Regole semplificate anche per la normativa europea sull'intelligenza artificiale
E' stato raggiunto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell'UE sulla semplificazione delle norme sull'intelligenza artificiale (IA). La Commissione aveva proposto il Digital Omnibus sull'IA solo cinque mesi fa, nell'ambito dell'agenda per la semplificazione dell'UE volta a rafforzare la competitività europea. Sarà dunque più agevole l'attuazione dell'AI Act per le imprese europee, pur mantenendone i benefici per la società europea, la sicurezza e i diritti fondamentali.
L'accordo odierno stabilisce una chiara tempistica di attuazione per le norme che disciplinano i sistemi di IA ad alto rischio. Le norme per i sistemi utilizzati in determinati settori ad alto rischio, quali la biometria, le infrastrutture critiche, l'istruzione, l'occupazione, la migrazione, l'asilo e il controllo delle frontiere, entreranno in vigore a partire dal 2 dicembre 2027. Le riguardanti i sistemi integrati in prodotti come ascensori o giocattoli entreranno in vigore a partire dal 2 agosto 2028. Questa tempistica serve a garantire che gli standard tecnici e gli altri strumenti di supporto siano disponibili prima dell'entrata in vigore delle norme.
L'accordo rafforza inoltre la tutela dei cittadini. in quanto vieta i sistemi di intelligenza artificiale che generano contenuti sessualmente espliciti e intimi non consensuali o materiale pedopornografico, come le app di "nudificazione" basate sull'IA.
Per le imprese, l'accordo introduce regole più semplici e una governance più chiara. le regole più elastiche previste per le piccole e medie imprese vengono ora estese anche alle piccole e medie imprese. È stata inoltre chiarita l'interazione tra l'AI Act e le normative UE in materia di sicurezza dei prodotti, in particolare il Regolamento Macchine, evitando duplicazioni tra le normative settoriali e quelle sull'IA. Gli innovatori potranno avere accesso accesso ad una sandbox a livello UE, per testare le proprie soluzioni di IA in condizioni reali. I poteri di controllo dell'Ufficio IA della Commissione saranno rafforzati per supportare la supervisione di alcuni sistemi di IA, compresi quelli basati su modelli generici e quelli integrati in piattaforme online e motori di ricerca di grandi dimensioni.
La cooperazione con la Giordania
Oggi ad Amman, la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha siglato una serie di accordi economici per un valore di 135 milioni di euro con la Giordania, alla presenza del Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Internazionale, Zeina Toukan. Si tratta della prima visita ufficiale della Commissaria Šuica nel Paese. IE' previsto l'incontro con il Principe Ereditario Al Hussein bin Abdullah II e con il Primo Ministro giordano, Jafar Hassan, il Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri, Ayman Safadi, il Ministro della Pianificazione e della Cooperazione Interna, Zeina Toukan, il Ministro dell'Istruzione, Azmi Mahafzah e il Ministro degli Investimenti, Tareq Abu Ghazaleh.
Durante questi incontri, la Commissaria Šuica discuterà della cooperazione UE-Giordania e affronterà il conflitto in corso nel Medio Oriente, comprese le tensioni regionali con l'Iran. La Commissaria continuerà a sottolineare il ruolo stabilizzante della Giordania ed esplorerà nuove vie di cooperazione, anche attraverso il Patto per il Mediterraneo. Durante la visita la Commissaria inaugurerà anche la scuola secondaria Eskan Abu Nseir, a dimostrazione del sostegno tangibile dell'UE al settore dell'istruzione in Giordania e dei suoi investimenti nei giovani e nel capitale umano. Visiterà inoltre un centro di registrazione dell'UNHCR per i rifugiati siriani, riaffermando il costante impegno dell'UE a sostegno delle popolazioni vulnerabili in tutta la regione.
La rendicontazione degli aspetti ambientali verrà semplificata
La Commissione ha aperto una consultazione sulla proposta di revisione degli standard europei in materia di rendicontazione della sostenibilità (ESRS) e sulla possibile adozione di uno standard volontario di rendicontazione della sostenibilità per le piccole imprese. Gli ESRS riguardano gli aspetti ambientali, sociali e di governance, tra cui i cambiamenti climatici, la biodiversità ed i diritti umani. Servono a fornire informazioni agli investitori sui rischi legati alla sostenibilità a cui sono esposte le imprese e il loro impatto sulle persone e sull'ambiente.
Facendo seguito al pacchetto di semplificazione c.d. Omnibus I ed alla razionalizzazione dell'ambito di applicazione della Direttiva sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD), la bozza pubblicata oggi mira a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dell'UE, pur volendo mantenere un'elevata qualità delle informazioni sulla sostenibilità. La bozza di revisione degli ESRS è più breve e chiara, introduce nuovi criteri di flessibilità e semplifica le procedure Si prevede che potrebbe ridurre i costi di rendicontazione per impresa di oltre il 30%, i dati fa fornire in via obbligatoria di oltre il 60% e il numero totale di dati di oltre il 70%.
La Commissione propone adeguamenti mirati per ridurre ulteriormente gli oneri senza indebolire gli obiettivi della CSRD, ovvero migliorare la qualità, la coerenza e la comparabilità del reporting di sostenibilità in tutta l'UE e aumentare la trasparenza sugli impatti e sui rischi di sostenibilità delle imprese. La proposta di uno standard su base volontaria riguarda le imprese non soggette all'obbligo di rendicontazione previsto dalla CSRD e stabilisce un "limite per la catena del valore", esentando le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione della CSRD dal richiedere ai partner della catena del valore con un numero di dipendenti pari o inferiore a 1.000 di più informazioni rispetto a quanto previsto dallo standard volontario.
Le parti interessate possono fornire il proprio feedback tramite il portale "Have Your Say" fino al 3 giugno 2026; la Commissione adotterà quindi i due atti delegati il prima possibile e li sottoporrà al Parlamento europeo e al Consiglio per l'esame secondo la procedura di non obiezione (due mesi, prorogabili di ulteriori due).
La Turchia ed il patto per il Mediterraneo
Oggi la Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, si trova ad Ankara per un confronto sulla cooperazione tra UE e Turchia e sulle questioni di interesse comune per l'intera regione del Mediterraneo. La Turchia è un partner chiave per l'Unione europea, dal punto di vista geografico, strategico, politico ed economico. La Commissaria Šuica incontrerà il Ministro degli Affari Esteri Hakan Fidan, il Ministro della Famiglia e dei Servizi Sociali Mahinur Özdemir Göktaş e il Ministro dell'Interno Mustafa Çiftçi.
La Commissaria affronterà temi chiave di interesse comune come la migrazione e la sicurezza, e le potenziali forme di cooperazione triangolare nell'ambito del Patto per il Mediterraneo in settori quali energia, connettività e investimenti. Attraverso la cooperazione triangolare, il Patto ha anche il potenziale per estendere il suo raggio d'azione oltre il Mediterraneo meridionale, sfruttando le sinergie con altre iniziative dell'UE. Si potrà inoltre valutare la partecipazione di altri partner della regione, come la Turchia o i Paesi del Golfo.
In termini più generali sulla situazione nella regione, il Commissario intende discutere del sostegno in corso, della ripresa e della ricostruzione di Gaza, nonché della transizione pacifica e realmente inclusiva e della ripresa socio-economica della Siria.
Invia commenti
Il costo complessivo del NextGenerationEu
La Commissione europea ha erogato oggi 5,85 miliardi di euro a Germania e Slovacchia nell’ambito del NextGenerationEU, portando il totale dei fondi erogati in tutta l’UE a oltre 400 miliardi di euro. Questa cifra sottolinea l'impatto di questo strumento nel promuovere riforme e investimenti per accelerare l'indipendenza energetica dell'Europa, le transizioni verde e digitale, nonché la resilienza e la competitività a lungo termine dell'Unione. Mentre NextGenerationEU entra nella sua fase finale, il suo impatto è sempre più tangibile: rafforza la capacità dell'UE di affrontare la crisi energetica gettando al tempo stesso le basi per un futuro sostenibile, innovativo e inclusivo.
Con la conclusione della NextGenerationEU prevista per la fine del 2026, gli Stati membri devono completare tutte le tappe rimanenti entro agosto 2026 e presentare le richieste di pagamento finale entro settembre 2026.
La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Raggiungere i 400 miliardi di euro in stanziamenti per NextGenerationEU è più di una pietra miliare: è la prova della determinazione dell'Europa nel trasformare la crisi in opportunità. Stiamo costruendo un'Unione più verde, più competitiva e più giusta per tutti. Mentre entriamo nella fase finale di questo storico programma, il nostro obiettivo rimane chiaro: fornire risultati che garantiscano la resilienza dell'Europa, la leadership nella transizione verde globale e la prosperità per le generazioni a venire."
Nasce l'Alleanza dei droni tra Europa ed Ucraina
La Commissione europea ha lanciato un invito a manifestare interesse per far parte come membri fondatori della costituenda Alleanza dei droni UE-Ucraina. Questa alleanza intende rafforzare la sicurezza e la difesa dell’UE e dell’Ucraina promuovendo un innovativo ecosistema per la produzione di droni per la difesa.
L’alleanza era stata annunciata nel discorso sullo Stato dell’Unione europea del 2025 della presidente Ursula von der Leyen, iper contrastare la crescente minaccia della guerra con i droni. Sosterrà lo sviluppo di tecnologie avanzate per droni e anti-droni. In quanto ecosistema guidato dall’industria, contribuirà agli sforzi europei volti a costruire una capacità completa di droni e anti-droni, basandosi sulla Tabella di marcia sulla Preparazione alla difesa 2030 e sul piano d’azione della Commissione sulla sicurezza dei droni e contro i droni.
I membri fondatori saranno selezionati tra candidati con esperienza nell’ecosistema dei droni per la difesa dell’UE e dell’Ucraina. Formeranno il primo consiglio di amministrazione dell'Alleanza dei droni UE-Ucraina e svolgeranno un ruolo chiave nel definire le attività e le priorità dell'Alleanza. Il lancio dell’Alleanza è previsto nei prossimi mesi, con candidature aperte fino al 25 maggio 2026.
Stanare le frodi sull'IVA
Il Consiglio dell’UE ha deciso di rafforzare la cooperazione e la condivisione dei dati tra le autorità fiscali nazionali, la Procura europea (EPPO), l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la rete Eurofisc di esperti antifrode degli Stati membri. In questo modo si va a contrastare le frodi sull'Iva, attualmente stimate a 128 miliardi. La misura è possibile grazie all’accordo sull’IVA nell’era digitale (VIDA). Il nuovo accordo infatti semplificherà il processo di accesso a informazioni cruciali, consentendo alla Procura europea e all’OLAF di indagare e perseguire le frodi transfrontaliere in modo più efficace. La rete Eurofisc avrà il compito di condividere i risultati dell’analisi dei rischi con la Procura europea e l’OLAF. Inoltre, a condizioni rigorose e in linea con le norme sulla protezione dei dati, avranno accesso diretto alle informazioni sull’imposta sul valore aggiunto.
La Procura europea e l’OLAF avranno dunque più margini d'azione per portare avanti le indagini. L’UE può così garantire condizioni di parità per le imprese che rispettano le regole e che coloro che sono coinvolti in attività illecite siano ritenuti responsabili.
