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02/04/2025

Fuochi d'artificio sull'Europa

I cambiamenti avvengono nel frastuono  o nel silenzio. I secondi sono quelli che emergono dalle profondità di un lungo processo di metabolizzazione, per cui la novità affiora come sostanza nuova e leggera sul pelo dell'acqua. 

I primi irrompono preceduti da troppe parole, che riempiono spesso le orecchie di fonemi in libertà. 

L' Europa ha scelto da che parte stare: ha scelto di attendere e nel frattempo affilare le unghie. Così in rapida sequenza, sebbene non generate senza incubazione, ha adottato una triade di provvedimenti intesi a farne una fortezza non più solo nei confronti degli immigrati, ma di chi a ben altr orizzonti si staglia come una minaccia potenziale o imminente. E duqnue, ecco in sequenza il Libro bianco sul futuro della difesa, la Strategia sulla preparazione e la Strategia sulla sicurezza interna, un insieme di iniziative concentrate nell'arco di meno di un mese. 

E poi ci sono i fondi strutturali, bandiera per eccellenza del principio di solidarietà ma manche di sussidiarietà, che nell'era dell'onnipotenza di Caino viene prontamente riadattato alle nuove priorità e riconfigurato in senso centrale, perché le regioni ne frammenterebbero troppo la portata.

Il popolo dell'Europa, o almeno una parte di esso, si mobilita contro questa dottrina rumorosa di autodifesa ed invoca un'Europa di pace. Ma non sa, quel popolo, che la pace si costruisce nel silenzio del cuore e nella forza della testimonianza. Il pensiero cristiano oggi si rivolge all'Europa come un baluardo sì di pace, secondo l'insegnamento dei suoi grandi padri fondatori, ma sente la necessità d'incarnarsi nella cosceinza civile a partire non da proclami, ma da un impegno collettivo. Che vuol dire in ultima analisi un impegno politico.

Quanto sta accadendo oggi in Europa deve servire da crinale per esortare definitivamente le persone , di qualunque fede laica o religiosa, a uscire dall'indifferenza e scendere in campo: fare politica nel senso più alto e severo del termine. Da più parti in fatti s'invoca la necessità di una reale integrazione politica tra i 27 stati membri come asse portante di un modello di difesa comune basato sulla deterrenza, ma quel processo può avere inizio solo dall'impegno da subito di ogni cittadino in favore della casa comune europea. 

Gli strumenti ci sono, sin d'ora. E dato che Ursula von der Leyen ha più volte ripetuto che è tempo di agire, facciamo sì che ad agire non siano solo che dai cambiamenti si appresta a trarre il maggiore profitto.

CLS

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Editoriale
01/04/2025

L'Europa si protegge

Oggi la Commissione europea ha presentato la Strategia ProtectEU per la sicurezza interna volta a supportare gli Stati membri e rafforzare la capacità dell'UE di garantire la sicurezza dei propri cittadini. La strategia definisce una visione e un piano di lavoro ambiziosi per gli anni a venire, con una serie di strumenti legali più rigorosi, una maggiore condivisione delle informazioni e una cooperazione più approfondita.

In un ambiente di sicurezza modificato e in un panorama geopolitico in evoluzione, in cui le minacce ibride da parte di stati stranieri ostili e attori sponsorizzati dagli stati stanno aumentando, in cui potenti reti di criminalità organizzata stanno proliferando e criminali e terroristi stanno operando sempre più online, l'Europa deve rivedere il proprio approccio alla sicurezza interna. Annunciata dalla presidente von der Leyen nelle linee guida politiche, la strategia potenzierà la risposta dell'Unione alle minacce nuove e tradizionali alla sicurezza interna.

La strategia mira a promuovere un cambiamento di cultura sulla sicurezza interna, con un approccio che coinvolga cittadini, aziende, ricercatori e società civile. Gli aspetti della sicurezza saranno integrati nello sviluppo di nuove iniziative e un nuovo quadro di governance della sicurezza interna europea sosterrà l'attuazione della strategia.

Come ha affermato Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea: "La sicurezza è uno dei prerequisiti chiave per società aperte e dinamiche e un'economia fiorente. Ecco perché oggi lanciamo un'importante iniziativa per affrontare meglio le minacce alla sicurezza come il terrorismo, la criminalità organizzata, la crescente criminalità informatica e gli attacchi contro le nostre infrastrutture critiche. Rafforzeremo Europol e forniremo alle forze dell'ordine strumenti aggiornati per combattere la criminalità. Ma anche ricercatori, aziende e persino cittadini possono contribuire a una maggiore sicurezza per tutti".

La strategia europea per la sicurezza interna integra la strategia dell'Unione sulla preparazione e il Libro bianco sulla difesa europea. Insieme al prossimo Scudo europeo per la democrazia, formano un quadro completo per un'UE sicura, protetta e resiliente.

Obiettivi e azioni principali

Il nuovo panorama delle minacce richiede un cambiamento di mentalità e un approccio europeo alla sicurezza interna attraverso sette azioni chiave.

La prima riguarda una nuova  governance della sicurezza a livello europeo, basata su: 

- L'individuazione delle le implicazioni in termini di sicurezza e preparazione delle iniziative proposte dalla Commissione durante l'intero processo negoziale per la loro adozione e implementazione;
- L'analisi regolare delle minacce relative alla sicurezza interna per supportare il lavoro della Commissione nel suo nuovo formato voluto dalla von der leyen e denominato "Security College" e gli scambi in seno al Consiglio UE;
- Il Reporting periodico al Parlamento europeo e al Consiglio per monitorare e supportare l'attuazione delle iniziative principali.

La seconda riguarda la condivisione delle informazioni di intelligence, che in concreto vuol dire:

- Avere un panorama delle minacce alla sicurezza interna dell'UE, basandosi su varie valutazioni del rischio e della minaccia effettuate in particolare dalle agenzie dell'UE,
- Migliorare la condivisione di intelligence da parte degli Stati membri attraverso il Single Intelligence Analysis Capacity (SIAC) dell'UE,
- Garantire una migliore condivisione di informazioni da parte degli Stati membri con le agenzie e gli organismi dell'UE.

La terza azione chiave riguarda un rafforzamento degli strumenti di applicazione della legge. Infatti, le forze dell'ordine hanno bisogno degli strumenti giusti per essere efficaci. E con l'85% delle indagini penali che si basano su informazioni digitali, questo include l'accesso legale ai dati, in particolare la Strategia prevede:

- Un nuovo mandato per Europol per trasformarla in un'agenzia di polizia realmente operativa a supporto degli Stati membri,
- Rafforzare Frontex, Eurojust ed ENISA e garantire una stretta cooperazione tra le agenzie,
- Migliorare le capacità operative con un nuovo sistema di comunicazione critica per consentire la comunicazione transfrontaliera tra diverse autorità,
- Una tabella di marcia sull'accesso legale ed efficace ai dati per le forze dell'ordine,
- Una tabella di marcia tecnologica sulla crittografia e una valutazione d'impatto al fine di aggiornare le norme sulla conservazione dei dati dell'UE.

La quarta azione chiave riguarda la resilienza contro le minacce ibride per la protezione delle infrastrutture critiche, la cybersicurezza e le minacce online:

​- Gli Stati membri devono attuare pienamente le direttive CER e NIS2,
- Un nuovo Cybersecurity Act e nuove misure per proteggere i servizi cloud e di telecomunicazione e sviluppare la sovranità tecnologica,
- Misure per ridurre la dipendenza da singoli fornitori esteri e ridurre i rischi delle nostre catene di fornitura da fornitori ad alto rischio, inclusa la revisione delle norme sugli appalti,
- Rafforzare la sicurezza degli hub di trasporto, con una strategia portuale dell'UE e nuovi sistemi di segnalazione per rafforzare la sicurezza aerea, i trasporti e le catene di fornitura,
- Un piano d'azione contro le minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN).

La quinta azione chiave concerne il contrasto al crimine organizzato, ponendo l'accento sulla necessità di tracciare i flussi finanziari e proteggere i minori da questa minaccia:

- Un nuovo quadro giuridico sulla criminalità organizzata, con norme più severe sulle indagini,
- Una nuova strategia e un nuovo piano d'azione sulla droga e il traffico di droga,
- Un piano d'azione sulla protezione dei minori dalla criminalità,
- Rafforzare l'approccio "Follow the Money", anche mediante il pieno recepimento delle nuove norme sul recupero e la confisca dei beni,
- Una nuova legislazione contro il traffico di armi da fuoco; nuove strategie dell'UE sulla tratta di esseri umani e sui diritti delle vittime.

La sesta azione chiave riguarda la minaccia terroristica nell'UE, sempre molto elevata, di conseguenza l'UE deve essere ben attrezzata per anticipare le minacce, prevenire la radicalizzazione, proteggere i cittadini e rispondere agli attacchi:

- Una nuova agenda dell'UE per prevenire e contrastare il terrorismo e l'estremismo violento,
- Un nuovo set di strumenti per prevenire la radicalizzazione,
- uno studio di fattibilità per un nuovo sistema a livello dell'UE per tracciare il finanziamento del terrorismo.

Infine, la settima azione si rivolge alle realtà al di fuori dei confini dell'Europa, rafforzando la cooperazione internazionale in materia di sicurezza:

- Rafforzare le partnership con regioni chiave come l'America Latina e la regione del Mediterraneo,
- Concludere accordi internazionali da parte di Europol ed Eurojust, anche per istituire team operativi congiunti con le autorità locali di contrasto,
- Rafforzare lo scambio di informazioni con paesi terzi fidati,
- Completare la revisione del meccanismo di sospensione dei visti e affrontare le considerazioni sulla sicurezza nella prossima strategia sui visti.

L'intera Strategia poggia sull'analisi condotta dalla Commissione insieme con Europol nell'ambito del EU Serious and Organised Crime Threat Assessment (EU-SOCTA). La valutazione è stata presentata il 18 marzo ed evidenzia le aree di criminalità prioritarie e le principali minacce che l'UE dovrà affrontare nei prossimi quattro anni e che sono state riportate, come detto, nella Strategia.

 

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Focus
31/03/2025

La Giornata della Commissione 31/03/2025

La Commissione incentiva i progetti di riforma negli Stati membri

La Commissione europea ha approvato un nuovo lotto di 135 progetti nell'ambito dello Strumento di supporto tecnico (TSI), volti a supportare gli Stati membri nella preparazione, progettazione e attuazione di 390 riforme nel 2025. Questi progetti sono concepiti per aiutare gli Stati membri ad affrontare riforme chiave che rafforzeranno la resilienza e la competitività dell'UE e miglioreranno la vita dei cittadini. Una parte significativa, due terzi, è allineata alle 15 iniziative faro dell'UE, che si concentrano su esigenze di riforma comuni, tra cui il miglioramento della pubblica amministrazione, la promozione di un ambiente imprenditoriale migliore per le piccole e medie imprese (PMI) e la preparazione dei sistemi energetici per le transizioni verde e digitale.

Tra gli sforzi più notevoli, il TSI sosterrà 109 riforme per migliorare l'ambiente imprenditoriale, potenziare l'innovazione, costruire un'economia a zero emissioni nette e promuovere la sicurezza economica in tutta l'Unione. In particolare, 38 riforme aiuteranno 22 Stati membri a ridurre gli oneri amministrativi per le PMI, a dare impulso alle start-up e a promuovere produttività, resilienza e competitività. Nel campo della trasformazione digitale, il TSI sta inoltre supportando oltre 130 riforme con una forte enfasi sull'intelligenza artificiale e sulle tecnologie innovative. Un progetto di spicco, "FutureProof Education", guiderà le scuole in Germania, Svezia e Irlanda nell'integrazione responsabile dell'intelligenza artificiale, fornendo al contempo agli studenti competenze in materia di intelligenza artificiale.

Anche la collaborazione tra gli Stati membri è un obiettivo fondamentale, con 40 progetti multinazionali che affrontano sfide condivise attraverso l'apprendimento tra pari e lo scambio di buone pratiche. Ad esempio, 14 Stati membri stanno lavorando insieme per modernizzare le procedure fiscali e doganali dell'UE, con l'obiettivo di semplificare i processi e ridurre gli oneri per le PMI.

In totale, 119 riforme rafforzeranno le pubbliche amministrazioni in tutta l'UE, aiutandole ad affrontare le sfide future, promuovendo al contempo la trasformazione digitale, colmando le lacune di competenze e supportando la transizione verde. Attraverso questi progetti, il TSI continua a essere uno strumento fondamentale per promuovere gli obiettivi strategici dell'UE e migliorare la cooperazione transnazionale negli sforzi di riforma.

Prove tecniche di liquidità in vista dell'Unione dei risparmi e degli investimenti

La Commissione europea ha proposto di mantenere le attuali norme sui requisiti di liquidità per determinate transazioni finanziarie nell'ambito del quadro prudenziale bancario dell'UE. Questa mossa mira a garantire parità di condizioni tra le banche europee e internazionali, sostenendo la liquidità dei mercati finanziari dell'UE. Se adottata, contribuirà alla competitività del sistema finanziario dell'UE, a vantaggio di cittadini e aziende.

