Potrebbe risultare surreale l'incontro che avrà luogo oggi tra il segretario generale della NATO Mark Rutte ed il Primo Ministro danese Mette Frederiksen. E' probabile infatti che i due abbiano uno scambio di vedute intorno ad un'ipotesi sconosciuta sino a questo momento: la minaccia, anche solo la minaccia di un atto di forza da parte di un membro della NATO verso un proprio alleato.
Motivo del contendere un territorio troppo vasto per essere lasciato in mano ad una manciata di abitanti, e soprattutto troppo ricco di risorse un tempo senza valore, ed oggi diventate preziose quanto l'acqua e l'aria.
In effetti nessuno immaginava che il motto del Presidente Trump "Make America great again" signifcasse anche un'espanssione geografica degli storici confini del continente americano. Sarà l'influenza di Musk, che rivendica il diritto di riservarsi un paio di pianeti per quando, novello Noé, condurrà l'umanità a rischio di estinzione su altre dimore spaziali, fatto è che Trump ha cominciato a pensare in grande da subito, sul nostro misero e troppo affollato pianeta.
Il problema è che potrebbe anche farlo a dispetto dei basiti stati europei, che non saprebbero nel caso come reagire; al limite anche con grande rammarico della Cina.Ma proprio l'audace conqusita non potrebbe riuscire senza un qualche tacito accomodamento della Russia, magari scontenta oltremodo per un'uscita disonorevole da oltre tre anni di conflitto in Ucraina.
E allora gli interrogativi su come davverso si riassesteranno gli equilibri di potere delle grandi potenze modniali uscite definitivamente dal recinto confortante del multilateralismo, che a loro dire si è rivelato una trappola, si moltiplicano, si fanno più dilemmatici, s'intrecciano con il difetto di origine del processo di integrazione europea, ossia la dissonanza politica, in particolare sul fronte degli affari esteri.
Domani la Commissione presenterà il documento quadro dei prossimi cinque anni, la c.d. Bussola della competitività, che sulla via indicata da mario Draghi tesserà la trama della politica industriale europea nel prossimo futuro. E' molto attesa in quanto svelerà la distanza che la guerra in Ucraina prima, il ritorno di Trump e le nuove alleanze globali dopo è venuta a crearsi tra il corso dell'Europa sotto il primo mandato della von der Leyen, tutto orientato a salvare il pianeta dalla catastrofe climatica, e l'Europa attuale, che deve fare i conti con la propria sicurezza interna ed esterna.
Confidiamo nella saggezza dei padri per non far ricadere sui nipoti il peso di un'Europa in frantumi.
CLS