Mentre il Parlamento europeo prepara il suo parere sulla proposta, il Comitato economico e sociale europeo ha già pubblicato il suo parere.
Finanziamento per la rigenerazione urbana
La Commissione europea ha lanciato un bando nell’ambito del New European Bauhaus (NEB) Facility, volto a promuovere soluzioni innovative per i quartieri urbani. Il bando contribuirà inoltre ad affrontare l'annosa crisi degli alloggi.
Con un budget complessivo di circa 101 milioni di euro per il 2026 a valere sul programma da Horizon Europe, il programma faro dell’UE per la ricerca e l’innovazione, lo strumento NEB finanzierà progetti selezionati in tre aree: collegare la transizione verde, l’inclusione sociale e la democrazia locale; approcci circolari e rigenerativi per l’ambiente urbano; finanziamenti innovativi e nuovi modelli di business per la trasformazione dei quartieri.
I candidati possono presentare le loro proposte fino al 1° dicembre 2026 e trovare tutti i bandi aperti e futuri online sul sito web del New European Bauhaus.
Dal 2025 al 2027, lo strumento NEB rappresenta lo strumento finanziario del Nuovo Bauhaus europeo. Con un budget totale di circa 360 milioni di euro per la ricerca e l’innovazione messi a disposizione da Horizon Europe e un livello almeno simile di investimenti da altri programmi dell’UE, oltre ai finanziamenti nazionali e privati, questo strumento finanziario pionieristico intende rivitalizzare e trasformare i quartieri. Promuove soluzioni innovative e l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili. Lo strumento finanziario sostiene l’innovazione verso un settore dell’edilizia sostenibile, circolare e rigenerativo. E consente il cambiamento attraverso la ricerca e l’innovazione per favorire la coesione sociale e il benessere.
L'Eu lancia la scommessa
Domani, 6 maggio, il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme Raffaele Fitto ospiterà un evento di alto livello al Parlamento europeo per il lancio ufficiale del processo preparatorio della "Strategia sul diritto di restare". Si tratta di un quadro politico progettato per garantire che tutti gli europei possano rimanere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa, anziché essere costretti a trasferirsi a causa del declino economico o della mancanza di opportunità e di servizi essenziali.
L’evento di lancio riunirà le istituzioni dell’UE, i leader nazionali e regionali, i politici e le organizzazioni della società civile per definire la strategia. Oltre al vicepresidente esecutivo Fitto, tra i principali relatori figurano: Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; il ministro delle Finanze Makis Keravnos, in rappresentanza della presidenza cipriota del Consiglio dell'UE; Kata Tüttő, presidente del Comitato europeo delle regioni; ed Enrico Letta, ex primo ministro italiano e autore del rapporto "Molto più di un mercato", che ha evidenziato come i crescenti divari regionali rischiano di spingere le persone, in particolare i giovani lavoratori, ad abbandonare le loro città natale in cerca di prospettive migliori. Le discussioni si concentreranno su come garantire che il diritto di restare, evidenziato nelle priorità politiche dell'UE per il periodo 2024-2029 e nella lettera di missione del vicepresidente esecutivo Fitto, possa rafforzare ulteriormente la coesione, la competitività e l'equità territoriale nell'intera UE.
Il Vicepresidente esecutivo Fitto ha dichiarato: "Il "diritto di restare" riguarda le persone, le comunità e i territori. Si tratta di restituire a tutti gli europei la libertà di restare, crescere e costruire il proprio futuro nel luogo che chiamano casa. Andarsene dovrebbe sempre essere una scelta libera, mai una necessità dettata dalla mancanza di opportunità. Ecco perché stiamo lavorando per rendere ogni regione europea più competitiva, più connessa e più attraente investendo in servizi, connettività e istruzione. Perché quando i territori crescono e si sviluppano, le persone possono davvero scegliere. restare, avere successo e appartenere”.
La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sulla bozza delle nuove Linee guida UE in materia di concentrazioni. Sostituiranno le attuali Linee guida sulle concentrazioni orizzontali e le Linee guida sulle concentrazioni non orizzontali. Si tratta della riforma più significativa in materia di controllo delle concentrazioni nell'UE degli ultimi vent'anni. La consultazione pubblica fa seguito ad una precedente consultazione pubblica nel maggio 2025, e a diversi eventi organizzati dalla Commissione. I contributi ricevuti dall'inizio del processo di revisione hanno concorso alla stesura del testo pubblicato oggi.
La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "L'Europa ha bisogno di aziende audaci e innovative in grado di competere sulla scena globale. Abbiamo il talento. Ora dobbiamo creare l'ambiente favorevole per i futuri campioni d'Europa. Oggi pubblichiamo la bozza delle nostre Linee guida sulle concentrazioni per supportare al meglio le imprese affinché possano prosperare, crescere e innovare. Si tratta di un approccio ambizioso alla nostra politica di concorrenza, che ci consentirà di affrontare le realtà di un'economia globale estremamente competitiva e di rafforzare la nostra competitività, preservando al contempo la prevedibilità e la certezza che gli investitori apprezzano maggiormente in Europa". Chiunque sia interessato può contribuire rispondendo al questionario disponibile qui entro il 26 giugno 2026.
Principali modifiche proposte:
Le nuove Linee guida sulle fusioni regolamentano il modo in cui la Commissione valuta le fusioni, nel mutato contesto geopolitico e commerciale odierno, in cui la dimensione industriale e la competitività globale, così come l'innovazione e gli investimenti, sono diventati sempre più importanti, e la sostenibilità e la resilienza sono diventate parametri rilevanti per la concorrenza.
La crescita e l'espansione delle imprese nei mercati globali, al fine di raggiungere le dimensioni necessarie per competere, possono essere pro-competitive in quanto favoriscono l'innovazione, gli investimenti e la resilienza, e sono necessarie per promuovere una crescita economica sostenibile e per competere e assumere un ruolo di leadership a livello globale.
In particolare:
- sostenere e rafforzare la competitività globale dell'UE;
- focalizzare l'attenzione sull'innovazione e sugli investimenti con un approccio più dinamico alla valutazione delle fusioni, inclusa la valutazione del danno dinamico e delle "acquisizioni killer", ed al contempo introdurre uno "scudo per l'innovazione" per le fusioni che coinvolgono piccole imprese innovative, comprese le start-up e i progetti di ricerca e sviluppo;
- riconoscere la sostenibilità e la resilienza come importanti fattori competitivi, fornendo orientamenti su come valutare il loro contributo all'economia ed alla società nel suo complesso;
- aggiornare e perfezionare i cirteri del potere di mercato, dell'esclusione e del coordinamento per consentire alla Commissione di valutare l'impatto dei diversi tipi di fusioni su prezzo, qualità e innovazione in un'economia in evoluzione;
- orientare la Commissione su come dovrà valutare i benefici delle fusioni – denominati efficienze – promossi dalle imprese, comprese le efficienze dinamiche correlate all'innovazione ed agli investimenti, che potrebbero richiedere più tempo per concretizzarsi; e presentare nuove linee guida sulle situazioni in cui gli Stati membri possono intervenire per tutelare legittimi interessi pubblici.
L'obiettivo principale della normativa europea sulle concentrazioni è preservare un mercato interno dinamico e competitivo. Consente alle imprese di raggiungere economie di scala, innovare, investire e offrire prodotti migliori; ed allo stesso tempo impedire che il potere di mercato si accumuli nelle mani di una o poche imprese, danneggiando i consumatori e le imprese e compromettendo la produttività e la crescita economica dell'UE.
Quando valuta le proposte di fusione, la Commissione considera se queste possano ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nell'UE. Valuta se la fusione sia in grado di produrre benefici c.d. procompetitivi, noti come efficienze, in misura superiore al potenziale danno . Se le proposte di fusione non ostacolano in modo significativo la concorrenza effettiva, a seguito della valutazione complessiva dei benefici e dei danni, vengono approvate senza condizioni. Altrimenti alle parti coinvolte nella fusione viene chiesto di proporre modifiche all'accordo che garantiscano latutela della concorrenza sul mercato. Se le parti coinvolte nella fusione non propongono soluzioni adeguate, la Commissione vieta l'operazione, al fine di prevenire effetti negativi sulle imprese e sui consumatori in termini di prezzi più elevati, qualità inferiore o scelta più limitata di beni o servizi. Negli ultimi dieci anni, oltre il 99% delle decisioni della Commissione in materia di fusioni sono state autorizzazioni, di cui circa il 95% incondizionate.
Nello stato delle cose antecedente alla guerra in Ucraina, quando ancora agli europei nessuno li aveva tirati giù dal letto a suon di bombe, l’Europa nel momento in cui doveva stabilire relazioni commerciali preferenziali con i paesi in via di sviluppo si è sempre mantenuta fedela ad un principio che oggi suona bizzarro: tutto eccetto le armi. E continua a farlo.
Vuol dire che quando ad una nazione viene riconosciuta una preferenza commerciale, o altrimenti detta clausola della nazione più favorita, le viene accordata l’esenzione da dazi o restrizioni quantitative su tutti i beni che esporta verso l’Europa fuorché appunto le armi e le munizioni.
Ieri questo regime preferenziale, che si riteneva potesse contribuire a far sì che ogni nazione, in cambio dei benefici commerciali, accettasse di buon grado di rispettare i diritti umani, è stato riformato dal Parlamento europeo, con larga maggioranza di voti, e suona leggermente diverso: alle trombe altisonanti dei diritti umani si è unito il controcanto della norma che prevede la sospensione della clausola di preferenza commerciale nel caso che il paese non collabori nel rimpatrio dei migranti irregolari.
In questo modo la clausola “tutto eccetto le armi” si è di fatto tramutata, per adattarsi ai tempi moderni, in “tutto eccetto i migranti”.
E qui sta il senso della parabola attraversata nel giro di pochi anni da un'Europa ormai in preda alla sindrome dell’assediamento.
La politica dei dazi, reintrodotti laddove si credeva di averli eliminati, ha assunto in questi ultimi tempi il tono della beffa, nel momento in cui ad esserne colpiti sono stati proprio gli europei e ad opera di un paese considerato amico ed affidabile. In risposta l’Europa guarda altrove, anzi ovunque, e cerca di stabilire relazioni commerciali sempre più avanzate con nuovi e vecchi partner, come il Bangladesh, con cui ha appena rinnovato l'accordo in vigore dal 2001. Salvo ad incappare inevitabilmente nel paradosso che le merci sono preferibili alle persone, a meno che di queste non se ne possa valutare la potenziale utilità per il mercato del lavoro europeo.
Ora la domanda è: se vogliamo che l’intelligenza artificiale metta al centro la persona, affinché non s’imponga un ordine mondiale basato sugli algoritmi, cosa dobbiamo invece temere dalla contraddizione tutta europea tra vecchie glorie ideologiche e nuove incontrollabili paure?
CLS
Finanziare il futuro in tutto il mondo
L'Unione Europea e le istituzioni finanziarie partner a livello globale hanno firmato il Fondo Global Green Bond Initiative (GGBI), un nuovo strumento di investimento pubblico-privato per mobilitare fino a 20 miliardi di euro di capitale privato per progetti infrastrutturali sostenibili nei paesi a basso e medio reddito.