Ai sensi del regolamento sui requisiti patrimoniali (CRR), alcune operazioni di finanziamento tramite titoli (SFT) a breve termine beneficiano attualmente di requisiti di liquidità inferiori a quelli stabiliti negli standard internazionali di Basilea III. Questo trattamento transitorio dovrebbe scadere il 28 giugno 2025, dopodiché si applicherebbero requisiti più elevati degli standard di Basilea. In termini più semplici, la proposta si concentra sulle transazioni a breve termine in cui le attività vengono temporaneamente scambiate con denaro contante. Queste transazioni sono essenziali per le banche per fornire liquidità ai mercati, in particolare per i titoli di Stato.

Le modifiche proposte al cosiddetto Net Stable Funding Ratio (NSFR) serviranno a: sostenere la liquidità dei mercati dell'UE, compresi i titoli di Stato e le obbligazioni di nuova generazione; evitare di aumentare i costi di emissione per gli Stati membri dell'UE e l'Unione europea quando emettono obbligazioni; e garantire che le banche dell'UE possano competere su un piano di parità con le banche di altri paesi. Ciò è in linea con gli obiettivi stabiliti nella recente Comunicazione sulla creazione di un'Unione dei risparmi e degli investimenti.

La proposta della Commissione sarà ora esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Data la prossima scadenza dell'attuale trattamento transitorio, la Commissione invita i colegislatori a elaborare questa proposta rapidamente.

partecipare si può: aperta una consultazione pubblica sulla bioeconomia

La Commissione ha aperto oggi una consultazione pubblica invitando tutte le parti interessate a esprimere il proprio punto di vista sulla futura strategia europea per la bioeconomia. Questa strategia esplorerà nuove opportunità per le aziende europee nel settore della bioeconomia e sosterrà gli obiettivi dell’UE in materia di ambiente, clima e competitività.

La consultazione pubblica s'inserisce nel processo di elaborazione della nuova strategia per la bioeconomia, che dovrebbe essere adottata entro la fine del 2025. Questa strategia sbloccherà il potenziale delle innovazioni nella bioeconomia, in modo che possano essere commercializzate, generando posti di lavoro puliti e crescita. Si concentrerà sul rafforzamento della circolarità e della sostenibilità, contribuendo al contempo alla decarbonizzazione dell’economia europea lungo l’intera catena del valore.

La preparazione della nuova strategia per la bioeconomia si allineerà alle principali iniziative dell’UE, come la bussola per la competitività e il patto per l’industria pulita. Terrà conto anche degli aspetti legati alla competitività globale.

La consultazione sarà aperta fino al 23 giugno ed è disponibile sul portale “Di' la tua”.

Inoltre, le parti interessate possono contribuire al lavoro sulla strategia per la bioeconomia partecipando a sessioni mirate sulla bioeconomia nei prossimi eventi. Possono, ad esempio, partecipare al dialogo delle parti interessate dell’economia circolare della piattaforma europea delle parti interessate dell’economia circolare, che si svolgerà il 10 aprile, e alla Settimana verde dell’UE, che si svolgerà dal 3 al 5 giugno.

La Commissaria per l'Ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha dichiarato: "Dobbiamo compiere uno sforzo collettivo per costruire una bioeconomia prospera, sostenibile e circolare. Questa consultazione è un modo fondamentale per raccogliere quante più idee possibili per definire la futura strategia per la bioeconomia, riflettendo le esigenze e le aspirazioni di cittadini, imprese, agricoltori, silvicoltori e altre parti interessate. Invito tutte le parti interessate a contribuire."

Fondi strutturali e paesaggi urbani: selezionati i progetti

La Commissione europea e la regione Hauts-de-France, in qualità di soggetto responsabile dell'Iniziativa urbana europea (IUE), hanno annunciato oggi la selezione di 20 progetti innovativi nell'ambito del loro terzo invito a presentare iniziative urbane innovative. Sostenuti con 94 milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), questi progetti, che saranno attuati in 13 Stati membri dell’UE, promuoveranno la trasformazione degli ambienti urbani e apriranno la strada a città più verdi e digitali.

I progetti selezionati includono il rinnovamento delle batterie usate dei veicoli elettrici a Tilburg, nei Paesi Bassi, e la riconversione di edifici sfitti ad uso comunitario a Košice, in Slovacchia. Ciascun progetto riceverà fino a 5 milioni di euro dal FESR, coprendo l’80% dei costi ammissibili. Questi progetti pionieristici fungono da esempi di spazi urbani innovativi in ​​tutta Europa, con una parte dei finanziamenti FESR dedicata a promuoverne la replica in altre città dell’UE.

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La Giornata UE
28/03/2025

La Giornata della Commissione 28/03/2025

Annunciati i prossimi bandi del programma Digital Europe per l'intelligenza artificiale

La Commissione stanzierà 1,3 miliardi di euro per la diffusione delle tecnologie critiche che sono strategicamente importanti per il futuro dell’Europa e per la sovranità tecnologica del continente attraverso il programma di lavoro Digital Europe Programme (DIGITAL) per il periodo 2025-2027 adottato oggi.

Il programma di lavoro si concentra sulla diffusione dell’intelligenza artificiale (AI) e sulla sua adozione da parte delle imprese e della pubblica amministrazione, sul cloud e sui dati, sulla resilienza informatica e sulle competenze digitali.

Più specificamente, le priorità chiave del programma di lavoro DIGITAL includono il miglioramento della disponibilità dell’IA generativa in settori chiave, come la sanità; sostenere gli European Digital Innovation Hub (EDIH) per fornire alle aziende l’accesso alle competenze tecniche e alle opportunità di testare le tecnologie; sviluppare l’iniziativa Destination Earth per sostenere la gestione del clima e del rischio di catastrofi; aumentare la resilienza informatica; sviluppare la capacità degli istituti di istruzione dell’UE di coltivare e attrarre talenti; facilitare la struttura del portafoglio di identità digitale dell’UE e stimolare la trasformazione digitale dei servizi pubblici.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità, sicurezza e democrazia tecnologica, ha dichiarato: "Per garantire la sovranità tecnologica europea occorre investire in tecnologie avanzate e consentire alle persone di migliorare le proprie competenze digitali. Con le opportunità offerte dal programma Europa digitale, stiamo garantendo che le nuove tecnologie, e con esse il nuovo potenziale, raggiungano i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni europee."

DIGITAL è il primo programma di finanziamento dell’UE interamente incentrato sul portare la tecnologia digitale alle imprese e ai cittadini. Con un bilancio di 8,1 miliardi di euro nell’ambito dell’attuale quadro finanziario pluriennale 2021-2027, ha plasmato la trasformazione digitale della società e dell’economia europea.

Bologna premiata per la mobilità urbana

Ieri sera Bologna ha ricevuto il Premio della Settimana Europea della Mobilità e l'associazione ceca Pěšky městem il Premio Azione Mobilità, dal Commissario per i Trasporti e il Turismo Sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, durante la cerimonia di premiazione della Settimana Europea della Mobilità.

Entrambi i premi promuovono la consapevolezza della mobilità urbana sostenibile e riconoscono le iniziative eccezionali implementate durante la Settimana europea della mobilità nel 2024.

La giuria ha elogiato Bologna per aver reso la mobilità sostenibile più accessibile attraverso una serie impressionante di Giornate Senza Auto durante la Settimana della Mobilità di settembre 2024, stand informativi e attività educative. Molte organizzazioni locali, private e guidate dai cittadini sono state coinvolte in eventi sui piani di mobilità urbana sostenibile e sulla trasformazione dello spazio pubblico, che hanno contribuito a promuovere un senso di appartenenza alla comunità.

Pěšky městem ha impressionato con una campagna nazionale che promuove la mobilità attiva, coinvolgendo 501 scuole in 338 città ceche. L’iniziativa ha incoraggiato le famiglie ad andare a scuola a piedi, evidenziando i benefici per la salute e l’ambiente.

La città slovena Solčava ha ricevuto una menzione speciale per il suo impegno a favore del trasporto sostenibile, dimostrando che anche le piccole comunità possono avere un grande impatto.

Il Commissario Tzitzikostas ha dichiarato: "I vincitori di quest'anno si sono distinti nel progettare spazi pubblici vivaci e a misura d'uomo, che non sono solo verdi ma anche fiorenti centri di comunità e connessione. I finalisti hanno dimostrato che le destinazioni turistiche più popolari possono anche servire le comunità locali promuovendo il trasporto sostenibile. Congratulazioni a tutti!".

Durante la Settimana europea della mobilità, che si svolge ogni anno dal 16 al 22 settembre, le città possono scegliere di ospitare una giornata senza auto e attività per promuovere nuove infrastrutture e sensibilizzare sulle opzioni di mobilità sostenibile. Nel 2024 si sono iscritte oltre 2.700 città di 45 paesi. Oltre 900 imprese, istituti scolastici, organizzazioni della società civile, iniziative dei cittadini e comuni hanno registrato azioni di mobilità.

L'Europa in aiuto del settore vitivinicolo

Oggi la Commissione europea propone una serie di misure per garantire che il settore vitivinicolo europeo rimanga competitivo, resiliente e un motore economico chiave nei decenni a venire. Questo settore deve affrontare diverse sfide, come il cambiamento delle tendenze dei consumatori, il cambiamento climatico e le incertezze del mercato. La proposta della Commissione introduce misure mirate per aiutare il settore a gestire il proprio potenziale produttivo, ad adattarsi alle mutevoli preferenze dei consumatori e a sfruttare nuove opportunità. Queste misure contribuiranno inoltre a mantenere la vitalità di molte zone rurali che dipendono dall’occupazione nel settore vitivinicolo. Includono una maggiore flessibilità negli impianti, mezzi per prevenire le eccedenze, regole di marketing chiare, un maggiore sostegno per diventare più resilienti ai cambiamenti climatici, un’etichettatura armonizzata e un aiuto per promuovere l’enoturismo.

Christophe Hansen, Commissario per l'Agricoltura e l'alimentazione, ha dichiarato: "L'UE è leader mondiale nella produzione ed esportazione di vino. Al di là del peso economico del settore e del know-how dei nostri viticoltori, i vigneti sono parte integrante dei nostri paesaggi e del nostro patrimonio culturale. Ecco perché presento oggi questo pacchetto di misure, rispondendo direttamente alle richieste del settore e degli Stati membri. Sono convinto che le nostre proposte contribuiranno a stabilizzare il mercato e consentiranno ai produttori di cogliere nuove opportunità e rispondere alle mutevoli aspettative dei consumatori. Invito gli Stati membri e il Parlamento europeo ad agire rapidamente in vista dell'adozione definitiva e dell'attuazione di queste misure per sgravare il settore ».

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La Giornata UE
14/03/2025

Eppur si muove

Prendendo spunto dal Rapporto Generale sulle attività dell'Unione Europea nel 2024, appena pubblicato dalla Commissione, vogliamo sviluppare alcuni punti di riflessione sull'interpretazione del nostro essere europei in un momento storico di riconversione identitaria. Avivene nel mondo, avviene in Europa.

Un anno breve il 2024, che ha visto sbiadire gli obiettivi faro della transizione digitale ed ecologica, surclassati dalle molteplici voci di protresta degli operatori economici, mentre si è reso impellente il processo di superamento del vecchio tabù identitario di incompatibilità con ogni rimando al tema della difesa militare.

Il rapporto vuole sottolineare come, pur in tempi difficili, il mercato unico ha rappresentato un sicuro successo, degno di essere perseguito anche nel futuro, in onore alla sua natura di perenne work in progress. Ma proprio a fine 2024 il rapporto Draghi ha messo in luce le carenze che l'economia europea sconta rispetto ai suoi competitor mondiali, addebitando buona parte della responsabilità proprio all'eccessiva regolamentazione da parte di Bruxelles. 

Adesso il grande pericolo è dato dal principio inverso di un generale riarmo normativo da parte dei singoli stati membri, magari applicato anche al settore della difesa.

Ci sono tanti modi per incrinare una certezza, il primo fra tutti è che non debba necessariamente reggersi sul consenso unanime, non debba cioè essere frutto di un attento vaglio e affinamento nel confronto a più voci, ma nasca da estemporanee dinamiche nazionalistiche.

Su un punto, però, i paesi europei hanno trovato un accordo importante nel 2024: il contrasto all'immigrazione definita per se stessa illegale ( di fatto) e gli strumenti per mettere in atto tale contrasto; sicché uno dei maggiori traguardi raggiunti lo scorso anno è proprio quello di aver adottato il Patto su migrazione e asilo. Si dice che abbia una funzione anche di carattere ideologico, perché sul piano pratico le modalità di implementazione lasciano un po' a desiderare: l'obbligo di solidarietà non sarebbe tale se può essere prontamente convertito in un equivalente monetario, i cui tempi e modi di incasso sono tutti da vedere. Ma è bastato affermare il principio che l'Europa ha un'unica frontiera, per riscuotere il plauso di chi si sentiva abbandonato.

