Come cambieranno le regole sulle fusioni societarie

30/04/2026

La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sulla bozza delle nuove Linee guida UE in materia di concentrazioni. Sostituiranno le attuali Linee guida sulle concentrazioni orizzontali e le Linee guida sulle concentrazioni non orizzontali. Si tratta della riforma più significativa in materia di controllo delle concentrazioni nell'UE degli ultimi vent'anni. La consultazione pubblica fa seguito ad una precedente consultazione pubblica nel maggio 2025, e a diversi eventi organizzati dalla Commissione. I contributi ricevuti  dall'inizio del processo di revisione hanno concorso alla stesura del testo pubblicato oggi.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "L'Europa ha bisogno di aziende audaci e innovative in grado di competere sulla scena globale. Abbiamo il talento. Ora dobbiamo creare l'ambiente favorevole per i futuri campioni d'Europa. Oggi pubblichiamo la bozza delle nostre Linee guida sulle concentrazioni per supportare al meglio le imprese affinché possano prosperare, crescere e innovare. Si tratta di un approccio ambizioso alla nostra politica di concorrenza, che ci consentirà di affrontare le realtà di un'economia globale estremamente competitiva e di rafforzare la nostra competitività, preservando al contempo la prevedibilità e la certezza che gli investitori apprezzano maggiormente in Europa". Chiunque sia interessato può contribuire rispondendo al questionario disponibile qui entro il 26 giugno 2026.

Principali modifiche proposte:

Le nuove Linee guida sulle fusioni  regolamentano il modo in cui la Commissione valuta le fusioni, nel mutato contesto geopolitico e commerciale odierno, in cui la dimensione industriale e la competitività globale, così come l'innovazione e gli investimenti, sono diventati sempre più importanti, e la sostenibilità e la resilienza sono diventate parametri rilevanti per la concorrenza.

La crescita e l'espansione delle imprese nei mercati globali, al fine di raggiungere le dimensioni necessarie per competere, possono essere pro-competitive in quanto favoriscono l'innovazione, gli investimenti e la resilienza, e sono necessarie per promuovere una crescita economica sostenibile e per competere e assumere un ruolo di leadership a livello globale.

In particolare:

- sostenere e rafforzare la competitività globale dell'UE;
- focalizzare l'attenzione sull'innovazione e sugli investimenti con un approccio più dinamico alla valutazione delle fusioni, inclusa la valutazione del danno dinamico e delle "acquisizioni killer", ed al contempo introdurre uno "scudo per l'innovazione" per le fusioni  che coinvolgono piccole imprese innovative, comprese le start-up e i progetti di ricerca e sviluppo;
- riconoscere la sostenibilità e la resilienza come importanti fattori competitivi, fornendo orientamenti su come valutare il loro contributo all'economia ed alla società nel suo complesso;
- aggiornare e perfezionare i cirteri del potere di mercato, dell'esclusione e del coordinamento per consentire alla Commissione di valutare l'impatto dei diversi tipi di fusioni su prezzo, qualità e innovazione in un'economia in evoluzione;
- orientare la Commissione su come dovrà valutare i benefici delle fusioni – denominati efficienze – promossi dalle imprese, comprese le efficienze dinamiche correlate all'innovazione ed agli investimenti, che potrebbero richiedere più tempo per concretizzarsi; e presentare nuove linee guida sulle situazioni in cui gli Stati membri possono intervenire per tutelare legittimi interessi pubblici.

L'obiettivo principale della normativa europea sulle concentrazioni è preservare un mercato interno dinamico e competitivo. Consente alle imprese di raggiungere economie di scala, innovare, investire e offrire prodotti migliori; ed allo  stesso tempo impedire che  il potere di mercato si accumuli nelle mani di una o poche imprese, danneggiando i consumatori e le imprese e compromettendo la produttività e la crescita economica dell'UE.

 Quando valuta le proposte di fusione, la Commissione considera se queste possano ostacolare in modo significativo la concorrenza effettiva nell'UE. Valuta se la fusione sia in grado di produrre benefici c.d. procompetitivi, noti come efficienze, in misura superiore al potenziale danno . Se le proposte di fusione non ostacolano in modo significativo la concorrenza effettiva, a seguito della valutazione complessiva dei benefici e dei danni, vengono approvate senza condizioni. Altrimenti alle parti coinvolte nella fusione viene chiesto di proporre modifiche all'accordo che garantiscano latutela della concorrenza sul mercato. Se le parti coinvolte nella fusione non propongono soluzioni adeguate, la Commissione vieta l'operazione, al fine di prevenire effetti negativi sulle imprese e sui consumatori in termini di prezzi più elevati, qualità inferiore o scelta più limitata di beni o servizi. Negli ultimi dieci anni, oltre il 99% delle decisioni della Commissione in materia di fusioni sono state autorizzazioni, di cui circa il 95% incondizionate.

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