parte del club della Nato ed un senso strisciante di inimmaginabile tradimento,  risuonerà l'amara esclamazione "Quoque tu America!".

CLS

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Editoriale