Il capitolo migranti resterà una pagina desolante del racconto dell'Europa, non certo ispirata ai valori dei padri fondatori, e proprio in questi giorni quel confuso intreccio di norme e regole d'ingaggio per il contrasto ai flussi migratori si arricchisce della sua degna appendice: lo sdoganamento morale delle deportazioni dei clandestini in centri di accoglienza, meglio di respingimento finale, ubicati in paesi extra UE.

Di questi tempi va così, in attesa di capire se la nuova paura della guerra, mai sperimentata prima dalle giovani generazioni europee, sarà pari in quanto a scadimento morale nella reazione da parte delle istituzioni europee, alla paura di questi ultimi anni dell'invasione di esseri umani in fuga dal terzo mondo.

CLS

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Editoriale
13/03/2025

La Giornata della Commissione 13/03/2025

Europa e Sud Africa stringono un partenariato strategico con investimenti per un valore di 4.7 miliardi

Oggi, la Presidente Ursula von der Leyen e il Presidente António Costa prendono parte al vertice UE-Sudafrica a Città del Capo per rafforzare la loro partnership strategiche. Europa e Sud Africa hanno concordato di avviare colloqui su una nuova generazione di accordi commerciali: un partenariato per il commercio ed investimenti sostenibili.

Il Sud Africa sarà il primo paese a firmare un accordo del genere con l'UE. L'accordo si concetra sugli investimenti, sulla transizione verso l'energia pulita, sulle competenze e sullo sviluppo di industrie strategiche lungo l'intera filiera. E. dato che di questi tempi va di moda, i leader hanno anche concordato di estendere la loro cooperazione alle materie prime essenziali.

Come parte essenziale di questo nuovo capitolo nelle relazioni UE-Sudafrica, la Presidente von der Leyen ha annunciato un pacchetto di investimenti nell'ambito del piano Global Gateway del valore di 4,7 miliardi di euro. La maggior parte del pacchetto, 4,4 miliardi di euro, sarà investita in progetti a sostegno di una transizione energetica pulita ed equa nel paese. Si tratta della prima attuazione dell'impegno preso dal Presidente von der Leyen e dal Presidente Ramaphosa con il lancio della campagna Scaling up Renewables in Africa, a margine del Summit del G20 di Rio. In collaborazione con Global Citizen e sostenuta dall'Agenzia Internazionale per l'Energia, la campagna culminerà con un importante evento a margine del prossimo Summit del G20 di Johannesburg.

Il pacchetto Global Gateway si concentra anche sulle infrastrutture di connettività, sia fisiche che digitali, e sul potenziamento dell'industria farmaceutica locale.

Non solo l'antisemitismo, l'Europa in azione anche contro l'odio contro l'Islam

La Commissione organizza congiuntamente al Consiglio d'Europa la seconda riunione di coordinamento sulla lotta all'odio e al razzismo contro i musulmani, che si terrà oggi e domani.

Questo evento riunisce un'ampia gamma di parti interessate provenienti dagli Stati membri dell'UE, dal Consiglio d'Europa, dal Canada, dalla Nuova Zelanda, da organizzazioni internazionali, dalle agenzie dell'UE e dai media. I partecipanti discuteranno la questione critica della terminologia: trovare il linguaggio più efficace per descrivere e combattere l'odio anti-musulmano. Verrà inoltre evidenziato il ruolo dei media nel plasmare la percezione pubblica e le misure volte a evitare la normalizzazione del discorso anti-musulmano, con particolare attenzione all'individuazione di soluzioni innovative e alla condivisione delle migliori pratiche per contrastare questa tendenza.

L'evento è stato aperto da Magnus Brunner, Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione. Domani, la Commissaria per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, parteciperà tramite un messaggio video, sottolineando l'impegno della Commissione in questa causa fondamentale.

Nella tana del lupo per parlare di privacy e diritti digitali

Il Commissario per la democrazia, la giustizia, lo stato di diritto e la tutela dei consumatori, Michael McGrath, è a Washington DC, Stati Uniti, oggi e domani.

Il Commissario McGrath  parteciparà a una serie di incontri di alto livello con membri del Congresso, agenzie statunitensi, la comunità imprenditoriale UE-USA e organizzazioni della società civile. Parlerà dell'implementazione delUE-US Data Privacy Framework, che governa la sicurezza e la libertà dei flussi di  flussi di dati, e degli sforzi dell'UE per aumentare la competitività, semplificare le normative e guidare l'innovazione, inclusa la prossima proposta sul 28° regime.

Il Commissario affronterà anche la tutela dei consumatori, incluso l'imminente Digital Fairness Act, il ruolo delle piattaforme di e-commerce e la recente comunicazione sull'e-commerce.

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La Giornata UE
12/03/2025

La Giornata della Commissione 12/03/2025

2024: Un anno difficile, ma un bilancio ugualmente positivo secondo il rapporto pubblicato dalla Commissione

La Commissione ha pubblicato l'edizione 2024 della Relazione generale sulle attività dell'UE. La relazione, redatta in linea con il Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, presenta i principali risultati conseguiti dall'UE nel 2024 nel fornire servizi ai cittadini dell'UE, affrontando al contempo nuove e senza precedenti sfide in un contesto geopolitico sempre più frammentato.

L'UE è rimasta ferma nel fornire sostegno politico, finanziario, umanitario e militare all'Ucraina e al popolo ucraino, mentre la Russia continuava la sua brutale e illegale guerra di aggressione. L'UE ha continuato a imporre un pesante tributo alla Russia attraverso le sue sanzioni senza precedenti che limitavano la capacità della Russia di finanziare la sua guerra. La relazione mostra anche come il piano REPowerEU abbia contribuito a ridurre la dipendenza dell'UE dai combustibili fossili russi e ad accelerare la transizione verso l'energia pulita. L'UE ha intensificato l'azione per migliorare la competitività della sua economia sia attraverso il Mercato unico che a livello globale attraverso una politica estera economica rafforzata. E ha mantenuto la rotta dell'ambizioso programma per una crescita e una prosperità pulite, digitali, sostenibili e inclusive.

Nel 2024, l'UE ha continuato a rafforzare la sua sicurezza, difesa e preparazione, grazie all'adozione della sua prima strategia industriale di difesa europea, nonché a rafforzare la sua prontezza a far fronte a crisi future. L'anno scorso ha anche segnato un importante passo avanti nel settore della migrazione con l'adozione del Patto sulla migrazione e l'asilo, un insieme di nuove regole basate sui principi di responsabilità e solidarietà. L'UE ha inoltre continuato a investire nel rafforzamento dei partenariati globali. Il 2024 è stato anche un anno di transizione istituzionale con le elezioni europee e l'elezione della nuova Commissione, guidata dalla Presidente von der Leyen.

Link nella sezione in abbonamento.

Continuano gli acquisti di gas congiunto per la sicurezza energetica europea

AggregateEU ​​è l'iniziativa di punta della Commissione per l'aggregazione della domanda e l'acquisto coordinato di gas a livello europeo come parte della piattaforma energetica dell'UE, lanciata nell'aprile 2023, per rendere l'approvvigionamento energetico dell'UE più diversificato, sicuro e coordinato. Oggi la Commissione ha lanciato il secondo round  per coordinare gli acquisti di gas.

Attraverso la piattaforma gli acquirenti dell'UE e della Comunità dell'energia possono presentare la propria domanda di gas per più periodi di 6 mesi, compresi tra luglio 2025 a ottobre 2030, e accedere in questo modo a offerte competitive da parte di fornitori internazionali affidabili. Per partecipare a questa gara, le domande vanno presentate entro il 17 marzo e saranno messe a gara per la manifestazione di interesse da parte di potenziali fornitori dal 18 al 21 marzo. Dopo che la domanda e l'offerta saranno abbinate tramite la piattaforma, le singole aziende negozieranno il loro contratto bilateralmente.

Il Commissario per l'energia e l'edilizia abitativa, Dan Jørgensen, ha affermato: "Mentre continuiamo a perseguire la transizione energetica, garantire forniture di gas prevedibili per la nostra Unione rimane fondamentale in questi tempi turbolenti. Se mettiamo insieme il nostro peso di mercato, le nostre aziende possono accedere a offerte stabili a condizioni migliori. Finché non decarbonizzeremo completamente le nostre economie e società, questo non solo contribuirà a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, ma rafforzerà anche la nostra competitività".

I round di medio termine su AggregateEU ​​sono un servizio offerto dalla Commissione per garantire stabilità e prevedibilità delle forniture di gas oltre la crisi a breve termine che l'UE ha dovuto affrontare negli ultimi anni. Fondamentalmente, questa nuova gara d'appalto a medio termine dimostra la nostra continua determinazione a diversificare le nostre forniture di energia lontano dalla Russia.

Questo ultimo round si basa su un primo round di medio termine di enorme successo che ha avuto luogo a partire da febbraio 2024, quando le offerte hanno quasi triplicato la domanda presentata dalle aziende dell'UE. Si basa anche sui precedenti round di breve termine che dal 2023 sono riusciti a far corrispondere 42 miliardi di metri cubi di richieste e offerte di domanda.

Pubblicati i risultati del bando europeo per la protezione degli spazi pubblici

La Commissione ha selezionato 13 progetti, che coinvolgono 163 partecipanti provenienti da 22 Stati membri e due paesi terzi, che riceveranno un totale di 30 milioni di euro dal Fondo sicurezza interna (ISF) per proteggere spazi pubblici quali centri commerciali, trasporti pubblici, luoghi di intrattenimento e luoghi di culto. 5 milioni di euro del bilancio totale saranno destinati alla protezione dei luoghi di culto, delle scuole e degli incontri comunitari ebraici.

È il risultato di un invito a presentare proposte sulla protezione degli spazi pubblici rivolto ad autorità pubbliche, forze dell'ordine, istituti di ricerca e aziende private.

Tutti questi progetti, la cui operatività è prevista per la prima metà del 2025, sosterranno l'attuazione del programma antiterrorismo dell'UE. Si concentreranno su settori prioritari chiave, come la lotta al traffico di armi da fuoco, il contrasto alle minacce rappresentate dai droni non collaborativi e la protezione dalle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari.

Selezionate in sei paesi europei le fabbriche dell'intelligenza artificiale

L'impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC) ha selezionato sei nuove fabbriche di intelligenza artificiale (IA) nell'UE, dopo la prima selezione di sette fabbriche di intelligenza artificiale avvenuta nel dicembre 2024.

Germania, Austria, Bulgaria, Francia, Polonia e Slovenia sono i paesi che ospiteranno le nuove fabbriche di intelligenza artificiale selezionate, con il supporto di un investimento nazionale ed europeo complessivo di circa 485 milioni di euro. Le fabbriche forniranno un accesso privilegiato alle startup di intelligenza artificiale e alle piccole e medie imprese (PMI), promuovendo la crescita e un'espansione più efficiente.

Le fabbriche di intelligenza artificiale rappresentano un pilastro fondamentale della strategia della Commissione volta a fare dell'Europa un attore leader nel campo dell'intelligenza artificiale, riunendo 17 Stati membri e due Stati associati EuroHPC. L'infrastruttura e i servizi forniti dalle fabbriche di intelligenza artificiale sono essenziali per sfruttare appieno il potenziale del settore in Europa. Grazie al supporto della rete di supercomputer di livello mondiale dell'UE, queste fabbriche riuniranno gli ingredienti chiave dell'innovazione dell'intelligenza artificiale: potenza di calcolo, dati e talento. Ciò consentirà alle aziende di intelligenza artificiale, in particolare alle PMI e alle start-up, nonché ai ricercatori, di migliorare la formazione e lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale su larga scala, affidabili ed etici.

Come annunciato dalla Presidente von der Leyen all'AI Action Summit di Parigi, l'iniziativa Invest AI mira a mobilitare fino a 200 miliardi di euro di investimenti europei nell'intelligenza artificiale. Prevede l'implementazione di diverse gigafactory di intelligenza artificiale in tutta Europa, che saranno enormi strutture di calcolo ad alte prestazioni progettate per sviluppare e addestrare modelli e applicazioni di intelligenza artificiale di prossima generazione.

Questa iniziativa di finanziamento si basa sugli sforzi precedenti, con 22,7 milioni di euro e 17,8 milioni di euro stanziati nel 2020 e nel 2022. Con questo investimento, la Commissione rafforza il suo impegno a proteggere i suoi cittadini e prevenire futuri attacchi, promuovendo un'Europa più sicura e protetta per tutti.