La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Con il Fondo Global Green Bond Initiative, l'Europa ribadisce la sua leadership nella finanza sostenibile. Mobiliteremo miliardi di euro di investimenti privati per raggiungere i nostri obiettivi climatici e ambientali. Insieme ai nostri partner stiamo ridefinendo il modo in cui il mondo finanzia il proprio futuro. Si tratta di qualcosa di più che semplice finanza; è una scelta strategica per allineare la resilienza economica alla giustizia climatica, per il nostro pianeta e per le generazioni a venire”.
Il Fondo GGBI è uno dei tre pilastri della Global Green Bond Initiative, fiore all'occhiello della strategia Global Gateway dell'Unione Europea. Il suo obiettivo è quello di sbloccare fino a 3 miliardi di euro in obbligazioni verdi nei paesi partner e contribuire a finanziare attività a sostegno degli obiettivi climatici e ambientali. Il fondo investirà esclusivamente in obbligazioni emesse sui mercati primari, dando priorità agli emittenti che si affacciano per la prima volta al mercato, come governi, enti locali e imprese. Almeno il 20% degli investimenti sarà destinato ai paesi meno sviluppati al mondo, con sostegno alle obbligazioni sia in valuta locale che in euro. Ciò contribuirà a rafforzare i mercati dei capitali locali e a promuovere l'uso internazionale dell'euro. In qualità di emittente leader a livello mondiale di obbligazioni verdi, l'UE promuoverà elevati standard ambientali e condividerà le migliori pratiche con i paesi partner.
I giovani non europei trovano voce anche in Europa
La Commissione europea ha rinnovato il mandato dello EU Global Youth Sounding Board - YSB, al fine di rafforzare l'impegno a coinvolgere i giovani nella definizione dell'azione esterna dell'UE. Il Comitato giovanile svolgerà il suo mandato da aprile 2026 ad aprile 2028. Riunisce 25 giovani con ruoli di leadership di età compresa tra i 18 e i 30 anni, provenienti da 25 paesi dell'Africa subsahariana, dell'Asia, dell'America Latina e dei Caraibi e dell'Europa. Grazie a una forte rappresentanza femminile e a una diversità di contesti, inclusi quelli più fragili, l'YSB riflette le priorità e le realtà dei paesi partner dell'UE.
Lanciato per la prima volta nel 2021, l'YSB fornisce alla Commissione una consulenza strutturata da parte dei giovani di tutto il mondo. I membri contribuiscono con raccomandazioni concrete per orientare la progettazione, l'attuazione e il monitoraggio delle politiche e dei programmi dell'UE. In questo modo, le politiche della Commissione sulle questioni globali possono rispecchiare meglio le esigenze e le realtà dei giovani.
L'YSB fornisce consulenza su priorità chiave, tra cui il Global Gateway, la migrazione e la mobilità e le sfide globali come il clima e la digitalizzazione. Il Comitato consultivo giovanile (Youth Sounding Board) si collega inoltre ai Comitati consultivi giovanili locali istituiti dalle delegazioni dell'UE in oltre 50 paesi partner, garantendo che le prospettive locali confluiscano nel processo decisionale globale dell'UE.
In questa occasione, Jozef Síkela, Commissario per i partenariati internazionali, ha dichiarato: “I nostri investimenti nello sviluppo globale mirano a costruire un futuro migliore per i giovani di oggi. Devono avere una voce reale nel plasmare i nostri sforzi e il Comitato consultivo giovanile ci offre un modo diretto per ascoltare le loro idee e rifletterle nelle nostre priorità. Insieme, possiamo rafforzare i partenariati dell'Europa con il mondo e renderli ancora più efficaci”.
Il Comitato consultivo giovanile è un impegno chiave nell'ambito del Piano d'azione per la gioventù nell'azione esterna dell'UE, che mira a costruire un autentico partenariato tra l'UE e i giovani di tutto il mondo e a sostenere i progressi verso l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Il ruolo di città e regioni nelle politiche per l'innovazione
La Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni hanno firmato un nuovo piano d'azione congiunto per rafforzare il ruolo delle città e delle regioni nella definizione dell'agenda dell'UE in materia di ricerca e innovazione (R&I). Questa iniziativa mira a consolidare la dimensione regionale e locale delle politiche dell'UE in materia di ricerca e innovazione, a sostenere l'attuazione delle principali iniziative della Commissione a livello locale e regionale e a facilitare lo scambio di competenze e dati tra le due istituzioni. Il piano d'azione definisce quattro priorità concrete: costruire solidi ecosistemi di innovazione a livello locale e regionale, agevolare la transizione verde e digitale, sensibilizzare sulle opportunità di finanziamento di Horizon Europe e sostenere l'elaborazione di politiche basate su dati concreti.
Si basa sul successo del primo piano d'azione congiunto (2020-2025), che ha già consentito una più stretta collaborazione tra la Commissione e il Comitato delle regioni in materia di politiche di ricerca e innovazione, garantendo un approccio più integrato.
Le regioni rimangono al centro dell'agenda dell'UE in materia di ricerca e innovazione.
La Settimana europea della gioventù
Oggi inizia in tutta Europa la Settimana europea della gioventù 2026, che durerà fino al 1° maggio e riunirà giovani, organizzazioni e istituzioni per una settimana dedicata alla celebrazione del coinvolgimento giovanile, nell'ambito dell'impegno della Commissione europea a integrare la voce dei giovani nel processo decisionale dell'UE. Circa 1.000 giovani parteciperanno all'evento di apertura a Bruxelles, accolti da un videomessaggio di Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e Roberta Metsola, Presidente del Parlamento europeo. Il Commissario per l'equità intergenerazionale, i giovani, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, era presente all'evento di apertura e ha partecipato a una conversazione con giovani cittadini e rappresentanti degli Stati membri e delle istituzioni dell'UE.
L'edizione di quest'anno si concentrerà sulla solidarietà e l'equità, ponendo l'accento sull'inclusione sociale e sulle pari opportunità per i giovani. Gli eventi sono accessibili tramite una mappa interattiva sul Portale europeo della gioventù. Inoltre, gli eventi offrono una piattaforma di dialogo tra i giovani e i decisori politici dell'UE, integrando i dialoghi in corso sulle politiche giovanili con i Commissari. La Settimana europea della gioventù includerà anche un evento dedicato alla celebrazione dei 30 anni di volontariato nell'UE, dal Servizio Volontario Europeo all'attuale Corpo Europeo di Solidarietà.
Il Commissario Micallef ha dichiarato: “I giovani sono il cuore pulsante dell'Europa. La Settimana europea della gioventù è dedicata a loro: ai loro sogni, alle loro idee e alla loro creatività. Celebra i giovani offrendo loro ulteriori opportunità per far sentire la propria voce e partecipare alla costruzione del futuro dell'Europa. Per alcuni, questo potrebbe essere l'inizio del loro percorso verso una cittadinanza attiva. Nel 2026, la Settimana europea della gioventù sottolineerà ancora una volta l'importanza di ascoltare le voci dei giovani e garantirà che la solidarietà e l'equità rimangano al centro delle nostre politiche”.
In Africa l'Europa c'è con maggiori fondi umanitari
L'Europa stanza 235 milioni di euro in aiuti umanitari a sostegno delle persone più vulnerabili in Africa occidentale e centrale. I fondi sono destinati alle persone colpite dai conflitti in corso e dalle crisi alimentari, gli sfollati, le comunità ospitanti e le popolazioni difficili da raggiungere. Dei 235 milioni di euro, 75 milioni saranno destinati al Sahel centrale, oltre 16,6 milioni al Camerun, 22 milioni alla Repubblica Centrafricana, oltre 72 milioni al Ciad, 4,8 milioni alla Mauritania, 33 milioni alla Nigeria e oltre 6 milioni ai paesi costieri. Ulteriori 6,4 milioni di euro sosterranno progetti di portata regionale.
"L'Africa occidentale e centrale sta affrontando una tempesta di crisi umanitarie, alimentata da conflitti, povertà, fame, instabilità e shock climatici", ha dichiarato Hadja Lahbib, Commissaria per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi. «L'anno scorso in Ciad ho visto con i miei occhi il costo umano: famiglie fuggite senza nulla se non i vestiti che indossavano, le loro case perdute, i loro mezzi di sussistenza distrutti. Per milioni di persone, gli aiuti umanitari non sono una scelta. Sono cibo in tavola, acqua potabile, medicine, un riparo e la possibilità per i loro figli di tornare a studiare. L'Unione Europea sarà sempre al fianco delle persone in crisi, come partner umanitario affidabile e di principio, per salvare vite umane, alleviare le sofferenze e portare speranza dove ce n'è più bisogno.»
La regione dell'Africa occidentale e centrale è afflitta da diverse crisi umanitarie, con un notevole bisogno di assistenza umanitaria. La causa principale di queste crisi è il conflitto, ulteriormente intensificato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici e da una moltitudine di fattori locali legati alla governance, alla demografia e all'accesso alla terra e alle risorse. L'epicentro di queste crisi si trova nelle regioni del Sahel centrale e del Lago Ciad, con il conflitto del Sahel centrale che si estende ai paesi costieri, alimentando sfollamenti su larga scala sia interni che transfrontalieri. La crisi in corso in Sudan sta inoltre compromettendo gravemente la capacità di resilienza del Ciad orientale. Oltre a queste dinamiche interconnesse, persistono crisi separate nel nord-ovest della Nigeria, nel nord-ovest e nel sud-ovest del Camerun e nella Repubblica Centrafricana.
Aggiornate le norme per gli animali domestici quando viaggiano
La sicurezza e la salute degli animali passa anche attraverso norme chiare e applicate in maniera uniforme in Europa, specialmente quando un cittadino europeo decide di viaggiare con il proprio animale di compagnia. Secondo le norme attuali, cani, gatti e furetti possono viaggiare con i loro proprietari verso un altro Stato membro dell'UE, o entrare nell'UE da un Paese extra-UE, a condizione che soddisfino determinati requisiti. Ad esempio, gli animali devono essere vaccinati contro la rabbia e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere stati sottoposti a un test sierologico per la rabbia. I proprietari devono inoltre assicurarsi che i loro animali siano in possesso di un passaporto europeo per animali valido quando viaggiano da un Paese dell'UE o dall'Irlanda del Nord verso un altro Paese dell'UE o l'Irlanda del Nord, e, se viaggiano da un Paese extra-UE, devono essere in possesso di un certificato sanitario animale UE valido. Le norme aggiornate chiariscono che è consentito un massimo di cinque animali da compagnia per veicolo, spiegano le condizioni da rispettare per il transito di animali domestici attraverso l'UE da un Paese extra-UE a un altro e delineano le procedure da seguire nel caso in cui un animale domestico venga rifiutato all'ingresso in un Paese extra-UE e venga rimandato nell'UE.
Con l'odierno aggiornamento delle norme vengono rafforzati anche i requisiti in materia di identificazione degli animali domestici. In particolare, le nuove norme definiscono quali informazioni devono contenere i documenti di identificazione, come ad esempio il codice del Paese di origine dell'animale. Sebbene la maggior parte dei nuovi requisiti sia in vigore da oggi, alcune modifiche saranno introdotte gradualmente. Ad esempio, i nuovi certificati sanitari per gli animali dovranno essere utilizzati a partire dal 1° ottobre 2026, mentre i nuovi requisiti di identificazione e i passaporti aggiornati diventeranno obbligatori solo dal 1° gennaio 2028. Ulteriori informazioni dettagliate sui nuovi requisiti sono disponibili sul nostro sito web.
Premiati i comuni in Europa più inclusivi. Anche in Italia
In vista dell'inizio del Mese della Diversità dell'UE, previsto per domani, la Commissione europea ha annunciato i vincitori della quinta edizione del premio "Capitali europee dell'inclusione e della diversità". Azione chiave dell'Unione per l'uguaglianza, il premio celebra le città e le regioni dell'UE che si distinguono per l'impegno nel promuovere politiche inclusive e la diversità.
I vincitori di quest'anno sono città e comuni di Belgio, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Spagna. Sono stati premiati per il loro lavoro volto a costruire società più eque, promuovendo la diversità e l'inclusione in termini di genere, origine razziale ed etnica, religione e credo, disabilità, età e identità LGBTIQ+.
Nella categoria "enti locali con oltre 50.000 abitanti":
Il premio Oro va a Józsefváros, VIII distretto di Budapest, Ungheria, per il suo impegno nella promozione dell'inclusione, attraverso iniziative che spaziano dall'occupazione municipale inclusiva, alle azioni a favore dell'uguaglianza LGBTIQ+, all'integrazione delle comunità rom e alle iniziative contro la violenza di genere.
Il premio Argento va alla città di Lovanio, Belgio, per il suo approccio deciso alla lotta contro l'esclusione, dimostrato da progetti come "Lovanio senza razzismo" e dal piano d'azione in dieci punti della città per combattere la discriminazione in settori quali alloggio, lavoro, istruzione e altro ancora.
Il premio Bronzo va alla città di Leiden, Paesi Bassi, per le sue ambiziose azioni nell'ambito della politica "Leiden Inclusive", che garantisce a tutti la libertà di essere se stessi, indipendentemente da origine, religione, genere, età, orientamento sessuale o disabilità.
Nella categoria "enti locali con meno di 50.000 abitanti":
Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per il suo forte impegno a favore della diversità culturale e per le sue iniziative rivolte a migranti, comunità LGBTIQ+, donne, persone con disabilità e anziani.
Il premio Argento va alla città di Orio, in Spagna, per la sua strategia di inclusione e diversità, "Bizitza Askeak Plazer" (Vivere liberi è un piacere), che sostiene migranti, donne, persone LGBTIQ+, anziani e persone con disabilità.
Il premio Bronzo va al villaggio di San Xoán de Río, in Spagna, per le sue iniziative volte a eliminare la discriminazione nei confronti di anziani, donne e membri della comunità LGBTIQ+.
Premio specifico per la creazione di mercati del lavoro inclusivi per tutti:
Il premio Oro va alla città di Errenteria, in Spagna, per la sua visione secondo cui l'accesso al lavoro è essenziale per l'inclusione sociale e per il suo impegno a favore di un mercato del lavoro locale che rifletta la diversità.
Il premio d'argento va alla città di Orio, in Spagna, per le sue iniziative rivolte a coloro che rischiano l'esclusione nel mercato del lavoro locale, con particolare attenzione alle donne migranti nel settore dell'assistenza.
Il premio di bronzo va alla Città Metropolitana di Milano, in Italia, per il suo impegno a favore di un ecosistema occupazionale equo, sostenibile e inclusivo, ad esempio attraverso il progetto "Claudia!", che aiuta organizzazioni e imprese ad adottare politiche di inclusione e parità di genere.
Il premio del pubblico, assegnato tramite votazione una settimana prima della cerimonia di premiazione, è andato a Marsicovetere, in Italia.
Il Bangladesh sigla un accordo di partenariato di nuova generazione
L'Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, e il ministro degli esteri del Bangladesh, Khalilur Rahman, hanno siglato un Accordo di partenariato e cooperazione (APC), che segna un importante passo avanti nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l'Unione europea e il Bangladesh, partner chiave nella regione indo-pacifica.
L'APC offre un quadro completo per una maggiore cooperazione in campo politico, economico, commerciale e strategico, fondata su impegni condivisi in favore della democrazia, dei diritti umani, della pace e della sicurezza, dell'azione per il clima e dello sviluppo sostenibile. Composto da 82 articoli, l'APC rafforza la collaborazione in settori quali il dialogo politico, il commercio e gli investimenti, l'energia, i trasporti, l'agricoltura, la migrazione, la sicurezza, la finanza, gli affari marittimi e gli scambi tra i popoli.
L'UE e il Bangladesh sono in trattative dalla fine del 2024, ed hanno concluso i negoziati all'inizio di quest'anno. La conclusione apre la strada alla firma ed alla ratifica formale da parte di entrambe le parti in un prossimo futuro, dopo il completamento della procedura da parte delle rispettive autorità, per rendere questi nuovi impegni una realtà. Il Bangladesh è il primo Paese dell'Asia meridionale a concludere un moderno Accordo di cooperazione e partenariato (PCA) con l'Unione europea. Una volta entrato in vigore, il PCA sostituirà l'Accordo di cooperazione del 2001.
I legami bilaterali tra l'UE e il Bangladesh durano da oltre 50 anni, con la cooperazione allo sviluppo e il commercio come aspetti principali delle relazioni. L'UE è il principale partner commerciale del Bangladesh e gli scambi bilaterali superano ormai i 22 miliardi di euro. Dal 2001, il Bangladesh beneficia dell'accordo "Tutto tranne le armi" (EBA) dell'UE, che garantisce l'accesso senza dazi né quote per tutte le esportazioni, ad eccezione di armi e munizioni.
Riprende la cooperazione con la Siria
La Commissione europea ha proposto la piena ripresa dell'accordo di cooperazione UE-Siria, segnando un nuovo passo nelle relazioni tra le due parti. Ciò fa seguito all'annuncio, da parte della Presidente von der Leyen nel gennaio 2026, del nuovo quadro di cooperazione dell'UE con la Siria. Nell'ambito di tale quadro, l'UE sta intensificando il sostegno a una transizione pacifica e inclusiva guidata dalla Siria, affrontando i bisogni umanitari e contribuendo agli sforzi per la ripresa economica.
L'accordo di cooperazione UE-Siria era stato parzialmente sospeso nel 2011 in risposta alla repressione sistematica e alle gravi violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime di Assad. L'accordo di cooperazione ha rappresentato il quadro di riferimento per la cooperazione tra l'UE e la Siria dal 1978, sostenendo lo sviluppo economico e sociale della Siria e promuovendo relazioni commerciali eque e legali. Esso abolisce i dazi doganali sulle importazioni nell'UE della maggior parte dei prodotti industriali originari della Siria e impedisce l'imposizione di restrizioni quantitative da entrambe le parti.
Questo segnale di rinnovato slancio nelle relazioni politiche e di cooperazione tra UE e Siria fa seguito alla revoca di tutte le sanzioni economiche contro la Siria nel maggio 2025 e alla visita della Presidente von der Leyen a Damasco nel gennaio 2026. Durante la sua visita, la Presidente von der Leyen ha annunciato i tre pilastri del rinnovato dialogo bilaterale con la Siria a sostegno della riconciliazione e della ripresa: un nuovo partenariato politico; un quadro per una maggiore cooperazione commerciale ed economica; e un pacchetto di sostegno finanziario di circa 620 milioni di euro per il biennio 2026-2027, che comprende aiuti umanitari, sostegno alla ripresa iniziale e sostegno bilaterale. Si tratta di un importante segnale politico in vista del prossimo dialogo politico di alto livello UE-Siria che si terrà l'11 maggio 2026.
La peculiarità di Cipro
La Commissione europea ha lanciato un nuovo bando da 2,25 milioni di euro nell'ambito del programma "La società civile cipriota in azione". Questa iniziativa, giunta alla sua decima edizione, mira a sostenere le organizzazioni della società civile (OSC) in tutta l'isola, con particolare attenzione al rafforzamento della comunità turco-cipriota.
Dal 2007, il programma ha stanziato 19,78 milioni di euro a oltre 160 organizzazioni, finanziando progetti che promuovono il dialogo, la partecipazione democratica e la riconciliazione. Quest'ultimo bando si propone di rafforzare ulteriormente il ruolo della società civile nel plasmare il futuro di Cipro, in linea con i valori dell'UE e a sostegno del processo di riunificazione dell'isola.
La Commissione europea ha illustrato ai rappresentanti degli Stati membri dell'UE e del Mediterraneo meridionale la prima serie di iniziative chiave, sotto forma di Piano d'azione, per promuovere l'attuazione del Patto per il Mediterraneo. Il Patto è stato elaborato attraverso un ampio e inclusivo processo di consultazione con governi, società civile, giovani, settore privato e ricercatori di tutto il Mediterraneo. Questo sforzo congiunto ha portato a oltre 100 iniziative. Questa prima edizione del Piano d'azione lancia le prime 21 azioni concrete, co-progettate, che saranno attuate quest'anno.
Le principali iniziative rientrano nei tre pilastri del Patto.
Primo pilastro: Persone, forza trainante del cambiamento, delle connessioni e dell'innovazione.
Otto azioni, tra cui l'Iniziativa Universitaria del Mediterraneo, volta ad approfondire la collaborazione accademica, l'eccellenza nella ricerca e l'innovazione in tutta la regione; e un'Assemblea Parlamentare Giovanile, che consente ai giovani rappresentanti eletti europei e del Mediterraneo meridionale di riunirsi in una piattaforma strutturata e contribuire alle politiche regionali.
Secondo pilastro: Economie più forti, sostenibili e integrate
Quattro azioni, tra cui l'Iniziativa per la cooperazione transmediterranea nel campo delle energie rinnovabili e delle tecnologie pulite (T-MED) e la Piattaforma di investimento, mirano ad accelerare i progetti nel settore delle energie rinnovabili, delle reti elettriche e delle tecnologie pulite, mobilitando finanziamenti pubblici e privati, mitigando i rischi finanziari e promuovendo partnership industriali. Altre azioni relative a questo pilastro del Patto includono la "Deep Tech Offer" – un approccio integrato che combina investimenti pubblici e privati con il supporto politico – per promuovere l'interconnessione digitale in tutta la regione del Mediterraneo. Verrà realizzata potenziando la connettività regionale tramite cavi sottomarini, migliorando la capacità delle telecomunicazioni, promuovendo la cooperazione normativa e facilitando gli scambi tecnici in materia di sicurezza informatica.
Terzo pilastro: Sicurezza, preparazione e gestione delle migrazioni
Nove azioni, tra cui un Centro europeo contro gli incendi, con sede a Cipro, per potenziare la preparazione e la risposta alle catastrofi, e per la prima volta offrirà supporto anche ai paesi del Mediterraneo meridionale. Altra iniziativa importante è l''operazione congiunta per il Mediterraneo (MED-OP), per il contrasto alla criminalità organizzata, in collaborazione con le agenzie europee per la giustizia e gli affari Interni. Un'altra azione reca il titolo "Confini sicuri", per il rafforzamento delle capacità operative e istituzionali di gestione delle frontiere e la governance del settore della sicurezza. In materia di gestione delle migrazioni, in particolare, le azioni previste avranno un "whole-of-route approach'", che implica la gestione del fenomeno sin dai luoghi di prima partenza, per combattere il traffico di esseri umani ed agevolare percorsi legali.