 

 

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La Giornata UE
12/03/2025

La Giornata della Commissione 12/03/2025

La dichiarazione di ursula Von der Leyen sulle misure di risposta dell'Europa ai dazi americani

In risposta all'imposizione di nuovi dazi ingiustificati degli Stati Uniti sulle importazioni di acciaio e alluminio dall'UE, la Commissione ha lanciato contromisure rapide e proporzionate sulle importazioni statunitensi nell'UE.

La Commissione si rammarica della decisione degli Stati Uniti di imporre tali dazi, ritenendoli ingiustificati, dirompenti per il commercio transatlantico e dannosi per le aziende e i consumatori, spesso con conseguenti prezzi più alti.

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato: "Le relazioni commerciali tra l'Unione europea e gli Stati Uniti sono le più grandi al mondo. Hanno portato prosperità e sicurezza a milioni di persone e il commercio ha creato milioni di posti di lavoro su entrambe le sponde dell'Atlantico. Da questa mattina gli Stati Uniti stanno applicando un dazio del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio. Ci rammarichiamo profondamente di questa misura. I dazi sono tasse. Sono dannosi per le aziende e ancora peggio per i consumatori. Questi dazi stanno interrompendo le catene di approvvigionamento. Portano incertezza per l'economia. I posti di lavoro sono in gioco. I prezzi saliranno. In Europa e negli Stati Uniti. L'Unione europea deve agire per proteggere i consumatori e le aziende. Le contromisure che adottiamo oggi sono forti ma proporzionate. Poiché gli Stati Uniti stanno applicando tariffe per un valore di 28 miliardi di dollari, stiamo rispondendo con contromisure per un valore di 26 miliardi di euro. Ciò corrisponde alla portata economica delle tariffe statunitensi. Le nostre contromisure saranno introdotte in due fasi. A partire dal 1° aprile e pienamente operative dal 13 aprile. Nel frattempo, rimarremo sempre aperti ai negoziati. Crediamo fermamente che in un mondo pieno di incertezze geopolitiche ed economiche, non sia nel nostro interesse comune gravare le nostre economie con tariffe. Siamo pronti a impegnarci in un dialogo significativo. Ho incaricato il Commissario per il commercio Maroš Šefčovič di riprendere i colloqui per esplorare soluzioni migliori con gli Stati Uniti".

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La Giornata UE
11/03/2025

La posizione dell'Europa su Gaza e Siria

 Su Gaza l'Alto Rappresentante della UE per la politica estera ha dichiarato:

L'Unione Europea accoglie con favore il Piano di ripresa e ricostruzione araba presentato al Summit del Cairo il 4 marzo, adottato anche dall'OIC. Questo piano rappresenta una base seria per le discussioni sul futuro della Striscia di Gaza e l'UE discuterà queste idee con i suoi partner arabi.

Qualsiasi piano per il futuro di Gaza deve fornire soluzioni credibili per la ricostruzione, la governance e la sicurezza. Gli sforzi di ripresa e ricostruzione devono basarsi su un solido quadro politico e di sicurezza accettabile sia per gli israeliani che per i palestinesi, che fornisca pace e sicurezza a entrambe le parti.

L'UE è determinata a non lasciare alcun ruolo futuro per Hamas a Gaza e a non rappresentare più una minaccia per Israele. Continueremo a sostenere politicamente e finanziariamente l'Autorità Nazionale Palestinese e il suo programma di riforma, per aiutarla a prepararsi al suo ritorno a governare Gaza.

L'UE chiede la piena attuazione dell'accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi, che porti al rilascio di tutti gli ostaggi e alla fine definitiva delle ostilità.

L'UE è pienamente impegnata a far rivivere un orizzonte politico verso la pace in Medio Oriente, basato sulla soluzione dei due Stati. Ricorda l'importanza di una distribuzione sostenibile degli aiuti umanitari su larga scala in tutta Gaza.

Sulla Siria l'Alto Rappresentante ha dichiarato:

L'Unione Europea è gravemente allarmata dalla violenza diffusa nella regione costiera della Siria negli ultimi giorni, che ha causato un elevato numero di vittime, tra cui molti civili. Condanniamo fermamente gli attacchi delle milizie pro-Assad contro le forze di sicurezza. Condanniamo inoltre con la massima fermezza i crimini orribili commessi contro i civili, tra cui le uccisioni sommarie, molte delle quali sarebbero state perpetrate da gruppi armati che sostengono le forze di sicurezza delle autorità di transizione.

Accogliamo con favore gli impegni assunti dalle autorità di transizione, e in particolare l'istituzione di un comitato investigativo, al fine di assicurare i responsabili alle loro responsabilità in linea con le norme e gli standard del diritto internazionale. L'UE chiede che venga condotta un'indagine rapida, trasparente e imparziale per garantire che i responsabili siano assicurati alla giustizia. Invitiamo le autorità di transizione a consentire alla Commissione internazionale indipendente d'inchiesta sulla Repubblica araba siriana di indagare su tutte le violazioni. Bisogna fare tutto il possibile per impedire che tali crimini si ripetano.

L'UE continua a chiedere la fine della violenza in Siria e sollecita tutte le parti a proteggere i siriani di ogni estrazione religiosa ed etnica senza discriminazioni; chiede inoltre la distribuzione senza ostacoli di aiuti umanitari e il rispetto del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in ogni circostanza. Mettiamo inoltre in guardia contro la manipolazione dilagante delle informazioni, anche da parte di attori stranieri, per fomentare ulteriore violenza e instabilità.

L'UE accoglie con favore l'accordo raggiunto il 10 marzo tra le autorità di transizione e le SDF. Questo accordo potrebbe aprire la strada a una maggiore stabilità e a un futuro migliore per molti siriani. Incoraggiamo le parti a lavorare all'attuazione e siamo pronti a sostenere.

Il dialogo nazionale, iniziato a fine febbraio, dovrebbe essere determinante per garantire che la transizione soddisfi le aspirazioni di tutte le componenti della società siriana. In particolare, una giustizia di transizione completa è essenziale nel percorso verso la riconciliazione e la costruzione di una Siria pacifica e di una transizione politica inclusiva.

L'UE ricorda la sua recente sospensione delle misure restrittive come parte di un approccio graduale e reversibile. L'UE continuerà a esaminare possibili ulteriori sospensioni delle sanzioni sulla base di un attento monitoraggio della situazione nel paese.

L'UE chiede ancora una volta il pieno rispetto della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale della Siria. L'UE si impegna a sostenere una transizione pacifica e inclusiva, lontana da maligne interferenze straniere, che garantisca i diritti di tutti i siriani senza distinzioni di alcun tipo.

 

 

 

 

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Focus
11/03/2025

In attesa delle nuove regole sugli aiuti di stato la commissione lancia una consultazione

La Commissione europea ha avviato oggi una consultazione invitando tutti gli stakeholder interessati a commentare la bozza del nuovo quadro sugli aiuti di Stato che accompagna il Clean Industrial Deal ("CISAF").

Il 26 febbraio 2025, la Commissione ha pubblicato la comunicazione sul Clean Industrial Deal: una tabella di marcia comune per la competitività e la decarbonizzazione, annunciando l'adozione di un nuovo quadro europeo sugli aiuti di Stato nel secondo trimestre del 2025. Oggi, la Commissione avvia una consultazione sulla bozza di testo del CISAF. L'adozione è prevista per giugno 2025.

Il CISAF accompagnerà il Clean Industrial Deal stabilendo come gli Stati membri possono progettare misure di aiuti di Stato per sostenere i suoi obiettivi, basandosi sull'esperienza con le disposizioni transitorie del Temporary Crisis and Transition Framework ("TCTF") (vale a dire sezioni 2.5, 2.6 e 2.8 TCTF). Una volta adottato, il CISAF sostituirà il TCTF e dovrebbe essere in vigore fino al 31 dicembre 2030, offrendo un orizzonte di pianificazione più lungo per gli Stati membri e prevedibilità e certezza degli investimenti per le aziende. Faciliterà alcuni requisiti standard, come la procedura di gara obbligatoria per l'assegnazione degli aiuti di Stato, che accelererà l'uso dei regimi una volta che saranno istituiti dagli Stati membri.

Le parti interessate possono rispondere alla consultazione fino al 25 aprile 2025. La proposta e i dettagli sulla consultazione sono disponibili nella sezione in abbonamento.

La bozza del CISAF stabilisce le condizioni in base alle quali gli aiuti di Stato per determinati investimenti e obiettivi sarebbero considerati compatibili con il mercato interno. La Commissione incoraggia gli Stati membri a istituire regimi di aiuti ove opportuno. Una volta autorizzati dalla Commissione, i regimi di aiuti di Stato consentono un rapido dispiegamento di sovvenzioni di aiuti individuali. Contribuisce pertanto alla semplificazione delle norme sugli aiuti di Stato per i progetti che contribuiscono ad accelerare gli obiettivi del Clean Industrial Deal.

La bozza del CISAF contiene disposizioni per i seguenti tipi di misure di aiuto:

- Misure che accelerano l'introduzione delle energie rinnovabili: gli Stati membri sarebbero in grado di istituire schemi per investimenti in energie rinnovabili e stoccaggio di energia con procedure di gara semplificate che possono essere implementate rapidamente, includendo al contempo sufficienti garanzie per proteggere la parità di condizioni. Gli Stati membri potrebbero ideare schemi per tecnologie specifiche in base al loro particolare mix energetico nazionale. Sarebbero anche in grado di concedere aiuti per tecnologie meno mature, come l'idrogeno rinnovabile, in un processo semplificato senza gara. Gli Stati membri dovrebbero garantire che i progetti ammissibili siano implementati entro una tempistica specifica per garantire un effetto di accelerazione efficace. La proposta contiene anche agevolazioni specifiche per gli aiuti di Stato per la flessibilità non fossile e meccanismi di capacità;
- Misure che facilitano la decarbonizzazione industriale: gli Stati membri sarebbero in grado di sostenere investimenti in tutte le tecnologie pertinenti che portano alla decarbonizzazione. Gli Stati membri potrebbero (i) istituire schemi basati su gare d'appalto o (ii) sostenere direttamente i progetti, senza gare d'appalto, entro determinati limiti. Per progetti molto grandi, gli Stati membri dovrebbero dimostrare che il finanziamento pubblico non supera il divario di finanziamento del progetto. Gli Stati membri dovranno garantire che i progetti ammissibili siano implementati entro una tempistica specifica per garantire un effetto di accelerazione efficace;
- Misure che garantiscano una capacità produttiva sufficiente nelle tecnologie pulite: la proposta consentirebbe il sostegno degli Stati membri per la produzione di determinate apparecchiature per tecnologie pulite (attualmente definite come: batterie, pannelli solari, turbine eoliche, pompe di calore, elettrolizzatori e utilizzo e stoccaggio della cattura del carbonio) nonché i componenti chiave e le materie prime essenziali necessarie per la produzione di tali apparecchiature. Gli Stati membri sarebbero in grado di istituire regimi di aiuti per sostenere gli investimenti necessari fino a determinati limiti (aumentati per gli investimenti nelle aree assistite). Fatte salve rigorose garanzie, gli Stati membri potrebbero anche fornire importi di aiuti più elevati per corrispondere al livello di sostegno offerto nei paesi terzi per un particolare progetto, per evitare che tali investimenti vengano dirottati lontano dall'Europa.
- Misure per ridurre i rischi degli investimenti privati: gli Stati membri potrebbero adottare misure per ridurre i rischi associati agli investimenti privati ​​in energia rinnovabile, decarbonizzazione industriale, capacità produttiva nelle tecnologie pulite nonché determinate infrastrutture energetiche.

 

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Focus
11/03/2025

La Giornata della Commissione 11/03/2025

L'Europa si attiva per garantire la disponibilità dei medicinali essenziali

Oggi la Commissione ha proposto un regolamento per migliorare la disponibilità di medicinali essenziali nell'UE. La proposta mira a proteggere la salute umana incentivando la diversificazione della filiera e potenziando la produzione farmaceutica nell'UE. Ciò sosterrà il settore farmaceutico dell'UE, che contribuisce in modo significativo alla nostra economia. La legge mira inoltre a migliorare l'accesso ad altri medicinali di interesse comune, che potrebbero non essere disponibili in determinati mercati. Questa iniziativa contribuisce all'obiettivo dell'Unione europea per la salute di garantire che i pazienti dell'UE abbiano accesso ai medicinali di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno.

La presidente von der Leyen ha annunciato la legge sui medicinali essenziali nelle sue linee guida politiche per ridurre le dipendenze e migliorare la resilienza dell'UE, in particolare per i medicinali e i principi attivi per i quali vi sono solo pochi produttori o paesi fornitori. Integra le proposte legislative già presentate per affrontare la carenza di medicinali nell'UE, in particolare la riforma farmaceutica.