In un contesto geopolitico sempre più instabile, l'UE rimane impegnata a rafforzare i partenariati in tutto il Mediterraneo. Il Piano d'azione è un documento flessibile e dinamico che verrà regolarmente aggiornato e adattato al contesto in continua evoluzione attraverso consultazioni costanti con le parti interessate e i partner, garantendone la pertinenza e l'efficacia. La seconda versione del Piano d'azione è prevista per l'autunno 2026. Una pagina web interattiva consentirà alle parti interessate di individuare progetti e iniziative concrete, esplorarli per paese e settore e seguirne i progressi, garantendo trasparenza e coinvolgimento e mostrando l'impatto tangibile del Patto in tutta la regione.
La Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, e la Vicepresidente esecutiva per i diritti sociali e le competenze, il lavoro di qualità e la preparazione, Roxana Mînzatu, hanno ospitato a Bruxelles un dialogo di alto livello con aziende europee leader nel settore delle tecnologia educativa (EdTech). L'incontro ha offerto l'opportunità di riflettere sulla crescente importanza della tecnologia nell'istruzione e nella formazione, nello sviluppo delle competenze, nonché sul suo contributo alla sovranità digitale e alla competitività dell'UE. Il dialogo raccoglierà le opinioni dei leader del settore e definirà ulteriormente il ruolo che l'EdTech europea può svolgere nelle agende politiche sociali e digitali.
La discussione si è concentrata anche su come rafforzare la competitività delle soluzioni educative basate sull'intelligenza artificiale nell'UE, e di come ridurre la dipendenza dagli ecosistemi tecnologici extra-UE. Inoltre, l'attenzione si è concentrata su come una più stretta cooperazione tra istruzione e imprese possa aiutare le aziende europee di EdTech a crescere e competere in Europa e a livello globale.
Il dialogo contribuirà alla preparazione della prossima tabella di marcia 2030 sul futuro dell'istruzione e delle competenze digitali, prevista entro la fine dell'anno nell'ambito del futuro Pacchetto Istruzione, volto a migliorare ulteriormente l'istruzione in Europa. Con il programma del Decennio digitale, entro il 2030 l'UE si propone di raggiungere l'obiettivo che l'80% degli adulti possieda almeno competenze digitali di base e di avere almeno 20 milioni di specialisti ICT impiegati, con una partecipazione equilibrata tra uomini e donne.
Fondo Europeo per la Difesa, concluso l'iter di valutazione del bando 2025
Stanziato un investimento di 1,07 miliardi di euro in 57 nuovi progetti nell'ambito del bando 2025 del Fondo Europeo per la Difesa (FES), secondo la Defence Readiness Roadmap 2030. Saranno finanziato in particolare i quattro progetti faro dell'UE in materia di difesa: l'iniziativa europea per la difesa dai droni, il sistema di sorveglianza del fianco orientale, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo.
Risultati del bando FES 2025
I 57 progetti selezionati nell'ambito del FES 2025 coprono un'ampia gamma di settori critici, tra cui l'intelligenza artificiale (IA), la difesa cibernetica, i droni e i sistemi anti-drone. Questi investimenti sono concepiti per garantire che l'UE rimanga leader nelle tecnologie di difesa avanzate. Oltre 15 progetti riguardano i quattro progetti faro europei per garantire una capacità operativa in tempi rapidi.. Ad esempio, il progetto AETHER svilupperà sistemi di propulsione e gestione termica a supporto dell'iniziativa per la difesa dai droni. Tutti i progetti faro beneficeranno inoltre di progetti trasversali incentrati su sensori, trasformazione digitale o tecnologie cibernetiche.
L'UE sta inoltre intensificando la cooperazione con l'industria della difesa ucraina, con il supporto dell'Ufficio per l'innovazione della difesa dell'UE a Kiev. Questa partnership mira a integrare meglio l'Ucraina nella base industriale europea. Un'iniziativa chiave, il progetto STRATUS, svilupperà un sistema di difesa cibernetica basato sull'intelligenza artificiale per sciami di droni. Il progetto prevede la partecipazione di un subappaltatore ucraino, garantendo così che il progetto possa beneficiare di un'esperienza diretta sul campo di battaglia.
Per attrarre nuovi talenti, diversi progetti incentrati sulla produzione in serie di munizioni economiche per droni lanceranno bandi specifici per start-up e piccole e medie imprese (PMI). Queste piccole aziende potranno ricevere fino a 60.000 euro ciascuna per integrare nuove innovazioni, facilitando l'ingresso nel mercato di coloro che non hanno precedenti esperienze nel settore della difesa. Anche le aziende ucraine possono presentare domanda. I progetti selezionati coinvolgono 634 entità provenienti da 26 Stati membri dell'UE e dalla Norvegia, a testimonianza del forte impegno per la cooperazione europea in materia di difesa. Le PMI sono fondamentali in questa fase, rappresentando oltre il 38% dei partecipanti e ricevendo più del 21% dei finanziamenti totali.
Nell'ambito dei bandi, 675 milioni di euro saranno destinati a sostenere 32 iniziative di sviluppo delle competenze e 332 milioni di euro a 25 progetti di ricerca.
A proposito di debito comune europeo
La Commissione europea ha raccolto 9 miliardi di euro tramite l'emissione di obbligazioni UE (EU Bond) nell'ambito della sua quarta operazione di mercato per il 2026. La Commissione è autorizzata dai trattati UE a contrarre prestiti sui mercati finanziari internazionali per conto dell'Unione europea al fine di finanziare specifici programmi politici dell'UE.
L'operazione, suddivisa in due tranche, ha riguardato un'emissione di 3 miliardi di euro di obbligazioni UE a 3 anni, con scadenza il 12 luglio 2029, e una nuova emissione di obbligazioni UE a 20 anni, con scadenza il 12 ottobre 2046, per un totale di 6 miliardi di euro. Sulla base del successo delle precedenti emissioni a marzo, il cui prezzo è stato determinato in base alla curva dei rendimenti delle obbligazioni UE, è stata applicata una strategia di prezzo differenziata per le due scadenze: l'obbligazione a 3 anni è stata valutata in base alla curva degli swap, mentre la nuova obbligazione a 20 anni è stata valutata in base a un punto di riferimento della curva dei rendimenti delle obbligazioni UE. Questo approccio ha contribuito a mitigare i rischi di prezzo per gli investitori partecipanti alla nuova tranche a lunga scadenza e riflette la crescente liquidità della curva dei rendimenti dei titoli obbligazionari dell'UE, che può essere utilizzata come punto di riferimento affidabile per la determinazione dei prezzi delle emissioni sindacate, ove ritenuto opportuno.
L'operazione rientra nell'obiettivo di finanziamento di 90 miliardi di euro fissato dalla Commissione per il primo semestre del 2026, di cui 61,3 miliardi di euro sono stati emessi a partire da gennaio 2026. Questi fondi saranno utilizzati per sostenere le priorità politiche dell'Unione europea, tra cui il sostegno a un'Europa più forte, competitiva e resiliente, il sostegno all'Ucraina e investimenti cruciali nella difesa europea.
"Lo scorso autunno, nel discorso sullo Stato dell'Unione, ho preso l'impegno di rendere il mondo online più sicuro per i nostri figli. Sappiamo che la tecnologia digitale può offrire ai bambini incredibili opportunità. Possono imparare più velocemente grazie a strumenti interattivi. Possono rimanere in contatto con amici e familiari. Possono accedere a una vasta gamma di conoscenze ed esplorare il mondo, ben oltre le mura dell'aula. E queste tecnologie possono anche aiutarli a sviluppare preziose competenze per la vita. Ma siamo anche ben consapevoli che questi vantaggi comportano dei rischi. Quando si tratta della sicurezza dei bambini online, la situazione è estremamente preoccupante. Un bambino su sei è vittima di bullismo online. Un bambino su otto è un bullo online. Le piattaforme dei social media offrono design altamente coinvolgenti: lo scorrimento infinito che alimenta la dipendenza, i video brevi che catturano l'attenzione, i contenuti altamente personalizzati e mirati. Il tempo che i nostri figli trascorrono davanti agli schermi non è mai stato così alto. E questo è tempo che non trascorrono al parco giochi con i loro coetanei. E più tempo trascorrono online, maggiore è la probabilità che siano esposti a contenuti dannosi e illegali, nonché al rischio di essere adescati da predatori online. Questo ambiente non giova alle giovani menti in via di sviluppo. Ho ascoltato attentamente i genitori che non dispongono di soluzioni adeguate per proteggere i propri figli. Condivido le loro preoccupazioni. Spetta ai genitori educare i propri figli, non alle piattaforme. Ho ascoltato anche le preoccupazioni dei nostri Stati membri. Ed è per questo che un mese fa ho convocato la prima riunione del gruppo di esperti sulla sicurezza dei minori online. Domani si terrà la seconda riunione del gruppo. Questo gruppo presenterà le sue raccomandazioni entro l'estate.
È nostro dovere proteggere i nostri figli nel mondo online, così come facciamo nel mondo offline. E per farlo efficacemente, abbiamo bisogno di un approccio europeo armonizzato. Un tema centrale è la seguente domanda: come possiamo garantire una soluzione tecnica a livello europeo per la verifica dell'età? Oggi posso annunciare che abbiamo la risposta. La nostra app europea per la verifica dell'età è tecnicamente pronta e sarà presto disponibile per i cittadini. Quest'app consentirà agli utenti di dimostrare la propria età quando accedono alle piattaforme online. Proprio come i negozi chiedono un documento d'identità a chi acquista bevande alcoliche.
Non è la prima volta che la Commissione propone una soluzione innovativa a un nuovo problema. Ricordiamo tutti la pandemia di COVID. Il nostro mondo si è fermato completamente. Ma una volta usciti dai lockdown e resi disponibili i vaccini, la Commissione ha sviluppato l'app COVID in tempi record – tre mesi – per aiutarci a tornare alla normalità in sicurezza. Con una scansione dei nostri certificati COVID, potevamo andare a un concerto o imbarcarci su un aereo per viaggiare di nuovo, e così via. 78 paesi in 4 continenti utilizzavano quest'app, quindi è stato un enorme successo. E ora abbiamo preso questo successo e lo abbiamo applicato all'app per la verifica dell'età. Segue gli stessi principi, lo stesso modello.
Innanzitutto, è facile da usare. Si scarica l'app. La si configura con il passaporto o la carta d'identità. Quindi si dimostra la propria età quando si accede ai servizi online. In secondo luogo, rispetta i più elevati standard di privacy al mondo. Gli utenti dimostreranno la propria età senza rivelare altre informazioni personali. In parole semplici, è completamente anonima: gli utenti non possono essere tracciati. In terzo luogo, l'app funziona su qualsiasi dispositivo: telefono, tablet, computer, qualsiasi cosa. Infine, è completamente open source: chiunque può controllare il codice. Questo significa che anche i nostri Paesi partner possono utilizzarlo. È molto importante che possa essere utilizzato dai nostri partner globali. Ma, cosa ancora più importante, le piattaforme online possono fare affidamento sulla nostra app di verifica dell'età. Quindi non ci sono più scuse. L'Europa offre una soluzione gratuita e facile da usare che può proteggere i nostri figli da contenuti dannosi e illegali. E vediamo che sempre più Stati membri stanno facendo grandi progressi. Francia, Danimarca, Grecia, Italia, Spagna, Cipro e Irlanda sono all'avanguardia. Stanno pianificando di integrare l'app nei loro portafogli digitali nazionali. E spero che altri Stati membri e il settore privato seguiranno l'esempio, in modo che presto ogni cittadino possa utilizzare l'app. Questa app offre a genitori, insegnanti e tutori un potente strumento per proteggere i bambini. Perché non tollereremo in alcun modo le aziende che non rispettano i diritti dei nostri figli. Ed è per questo che stiamo procedendo a tutta velocità e con determinazione nell'applicazione delle nostre norme europee. Stiamo chiedendo conto alle piattaforme online che non proteggono a sufficienza i nostri bambini.
La nuova soluzione di verifica dell'età e l'applicazione delle nostre norme vanno di pari passo. Nell'Unione europea, i diritti dei bambini vengono prima degli interessi commerciali. E faremo in modo che sia così.
La Commissione europea interpella gli Stati membri sulla proposta di istituire un Quadro temporaneo di aiuti di Stato per sostenere l'economia europea nel contesto della crisi mediorientale, come aveva annunciato nei giorni scorsi la Presidente Ursula von der Leyen. La proposta si basa sull'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che consente l'erogazione di aiuti per lo sviluppo di settori economici specifici anche in considerazione di specifici rischi economici imprevisti. La proposta riguarda alcuni dei settori più esposti dell'economia, come l'agricoltura, la pesca, il trasporto su strada e il trasporto marittimo a corto raggio intra-UE. La proposta prevede anche un adeguamento temporaneo del quadro di aiuti di Stato del Clean Industrial Deal (CISAF) che consente un'intensità di aiuti maggiore per far fronte ai picchi dei prezzi dell'energia elettrica.
In base alla proposta igli Stati membri potranno concedere:
- un sostegno temporaneo calibrato per i settori più esposti a copertura di una parte degli aumenti di prezzo dei carburanti o dei fertilizzanti, rispetto ai prezzi precedenti al 28 febbraio 2026, sulla base dei consumi dei beneficiari, e una procedura semplificata per concedere un importo limitato di aiuti per impresa (ad eccezione del trasporto marittimo a corto raggio dell'UE).
- un aumento dell'intensità massima degli aiuti per i costi dell'energia elettrica per le industrie ad alta intensità energetica ispetto all'attuale massimo del 50%.
Inoltre, la Commissione è pronta a valutare, caso per caso ulteriori misure temporanee quali la sovvenzione del costo del combustibile per la produzione di energia elettrica da centrali a gas, al fine di ridurre i costi complessivi dell'elettricità. Una volta acquisiti i contributi inviati da ogni stato membro, la Commissione intende procedere in linea con l'obiettivo di adottare il quadro temporaneo entro la fine di aprile.
L'Uniione fa la forza quando in gioco ci sono le materie prime critiche
Si è aperto il primo bando per aggregare acquirenti e fornitori nell'ambito del Meccanismo per le materie prime. Attraverso questa piattaforma, gli acquirenti di materie prime critiche potranno mettersi insieme ed avviare i contatti con fornitori, istituzioni finanziarie e provider di servizi di stoccaggio.
Il Meccanismo per le materie prime rientra nella politica dell'UE per diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, sfruttando la creazione di una Piattaforma energetica europea. Poiché l'industria nell'UE rimane fortemente dipendente da un numero limitato di fornitori di paesi terzi, l'iniziativa mira a ridurre le vulnerabilità e rafforzare la sicurezza economica di fronte ai crescenti rischi geopolitici, dando visibilità a fonti alternative. Per le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, consentirà di costruire partnership al di là delle reti esistenti.
Con un focus su settori strategici come le terre rare, la difesa e i materiali per batterie, questo strumento volontario e basato sul mercato integra le relazioni commerciali esistenti senza intervenire nelle negoziazioni. Le aziende interessate a partecipare a questo primo ciclo possono registrarsi entro la fine di aprile.
I trent'anni delle borse di studio Marie Curie
Si è aperto il bando 2026 per le borse di ricerca post-dottorato Marie Skłodowska-Curie (MSCA), con un budget di 399,05 milioni di euro. Le borse di studio sono assegnate ai ricercatori in possesso di un dottorato di ricerca, e consente loro di svolgere attività di ricerca all'estero e acquisire nuove competenze in diverse discipline e settori. I ricercatori hanno l'opportunità di lavorare con team scientifici di alto livello, contribuendo alla competitività dell'UE attraverso la ricerca all'avanguardia. Le candidature sono aperte da oggi e si chiuderanno il 9 settembre 2026.
Dalla sua creazione nel 1996, oltre 150.000 ricercatori hanno partecipato alle Azioni Marie Skłodowska-Curie, tra cui 23 premi Nobel, a testimonianza del suo contributo di lunga data all'eccellenza scientifica e alla cooperazione internazionale.
Il bando rientra in un pacchetto di oltre 1,25 miliardi di euro stanziati per la MSCA nel 2026 nell'ambito del programma Horizon Europe 2021-2027, volto a promuovere l'eccellenza nella ricerca, come evidenziato dall'iniziativa "Choose Europe". Grazie a questi finanziamenti, la MSCA continuerà a sostenere la ricerca attraverso programmi di dottorato e post-dottorato, borse di ricerca e progetti collaborativi di ricerca e innovazione.
La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: "Il futuro dell'Europa si fonda sulla conoscenza, la scoperta e il talento. Da 30 anni, le azioni Marie Skłodowska-Curie consentono ai ricercatori di spingere i confini della scienza e di trasformare le idee in progresso per la società. Oggi rinnoviamo questo impegno. Ai ricercatori di tutto il mondo, il nostro messaggio è chiaro: portate la vostra ambizione, portate il vostro talento: l'Europa è il luogo ideale per innovare e prosperare".
L'anniversario sarà celebrato per tutto il 2026 con il motto "30 anni di curiosità che cambiano il mondo", mettendo in luce i risultati raggiunti e l'impatto sulle carriere dei ricercatori Storie, traguardi e momenti salienti sono già presenti su una pagina web dedicata all'anniversario, insieme ai contributi della comunità MSCA, tra cui un'intervista alla Prof.ssa Dr. Hélène Langevin-Joliot, nipote di Marie Skłodowska-Curie, e altre attività.
I progressi nell'adozione dell'Intelligenza Artificiale sul continente europeo
A un anno dal suo lancio, il Piano d'azione europeo "AI Continen"t compie progressi nei cinque pilastri che lo compongono: sviluppo delle infrastrutture, accesso ai dati, attrazione dei talenti, adozione e affidabilità dei modelli di IA.
L'UE ha potenziato la propria infrastruttura di calcolo: dispone di 19 fabbriche di Intelligenza Artificiale dislocate presso i supercomputer, 13 antenne "AI Factory" come punti di accesso a livello regionale e l'imminente creazione delle c.d. "AI Gigafactory". In questo modo si vuole offrire ad un maggior numero di ricercatori e startup la capacità necessaria per sviluppare modelli di IA.
Sul fronte dei dati, la Commissione ha lanciato la Strategia per l'Unione dei dati, volta a sbloccare le procedure di accesso e condivisione dei dati in ttutta Europa. Anche il pilastro dei talenti è altrettanto importante. Un'iniziativa chiave in tal senso è stata lanciata a febbraio con l'apertura di un ufficio per il transito legale tra l'Europa e l'India di personale qualificato nel settore ICT. Proseguono i lavori per l'AI Skills Academy, un'accademia specializzata nello sviluppo di programmi di formazione in intelligenza artificiale generativa e tecnologie di calcolo avanzate.
Nell'ambito del pilastro che riguarda l'adozione si segnala la Strategia "Apply AI", che promuove l'integrazione dell'IA nell'industria e nel settore pubblico, con 1 miliardo di euro di finanziamenti già stanziati. Queste iniziative sono accompagnate da progetti mirati, come la rete europea di centri di screening avanzato basati sull'IA e una grande sfida sull'IA di frontiera.
Dal 14 ottobre al 17 novembre 2026 si svolgerà l mese europeo dell'innovazione in materia di IA, che metterà in luce i progressi compiuti dall'Europa.
Il Patto per il Mediterraneo muove i primi passi
Nell'ambito dellla nuova politica verso i partner del Mediterraneo meridionale, la Commissione europea ha lanciato un programma di cooperazione digitale con i paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Si tratta del primo risultato inel settore del digitale conseguito dal Patto per il Mediterraneo, lanciato alla fine del 2025.
Il programma,è cofinanziato dal governo tedesco, e migliora l'accesso ai servizi digitali per i cittadini, le pubbliche amministrazioni e ile mprese, attraverso l'armonizzazione delle regole, il rafforzamento della sicurezza informatica e il miglioramento delle competenze digitali.
Verrà allineata la regolamentazione delle telecomunicazioni digitali agli standard europei. In secondo luogo, il programma rafforzerà la sicurezza informatica, potenziando la capacità di prevenire, rispondere e gestire le minacce informatiche. Infine, il programma svilupperà competenze digitali regionali in linea con gli standard DigComp dell'UE e creerà nuove piattaforme e reti a supporto dell'apprendimento continuo e dello scambio di competenze.
La Commissaria per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha dichiarato: "Accolgo con grande favore questo programma storico nell'ambito del Patto per il Mediterraneo. Sarà un motore fondamentale per la crescita inclusiva, allineando le normative digitali, rafforzando la sicurezza informatica e fornendo ai cittadini le competenze necessarie in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente".
Il lancio ufficiale si è svolto ieri a Marrakech, in Marocco, in occasione della conferenza GITEX Africa, alla presenza di Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia.