Negli ultimi anni, gli Stati membri hanno dovuto affrontare gravi carenze di medicinali e sfide globali come la pandemia di COVID-19 e le tensioni geopolitiche hanno chiaramente esposto significative vulnerabilità nella filiera farmaceutica dell'UE. Le carenze possono mettere a rischio la vita dei pazienti e gravare notevolmente sui nostri sistemi sanitari. Queste carenze possono essere causate da problemi di produzione, vulnerabilità della filiera o competizione globale per le risorse. Il Critical Medicines Act mira a fornire un kit di strumenti industriali per affrontare questi problemi, rendendo l'UE un mercato in cui la produzione di medicinali critici sarà più attraente.

La legge faciliterà gli investimenti per le aziende che aumentano la produzione di medicinali critici nell'UE, incentivando al contempo azioni che rendono le filiere più resilienti. Offrirà inoltre agli Stati membri la possibilità di unirsi per aumentare il loro potere d'acquisto.

Gli elemnti chiave della proposta normativa soni i seguenti:

- I progetti strategici creeranno, aumenteranno o modernizzeranno la capacità produttiva dell'UE per medicinali critici o i loro ingredienti. Questi progetti industriali potrebbero beneficiare di un accesso più facile ai finanziamenti e di un supporto amministrativo, normativo e scientifico accelerato.

-Sono state pubblicate linee guida sugli aiuti di Stato per aiutare gli Stati membri a sostenere finanziariamente tali progetti strategici.
- Gli Stati membri possono utilizzare gli appalti pubblici per diversificare e incentivare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Per i medicinali critici, gli acquirenti dovranno includere un insieme più ampio di requisiti nelle loro procedure di appalto, come fonti diversificate di materiale di input e monitoraggio delle catene di approvvigionamento. In caso di elevata dipendenza da un singolo o un numero limitato di paesi, dovranno anche utilizzare requisiti di appalto che favoriscano la produzione di medicinali critici nell'UE. Ciò sarà possibile anche per altri medicinali di interesse comune, quando giustificato.
- La Commissione sosterrà gli appalti collaborativi tra diversi Stati membri su richiesta degli Stati membri, per affrontare le disparità di disponibilità e accesso di medicinali critici e altri medicinali di interesse comune in tutta l'UE.
- Saranno esplorate partnership internazionali con paesi e regioni ccon orientamento affine, per ampliare la catena di approvvigionamento e ridurre le dipendenze da un singolo o un numero limitato di fornitori.

Affrontare le carenze e garantire l'accesso ai medicinali è una priorità per l'UE da molti anni. La strategia farmaceutica per l'Europa del 2020 ha definito una serie di misure normative e un ulteriore supporto all'industria per promuovere la ricerca e l'innovazione nel settore dei medicinali, affrontando al contempo le carenze e la mancanza di accesso per i pazienti. Ha inoltre portato all'avvio di un dialogo strutturato sulla dimensione industriale della sicurezza dell'approvvigionamento con tutte le parti interessate. Nel 2022, l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha ricevuto un mandato più forte per gestire le carenze. Da allora, insieme a gruppi di autorità nazionali, ha svolto un ruolo chiave nel monitoraggio e nella risposta alle carenze di medicinali critici.

Nel 2023, la Commissione ha proposto un'ambiziosa revisione della legislazione farmaceutica dell'UE, per migliorare l'accesso e rafforzare le catene di fornitura dei medicinali. Questa riforma è attualmente in fase di negoziazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. Ulteriori iniziative intraprese includono la pubblicazione di un elenco dell'Unione di medicinali critici, per aiutare a identificare e monitorare i medicinali critici; e una comunicazione della Commissione per affrontare le carenze di medicinali nell'UE.

Il Critical Medicines Act integra queste misure con strumenti di politica industriale per affrontare le vulnerabilità della catena di fornitura dei medicinali critici e ridurre le dipendenze dell'UE in quest'area strategica.

Commissione e Consiglio gettano le basi per una cooperazione strategica con il Sudafrica

Il 13 marzo, la Presidente Ursula von der Leyen, insieme al Presidente António Costa, parteciperà al Summit UE-Sudafrica a Città del Capo. Il Summit è un'opportunità per riaffermare l'impegno dell'Europa nei confronti della sua partnership unica con il Sudafrica, rafforzare i nostri legami strategici e affrontare insieme le sfide globali. Al Summit, la Presidente von der Leyen annuncerà un "Global Gateway Investment Package" dell'UE con il Sudafrica per promuovere investimenti reciprocamente vantaggiosi attraverso sovvenzioni e prestiti pubblici e privati ​​da parte di istituzioni finanziarie europee e locali.

Questo pacchetto si concentrerà sul supporto della Just Energy Transition del Sudafrica con investimenti in progetti di idrogeno verde, lavorazione e raffinazione di minerali essenziali, sviluppo di competenze della forza lavoro locale e posti di lavoro per l'economia verde; rafforzamento delle infrastrutture di connettività attraverso corridoi di trasporto, logistica pulita e digitalizzazione; e rafforzamento della capacità di produzione di vaccini e potenziamento delle catene del valore farmaceutiche locali migliorando la qualità dei prodotti farmaceutici e rafforzando le competenze sulle normative sanitarie e sui vaccini.

Il pacchetto di investimenti Global Gateway migliorerà anche la collaborazione sulla creazione di capacità, il rafforzamento delle normative, lo sviluppo delle competenze e gli standard di sostenibilità della ricerca e sviluppo.

Nell'ambito del Summit, il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea e la South African Nuclear Medicine Research Infrastructure (NuMeRI) firmeranno anche un accordo di collaborazione che mira a supportare gli ospedali sudafricani nell'accelerare la diagnosi e il trattamento del cancro.

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La Giornata UE
04/03/2025

La Giornata della Commissione 04/03/2025

La piattaforma STEP ad un anno dal suo lancio: forte sostegno alle tecnologie strategiche.

Oggi la Piattaforma tecnologica strategica per l'Europa (STEP) celebra il suo primo anno di attività a sostegno dello sviluppo e della produzione di tecnologie critiche in Europa. Nell'ultimo anno, STEP ha riunito la potenza di investimento di 11 programmi dell'UE, mobilitando oltre 15 miliardi di euro per sostenere la competitività dell'Europa in tre settori strategici: tecnologie digitali e innovazione tecnologica all'avanguardia, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse e biotecnologie.

Il portale STEP è una piattaforma unica che consente ai promotori di progetti di accedere a tutte le opportunità di finanziamento STEP nei programmi dell'UE e negli Stati membri. Ad oggi sono stati pubblicati circa sessanta bandi a livello europeo e nazionale e circa quaranta di essi sono ancora aperti alla presentazione di proposte. La task force STEP della Commissione collabora strettamente con i 27 Stati membri dell'UE. Collabora regolarmente con i promotori dei progetti, le autorità di gestione e le associazioni competenti per migliorare il sistema e comprendere le loro esigenze di investimento. Sulla base del successo di STEP, la Presidente von der Leyen ha suggerito, nella sua lettera ai leader dell'UE in vista del Consiglio europeo straordinario del 6 marzo, che STEP potrebbe essere ulteriormente sfruttato ampliandone la portata a tutte le tecnologie rilevanti per il settore della difesa.

STEP continuerà a rafforzarsi nel 2025 con il sostegno degli Stati membri per il successo di progetti innovativi e la riduzione della dipendenza dalle tecnologie strategiche. Si incoraggiano gli Stati membri a sfruttare le opportunità offerte da STEP nell'ambito del NextGenerationEU/Recovery and Resilience Fund. Possono riassegnare le risorse ai progetti etichettati STEP e trasferire fino al 6% della loro dotazione del Recovery and Resilience Facility (RRF) alla componente nazionale InvestEU per finanziare tali progetti.

Inquinamento provocato dall'aviazione civile: siglato l'accordo per nuovi standard 

L'accordo, adottato venerdì scorso dal Comitato per la protezione ambientale in seno all' Organizzazione per l'aviazione civile internazionale (ICAO), stabilisce una serie completa di nuovi standard vincolanti. Da un lato, sull'efficienza energetica degli aeromobili, che entrerà in vigore il 31 dicembre 2031, e dall'altro, sui livelli di rumore dei nuovi aeromobili, che saranno implementati dal 1° gennaio 2029. L'adozione formale è prevista in una futura sessione del Consiglio ICAO.

Dopo queste date, gli aerei commerciali che vorranno ottenere la certificazione dovranno soddisfare nuovi standard globali, che richiederanno notevoli miglioramenti nell'efficienza del carburante e nella riduzione del rumore. I nuovi aerei dovranno ridurre il consumo di carburante di almeno il 10% rispetto ai modelli esistenti. Inoltre, dal 2029, i futuri aerei dovranno essere più silenziosi di almeno 6 decibel. Ciò rappresenta un miglioramento significativo nella riduzione del rumore: si prevede che i livelli di rumorosità scenderanno di oltre il 30% rispetto ai modelli attuali.

Sebbene conseguire progressi simultanei in termini di efficienza energetica e riduzione del rumore rappresenti una sfida tecnologica, questo nuovo doppio standard ICAO incoraggia l'innovazione per raggiungere entrambi gli obiettivi, trovando un equilibrio cruciale tra sostenibilità ambientale e benessere della comunità.

Il Commissario per i trasporti e il turismo sostenibili, Apostolos Tzitzikostas, ha affermato: "Questo accordo rappresenta un importante passo avanti per il settore dell'aviazione nel raggiungimento degli obiettivi climatici a lungo termine. Migliorerà anche la qualità della vita delle persone che vivono vicino agli aeroporti. Concentrandoci sull'innovazione e sull'efficienza, possiamo mantenere elevati standard di sicurezza, garantire una forte connettività e promuovere un mercato globale equo. »

Brasile e Unione Europea unite contro il terrorismo e la criminalità organizzata

 

Domani, il Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, Magnus Brunner e il Ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza del Brasile, Ricardo Lewandowski firmeranno un accordo sullo scambio di dati personali tra Europol e la Polizia Federale Brasiliana. Ciò rafforzerà la cooperazione tra l'UE e il Brasile nella lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo e si basa su un accordo di cooperazione strategica tra l'UE e il Brasile in vigore dal 2017, che facilita già lo scambio di dati non personali. L'accordo garantirà un elevato livello di protezione dei diritti fondamentali, anche attraverso solide garanzie di protezione dei dati. Il Brasile è il primo paese della regione latinoamericana a raggiungere questo tipo di accordo con l'UE, e il secondo paese al mondo, insieme alla Nuova Zelanda. Ora spetta al Parlamento europeo dare il suo consenso per la conclusione dell'accordo.

Magnus Brunner, Commissario per gli Affari Interni e la Migrazione, ha affermato: "La cooperazione internazionale è una pietra angolare del nostro lavoro per rafforzare la sicurezza interna dell'UE e dei nostri partner. Questo accordo ci offrirà l'opportunità di migliorare lo scambio di informazioni con un partner chiave, il Brasile, e a sua volta di aumentare il supporto di Europol alle indagini penali transfrontaliere degli Stati membri".

La Commissione ha reso la sicurezza interna dell'UE una priorità fondamentale. Come parte centrale di questi sforzi, la Commissione sta lavorando a una nuova strategia di sicurezza interna che verrà presentata in primavera. Ciò include una cooperazione ancora più forte con i partner internazionali.

I cittadini europei raccolgono le firme per una nuova iniziativa in favore delle regioni più isolate

L'iniziativa dei cittadini europei "Politica di coesione per l'uguaglianza delle regioni e la sostenibilità delle culture regionali" è stata presentata alla Commissione europea il 4 marzo 2025 dopo aver ottenuto 1.269.351 dichiarazioni di sostegno da parte dei cittadini dell'UE e aver raggiunto la soglie iprevista in 8 paesi. È l'undicesima iniziativa di questo tipo che ha avuto successo e che sarà ora esaminata dalla Commissione.

L'iniziativa richiede un'attenzione speciale da parte della politica di coesione dell'UE per le regioni che presentano delle peculiarità rispetto alle altre regioni confinanti. Gli organizzatori ritengono che tali regioni debbano avere pari opportunità di accedere a vari fondi dell'UE. Inoltre, devono essere garantiti la conservazione delle loro caratteristiche e il loro corretto sviluppo economicoi, in modo che lo sviluppo dell'UE possa essere sostenuto e la sua diversità culturale mantenuta. La Commissione ha registrato questa iniziativa in quanto richiede proposte legislative per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione.

La Commissione ha ora tempo fino al 4 settembre 2025 per presentare la sua risposta ufficiale, delineando le azioni che intende intraprendere, se del caso. La Commissione incontrerà gli organizzatori per discutere l'iniziativa in dettaglio nelle prossime settimane. Un'udienza pubblica sarà poi organizzata dal Parlamento europeo.