A metà dello scorso mese di marzo, in Kazakhstan, un referendum popolare, largamente partecipato (hanno votato più di 8 milioni di elettori pari al 73,12 % degli aventi diritto) ha approvato, con l’87,15% dei Si, la nuova Costituzione della più estesa e prosperosa tra le repubbliche centroasiatiche. Un cambiamento fortemente voluto dall’attuale Presidente, Kassym-Jomart Tokayev, che ha rivendicato il lavoro svolto per realizzare una Costituzione “che rispecchia le vere aspirazioni del popolo kazako a vivere in un Paese giusto ed equo, fondato sui principi di legge e ordine, sul rispetto e la tutela incondizionati dei diritti umani e delle libertà fondamentali, su una società modernizzata e su un forte impegno a promuovere l'istruzione, la scienza, la tecnologia, la cultura, l’ecologia, il volontariato e il patriottismo”. La modifica, che ha avuto l’imprimatur popolare qualche settimana orsono, è la seconda variante alla Costituzione negli ultimi quattro anni. Si inserisce nel solco di cambiamenti nella struttura istituzionale volti a dare un assetto più moderno al Paese, a renderlo competitivo in un mondo in continuo cambiamento e a liberare le energie economiche ed organizzative che sono ancora sopite. La riforma, infatti, riflette anni di graduale modernizzazione politica per rispondere alle nuove sfide come i diritti digitali e la protezione dei dati. La consultazione ha visto, tra l’altro, l’impegno di osservatori provenienti da 34 Paesi i quali hanno giudicato il processo elettorale, articolato su 10.000 seggi, in Kazakhstan ed all’estero, trasparente e conforme agli standard internazionali. Accanto agli osservatori internazionali, si è segnalata una considerevole partecipazione di rappresentanti della società civile e di liberi cittadini che hanno monitorato la corretta esecuzione delle procedure; se ne sono contati fino a 10 per ogni seggio. Non sono poche infatti, le aspettative della leadership e del popolo kazako per questi significativi cambiamenti. Questa nuova Costituzione è la naturale prosecuzione di un cambiamento avviatosi nel 2019, con una iniziale procedura che intendeva modificare solo meno del 40% dell’articolato precedente ma, nel corso dei lavori, è emerso che per dare una struttura coerente ed efficiente alla nuova legge, necessitavano modifiche a circa l’80% del testo iniziale. Un lavoro che ha impegnato una Commissione costituzionale con una rappresentanza senza precedenti di 129 cittadini, che ha esaminato ogni dettaglio, ha valutato circa 12.000 proposte di vari esperti e organizzazioni della società civile e ha supervisionato sei mesi di dibattiti pubblici. Il tutto per arrivare ad un modello che lo stesso Presidente Tokayev ha definito: “Presidente forte, Parlamento influente e Governo responsabile".
La Costituzione precedente è stata in vigore per circa 30 anni. Per allontanarsi dal passato sovietico una prima Costituzione fu adottata nel 1993 e poi modificata nel 1995. Ora il Paese ha deciso di effettuare un deciso salto verso la modernità e la democrazia per poter meglio affrontare le sfide del momento e del futuro.
Una delle principali modifiche introdotte dalla nuova Costituzione è l’abolizione del parlamento bicamerale a favore di un parlamento unicamerale, che si chiamerà Kurultai. Viene abolita una quota presidenziale onde rafforzare l’indipendenza del potere legislativo. Il passaggio a un parlamento monocamerale consentirà un processo legislativo più rapido e trasparente. Le elezioni per i 145 seggi del parlamento riorganizzato si terranno quest'estate, ha dichiarato Tokayev ai giornalisti dopo aver votato ad Astana.
Vi è, inoltre, la reintroduzione della vicepresidenza, anche allo scopo di agevolare la pianificazione della successione. Un nuovo Consiglio popolare consultivo (il Khalyk Kenesi) amplierà la partecipazione e il dialogo pubblico.
Le riforme istituzionali previste dal nuovo quadro costituzionale rafforzano anche lo sviluppo della governance e garantiscono un regolare ricambio dei vertici. Nel contempo si definiscono limiti di mandato per i principali funzionari statali.
Questa riforma, poi, rende il kazako la principale e unica lingua di Stato, declassando la lingua russa. Un ulteriore gesto finalizzato a rafforzare il sentimento di identità e costruzione nazionale di un Paese articolato su centinaia di etnie la cui convivenza, però, è sempre stata un esempio di rispetto e tolleranza.
La riforma costituzionale rappresenta uno dei principali momenti della presidenza Tokayev in cui ha riversato tutta la sua esperienza ed il suo background diplomatico e politico. Ha svolto, in precedenza due mandati come ministro degli Esteri (1994-1999 e 2002-2007). Nel corso della sua presidenza, poi, Tokayev ha promosso la politica estera multidirezionale del Kazakhstan e ne ha rafforzato l’indipendenza. Ha ricoperto posizioni di alto livello e ha guidato gli sforzi per assicurare al Kazakhstan la guida di varie organizzazioni regionali e intergovernative, gestendo complesse relazioni tra interessi contrastanti all’interno e all’esterno della regione.
A seguito dell’esito referendario, il presidente Tokayev ha anche ricevuto i messaggi di congratulazioni di diversi leader regionali e mondiali. Diverse capitali e capi di Stato hanno inviato messaggi di congratulazioni ad Astana, leggendo l’esito del voto come un fattore di stabilità per il Kazakhstan e per l’intera regione. Le reazioni positive di partner regionali e di grandi attori vicini mostrano quanto il Kazakhstan sia percepito come un perno strategico dell’Asia Centrale. Trattandosi di un Paese di grandi dimensioni, ricco di risorse naturali, collocato tra Russia, Cina e attraversato da corridoi commerciali eurasiatici, ogni sua trasformazione costituzionale ha inevitabilmente una risonanza almeno regionale. Il Kazakhstan è il nono paese più grande al mondo per superficie. Ha ottenuto l’indipendenza dall’URSS il 16 dicembre 1991. Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale, nel 2025 il Kazakhstan ha superato la Cina in termini di crescita del PIL pro capite, affermandosi non solo come il paese economicamente più prospero dell’Asia centrale, ma anche come un’economia in costante crescita a livello globale. Il Kazakhstan ha inoltre mostrato una crescita costante nell’Indice di Sviluppo Umano (ISU), valutato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), con un aumento del 21,5% (da 0,689 a 0,837) tra il 1990 e il 2023, ed è stato riconosciuto per il suo approccio lungimirante in materia di istruzione, economia, tecnologia e finanza.
Il Paese entra ora in una nuova fase politica, con nuove elezioni previste nei prossimi mesi al fine di dare concretezza alla nuova legge fondamentale. Una nuova fase che converrà seguire con attenzione viste anche le tante (e in crescita) relazioni economiche e commerciali con il nostro Paese.
Francesco Lombardi
A spasso per l'Euorpa, se hai compiuto diciotto anni
Oggi la Commissione europea apre le candidature per una nuova edizione di DiscoverEU, offrendo a migliaia di giovani di 18 anni la possibilità di esplorare l'Europa in treno e gratuitamente. Il bando si apre oggi alle 12:00 CET e si chiude il 22 aprile 2026 alle 12:00 CET, in vista del lancio della Settimana europea della gioventù 2026.
Sono disponibili 40.000 biglietti. I vincitori potranno viaggiare in treno per un massimo di 30 giorni tra il 1° luglio 2026 e il 30 settembre 2027. Possono candidarsi i giovani nati tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008 compilando un quiz di cinque domande sull'UE e una domanda aggiuntiva sul Portale europeo della gioventù. La Commissione assegnerà i biglietti ai candidati in base alla loro posizione in graduatoria, fino al limite dei biglietti disponibili.
Il bando è aperto ai candidati provenienti dall'Unione europea e dai paesi associati al programma Erasmus+, tra cui Islanda, Liechtenstein, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia e Turchia. I possessori dei biglietti possono pianificare i propri itinerari o lasciarsi ispirare da quelli suggeriti, come l'Itinerario Culturale DiscoverEU, che combina diverse destinazioni culturali con particolare attenzione ad architettura, musica, belle arti, teatro, moda e design.
DiscoverEU offre un supporto aggiuntivo ai partecipanti con disabilità, problemi di salute o provenienti da contesti socio-economici svantaggiati. Questo può includere la possibilità di viaggiare con accompagnatori o l'accesso a finanziamenti extra tramite l'Azione di Inclusione DiscoverEU.
Sebbene DiscoverEU promuova i viaggi sostenibili in treno, sono previste disposizioni speciali per i giovani provenienti da isole, regioni ultraperiferiche, paesi e territori d'oltremare e zone remote.
Si rafforza la cooperazione strategica con il Marocco
L'Europa ed il Marocco s'impegnano a rafforzare le loro relazioni nel settore digitale e lanciano il Dialogo Digitale UE-Marocco. L'iniziativa riflette una visione condivisa in materia di soluzioni digitali, di dati e dell'intelligenza artificiale (IA). Permetterà la cooperazione in settori quali l'IA, il supporto alle start-up digitali, le infrastrutture digitali sicure e l'interoperabilità delle infrastrutture digitali pubbliche, ad esempio dei portafogli digitali.
Il Dialogo è stato lanciato da Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutivo per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, e da Amal El Fallah Seghrouchni, Ministro delegato per la Transizione Digitale e la Riforma Amministrativa.
Il Dialogo Digitale UE-Marocco mira inoltre a dare attuazione agli impegni assunti con il Patto per il Mediterraneo, un'iniziativa strategica dell'UE volta a rafforzare la cooperazione e i partenariati con i paesi del Mediterraneo meridionale e orientale, anche nel settore digitale.
Vent'anni del dominio internet .eu
Ebbene si, Il dominio di primo livello .eu, celebra vent'anni di attività. L'indirizzo digitale europeo conta oltre 3,8 milioni di registrazioni attive. Il nome di dominio ha semplificato l'e-commerce, consentendo alle imprese europee di utilizzare un unico indirizzo web in tutto il mercato UE. Il dominio .eu è il quarto più utilizzato in Europa e il nono al mondo. Le registrazioni di domini .eu continuano a crescere di oltre il 2% ogni anno e i proprietari continuano a utilizzare i propri domini .eu, con l'80% delle registrazioni che vengono rinnovate.
Grazie al fatto che richiama gli standard ed i valori europei, .eu permette a imprese e organizzazioni, comprese le istituzioni europee, di utilizzare un unico nome di dominio a livello transfrontaliero. I sistemi alla base dei siti web .eu sono in continua evoluzione, con strumenti di apprendimento automatico in grado di prevenire abusi, effettuare controlli di qualità dei dati e garantire affidabilità e sicurezza. Il dominio è online ininterrottamente da 20 anni, senza un solo millisecondo di interruzione.
L'anniversario verrà celebrato il 26 e 27 maggio, in occasione della conferenza "Voci europee per il futuro di Internet: celebrare i 20 anni del .eu e l'inizio di un nuovo decennio di governance di Internet". La vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, terrà un discorso di apertura all'evento, che si focalizzarà su come i valori europei possano plasmare il futuro di Internet.
Un nuovo statuto per l'Agenzia Spaziale Europea
La nuova inziativa legislativa della Commissione europea intende rinmominare l'attuale Agenzia per il Programma spaziale europeo in Agenzia europea dei servizi spaziali (EUSPA) e dotarla di un atto istitutivo autonomo. Il provvedimento di modifica dell'attuale Regolamento riflette le crescenti responsabilità operative dell'organizzazione. In base alla nuova proposta, l'Agenzia adotterà un atto istitutivo autonomo che non dovrà essere modificato per ogni ciclo settennale di bilancio dell'UE.
In quanto braccio operativo delle attività spaziali dell'UE, l'EUSPA è responsabile della gestione dei sistemi di navigazione satellitare Galileo ed EGNOS, nonché della sicurezza delle infrastrutture spaziali dell'Unione. Essa funge da collegamento chiave tra la tecnologia spaziale ed i settori pubblico e privato, garantendo che i dati satellitari vengano trasformati in servizi funzionali per i cittadini e le imprese europee.