 

 

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La Giornata UE
04/03/2025

L'Europa si riarma

L'annuncio oggi nelle parole della Presidente della Commissione europea von der Leyen:

Stiamo vivendo nel momento più importante e pericoloso. Non ho bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo. O le conseguenze devastanti che dovremo sopportare se tali minacce dovessero concretizzarsi. Perché la questione non è più se la sicurezza dell'Europa sia minacciata in modo molto reale. O se l'Europa debba assumersi una maggiore responsabilità per la propria sicurezza. In verità, conosciamo da tempo le risposte a queste domande. La vera questione che abbiamo di fronte è se l'Europa è pronta ad agire con la stessa decisione richiesta dalla situazione. E se l'Europa è pronta e in grado di agire con la velocità e l'ambizione necessarie. Nei vari incontri delle ultime settimane, l'ultimo dei quali due giorni fa a Londra, la risposta delle capitali europee è stata tanto clamorosa quanto chiara. Siamo in un'era di riarmo. E l'Europa è pronta ad aumentare massicciamente la sua spesa per la difesa. Sia per rispondere all'urgenza a breve termine di agire e sostenere l'Ucraina, sia per affrontare la necessità a lungo termine di assumersi una responsabilità molto maggiore per la nostra sicurezza europea.

Ecco perché oggi ho scritto una lettera ai leader in vista del Consiglio europeo di giovedì. Ecco perché siamo qui insieme oggi. E ho delineato in questa lettera ai leader il piano ReArm Europe. Questa serie di proposte si concentra su come utilizzare tutte le leve finanziarie a nostra disposizione, per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e significativamente le spese per le capacità di difesa. Con urgenza ora, ma anche per un periodo più lungo nel corso di questo decennio. Ci sono cinque parti.

La prima parte di questo piano ReArm Europe è quella di liberare l'uso dei finanziamenti pubblici per la difesa a livello nazionale. Gli Stati membri sono pronti a investire di più nella propria sicurezza se hanno lo spazio fiscale. E dobbiamo consentire loro di farlo. Ecco perché a breve proporremo di attivare la clausola di salvaguardia nazionale del Patto di stabilità e crescita. Ciò consentirà agli Stati membri di aumentare significativamente le loro spese per la difesa senza innescare la procedura per i disavanzi eccessivi. Ad esempio: se gli Stati membri aumentassero in media la spesa per la difesa dell'1,5% del PIL, ciò potrebbe creare un margine fiscale di circa 650 miliardi di euro nell'arco di quattro anni.

La seconda proposta sarà un nuovo strumento. Fornirà 150 miliardi di euro in prestiti agli Stati membri per investimenti nella difesa. Si tratta fondamentalmente di spendere meglio e spendere insieme. Stiamo parlando di domini di capacità paneuropei. Ad esempio: difesa aerea e missilistica, sistemi di artiglieria, missili e munizioni, droni e sistemi anti-drone; ma anche per soddisfare altre esigenze, dalla mobilità cyber a quella militare, ad esempio. Aiuterà gli Stati membri a mettere in comune la domanda e ad acquistare insieme. Naturalmente, con questa attrezzatura, gli Stati membri possono aumentare notevolmente il loro sostegno all'Ucraina. Quindi, attrezzatura militare immediata per l'Ucraina. Questo approccio di approvvigionamento congiunto ridurrà anche i costi, ridurrà la frammentazione, aumenterà l'interoperabilità e rafforzerà la nostra base industriale di difesa. E può essere a vantaggio dell'Ucraina, come ho appena descritto. Quindi questo è il momento dell'Europa e dobbiamo essere all'altezza.

Il terzo punto è usare il potere del bilancio dell'UE. C'è molto che possiamo fare in questo ambito nel breve termine per indirizzare più fondi verso investimenti legati alla difesa. Ecco perché posso annunciare che proporremo ulteriori possibilità e incentivi per gli Stati membri ce decideranno, se vorranno usare programmi di politica di coesione, di aumentare la spesa per la difesa.

Gli ultimi due ambiti di azione mirano a mobilitare capitali privati ​​accelerando l'Unione del risparmio e degli investimenti e attraverso la Banca europea per gli investimenti.

Per concludere: l'Europa è pronta ad assumersi le proprie responsabilità. ReArm Europe potrebbe mobilitare circa 800 miliardi di euro per un'Europa sicura e resiliente. Continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner nella NATO. Questo è un momento per l'Europa. E siamo pronti a fare un passo avanti.

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Focus
04/03/2025

La pace attraverso la forza

Dalle dichiarazioni rilasciate da Unione Europea, Gran Bretagna, NATO, Turchia, Canada, Norvegia e Ucraina nel summit che si è svolto domenica 2 marzo a Londra si può trarre la misura del cambiamento che l'Europa, suo malgrado, sta sperimentando. Tutte le voci si sono ritrovate concordi intorno all'obiettivo di ottenere "la pace attraverso la forza". Messa in evidenza al primo punto dei risultati del summit, questa affermazione merita dunque particolare attenzione.

Perché, se può apparire scontata sulla bocca di Trump, per come ormai si è fatto conoscere dal mondo intero, nel caso dell'Europa esige qualche precisazione in più. 

L'Europa, nata dalle macerie della guerra, aveva da subito rinnegato il c.d. hard power, la forza militare a protezione, dissuasione e promozione della propria identità sulla scena globale. Complice anche il '68, ai cannoni si sono preferiti i fiori, e indubbiamente l'Europa ha esercitato verso il resto del mondo quasi un'irresistibile attrazione: per i propri valori, per un modello sociale solidale, per la libertà concessa ad ogni forma di espressione e di identità. Si chiamava soft power ed aveva nella diplomazia economica, culturale e scientifica il suo apice.

E' triste l'Europa costretta a riarmarsi. E' triste anche se i posti di lavoro, è stato detto, saranno riconvertiti nell'industria della difesa. E' triste perché comunque verranno sottratte risorse alla cura del povero fiore avventuratosi tra le fauci del cannone. Il rapporto pubblicato ieri dall'Agenzia europea dell'Ambiente ci dice che, nonostante gli sforzi in tempi non critici, i livelli di inquinamento restano ancora troppo elevati. E l'obiettivo temporale di zero inquinamento al 2030 fa ingresso nell'olimpo della mitologia europea, al fianco della strategia di Lisbona del 2000, che prometteva entro dieci anni di rendere l'Europa l'economia più competitiva a livello globale.

Colpa di Trump? Forse. 

Oppure è colpa di un'inevitabile spirale regolamentatoria, che ha preso il sopravvento per l'assenza di un'autentica integrazione a livello politico e soprattutto sociale, e che, pure con i suoi risvolti troppo onerosi, ha fatto comunque da collante tra 27 paesi sempre sull'orlo di una crisi di identità. 

Ora è il tempo di agire, sentiamo ripetere in questi giorni dai vertici europei. Ma, smantellare in fretta il giogo dell'eurocrazia, giungendo fino a ipotizzare la conversione verso la produzione di armi dei fondi destinati alla coesione europea, che si è sempre fondata sul principio di solidarietà tra aree a diversa velocità di crescita, nasconde un grande pericolo: che in Europa alcuni stati siano più rapidi ed efficaci nella corsa al riarmo; e finiscano per acquisire una posizione egemonica. 

Un film forse già visto...?

CLS

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Editoriale
03/03/2025

La Giornata della Commissione 03/03/2025

Progressi verso gli obiettivi del 2030, ma i livelli di inquinamento restano troppo alti​

Oggi la Commissione e l'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) hanno pubblicato il secondo rapporto Zero Pollution Monitoring and Outlook, che fornisce una panoramica del lavoro dell'UE per raggiungere gli obiettivi di zero inquinamento del 2030. La Commissione ha inoltre pubblicato oggi il suo quarto rapporto Clean Air Outlook.

I rapporti mostrano che le politiche dell'UE hanno contribuito a ridurre l'inquinamento atmosferico, l'uso di pesticidi e i rifiuti di plastica in mare. Tuttavia, i livelli di inquinamento sono ancora troppo elevati, in particolare a causa di rumore nocivo, rilascio di microplastiche nell'ambiente, inquinamento da nutrienti e produzione di rifiuti. Secondo i rapporti, è necessaria un'azione molto più incisiva nell'UE per raggiungere i suoi obiettivi di riduzione dell'inquinamento del 2030.

I principi di zero inquinamento devono essere integrati in tutte le politiche e gli sforzi intrapresi a tutti i livelli per garantire ulteriori progressi. In questo contesto, promuovere l'economia circolare dell'UE contribuirà a ridurre il consumo di risorse e quindi allevierà le pressioni sugli ecosistemi e sulla salute umana. Infine, l'azione per l'inquinamento zero, in particolare attraverso il piano d'azione per l'inquinamento zero, sosterrà la transizione sostenibile dell'economia dell'UE e la renderà più competitiva.

Sebbene i progressi verso i sei obiettivi "inquinamento zero" rimangano contrastanti, l'inquinamento sta diminuendo a causa di rifiuti marini, pesticidi e antimicrobici, secondo il rapporto Zero Pollution Monitoring and Outlook. Anche la qualità dell'aria è migliorata in tutta Europa, supportata da sviluppi normativi e riduzioni delle emissioni, con conseguente significativa diminuzione delle morti premature. Tuttavia, il numero di decessi causati dall'aria inquinata resta troppo alto. Inoltre, l'inquinamento in corso, in particolare da ammoniaca e ossidi di azoto, continua a minacciare gli ecosistemi dell'UE. Ciò è ribadito dal quarto rapporto Clean Air Outlook, che evidenzia che, mentre le emissioni di inquinanti atmosferici nell'UE continuano a diminuire, la qualità dell'aria rappresenta un grave rischio per la salute e la qualità degli ecosistemi nell'UE. Entrambi i rapporti mostrano che sono necessarie ulteriori azioni per ridurre ulteriormente l'inquinamento atmosferico.

Il rapporto Zero Pollution Monitoring and Outlook rileva inoltre che i livelli di inquinamento da rumore nocivo, microplastiche, nutrienti e rifiuti restano troppo elevati. Per quanto riguarda l'inquinamento acustico, sono necessari maggiori sforzi, in particolare nelle aree urbane, per ridurre il numero di persone cronicamente disturbate dal rumore dei trasporti. Per quanto riguarda le microplastiche, sono necessarie ulteriori misure per affrontare questa fonte di inquinamento. Inoltre, le perdite di nutrienti sono rimaste sostanzialmente invariate, in particolare a causa delle persistenti sfide del deflusso agricolo e dell'uso di fertilizzanti. Per quanto riguarda i rifiuti, sono necessari maggiori sforzi, poiché la produzione di rifiuti continua ad aumentare nell'UE. Il rapporto mostra chiaramente che sono necessarie maggiori azioni per raggiungere l'ambizione di inquinamento zero dell'UE. La piena attuazione e applicazione della legislazione ambientale dell'UE è quindi fondamentale per raggiungere gli obiettivi di inquinamento zero del 2030, come stabilito nel piano d'azione per l'inquinamento zero.

Sul fronte legislativo, l'UE ha già adottato misure con le revisioni della direttiva sulle emissioni industriali, della direttiva sulla qualità dell'aria ambiente, della direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane, della direttiva quadro sui rifiuti, della direttiva quadro sulle acque e del regolamento sul mercurio. Il nuovo regolamento sul ripristino della natura contribuirà inoltre a ridurre ulteriormente le pressioni di inquinamento sugli ecosistemi e ad aumentare la resilienza complessiva degli ecosistemi. Per contrastare l'inquinamento da microplastiche, la Commissione ha presentato nel 2023 una proposta di regolamento sulla prevenzione delle perdite di pellet di plastica nell'ambiente. Una volta adottata, contribuirà a raggiungere questo obiettivo di inquinamento nel piano d'azione Zero Pollution.

Entrambi i report sono accompagnati dal primo Zero Pollution Dashboard, che mostra i progressi compiuti dalle regioni dell'UE e da tutte le capitali nel raggiungere aria, acqua e suolo più puliti. Il dashboard confronta le regioni tra loro e con la media dell'UE. Il confronto si basa su diversi indicatori di inquinamento ambientale che riguardano la salute, la protezione dell'ecosistema e la biodiversità, nonché la produzione e il consumo. Il dashboard evidenzia 15 regioni in Austria, Finlandia, Francia, Germania e Svezia che attualmente vantano i livelli di inquinamento più bassi. Link nella sezione in abbonamento.

Bangladesh, Myanmar e comunità  Rohingya : non solo guerra, ma anche cooperazione nella politica estera della UE 

La Commissione ha stanziato oggi 76 milioni di euro in aiuti umanitari dell'UE per rispondere alle esigenze delle persone colpite dalle principali crisi nell'Asia meridionale e sudorientale. Di questa cifra, 32,3 milioni di euro sosterranno i rifugiati Rohingya che vivono in Bangladesh. Altri 33 milioni di euro sosterranno la popolazione colpita dal conflitto in corso in Myanmar. I restanti 10,8 milioni di euro sosterranno i rifugiati e le comunità ospitanti nei paesi limitrofi della regione, nonché per rafforzare la preparazione alle catastrofi.

La Commissaria per la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, è oggi in Bangladesh, dove visiterà i campi profughi Rohingya a Cox's Bazar e incontrerà i partner umanitari e le autorità nazionali. In Bangladesh, i 32,3 milioni di euro sosterranno oltre un milione di rifugiati Rohingya che vivono nel paese, principalmente a Cox's Bazar, nonché le comunità ospitanti. I finanziamenti saranno utilizzati per:

- assistenza alimentare;
- mantenimento dei campi profughi e di altre strutture;
- fornitura di servizi essenziali quali assistenza sanitaria, istruzione di emergenza e accesso all'acqua e ai servizi igienici.

In Myanmar, i 33 milioni di euro stanziati quest’anno saranno utilizzati per:

- assistenza alimentare e di emergenza, dati gli alti livelli di insicurezza alimentare;
- fornitura di alloggi di emergenza  per le persone sfollate;
- accesso ad acqua potabile e servizi igienici;
- altri servizi di base come assistenza sanitaria e istruzione di emergenza;
- formazione sui rischi delle mine e assistenza per le vittime delle mine antiuomo;
- preparazione ai disastri nel paese, altamente soggetto a cicloni e inondazioni.

Considerata la ricaduta regionale della crisi del Myanmar, un'ulteriore allocazione di 3,5 milioni di euro fornirà aiuti salvavita ai rifugiati e alle comunità ospitanti in India, Indonesia, Malesia e Thailandia.

Saranno stanziati 6 milioni di euro alle Filippine, sia per le misure di preparazione alle catastrofi sia per l'impatto prolungato del conflitto nella regione di Mindanao. Verrà inoltre fornito un sostegno regionale di 1,3 milioni di euro per la preparazione alle catastrofi in tutto il Sud-est asiatico.

Tutti i finanziamenti umanitari dell'UE vengono incanalati tramite organizzazioni partner come ONG internazionali e agenzie delle Nazioni Unite.

 

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La Giornata UE
26/02/2025

Arriva il decreto Omnibus per far recuperare alle imprese europee competitività

La Commissione europea ha adottato un nuovo pacchetto di proposte per semplificare le norme dell'UE e aumentare la competitività, nonché sbloccare ulteriore capacità di investimento. Si tratta di un importante passo avanti nella creazione di un ambiente imprenditoriale più favorevole per aiutare le aziende dell'UE a crescere, innovare e creare posti di lavoro di qualità.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, ha affermato: "Semplificazione promessa, semplificazione realizzata! Stiamo presentando la nostra prima proposta per una semplificazione di vasta portata. Le aziende dell'UE trarranno vantaggio da norme semplificate in materia di rendicontazione finanziaria sostenibile, due diligence sulla sostenibilità e tassonomia. Ciò renderà la vita più facile per le nostre aziende, garantendo al contempo che rimaniamo saldamente sulla strada giusta per i nostri obiettivi di decarbonizzazione. E un'ulteriore semplificazione è in arrivo".

La Commissione ha un obiettivo chiaro: realizzare uno sforzo di semplificazione senza precedenti, ottenendo almeno il 25% di riduzione degli oneri amministrativi e almeno il 35% per le PMI fino alla fine di questo mandato. Questi primi pacchetti "Omnibus", che intervengono in diversi ambiti legislativi collegati, riguardano la rendicontazione finanziaria sostenibile, la due diligence sulla sostenibilità, la tassonomia, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere ed i programmi di investimento europei.

L'intento dichiarato dall'esecutivo europeo è di ridurre la complessità dei requisiti UE per tutte le aziende, in particolare le PMI e le piccole società a media capitalizzazione (SMC), concentrandosi sulle aziende più grandi che hanno un impatto maggiore sul clima e sull'ambiente, consentendo comunque alle aziende di accedere a finanziamenti sostenibili per la loro transizione pulita.

Se adottate e attuate come stabilito oggi, si stima prudentemente che le proposte porteranno a un risparmio complessivo sui costi amministrativi annuali di circa 6,3 miliardi di euro e mobiliteranno una capacità di investimento pubblico e privato aggiuntiva di 50 miliardi di euro a sostegno delle priorità politiche.

Le proposte di semplificazione riguardano in particolare tre macro-settori legislativi, che ora vediamo nel dettaglio.

Principali novità in tema di rendicontazione della sostenibilità (CSRD e tassonomia UE):

- Rimuovere circa l'80% delle aziende dall'ambito della CSRD, concentrando gli obblighi di rendicontazione della sostenibilità sulle aziende più grandi che hanno maggiori probabilità di avere i maggiori impatti sulle persone e sull'ambiente;
- Garantire che i requisiti di rendicontazione della sostenibilità per le grandi aziende non gravino sulle aziende più piccole nelle loro catene del valore;
- Posticipare di due anni (fino al 2028) i requisiti di rendicontazione per le aziende attualmente nell'ambito della CSRD e che sono tenute a rendicontare a partire dal 2026 o dal 2027.
- Ridurre l'onere degli obblighi di rendicontazione della tassonomia UE e limitarlo alle aziende più grandi (corrispondenti all'ambito della CSDDD), mantenendo al contempo la possibilità di rendicontare volontariamente per le altre grandi aziende nell'ambito futuro della CSRD. Si prevede che ciò comporterà notevoli risparmi sui costi per le aziende più piccole, consentendo al contempo alle aziende che desiderano accedere alla finanza sostenibile di continuare a rendicontare.

- Introdurre l'opzione di rendicontazione delle attività parzialmente allineate alla tassonomia UE, promuovendo una graduale transizione ambientale delle attività nel tempo, in linea con l'obiettivo di ampliare la finanza di transizione per aiutare le aziende nel loro percorso verso la sostenibilità.
- Introdurre una soglia di materialità finanziaria per la rendicontazione della tassonomia e ridurre i modelli di rendicontazione di circa il 70%.
- Introdurre semplificazioni nell'applicazione del criterio "Do no Significant harm" (DNSH) per la prevenzione e il controllo dell'inquinamento correlati all'uso e alla presenza di sostanze chimiche che si applica trasversalmente  a tutti i settori economici, come primo passo verso la revisione e semplificazione di tutti tali criteri DNSH entro la fine dell'anno.
- Adeguare, tra gli altri, il principale indicatore chiave di prestazione basato sulla tassonomia per le banche, il Green Asset Ratio (GAR). Le banche potranno escludere dal denominatore del GAR le esposizioni relative a imprese che sono al di fuori del futuro ambito della CSRD (vale a dire aziende con meno di 1000 dipendenti e un fatturato di 50 milioni di euro).

Le principali modifiche in materia di  due diligence saranno:

- Semplificare i requisiti di due diligence in modo che le aziende interessate evitino inutili complessità e costi, ad esempio concentrando i requisiti di due diligence sui partner commerciali diretti; e riducendo la frequenza delle valutazioni periodiche e del monitoraggio dei loro partner da annuale a 5 anni, con valutazioni ad hoc ove necessario.
- Ridurre gli oneri e gli effetti a cascata per le PMI e le piccole mid-cap limitando la quantità di informazioni che possono essere richieste come parte della mappatura della catena del valore da parte delle grandi aziende;
- Aumentare ulteriormente l'armonizzazione dei requisiti di due diligence per garantire parità di condizioni in tutta l'UE;
- Rimuovere le condizioni di responsabilità civile dell'UE preservando al contempo il diritto delle vittime al pieno risarcimento per i danni causati dalla non conformità e proteggendo le aziende da un sovra-risarcimento, ai sensi dei regimi di responsabilità civile degli Stati membri; 
- Dare alle aziende più tempo per prepararsi a conformarsi ai nuovi requisiti posticipando di un anno (al 26 luglio 2028) l'applicazione dei requisiti di due diligence per le aziende più grandi, mentre le linee guida per la pratica attuazione delle nuove norme saranno pubblicate entro  luglio 2026.

In materia di meccansimo di aggiustamento del carbonio alle frontiere (CBAM), le principali modifiche saranno:

- Esentare i piccoli importatori dagli obblighi CBAM, principalmente PMI e privati. Si tratta di importatori che importano piccole quantità di beni CBAM, che rappresentano quantità molto piccole di emissioni incorporate che entrano nell'Unione da paesi terzi. Ciò funziona introducendo una nuova soglia annuale cumulativa CBAM di 50 tonnellate per importatore, eliminando così gli obblighi CBAM per circa 182.000 o il 90% degli importatori, principalmente PMI, pur coprendo oltre il 99% delle emissioni nell'ambito.
- Semplificare le regole per le aziende che rimangono nell'ambito CBAM: sull'autorizzazione dei dichiaranti CBAM, nonché le regole relative agli obblighi CBAM, incluso il calcolo delle emissioni incorporate e gli obblighi di segnalazione.
-Rendere CBAM più efficace a lungo termine, rafforzando le regole per evitare elusioni e abusi.
Questa semplificazione precede una futura estensione di CBAM ad altri settori ETS, beni a valle, seguita da una nuova proposta legislativa sull'estensione dell'ambito CBAM all'inizio del 2026.

La Commissione propone inoltre una serie di modifiche per semplificare e ottimizzare l'uso di diversi programmi di investimento, tra cui InvestEU, EFSI ed altri strumenti finanziari.

InvestEU, il più grande strumento di condivisione del rischio dell'UE per sostenere gli investimenti strategici all'interno dell'Unione, svolge un ruolo chiave nell'affrontare le barriere finanziarie e guidare gli investimenti necessari per competitività, ricerca e innovazione, decarbonizzazione, sostenibilità ambientale e competenze. Attualmente, quasi il 45% delle sue operazioni supporta obiettivi climatici.

Le modifiche proposte sono:

- Aumentare la capacità di investimento dell'UE tramite l'uso dei rendimenti degli investimenti passati, nonché l'uso ottimizzato dei fondi ancora disponibili nell'ambito degli strumenti legacy, consentendo così di mettere a disposizione delle imprese maggiori finanziamenti. Si prevede che ciò mobiliterà circa 50 miliardi di euro in investimenti pubblici e privati ​​aggiuntivi. La maggiore capacità di InvestEU sarà utilizzata principalmente per finanziare attività più innovative a sostegno di politiche prioritarie, come la bussola della competitività e il Clean Industrial Deal.
- Rendere più facile per gli Stati membri contribuire al programma e sostenere le proprie imprese e mobilitare investimenti privati.
- Semplificare i requisiti amministrativi per i nostri partner esecutivi, intermediari finanziari e destinatari finali, in particolare le PMI. Si prevede che le misure di semplificazione proposte genereranno 350 milioni di euro di risparmi sui costi.

Ma è l'urgenza quella che colpisce di più. Infatti, La Commissione invita i colegislatori a trattare questo pacchetto omnibus con priorità, in particolare la proposta di posticipare determinati obblighi di informativa ai sensi della CSRD e la scadenza per il recepimento ai sensi della CSDDD, poiché mirano ad affrontare le principali preoccupazioni individuate dalle parti interessate.

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Focus
25/02/2025

Tutti insieme appassionatamente

Tre anni di guerra, centinaia di migliaia di morti, distruzione e miseria di un paese senza grandi speranze; tutto questo non basta, la realtà ci offre lo spettacolo imprevedibile di una convergenza avida di tutti gli attori sul campo intorno al banchetto delle terre rare ucraine. 

Tutti a vario titolo reclamano i soldi, vogliono stabilire un prezzo, la cui stima a posteriori appare sconveniente con le bare ancora schierate prima e più dei carri armati.

Anche l'Europa sente di doversi dotare degli strumenti della contabilità prima che Stati Uniti e Russia si spartiscano tutto.

Davvero l'Ucraiana alla fine deve risolversi in un business di più raffinata fattura rispetto ai grezzi accordi di Yalta del secolo passato?

Ma l'Europa ha fatto di più, ha accolto anche milioni di ucraini in fuga, ribaltando l'inimicizia tra polacchi e ucraini sopravissuta alla fine della seconda guerra mondiale. Lo sforzo europeo è stato, se così si può dire, tridimensionale, rispetto agli aiuti in armi forniti dagli Stati Uniti.

Ma siccome a specchiarsi nell'alleanza americana si rischia ora di ricevere indietro un'immagine deformata, l'Europa fa i conti da sola, con le sue spese per la difesa da aumentare, con le sue armi da acquistare, sopratutto con quelle che le serviranno in futuro e chissà da chi. 

Le tappe per decidere sono ormai fissate: il Presidente del Consiglio UE ha convocato un vertice straordinario il prossimo 6 marzo; sempre a marzo è prevista la presentazione de Libro bianco sulla difesa; infine a giugno, a Bruxelles,  si tireranno le somme, prima alla riunione  della NATO  e poi al Vertice europeo.

Per allora Trump promette che la sventurata guerra in Ucraina sarà conclusa. Ma forse gli europei avranno più paura di prima.