Attraverso questo atto istitutivo specifico si rafforza il ruolo dell'Agenzia quale fornitore primario di servizi nel settore spaziale globale, nonché ad attribuirle ulteriori responsabilità in altri ambiti correlati allo spazio, a condizione che disponga delle necessarie capacità operative e risorse. La proposta mira a garantire che l'Unione europea mantenga la propria autonomia strategica e rimanga un attore competitivo in un contesto spaziale internazionale in rapida evoluzione.
Le guerre dividono, le malattie uniscono
La Commissione europea ha annunciato lo stanziamento di 700 milioni di euro al Fondo globale per la lotta contro l'HIV, la tubercolosi e la malaria. Inoltre un investimento di 46,5 milioni di euro servirtà a rafforzare la sicurezza sanitaria in Africa ed in Europa, in particolare nella lotta alla resistenza antimicrobica (AMR), mentre 50 milioni di euro andranno in ricerca e sviluppo per contrastare l'AMR e le malattie tropicali non ancora attenzionate. Il Commissario per i partenariati internazionali, Jozef Síkela, ha annunciato queste misure in occasione del Vertice One Health che si è tenuto ieri a Lione, in Francia.
I fondi stanziatirientrano nell'ambito della nuova Iniziativa globale per la resilienza sanitaria, annunciata dalla Presidente von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione del 2025, il cui lancio è previsto entro l'estate. L'iniziativa offrirà l'opportunità di definire chiaramente le priorità dell'UE e individuare percorsi concreti per un'azione efficace ed efficiente in materia di salute globale.
L'impegno dell'Unione europea per la salute globale è sancito dalla Strategia globale per la salute dell'UE, adottata nel 2022, e dalla strategia Global Gateway, che identifica la salute come una priorità chiave di investimento.
L'impegno dell'UE in materia di salute globale si concentra sul rafforzamento dei sistemi sanitari, sul miglioramento della sicurezza sanitaria, sul sostegno alla produzione locale di prodotti sanitari e sulla promozione della copertura sanitaria universale, in particolare nei paesi partner dell'Africa subsahariana.
Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concluso oggi tra Stati Uniti e Iran.
Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo.
L'obiettivo ora deve essere quello di negoziare una rapida e duratura fine alla guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere raggiunto solo attraverso mezzi diplomatici.
Incoraggiamo vivamente rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale.
Questo sarà fondamentale per proteggere la popolazione civile iraniana e garantire la sicurezza nella regione. Può scongiurare una grave crisi energetica globale.
Sosteniamo questi sforzi diplomatici. A tal fine, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner.
Esortiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, anche in Libano.
I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il cantiere europeo dei futuri giornalisti
Sono aperte le candidature per la decima edizione di Youth4Regions, il programma europeo che supporta gli aspiranti giornalisti. Quanti avranno superato la selezione trascorreranno una settimana a Bruxelles dal 10 al 16 ottobre, e potranno usufruire di una formazione specialistica, di un'esperienza pratica in redazione e di un accesso esclusivo sia alle istituzioni europee che alle principali testate giornalistiche. Le candidature possono essere presentate fino al 7 luglio 2026 sul sito web del programma.
Il programma di quest'anno accoglie candidature in quattro formati: giornalismo scritto, giornalismo video, giornalismo audio e fotogiornalismo. Youth4Regions è aperto a studenti e giovani giornalisti provenienti dagli Stati membri dell'UE, dai paesi limitrofi e dai paesi candidati, offrendo un'opportunità unica per sviluppare competenze, costruire reti professionali e acquisire una conoscenza diretta del giornalismo europeo. Finora 300 giovani giornalisti hanno beneficiato di questo sostegno dal lancio del programma nel 2017.
I partecipanti avranno anche la possibilità di concorrere per il prestigioso Premio Megalizzi-Niedzielski, che onora i giovani giornalisti più meritevoli. Il premio verrà assegnato il 14 ottobre 2026. I vincitori saranno inoltre nominati Corrispondenti per la Coesione 2027 e inviati in missione sul campo per due settimane, con il compito di realizzare reportage sui progetti di politica di coesione e sul loro impatto sulla vita delle persone negli Stati membri dell'UE.
Il turismo europeo cerca testimonial per il 2027
La Commissione europea lancia l'edizione 2027 del premio Capitali europee del turismo. Premia le destinazioni turistiche più innovative e sostenibili, che rappresentano esempi di eccellenza nel settore. In pèarticolare saranno premiate due categorie di destinazioni: la prima riguarda le città con oltre 100.000 abitanti e riconosce l'eccellenza in termini di sostenibilità, accessibilità, digitalizzazione, patrimonio culturale e creatività. La seconda categoria è aperta alle città con una popolazione compresa tra 25.000 e 100.000 abitanti all'avanguardia nel turismo sostenibile.
Essendo uno dei settori economici più importanti dell'UE, il turismo svolge un ruolo chiave nella crescita economica e nella creazione di posti di lavoro. Contribuisce allo sviluppo regionale, sostiene le piccole e medie imprese (PMI) e aiuta a preservare il patrimonio culturale. Allo stesso tempo, il settore turistico si trova ad affrontare sfide significative, tra cui l'instabilità geopolitica, i cambiamenti climatici, la carenza di manodopera qualificata e il sovraffollamento nelle principali destinazioni turistiche. L'iniziativa Capitali europee del turismo riconosce e celebra le destinazioni che implementano soluzioni innovative in ambiti quali la digitalizzazione, l'accessibilità, la sostenibilità, nonché il sostegno al patrimonio culturale, alla creatività e ai talenti locali.
Le candidature per le Capitali europee del turismo sono aperte fino al 12 giugno.
Presso La Comm@nderie a Élancourt, un ex sito templare nell'Île-de-France, i giovani imparano a orientarsi in un mondo digitale pieno di disinformazione, teorie del complotto e furto di dati. Grazie a un'iniziativa sostenuta dall'UE, acquisiscono le capacità di pensiero critico necessarie per riconoscere le false narrazioni e interagire online con sicurezza.
A prima vista, le mura in pietra de La Comm@nderie sembrano appartenere a un'altra epoca. Costruito sulle fondamenta di un'antica commenda dei leggendari Cavalieri Templari, il sito è intriso della storia – e del mito – di questo misterioso ordine cavalleresco. Nell'Île-de-France, un'antica fortezza si erge come sempre, ma la battaglia che la circonda è cambiata. Parole al posto delle spade, email al posto delle catene di Sant'Antonio, non una campagna per conquistare la Terra Santa, ma una per proteggere internet dalla disinformazione. Nell'ambito della campagna della Commissione europea "L'UE nella mia scuola", La Comm@nderie ha ospitato un'iniziativa volta a fornire ai giovani gli strumenti per orientarsi nel complesso panorama digitale odierno. L'iniziativa si è svolta il 5 e 6 febbraio e ha riunito oltre 130 studenti di scuole tecniche e professionali di Yvelines. In un'intervista a una radio locale, la responsabile Marlène Bouffiès ha chiaramente affermato che l'obiettivo dell'iniziativa era quello di fornire ai giovani le competenze digitali necessarie per riconoscere la disinformazione, contrastare le teorie del complotto e affinare le proprie capacità di pensiero critico in un'epoca in cui la verità è sempre più messa in discussione.
Il simbolismo di questo luogo non potrebbe essere più azzeccato. I Cavalieri Templari, fondati nel XII secolo, hanno a lungo ispirato fascino e, al contempo, fantasie. Dal Pendolo di Foucault di Umberto Eco al Codice Da Vinci di Dan Brown, fino alla popolare serie di videogiochi Assassin's Creed, la storia spesso distorta dei Templari ha dato origine a innumerevoli miti e teorie del complotto. Queste persistenti distorsioni, plasmate e rimodellate nel tempo, rendono questo sito non solo un luogo di interesse storico, ma anche un contesto ideale per esplorare come le narrazioni possano essere costruite, manipolate e credute.
In questo senso, La Comm@nderie diventa il luogo ideale per confrontarsi con un parallelo moderno: la diffusione di fake news e disinformazione. Proprio come l'eredità dei Templari fu influenzata da una narrazione selettiva, l'ambiente digitale odierno è saturo di contenuti fuorvianti progettati per influenzare, confondere o ingannare, rendendo particolarmente appropriato qui formare i giovani all'alfabetizzazione digitale e al pensiero critico.
Durante l'evento "L'UE nella mia scuola", i partecipanti sono stati invitati a esplorare in prima persona questo legame. Workshop e sessioni interattive li hanno guidati attraverso i meccanismi della disinformazione: come viene creata, perché si diffonde e come può essere identificata. L'obiettivo non era semplicemente quello di mettere in guardia contro le falsità, ma di dare ai partecipanti gli strumenti per mettere in discussione ciò che vedono, leggono e condividono online.
Uno dei messaggi centrali ha avuto una forte risonanza: le teorie del complotto prosperano sulle emozioni, non sulle prove. Spesso offrono spiegazioni semplicistiche per realtà complesse, risultando attraenti ma in definitiva fuorvianti. Cadere nella trappola della disinformazione può avere conseguenze reali, dai malintesi personali alla più ampia polarizzazione sociale.
Ecco perché iniziative come questa partnership "L'UE nella mia scuola" sono così importanti. Concentrandosi sull'alfabetizzazione digitale e mediatica, affrontano la radice del problema. Insegnare ai giovani come verificare le fonti, riconoscere i pregiudizi e mettere in discussione le narrazioni fornisce loro competenze che dureranno tutta la vita e che vanno ben oltre l'ambito scolastico.
L'Europa in prima linea nella guerra ai falsi miti del web
La storia del contesto in cui si inserisce conferisce una dimensione significativa al suo scopo, poiché La Comm@nderie du numérique mostra come le narrazioni si evolvono e con quanta facilità la verità può essere oscurata. La storia dei Cavalieri Templari ci ricorda che la disinformazione non è una novità, sono cambiate solo la sua portata e la sua velocità. L'iniziativa collega passato e presente, dimostrando che, sebbene gli strumenti della disinformazione si siano evoluti, le dinamiche di potere, credenze e narrazione rimangono le stesse, aiutando i giovani a riconoscere questi schemi e a diventare più resistenti alla manipolazione.
L'obiettivo più ampio è quello di promuovere cittadini informati e partecipi. In una democrazia, la capacità di pensare in modo critico e di valutare le informazioni è essenziale. Senza di essa, il discorso pubblico diventa vulnerabile alla distorsione e il processo decisionale risulta compromesso. Investendo nell'educazione dei giovani, l'Unione Europea adotta un approccio proattivo per salvaguardare i propri valori democratici.
Al di là del suo legame con i leggendari Cavalieri, La Comm@nderie occupa una posizione strategica nel panorama sociale e culturale della regione. Trasformata in un polo digitale nel 2024 grazie a un finanziamento europeo di 321.600 euro, La Comm@nderie offre oggi una vasta gamma di attività: un escape game sulla disinformazione, sessioni di programmazione, progetti creativi digitali e multimediali e sperimentazioni pratiche pensate per rendere la tecnologia accessibile a tutti. Queste esperienze di apprendimento si svolgono in un contesto più ampio, dedicato allo sviluppo delle competenze digitali e alla prevenzione dell'abbandono scolastico, anche per i giovani non francofoni.