CLS

 

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Editoriale
25/02/2025

Il racconto di tre anni di guerra passa anche attraverso le lenti di Eurojust

Sotto la guida di da Eurojust sono state costituite delle squadre investigative congiunte (JIT) per accertare i crimini di guerra commessi in Ucraina; hanno finora intervistato 4.000 testimoni, oltre alle oltre 40.000 interviste condotte dalle autorità ucraine sul loro territorio. Come risultato della stretta cooperazione tra le parti della JIT (che rappresentano le autorità giudiziarie nazionali di Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Romania, Repubblica Slovacca e Ucraina), il servizio di Procura lituano ha emesso Avvisi di sospetto in contumacia nei confronti di sei sospettati. Inoltre, l'ufficio del Procuratore generale dell'Ucraina ha emesso un Avviso di sospetto nei confronti di un altro individuo per crimini di guerra contro un civile.

I membri della JIT sono stati impegnati a lavorare su una strategia di accusa comune, che dà priorità alle indagini sul crimine di aggressione, sui crimini di tortura, maltrattamenti e filtraggio in relazione ai siti di detenzione illegali, nonché sul crimine di genocidio.

Da marzo 2022, l'Agenzia ha organizzato 26 riunioni di coordinamento tra la JIT e altre autorità nazionali che indagano su presunti crimini internazionali fondamentali commessi in Ucraina. Ciò ha consentito ai paesi coinvolti di scambiare dati sulle rispettive indagini nazionali, discutere strategie e priorità e coordinare le misure investigative.

Eurojust è pienamente impegnata a continuare a sostenere l'importante lavoro della JIT e ha stanziato circa mezzo milione di euro per finanziare le sue attività. La JIT è supportata dal lavoro dell'International Centre for the Prosecution of the Crime of Aggression against Ukraine (ICPA) e del Core International Crimes Evidence Database (CICED), entrambi ospitati e gestiti da Eurojust.

Negli ultimi sei mesi, l'ICPA ha compiuto notevoli progressi nella compilazione di un solido pacchetto di casi. Questo pacchetto si basa su una strategia investigativa e di accusa comune sul crimine di aggressione, concordata dai partecipanti all'ICPA.

Il pacchetto di creazione del caso è destinato alla trasmissione al futuro ufficio del procuratore di un possibile tribunale speciale o di altre giurisdizioni.

L'ICPA ha garantito e continua a garantire la raccolta e l'analisi preliminare di potenziali prove che potrebbero riguardare individui ai massimi livelli della leadership militare e politica. Gli sforzi investigativi non sono limitati dalle posizioni ufficiali che gli individui potrebbero ricoprire. Mentre l'aggressione in Ucraina continua, c'è un crescente corpo di prove che l'ICPA sta attivamente indagando. L'ICPA ha ricevuto finanziamenti aggiuntivi e nel gennaio 2025 le sue operazioni sono state estese per sei mesi. A tal fine, è stato firmato un emendamento all'accordo di contributo tra Eurojust e il Servizio per gli strumenti di politica estera della Commissione europea.

Sin dallo scoppio della guerra, Eurojust è stata in prima linea nel sostenere l'accertamento delle responsabilità per i crimini russi. Solo tre settimane dopo l'invasione su vasta scala della Russia nel 2022, Eurojust ha supportato l'istituzione di una JIT che ora è composta da Ucraina, sei Stati membri dell'UE, la partecipazione della CPI ed Europol, nonché un Memorandum d'intesa con gli Stati Uniti.

In un panorama operativo frammentato e complesso, con la guerra in corso e le prove sparse tra paesi con sistemi legali diversi, la JIT consente ai partner di scambiare informazioni direttamente e in tempo reale. Aiuta inoltre i membri della JIT a semplificare le loro indagini, poiché le autorità nazionali coinvolte possono ora concentrarsi sulla costruzione attiva dei loro casi.

Eurojust fornisce competenze legali e analitiche nonché supporto logistico e finanziario alla JIT.

A febbraio 2023, Eurojust ha lanciato il Core International Crimes Evidence Database (CICED), sulla base di un'urgente modifica del mandato di Eurojust, a seguito dell'invasione dell'Ucraina.

L'International Centre for the Prosecution of the Crime of Aggression Against Ukraine (ICPA), istituito nel luglio 2023, è anch'esso ospitato da Eurojust e, insieme al CICED, supporta il lavoro della JIT.

Da marzo 2022, Eurojust ha partecipato attivamente alla task force EU Freeze and Seize istituita dalla Commissione europea per garantire l'attuazione efficiente delle sanzioni dell'UE contro gli oligarchi russi e bielorussi elencati in tutta l'Unione europea. Eurojust fornisce supporto operativo alla task force coordinando l'applicazione delle sanzioni dell'Unione da parte degli Stati membri attraverso il diritto penale.

Insieme all'ufficio del procuratore generale ucraino, Eurojust presiede il flusso di lavoro sulle indagini nazionali del gruppo di dialogo sulla responsabilità per l'Ucraina. Questo flusso di lavoro mira a identificare le sfide chiave nei principali casi di criminalità internazionale e a proporre congiuntamente soluzioni a livello politico, ad esempio sull'uso di prove open source nelle indagini e nell'azione penale per crimini internazionali nel contesto dell'Ucraina.

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Focus
24/02/2025

La Giornata della Commissione 24/02/2025

L'Europa rafforza la cybersicurezza

Oggi la Commissione ha presentato una proposta per garantire una risposta efficace ed efficiente agli incidenti informatici su larga scala. Il progetto proposto aggiorna il quadro completo dell'UE per la gestione delle crisi di sicurezza informatica e mappa gli attori UE pertinenti, delineandone i ruoli durante l'intero ciclo di vita della crisi. Ciò include la preparazione e la consapevolezza situazionale condivisa per anticipare gli incidenti informatici e le necessarie capacità di rilevamento per identificarli, compresi gli strumenti di risposta e recupero necessari per mitigare, scoraggiare e contenere tali incidenti.

Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha affermato: "In un'economia dell'Unione sempre più interdipendente, le interruzioni dovute agli incidenti di sicurezza informatica possono avere impatti di vasta portata in vari settori. Il progetto di sicurezza informatica proposto riflette il nostro impegno a garantire un approccio coordinato, sfruttando le strutture esistenti per proteggere il mercato interno e sostenere le funzioni vitali della società. Questa raccomandazione è un passo avanti cruciale nel rafforzare la nostra resilienza informatica collettiva".

Il piano proposto si basa sui quadri esistenti, come l'Integrated Political Crisis Response e l'EU Cyber ​​Diplomacy Toolbox, allineandosi alle iniziative recentemente adottate, come il Critical Infrastructure Blueprint e il codice di rete sulla sicurezza informatica per il settore elettrico dell'UE. Propone misure per rafforzare la collaborazione tra entità civili e militari, tra cui la NATO, riflettendo al contempo gli obiettivi della futura strategia di preparazione dell'UE. Inoltre, la proposta odierna promuove comunicazioni sicure e sforzi strategici per contrastare la disinformazione.

Il piano integra la comunicazione congiunta della Commissione e dell'ARVP per rafforzare la sicurezza e la resilienza dei cavi sottomarini, presentata dal vicepresidente esecutivo Virkkunen a Helsinki il 21 febbraio.

L'Europa e il mondo ci riprovano a salvare la biodiversità

Domani, lsi riunirà a Roma la Conferenza globale sulla biodiversità COP16 , per riprendere le discussioni su questioni cruciali per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Si tratta della continuazione della riunione COP16 che si è tenuta a Cali, in Colombia, nell'ottobre 2024, che ha portato a diversi risultati. Tuttavia, le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo su tutte le decisioni necessarie per implementare correttamente il Quadro globale sulla biodiversità. L'UE lavorerà per trovare un consenso e raggiungere un accordo su tutte le decisioni in sospeso, tra cui la mobilitazione delle risorse, il quadro di monitoraggio e le procedure per la revisione dell'attuazione.

Dopo le sessioni riprese a Roma, la prossima Conferenza delle parti, la COP17, si terrà nel 2026 a Yerevan, in Armenia.

La Commissaria per l'ambiente, la resilienza idrica e un'economia circolare competitiva, Jessika Roswall, ha affermato: "L'UE e i suoi Stati membri rimangono pienamente impegnati nell'implementazione del Quadro globale sulla biodiversità. In queste negoziazioni riprese, insieme dobbiamo trovare un modo per continuare a mobilitare risorse da tutte le fonti e garantire un finanziamento continuo per la biodiversità dopo il 2030 che sia efficace e coerente. Siamo pronti a lavorare insieme a tutte le parti per andare avanti e costruire sui progressi compiuti a Cali".

Pubblicato il rapporto sul commercio europeo per l'agro-alimentare

L'ultimo rapporto sul commercio agroalimentare pubblicato oggi dalla Commissione europea mostra che a novembre 2024 le esportazioni agroalimentari dell'UE hanno raggiunto i 20,1 miliardi di euro, rimanendo stabili rispetto allo stesso mese del 2023. Le esportazioni cumulative tra gennaio e novembre 2024 sono aumentate del 3% a 217,2 miliardi di euro. Il commercio agroalimentare complessivo dell'UE ha rallentato a novembre 2024 rispetto al mese precedente.

Le esportazioni agroalimentari dell'UE a novembre 2024 hanno raggiunto i 20,1 miliardi di euro, in calo del 7% rispetto al picco di ottobre, ma in linea con i livelli di novembre 2023. Le esportazioni cumulative per l'anno hanno raggiunto i 217,2 miliardi di euro, segnando una crescita del +3% rispetto al 2023. Le esportazioni di caffè, tè, cacao e spezie hanno registrato il maggiore aumento di valore, guidate da pasta di cacao, burro e polvere di cacao.

Le importazioni agroalimentari dell'UE sono rimaste forti a novembre 2024, raggiungendo i 15,5 miliardi di euro, ovvero il 5% in meno rispetto a ottobre ma comunque il 18% in più rispetto all'anno precedente. Le importazioni cumulative per l'anno sono aumentate del 7%, spinte da prezzi elevati e volumi di importazione in crescita. Le importazioni di caffè, tè, cacao e spezie sono aumentate complessivamente di 8,4 miliardi di euro (+44%) da gennaio a novembre 2024.

 

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La Giornata UE
20/02/2025

L'ombra del passato

Mario Draghi, nel suo intervento due gionri fa al Parlamento europeo, ha messo in scena la celebre frase che nanni Moretti recita all'indirizzo di Massimo d'Alema in uno dei suoi film più famosi: "Dì qualcosa!", con ciò intendendo dire che la sinistra italiana, anche a corto di argomenti propriamente di sinistra, non poteva comunque restare muta nel dibattito cruciale di quegli anni in Italia.

mario Draghi, all'Europa tutta per mezzo dei suoi rappresentanti, alla domanda di cosa l'UE avrebbe dovuto fare adesso, nelle mutate circostanze del presente rispetto ai soli cinque mesi trascorsi dalla pubblicazione del suo report su come l'Europa dovrebbe colmare le distanze con il resto del mondo in termini di competitività, alla domanda su cosa fare oggi, dunque, che la terra del vecchio continente trema  come ai Campi Flegrei, ha risposto: "Non ne ho idea, ma fate qualcosa". L'inazione è fatale come quando uno svenutato alpinista si addormenta in mezzo alla tormenta di neve per non sapere più come tornare indietro.

Ma cosa frena l'Europa? La fede incrollabile nel progresso, che sia scientifico o sociale o morale, la ferma convinzione che una volta raggiunto un traguardo non si possa più tprnare indietro. Ed il traguardo della pace, raggiunto e mantenuto da oltre sessant'anni, ha fatto ritenere che la guerra non possa mai più riapparire nel futuro dei popoli europei. 

Invece, all'improvviso, l'Europa, come Adamo, si scopre nuda. Accerchiata dall'implacabile ritorno del peccato originale, sotto forma di rigurgiti di progetti egemonici sincronizzati a livello globale.

In questi giorni tutto a Bruxelles sembra sospeso. E' stato appena adottato il programma di lavoro della Commissione europea, che di norma segna l'avvio a pieno regime della legislatura, ma le troppe incognite creano incertezza sulla giusta destinazione delle risorse a disposizione, nell'urgenza sempre più palese di dare priorità alla difesa. 

E' triste che l'Europa non solo debba compiangere la sua beata illusione di un futuro sempre più di pace, ma addirittura si veda costretta a ricorrere allo sviluppo dei suoi apparati militari come fonte di crescita del suo prodotto interno lordo. 

E' chiaro che in questo quadro l'opinione pubblica avrà di che stupirsi, se anche su questo fronte non si agisce con rapidità.

Draghi aveva ragione, ma forse, cinque mesi fa,neanche lui immaginava sino a che punto le sue parole sarebbero state profetiche.

CLS

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